venerdì
24 Aprile 2026

Da mezzanotte allerta meteo per 36 ore Attesa pioggia mista neve sulla costa

La protezione civile raccomanda di non accedere a dighe e moli Sul sito del Comune i consigli per i comportamenti in caso di gelo

È in arrivo un’ondata di maltempo sul territorio ravennate. La protezione civile ha diramato un’allerta meteo di 36 ore a partire dalla mezzanotte di giovedì 12 gennaio (fino alle 12 di sabato 14): secondo quanto riporta l’allerta, il nostro territorio dovrebbe essere interessato da precipitazioni a partire dalla seconda parte della giornata di venerdì 13 e lungo la fascia costiera dovrebbe trattarsi di pioggia mista a neve. Si raccomanda di non accedere a moli e dighe foranee, di mettere in atto le opportune misure di auto protezione e tutti i comportamenti che è necessario adottare in caso di neve/ghiaccio, consultabili sul sito del Comune, dove sono indicati anche i dettagli sulle modalità di attuazione del piano ghiaccio/neve del Comune (vedi articoli correlati).

Usava il nipote di tre anni per chiedere l’elemosina in strada: nomade arrestata

Episodio del 2008, nel frattempo diverse denunce per furti, risse, danneggiamenti e borseggi. Ora dovrà scontare tre mesi di carcere

Teneva il nipotino di tre anni in strada per chiedere l’elemosina: una nomade 50enne è stata arrestata dalla polizia a Faenza ieri, 11 gennaio, e portata al carcere di Forlì dove dovrà scontare i tre mesi di condanna definitiva per l’impiego di minori in accattonaggio. L’episodio è accaduto nel 2008 a Bologna dove la polizia la fermò con il bambino sotto i portici di via Indipendenza e venne denunciata. L’arresto è avvenuto nei pressi dell’ingresso dell’ospedale di Faenza, città dove la donna è presente da oltre vent’anni. La 50enne ha diversi arresti alle spalle e numerose denunce per furti, risse, danneggiamenti e borseggi in diverse città italiane.

In tre notti assaltate 14 abitazioni Fermati due membri della banda

Dal 2 al 4 gennaio cinque furti compiuti e nove tentati tra Filetto, Pilastro e Roncalceci. Determinanti un filmato e il ritrovamento degli arnesi

In tre notti consecutive all’inizio di gennaio in totale 14 episodi di furti compiuti (5) o tentati (9) in abitazioni nelle frazioni di Filetto, Pilastro e Roncalceci: il filmato di una videosorveglianza privata e il rinvenimento di arnesi da scasso abbandonati hanno permesso ai carabinieri della stazione di Filetto di individuare due del gruppo dei presunti colpevoli: il 26enne albanese Ejlli Leonard, con precedenti e condanne per furto anche in Spagna, si trova in carcere mentre un 44enne connazionale (F. H.), domiciliato a Ravenna e con un impiego da operaio, è stato denunciato. Gli episodi avvennero durante le serate del 2, 3 e 4 gennaio scorso, tutti denunciati nei giorni successivi. I militari hanno rinvenuto arnesi da scasso e radioline utilizzate per comunicare a distanza. Le indagini ritengono che ai colpi abbiano partecipato altri uomini,al momento ignoti.

Confartigianato, si uniscono le associazioni di Ravenna e Forlì

«È urgente il superamento delle logiche territoriali e provinciali»
Il nuovo soggetto raccoglie 8mila imprese e 20mila addetti

Le associazioni Confartigianato di Ravenna e Forlì si uniscono e nasce Confartigianato Unione Forlì Ravenna, nuova realtà «voluta per essere maggiormente competitivi e offrire un’assistenza sempre più qualificata ai propri associati, dando vita a un partner capace di intervenire efficacemente nei confronti della politica e della società in cui le imprese operano». Così l’hanno presentata Tiziano Samorè e Giorgio Grazioso, rispettivamente segretario provinciale a Ravenna e presidente a Forlì. Nella nuova veste, l’associazione di categoria rappresenta oltre ottomila imprenditori e lavoratori autonomi, che danno occupazione a più di 20mila addetti.

Non si tratta però di una fusione: le due associazioni territoriali e le società di servizi mantengono le proprie strutture e dirigenze attuali ma potranno contare sull’efficientamento che potrà derivare da questa collaborazione, dal passaggio di informazioni e da una divisione di compiti che è parte integrante del progetto. «In un contesto istituzionale in evoluzione e sempre più orientato al superamento delle logiche territoriali e provinciali – riporta una nota diffusa dopo l’ufficializzazione del matrimonio –, è urgente, anche per l’associazionismo, riorganizzarsi per essere un interlocutore in grado di dialogare pariteticamente con gli enti pubblici e quindi di rappresentare meglio le istanze e i bisogni delle aziende e delle categorie aderenti. Al tempo stesso, la scelta di mantenere forti le identità delle due realtà di Forlì e di Ravenna, con una presenza capillare in entrambi i comprensori, è garanzia di vicinanza alle aziende e alle necessità quotidiane di chi vive l’area».

Come spiegano i vertici delle due associazioni il nuovo soggetto risponde soprattutto a finalità di rappresentanza, così come stabilito nello Statuto approvato a dicembre. L’Unione sarà chiamata a elaborare, definire e attuare politiche sindacali e di lobby, per la tutela e lo sviluppo dell’artigianato e della micro, piccola e media impresa e dei lavoratori autonomi. Alla nuova struttura viene affidata la rappresentanza delle imprese associate nei confronti delle istituzioni, amministrazioni, enti, istituti, rappresentanze sindacali dei lavoratori, organismi e commissioni pubbliche e private e negli organismi associativi della confederazione nazionale e della Federazione regionale di Confartigianato Federimprese. E resta la funzione di rappresentanza sindacale delle categorie di mestiere, del gruppo Giovani Imprenditori, del gruppo Donne Impresa e dell’Anap (Associazione nazionale degli anziani e pensionati).

Dal 16 gennaio aperte le iscrizioni alle scuole statali: si fa solo online

Per i servizi di ristorazione scolastica, trasporto e pre-post è necessaria una registrazione specifica

Dalle 8 del 16 gennaio alle 20 del 6 febbraio aperte le iscrizioni per l’anno scolastico 2017/2018 alle scuole statali (infanzia, primarie e secondarie). Le iscrizioni alle prime classi delle scuole primarie e secondarie dovranno essere effettuate esclusivamente online collegandosi al sito del ministero dell’Istruzione (le credenziali di accesso possono già essere richieste allo stesso indirizzo internet). Le iscrizioni alla scuola dell’infanzia statale, invece, sono escluse dal sistema online ed è quindi necessario presentare domanda alla segreteria dell’istituto comprensivo prescelto.

Dal 16 gennaio sono aperte anche le iscrizioni per i servizi del diritto allo studio. L’iscrizione a scuola infatti non comporta automaticamente l’iscrizione ai servizi organizzati dal Comune. Per l’iscrizione ai servizi di ristorazione scolastica, trasporto scolastico e pre post scuola è necessario effettuare l’iscrizione online sempre dal 16 gennaio, ma al sito del Comune.

Dal 13 gennaio al 6 febbraio, infine, sono aperte anche le iscrizioni online alle scuole dell’infanzia comunali: il bando e tutte le informazioni necessarie sono scaricabili dallo stesso sito del Comune.

Anche all’università di Ravenna un corso per Imam sui principi costituzionali

La Lega Nord critica: «Iniziativa solo all’apparenza lodevole…»

Sarà un corso di formazione rivolto agli Imam e ai ministri di culto di altre religioni provenienti da paesi extra Ue e che intendono operare in Italia, per un dialogo fra religioni e culture, contribuendo alla costruzione di una convivenza sociale pacifica e nonviolenta, a favore dell’integrazione.

Il corso – quella che citiamo è un’agenzia dell’Agi – in partenza nella sede di Giurisprudenza del Campus di Ravenna, è finanziato dal Ministero dell’Interno. Sei le Università interessate: la gestione del progetto è collegiale e vede coinvolte, oltre a Bologna, le università di Calabria, Salerno, Bari, Pisa e Firenze.

I partecipanti al corso verranno informati sui principi costituzionali in materia di libertà religiosa e di coscienza, libertà di disporre di edifici di culto, libero esercizio del culto, rispetto dei diversi culti e dei non credenti, libertà di celebrare i riti della propria religione e obblighi di legge da rispettare.

La notizia ha fatto scalpore e la prima reazione della politica arriva dalla Lega Nord. «Un’iniziativa all’apparenza lodevole – è il commento di Jacopo Morrone, segretario della Lega Nord Romagna –. Ma sono le spiegazioni che la giustificano che destano qualche perplessità. Se è condivisibile l’obiettivo di promuovere l’esercizio della libertà religiosa in coerenza con i principi fondanti della nostra società, ci sembra che mettere in pratica questo principio risulti difficile, soprattutto se non si riconosce, come appare dalla presentazione di questo corso, la realtà quotidiana dell’islam in Italia».

«Lo scopo del corso – continua Morrone – sembrerebbe quello di insegnare agli imam la convivenza e il rispetto reciproco. Ma non ci illudiamo. Ci stupisce, infatti, che si parli di imam come di ministri di culto. È noto infatti che le correnti principali dell’Islam non riconoscono un ‘clero’, né gerarchie, non ci sono quindi preti, vescovi, papi alle cui indicazioni tutti si attengono. Quando un musulmano prega si rivolge direttamente al proprio dio senza bisogno di un intermediario. Non si possono quindi confondere gli imam con i sacerdoti. Si tratta di una realtà del tutto diversa. Gli imam sono guide sul piano spirituale ma anche socio-politico. Nel senso che i contenuti delle loro prediche spaziano su tutto: nell’islam non c’è infatti distinzione tra religione, politica, cultura e società. E le moschee (che non sono luoghi di culto, ma hanno natura polivalente, spesso politica) o i centri islamici sono spesso i luoghi attraverso i quali l’islam radicale, per mezzo delle prediche di questi imam, si irradiano nel mondo musulmano soprattutto all’estero. Non lo diciamo noi, ma la mole di inchieste e approfondimenti realizzati in questi anni in Italia e all’estero. In Italia, poi, ci sono per lo più imam fai da te, che durante la settimana svolgono un altro lavoro e che il venerdì si trasformano in predicatori. Manca ancora un elenco ufficiale degli imam, ma anche in questo caso le varie correnti musulmane sono divise su quali siano i requisiti per ottenerla e anche un elenco di imam ufficializzato non metterebbe al riparo dalla presenza di predicatori radicali e estremisti. E non crediamo che possa essere la frequentazione di corsi come quello di Ravenna a garantire l’acquisizione di valori propri della civiltà occidentale che vanno in senso opposto e contrario alla conservazione dei principi contenuti nell’islam tradizionale. Possiamo quindi comprendere le svariate ragioni per cui è stata promossa questa iniziativa, ma pensiamo anche che meno grancasse e più obiettività avrebbero potuto dare un’immagine più realistica e concreta della realtà».

La Cassazione salva il Gabibbo: «Non è un plagio di una mascotte americana»  

Termina la vicenda giudiziaria partita da Lugo nel 2003

Tutto era partito nel marzo del 2003, quando la lughese Adfra – società che oggi non esiste più – fece causa a Mediaset, Fininvest, Rti, Copy e Giochi Preziosi ritenendo il Gabibbo – la celebre mascotte della trasmissione “Striscia la notizia” – un plagio della mascotte sportiva Big Red della Western Kentucky University, di cui la società lughese di Gianfranco Strocchi aveva acquisito i diritti europei.

Nel 2007 il tribunale di Ravenna dichiarò insussistente la presunta contraffazione, giudizio confermato poi nel 2011 dalla Corte d’Appello di Bologna che ha ritenuto che la mascotte, ideata da Ralph Carey, uno studente dell’Università, non fosse così originale da meritare la protezione del diritto d’autore, rilevando in ogni caso «differenze estetiche» e di «personalità» tra i due pupazzi (citiamo per esempio l’articolo del Carlino Ravenna).

Ora la prima sezione civile della Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati dagli americani. La Suprema corte – riporta il Carlino – ha sottolineato come i giudici di merito abbiano svolto una valida valutazione comparativa tra Big Red e altri personaggi di fantasia, ritenendo che egli stesso non fosse poi così originale, assomigliando ad altri «goffi umanoidi» dei cartoni animati, tanto da non raggiungere, come hanno scritto i giudici di Bologna, «la soglia della creatività minima richiesta per la tutela».

L’Università e Ralph Carey, che avevano promosso i ricorsi, sono stati quindi condannati a pagare le spese del giudizio.

Arriva la neve? Pronti 130 mezzi per le strade del comune di Ravenna

Dall’Amministrazione ricordano che il piano è pronto già da novembre

In considerazione delle attuali previsioni del tempo, che annunciano per i prossimi giorni la probabilità di neve (in particolare dal pomeriggio di venerdì e poi da domenica in avanti), il Comune di Ravenna ricorda che dall’1 novembre è attivo il cosiddetto piano ghiaccio/neve: l’insieme delle azioni, dei mezzi organizzati e dei comportamenti previsti dal Comune in caso di eventi nevosi e per prevenire la formazione di ghiaccio che rientra nell’ambito delle attività svolte dalla società consortile Sistema 3 quale impresa esecutrice del contratto di global service manutentivo della rete stradale.

In caso di necessità sono pronti a intervenire 130 mezzi. Nello specifico: 50 lame, 15 pale, 4 autocarri, 20 bobcat e 41 spandisale dedicati allo spargimento manuale di sale.

L’impresa Sistema 3, al fine di andare incontro alle esigenze della cittadinanza, renderà attiva in ogni situazione di maltempo una centrale operativa alla quale ci si potrà rivolgere attraverso i seguenti canali: numero verde gratuito 800 97 84 83, e-mail segnalazioni@sistema.ra.it.

Le sole eventuali situazioni di particolare gravità (ad esempio incidenti e pericoli causati dal maltempo, ostacoli alla viabilità, situazioni di disagio a persone o animali) potranno essere segnalate alla centrale operativa della Polizia Municipale il cui numero è 0544 482999.

Per tutti i dettagli sulle modalità di attuazione del piano ghiaccio/neve e sui comportamenti che devono essere adottati dalla cittadinanza si può fare riferimento al seguente link, sul sito del Comune: http://bit.ly/piano-ghiaccio-neve

Un ex sindacalista 65enne il presunto autore delle minacce al figlio di Poletti

È un pensionato 65enne, residente a Milano, il presunto autore delle minacce e delle frasi diffamatorie pubblicate su Facebook nei confronti di Manuel Poletti, il figlio del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Citiamo un’agenzia di ieri mattina dell’Ansa.

Nell’ambito delle indagini coordinate dalla procura della repubblica di Forlì, affidate al sostituto procuratore Lucia Spirito, i carabinieri del nucleo investigativo di Ravenna, affiancati dai loro colleghi milanesi, hanno eseguito una perquisizione presso l’abitazione del 65enne (si tratta di un ex sindacalista Fiom, “fan” sui social network di Stalin, Mao e Che Guevara), indagato per l’ipotesi di reato di minacce e diffamazione.

Dalla perquisizione è emerso che il profilo Facebook usato per pubblicare i post minatori e diffamatori è in uso all’uomo.

Tutto il materiale informatico trovato è stato sequestrato e messo a disposizione della sezione informatica dei carabinieri di Milano per le necessarie analisi.

E il Ravenna Festival si presenta a Parigi nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura

Esauriti i posti all’Hôtel de Galliffet: opportunità per il turismo culturale

Venerdì 13 gennaio Ravenna Festival vola a Parigi per incontrare la stampa e il pubblico francesi: l’appuntamento presso l’Istituto Italiano di Cultura segna il lancio internazionale della 28esima edizione e si trasforma in un caloroso invito a scoprire la città di Ravenna e il suo Festival. L’Ambasciatore d’Italia Giandomenico Magliano e il Direttore dell’Istituto di Cultura Fabio Gambaro accoglieranno nella capitale francese Cristina Muti, presidente di Ravenna Festival, il sovrintendente Antonio De Rosa e i direttori artistici Franco Masotti e Angelo Nicastro. Ospite d’onore il Maestro Riccardo Muti, ambasciatore della cultura italiana del mondo, che la sera stessa salirà sul podio della Chicago Symphony Orchestra inaugurandone la tournée europea alla Philharmonie.

«E come si cattura l’attenzione del pubblico in una città come Parigi? – si legge nel comunicato inviato alla stampa dal Festival – Con la capacità di coniugare un programma multidisciplinare di qualità ai luoghi eccezionali che sono testimoni dell’identità storica e culturale di Ravenna e con la testimonianza appassionata di chi il Festival l’ha creato e di chi continua a rinnovarlo e svilupparlo, anno dopo anno, consapevoli che l’unicità della manifestazione sa parlare al pubblico nazionale e internazionale».

Ad accogliere l’evento sarà la sala degli specchi del prestigioso Hôtel de Galliffet che dal 1962 ospita l’Istituto Italiano di Cultura, punto di riferimento per tutti i parigini innamorati del nostro Paese.

Le più importanti agenzie e i tour operator capaci di creare opportunità di turismo culturale dedicate a Ravenna e al suo Festival sono stati i destinatari dell’invito diffuso in collaborazione con l’ufficio Enit di Parigi. Gli operatori del settore si uniranno a un pubblico già numeroso e che conta giornalisti, critici musicali, ma anche appassionati di cultura italiana, che hanno già esaurito tutti i posti disponibili per l’evento. Parigi quindi come nuova tappa di quel percorso di promozione estera che lo scorso anno ha portato il Festival da Londra a Tokyo.

La presentazione è stata organizzata in collaborazione con il Comune di Ravenna, la Regione Emilia-Romagna, Apt servizi, Enit.

Spariscono 9 tv da un hotel a Capodanno Una era in spiaggia: nei guai due ragazzi

Incensurati denunciati dai carabinieri. I televisori restituiti all’albergo

Hanno provato a fare il colpo di Capodanno ma dopo alcuni giorni di indagini sono stati scoperti dai carabinieri e denunciati per furto aggravato.

Si tratta di due giovani ravennati di 24 e 25 anni, incensurati, che secondo quanto ricostruito hanno rubato e tentato di rivendere i televisori delle camere di un noto albergo di Lido Adriano in cui erano in corso i festeggiamenti per il nuovo anno.

Un apparecchio, in ottime condizioni, è stato ritrovato nella mattina dell’1 gennaio nella spiaggia di Lido Adriano dai carabinieri (vedi foto), che hanno quindi iniziato le indagini contattando il direttore dell’albergo più vicino che ancora non si era accorto di nulla. Insieme hanno poi constatato l’effettiva mancanza dalle stanze di ben nove televisori Lcd di ultima generazione. Gli altri televisori sono stati ritrovati nei giorni successivi e riconsegnati all’albergatore.

I due giovani dovranno ora rispondere di furto aggravato.

Polizia, cambio al vertice della squadra mobile: Cagnini al posto di Poggi

Il vicequestore arriva da Forlì: guiderà l’ufficio che sta indagando sull’omicidio Ballestri

Il vicequestore Claudio Cagnini è il nuovo capo della squadra mobile della polizia a Ravenna al posto di Marco Poggi trasferito alla questura di Alessandria. Cagnini, 46 anni, forlivese, è chiamato al comando dell’ufficio investigativo che nell’ultimo periodo si è anche occupato in particolare delle indagini sull’omicidio Ballestri. Il nuovo dirigente arriva dalla questura di Forlì dove è stato dirigente della Mobile negli ultimi nove anni. In precedenza era già stato a Ravenna all’Ufficio prevenzione generale. Per Cagnini anche una significativa esperienza quadriennale a Milano. Nel giorno dell’insediamento si è incontrato con il procuratore capo Alessandro Mancini per un breve saluto ed un primo punto della situazione al fine di aver il migliore rapporto sinergico con la direzione delle indagini.

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