sabato
25 Aprile 2026

«Contributi per pagare l’affitto ai poveri: il 60 percento è andato agli stranieri»

L’attacco di Lista per Ravenna, che poi se la prende con il sistema
dell’Isee. «Non rappresenta le reale condizione economica»

Indagine di Lista per Ravenna su quelli che il capogruppo Alvaro Ancisi definisce «poveri finti» e «poveri veri».

«Parliamo – sono le parole di Ancisi – delle famiglie a basso reddito che rischiano di finire su strada perché non ce la fanno a pagare l’affitto di casa. Per loro, lo Stato istituì, per l’anno 2015, un “Fondo sostegno accesso abitazioni in locazione” da 100 milioni di euro, la cui erogazione è avvenuta nel secondo semestre del 2016. Per concorrere a ricevere un contributo pari a tre mensilità, fino ad un massimo di 3.000 euro, si chiedeva un reddito Isee inferiore a 17.154,30 euro». Tra Ravenna, Cervia e Russi – rende noto la lista civica – sono state presentate 983 domande, tra cui è stato ripartito, fino ad esaurimento, il fondo di 464.000 euro riservato dalla Regione al nostro distretto. «Solamente 313 richiedenti hanno ottenuto il contributo – rivela Ancisi –, 670 sono stati respinti. Il dato più sconvolgente è che i primi 183 in graduatoria hanno dichiarato reddito 0. Un terzo ha meno di quarant’anni. Non se la passano bene neppure gli altri 130 “vincitori”: 28 hanno dichiarato un reddito ISEE tra 5,48 e 995,46 euro, 70 tra 1.015,02 e 1.987,84 euro, 20 tra 2004,46 e 2.623,95. Il più ricco fa dunque la fame, considerando che a Ravenna la “soglia della povertà” fissata dal Comune è di 7.500 euro».

Ancisi poi sottolinea il dato riferito agli stranieri, circa il 12 percento della popolazione residente a Ravenna. «Ma quelli che hanno ricevuto il contributo sull’affitto sono il 60 percento. Per concorrere al contributo basta avere il permesso di soggiorno di un anno. Pressappoco la stessa sproporzione a danno degli italiani da una vita vale per gli altri aiuti assistenziali in cui l’Isee fa testo (la concessione di un alloggio popolare, i contributi e i sussidi economici, le rette scolastiche, il servizio mensa). Ma a Ravenna la spesa pubblica sociale è pressoché la stessa almeno da una decina di anni, mentre le famiglie indigenti sono almeno triplicate a causa della crisi economica, della disoccupazione dilagata e dell’immigrazione sfrenata e incontrollata. Politiche dell’accoglienza ingannevolmente “buoniste”, sostenute da strutture assistenziali ben strutturate ed incisive ad essa riservate, fanno sì che gli stranieri facciano la parte del leone negli aiuti pubblici, benché il budget disponibile sia lo stesso di quando erano la metà».

«Troppo frequentemente – è l’ultimo attacco di Ancisi – il reddito Isee (la cui istituzione o modifica non è certo, a onor del vero, di competenza comunale, ndr) non rappresenta la reale condizione economica, nascondendo le attività di lavoro in nero e quelle illegali, oppure consentendo truffe e sotterfugi. Si prendono poi per buoni redditi zero, o poco più, di famiglie in affitto, a cui si offrono tre mesi di canone: come fanno a pagare gli altri nove mesi? Non mangiano, non si vestono, si muovono solo a piedi? Nessuno se lo chiede nemmeno. Si dovrebbe innanzitutto verificare se queste famiglie sono in carico all’assistenza sociale del Comune, se sono aiutate da parenti o da altri enti o persone, qual è il loro vero tenore di vita (le assistenti sociali dovrebbero compiere visite a domicilio), se la condizione di bisogno è causata da eventi recenti, eccetera. Per gli stranieri, dovrebbe essere obbligatoria la dimostrazione, tramite i rispettivi consolati, che le loro famiglie non possiedono immobili nei paesi d’origine. Nei casi di inattendibilità del reddito dichiarato, passare la pratica alla Finanza. Famiglie in evidenti condizioni di bisogno, che hanno dichiarato il loro vero reddito, maggiore di 2.693 euro l’anno ma assolutamente insufficiente per allontanare la prospettiva dello sfratto, hanno assistito sgomente all’ingiustizia».

Nel 2016, il contributo sull’affitto non è stato più finanziato. Con 72 milioni di soldi pubblici, invece, la Regione Emilia-Romagna ha approvato, il 14 dicembre scorso, il cosiddetto Reddito di Solidarietà (vedi articolo tra i correlati), pari a 400 euro massimi mensili, per famiglie con Isee non superiore a 3.000 euro. «In teoria – termina Ancisi –, il principio è giusto. Il sistema, però, è lo stesso, ingannevole ed iniquo. Si può scommettere che il pieno dei 400 euro mensili andrà ai finti reddito zero. Chi ne ha veramente più bisogno, preferibilmente italiano, chi paga le tasse anche per chi non le paga, sarà lasciato all’asciutto. Se si lamenta, sarà respinto come razzista o egoista».

«Contributi per pagare l’affitto ai poveri: il 60 percento è andato agli stranieri»

L’attacco di Lista per Ravenna, che poi se la prende con il sistema dell’Isee. «Non rappresenta le reale condizione economica»

Indagine di Lista per Ravenna su quelli che il capogruppo Alvaro Ancisi definisce «poveri finti» e «poveri veri».

«Parliamo – sono le parole di Ancisi – delle famiglie a basso reddito che rischiano di finire su strada perché non ce la fanno a pagare l’affitto di casa. Per loro, lo Stato istituì, per l’anno 2015, un “Fondo sostegno accesso abitazioni in locazione” da 100 milioni di euro, la cui erogazione è avvenuta nel secondo semestre del 2016. Per concorrere a ricevere un contributo pari a tre mensilità, fino ad un massimo di 3.000 euro, si chiedeva un reddito Isee inferiore a 17.154,30 euro». Tra Ravenna, Cervia e Russi – rende noto la lista civica – sono state presentate 983 domande, tra cui è stato ripartito, fino ad esaurimento, il fondo di 464.000 euro riservato dalla Regione al nostro distretto. «Solamente 313 richiedenti hanno ottenuto il contributo – rivela Ancisi –, 670 sono stati respinti. Il dato più sconvolgente è che i primi 183 in graduatoria hanno dichiarato reddito 0. Un terzo ha meno di quarant’anni. Non se la passano bene neppure gli altri 130 “vincitori”: 28 hanno dichiarato un reddito ISEE tra 5,48 e 995,46 euro, 70 tra 1.015,02 e 1.987,84 euro, 20 tra 2004,46 e 2.623,95. Il più ricco fa dunque la fame, considerando che a Ravenna la “soglia della povertà” fissata dal Comune è di 7.500 euro».

Ancisi poi sottolinea il dato riferito agli stranieri, circa il 12 percento della popolazione residente a Ravenna. «Ma quelli che hanno ricevuto il contributo sull’affitto sono il 60 percento. Per concorrere al contributo basta avere il permesso di soggiorno di un anno. Pressappoco la stessa sproporzione a danno degli italiani da una vita vale per gli altri aiuti assistenziali in cui l’Isee fa testo (la concessione di un alloggio popolare, i contributi e i sussidi economici, le rette scolastiche, il servizio mensa). Ma a Ravenna la spesa pubblica sociale è pressoché la stessa almeno da una decina di anni, mentre le famiglie indigenti sono almeno triplicate a causa della crisi economica, della disoccupazione dilagata e dell’immigrazione sfrenata e incontrollata. Politiche dell’accoglienza ingannevolmente “buoniste”, sostenute da strutture assistenziali ben strutturate ed incisive ad essa riservate, fanno sì che gli stranieri facciano la parte del leone negli aiuti pubblici, benché il budget disponibile sia lo stesso di quando erano la metà».

«Troppo frequentemente – è l’ultimo attacco di Ancisi – il reddito Isee (la cui istituzione o modifica non è certo, a onor del vero, di competenza comunale, ndr) non rappresenta la reale condizione economica, nascondendo le attività di lavoro in nero e quelle illegali, oppure consentendo truffe e sotterfugi. Si prendono poi per buoni redditi zero, o poco più, di famiglie in affitto, a cui si offrono tre mesi di canone: come fanno a pagare gli altri nove mesi? Non mangiano, non si vestono, si muovono solo a piedi? Nessuno se lo chiede nemmeno. Si dovrebbe innanzitutto verificare se queste famiglie sono in carico all’assistenza sociale del Comune, se sono aiutate da parenti o da altri enti o persone, qual è il loro vero tenore di vita (le assistenti sociali dovrebbero compiere visite a domicilio), se la condizione di bisogno è causata da eventi recenti, eccetera. Per gli stranieri, dovrebbe essere obbligatoria la dimostrazione, tramite i rispettivi consolati, che le loro famiglie non possiedono immobili nei paesi d’origine. Nei casi di inattendibilità del reddito dichiarato, passare la pratica alla Finanza. Famiglie in evidenti condizioni di bisogno, che hanno dichiarato il loro vero reddito, maggiore di 2.693 euro l’anno ma assolutamente insufficiente per allontanare la prospettiva dello sfratto, hanno assistito sgomente all’ingiustizia».

Nel 2016, il contributo sull’affitto non è stato più finanziato. Con 72 milioni di soldi pubblici, invece, la Regione Emilia-Romagna ha approvato, il 14 dicembre scorso, il cosiddetto Reddito di Solidarietà (vedi articolo tra i correlati), pari a 400 euro massimi mensili, per famiglie con Isee non superiore a 3.000 euro. «In teoria – termina Ancisi –, il principio è giusto. Il sistema, però, è lo stesso, ingannevole ed iniquo. Si può scommettere che il pieno dei 400 euro mensili andrà ai finti reddito zero. Chi ne ha veramente più bisogno, preferibilmente italiano, chi paga le tasse anche per chi non le paga, sarà lasciato all’asciutto. Se si lamenta, sarà respinto come razzista o egoista».

Cinquantamila euro dal Comune per il cortile del polo Lama Sud

Via libera poi a progetti per altri 300mila euro per eliminare barriere
architettoniche e installare impianti fotovoltaici nelle scuole

Sono stati approvati durante le ultime sedute dell’anno della giunta del Comune di Ravenna su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Roberto Fagnani progetti da realizzare nelle scuole elementare Pascoli e media Viali di Sant’Alberto, elementare e media di Castiglione, media Montanari di Ravenna, e nel polo per l’infanzia Lama sud di Ravenna, per un investimento complessivo superiore a 360mila euro.

Il primo progetto, da 220mila euro, riguarda le scuole elementare Pascoli e media Viali di Sant’Alberto, che si trovano nello stesso edificio, fra le vie Biancoli e Ravaioli. Si provvederà all’adeguamento della struttura alle attuali norme di prevenzione incendi e al totale abbattimento delle barriere architettoniche, con l’installazione di un ascensore elettrico. Sono quindi programmati, nel locale adibito a refettorio, il rifacimento del rivestimento interno delle pareti con materiale incombustibile, la realizzazione di nuove controsoffittature in corrispondenza di alcune parti del soffitto con materiale fonoassorbente e incombustibile, il rifacimento dell’illuminazione ordinaria e di emergenza con la sostituzione delle attuali lampade con nuove lampade a led che consentono minore consumo e migliore illuminazione. Sono previsti anche il rifacimento dell’illuminazione di sicurezza nonché modifiche nei corridoi e nelle aule.

Due dei quattro progetti approvati riguardano invece la realizzazione di impianti fotovoltaici sui tetti delle palestre delle scuole elementari e medie di Castiglione e della media Montanari di Ravenna, a servizio delle tre scuole, per implementare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili assicurando un efficace risparmio energetico. Il primo è del valore di 46mila euro mentre il secondo ammonta a 47.659,22 euro.

Al polo Lama sud sono invece previsti lavori di miglioramento del comfort e della fruibilità dell’area esterna. Si tratta in particolare di rendere maggiormente ombreggiata l’area dove i bambini giocano, attraverso la messa a dimora di piante di alto fusto e l’installazione di un gazebo ottagonale da posizionare vicino a quello già esistente. L’intera area interessata dai lavori verrà vangata e fresata per creare un nuovo prato e dotata di una nuova recinzione metallica con il cancello. In questo modo si vuole rendere l’area di gioco dei bambini più confortevole e sicura. Il valore del progetto è di 50mila euro.

Cinquantamila euro dal Comune per il cortile del polo Lama Sud

Via libera poi a progetti per altri 300mila euro per eliminare barriere architettoniche e installare impianti fotovoltaici nelle scuole

Sono stati approvati durante le ultime sedute dell’anno della giunta del Comune di Ravenna su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Roberto Fagnani progetti da realizzare nelle scuole elementare Pascoli e media Viali di Sant’Alberto, elementare e media di Castiglione, media Montanari di Ravenna, e nel polo per l’infanzia Lama sud di Ravenna, per un investimento complessivo superiore a 360mila euro.

Il primo progetto, da 220mila euro, riguarda le scuole elementare Pascoli e media Viali di Sant’Alberto, che si trovano nello stesso edificio, fra le vie Biancoli e Ravaioli. Si provvederà all’adeguamento della struttura alle attuali norme di prevenzione incendi e al totale abbattimento delle barriere architettoniche, con l’installazione di un ascensore elettrico. Sono quindi programmati, nel locale adibito a refettorio, il rifacimento del rivestimento interno delle pareti con materiale incombustibile, la realizzazione di nuove controsoffittature in corrispondenza di alcune parti del soffitto con materiale fonoassorbente e incombustibile, il rifacimento dell’illuminazione ordinaria e di emergenza con la sostituzione delle attuali lampade con nuove lampade a led che consentono minore consumo e migliore illuminazione. Sono previsti anche il rifacimento dell’illuminazione di sicurezza nonché modifiche nei corridoi e nelle aule.

Due dei quattro progetti approvati riguardano invece la realizzazione di impianti fotovoltaici sui tetti delle palestre delle scuole elementari e medie di Castiglione e della media Montanari di Ravenna, a servizio delle tre scuole, per implementare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili assicurando un efficace risparmio energetico. Il primo è del valore di 46mila euro mentre il secondo ammonta a 47.659,22 euro.

Al polo Lama sud sono invece previsti lavori di miglioramento del comfort e della fruibilità dell’area esterna. Si tratta in particolare di rendere maggiormente ombreggiata l’area dove i bambini giocano, attraverso la messa a dimora di piante di alto fusto e l’installazione di un gazebo ottagonale da posizionare vicino a quello già esistente. L’intera area interessata dai lavori verrà vangata e fresata per creare un nuovo prato e dotata di una nuova recinzione metallica con il cancello. In questo modo si vuole rendere l’area di gioco dei bambini più confortevole e sicura. Il valore del progetto è di 50mila euro.

Al via il 5 gennaio i saldi invernali in Emilia-Romagna

Al via il 5 gennaio i saldi invernali in Emilia-Romagna: per i successivi sessanta giorni si potranno acquistare nei negozi capi d’abbigliamento, calzature e numerosi altri prodotti a prezzi scontati.

L’Osservatorio economico di Confesercenti Emilia-Romagna stima una spesa media di 170 euro a persona, che possono tradursi in 757 milioni di euro di vendite complessive nella regione. (fonte Ansa.it)

Ritrovato in mare a Lido di Dante il cadavere del 54enne scomparso

Si tratta di un uomo di Ozzano, alle prese pare con un’eredità contesa

Era scomparso dalla sua casa di Ozzano Emilia il 23 dicembre, il giorno di Santo Stefano la sua auto era stata ritrovata a Lido di Dante, nella mattinata di oggi, mercoledì 28 dicembre, il corpo del 54enne Mario Raffaele Gatti è stato ritrovato in mare. Senza vita, nei pressi della scogliera di Lido di Dante.

Sposato e con figli, secondo i quotidiani Gatti stava attraversando un momento di difficoltà psicologica – citiamo il Carlino – legato in particolare a un’eredità contesa.

Qui sotto una piccola gallery del ritrovamento in spiaggia.

60 milioni di euro per la manutenzione dell’E45 fino a Ravenna e della Romea

L’Anas pubblica tre bandi. 22 milioni sono per la tratta fino al Veneto

Proseguono gli investimenti dell’Anas per la riqualificazione dell’itinerario E45-E55 Orte-Mestre, nell’ambito del piano di manutenzione straordinaria avviato lo scorso marzo, che prevede un impegno complessivo di 1,6 miliardi di euro per il risanamento profondo della pavimentazione, l’ammodernamento delle barriere di sicurezza, il risanamento di viadotti e gallerie, l’adeguamento degli impianti tecnologici e altri interventi per il miglioramento della sicurezza della circolazione.

Sulla Gazzetta Ufficiale di oggi (mercoledì 28 dicembre) Anas ha pubblicato tre gare d’appalto del valore complessivo di 169 milioni di euro per interventi di manutenzione nel prossimo triennio in Umbria, Toscana ed Emilia Romagna, che si aggiungono ai 55 milioni di euro per ripristino della pavimentazione già in corso di aggiudicazione.

«Stiamo dando attuazione – ha affermato il presidente dell’Anas Gianni Vittorio Armani – al più importante investimento mai destinato a questa infrastruttura, in linea con la nuova strategia di Anas che punta sulla manutenzione e sulla valorizzazione della rete stradale esistente, al fine di innalzare il livello di servizio e gli standard di sicurezza per la circolazione».

Il territorio ravennate in particolare è coinvolto in uno dei tre bandi di gara pubblicati oggi, che riguarda l’esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria del corpo stradale lungo la tratta E55 da Cesena al confine regionale con il Veneto (quindi anche sulla cosiddetta Romea), per un valore complessivo di 60 milioni di euro suddivisi in due lotti: un lotto da 38 milioni per la tratta Cesena-Ravenna e un lotto da 22 milioni per la tratta Ravenna-confine veneto.

Gli appalti saranno aggiudicati secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo. Le procedure di aggiudicazione sono state attivate mediante Accordo Quadro che garantisce la possibilità di eseguire i lavori con rapidità nel momento in cui si manifesta il bisogno, consentendo risparmi di tempo e una maggiore efficienza.

Le imprese interessate devono presentare la domanda di partecipazione, esclusivamente in formato elettronico, tramite il Portale Acquisti Anas (https://acquisti.stradeanas.it) entro le 12 del 30 gennaio.

Per informazioni dettagliate su tutti i bandi di gara è possibile consultare il sito internet www.stradeanas.it alla sezione appalti.

60 milioni di euro per la manutenzione dell’E45 fino a Ravenna e della Romea

L’Anas pubblica tre bandi. 22 milioni sono per la tratta fino al Veneto

Proseguono gli investimenti dell’Anas per la riqualificazione dell’itinerario E45-E55 Orte-Mestre, nell’ambito del piano di manutenzione straordinaria avviato lo scorso marzo, che prevede un impegno complessivo di 1,6 miliardi di euro per il risanamento profondo della pavimentazione, l’ammodernamento delle barriere di sicurezza, il risanamento di viadotti e gallerie, l’adeguamento degli impianti tecnologici e altri interventi per il miglioramento della sicurezza della circolazione.

Sulla Gazzetta Ufficiale di oggi (mercoledì 28 dicembre) Anas ha pubblicato tre gare d’appalto del valore complessivo di 169 milioni di euro per interventi di manutenzione nel prossimo triennio in Umbria, Toscana ed Emilia Romagna, che si aggiungono ai 55 milioni di euro per ripristino della pavimentazione già in corso di aggiudicazione.

«Stiamo dando attuazione – ha affermato il presidente dell’Anas Gianni Vittorio Armani – al più importante investimento mai destinato a questa infrastruttura, in linea con la nuova strategia di Anas che punta sulla manutenzione e sulla valorizzazione della rete stradale esistente, al fine di innalzare il livello di servizio e gli standard di sicurezza per la circolazione».

Il territorio ravennate in particolare è coinvolto in uno dei tre bandi di gara pubblicati oggi, che riguarda l’esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria del corpo stradale lungo la tratta E55 da Cesena al confine regionale con il Veneto (quindi anche sulla cosiddetta Romea), per un valore complessivo di 60 milioni di euro suddivisi in due lotti: un lotto da 38 milioni per la tratta Cesena-Ravenna e un lotto da 22 milioni per la tratta Ravenna-confine veneto.

Gli appalti saranno aggiudicati secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo. Le procedure di aggiudicazione sono state attivate mediante Accordo Quadro che garantisce la possibilità di eseguire i lavori con rapidità nel momento in cui si manifesta il bisogno, consentendo risparmi di tempo e una maggiore efficienza.

Le imprese interessate devono presentare la domanda di partecipazione, esclusivamente in formato elettronico, tramite il Portale Acquisti Anas (https://acquisti.stradeanas.it) entro le 12 del 30 gennaio.

Per informazioni dettagliate su tutti i bandi di gara è possibile consultare il sito internet www.stradeanas.it alla sezione appalti.

Fieno da Ravenna per gli agricoltori terremotati. Che offrono olive all’ascolana

Quasi 80 balle donate in dicembre, tramite l’associazione Mistral

Non si fermano le azioni di solidarietà che Ravenna sta realizzando in favore delle zone terremotate. Secondo accordi istituzionali e in coordinamento fra la Protezione Civile delle Marche e la Regione Marche, l’assessorato alla Protezione civile e al Volontariato del Comune di Ravenna e l’associazione Volontari Protezione Civile Radio Club Mistral di Ravenna, sono state consegnate nel mese di dicembre, con scadenze diverse, 76 balle di fieno e paglia agli agricoltori marchigiani.

Le donazioni di fieno hanno raggiunto gli agricoltori di Spelonga (Ascoli Piceno) e Amandola (Fermo), offerte dal gruppo Carli e trasportate dall’azienda agricola Andruccioli, entrambi di Mezzano, nel primo caso; offerte e trasportate dalle aziende agricole Dini e Balducci nel secondo. Ma sono tanti gli agricoltori ravennati, riuniti nell’associazione Il Paese, che si sono impegnati nella raccolta del fieno e della paglia con la volontà di portare il proprio contributo di solidarietà ai colleghi marchigiani.

Il materiale è stato consegnato dai volontari della Mistral e da una delegazione di donatori, che sono stati accolti dagli agricoltori marchigiani con vive espressioni di riconoscenza. «Per noi oggi è Natale», hanno infatti commentato ringraziando ed offrendo le olive all’ascolana, che avevano conservato per il 25 dicembre e che invece hanno voluto condividere con la delegazione ravennate.

Per realizzare iniziative di solidarietà e protezione civile come questa e come tantissime altre, l’associazione Mistral cerca nuovi volontari, promuovendo anche quest’anno il corso gratuito di formazione “Scopri il coraggio che non hai”, in programma a partire da sabato 14 gennaio.
Per ulteriori informazioni, i volontari di Mistral saranno oggi, mercoledì 28 dicembre, all’Esp e domani, giovedì 29, in piazza Garibaldi, dalle 10 alle 18.30.

Oppure si possono consultare il sito www.rcmistral.it e la pagina facebook R.c. Mistral Protezione Civile.

Fieno da Ravenna per gli agricoltori terremotati. Che offrono olive all’ascolana

Quasi 80 balle donate in dicembre, tramite l’associazione Mistral

Non si fermano le azioni di solidarietà che Ravenna sta realizzando in favore delle zone terremotate. Secondo accordi istituzionali e in coordinamento fra la Protezione Civile delle Marche e la Regione Marche, l’assessorato alla Protezione civile e al Volontariato del Comune di Ravenna e l’associazione Volontari Protezione Civile Radio Club Mistral di Ravenna, sono state consegnate nel mese di dicembre, con scadenze diverse, 76 balle di fieno e paglia agli agricoltori marchigiani.

Le donazioni di fieno hanno raggiunto gli agricoltori di Spelonga (Ascoli Piceno) e Amandola (Fermo), offerte dal gruppo Carli e trasportate dall’azienda agricola Andruccioli, entrambi di Mezzano, nel primo caso; offerte e trasportate dalle aziende agricole Dini e Balducci nel secondo. Ma sono tanti gli agricoltori ravennati, riuniti nell’associazione Il Paese, che si sono impegnati nella raccolta del fieno e della paglia con la volontà di portare il proprio contributo di solidarietà ai colleghi marchigiani.

Il materiale è stato consegnato dai volontari della Mistral e da una delegazione di donatori, che sono stati accolti dagli agricoltori marchigiani con vive espressioni di riconoscenza. «Per noi oggi è Natale», hanno infatti commentato ringraziando ed offrendo le olive all’ascolana, che avevano conservato per il 25 dicembre e che invece hanno voluto condividere con la delegazione ravennate.

Per realizzare iniziative di solidarietà e protezione civile come questa e come tantissime altre, l’associazione Mistral cerca nuovi volontari, promuovendo anche quest’anno il corso gratuito di formazione “Scopri il coraggio che non hai”, in programma a partire da sabato 14 gennaio.
Per ulteriori informazioni, i volontari di Mistral saranno oggi, mercoledì 28 dicembre, all’Esp e domani, giovedì 29, in piazza Garibaldi, dalle 10 alle 18.30.

Oppure si possono consultare il sito www.rcmistral.it e la pagina facebook R.c. Mistral Protezione Civile.

Botti di Capodanno: a Faenza (in parte) vietati, a Ravenna nessuna ordinanza

Il gruppo Cambierà aveva chiesto un provvedimento ma il sindaco ha
rifiutato. L’Enpa invita a tenere gli animali in casa o al guinzaglio

A Faenza (e a Castel Bolognese) anche quest’anno un’ordinanza del Comune vieta petardi e fuochi d’artificio perlomeno in luoghi pubblici e aperti al pubblico. Lo ricorda in una nota l’Enpa, che invita a non utilizzare alcun materiale esplosivo la notte di Capodanno, innanzitutto per la sicurezza delle persone, ma naturalmente anche per quella degli animali. «Lo scoppio dei fuochi artificiali, specie in piena notte – ricorda l’ente in una nota inviata alla stampa – causa agli animali danni inimmaginabili. Negli uccelli un botto causa uno spavento tale che li induce a fuggire dai dormitori, volando al buio anche per chilometri, andando a morire sfracellati addosso a qualche muro, albero o cavi elettrici; quelli che riescono ad atterrare o a posarsi in qualche albero spesso muoiono assiderati a causa delle rigide temperature invernali e alla mancanza di un riparo. Nei gatti e nei cani un botto crea forte stress e spavento tali da indurli a fuggire dai propri giardini e recinti, per scappare dal rumore a loro insopportabile, finendo spesso vittime del traffico con il risultato di gravi danni per loro e pericolo per la circolazione; ciò è dovuto in particolare alla loro soglia uditiva infinitamente più sviluppata e sensibile di quella umana. Negli animali degli allevamenti come mucche, cavalli e conigli, le conseguenze delle esplosioni possono provocare nelle femmine gravide addirittura l’aborto da spavento».

Nei giorni cruciali delle feste, Enpa suggerisce ai proprietari di animali di tenere temporaneamente chiusi in un luogo comodo e rassicurante gli animali. «In casa, il volume dello stereo o della tv un po’ alto è più familiare agli animali e soffoca altri rumori esterni. È necessario uscire con il proprio cane sempre al guinzaglio, mantenendo per primi un atteggiamento sereno, ignorando le manifestazioni di paura dell’animale per non rafforzarne il comportamento. Infine – consiglio sempre valido – meglio mettere al proprio cane o gatto una medaglietta (che non sostituisce il microchip obbligatorio per legge) con i recapiti per essere contattati nel caso di smarrimento».

A Ravenna è stato invece il movimento civico CambieRà a tornare sull’argomento, chiedendo alcuni giorni fa al sindaco con un question time di sospendere, per tutte le festività con un’ordinanza l’uso di «fuochi d’artificio, mortaretti, stelle filanti, allineandosi con il comportamento di oltre 850 Comuni d’Italia». Le ragioni, secondo il capogruppo Michele Guerra, «sono ovvie: il rischio nell’uso e abuso dei famosi “botti” per l’incolumità fisica, l’impatto sulle polveri sottili, ormai universalmente noto, ma soprattutto la volontà di combattere un uso che terrorizza i nostri animali domestici. Naturalmente non stiamo parlando del caso di eventuali spettacoli pirotecnici gestiti da professionisti, e regolati da severe disposizioni, che sono vere e proprie forme d’arte e di attrattiva turistica».

Il sindaco De Pascale, in linea con quanto sempre sostenuto dal suo predecessore Matteucci, ha però rifiutato di emanare un’apposita ordinanza in quanto sarebbe quasi impossibile riuscire a farla rispettare, oltre che per l’impatto negativo sulle aziende del settore.

«Abbiamo fatto notare – termina la nota di Guerra – che sono tante le cose difficili da controllare: il rispetto delle cinture di sicurezza, il divieto di entrare furtivamente in casa d’altri a rubare, la cattiva e disonesta abitudine di pochi commercianti, a danno dei più, di offrire merce in saldo durante le festività, ad esempio. Eppure si deve controllare e sanzionare e si può fare. Magari iniziando con un minimo di tolleranza e affiancando alla novità una campagna di sensibilizzazione culturale verso i danni che possono essere provocati da questo uso domestico e incontrollato. Il sindaco ha preso l’impegno di affrontare, nel corso del 2017, una riflessione più articolata e magari definitiva nel merito. Certamente non mancheremo di ricordarglielo con forza. Intanto, anche per quest’anno, per la gioia di pochi, noi che viviamo con i nostri animali domestici, passeremo un altro Capodanno chiusi in casa con loro, oppure in una località, tra le oltre 850 in tutta Italia, dove potremo passare una serena serata in loro compagnia».

Botti di Capodanno: a Faenza (in parte) vietati, a Ravenna nessuna ordinanza

Il gruppo Cambierà aveva chiesto un provvedimento ma il sindaco ha rifiutato. L’Enpa invita a tenere gli animali in casa o al guinzaglio

A Faenza (e a Castel Bolognese) anche quest’anno un’ordinanza del Comune vieta petardi e fuochi d’artificio perlomeno in luoghi pubblici e aperti al pubblico. Lo ricorda in una nota l’Enpa, che invita a non utilizzare alcun materiale esplosivo la notte di Capodanno, innanzitutto per la sicurezza delle persone, ma naturalmente anche per quella degli animali. «Lo scoppio dei fuochi artificiali, specie in piena notte – ricorda l’ente in una nota inviata alla stampa – causa agli animali danni inimmaginabili. Negli uccelli un botto causa uno spavento tale che li induce a fuggire dai dormitori, volando al buio anche per chilometri, andando a morire sfracellati addosso a qualche muro, albero o cavi elettrici; quelli che riescono ad atterrare o a posarsi in qualche albero spesso muoiono assiderati a causa delle rigide temperature invernali e alla mancanza di un riparo. Nei gatti e nei cani un botto crea forte stress e spavento tali da indurli a fuggire dai propri giardini e recinti, per scappare dal rumore a loro insopportabile, finendo spesso vittime del traffico con il risultato di gravi danni per loro e pericolo per la circolazione; ciò è dovuto in particolare alla loro soglia uditiva infinitamente più sviluppata e sensibile di quella umana. Negli animali degli allevamenti come mucche, cavalli e conigli, le conseguenze delle esplosioni possono provocare nelle femmine gravide addirittura l’aborto da spavento».

Nei giorni cruciali delle feste, Enpa suggerisce ai proprietari di animali di tenere temporaneamente chiusi in un luogo comodo e rassicurante gli animali. «In casa, il volume dello stereo o della tv un po’ alto è più familiare agli animali e soffoca altri rumori esterni. È necessario uscire con il proprio cane sempre al guinzaglio, mantenendo per primi un atteggiamento sereno, ignorando le manifestazioni di paura dell’animale per non rafforzarne il comportamento. Infine – consiglio sempre valido – meglio mettere al proprio cane o gatto una medaglietta (che non sostituisce il microchip obbligatorio per legge) con i recapiti per essere contattati nel caso di smarrimento».

A Ravenna è stato invece il movimento civico CambieRà a tornare sull’argomento, chiedendo alcuni giorni fa al sindaco con un question time di sospendere, per tutte le festività con un’ordinanza l’uso di «fuochi d’artificio, mortaretti, stelle filanti, allineandosi con il comportamento di oltre 850 Comuni d’Italia». Le ragioni, secondo il capogruppo Michele Guerra, «sono ovvie: il rischio nell’uso e abuso dei famosi “botti” per l’incolumità fisica, l’impatto sulle polveri sottili, ormai universalmente noto, ma soprattutto la volontà di combattere un uso che terrorizza i nostri animali domestici. Naturalmente non stiamo parlando del caso di eventuali spettacoli pirotecnici gestiti da professionisti, e regolati da severe disposizioni, che sono vere e proprie forme d’arte e di attrattiva turistica».

Il sindaco De Pascale, in linea con quanto sempre sostenuto dal suo predecessore Matteucci, ha però rifiutato di emanare un’apposita ordinanza in quanto sarebbe quasi impossibile riuscire a farla rispettare, oltre che per l’impatto negativo sulle aziende del settore.

«Abbiamo fatto notare – termina la nota di Guerra – che sono tante le cose difficili da controllare: il rispetto delle cinture di sicurezza, il divieto di entrare furtivamente in casa d’altri a rubare, la cattiva e disonesta abitudine di pochi commercianti, a danno dei più, di offrire merce in saldo durante le festività, ad esempio. Eppure si deve controllare e sanzionare e si può fare. Magari iniziando con un minimo di tolleranza e affiancando alla novità una campagna di sensibilizzazione culturale verso i danni che possono essere provocati da questo uso domestico e incontrollato. Il sindaco ha preso l’impegno di affrontare, nel corso del 2017, una riflessione più articolata e magari definitiva nel merito. Certamente non mancheremo di ricordarglielo con forza. Intanto, anche per quest’anno, per la gioia di pochi, noi che viviamo con i nostri animali domestici, passeremo un altro Capodanno chiusi in casa con loro, oppure in una località, tra le oltre 850 in tutta Italia, dove potremo passare una serena serata in loro compagnia».

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