sabato
25 Aprile 2026

Cambierà: «Il bando dei capanni natalizi deciso a priori: avevamo previsto il vincitore…»

Il movimento civico contesta l’assegnazione dei 10mila euro per il nuovo progetto delle feste in piazza del Popolo

Il Movimento civico Cambierà mette nel mirino il bando pubblico che ha assegnato, lo scorso ottobre, la gestione natalizia di piazza del Popolo, a Ravenna, all’agenzia Tuttifrutti, con un contributo di 10mila euro da parte del Comune. Si tratta in particolare dell’allestimento e della gestione del piccolo villaggio natalizio composto quest’anno da capanni che ricordano quelli del mare (vedi articoli correlati): il movimento che alle scorse amministrative ha candidato a sindaco Michela Guerra contesta in particolare la scarsa pubblicità che sarebbe stata fatta al bando da parte del Comune e – portando come prova una mail con indirizzo di posta certificata – da Cambierà rivelano di essere venuti a conoscenza del nome del vincitore del bando prima ancora che venisse assegnato.

Tutta la vicenda è ricostruita nella nota inviata alla stampa dal movimento – che pubblichiamo in maniera integrale qui sotto – e che si conclude così: «La pubblicazione di un bando è stato un pro-forma, l’assegnazione del progetto era stato, visto l’andamento dei fatti, deciso a priori. Sarebbe il caso si ragionasse su un cambio radicale di rotta, quantomeno nel rispetto di quei giovani che, con spirito d’iniziativa imprenditoriale, avrebbero voglia di provarci ma demordono in quanto – in questo modo, senza i giusti contatti – perdenti in partenza».

Riaperta a metà Piazza Kennedy. Ecco le foto del nuovo salotto ravennate

Torna per la prima volta calpestabile l’ex parcheggio del centro
In evidenza la sagoma della chiesa di Sant’Agnese

Il 23 dicembre 2016 è la data in cui piazza Kennedy, a un anno e mezzo dall’apertura del cantiere, ritorna almeno parzialmente alla città. Come noto, naturalmente, del tutto pedonalizzata.

Una buona parte della piazza, infatti, quella più a ridosso del locale Fellini e di palazzo Rasponi (dove è in corso tutti i giorni in questo periodo la rassegna artistica di Bonobolabo, info a questo link), è per la prima volta calpestabile. Per la pavimentazione – su cui è ben visibile la sagoma della chiesa di Sant’Agnese di cui sono stati trovati i resti nel corso dei lavori – è stata utilizzata la pietra di Luserna, la stessa di piazza del Popolo.

Ora, oltre al completamento del resto della pavimentazione, si attendono gli alberi previsti nel progetto mentre l’Amministrazione come noto ha annunciato l’intenzione di eliminare la tanto discussa struttura che doveva ospitare i bagni pubblici e l’edicola. Che però, nonostante tutto, è stata proprio in questi giorni completata, con tanto di serramenti, infissi vetrati, porte e rifiniture esterne, come ha fatto notare il Meetup “A riveder le stelle” in una nota in cui paventa la possibilità che alla fine la struttura possa rimanere, denunciando comunque lo spreco di soldi pubblici.

Qui sotto la piccola gallery fotografica a cura di Marco Miccoli di Bonobolabo.

Riaperta (a metà) Piazza Kennedy Ecco le foto del nuovo salotto ravennate  

Torna per la prima volta calpestabile l’ex parcheggio del centro In evidenza la sagoma della chiesa di Sant’Agnese

Il 23 dicembre 2016 è la data in cui piazza Kennedy, a un anno e mezzo dall’apertura del cantiere, ritorna almeno parzialmente alla città. Come noto, naturalmente, del tutto pedonalizzata.

Una buona parte della piazza, infatti, quella più a ridosso del locale Fellini e di palazzo Rasponi (dove è in corso tutti i giorni in questo periodo la rassegna artistica di Bonobolabo, info a questo link), è per la prima volta calpestabile. Per la pavimentazione – su cui è ben visibile la sagoma della chiesa di Sant’Agnese di cui sono stati trovati i resti nel corso dei lavori – è stata utilizzata la pietra di Luserna, la stessa di piazza del Popolo.

Ora, oltre al completamento del resto della pavimentazione, si attendono gli alberi previsti nel progetto mentre l’Amministrazione come noto ha annunciato l’intenzione di eliminare la tanto discussa struttura che doveva ospitare i bagni pubblici e l’edicola. Che però, nonostante tutto, è stata proprio in questi giorni completata, con tanto di serramenti, infissi vetrati, porte e rifiniture esterne, come ha fatto notare il Meetup “A riveder le stelle” in una nota in cui paventa la possibilità che alla fine la struttura possa rimanere, denunciando comunque lo spreco di soldi pubblici.

Qui sotto la piccola gallery fotografica a cura di Marco Miccoli di Bonobolabo.

Sequestrate 10mila bottiglie di vino frizzante: denunciato commerciante che con etichette false voleva spacciarlo per un prodotto pregiato

Ha tentato di esportare via nave negli Usa oltre 10 mila bottiglie di un anonimo vino spacciandolo per uno pregiato camuffandolo con etichette falsificate. Per questo un commerciante di vino, con sede nella provincia di Ravenna, scoperto nel porto di Genova dagli ispettori della Dogana è stato denunciato. È accusato di contraffazione.

I funzionari del servizio Antifrode dell’Ufficio delle Dogane di Genova 2 si sono accorti che le etichette sulle bottiglie erano false attraverso le verifiche sui documenti del prodotto. In tutto sono state sequestrati 952 cartoni contenenti 10.120 di bottiglie di vino frizzante.

L’operazione delle Dogane, denominata “Vino non Veritas”, è nata da un’attività d’indagine mirata alla difesa del made in Italy. La perizia ha poi accertato senza incertezze la contraffazione del prodotto. (fonte Ansa.it)

Sequestrate 10mila bottiglie di vino frizzante: denunciato commerciante che con etichette false voleva spacciarlo per un prodotto pregiato

Ha tentato di esportare via nave negli Usa oltre 10 mila bottiglie di un anonimo vino spacciandolo per uno pregiato camuffandolo con etichette falsificate. Per questo un commerciante di vino, con sede nella provincia di Ravenna, scoperto nel porto di Genova dagli ispettori della Dogana è stato denunciato. È accusato di contraffazione.

I funzionari del servizio Antifrode dell’Ufficio delle Dogane di Genova 2 si sono accorti che le etichette sulle bottiglie erano false attraverso le verifiche sui documenti del prodotto. In tutto sono state sequestrati 952 cartoni contenenti 10.120 di bottiglie di vino frizzante.

L’operazione delle Dogane, denominata “Vino non Veritas”, è nata da un’attività d’indagine mirata alla difesa del made in Italy. La perizia ha poi accertato senza incertezze la contraffazione del prodotto. (fonte Ansa.it)

Sequestrati addobbi natalizi e statuine del presepe potenzialmente pericolosi

Blitz dei carabinieri del Nas anche in provincia di Ravenna

I carabinieri del Nas di Bologna, in occasione della festività natalizie, hanno intensificato i controlli finalizzati alla ricerca di prodotti nocivi per la salute del consumatore nei confronti di esercizi di rivendita e grossisti gestiti sia da italiani, sia da cittadini extracomunitari.

Sono circa 25mila gli articoli decorativi natalizi di vario genere (luci, addobbi natalizi, vetrofanie, statuine da presepe, calamite) sequestrati nelle province di Bologna, Rimini, Ravenna, Forlì-Cesena e Ferrara, in occasione dei controlli effettuati che proseguiranno assiduamente anche nelle prossime settimane. La merce sequestrata, il cui valore supera i 350.000 euro, è risultata non conforme in quanto priva della marchiatura CE e delle indicazioni obbligatorie relative alla denominazione del prodotto, delle avvertenze d’uso e delle previste prescrizioni a tutela della salute del consumatore previste.

Al termine degli accertamenti sono stati denunciati i tre titolari di altrettanti esercizi commerciali. Complessivamente sono state elevate sanzioni amministrative pari a 20.000 euro circa.

Sequestrati addobbi natalizi e statuine del presepe potenzialmente pericolosi

Blitz dei carabinieri del Nas anche in provincia di Ravenna

I carabinieri del Nas di Bologna, in occasione della festività natalizie, hanno intensificato i controlli finalizzati alla ricerca di prodotti nocivi per la salute del consumatore nei confronti di esercizi di rivendita e grossisti gestiti sia da italiani, sia da cittadini extracomunitari.

Sono circa 25mila gli articoli decorativi natalizi di vario genere (luci, addobbi natalizi, vetrofanie, statuine da presepe, calamite) sequestrati nelle province di Bologna, Rimini, Ravenna, Forlì-Cesena e Ferrara, in occasione dei controlli effettuati che proseguiranno assiduamente anche nelle prossime settimane. La merce sequestrata, il cui valore supera i 350.000 euro, è risultata non conforme in quanto priva della marchiatura CE e delle indicazioni obbligatorie relative alla denominazione del prodotto, delle avvertenze d’uso e delle previste prescrizioni a tutela della salute del consumatore previste.

Al termine degli accertamenti sono stati denunciati i tre titolari di altrettanti esercizi commerciali. Complessivamente sono state elevate sanzioni amministrative pari a 20.000 euro circa.

Sorpreso a rubare grondaie, in auto senza patente ma con 38 chili di rame

Arrestato un 28enne dalla squadra mobile per furto aggravato

È stato sorpreso dalla squadra mobile della polizia in un’abitazione di San Michele mentre stava cercando di rubarne le grondaie. Una volta fermato, i poliziotti hanno trovato nella sua auto numerosi attrezzi atti allo scasso e circa 38,5 chili di rame rubato, poi restituito al proprietario.

L’uomo, accompagnato in questura, è stato identificato come cittadino rumeno di 28 anni ed è stato arrestato per il reato di furto aggravato. Non avendo alcun titolo di guida, è stato denunciato anche per il reato di guida senza patente.

La denuncia del figlio del ministro Poletti ai carabinieri: «Minacce di morte sul web»

Dopo le polemiche sui contributi ricevuti per il giornale che dirige

Manuel Poletti, figlio del ministro Giuliano, ha presentato una denuncia ai carabinieri di Faenza «a seguito di pesanti offese ed alcune minacce di morte giunte tramite social network (Facebook in particolare) e via mail contro la mia persona e l’azienda che rappresento, la cooperativa Media Romagna di Ravenna».

Lo ha annunciato lo stesso Manuel Poletti all’Ansa. Le offese e le minacce sono relative alla polemica su contributi all’editoria ricevuti dal giornale che dirige. (fonte Ansa, gli approfondimenti tra gli articoli correlati)

La denuncia del figlio del ministro Poletti ai carabinieri: «Minacce di morte sul web»

Dopo le polemiche sui contributi ricevuti per il giornale che dirige

Manuel Poletti, figlio del ministro Giuliano, ha presentato una denuncia ai carabinieri di Faenza «a seguito di pesanti offese ed alcune minacce di morte giunte tramite social network (Facebook in particolare) e via mail contro la mia persona e l’azienda che rappresento, la cooperativa Media Romagna di Ravenna».

Lo ha annunciato lo stesso Manuel Poletti all’Ansa. Le offese e le minacce sono relative alla polemica su contributi all’editoria ricevuti dal giornale che dirige. (fonte Ansa, gli approfondimenti tra gli articoli correlati)

Brunch e tombole per le feste anche in carcere. E Babbo Natale è un detenuto

Emozionante appuntamento per i bambini che hanno potuto incontrare i propri padri nella casa circondariale di Ravenna

Come ogni anno, Babbo Natale ha fatto visita anche al carcere di Ravenna, per un’iniziativa organizzata dalla direttrice Carmela De Lorenzo in particolare per i figli minori dei detenuti. Numerosi bimbi e mamme hanno incontrato i loro famigliari in un clima di grande emozione, animato dall’associazione “Magicamenteclown” di Ravenna. A travestirsi da Babbo Natale proprio un detenuto, con il carretto dei doni e il contributo dei volontari di Mistral. Una ricca merenda è stata invece offerta per l’occasione dal comitato Pro Detenuti e Famiglie, dall’associazione “Sant’Antonio per la Solidarietà” e dai Lions Club Ravenna-Cervia.

Da segnalare anche nei giorni precedenti il brunch con istituzioni e rappresentanti di cooperative, associazioni di volontariato e privati che da tempo collaborano con la direzione della casa circondariale al fine di creare opportunità formative e di migliorare le condizioni di vita all’interno della struttura. All’evento hanno partecipato i ristretti della sezione piano terra, dove è stato realizzato il brunch, e i detenuti “lavoranti” che con il loro impegno hanno concretamente collaborato all’allestimento e alla preparazione del rinfresco.

Il 20 dicembre, infine, tutti i detenuti hanno partecipato al Pranzo di Natale organizzato dalla direzione in collaborazione con la maestra di cucina Giorgia Lagosti e la partecipazione dell’azienda Pastificio Felicetti della provincia di Trento, di alcuni chef, dell’associazione Mistral e dell’Osteria Madai di Ravenna che hanno preparato e servito il pranzo allietato con musica dal vivo dall’associazione “Spiagge Soul” di Ravenna. L’Azienda Felicetti ha inoltre offerto ad ogni detenuto un pacco dono contenente generi alimentari non deperibili e prodotti per l’igiene personale. Stesso contenuto dei sacchetti premio per le tombolate organizzate dal 12 al 19 dicembre grazie al contributo della Caritas, dell’associazione Auser e del maestro del corso di alfabetizzazione.

Per la realizzazione del brunch e del pranzo di Natale la direzione ringrazia inoltre la Consulta del Volontariato, la Bambini Srl di Marina di Ravenna, il Comitato Cittadino Antidroga e l’Associazione Life.

Il 25 dicembre l’arcivescovo di Ravenna e Cervia celebrerà la messa di Natale nella cappella interna del carcere.

La solidarietà di Confcooperative al figlio del ministro Poletti

«Attacchi personali immotivati: i contributi pubblici per l’editoria
esistono da ben prima che il padre diventasse ministro…»

«Siamo sconcertati e avviliti per quanto accaduto in queste ore intorno alla persona di Manuel Poletti, presidente della cooperativa di giornalisti Media Romagna. Gli attacchi personali, immotivati e spesso violenti apparsi sui social network ma anche (purtroppo) su testate on line di rilievo nazionale, non hanno niente a che vedere con la gestione della cooperativa e il lavoro svolto quotidianamente dallo stesso Manuel Poletti e dai redattori e dai collaboratori della testata Setteserequi». Dopo la difesa di Legacoop Romagna, arriva anche la nota di Confcooperative Ravenna sul caso che ha coinvolto suo malgrado il figlio del ministro Giuliano Poletti (vedi articoli tra i correlati).

«I contributi pubblici all’editoria – continua la nota di Confcooperative – fanno parte della storia del nostro Paese ed esistono da molto prima che Manuel diventasse direttore di Setteserequi o che il padre Giuliano Poletti fosse nominato Ministro della Repubblica. Certo, si possono aprire dibattiti sull’opportunità o meno della scelta di prevedere contributi all’editoria, peraltro in questo momento cosa legittima, ma non si può accusare il figlio di un ministro che ha l’unica colpa di lavorare in un settore che, come molti altri, viene considerato di interesse pubblico. Senza tener conto del fatto che ci troviamo in un momento storico in cui crediamo ci sia ancora la necessità di sostenere, ovviamente su basi di equità e professionalità, il diritto di tutti a una stampa libera. Ad ogni modo crediamo sia compito esclusivo del legislatore operare valutazioni cercando, al limite, di sollevare discussioni costruttive e democratiche e non attaccando, a titolo completamente gratuito, l’ennesimo capro espiatorio. A Manuel Poletti, alla sua famiglia e a tutti i dipendenti e i collaboratori della cooperativa Media Romagna intendiamo esprimere la nostra solidarietà e vicinanza».

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