sabato
25 Aprile 2026

I Servizi Sociali tornano ai Comuni L’Asp gestirà solo i centri per anziani

Una convenzione per un ufficio associato tra Ravenna, Cervia e Russi  

Come annunciato anche dal sindaco di Ravenna Michele de Pascale nel corso della campagna elettorale di questa primavera, i servizi sociali torneranno a breve direttamente in capo al Comune. E in questo senso va la convenzione per costituire un ufficio associato delle politiche sociali e del welfare che sta per essere firmata tra i Comuni di Ravenna, Cervia e Russi.

Si applica dunque il modello in uso nella città di Cervia, dove già da tempo avviene questa modalità di gestione diretta.
L’Asp si trasformerà invece in una struttura snella e specializzata che si occuperà esclusivamente della gestione delle case protette e centri diurni per anziani.

A commentare la nuova convenzione sono per il momento il sindaco e l’assessore al Welfare di Cervia, Luca Coffari e Michele Lucchi, in una nota congiunta. «L’ufficio associato non è un nuovo ente e nel caso di Cervia si realizza con l’impiego del personale già presente nel Comune, permettendo tra l’altro la stabilizzazione di 5 assistenti sociali che daranno più continuità anche alla presa in carico dei concittadini bisognosi. Gli stanziamenti economici del Comune rimarranno i medesimi e si produrranno alcune economie sui servizi generali svolti in forma coordinata dal comune capofila, un po’ sul modello della già rodata Centrale Unica di Committenza Cervia-Cesenatico-Russi sugli appalti. A cittadini e utenti non cambierà nulla nell’erogazione dei servizi e anzi puntiamo ad un graduale miglioramento grazie ad un intenso coordinamento politico che avviene all’interno dell’ufficio associato, permettendo alcune ottimizzazioni in particolare nei rapporti con Regione ed Ausl. L’ufficio associato avrà una durata di 5 anni e sarà un organo paritetico, che favorirà il coordinamento tra i comuni pur preservando le specificità ed eccellenze presenti in tutti e tre i territori.
Dall’altro canto – concludono sindaco e assessore – avere un’Asp snella e specializzata garantirà a pieno la qualità dei servizi per i nostri anziani. Proprio in questi giorni sono in corso i lavori di miglioramento interno alla casa di riposo e contiamo per il prossimo anno di intervenire anche all’esterno».

Bimbi per i Bimbi Unicef: raccolti fondi per i piccoli profughi siriani

Successo per l’evento all’Alighieri. I filmati sul sito TeleRomagna. In Piazza del Popolo la vendita delle Pigotte

Bimbi BimbiStrepitoso successo e una valanga di calorosi applausi per la Rassegna Canora benefica “I Bimbi per i Bimbi”, giunta alla 19a edizione, svoltasi domenica scorsa al Teatro Alighieri di Ravenna. L’evento, sotto la storica ed impeccabile Direzione Artistica di Annalisa Gardella e Orio Conti e con la magistrale direzione del Coro di Tiziana Stanzione, ha celebrato anche il 70° anniversario della fondazione di Unicef nel mondo, avvenuta proprio l’11 dicembre 1946. Entusiasmanti ed emozionanti le esibizioni dei ragazzi del Coro “Da Fratello a Fratello”, parte integrante della Manifestazione, e del Coro polifonico “Chorus Fantasy”, intervenuto come ospite.

OmaggioIl numeroso pubblico presente ha poi potuto ammirare le performance dell’ospite d’eccezione Aliendee, esponente di massimo livello nazionale ed internazionale del beatboxing (capacità di riprodurre tutti i suoni di una batteria – percussioni, piatti, ecc. – e di altri strumenti musicali attraverso l’esclusivo utilizzo di tecniche respiratorie, della bocca e della voce). Molto apprezzata anche la presenza sul palcoscenico dell’attrice Maria Rosaria Omaggio, intervenuta come Goodwill Ambassador di Unicef, che ha recitato per i bambini la favola del Principe Schiaccianoci, sulle note del Valzer dei Fiori da “Lo Schiaccianoci” di Cajcovskij.
Anche quest’anno, come è stato per tutte le edizioni precedenti, l’intero ricavato della Manifestazione (incasso e sponsorizzazioni) sarà devoluto ai progetti Unicef in corso, in particolare per assistere i bambini in fuga dalla guerra in Siria.

Uno speciale sullo spettacolo sarà trasmesso dalla emittente televisiva TeleRomagna sabato mattina, 17 dicembre, alle ore 09.45 (ch. 14). I filmati prodotti saranno poi posti direttamente sul sito www.teleromagna.it

Proseguono intanto presso “I Capanni del Natale” in Piazza del Popolo, tutti i giorni e fino all’8 gennaio, iniziative a favore dell’Unicef con la vendita delle Pigotte della solidarietà.

Deco annuncia 150 milioni di fatturato E nuovi biscotti «sofisticati» a S. Michele

All’assemblea di fine anno l’addio del presidente dopo 30 anni

Fatturato da 150 milioni di euro per la cooperativa Deco Industrie di Bagnacavallo. Il buon andamento dell’azienda – suddiviso tra le due aree di competenza, quella alimentare e quella della detergenza – è stato illustrato nel corso della tradizionale assemblea di fine anno durante la quale il presidente Giordano Graziani dopo 30 anni di lavoro si è congedato commosso annunciando il suo pensionamento.

L’amministratore delegato Giorgio Del Prato ha invece annunciato la sfida per il 2017, ricordando importanti investimenti, «sia con un nuovo capannone nello stabilimento di San Michele per la produzione di biscotti più sofisticati, legati alla pasticceria e ai nuovi trend salutistici del mercato, sia con la sostituzione dei forni per la piadina a Forlì che creeranno nuovi prodotti di altissima qualità».

L’azienda può contare infatti su cinque stabilimenti: Bagnacavallo con la detergenza, Forlì per la piadina, San Michele per l’alimentare insieme a Bondeno (Ferrara), oltre a Packaging Imolese (la cui acquisizione è stata siglata esattamente un anno fa).

All’assemblea era presente anche Mario Mazzotti, direttore Legacoop Romagna.

Il nuovo presidente del porto si presenta «Fondali da 12,5 metri possono bastare»

La prima uscita pubblica di Rossi: «È la profondità massima per la disponibilità realistica di aree dove stoccare i fanghi dragati»

Fondali con un profondità compresa tra 12 metri e 12,5 possono bastare per il porto di Ravenna, per il presente e anche per l’immediato futuro. La pensa così Daniele Rossi, il neo presidente dell’Autorità portuale di Ravenna che ora ha assunto la nuova denominazione di Autorità di sistema portuale dell’Adriatico centro-settentrionale ma nei fatti comprende solo lo scalo bizantino. Alla sua prima uscita pubblica a due settimane dall’incarico, stamani 16 dicembre in occasione del convegno mareterra organizzato da Legacoop Romagna e dicato al porto di Ravenna, non ha deluso le attese e si è presentato con le idee chiare.

Al manager scelto dal sindaco Michele de Pascale e dal presidente della Regione Stefano Bonaccini sono bastati venticinque minuti di intervento per mettere in fila i numeri che dipingono lo scenario del quadriennio che lo attende. Punto di partenza del ragionamento, manco a dirlo, lo stato dell’arte del Progettone: «Prevede una profondità tra 11,5 e 13,5 metri lungo il canale e 14,5 nella canaletta di accesso all’esterno delle dighe. Per avere questa conformazione vorrebbe dire dragare sei milioni di metri cubi di materiale di cui, in base alle analisi di laboratori, due milinoi hanno caratteristiche per poter essere sversati sul fondo del mare al largo e gli altri quattro vanno collocati a terra». Ed era su quest’ultimo aspetto che si era inceppata la macchina del progettone: nessuna delle soluzioni proposte aveva trovato il sostegno di tutte le parti, pubbliche e private. Allora Rossi ragiona all’opposto, in sintonia con quanto il primo cittadino aveva già ribadito nelle ultime uscite sul tema: «Le aree a terra che sono ragionevolmente disponibili in base agli strumenti urbanistici possono accogliere due milioni di metri cubi. Con questo volume si può scavare fino a una profondità di 12 o 12,5 metri al massimo, per me è una misura soddisfacente per il nostro porto, non solo oggi ma anche in prospettiva». Con la doverosa sottolineatura dei costi per i lavori di rinforzo e manutenzione delle banchine, nate quando il canale aveva una profondità inferiore e realizzate secondo le direttrici richieste quando ancora Ravenna non era classificata zona sismica.

Per questo Progettone versione light, «Mi ero ripromesso di non usare quel nome anche per scaramanzia – ha scherzato dal palco il presidente Rossi – ma così è chiaro e capiamo tutti di cosa parliamo», serve un budget di 200 milioni di euro. Che sono disponibili: i 60 stanziati dal ministero sono ancora a disposizione di Ravenna e il resto lo faranno il fondo cassa dell’ente di via Antico Squero e il mutuo con la Banca europea per gli investimenti (Bei) ancora disponibile al finanziamento.

Tra le intenzioni di Rossi c’è anche la volontà di dotare il porto di Ravenna di un impianto di trattamento dei fanghi che possa ripulire il materiale dragato per la manutenzione ordinaria: «Abbiamo già ricevuto alcune manifestazioni di interesse per reperire l’area dove realizzare l’impianto. Stiamo pensando a una capacità di 400-500mila metri cubi all’anno».

Bonaccini sul porto: «Qualcuno spieghi come verranno spesi i 60 mln dello Stato»

Il Presidente della Regione al convegno di Legacoop: «Se non si inizia
a scavare in fretta, sviluppo a rischio». E apre sulla Ferrara-Mare

«Se non si inizia a scavare in fretta, il porto di Ravenna non potrà avere lo sviluppo auspicato». Così il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini è intervenuto sul tema dell’approfondimento dei fondali del porto di Ravenna, nel corso del convegno Mareterra 2016 di Legacoop Romagna.

Secondo Bonaccini, «dopo la nomina del nuovo presidente dell’Autorità portuale ci sono tutte le condizioni per mettere in campo ciò che è necessario per aumentare i traffici nel porto. Ma bisogna che qualcuno spieghi come verranno spesi i 60 milioni garantiti dallo Stato».

Riguardo allo scenario infrastrutturale che riguarda la provincia di Ravenna, Bonaccini ha aggiunto di «non escludere» un futuro nuovo collegamento stradale con il ferrarese (si ipotizza un raccordo tra la E45 e la Ferrara-Mare). (ANSA).

Svolta al mare: feste in spiaggia anche tutti i giorni e bagni sempre aperti

Il sindaco De Pascale sta per firmare la sua prima ordinanza: stop
alla musica all’1 anche alla domenica. Le sanzioni saranno più severe

Come promesso in campagna elettorale, il sindaco di Ravenna Michele de Pascale si appresta a mandare in soffitta le regole restrittive del suo predecessore Fabrizio Matteucci firmando nei prossimi giorni (l’obiettivo è entro Natale) la sua prima ordinanza balneare che resterà in vigore per almeno tre anni all’insegna di una forte semplificazione. E soprattutto liberalizzazione.

Un po’ di storia
Per comprendere meglio la valenza del provvedimento che sarà in vigore in tutti i nove lidi ravennati, vale la pena però ricordare un po’ la storia della località di punta, Marina di Ravenna, divenuta celebre in tutta Italia negli anni novanta e nei primi anni del Duemila per i cosiddetti happy hour, le feste in spiaggia con migliaia di giovani provenienti in particolare dall’Emilia. Un’intuizione dell’allora sindaco Vidmer Mercatali, poi sfuggita di mano a causa degli eccessi legati all’alcol, che ha tentato di arginare Fabrizio Matteucci, già nell’estate del 2008, riducendo la possibilità di fare feste da tre a due volte alla settimana (vietando inoltre l’utilizzo del vocalist). A inizio 2009 l’annuncio forse più rilevante dell’era Matteucci, quello della decisione di eliminare la possibilità per gli stabilimenti di organizzare feste alla domenica sera, tradizionalmente il giorno di punta degli happy hour di Marina (e della storica Duna degli Orsi in particolare, che dal 25 aprile di quell’anno viene presa di mira per il caos creato dagli avventori in quei primi giorni di stagione, che portarono a nuove regolamentazioni antialcol). Dopo un paio d’anni – e un oggettivo calo anche di frequentazione nella località – il sindaco Matteucci allentò la presa, fino a portare nuovamente le feste a tre a settimana (anche alla domenica, ma solo fino alle 21) e a sfondare il tabù dell’orario di chiusura dei bagni a mezzanotte (nei primi giorni della settimana, dal 2013, i bagnini possono sforare fino all’1).

La svolta: bagni sempre aperti
Ora, con l’inizio dell’era De Pascale (e probabilmente il fallimento conclamato di un nuovo “modello” che sei-sette anni fa puntava forte sul porticciolo turistico di Marinara…), una svolta decisa, su più fronti. Non ci saranno innanzitutto più limiti nell’organizzare feste, concerti o eventi in generale per gli stabilimenti balneari che ne faranno richiesta a inizio anno e con tutte le autorizzazioni in regola. Gli “happy hour” per cui Marina era famosa potranno essere organizzati anche tutte le sere, sette giorni su sette, fino a mezzanotte e mezza il venerdì e il sabato e fino all’1 gli altri giorni, compresa, di nuovo, la tanto discussa serata di domenica (saranno invece meno dell’anno scorso le deroghe alle 3 di notte). E, novità nella novità, rispetto al passato i bagni non saranno costretti ad abbassare le serrande allo scadere dell’orario stabilito, ma potranno restare aperti, senza più musica, per fornire comunque un servizio aggiuntivo ai clienti che così – è questa anche la ratio dell’ordinanza, spiegano dal Comune – non si affolleranno per strada tutti allo stesso momento. Gli stabilimenti, insomma, non avranno più orari da rispettare, ma in teoria potranno restare aperti anche 24 ore al giorno. Solo quelli, però, che saranno in grado di garantire anche la sicurezza. Il Comune al momento sta studiando infatti la possibilità di inserire nell’ordinanza una sorta di patto con gli imprenditori che vorranno scommettere sull’apertura notturna della spiaggia (fino all’anno scorso era off-limits per chiunque dall’1 fino alle 5 del mattino), che si dovranno però attrezzare per esempio con un servizio di vigilanza in grado di evitare spiacevoli episodi.
Con il nuovo regolamento poi non solo i bagni potranno restare aperti 24 ore al giorno, ma anche per 365 giorni l’anno. Altra svolta rispetto a oggi, con l’attività degli stabilimenti che è invece obbligatoriamente stagionale, a eccezione di quelli in grado di aderire con un calendario di iniziative al progetto “Mare d’inverno” dell’Amministrazione, mai decollato. Con la nuova ordinanza (che entrerà però in vigore con l’avvio della stagione estiva, in primavera) i bagni potranno invece semplicemente comunicare la propria intenzione di restare aperti 365 giorni l’anno, ovviamente con tutto quello che ne consegue anche dal punto di vista fiscale (l’attività passerebbe da stagionale ad annuale).

Le proteste delle associazioni
Sul piede di guerra, per questo motivo, sono già i ristoratori, che vedono in particolare quest’ultima liberalizzazione come una sorta di nuova concorrenza sleale, con i bagni che anche nella stagione invernale potrebbero diventare veri e propri nuovi ristoranti delle località balneari. Critiche sull’ordinanza, in particolare per la destagionalizzazione “selvaggia”, sono arrivate anche da pro loco e comitato cittadino di Marina e dalle associazioni di categoria (Cna a parte, che l’ha definita invece come un buon punto di partenza), tutte preoccupate per un eccessivo sbilanciamento verso il comparto mare ai danni degli operatori dei centri. E anche la Confesercenti – che solo fino a pochi mesi fa aveva tra le proprie fila l’assessore al Turismo Giacomo Costantini, regista della nuova ordinanza – non usa mezze misure in un comunicato inviato alla stampa per esprimere la propria delusione, in particolare per la mancata condivisione preventiva con gli operatori. «Discutere una nuova ordinanza sugli orari e i tempi di apertura degli stabilimenti balneari – si legge nella nota della Confesercenti – senza inquadrarla e senza avere presentato un piano strategico e complessivo per i lidi e per il turismo locale (coordinato da una regia unitaria) è sbagliato e monco e non fa fare quel salto di qualità di cui c’è bisogno nel contesto di una nuova strategia turistica, anzi così rischia di dividere ulteriormente le località e il tessuto economico anziché predisporre un lavoro di squadra e sinergico. Questo presuppone investimenti, anche tenendo conto delle peculiarità dei singoli lidi, strutturali, come nella comunicazione, come sull’arredo, gli stradelli, le aree pinetali e l’accoglienza, come sul programma degli eventi e la pianificazione urbanistica».

Le promesse e le sanzioni
E proprio sugli investimenti infrastrutturali richiesti da associazioni e comitati sono arrivate però le promesse di sindaco e assessore, sia per gli stradelli retrodunali da recuperare e rendere pedonali con fondi regionali a quanto pare in arrivo il prossimo anno, sia per il centro di Marina di Ravenna, con progetti da mettere in campo per l’attesa riqualificazione del bacino pescherecci. Sulle contestazioni relative alla concorrenza della spiaggia il Comune invece pare deciso a non fare compromessi, sottolineando come l’importante sia avere imprenditori in grado di investire e scommettere sulla località di fronte a regole più semplici, che siano in spiaggia o in paese poco importa. Assicurando allo stesso tempo che rispetto al passato le sanzioni per gli stabilimenti che non rispetteranno le regole saranno più severe e i controlli più serrati, anche grazie all’utilizzo dei fonometri e al coordinamento con le forze dell’ordine.

Svolta al mare: feste in spiaggia anche tutti i giorni e bagni sempre aperti

Il sindaco De Pascale sta per firmare la sua prima ordinanza: stop
alla musica all’1 anche alla domenica. Le sanzioni saranno più severe

Come promesso in campagna elettorale, il sindaco di Ravenna Michele de Pascale si appresta a mandare in soffitta le regole restrittive del suo predecessore Fabrizio Matteucci firmando nei prossimi giorni (l’obiettivo è entro Natale) la sua prima ordinanza balneare che resterà in vigore per almeno tre anni all’insegna di una forte semplificazione. E soprattutto liberalizzazione.

Un po’ di storia
Per comprendere meglio la valenza del provvedimento che sarà in vigore in tutti i nove lidi ravennati, vale la pena però ricordare un po’ la storia della località di punta, Marina di Ravenna, divenuta celebre in tutta Italia negli anni novanta e nei primi anni del Duemila per i cosiddetti happy hour, le feste in spiaggia con migliaia di giovani provenienti in particolare dall’Emilia. Un’intuizione dell’allora sindaco Vidmer Mercatali, poi sfuggita di mano a causa degli eccessi legati all’alcol, che ha tentato di arginare Fabrizio Matteucci, già nell’estate del 2008, riducendo la possibilità di fare feste da tre a due volte alla settimana (vietando inoltre l’utilizzo del vocalist). A inizio 2009 l’annuncio forse più rilevante dell’era Matteucci, quello della decisione di eliminare la possibilità per gli stabilimenti di organizzare feste alla domenica sera, tradizionalmente il giorno di punta degli happy hour di Marina (e della storica Duna degli Orsi in particolare, che dal 25 aprile di quell’anno viene presa di mira per il caos creato dagli avventori in quei primi giorni di stagione, che portarono a nuove regolamentazioni antialcol). Dopo un paio d’anni – e un oggettivo calo anche di frequentazione nella località – il sindaco Matteucci allentò la presa, fino a portare nuovamente le feste a tre a settimana (anche alla domenica, ma solo fino alle 21) e a sfondare il tabù dell’orario di chiusura dei bagni a mezzanotte (nei primi giorni della settimana, dal 2013, i bagnini possono sforare fino all’1).

La svolta: bagni sempre aperti
Ora, con l’inizio dell’era De Pascale (e probabilmente il fallimento conclamato di un nuovo “modello” che sei-sette anni fa puntava forte sul porticciolo turistico di Marinara…), una svolta decisa, su più fronti. Non ci saranno innanzitutto più limiti nell’organizzare feste, concerti o eventi in generale per gli stabilimenti balneari che ne faranno richiesta a inizio anno e con tutte le autorizzazioni in regola. Gli “happy hour” per cui Marina era famosa potranno essere organizzati anche tutte le sere, sette giorni su sette, fino a mezzanotte e mezza il venerdì e il sabato e fino all’1 gli altri giorni, compresa, di nuovo, la tanto discussa serata di domenica (saranno invece meno dell’anno scorso le deroghe alle 3 di notte). E, novità nella novità, rispetto al passato i bagni non saranno costretti ad abbassare le serrande allo scadere dell’orario stabilito, ma potranno restare aperti, senza più musica, per fornire comunque un servizio aggiuntivo ai clienti che così – è questa anche la ratio dell’ordinanza, spiegano dal Comune – non si affolleranno per strada tutti allo stesso momento. Gli stabilimenti, insomma, non avranno più orari da rispettare, ma in teoria potranno restare aperti anche 24 ore al giorno. Solo quelli, però, che saranno in grado di garantire anche la sicurezza. Il Comune al momento sta studiando infatti la possibilità di inserire nell’ordinanza una sorta di patto con gli imprenditori che vorranno scommettere sull’apertura notturna della spiaggia (fino all’anno scorso era off-limits per chiunque dall’1 fino alle 5 del mattino), che si dovranno però attrezzare per esempio con un servizio di vigilanza in grado di evitare spiacevoli episodi.
Con il nuovo regolamento poi non solo i bagni potranno restare aperti 24 ore al giorno, ma anche per 365 giorni l’anno. Altra svolta rispetto a oggi, con l’attività degli stabilimenti che è invece obbligatoriamente stagionale, a eccezione di quelli in grado di aderire con un calendario di iniziative al progetto “Mare d’inverno” dell’Amministrazione, mai decollato. Con la nuova ordinanza (che entrerà però in vigore con l’avvio della stagione estiva, in primavera) i bagni potranno invece semplicemente comunicare la propria intenzione di restare aperti 365 giorni l’anno, ovviamente con tutto quello che ne consegue anche dal punto di vista fiscale (l’attività passerebbe da stagionale ad annuale).

Le proteste delle associazioni
Sul piede di guerra, per questo motivo, sono già i ristoratori, che vedono in particolare quest’ultima liberalizzazione come una sorta di nuova concorrenza sleale, con i bagni che anche nella stagione invernale potrebbero diventare veri e propri nuovi ristoranti delle località balneari. Critiche sull’ordinanza, in particolare per la destagionalizzazione “selvaggia”, sono arrivate anche da pro loco e comitato cittadino di Marina e dalle associazioni di categoria (Cna a parte, che l’ha definita invece come un buon punto di partenza), tutte preoccupate per un eccessivo sbilanciamento verso il comparto mare ai danni degli operatori dei centri. E anche la Confesercenti – che solo fino a pochi mesi fa aveva tra le proprie fila l’assessore al Turismo Giacomo Costantini, regista della nuova ordinanza – non usa mezze misure in un comunicato inviato alla stampa per esprimere la propria delusione, in particolare per la mancata condivisione preventiva con gli operatori. «Discutere una nuova ordinanza sugli orari e i tempi di apertura degli stabilimenti balneari – si legge nella nota della Confesercenti – senza inquadrarla e senza avere presentato un piano strategico e complessivo per i lidi e per il turismo locale (coordinato da una regia unitaria) è sbagliato e monco e non fa fare quel salto di qualità di cui c’è bisogno nel contesto di una nuova strategia turistica, anzi così rischia di dividere ulteriormente le località e il tessuto economico anziché predisporre un lavoro di squadra e sinergico. Questo presuppone investimenti, anche tenendo conto delle peculiarità dei singoli lidi, strutturali, come nella comunicazione, come sull’arredo, gli stradelli, le aree pinetali e l’accoglienza, come sul programma degli eventi e la pianificazione urbanistica».

Le promesse e le sanzioni
E proprio sugli investimenti infrastrutturali richiesti da associazioni e comitati sono arrivate però le promesse di sindaco e assessore, sia per gli stradelli retrodunali da recuperare e rendere pedonali con fondi regionali a quanto pare in arrivo il prossimo anno, sia per il centro di Marina di Ravenna, con progetti da mettere in campo per l’attesa riqualificazione del bacino pescherecci. Sulle contestazioni relative alla concorrenza della spiaggia il Comune invece pare deciso a non fare compromessi, sottolineando come l’importante sia avere imprenditori in grado di investire e scommettere sulla località di fronte a regole più semplici, che siano in spiaggia o in paese poco importa. Assicurando allo stesso tempo che rispetto al passato le sanzioni per gli stabilimenti che non rispetteranno le regole saranno più severe e i controlli più serrati, anche grazie all’utilizzo dei fonometri e al coordinamento con le forze dell’ordine.

Svolta al mare: feste in spiaggia anche tutti i giorni e bagni sempre aperti

Il sindaco De Pascale sta per firmare la sua prima ordinanza: stop
alla musica all’1 anche alla domenica. Le sanzioni saranno più severe

Come promesso in campagna elettorale, il sindaco di Ravenna Michele de Pascale si appresta a mandare in soffitta le regole restrittive del suo predecessore Fabrizio Matteucci firmando nei prossimi giorni (l’obiettivo è entro Natale) la sua prima ordinanza balneare che resterà in vigore per almeno tre anni all’insegna di una forte semplificazione. E soprattutto liberalizzazione.

Un po’ di storia
Per comprendere meglio la valenza del provvedimento che sarà in vigore in tutti i nove lidi ravennati, vale la pena però ricordare un po’ la storia della località di punta, Marina di Ravenna, divenuta celebre in tutta Italia negli anni novanta e nei primi anni del Duemila per i cosiddetti happy hour, le feste in spiaggia con migliaia di giovani provenienti in particolare dall’Emilia. Un’intuizione dell’allora sindaco Vidmer Mercatali, poi sfuggita di mano a causa degli eccessi legati all’alcol, che ha tentato di arginare Fabrizio Matteucci, già nell’estate del 2008, riducendo la possibilità di fare feste da tre a due volte alla settimana (vietando inoltre l’utilizzo del vocalist). A inizio 2009 l’annuncio forse più rilevante dell’era Matteucci, quello della decisione di eliminare la possibilità per gli stabilimenti di organizzare feste alla domenica sera, tradizionalmente il giorno di punta degli happy hour di Marina (e della storica Duna degli Orsi in particolare, che dal 25 aprile di quell’anno viene presa di mira per il caos creato dagli avventori in quei primi giorni di stagione, che portarono a nuove regolamentazioni antialcol). Dopo un paio d’anni – e un oggettivo calo anche di frequentazione nella località – il sindaco Matteucci allentò la presa, fino a portare nuovamente le feste a tre a settimana (anche alla domenica, ma solo fino alle 21) e a sfondare il tabù dell’orario di chiusura dei bagni a mezzanotte (nei primi giorni della settimana, dal 2013, i bagnini possono sforare fino all’1).

La svolta: bagni sempre aperti
Ora, con l’inizio dell’era De Pascale (e probabilmente il fallimento conclamato di un nuovo “modello” che sei-sette anni fa puntava forte sul porticciolo turistico di Marinara…), una svolta decisa, su più fronti. Non ci saranno innanzitutto più limiti nell’organizzare feste, concerti o eventi in generale per gli stabilimenti balneari che ne faranno richiesta a inizio anno e con tutte le autorizzazioni in regola. Gli “happy hour” per cui Marina era famosa potranno essere organizzati anche tutte le sere, sette giorni su sette, fino a mezzanotte e mezza il venerdì e il sabato e fino all’1 gli altri giorni, compresa, di nuovo, la tanto discussa serata di domenica (saranno invece meno dell’anno scorso le deroghe alle 3 di notte). E, novità nella novità, rispetto al passato i bagni non saranno costretti ad abbassare le serrande allo scadere dell’orario stabilito, ma potranno restare aperti, senza più musica, per fornire comunque un servizio aggiuntivo ai clienti che così – è questa anche la ratio dell’ordinanza, spiegano dal Comune – non si affolleranno per strada tutti allo stesso momento. Gli stabilimenti, insomma, non avranno più orari da rispettare, ma in teoria potranno restare aperti anche 24 ore al giorno. Solo quelli, però, che saranno in grado di garantire anche la sicurezza. Il Comune al momento sta studiando infatti la possibilità di inserire nell’ordinanza una sorta di patto con gli imprenditori che vorranno scommettere sull’apertura notturna della spiaggia (fino all’anno scorso era off-limits per chiunque dall’1 fino alle 5 del mattino), che si dovranno però attrezzare per esempio con un servizio di vigilanza in grado di evitare spiacevoli episodi.
Con il nuovo regolamento poi non solo i bagni potranno restare aperti 24 ore al giorno, ma anche per 365 giorni l’anno. Altra svolta rispetto a oggi, con l’attività degli stabilimenti che è invece obbligatoriamente stagionale, a eccezione di quelli in grado di aderire con un calendario di iniziative al progetto “Mare d’inverno” dell’Amministrazione, mai decollato. Con la nuova ordinanza (che entrerà però in vigore con l’avvio della stagione estiva, in primavera) i bagni potranno invece semplicemente comunicare la propria intenzione di restare aperti 365 giorni l’anno, ovviamente con tutto quello che ne consegue anche dal punto di vista fiscale (l’attività passerebbe da stagionale ad annuale).

Le proteste delle associazioni
Sul piede di guerra, per questo motivo, sono già i ristoratori, che vedono in particolare quest’ultima liberalizzazione come una sorta di nuova concorrenza sleale, con i bagni che anche nella stagione invernale potrebbero diventare veri e propri nuovi ristoranti delle località balneari. Critiche sull’ordinanza, in particolare per la destagionalizzazione “selvaggia”, sono arrivate anche da pro loco e comitato cittadino di Marina e dalle associazioni di categoria (Cna a parte, che l’ha definita invece come un buon punto di partenza), tutte preoccupate per un eccessivo sbilanciamento verso il comparto mare ai danni degli operatori dei centri. E anche la Confesercenti – che solo fino a pochi mesi fa aveva tra le proprie fila l’assessore al Turismo Giacomo Costantini, regista della nuova ordinanza – non usa mezze misure in un comunicato inviato alla stampa per esprimere la propria delusione, in particolare per la mancata condivisione preventiva con gli operatori. «Discutere una nuova ordinanza sugli orari e i tempi di apertura degli stabilimenti balneari – si legge nella nota della Confesercenti – senza inquadrarla e senza avere presentato un piano strategico e complessivo per i lidi e per il turismo locale (coordinato da una regia unitaria) è sbagliato e monco e non fa fare quel salto di qualità di cui c’è bisogno nel contesto di una nuova strategia turistica, anzi così rischia di dividere ulteriormente le località e il tessuto economico anziché predisporre un lavoro di squadra e sinergico. Questo presuppone investimenti, anche tenendo conto delle peculiarità dei singoli lidi, strutturali, come nella comunicazione, come sull’arredo, gli stradelli, le aree pinetali e l’accoglienza, come sul programma degli eventi e la pianificazione urbanistica».

Le promesse e le sanzioni
E proprio sugli investimenti infrastrutturali richiesti da associazioni e comitati sono arrivate però le promesse di sindaco e assessore, sia per gli stradelli retrodunali da recuperare e rendere pedonali con fondi regionali a quanto pare in arrivo il prossimo anno, sia per il centro di Marina di Ravenna, con progetti da mettere in campo per l’attesa riqualificazione del bacino pescherecci. Sulle contestazioni relative alla concorrenza della spiaggia il Comune invece pare deciso a non fare compromessi, sottolineando come l’importante sia avere imprenditori in grado di investire e scommettere sulla località di fronte a regole più semplici, che siano in spiaggia o in paese poco importa. Assicurando allo stesso tempo che rispetto al passato le sanzioni per gli stabilimenti che non rispetteranno le regole saranno più severe e i controlli più serrati, anche grazie all’utilizzo dei fonometri e al coordinamento con le forze dell’ordine.

Svolta al mare: feste in spiaggia anche tutti i giorni e bagni sempre aperti

Il sindaco De Pascale sta per firmare la sua prima ordinanza: stop alla musica all’1 anche alla domenica. Le sanzioni saranno più severe

Come promesso in campagna elettorale, il sindaco di Ravenna Michele de Pascale si appresta a mandare in soffitta le regole restrittive del suo predecessore Fabrizio Matteucci firmando nei prossimi giorni (l’obiettivo è entro Natale) la sua prima ordinanza balneare che resterà in vigore per almeno tre anni all’insegna di una forte semplificazione. E soprattutto liberalizzazione.

Un po’ di storia
Per comprendere meglio la valenza del provvedimento che sarà in vigore in tutti i nove lidi ravennati, vale la pena però ricordare un po’ la storia della località di punta, Marina di Ravenna, divenuta celebre in tutta Italia negli anni novanta e nei primi anni del Duemila per i cosiddetti happy hour, le feste in spiaggia con migliaia di giovani provenienti in particolare dall’Emilia. Un’intuizione dell’allora sindaco Vidmer Mercatali, poi sfuggita di mano a causa degli eccessi legati all’alcol, che ha tentato di arginare Fabrizio Matteucci, già nell’estate del 2008, riducendo la possibilità di fare feste da tre a due volte alla settimana (vietando inoltre l’utilizzo del vocalist). A inizio 2009 l’annuncio forse più rilevante dell’era Matteucci, quello della decisione di eliminare la possibilità per gli stabilimenti di organizzare feste alla domenica sera, tradizionalmente il giorno di punta degli happy hour di Marina (e della storica Duna degli Orsi in particolare, che dal 25 aprile di quell’anno viene presa di mira per il caos creato dagli avventori in quei primi giorni di stagione, che portarono a nuove regolamentazioni antialcol). Dopo un paio d’anni – e un oggettivo calo anche di frequentazione nella località – il sindaco Matteucci allentò la presa, fino a portare nuovamente le feste a tre a settimana (anche alla domenica, ma solo fino alle 21) e a sfondare il tabù dell’orario di chiusura dei bagni a mezzanotte (nei primi giorni della settimana, dal 2013, i bagnini possono sforare fino all’1).

La svolta: bagni sempre aperti
Ora, con l’inizio dell’era De Pascale (e probabilmente il fallimento conclamato di un nuovo “modello” che sei-sette anni fa puntava forte sul porticciolo turistico di Marinara…), una svolta decisa, su più fronti. Non ci saranno innanzitutto più limiti nell’organizzare feste, concerti o eventi in generale per gli stabilimenti balneari che ne faranno richiesta a inizio anno e con tutte le autorizzazioni in regola. Gli “happy hour” per cui Marina era famosa potranno essere organizzati anche tutte le sere, sette giorni su sette, fino a mezzanotte e mezza il venerdì e il sabato e fino all’1 gli altri giorni, compresa, di nuovo, la tanto discussa serata di domenica (saranno invece meno dell’anno scorso le deroghe alle 3 di notte). E, novità nella novità, rispetto al passato i bagni non saranno costretti ad abbassare le serrande allo scadere dell’orario stabilito, ma potranno restare aperti, senza più musica, per fornire comunque un servizio aggiuntivo ai clienti che così – è questa anche la ratio dell’ordinanza, spiegano dal Comune – non si affolleranno per strada tutti allo stesso momento. Gli stabilimenti, insomma, non avranno più orari da rispettare, ma in teoria potranno restare aperti anche 24 ore al giorno. Solo quelli, però, che saranno in grado di garantire anche la sicurezza. Il Comune al momento sta studiando infatti la possibilità di inserire nell’ordinanza una sorta di patto con gli imprenditori che vorranno scommettere sull’apertura notturna della spiaggia (fino all’anno scorso era off-limits per chiunque dall’1 fino alle 5 del mattino), che si dovranno però attrezzare per esempio con un servizio di vigilanza in grado di evitare spiacevoli episodi.
Con il nuovo regolamento poi non solo i bagni potranno restare aperti 24 ore al giorno, ma anche per 365 giorni l’anno. Altra svolta rispetto a oggi, con l’attività degli stabilimenti che è invece obbligatoriamente stagionale, a eccezione di quelli in grado di aderire con un calendario di iniziative al progetto “Mare d’inverno” dell’Amministrazione, mai decollato. Con la nuova ordinanza (che entrerà però in vigore con l’avvio della stagione estiva, in primavera) i bagni potranno invece semplicemente comunicare la propria intenzione di restare aperti 365 giorni l’anno, ovviamente con tutto quello che ne consegue anche dal punto di vista fiscale (l’attività passerebbe da stagionale ad annuale).

Le proteste delle associazioni
Sul piede di guerra, per questo motivo, sono già i ristoratori, che vedono in particolare quest’ultima liberalizzazione come una sorta di nuova concorrenza sleale, con i bagni che anche nella stagione invernale potrebbero diventare veri e propri nuovi ristoranti delle località balneari. Critiche sull’ordinanza, in particolare per la destagionalizzazione “selvaggia”, sono arrivate anche da pro loco e comitato cittadino di Marina e dalle associazioni di categoria (Cna a parte, che l’ha definita invece come un buon punto di partenza), tutte preoccupate per un eccessivo sbilanciamento verso il comparto mare ai danni degli operatori dei centri. E anche la Confesercenti – che solo fino a pochi mesi fa aveva tra le proprie fila l’assessore al Turismo Giacomo Costantini, regista della nuova ordinanza – non usa mezze misure in un comunicato inviato alla stampa per esprimere la propria delusione, in particolare per la mancata condivisione preventiva con gli operatori. «Discutere una nuova ordinanza sugli orari e i tempi di apertura degli stabilimenti balneari – si legge nella nota della Confesercenti – senza inquadrarla e senza avere presentato un piano strategico e complessivo per i lidi e per il turismo locale (coordinato da una regia unitaria) è sbagliato e monco e non fa fare quel salto di qualità di cui c’è bisogno nel contesto di una nuova strategia turistica, anzi così rischia di dividere ulteriormente le località e il tessuto economico anziché predisporre un lavoro di squadra e sinergico. Questo presuppone investimenti, anche tenendo conto delle peculiarità dei singoli lidi, strutturali, come nella comunicazione, come sull’arredo, gli stradelli, le aree pinetali e l’accoglienza, come sul programma degli eventi e la pianificazione urbanistica».

Le promesse e le sanzioni
E proprio sugli investimenti infrastrutturali richiesti da associazioni e comitati sono arrivate però le promesse di sindaco e assessore, sia per gli stradelli retrodunali da recuperare e rendere pedonali con fondi regionali a quanto pare in arrivo il prossimo anno, sia per il centro di Marina di Ravenna, con progetti da mettere in campo per l’attesa riqualificazione del bacino pescherecci. Sulle contestazioni relative alla concorrenza della spiaggia il Comune invece pare deciso a non fare compromessi, sottolineando come l’importante sia avere imprenditori in grado di investire e scommettere sulla località di fronte a regole più semplici, che siano in spiaggia o in paese poco importa. Assicurando allo stesso tempo che rispetto al passato le sanzioni per gli stabilimenti che non rispetteranno le regole saranno più severe e i controlli più serrati, anche grazie all’utilizzo dei fonometri e al coordinamento con le forze dell’ordine.

Raffaella Sutter di Ravenna in Comune in giugno abbandonerà il consiglio

L’ex candidata sindaca e attuale vicepresidente dell’assemblea
«Spazio ai giovani». Intanto ci si interroga sul lavoro delle opposizioni

A cosa serve davvero il consiglio comunale? La domanda c’è da porsela in particolare, dopo le polemiche e i “teatrini” andati in scena a Ravenna nell’ultima settimana. E la verità è che, appunto, il consiglio comunale ha ormai il compito di essere un luogo di discussione e confronto dove però la capacità di incidere delle forze rappresentate è assai limitata. Le delibere vengono proposte dalla giunta e poi ratificate da un voto che si fonda, grazie al premio di maggioranza, su una presenza molto forte dei vincitori, in questo caso di Pd e alleati.

Ecco dunque che tra i compiti principali dei consiglieri c’è quello dell’approfondimento e del dibattito. Tra gli strumenti a disposizione ci sono soprattutto atti come interrogazioni, question time, proposte di emendamenti o ordini del giorno che molto spesso vengono o meno votati per ragioni che esulano dal merito. Tra le funzioni principali che affidano loro i cittadini c’è in effetti quella di “costringere” la maggioranza alla trasparenza.

Da giugno in consiglio comunale qualche novità si è vista: un’opposizione più unita del solito, nonostante i gruppi siano più che in passato e anche più diversi tra loro. Ma sono state già diverse le operazioni fatte dall’opposizione insieme, anche se con esiti appunto soprattutto conoscitivi. È questo il caso di Acer e Autorità portuale, due temi su cui sono stati chiesti e concessi consigli straordinari.

Tra le file dell’opposizione c’è Raffaella Sutter di Ravenna in Comune, vicepresidente eletta all’unanimità, ex dirigente e in un certo senso una novità a Ravenna, essendo appunto la sua un’opposizione da sinistra in grado peraltro di dialogare anche con realtà come la Lega o Forza Italia. «La possibilità di incidere realmente è già molto ridotta, per quanto prevede la legge, riuscire a lavorare insieme può essere importante per non disperdere le forze per questo credo che il coordinamento delle opposizioni sia importante» ci spiega. Non a caso la sua posizione sul “caso Ancisi” è stata molto chiara sulla sua pagina Facebook dove ha bollato l’uscita del decano come «offese inaccettabili per cui non è stata chiesta scusa, che tuttavia ritengo siano la punta dell’iceberg di una situazione conflittuale di cui non riesco a vedere soluzioni nè istituzionali nè interpersonali». E nel suo scritto non vi è alcun accenno a questioni di genere, scritto comparso sulla stessa pagina in cui la consigliera rende conto di tutte le posizioni espresse in consiglio.

Fin dalla campagna elettorale, Ravenna in Comune aveva avanzato proposte in tema di innovazione della partecipazione che a questo punto potrebbero diventare particolarmente urgenti. «Abbiamo proposto due modifiche al regolamento e per ora sembra che ci sia l’accordo. La prima riguarda il fatto che gli esperti nominati dai gruppi possano parlare in commissione anche in assenza del consigliere (ovviamente senza diritto di voto) per facilitare il lavoro altrimenti disumano dei gruppi composti da una sola persona (che in questo momento sono ben sette). La seconda è quella di semplificare la possibilità per i cittadini di parlare alle commissioni anche senza essere nominati consulenti seduta stante da consiglieri che magari nemmeno li conoscono». Sono questi alcuni dei risultati che Sutter conta di “incassare” prima delle annunciate dimissioni a giugno, in favore del primo dei non eletti nella sua lista Massimo Manzoli. «È giusto così, lasciare spazio ai giovani. Io così potrò tornare anche al mio lavoro che mi porta spesso all’estero. Ma non intendo abbandonare Ravenna in Comune, anzi. Svolgerò un ruolo diverso, di coordinamento e comunicazione, di cui credo ci sia bisogno».

Ravenna in Comune intanto si è trasformata in un’associazione e in questi giorni è stato nominato un primo consiglio direttivo composto da Luca Dubbini (presidente), la stessa Sutter (vicepresidente), Simonetta Scotti (segretaria), Gianfranco Santini (tesoriere) e dai consiglieri Dora Casalino, Massimo Manzoli e Raffaella Veridiani.

Nel weekend i primi presepi viventi a Lugo, Cervia e Ponte Nuovo

Ha aperto i battenti come noto (vedi articoli correlati) giovedì 8 dicembre il Presepe di sabbia di Marina di Ravenna, allestito (fino al 22 gennaio; aperto dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18 sabato, domenica e festivi; dal 23 anche nei feriali) nella spiaggia in concessione al circolo Marinai d’Italia nei pressi della diga foranea.

Si tratta probabilmente del più visitato presepe della provincia dove però c’è solo l’imbarazzo della scelta tra quelli da visitare, da quello di sale galleggiante di Cervia (zona Borgomarina) a quelli meccanici (su tutti, forse, quello di Villa Prati, a Bagnacavallo).

Da segnalare poi nel weekend i primi presepi viventi: il 17 dicembre dalle 17 itinerante nel centro storico di Lugo e dalle 16 nel giardino di via del Pino del Villaggio del Fanciullo di Ponte Nuovo, a Ravenna; il giorno dopo, domenica 18, dalle 15.30 in corteo a Cervia da viale Roma.

Nel weekend i primi presepi viventi a Lugo, Cervia e Ponte Nuovo

Ha aperto i battenti come noto (vedi articoli correlati) giovedì 8 dicembre il Presepe di sabbia di Marina di Ravenna, allestito (fino al 22 gennaio; aperto dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18 sabato, domenica e festivi; dal 23 anche nei feriali) nella spiaggia in concessione al circolo Marinai d’Italia nei pressi della diga foranea.

Si tratta probabilmente del più visitato presepe della provincia dove però c’è solo l’imbarazzo della scelta tra quelli da visitare, da quello di sale galleggiante di Cervia (zona Borgomarina) a quelli meccanici (su tutti, forse, quello di Villa Prati, a Bagnacavallo).

Da segnalare poi nel weekend i primi presepi viventi: il 17 dicembre dalle 17 itinerante nel centro storico di Lugo e dalle 16 nel giardino di via del Pino del Villaggio del Fanciullo di Ponte Nuovo, a Ravenna; il giorno dopo, domenica 18, dalle 15.30 in corteo a Cervia da viale Roma.

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi