Svolta al mare: feste in spiaggia anche tutti i giorni e bagni sempre aperti

Il sindaco De Pascale sta per firmare la sua prima ordinanza: stop
alla musica all’1 anche alla domenica. Le sanzioni saranno più severe

Come promesso in campagna elettorale, il sindaco di Ravenna Michele de Pascale si appresta a mandare in soffitta le regole restrittive del suo predecessore Fabrizio Matteucci firmando nei prossimi giorni (l’obiettivo è entro Natale) la sua prima ordinanza balneare che resterà in vigore per almeno tre anni all’insegna di una forte semplificazione. E soprattutto liberalizzazione.

Un po’ di storia
Per comprendere meglio la valenza del provvedimento che sarà in vigore in tutti i nove lidi ravennati, vale la pena però ricordare un po’ la storia della località di punta, Marina di Ravenna, divenuta celebre in tutta Italia negli anni novanta e nei primi anni del Duemila per i cosiddetti happy hour, le feste in spiaggia con migliaia di giovani provenienti in particolare dall’Emilia. Un’intuizione dell’allora sindaco Vidmer Mercatali, poi sfuggita di mano a causa degli eccessi legati all’alcol, che ha tentato di arginare Fabrizio Matteucci, già nell’estate del 2008, riducendo la possibilità di fare feste da tre a due volte alla settimana (vietando inoltre l’utilizzo del vocalist). A inizio 2009 l’annuncio forse più rilevante dell’era Matteucci, quello della decisione di eliminare la possibilità per gli stabilimenti di organizzare feste alla domenica sera, tradizionalmente il giorno di punta degli happy hour di Marina (e della storica Duna degli Orsi in particolare, che dal 25 aprile di quell’anno viene presa di mira per il caos creato dagli avventori in quei primi giorni di stagione, che portarono a nuove regolamentazioni antialcol). Dopo un paio d’anni – e un oggettivo calo anche di frequentazione nella località – il sindaco Matteucci allentò la presa, fino a portare nuovamente le feste a tre a settimana (anche alla domenica, ma solo fino alle 21) e a sfondare il tabù dell’orario di chiusura dei bagni a mezzanotte (nei primi giorni della settimana, dal 2013, i bagnini possono sforare fino all’1).

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La svolta: bagni sempre aperti
Ora, con l’inizio dell’era De Pascale (e probabilmente il fallimento conclamato di un nuovo “modello” che sei-sette anni fa puntava forte sul porticciolo turistico di Marinara…), una svolta decisa, su più fronti. Non ci saranno innanzitutto più limiti nell’organizzare feste, concerti o eventi in generale per gli stabilimenti balneari che ne faranno richiesta a inizio anno e con tutte le autorizzazioni in regola. Gli “happy hour” per cui Marina era famosa potranno essere organizzati anche tutte le sere, sette giorni su sette, fino a mezzanotte e mezza il venerdì e il sabato e fino all’1 gli altri giorni, compresa, di nuovo, la tanto discussa serata di domenica (saranno invece meno dell’anno scorso le deroghe alle 3 di notte). E, novità nella novità, rispetto al passato i bagni non saranno costretti ad abbassare le serrande allo scadere dell’orario stabilito, ma potranno restare aperti, senza più musica, per fornire comunque un servizio aggiuntivo ai clienti che così – è questa anche la ratio dell’ordinanza, spiegano dal Comune – non si affolleranno per strada tutti allo stesso momento. Gli stabilimenti, insomma, non avranno più orari da rispettare, ma in teoria potranno restare aperti anche 24 ore al giorno. Solo quelli, però, che saranno in grado di garantire anche la sicurezza. Il Comune al momento sta studiando infatti la possibilità di inserire nell’ordinanza una sorta di patto con gli imprenditori che vorranno scommettere sull’apertura notturna della spiaggia (fino all’anno scorso era off-limits per chiunque dall’1 fino alle 5 del mattino), che si dovranno però attrezzare per esempio con un servizio di vigilanza in grado di evitare spiacevoli episodi.
Con il nuovo regolamento poi non solo i bagni potranno restare aperti 24 ore al giorno, ma anche per 365 giorni l’anno. Altra svolta rispetto a oggi, con l’attività degli stabilimenti che è invece obbligatoriamente stagionale, a eccezione di quelli in grado di aderire con un calendario di iniziative al progetto “Mare d’inverno” dell’Amministrazione, mai decollato. Con la nuova ordinanza (che entrerà però in vigore con l’avvio della stagione estiva, in primavera) i bagni potranno invece semplicemente comunicare la propria intenzione di restare aperti 365 giorni l’anno, ovviamente con tutto quello che ne consegue anche dal punto di vista fiscale (l’attività passerebbe da stagionale ad annuale).

Le proteste delle associazioni
Sul piede di guerra, per questo motivo, sono già i ristoratori, che vedono in particolare quest’ultima liberalizzazione come una sorta di nuova concorrenza sleale, con i bagni che anche nella stagione invernale potrebbero diventare veri e propri nuovi ristoranti delle località balneari. Critiche sull’ordinanza, in particolare per la destagionalizzazione “selvaggia”, sono arrivate anche da pro loco e comitato cittadino di Marina e dalle associazioni di categoria (Cna a parte, che l’ha definita invece come un buon punto di partenza), tutte preoccupate per un eccessivo sbilanciamento verso il comparto mare ai danni degli operatori dei centri. E anche la Confesercenti – che solo fino a pochi mesi fa aveva tra le proprie fila l’assessore al Turismo Giacomo Costantini, regista della nuova ordinanza – non usa mezze misure in un comunicato inviato alla stampa per esprimere la propria delusione, in particolare per la mancata condivisione preventiva con gli operatori. «Discutere una nuova ordinanza sugli orari e i tempi di apertura degli stabilimenti balneari – si legge nella nota della Confesercenti – senza inquadrarla e senza avere presentato un piano strategico e complessivo per i lidi e per il turismo locale (coordinato da una regia unitaria) è sbagliato e monco e non fa fare quel salto di qualità di cui c’è bisogno nel contesto di una nuova strategia turistica, anzi così rischia di dividere ulteriormente le località e il tessuto economico anziché predisporre un lavoro di squadra e sinergico. Questo presuppone investimenti, anche tenendo conto delle peculiarità dei singoli lidi, strutturali, come nella comunicazione, come sull’arredo, gli stradelli, le aree pinetali e l’accoglienza, come sul programma degli eventi e la pianificazione urbanistica».

Le promesse e le sanzioni
E proprio sugli investimenti infrastrutturali richiesti da associazioni e comitati sono arrivate però le promesse di sindaco e assessore, sia per gli stradelli retrodunali da recuperare e rendere pedonali con fondi regionali a quanto pare in arrivo il prossimo anno, sia per il centro di Marina di Ravenna, con progetti da mettere in campo per l’attesa riqualificazione del bacino pescherecci. Sulle contestazioni relative alla concorrenza della spiaggia il Comune invece pare deciso a non fare compromessi, sottolineando come l’importante sia avere imprenditori in grado di investire e scommettere sulla località di fronte a regole più semplici, che siano in spiaggia o in paese poco importa. Assicurando allo stesso tempo che rispetto al passato le sanzioni per gli stabilimenti che non rispetteranno le regole saranno più severe e i controlli più serrati, anche grazie all’utilizzo dei fonometri e al coordinamento con le forze dell’ordine.

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