sabato
25 Aprile 2026

Interventi da 1,32 milioni sul litorale contro mareggiate ed erosione

Via libera per cinque progetti del Comune di Ravenna finanziati da Eni

Ammonta a 1,32 milioni di euro il valore di cinque progetti recentemente approvati dalla giunta del Comune di Ravenna su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Roberto Fagnani, finalizzati alla protezione del litorale dall’erosione e dalle mareggiate. Gli interventi riguardano Lido di Dante, la zona della foce del Reno a Primaro, Lido Adriano, Casalborsetti e Lido di Savio.

«A seconda delle diverse condizioni di partenza e necessità – spiega Fagnani – interverremo con opere di difesa o azioni di ripascimento, per proteggere la costa e gli abitati e dare adeguate risposte alle esigenze turistiche, nella consapevolezza che azioni di questo tipo devono essere costantemente programmate e monitorate, perché la morfologia del territorio si evolve continuamente e tali cambiamenti devono essere tenuti sotto controllo e seguiti da adeguati interventi».

A Lido di Dante sarà realizzato un nuovo muretto di protezione, a ridosso di quello esistente, che verrà ove occorre rifatto e sopraelevato di circa quaranta centimetri rispetto all’altezza attuale.
Inoltre si provvederà alla razionalizzazione degli accessi alla spiaggia mediante la realizzazione di nuovi varchi che garantiranno la chiusura e quindi la difesa dell’abituato durante il periodo invernale. Questi varchi verranno realizzati in modo omogeneo e con le stesse dimensioni, ora standardizzate, utilizzate per Lido di Savio, in modo tale da permettere il facile accesso alla spiaggia, anche da parte dei portatori di handicap. La chiusura verrà realizzata attraverso la fornitura e posa in opera di cancelli fissi in acciaio inox. L’intervento, del valore di 470mila euro, prevede anche la realizzazione di una nuova protezione nel tratto antistante viale Matelda, mediante una doppia palificata in legno di castagno, su due allineamenti paralleli distanti tra loro 50 centimetri, che saranno colmati con delle gabbionate.

Anche a Primaro si interverrà con una nuova opera di difesa, del valore di 400mila euro, ripristinando l’argine di protezione in terra che limitava ad est la foce del fiume Reno; la sua funzione di difesa sarà aumentata armandolo con legname spiaggiato e rinforzando ulteriormente il suo nuovo piede con gabbionate cilindriche riempite in ciotolo, in modo tale da renderlo inattaccabile dall’energia dell’onda. Questa difesa assume particolare importanza per la protezione di tutta la porzione di territorio a nord del fiume Reno sino alla statale Romea nord, area di particolare importanza sotto l’aspetto paesaggistico e naturalistico.

A Lido Adriano, Casalborsetti e Lido di Savio sono invece previsti degli interventi di sistemazione e ripascimento delle spiagge emerse e sommerse.
Nel primo caso si interverrà in particolare nella zona nord (bagno Caesar) e in quella sud (dal bagno Sabbie d’Oro al Cala Celeste) impiegando sabbia proveniente dalla pulizia degli arenili effettuata da Hera e altra proveniente direttamente da alcuni accumuli semisommersi presenti in sito. I lavori costeranno centomila euro. Questo materiale, previe opportune operazioni di vagliatura, verrà prima dell’impiego analizzato e caratterizzato ai sensi della normativa vigente, in modo tale da certificarne la possibilità di impiego.

Nella parte sud di Casalborsetti e a Lido di Savio, dove ci sono localizzati insabbiamenti dei fondali e dove sono previsti interventi rispettivamente per centomila e 250mila euro, si provvederà ad un’equa distribuzione sull’arenile di detti accumuli di sabbia, mediante il dragaggio della spiaggia semisommersa ed il ripascimento e sistemazione della spiaggia emersa, garantendo così l’uniformità della linea di riva ed il mantenimento di una buona profondità della spiaggia sommersa a ridosso delle scogliere.

Tutti gli investimenti saranno finanziati con fondi Eni.

Interventi da 1,32 milioni sul litorale contro mareggiate ed erosione

Via libera per cinque progetti del Comune di Ravenna finanziati da Eni

Ammonta a 1,32 milioni di euro il valore di cinque progetti recentemente approvati dalla giunta del Comune di Ravenna su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Roberto Fagnani, finalizzati alla protezione del litorale dall’erosione e dalle mareggiate. Gli interventi riguardano Lido di Dante, la zona della foce del Reno a Primaro, Lido Adriano, Casalborsetti e Lido di Savio.

«A seconda delle diverse condizioni di partenza e necessità – spiega Fagnani – interverremo con opere di difesa o azioni di ripascimento, per proteggere la costa e gli abitati e dare adeguate risposte alle esigenze turistiche, nella consapevolezza che azioni di questo tipo devono essere costantemente programmate e monitorate, perché la morfologia del territorio si evolve continuamente e tali cambiamenti devono essere tenuti sotto controllo e seguiti da adeguati interventi».

A Lido di Dante sarà realizzato un nuovo muretto di protezione, a ridosso di quello esistente, che verrà ove occorre rifatto e sopraelevato di circa quaranta centimetri rispetto all’altezza attuale.
Inoltre si provvederà alla razionalizzazione degli accessi alla spiaggia mediante la realizzazione di nuovi varchi che garantiranno la chiusura e quindi la difesa dell’abituato durante il periodo invernale. Questi varchi verranno realizzati in modo omogeneo e con le stesse dimensioni, ora standardizzate, utilizzate per Lido di Savio, in modo tale da permettere il facile accesso alla spiaggia, anche da parte dei portatori di handicap. La chiusura verrà realizzata attraverso la fornitura e posa in opera di cancelli fissi in acciaio inox. L’intervento, del valore di 470mila euro, prevede anche la realizzazione di una nuova protezione nel tratto antistante viale Matelda, mediante una doppia palificata in legno di castagno, su due allineamenti paralleli distanti tra loro 50 centimetri, che saranno colmati con delle gabbionate.

Anche a Primaro si interverrà con una nuova opera di difesa, del valore di 400mila euro, ripristinando l’argine di protezione in terra che limitava ad est la foce del fiume Reno; la sua funzione di difesa sarà aumentata armandolo con legname spiaggiato e rinforzando ulteriormente il suo nuovo piede con gabbionate cilindriche riempite in ciotolo, in modo tale da renderlo inattaccabile dall’energia dell’onda. Questa difesa assume particolare importanza per la protezione di tutta la porzione di territorio a nord del fiume Reno sino alla statale Romea nord, area di particolare importanza sotto l’aspetto paesaggistico e naturalistico.

A Lido Adriano, Casalborsetti e Lido di Savio sono invece previsti degli interventi di sistemazione e ripascimento delle spiagge emerse e sommerse.
Nel primo caso si interverrà in particolare nella zona nord (bagno Caesar) e in quella sud (dal bagno Sabbie d’Oro al Cala Celeste) impiegando sabbia proveniente dalla pulizia degli arenili effettuata da Hera e altra proveniente direttamente da alcuni accumuli semisommersi presenti in sito. I lavori costeranno centomila euro. Questo materiale, previe opportune operazioni di vagliatura, verrà prima dell’impiego analizzato e caratterizzato ai sensi della normativa vigente, in modo tale da certificarne la possibilità di impiego.

Nella parte sud di Casalborsetti e a Lido di Savio, dove ci sono localizzati insabbiamenti dei fondali e dove sono previsti interventi rispettivamente per centomila e 250mila euro, si provvederà ad un’equa distribuzione sull’arenile di detti accumuli di sabbia, mediante il dragaggio della spiaggia semisommersa ed il ripascimento e sistemazione della spiaggia emersa, garantendo così l’uniformità della linea di riva ed il mantenimento di una buona profondità della spiaggia sommersa a ridosso delle scogliere.

Tutti gli investimenti saranno finanziati con fondi Eni.

Interventi da 1,32 milioni sul litorale contro mareggiate ed erosione

Via libera per cinque progetti del Comune di Ravenna finanziati da Eni

Ammonta a 1,32 milioni di euro il valore di cinque progetti recentemente approvati dalla giunta del Comune di Ravenna su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Roberto Fagnani, finalizzati alla protezione del litorale dall’erosione e dalle mareggiate. Gli interventi riguardano Lido di Dante, la zona della foce del Reno a Primaro, Lido Adriano, Casalborsetti e Lido di Savio.

«A seconda delle diverse condizioni di partenza e necessità – spiega Fagnani – interverremo con opere di difesa o azioni di ripascimento, per proteggere la costa e gli abitati e dare adeguate risposte alle esigenze turistiche, nella consapevolezza che azioni di questo tipo devono essere costantemente programmate e monitorate, perché la morfologia del territorio si evolve continuamente e tali cambiamenti devono essere tenuti sotto controllo e seguiti da adeguati interventi».

A Lido di Dante sarà realizzato un nuovo muretto di protezione, a ridosso di quello esistente, che verrà ove occorre rifatto e sopraelevato di circa quaranta centimetri rispetto all’altezza attuale.
Inoltre si provvederà alla razionalizzazione degli accessi alla spiaggia mediante la realizzazione di nuovi varchi che garantiranno la chiusura e quindi la difesa dell’abituato durante il periodo invernale. Questi varchi verranno realizzati in modo omogeneo e con le stesse dimensioni, ora standardizzate, utilizzate per Lido di Savio, in modo tale da permettere il facile accesso alla spiaggia, anche da parte dei portatori di handicap. La chiusura verrà realizzata attraverso la fornitura e posa in opera di cancelli fissi in acciaio inox. L’intervento, del valore di 470mila euro, prevede anche la realizzazione di una nuova protezione nel tratto antistante viale Matelda, mediante una doppia palificata in legno di castagno, su due allineamenti paralleli distanti tra loro 50 centimetri, che saranno colmati con delle gabbionate.

Anche a Primaro si interverrà con una nuova opera di difesa, del valore di 400mila euro, ripristinando l’argine di protezione in terra che limitava ad est la foce del fiume Reno; la sua funzione di difesa sarà aumentata armandolo con legname spiaggiato e rinforzando ulteriormente il suo nuovo piede con gabbionate cilindriche riempite in ciotolo, in modo tale da renderlo inattaccabile dall’energia dell’onda. Questa difesa assume particolare importanza per la protezione di tutta la porzione di territorio a nord del fiume Reno sino alla statale Romea nord, area di particolare importanza sotto l’aspetto paesaggistico e naturalistico.

A Lido Adriano, Casalborsetti e Lido di Savio sono invece previsti degli interventi di sistemazione e ripascimento delle spiagge emerse e sommerse.
Nel primo caso si interverrà in particolare nella zona nord (bagno Caesar) e in quella sud (dal bagno Sabbie d’Oro al Cala Celeste) impiegando sabbia proveniente dalla pulizia degli arenili effettuata da Hera e altra proveniente direttamente da alcuni accumuli semisommersi presenti in sito. I lavori costeranno centomila euro. Questo materiale, previe opportune operazioni di vagliatura, verrà prima dell’impiego analizzato e caratterizzato ai sensi della normativa vigente, in modo tale da certificarne la possibilità di impiego.

Nella parte sud di Casalborsetti e a Lido di Savio, dove ci sono localizzati insabbiamenti dei fondali e dove sono previsti interventi rispettivamente per centomila e 250mila euro, si provvederà ad un’equa distribuzione sull’arenile di detti accumuli di sabbia, mediante il dragaggio della spiaggia semisommersa ed il ripascimento e sistemazione della spiaggia emersa, garantendo così l’uniformità della linea di riva ed il mantenimento di una buona profondità della spiaggia sommersa a ridosso delle scogliere.

Tutti gli investimenti saranno finanziati con fondi Eni.

A Santa Teresa la Cena della carità con giovani delle parrocchie e bisognosi

Circa 400 i coperti che verranno allestiti nei locali dell’Opera

È in programma sabato 17 dicembre la seconda edizione di “A Natale accogli il dono”, la cena della carità organizzata per le persone bisognose di Ravenna dal Servizio di Pastorale Giovanile e dalla Caritas, in collaborazione con l’Ufficio Missionario e con tutti gli Uffici diocesani. Sarà presente anche l’arcivescovo Lorenzo Ghizzoni.

Circa 400 i coperti che verranno allestiti nei locali dell’Opera Santa Teresa: metà per i giovani delle parrocchie e l’altra metà per gli utenti della Caritas, dei dormitori, le persone incontrate settimanalmente dai volontari della Ronda della Carità e alcuni migranti. «L’obiettivo – si legge in una nota degli organizzatori – è non solo sostenere ma condividere un momento di cena, preghiera e festa».

All’ingresso a chi vorrà partecipare e può permetterselo verrà chiesto un contributo di 5 euro per le spese per il loro pasto e quello di un’altra persona.

I giovani delle parrocchie si sono resi disponibili per dare una mano durante la serata, allestendo gli spazi e facendo servizio ai tavoli. L’animazione, sempre curata dalle parrocchie, prevede laboratori di “truccabimbi” e palloncini per coinvolgere i bambini delle famiglie partecipanti.

Dopo la cena, è in programma un breve momento di preghiera nella chiesa di Santa Teresa nel corso del quale l’Ufficio Missionario presenterà le attività 2017. La serata si concluderà con una festa nel teatro di Santa Teresa a base di musica, dolci e bevande calde per augurare a tutti un buon Natale e un felice anno nuovo.

Camera di Commercio: per il 2017 stanziati 2 milioni per le imprese

Dal 2017 le imprese pagheranno alle Camere di commercio la metà del diritto annuale, per via della riforma del sistema gradualmente introdotta dal 2014, e per Ravenna si tratta di minori entrate complessive per quattro milioni di euro.

Natalino Gigante, presidente della Camera di Commercio di Ravenna, evidenzia l’importanza di operare con efficienza e qualità nella gestione delle attività e nell’erogazione dei servizi, proseguendo nelle azioni di ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse, puntando alla massima digitalizzazione e automazione dei servizi, al contenimento delle spese generali e alla realizzazione di interventi per il territorio: «Il preventivo per l’anno 2017 – afferma Gigante – è stato redatto utilizzando parte degli avanzi patrimonializzati dell’Ente e pertanto, pur registrando forti diminuzioni sulle entrate a disposizione, si riescono a destinare ancora risorse consistenti per gli interventi promozionali sul territorio. Le entrate complessive sono pari a 6,6 milioni».

Le priorità di intervento, individuate dal Consiglio camerale nei giorni scorsi, per l’anno 2017, hanno orientato la destinazione delle risorse come segue: 500mila euro a favorire l’accesso al credito attraverso le attività dei confidi; 580mila al sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese; 520mila a iniziative per lo sviluppo dell’economia locale del territorio e dei settori economici; 511mila allo sviluppo delle attività di impresa e dell’occupazione, tramite bandi per contributi diretti alle imprese per favorire nuove imprenditorialità e attività di alternanza scuola lavoro; 32mila al sostegno delle società ed organismi partecipati; 12mila a interventi per la tutela ambientale e green economy; 10mila alla regolazione del mercato e alla tutela del consumatore ed e-government.

La somma complessiva destinata alle attività promozionali e di sviluppo del territorio ammonta a 2,1 milioni.

«Escavo fondali: in maggio De Pascale promise progetto definitivo entro l’anno»

Bucci (La Pigna) attacca sul porto: «Resteranno i conflitti di interessi
Ed è da irresponsabili rinunciare ai 200 milioni trovati da Di Marco»

«Se verrò eletto sindaco, entro l’anno il progetto definitivo per l’escavo dei fondali». Lo dichiarò Michele De Pascale in campagna elettorale lo scorso maggio, in un incontro con Debora Serracchiani. Ora che De Pascale sindaco lo è diventato davvero, quella dichiarazione viene utilizzata da uno dei suoi ex sfidanti, Maurizio Bucci della lista civica La Pigna, per attaccarlo sul tema del porto, dopo il consiglio comunale straordinario sul tema di qualche giorno fa.

«Come immaginavamo – attacca Bucci – il sindaco ha gettato la maschera ed evidenziato le strategie ed interessi del Pd nel porto di Ravenna. Rimarranno i conflitti d’interesse presenti tra Sapir ed Autorità Portuale legati al doppio ruolo del Comune: imprenditore-azionista da un lato e membro del Comitato Portuale dell’Autorità Portuale dall’altro». Bucci sottolinea poi che non è stato fatto alcun accenno appunto allo scavo dei fondali. «Se De Pascale avesse voluto, da giugno a oggi – continua Bucci – in qualità di membro del Comitato Portuale, anche durante la fase commissariale, avrebbe potuto impegnarsi per l’approvazione del progetto definitivo. In realtà in questi mesi, sta seguendo le orme del suo predecessore Matteucci: prodigo nel presenziare inaugurazioni e convegni, anziché privilegiare l’azione amministrativa a cui è chiamato».

Quanto allo svuotamento delle casse di colmata «capiamo l’imbarazzo del sindaco nel doverle svuotare – continua il consigliere comunale della Pigna –; è Presidente della Provincia di Ravenna che ha la competenza nel rilascio delle autorizzazioni ampiamente scadute, è sindaco di Ravenna che tra i poteri ha anche l’obbligo di emanare l’ordinanza di sgombero dei materiali presenti nelle casse di colmata prive di autorizzazioni in quanto scadute da tempo e quindi classificabili come discariche abusive. Ma in qualità di Presidente della Provincia e di sindaco del Comune di Ravenna è azionista di maggioranza di Ravenna Holding, primo azionista di Sapir, proprietaria delle casse di colmata da svuotare. Come fa a ordinare alla società di cui è primo azionista di svuotare le casse di colmata e far affrontare i costi direttamente alla stessa? Le casse di colmata sono state dissequestrate dalla magistratura ravennate e il procedimento penale non impedisce quindi il loro svuotamento».

«Infine – termina Bucci – nessun accenno in merito agli oltre 200 milioni di euro che il precedente presidente di Ap, Galliano Di Marco, aveva trovato per il suo progetto che prevedeva espropri ed escavi. In un momento di grandissima crisi economica che stanno vivendo il Paese e la nostra città rinunciare a tali investimenti è un atto di grande irresponsabilità».

«Escavo fondali: in maggio De Pascale promise progetto definitivo entro l’anno»

Bucci (La Pigna) attacca sul porto: «Resteranno i conflitti di interessi
Ed è da irresponsabili rinunciare ai 200 milioni trovati da Di Marco»

«Se verrò eletto sindaco, entro l’anno il progetto definitivo per l’escavo dei fondali». Lo dichiarò Michele De Pascale in campagna elettorale lo scorso maggio, in un incontro con Debora Serracchiani. Ora che De Pascale sindaco lo è diventato davvero, quella dichiarazione viene utilizzata da uno dei suoi ex sfidanti, Maurizio Bucci della lista civica La Pigna, per attaccarlo sul tema del porto, dopo il consiglio comunale straordinario sul tema di qualche giorno fa.

«Come immaginavamo – attacca Bucci – il sindaco ha gettato la maschera ed evidenziato le strategie ed interessi del Pd nel porto di Ravenna. Rimarranno i conflitti d’interesse presenti tra Sapir ed Autorità Portuale legati al doppio ruolo del Comune: imprenditore-azionista da un lato e membro del Comitato Portuale dell’Autorità Portuale dall’altro». Bucci sottolinea poi che non è stato fatto alcun accenno appunto allo scavo dei fondali. «Se De Pascale avesse voluto, da giugno a oggi – continua Bucci – in qualità di membro del Comitato Portuale, anche durante la fase commissariale, avrebbe potuto impegnarsi per l’approvazione del progetto definitivo. In realtà in questi mesi, sta seguendo le orme del suo predecessore Matteucci: prodigo nel presenziare inaugurazioni e convegni, anziché privilegiare l’azione amministrativa a cui è chiamato».

Quanto allo svuotamento delle casse di colmata «capiamo l’imbarazzo del sindaco nel doverle svuotare – continua il consigliere comunale della Pigna –; è Presidente della Provincia di Ravenna che ha la competenza nel rilascio delle autorizzazioni ampiamente scadute, è sindaco di Ravenna che tra i poteri ha anche l’obbligo di emanare l’ordinanza di sgombero dei materiali presenti nelle casse di colmata prive di autorizzazioni in quanto scadute da tempo e quindi classificabili come discariche abusive. Ma in qualità di Presidente della Provincia e di sindaco del Comune di Ravenna è azionista di maggioranza di Ravenna Holding, primo azionista di Sapir, proprietaria delle casse di colmata da svuotare. Come fa a ordinare alla società di cui è primo azionista di svuotare le casse di colmata e far affrontare i costi direttamente alla stessa? Le casse di colmata sono state dissequestrate dalla magistratura ravennate e il procedimento penale non impedisce quindi il loro svuotamento».

«Infine – termina Bucci – nessun accenno in merito agli oltre 200 milioni di euro che il precedente presidente di Ap, Galliano Di Marco, aveva trovato per il suo progetto che prevedeva espropri ed escavi. In un momento di grandissima crisi economica che stanno vivendo il Paese e la nostra città rinunciare a tali investimenti è un atto di grande irresponsabilità».

E dopo Marinara il pilota genovese del porto apre un negozio anche in borgo San Rocco…

Ha aperto quattro anni fa portando tra le pareti di un negozio quella che è la sua grande passione ancor prima che il suo lavoro. Stefano Stagnaro, di professione pilota del porto di Ravenna, ha lanciato il brand Harbour Pilot, diventato negli anni un marchio riconosciuto dagli appassionati di mare e non solo.

Il primo negozio è stato aperto, insieme alla compagna, al porticciolo turistico Marinara di Marina di Ravenna. Ora arriva il secondo store, questa volta a Ravenna, nel Borgo San Rocco, in via Renato Serra 14.

Stagnaro, originario di Genova ma da anni residente a Marina di Ravenna, è stato conquistato dal Borgo San Rocco. L’avventura di Harbour Pilot, però, non si vuole fermare qui: l’obiettivo è aprire a Genova e, grazie ad alcuni contatti, provare poi ad approdare negli Stati Uniti. «Si tratta di un progetto di mediolungo periodo – spiega – i contatti ci sono, con l’e-commerce ci siamo fatti conoscere anche all’estero. Per ora però mi concentro su questo nuovo negozio a Ravenna».

Il nuovo negozio in Borgo San Rocco manterrà viva l’ambientazione marittima di Harbour Pilot. Le pareti saranno colorate come il fumaiolo del transatlantico della compagnia navigazione Italia che, nel Novecento, faceva la spola con gli Stati Uniti.

Il negozio aprirà sabato 17 dicembre (inaugurazione 10-12.30 con un rinfresco, pomeriggio 15-19) e sarà, come quello di Marinara (che rimarrà aperto), un piccolo museo della marineria dove trovare navi, quadri, libri, bussole, ex voti che parlano del mare. La linea, poi, negli ultimi anni ha rivoluzionato il suo stile grazie alla collaborazione con Andrea Bagattoni, visual già noto nel mondo della moda a Ravenna, Bologna, Milano e non solo.

In una App tutti i negozi dove le mamme possono allattare in tranquillità

Aiutare le mamme, dare maggiore visibilità al progetto “Amici dell’allattamento”, promuovere l’utilizzo di strumenti innovativi e tecnologici a servizio della città e della promozione turistica, sviluppando il programma e la visione di smart city.

Con questi obiettivi l’assessorato alle Politiche e cultura di genere del Comune ha sostenuto la realizzazione della app “Amici dell’allattamento”, portata avanti con Emilia Romagna Mamma e Studiomapp.

Il progetto “Amici dell’allattamento” è un’ iniziativa ideata da Emilia Romagna Mamma, il primo portale web dei genitori in Emilia-Romagna, e consiste nella promozione in città di spazi all’interno di esercizi commerciali, enti pubblici e privati, luoghi della cultura e del tempo libero dove le mamme possano sostare per allattare, cambiare, accudire i loro bambini.

Nei 32 luoghi di Ravenna che finora hanno aderito (incluse le già pre-esistenti “stanze delle coccole” promosse dal Comune) le mamme trovano fasciatoio, scaldabiberon e, in alcuni casi, una poltrona dove potersi sedere ed allattare.

La realizzazione della app consente la geolocalizzazione degli esercizi aderenti e degli altri spazi idonei, permettendo di localizzarli in breve tempo, con la cognizione di quale tipo di servizio sono in grado di offrire (fasciatoio, possibilità di allattare, scalda biberon).

La app è studiata per smartphone e tablet ed è da considerare come un contenitore digitale, facile da utilizzare, di tutte le informazioni relative alla rete “Amici dell’allattamento”.

In Romagna le adesioni sono oltre novanta. Chiunque voglia aderire può inviare una mail a info@romagnamamma.it dopo essersi dotato di scalda biberon e materassino per cambio dei bimbi; il materiale verrà supervisionato da Emilia Romagna Mamma.

Ogni luogo inserito nella mappa degli “Amici dell’allattamento” viene riconosciuto attraverso la dotazione e l’esposizione di una vetrofania dedicata.

Arriva un bonus da 400 euro al mese per chi ha Isee sotto i 3mila euro

Approvata la nuova legge in Regione. Il Movimento 5 Stelle:
«Solo una brutta copia del nostro reddito di cittadinanza»

Fino a un massimo di 400 euro al mese per un anno. È il Reddito di solidarietà (Res), introdotto in Emilia-Romagna dopo l’approvazione, mercoledì in Assemblea legislativa, della legge regionale “Misure di contrasto alla povertà e di sostegno al reddito”, proposta dalla maggioranza, Sel e Pd, e passata con i sì di Pd e Sel, l’astensione del Movimento 5 Stelle, il voto contrario di Lega Nord e Forza Italia (Fdi e AltraEr assenti). Uno strumento che potrebbe interessare 80 mila persone, corrispondenti a circa 35 mila nuclei familiari residenti in Emilia-Romagna in condizione di grave povertà. Famiglie composte soprattutto da giovani coppie con tre o più figli a carico, single, anziani con bassissimo reddito e che nel complesso rappresentano quasi il 2 percento dei nuclei residenti in regione (dati: Università di Modena e Reggio Emilia, ottobre 2016).

Al Reddito di solidarietà sono stati destinati 35 milioni di euro stanziati dalla Giunta regionale che si aggiungo ai 37 milioni che lo Stato ha erogato all’Emilia-Romagna per il Sostegno all’inclusione attiva (Sia), misura di contrasto alla povertà che la legge di Stabilità 2016 ha esteso a tutto il territorio nazionale e che il Res affiancherà e integrerà. Il Reddito di solidarietà regionale amplia però la platea dei potenziali fruitori: nel Sia, infatti, si richiede la presenza all’interno del nucleo familiare di un minore, o di un figlio disabile, o di una donna in stato di gravidanza, condizioni non richieste dal Res, destinato a qualsiasi tipo di nucleo familiare, anche composto da una sola persona.

«Non dimenticare nessuno, guardare a chi ha più bisogno anche solo per aiutarlo a uscire da un periodo di difficoltà: credo che oggi la nostra comunità regionale abbia un’ulteriore, importante ragione per sentirsi orgogliosa e coesa – afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini –. Uno strumento per contrastare l’emarginazione sociale e recuperare alla piena cittadinanza fasce di popolazione che altrimenti rischiano di vivere ai margini della società».

L’accesso al Res dovrà essere accompagnato da un progetto di attivazione sociale e inserimento lavorativo, concordato e sottoscritto dai componenti maggiorenni del nucleo familiare, dal referente del Servizio sociale territoriale del Comune competente e, in caso di proposte per l’inserimento lavorativo, dal Centro per l’impiego.

Possono accedere al Reddito di solidarietà i nuclei familiari, anche unipersonali, di cui almeno un componente sia residente in Emilia-Romagna da almeno 24 mesi, con Isee corrente inferiore o uguale a 3mila euro. Nel caso componenti il nucleo familiare percepiscano altri trattamenti economici di natura previdenziale, indennitaria e assistenziale (pensione, accompagnamento, ecc.), il valore complessivo per il nucleo familiare dei medesimi trattamenti nel mese antecedente la richiesta deve essere inferiore a 600 euro mensili. L’accesso al Reddito di solidarietà è incompatibile con la fruizione da parte di ciascun membro del nucleo familiare della Naspi (nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego) o dell’assegno di disoccupazione (Asdi), o di altro ammortizzatore sociale con riferimento agli strumenti di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria.
L’ammontare massimo mensile è pari a 400 euro per nucleo familiare. L’intervento sarà concesso per non più di 12 mesi, superati i quali il sostegno potrà essere richiesto solo trascorsi almeno altri 6 mesi.

La domanda per ottenere il Res deve essere presentata da uno dei componenti il nucleo familiare al Comune territorialmente competente, tramite apposito modello corredato dà tutte le dichiarazioni individuate nel regolamento attuativo. Il Res sarà erogato dai Servizi sociali dei Comuni nell’ambito di un percorso concordato, finalizzato a superare le condizioni di difficoltà del un nucleo familiare.

Entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, la Giunta regionale emanerà un regolamento attuativo della norma.

Tra gli interventi da registrare, quello della relatrice di minoranza del progetto di legge, Giulia Gibertoni del Movimento 5 Stelle – che come detto si è astenuto e come noto si batte anche a livello nazionale per un reddito di cittadinanza – secondo la quale questo Res ne sarebbe «la brutta copia».

«Il reddito di solidarietà approvato in Regione – è la dichiarazione della grillina – è sicuramente un primo passo che va verso il contrasto alla povertà ma non è sufficiente, e se non si riapre presto il dibattito non basterà. Le soluzioni individuate da giunta e Pd rischiano di escludere, più che includere, tutte quelle persone che oggi fanno fatica ad arrivare alla fine del mese e che verranno irrimediabilmente lasciate al loro destino. Ecco perché da oggi monitoreremo attentamente quali saranno gli effetti reali di questa legge e tra un anno la riporteremo in aula per cercare, questa volta, di adottare tutti quegli accorgimenti necessari affinché si possa parlare finalmente di un vero reddito di cittadinanza come quello proposto più di un anno e mezzo fa dal Movimento 5 Stelle».

«Pur rappresentando una prima e parziale risposta a un bisogno reale che noi del Movimento 5 Stelle abbiamo contribuito a mettere in cima all’agenda politica di questa Regione – continua Gibertoni – visto che fino ad ieri non c’era traccia nel programma elettorale della maggioranza, i limiti di questa legge sono tanti e ben evidenti. In primo luogo quello relativo alla platea dei beneficiari: la soglia di 3mila euro di reddito Isee limiterà moltissimo il numero di chi potrà ricevere il contributo visto che oggi si può essere poveri anche se si possiede una casa o un lavoro, visto che magari si tratta di un impiego pagato con i voucher, precario e a tempo determinato. Per questo avevamo proposto di innalzare la soglia Isee portandola a 6mila euro assieme allo stanziamento di oltre 200 milioni per quel che riguarda le risorse complessive da investire. Non si tratta di demagogia ma di un modo diverso di pensare il welfare regionale visto che già oggi la Regione spende più di 500 milioni di euro all’anno finanziamento diversi interventi che potevano essere unificati e razionalizzati in modo da rendere ancora più efficace il nuovo intervento. Quello che temiamo è che, proprio a causa i tanti paletti che sono presenti in questa legge, paradossalmente non si riusciranno a spendere nemmeno quei pochi soldi che oggi sono stati individuati».

Tra chi ha votato contro anche la Lega Nord, che lamenta il fatto che possa essere un provvedimento a favore degli stranieri e chiedeva un aumento del tempo di residenza in regione tra i criteri per l’assegnazione.

Arriva un bonus da 400 euro al mese per chi ha Isee sotto i 3mila euro

Approvata la nuova legge in Regione. Il Movimento 5 Stelle: «Solo una brutta copia del nostro reddito di cittadinanza»

Fino a un massimo di 400 euro al mese per un anno. È il Reddito di solidarietà (Res), introdotto in Emilia-Romagna dopo l’approvazione, mercoledì in Assemblea legislativa, della legge regionale “Misure di contrasto alla povertà e di sostegno al reddito”, proposta dalla maggioranza, Sel e Pd, e passata con i sì di Pd e Sel, l’astensione del Movimento 5 Stelle, il voto contrario di Lega Nord e Forza Italia (Fdi e AltraEr assenti). Uno strumento che potrebbe interessare 80 mila persone, corrispondenti a circa 35 mila nuclei familiari residenti in Emilia-Romagna in condizione di grave povertà. Famiglie composte soprattutto da giovani coppie con tre o più figli a carico, single, anziani con bassissimo reddito e che nel complesso rappresentano quasi il 2 percento dei nuclei residenti in regione (dati: Università di Modena e Reggio Emilia, ottobre 2016).

Al Reddito di solidarietà sono stati destinati 35 milioni di euro stanziati dalla Giunta regionale che si aggiungo ai 37 milioni che lo Stato ha erogato all’Emilia-Romagna per il Sostegno all’inclusione attiva (Sia), misura di contrasto alla povertà che la legge di Stabilità 2016 ha esteso a tutto il territorio nazionale e che il Res affiancherà e integrerà. Il Reddito di solidarietà regionale amplia però la platea dei potenziali fruitori: nel Sia, infatti, si richiede la presenza all’interno del nucleo familiare di un minore, o di un figlio disabile, o di una donna in stato di gravidanza, condizioni non richieste dal Res, destinato a qualsiasi tipo di nucleo familiare, anche composto da una sola persona.

«Non dimenticare nessuno, guardare a chi ha più bisogno anche solo per aiutarlo a uscire da un periodo di difficoltà: credo che oggi la nostra comunità regionale abbia un’ulteriore, importante ragione per sentirsi orgogliosa e coesa – afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini –. Uno strumento per contrastare l’emarginazione sociale e recuperare alla piena cittadinanza fasce di popolazione che altrimenti rischiano di vivere ai margini della società».

L’accesso al Res dovrà essere accompagnato da un progetto di attivazione sociale e inserimento lavorativo, concordato e sottoscritto dai componenti maggiorenni del nucleo familiare, dal referente del Servizio sociale territoriale del Comune competente e, in caso di proposte per l’inserimento lavorativo, dal Centro per l’impiego.

Possono accedere al Reddito di solidarietà i nuclei familiari, anche unipersonali, di cui almeno un componente sia residente in Emilia-Romagna da almeno 24 mesi, con Isee corrente inferiore o uguale a 3mila euro. Nel caso componenti il nucleo familiare percepiscano altri trattamenti economici di natura previdenziale, indennitaria e assistenziale (pensione, accompagnamento, ecc.), il valore complessivo per il nucleo familiare dei medesimi trattamenti nel mese antecedente la richiesta deve essere inferiore a 600 euro mensili. L’accesso al Reddito di solidarietà è incompatibile con la fruizione da parte di ciascun membro del nucleo familiare della Naspi (nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego) o dell’assegno di disoccupazione (Asdi), o di altro ammortizzatore sociale con riferimento agli strumenti di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria.
L’ammontare massimo mensile è pari a 400 euro per nucleo familiare. L’intervento sarà concesso per non più di 12 mesi, superati i quali il sostegno potrà essere richiesto solo trascorsi almeno altri 6 mesi.

La domanda per ottenere il Res deve essere presentata da uno dei componenti il nucleo familiare al Comune territorialmente competente, tramite apposito modello corredato dà tutte le dichiarazioni individuate nel regolamento attuativo. Il Res sarà erogato dai Servizi sociali dei Comuni nell’ambito di un percorso concordato, finalizzato a superare le condizioni di difficoltà del un nucleo familiare.

Entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, la Giunta regionale emanerà un regolamento attuativo della norma.

Tra gli interventi da registrare, quello della relatrice di minoranza del progetto di legge, Giulia Gibertoni del Movimento 5 Stelle – che come detto si è astenuto e come noto si batte anche a livello nazionale per un reddito di cittadinanza – secondo la quale questo Res ne sarebbe «la brutta copia».

«Il reddito di solidarietà approvato in Regione – è la dichiarazione della grillina – è sicuramente un primo passo che va verso il contrasto alla povertà ma non è sufficiente, e se non si riapre presto il dibattito non basterà. Le soluzioni individuate da giunta e Pd rischiano di escludere, più che includere, tutte quelle persone che oggi fanno fatica ad arrivare alla fine del mese e che verranno irrimediabilmente lasciate al loro destino. Ecco perché da oggi monitoreremo attentamente quali saranno gli effetti reali di questa legge e tra un anno la riporteremo in aula per cercare, questa volta, di adottare tutti quegli accorgimenti necessari affinché si possa parlare finalmente di un vero reddito di cittadinanza come quello proposto più di un anno e mezzo fa dal Movimento 5 Stelle».

«Pur rappresentando una prima e parziale risposta a un bisogno reale che noi del Movimento 5 Stelle abbiamo contribuito a mettere in cima all’agenda politica di questa Regione – continua Gibertoni – visto che fino ad ieri non c’era traccia nel programma elettorale della maggioranza, i limiti di questa legge sono tanti e ben evidenti. In primo luogo quello relativo alla platea dei beneficiari: la soglia di 3mila euro di reddito Isee limiterà moltissimo il numero di chi potrà ricevere il contributo visto che oggi si può essere poveri anche se si possiede una casa o un lavoro, visto che magari si tratta di un impiego pagato con i voucher, precario e a tempo determinato. Per questo avevamo proposto di innalzare la soglia Isee portandola a 6mila euro assieme allo stanziamento di oltre 200 milioni per quel che riguarda le risorse complessive da investire. Non si tratta di demagogia ma di un modo diverso di pensare il welfare regionale visto che già oggi la Regione spende più di 500 milioni di euro all’anno finanziamento diversi interventi che potevano essere unificati e razionalizzati in modo da rendere ancora più efficace il nuovo intervento. Quello che temiamo è che, proprio a causa i tanti paletti che sono presenti in questa legge, paradossalmente non si riusciranno a spendere nemmeno quei pochi soldi che oggi sono stati individuati».

Tra chi ha votato contro anche la Lega Nord, che lamenta il fatto che possa essere un provvedimento a favore degli stranieri e chiedeva un aumento del tempo di residenza in regione tra i criteri per l’assegnazione.

«Ha strozzato la madre con un braccio» C’è l’ergastolo per il 58enne Merendi

Sei ore di camera di consiglio. L’omicidio nel 2015. L’uomo simulò l’azione di un malintenzionato entrato in casa per derubare la donna

Il 58enne Secondo Merendi è stato condannato all’ergastolo perché ritenuto colpevole di avere ucciso la madre, l’81enne Pia Rossini, la mattina del 14 aprile 2015 nella casa della donna a Barbiano di Cotignola dove il figlio era tornato a vivere. L’avrebbe strozzata con un braccio dopo averla presa alle spalle in cucina, simulando poi lo strangolamento con la cintura di un accappatoio a opera di un malintenzionato entrato per derubarla. È quanto si legge dal sito dell’agenzia Ansa. Il verdetto è arrivato dopo oltre sei ore di camera di consiglio. Il pm Stefano Stargiotti, sulla base delle verifiche dei carabinieri del nucleo Investigativo da lui coordinate assieme al Procuratore capo Alessandro Mancini, aveva chiesto proprio l’ergastolo contestando all’imputato 4 aggravanti: premeditazione, ascendenza diretta, minorata difesa e coabitazione. Per il Pm nessuna attenuante in ragione della condotta processuale.

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