Accordo tra i due Comuni su investimenti e modalità
I Comuni di Ravenna e Cervia hanno condiviso un accordo che regola i rapporti fra i due enti per quanto riguarda la realizzazione di lavori di ristrutturazione e rifacimento di tre ponti che collegano i rispettivi territori.
Si tratta del ponte a tre campate per lo scavalco del fiume Savio, lungo via Romea sud, che necessita di un intervento di ristrutturazione. E di due ponti che attraversano il canale consorziale via Cupa Nuovo: uno di tipo Bailey che collega la provinciale 80 viale Nullo Baldini alla strada del Comune di Ravenna via Argine Sinistro Savio, che deve essere demolito e ricostruito in cemento armato; l’altro che collega l’abitato di Milano Marittima con quello di Lido di Savio, che deve essere ristrutturato.
«Questo accordo – dichiarano gli assessori ai Lavori pubblici dei Comuni di Ravenna e Cervia, Roberto Fagnani e Natalino Giambi – costituisce un passo molto importante nella realizzazione di opere fondamentali per le nostre comunità e molto attese dai cittadini. Nasce dalla condivisa volontà di collaborare al meglio per raggiungere un obiettivo comune, come del resto già avvenuto in altre occasioni, e ci consentirà di farlo fissando i reciproci impegni per la realizzazione di ognuno dei tre interventi».
L’accordo prevede che le spese necessarie alla ristrutturazione del ponte sul Savio saranno sostenute in misura paritaria dai due Comuni e tutte le attività tecnico-amministrative inerenti alla progettazione e alle realizzazione dell’intervento saranno svolte dal Comune di Ravenna.
Per quanto riguarda la demolizione e la ricostruzione del ponte Bailey la spesa per la realizzazione dell’intervento sarà finanziata per 30.000 euro dal Comune di Cervia e per la restante quota di 300.000 euro dal Comune di Ravenna; tutte le attività tecnico-amministrative relative alla progettazione e alla realizzazione saranno svolte dal Comune di Cervia.
Infine la spesa per la realizzazione dell’intervento di ristrutturazione del ponte che collega Milano Marittima e Lido di Savio sarà finanziata per intero dal Comune di Cervia e tutte le attività tecnico-amministrative inerenti alla progettazione e realizzazione saranno svolte dallo stesso Comune di Cervia. Il Comune di Ravenna si farà carico degli oneri relativi al rilevo della struttura, alle prove di omogeneità, alle indagini sperimentali sui materiali, alle caratterizzazione dinamica per ottenere gli elementi necessari per definire gli interventi di recupero e/o consolidamento da attuare.
Come annunciato (vedi articolo tra i correlati), a Natale in piazza del Popolo a Ravenna si cambia: via le casette in legno che hanno caratterizzato gli ultimi 12 anni di feste, in centro, e largo a una decina di capanni, come quelli presenti in passato tra le dune della spiaggia vicino agli stabilimenti balneari. Piccoli capanni colorati che venderanno prodotti legati alla tradizione ravennate, gastronomici e non, con la partecipazione anche di ristoratori del centro. Lo prevede (insieme ad alcuni eventi di intrattenimento) il progetto dell’agenzia Tuttifrutti che ha vinto il bando del Comune, che metteva a disposizione come sorta di incentivo 10mila euro (a fronte di 30mila euro di impegni economici complessivi da parte degli operatori).
La nota scrittrice e autrice del film Il corpo delle donne, Lorella Zanardo (nella foto), sarà protagonista sabato 5 novembre (ore 21) al circolo Arci Dock 61 di Ravenna (via Magazzini Posteriori 61) di un incontro sul tema “Comprendere il sistema mediatico per un femminismo efficace”. Un’occasione per discutere sul rapporto tra media e femminismo e per vedere anche alcune sequenze video, in compagnia di Zanardo e del montatore Rai e docente universitario Cesare Cantù, entrambi protagonisti anche alla mattina (dalle 10) di un convegno alla biblioteca Classense. Si tratta della quarta edizione dei Dialoghi sul cinema, quest’anno sul tema de “La Cultura Visuale”, intesa come campo di indagine in cui confluiscono cinema, arte, fotografia, media e comunicazione.
La ravennate Elena Bucci, fondatrice della compagnia Le Belle Bandiere di Russi, ha vinto il prestigioso Premio Duse, unico riconoscimento in Italia riservato all’attrice che si è distinta particolarmente nel corso della stagione di prosa in uno o più spettacoli.
«L’ortofrutta è sottopagata agli agricoltori su valori che non coprono neanche i costi di produzione, ma i prezzi moltiplicano fino al 300 percento dal campo alla tavola anche per effetto del controllo monopolistico dei mercati operato dalla malavita in certe realtà territoriali». È quanto afferma la Coldiretti Ravenna nel commentare l’operazione della Direzione investigativa antimafia (Dia) a contrasto del patto tra casalesi e clan Riina nel settore agroalimentare. Secondo l’associazione di categoria si stima che il volume d’affari complessivo annuale delle agromafie sia salito a 16 miliardi di euro, «in netta controtendenza rispetto alla fase recessiva del Paese perché la criminalità organizzata trova terreno fertile proprio nel tessuto economico indebolito dalla crisi». Numeri che già nel maggio scorso, intervenendo a un seminario dedicato a questo tema promosso da Coldiretti in collaborazione con la Camera di Commercio di Ravenna a Brisighella, erano stati denunciati con forza dall’ex procuratore antimafia Gian Carlo Caselli, oggi presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura.
La base della struttura per farne una terrazza panoramica affacciata sul Candiano a sei metri e mezzo di altezza, il braccio collocato a terra per diventare collegamento tra la banchina e una piazza galleggiante da realizzare in acciaio e legno, il vecchio magazzino sventrato per farne uno spazio aperto esaltato dal carrello con la draga. Sono questi, a grandi linee, i capisaldi del progetto dell’architetto Carlo Malerba di Torino che ha vinto il concorso di idee del Comune di Ravenna per il recupero dell’ultima gru di banchina in darsena di città smantellata a luglio 2015. Un progetto ipotizzato in quattro stralci per un costo sommario totale stimato in 800mila euro. Ben altri costi quelli previsti dai progettisti arrivati secondi (Elenora Branchini di Roma) e terzi (Andrea Morri di Rimini): rispettivamente 45mila euro e 32mila. Il concorso comunale prevede tre premia da 7mila, 3mila e 2mila euro.
Tecnicamente trattavasi di un trasbordatore che veniva utilizzato per carico-scarico di merci direttamente da bordo nave. Di proprietà dell’Autorità portuale dal 1995 quando all’atto di costituzione delle Ap in Italia la ereditò dalla Capitaneria di Porto. Si trova sulla sponda sud del canale in corrispondenza della cosiddetta Area T, un ex magazzino di fosforite nei pressi del condominio Torre Zucchi. Venne smantellata alla vigilia della festa per la Capitale italiana della cultura, perché ritenuta non più sufficientemente stabile per garantire il passaggio delle persone in sicurezza. Venne smontata per un costo di 28mila euro e collocata nei cantieri navali della Rosetti Marino con la promessa di essere recuperata come simbolo del passato industriale del quartiere che si affaccia sull’acqua. Tra aprile e maggio scorsi il Comune ha lanciato il bando per un concorso di idee.
«La metafora naturale di chi dopo aver lavorato tanto riposa», si legge nella relazione illustrativa dell’architetto Malerba. Che poi continua: «Come se resosi conto della mutata condizione e tempi volesse riposizionarsi in modo più consono al nuovo ruolo senza dismettere la sua essenza e ricordo dell’attività svolta. Trasferire è la formula teorica alla base dell’intero progetto». E proprio qui sta il fulcro della progettazione. Il risultato finale non vuole essere un monumento da osservare in modo passivo ma vuole riproporre, trasformato completamente, l’intero sistema in cui il trasbordatore – da dipingere con vernice fluorescente nella nuova visione di Malerba – era l’attore protagonista di una triade completata dalla nave attraccata in banchina e dal magazzino dove stoccare le merci che venivano trasbordate: «La memoria della nave è trasferita nella piazza galleggiante collegata a terra dalla manica originale del trasbordatore che si presenta in buono stato eliminando le parti non necessarie. L’apertura del magazzino avviene trasferendo i muri laterali in mattoni a terra rendendoli pavimento. Il percorso della merce per mezzo del trasbordatore, dalla nave al magazzino, viene riproposto ma trasferito a percorso del pubblico».
I carabinieri avevano notato un fitto via-vai di persone, alcune già note ai militari per il loro consumo di droga, nei pressi di un appartamento in centro a Ravenna: le persone si avvicinavano alla finestra del piano rialzato e allungavano la mano poi allontanandosi poco dopo. Fermando le persone che avevano appena fatto tappa alla finestra i carabinieri le hanno trovate in possesso di dosi di eroina. I carabinieri della stazione di via Alberoni a Ravenna, nella serata del 2 novembre, hanno arrestato un 29enne tunisino e denunciato la 30enne compagna italiana per spaccio. Stamani con la convalida dell’arresto il giudice ha disposto gli arresti domiciliari. La donna, a conoscenza dell’attività del marito, dovrà rispondere per concorso nel medesimo reato.