martedì
28 Aprile 2026

Sequestrate dai finanzieri nove stecche di sigarette di contrabbando al porto

Marittimo che si era finto turista rischia una multa fino a 30mila euro

Nei giorni scorsi i militari della Guardia di Finanza di Ravenna hanno individuato e sequestrato nove stecche di sigarette di contrabbando occultate all’interno di un’autovettura in uscita dai varchi portuali.

L’attività si inquadra nell’ambito dei servizi di vigilanza e riscontro che le Fiamme Gialle ravennati attuano quotidianamente nei confronti delle navi che attraccano nel porto, al fine di quantificare i tabacchi e gli alcolici presenti a bordo in regime di esenzione fiscale e verificare l’eventuale presenza di prodotti in eccesso.

In quest’occasione i finanzieri hanno notato un’auto di grossa cilindrata che si stava immettendo imprudentemente nella corsia d’uscita riservata agli automezzi pesanti, superando il varco con il chiaro intento di eludere i controlli. I militari hanno quindi inseguito e fermato il veicolo ritrovano poi nel successivo controllo, nascoste tra i bagagli, nove stecche di sigarette. Alla guida un italiano che, sulle prime, si è dichiarato turista, ma che poi è risultato essere un marittimo imbarcato su una nave commerciale in quel momento attraccata presso lo scalo ravennate.

A conclusione degli accertamenti, i militari hanno sequestrato per “contrabbando” le sigarette prive di contrassegno di Stato, provenienti dalle “provviste di bordo” della nave su cui era imbarcato il marittimo. Infatti, i tabacchi lavorati destinati al personale imbarcato sulle navi sono sprovvisti del contrassegno in virtù del loro speciale regime di esenzione daziaria e, pertanto, devono essere consumati a bordo nel rispetto di rigorosi quantitativi personali stabiliti dalla legge. Il trasgressore è stato segnalato all’Autorità competente (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) per violazione degli articoli 282 e 291-bis del Testo Unico Doganale e, oltre al recupero dei diritti evasi, dovrà ora corrispondere una sanzione amministrativa che può variare da 5mila a 30mila euro.

Sequestrate dai finanzieri nove stecche di sigarette di contrabbando al porto

Marittimo che si era finto turista rischia una multa fino a 30mila euro

Nei giorni scorsi i militari della Guardia di Finanza di Ravenna hanno individuato e sequestrato nove stecche di sigarette di contrabbando occultate all’interno di un’autovettura in uscita dai varchi portuali.

L’attività si inquadra nell’ambito dei servizi di vigilanza e riscontro che le Fiamme Gialle ravennati attuano quotidianamente nei confronti delle navi che attraccano nel porto, al fine di quantificare i tabacchi e gli alcolici presenti a bordo in regime di esenzione fiscale e verificare l’eventuale presenza di prodotti in eccesso.

In quest’occasione i finanzieri hanno notato un’auto di grossa cilindrata che si stava immettendo imprudentemente nella corsia d’uscita riservata agli automezzi pesanti, superando il varco con il chiaro intento di eludere i controlli. I militari hanno quindi inseguito e fermato il veicolo ritrovano poi nel successivo controllo, nascoste tra i bagagli, nove stecche di sigarette. Alla guida un italiano che, sulle prime, si è dichiarato turista, ma che poi è risultato essere un marittimo imbarcato su una nave commerciale in quel momento attraccata presso lo scalo ravennate.

A conclusione degli accertamenti, i militari hanno sequestrato per “contrabbando” le sigarette prive di contrassegno di Stato, provenienti dalle “provviste di bordo” della nave su cui era imbarcato il marittimo. Infatti, i tabacchi lavorati destinati al personale imbarcato sulle navi sono sprovvisti del contrassegno in virtù del loro speciale regime di esenzione daziaria e, pertanto, devono essere consumati a bordo nel rispetto di rigorosi quantitativi personali stabiliti dalla legge. Il trasgressore è stato segnalato all’Autorità competente (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) per violazione degli articoli 282 e 291-bis del Testo Unico Doganale e, oltre al recupero dei diritti evasi, dovrà ora corrispondere una sanzione amministrativa che può variare da 5mila a 30mila euro.

Sorpreso dai carabinieri a ricaricare lo smartphone in un Tabacchi chiuso

Giovane denunciato per furto di energia. Aveva con sé un palanchino

I carabinieri lo hanno sorpreso durante la chiusura della pausa pranzo ad armeggiare con fare sospetto davanti alla saracinesca chiusa di un sale-tabacchi di via dei Mille, a Cervia. Il giovane, un 21enne ravennate con qualche precedente di polizia, stava ricaricando il proprio smartphone a una presa di corrente dell’esercizio. I carabinieri lo hanno fermato e perquisito, sequestrandogli un palanchino di 30 centimetri, di cui il ravennate non sapeva giustificarne il possesso.

Il giovane è stato quindi denunciato per i reati di furto aggravato di energia elettrica e porto abusivo di oggetti atti ad offendere.

W l’amore, dall’Olanda alla Romagna

Il progetto di educazione affettiva e sessuale finanziato dalla Regione è attivo solo in 4 scuole medie della provincia di Ravenna

W l’amore” è un progetto di educazione sentimentale e sessuale elaborato e finanziato dalla Regione e attuato grazie alla collaborazione tra scuole e Ausl, e nella fattispecie i consultori giovani dei territori. In provincia sono quattro le scuole medie (i destinatari sono i ragazzi dell’ultimo anno) che da tre anni aderiscono: una a Brisighella, due nella bassa lughese e la scuola media Montanari di Ravenna. Si tratta di un progetto mutuato dall’Olanda dove viene applicato da oltre vent’anni e di cui sono stati misurati i (benefici) effetti anche sociali. Ne abbiamo parlato con Serenella Camprincoli, del servizio consultorio giovani che ne segue l’applicazione.

In cosa consiste “W l’amore”, dottoressa Camprincoli?
«Si tratta di un percorso che prevede una formazione dei docenti disponibili per attuare poi cinque moduli con i ragazzi. I primi quattro vengono svolti in classe su tematiche che vanno dai cambiamenti insiti nella pubertà al tema dell’omosessualità, dall’affettività ai social, mentre l’ultimo modulo vede il nostro coinvolgimento diretto e ha luogo in consultorio dove illustriamo anche i servizi che offriamo (vedi box per il dettaglio, ndr). Fino a oggi è stata la Regione a fornire tutti i materiali che consistono in un album per i ragazzi, in un manuale per gli insegnanti e in un sito internet dedicato (www.wlamore.it)».

Perché è stato attivato solo in quattro scuole in tutta la provincia? Siete voi a proporlo o sono le scuole a chiederlo?
«Il programma sul territorio è attivo da tre anni ma solo da quest’anno è anche nel catalogo dei progetti che l’Ausl offre alle scuole e che affrontano varie tematiche, dalla sicurezza sul lavoro all’abuso di alcol. Le scuole possono aderire a uno più progetti facendo richiesta. Ma per quest’anno le scuole sono rimaste quelle con cui il progetto era inizialmente partito. Va detto che agli insegnanti è richiesta uno sforzo non trascurabile e molta motivazione».

Per quale motivo? E quali insegnanti in genere si propongono?
«Perché se c’è una cosa che i ragazzi sanno capire è l’imbarazzo negli adulti e parlare di sessualità può non essere sempre facile. Abbiamo constatato che per gli insegnanti può essere più difficile affrontare questo tema rispetto ad altri come possono essere la droga, l’alcol o l’alimentazione. Bisogna essere molto tranquilli e in pace con se stessi. Inoltre, il progetto prevede una parte di formazione piuttosto impegnativa proprio per i docenti. Per quanto riguarda il profilo non c’è una precisa richiesta curriculare, ma abbiamo visto che ad aderire sono soprattutto le insegnanti di scienze, che si occupa comunque dell’apparato genitale nei programmi ministeriali, e quelle di lettere».

Qual è la parte più complessa da affrontare?
«Direi quella che riguarda il web o i social, di cui i ragazzi sanno spesso molto più degli adulti. A questo è poi connesso il tema della pornografia. Infatti spesso è una questione su cui torniamo anche noi durante la visita al consultorio».

La percezione è che si sia abbassata l’età in cui si viene esposti a questo genere di immagini…
«Sì, soprattutto per i maschi. Il fenomeno è dovuto alla maggiore facilità di accesso a strumenti come gli smartphone o in generale alla rete. Gli indicatori dicono che spesso accade già prima dei dieci anni. Ed è importante far capire che quella è finzione, che sono effetti speciali come possono esserlo quelli di tanti altri film, e non la realtà».

Le famiglie come reagiscono rispetto a questo progetto?
«So che in alcuni casi viene chiesto il consenso, in altri il progetto è inserito direttamente nel Pof della scuola e quindi diventa un’attività curriculare che viene illustrata, ma non ha bisogno di consensi. Ma ci sono i dati di un’indagine realizzata dalla regione proprio sulle famiglie degli studenti coinvolti dal progetto: solo il 2,2 percento dei genitori intervistato ritiene sbagliato che il tema sia affrontato a scuola»

Clara Sanchez, l’autrice da un milione di copie a Ravenna

La scrittrice spagnola de “Il profumo delle foglie di limone” al Rasi martedì 

Clara Sánchez sarà ospite a Ravenna martedì 25 ottobre alle 17.30 al Teatro Rasi per festeggiare i 30 anni della Rete Bibliotecaria di Romagna e San Marino in un incontro intervista condotto da Matteo Cavezzali.

Clara Sánchez ha raggiunto la fama mondiale con il bestseller “Il profumo delle foglie di limone”, in cima alle classifiche di vendita per oltre due anni.

È l’unica scrittrice ad aver vinto tre dei più prestigiosi premi spagnoli con le sue opere: il premio Alfaguara con La meraviglia degli anni imperfetti, il premio Nadal con Il profumo delle foglie di limone e il premio Planeta con Le cose che sai di me. Insegnante universitaria, Sánchez si è dedicata alla scrittura fin dalla fine degli anni ottanta, occupandosi di prefazioni alle opere di autori stranieri e lavorando a sceneggiature per la tv. Ha esordito nel 1989 con Piedras preciosas. Grande appassionata di libri e lettura nel 2011 l’autrice raggiunge la fama mondiale con Il profumo delle foglie di limone, romanzo che racconta le vicende di Sandra, una trentenne incinta che, incerta sul proprio futuro, si trasferisce in una località vacanziera sulla costa spagnola. Lì incontra una coppia di anziani tedeschi che la accoglie come una figlia. Ma si sa, quello che è troppo bello, difficilmente è anche vero: i due sono nazisti in fuga. Ad aiutare Sandra a scoprire la loro vera identità ci pensa Julian, un ottantenne sopravvissuto ai campi di concentramento. 

 

Nel nuovo libro di Clara Sánchez, seguito de Il profumo delle foglie di limone, incontriamo di nuovo Sandra. Sono trascorsi alcuni anni dalla vicenda raccontata nel romanzo precedente: suo figlio ormai è cresciuto e i pericoli sembrano lontani. Ma nessuno è mai davvero al sicuro. Soprattutto dopo che Sandra trova nella borsa dell’asilo un biglietto. All’interno poche parole che possono venire solo dal suo passato: ”Dov’è Julian?”. Sandra deve tornare dove tutto è iniziato. Dove ha scoperto che la verità può essere peggio di un incubo. Julian è l’unico che può conoscere chi ha scritto quel biglietto e sa che la sua lotta non è finita, che i nazisti non si sono mai arresi. Si nascondono dietro nuovi segreti e tradimenti. Dietro minacce sempre più pericolose. E quando il figlio di Sandra viene rapito, l’uomo sente che bisogna fare qualcosa e in fretta. Perché in gioco c’è la vita di un bambino. Ma non solo. C’è una sete di giustizia che non può essere messa a tacere ancora. Chi ha sbagliato deve essere punito. Nessun innocente deve più farlo al posto loro. L’ultimo romanzo di Clara Sánchez è una storia sulla forza delle scelte e il coraggio di non tradirle. Sulla impossibilità di dimenticare il male e sulle colpe che devono essere punite. Una storia di amore e speranza dove nessuno crede che possa essercene ancora.

L’incontro è realizzato in collaborazione con la rassegna Il Tempo Ritrovato.

www.iltemporitrovatoravenna.it

La disfida del cappelletto fra sei ristoranti di Romagna

Gran finale lunedì 24 ottobre all’osteria Passatelli del Mariani per decretare il “piatto principe” del territorio. Rigorosamente in brodo

CappellettiGran finale per la “disfida del cappelletto“, il concorso gastronomico ideato dalla condotta Slow Food di Ravenna sette anni fa che ha messo in lizza 49 ristoratori romagnoli nella realizzazione del miglior piatto della tradizione. Rigorosamente in brodo. Appuntamento lunedì 24 ottobre all’Osteria Passatelli del Mariani, con autorevoli esperti e gourmet.

In questa tornata conclusiva si sfideranno i vincitori delle passate edizione per conquistare il titolo di “principe del cappelletto di Romagna” e portare a casa definitivamente la zuppiera di ceramica di Faenza – realizzata dallo studio Lega e disegnata a suo tempo da Tonino Guerra (assegnata provvisoriamente ogni anno ai vincitori delle scorse edizioni) – quale trofeo della vittoria.

CuocaPer l’occasione si cimenteranno nel piatto più tipico della nostra terra i sei ristoranti finalisti: Hostaria 900 (Imola), Osteria del Tempo Perso (Ravenna), Radicchio Rosso (Ravenna), Ustarì di dù Cantòn (Camerlona), Molinetto (Punta Marina Terme), La Mascotte (Russi). Manca il vincitore della prima edizione del 2008, l’Antica Trattoria del Teatro di Lugo, dovuta ad un cambio di gestione del locale. In compenso, a tavola verranno serviti – fuori concorso – i “cappelletti in brodo all’uso di Romagna ricetta n. 7“ da La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene di Pellegrino Artusi, preparati dalla Condotta Slow Food di Ravenna con l’assistenza di Gianna Giani dell’Agriturismo Cà Ridolfi di Gambellara.

Come di consueto all’iniziativa parteciperanno gourmet ed esperti delle tradizioni gastronomiche, che in questa serata speciale interverranno sul tema, e il cui giudizio sui cappelletti serviti sarà fondamentale per determinare il vincitore. Si tratta del gastrosofo ed enciclopedista delle tradizioni culinarie romagnole Graziano Pozzetto che ha sempre seguito il concorso fin dagli esordi, di Piero Meldini, scrittore e storico della gastronomia, di Giuseppe Bellosi, studioso di cultura popolare romagnola, di Licia Granello, giornalista specializzata di “Repubblica“, di Alessandro Molinari Pradelli, giornalista ed esperto gastronomo, di Laila Tentoni, vice presidente di Casa Artusi, di Carla Brigliadori, maestra di cucina di Casa Artusi, di Raffaela Donati presidente Slow Food Emilia Romagna, di Gianpiero Giordani, responsabile Emilia Romagna guida Slow Food Osterie d’Italia, di Guido Tampieri, libero pensatore sul tema e di  Alberto Zaccheroni “gastronomo allenatore”.

PremiazioaneL’inziativa chiude la manifestazione egastronomica “GiovinBacco“ e comprende anche la consegna del premio “É bdòcc d’ör” (il pidocchio o cozza d’oro), riconoscimento assegnato da “GiovinBacco“ ogni anno al personaggio che ha saputo valorizzare il territorio, la cucina e i prodotti d’eccellenza della Romagna. Il premio 2016 verrà assegnato a Italo Graziani, appassionato della terra e delle tradizioni , fondatore e Presidente della  Associazione  Il Lavoro dei Contadini, Comunità del Cibo della Condotta Slow Food Ravenna, che lavora per salvaguardare il patrimonio culturale e artigianale del  territorio. Un attestato di riconoscenza per aver saputo interpretare con poesia, il senso più vero di Terra Madre.

Il ricavato della serata servirà a contribuire al sostegno della “Rete Giovani di  Slow Food Ravenna, una realtà nata da poco nel territorio ravennate e che lavora in parallelo con la condotta.  

   

 

La disfida del cappelletto fra sei ristoranti di Romagna

Gran finale lunedì 24 ottobre all’osteria Passatelli del Mariani per decretare il “piatto principe” del territorio. Rigorosamente in brodo

CappellettiGran finale per la “disfida del cappelletto“, il concorso gastronomico ideato dalla condotta Slow Food di Ravenna sette anni fa che ha messo in lizza 49 ristoratori romagnoli nella realizzazione del miglior piatto della tradizione. Rigorosamente in brodo. Appuntamento lunedì 24 ottobre all’Osteria Passatelli del Mariani, con autorevoli esperti e gourmet.

In questa tornata conclusiva si sfideranno i vincitori delle passate edizione per conquistare il titolo di “principe del cappelletto di Romagna” e portare a casa definitivamente la zuppiera di ceramica di Faenza – realizzata dallo studio Lega e disegnata a suo tempo da Tonino Guerra (assegnata provvisoriamente ogni anno ai vincitori delle scorse edizioni) – quale trofeo della vittoria.

CuocaPer l’occasione si cimenteranno nel piatto più tipico della nostra terra i sei ristoranti finalisti: Hostaria 900 (Imola), Osteria del Tempo Perso (Ravenna), Radicchio Rosso (Ravenna), Ustarì di dù Cantòn (Camerlona), Molinetto (Punta Marina Terme), La Mascotte (Russi). Manca il vincitore della prima edizione del 2008, l’Antica Trattoria del Teatro di Lugo, dovuta ad un cambio di gestione del locale. In compenso, a tavola verranno serviti – fuori concorso – i “cappelletti in brodo all’uso di Romagna ricetta n. 7“ da La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene di Pellegrino Artusi, preparati dalla Condotta Slow Food di Ravenna con l’assistenza di Gianna Giani dell’Agriturismo Cà Ridolfi di Gambellara.

Come di consueto all’iniziativa parteciperanno gourmet ed esperti delle tradizioni gastronomiche, che in questa serata speciale interverranno sul tema, e il cui giudizio sui cappelletti serviti sarà fondamentale per determinare il vincitore. Si tratta del gastrosofo ed enciclopedista delle tradizioni culinarie romagnole Graziano Pozzetto che ha sempre seguito il concorso fin dagli esordi, di Piero Meldini, scrittore e storico della gastronomia, di Giuseppe Bellosi, studioso di cultura popolare romagnola, di Licia Granello, giornalista specializzata di “Repubblica“, di Alessandro Molinari Pradelli, giornalista ed esperto gastronomo, di Laila Tentoni, vice presidente di Casa Artusi, di Carla Brigliadori, maestra di cucina di Casa Artusi, di Raffaela Donati presidente Slow Food Emilia Romagna, di Gianpiero Giordani, responsabile Emilia Romagna guida Slow Food Osterie d’Italia, di Guido Tampieri, libero pensatore sul tema e di  Alberto Zaccheroni “gastronomo allenatore”.

PremiazioaneL’inziativa chiude la manifestazione egastronomica “GiovinBacco“ e comprende anche la consegna del premio “É bdòcc d’ör” (il pidocchio o cozza d’oro), riconoscimento assegnato da “GiovinBacco“ ogni anno al personaggio che ha saputo valorizzare il territorio, la cucina e i prodotti d’eccellenza della Romagna. Il premio 2016 verrà assegnato a Italo Graziani, appassionato della terra e delle tradizioni , fondatore e Presidente della  Associazione  Il Lavoro dei Contadini, Comunità del Cibo della Condotta Slow Food Ravenna, che lavora per salvaguardare il patrimonio culturale e artigianale del  territorio. Un attestato di riconoscenza per aver saputo interpretare con poesia, il senso più vero di Terra Madre.

Il ricavato della serata servirà a contribuire al sostegno della “Rete Giovani di  Slow Food Ravenna, una realtà nata da poco nel territorio ravennate e che lavora in parallelo con la condotta.  

   

 

Con Trail Romagna alla scoperta del regno di Teoderico

Camminata al via alle 15 di domenica 24 ottobre dalla Domus di via Barbiani con finale conviviale al Mausoleo

Mausoleo TeodoricoDomenica 23 ottobre in occasione della Festa Internazionale della Storia, Trail Romagna conclude le passeggiate culturali 2016 con “A spasso con Teoderico”, una visita guidata e animata che partirà alle ore 15 dalla Domus dei Tappeti di Pietra (via Barbiani, 16), a Ravenna. Saranno le vicende del re dei Goti ad essere svelate durante questo evento che coniuga cultura e movimento, alla riscoperta dei luoghi legati a Teoderico (o Teodorico) e alla presenza goto-ariana a Ravenna, in centro storico dalle domus bizantine alla basilica di Sant’Apollinare Nuovo e al battistero degli Ariani fino al Mausole ofuori le mura, dove la passeggiata si concluderà, verso le 18.30, con un momento conviviale. Saranno presenti – in collaborazione con il Ravenna Festival – musicisti zigani che allieteranno la festa finale che sarà accompagnata dai vini bulgari e romagnoli di Giovinbacco. Le adesioni sono aperte per un numero massimo di 150 partecipanti a info@trailromagna.eu indicando nome, cognome e recapito telefonico.

Con Trail Romagna alla scoperta del regno di Teoderico

Camminata al via alle 15 di domenica 24 ottobre dalla Domus di via Barbiani con finale conviviale al Mausoleo

Mausoleo TeodoricoDomenica 23 ottobre in occasione della Festa Internazionale della Storia, Trail Romagna conclude le passeggiate culturali 2016 con “A spasso con Teoderico”, una visita guidata e animata che partirà alle ore 15 dalla Domus dei Tappeti di Pietra (via Barbiani, 16), a Ravenna. Saranno le vicende del re dei Goti ad essere svelate durante questo evento che coniuga cultura e movimento, alla riscoperta dei luoghi legati a Teoderico (o Teodorico) e alla presenza goto-ariana a Ravenna, in centro storico dalle domus bizantine alla basilica di Sant’Apollinare Nuovo e al battistero degli Ariani fino al Mausole ofuori le mura, dove la passeggiata si concluderà, verso le 18.30, con un momento conviviale. Saranno presenti – in collaborazione con il Ravenna Festival – musicisti zigani che allieteranno la festa finale che sarà accompagnata dai vini bulgari e romagnoli di Giovinbacco. Le adesioni sono aperte per un numero massimo di 150 partecipanti a info@trailromagna.eu indicando nome, cognome e recapito telefonico.

Scontro fra auto e camion a Cotignola. Muore un 69enne

L’impatto fatale, nella mattinata di sabato 22 ottobre, all’incrocio fra via Madra e via Case Bianche

incidente via MadraraL’impatto frontale con un camion Scania che proveniva dalla corsia opposta non ha lasciato scampo al guidatore di una Fiat Punto, il 69enne Giliuano Venturi, nei pressi di Cotignola, lungo via Madrara, all’incrocio con via Case Bianche. L’incidente è avvenuto verso le 10.30 di sabato 22 ottobre. Ferito lievemente anche il conducente del mezzo pesante che era carico di cassette di frutta. L’auto dello sventurato, che molto probabilmente ha invaso la corsia da cui proveniva l’autocarro, dopo lo scontro è finita semidistrutta contro il guard rail. I mezzi di soccorso del 118 intervenuti sul posto assieme ai Vigili del Fuoco, non hanno potuto che constatare il decesso dell’autista ma hanno recuperato il cane che era nell’abitacolo e lo hanno consegnato ancora in vita al servizio veterinario. I Viglili Urbani sono intervenuti per il rilievi del caso e indagare sulla dinamica dello scontro.

(fonte e foto Emilia-Romagna Ansa.it)

Lirica e danza sul filo del gioco e della leggerezza

Otto titoli in cartellone fra opere e balletti. Dai due omaggi allo scenografico Lele Luzzati al ritorno dei sorprendenti Momix

PixelOtto spettacoli, di cui sei in abbonamento e due extra, equamente ripartiti fra opera e danza. Questi i numeri della nuova stagione del Teatro Alighieri di Ravenna che sarà “Nel segno della leggerezza… e della leggerezza del segno“. Sipario a partire dal 13 dicembre con uno spettacolo sulla musica del teatro di Shakespeare. Da segnalare, in particolare, l’omaggio allo scenografo e illustratore genovese Emanuele Luzzati, nell’anno in cui ricorre il decimo anniversario della sua scomparsa, l’arrivo per la prima volta della compagnia inglese di modern dance BalletBoyz, il ritorno dei Momix con le loro mirabolanti acrobazie, il debutto in Italia della giovane direttrice d’orchestra Erina Yashima in La Cenerentola, i festeggiamenti del quarto centenario della morte di William Shakespeare con Lascia pur che il mondo giri del musicologo e regista Lorenzo Arruga.

Ballo in mascheraUn cartellone che inizia sotto i migliori auspici. «Il nostro teatro ha fatto molti passi in avanti – afferma il sovrintendente Antonio De Rosa –, in quanto è il terzo in Italia, dopo Parma e Catania, per finanziamenti dal ministero dei Beni e delle Attività culturali. Questo non significa che sia tutto rose e fiori, ma è garanzia di programmi di sempre maggiore qualità per il nostro pubblico». A questo si aggiunge la considerazione dell’assessore comunale alla Cultura Elsa Signorino. «Ravenna è una città con una straordinaria offerta culturale – afferma -. Questo lo si deve alle tante competenze presenti sul territorio, ma anche al forte impegno istituzionale».

«C’è un filo rosso – spiega il direttore artistico Angelo Nicastro – che accomuna i titoli che, dal Settecento alle produzioni contemporanee, compongono il cartellone della stagione 2016/17: il genere buffo e giocoso del divertimento musicale e teatrale. Ma, con la sola eccezione del verdiano Un ballo in maschera, titolo con cui ripartirà il programma dell’opera lirica l’8 e il 10 gennaio, con la regia di Leo Nucci e la direzione di Donato Renzetti. Uno dei titoli di Verdi più amati che mancava all’Alighieri dal 1967, in quanto richiede protagonisti di grande spessore vocale». Protagonista sarà l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, anche quest’anno presente in tutti e tre i titoli d’opera in programma.

La stagione proseguirà il 17 e 19 febbraio con La Cenerentola di Gioachino Rossini, una nuova produzione con scene e costumi di Luzzati e che vedrà il debutto della giovane direttrice d’orchestra Erina Yashima, selezionata nella prima edizione dall’Accademia dell’Opera Italiana di Riccardo Muti. Un’altra donna, Carla Delfrate, già assistente orchestrale della Cherubini a fianco del Maestro, dirigerà la formazione giovanile in occasione di Così fan tutte, uno dei massimi capolavori della storia del melodramma e del genio di Mozart, terzo titolo della trilogia dapontiana, assieme a Le nozze di Figaro e Don Giovanni. L’appuntamento è per il 3 e 5 marzo, nell’allestimento del Festival dei Due Monti di Spoleto del 2015 per la regia di Giorgio Ferrara e le scene e i costumi di Dante Ferretti.

Cosi fan tutteCome fuori abbonamento il 13 dicembre, nel quarto centenario della morte di Shakespeare, andrà in scena Lascia pur che il mondo giri, che segna il ritorno di Lorenzo Arruga con un singolare lavoro – concepito insieme all’amico compositore Azio Corghi – che restituisce la forma originaria, a partire dalla componente musicale, del teatro del grande drammaturgo inglese.

Come è ormai tradizione, previsto anche il ciclo di incontri pomeridiani (sempre alle 17.30, nella sala Arcangelo Corelli, ingresso libero), “Prima dell’opera”, organizzati con la Società Dante Alighieri. Il primo appuntamento, martedì 6 dicembre, per la presentazione di Lascia pur che il mondo giri avrà come protagonista Lorenzo Arruga, ideatore e regista dello spettacolo, affiancato da alcuni dei protagonisti; il 3 gennaio per Un ballo in maschera il relatore sarà Giancarlo Landini; il 14 febbraio sarà la volta di Paolo Gallarati per La Cenerentola di Rossini, mentre la presentazione di Così fan tutte, il 28 febbraio, sarà curata da Paolo Petazzi.


Ricco e sorprendente il nuovo cartellone della danza che spazia dal classico all’hip hop, dalla modern dance alle acrobazie, con tre spettacoli di qualità e un fuori abbonamento d’eccezione che segna il ritorno dei Momix. L’apertura, il 14 e 15 gennaio, sarà con Lo schiaccianoci sulle note di Piotr Ilych Ciaikovsky e con le coreografie di Amedeo Amodio che ha selezionato per l’occasione una giovane compagnia, impreziosita dalla presenza di Vito Mazzeo, principal dancer del Het National Ballet, come étoile ospite. Per l’occasione, andrà in scena l’allestimento storico dello scenografo e costumista Luzzati. Un omaggio alla leggerezza e all’estro del suo segno che ha sempre incantato gli spettatori.

Ballet BoyzIl 4 e 5 febbraio, arriverà lo spettacolo più atteso dai giovani, Pixel, proposto dal Centre Chorégraphique National de Créteil et du Val-de-Marne e dalla Compagnie Käfig di Mourad Merzouki, in cui l’energia e il virtuosismo della danza hip hop incontrano la bellezza dell’illusione del mondo virtuale, fatto di sintesi numeriche e immagini elettroniche, liriche e coinvolgenti. Un sorprendente incontro fra danza e tecnologia 3D in cui è impossibile distinguere la realtà dal mondo virtuale, in un viaggio onirico accompagnato dalla musica di Armand Amar. Per la prima volta a Ravenna, il 18 e 19 marzo, lo spettacolo in prima italiana, Life/Vita, dell’emergente compagnia inglese BalletBoyz, composta da dieci giovani talenti e considerata una delle forze più originali e innovative del panorama della modern dance. Pioniere della danza per tutti, affronterà il tema della solitudine e della morte.

Dal 4 al 6 aprile, la stagione si chiuderà con tre giorni di programmazione di W Momix forever, spettacolo nato lo scorso anno per festeggiare i 35 anni di Momix, trascorsi a calcare le scene più importanti di tutto il mondo. Si tratta della spettacolare raccolta delle più suggestive e significative coreografie che Moses Pendleton, carismatico creatore e direttore artistico della compagnia, ripropone per sottolineare questo fondamentale traguardo. Sarà una carrellata di nuove creazioni accanto al recupero di capolavori che hanno segnato i successi della compagnia: dagli storici Momix Classics, Passion, Baseball, Opus Cactus, SunFlower Moon, fino al più recente Bothanica e all’ultimo grande successo Alchemy. 


Per quanto riguarda l’opera, i carnet 2017 (tre titoli) sono in prevendita dal 22 ottobre e costano da 34 a 105. Per i biglietti, la prevendita inizia dal 24 novembre e i prezzi sono da 14 a 45 euro (15 euro per il fuori abbonamento Lascia pur che il mondo giri). Per la danza, i rinnovi abbonamenti sono previsti dal 22 ottobre al 23 novembre mentre i nuovi dal 28 novembre. Il costo oscilla dai 21 ai 66 euro. Per i biglietti, la prevendita inizia il 12 dicembre e i prezzi sono da 8 a 28 euro (da 12 a 45 euro per il fuori abbonamento Momix). Dal 14 novembre, inizia la prevendita dei 100 Carnet Alighieri che consente di assaggiare, con otto spettacoli, le principali stagioni del teatro (da 48 a 80 euro). Info: 0544 249244 e www.teatroalighieri.org.

Minorenne straniero chiede accoglienza perché abbandonato, invece la madre c’è

Dopo la domanda al commissariato subito attivati i servizi per l’assistenza ma la polizia ha scoperto che erano arrivati insieme a Bari: denunciati

Si è presentato al commissariato di polizia a Faenza il 5 ottobre chiedendo accoglienza perché minorenne senza accompagnamento e privo di mezzi di sostentamento: mentre si sono attivati i sevizi per l’assistenza, previsti dalla legge per questi casi, gli agenti hanno avviato un’indagine scoprendo che il ragazzo in realtà era entrato in Italia pochi giorni prima alla frontiera marittima di Bari in compagnia della madre. I due, un 16enne e una 40enne, sono stati denunciati per truffa aggravata in concorso.

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