martedì
31 Marzo 2026

Paura a Conselice: incendio vicino al parco acquatico

Tanta paura nella mattinata di oggi (29 giugno) nei pressi del parco acquatico di Conselice. Un incendio, infatti, ha coinvolto diverse auto in sosta di fronte al parcheggio dell’Acquajoss, tra via Gagliazzona e la Provinciale 107, con una inquietante colonna di fumo nero ben visibile a chilometri di distanza.

Sono otto le auto andate bruciate, più una nona coinvolta solo lateralmente. Sul posto squadre di vigili del fuoco da Ravenna, Lugo e Imola, che hanno messo rapidamente in sicurezza l’area.

Necessario anche l’intervento del 118, che ha prestato soccorso a una persona in stato di choc, ma che non risulterebbe intossicata.

Sul posto anche i carabinieri per le indagini: si dovrà cercare di capire che cosa ha scatenato le fiamme.

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Bancarotta fraudolenta, l’ex vicesindaco Musca in carcere

L’ex vicesindaco di Ravenna, l’immobiliarista Giuseppe Musca, è in carcere dal primo pomeriggio di ieri (28 giugno) per scontare la pena definitiva di 6 anni e 3 mesi di detenzione per bancarotta fraudolenta. In particolare, si tratta del fallimento delle società Asa Holding, Romauto e Arca, per un passivo complessivo di circa 33 milioni di euro.

La notizia è riportata dal Carlino Ravenna in edicola oggi, dopo che i due quotidiani locali avevano riportato ieri quella della condanna di giovedì davanti alla Cassazione (dove si partiva da 6 anni e mezzo).

Nell’ambito dello stesso fascicolo erano imputati anche la moglie Susi Ghiselli – nel suo caso si partiva da 5 anni e 8 mesi di carcere, ma una parte della sentenza è passata in giudicato e un’altra è stata rimandata in Corte d’appello – e il figlio Nicola, per cui è tornata in auge l’assoluzione, l’unica pronunciata in primo grado (la Cassazione ha annullato la condanna a 3 anni, rimandando il tutto anche in questo caso alla Corte d’appello).

Tornando proprio al primo grado del 2018, come ricorda il Carlino, Musca si era assunto la paternità di quasi tutte le operazioni finanziarie contestate, definendole di natura puramente imprenditoriale e condotte nella legalità. L’inchiesta della Guardia di finanza partì nel 2012 e si concentrò sull’intreccio di società che secondo la Procura di Ravenna erano state svuotate e portate al fallimento.

Un anno di battaglia tra Comune e cittadini: ora il destino di 49 pini dipende dai giudici

Dal tribunale amministrativo regionale (Tar) dell’Emilia-Romagna dovrebbe uscire un primo verdetto sul destino di 49 pini ai lati del tratto più a sud di viale Romagna a Lido di Savio. Due le fazioni opposte in una battaglia che va avanti da un anno: da una parte il Comune di Ravenna che vuole abbatterli, dall’altra una coalizione tra associazioni ambientaliste e semplici cittadini che vuole sottrarli alle motoseghe.

L’udienza fissata per il 10 luglio dovrà entrare nel merito ed esprimersi sul ricorso presentato dai cittadini contro l’ordinanza del Comune che avrebbe avviato l’abbattimento il 9 giugno. Nessuno toccò gli alberi perché la mossa d’urgenza dei cittadini ottenne una sospensiva del provvedimento. Ora il giudice potrebbe accogliere l’istanza e dichiarare nulla l’ordinanza costringendo il Comune a emanarne un’altra in forma diversa. Oppure potrebbe richiedere una perizia sullo stato di stabilità delle piante incaricando un tecnico. Oppure potrebbe respingere il ricorso e dal giorno dopo potrebbero cominciare gli abbattimenti. Alla decisione del Tar si potrà fare appello al Consiglio di Stato.

Il contenzioso, come detto, dura da un anno. Alla fine di agosto 2024 furono depositate in municipio quasi duemila firme (350 quelle necessarie per la discussione in commissione consiliare): 631 di residenti nel comune e quasi 1.300 di proprietari di seconde case e di esercizi commerciali e di moltissimi turisti, anche stranieri, frequentatori della località marittima.

Il piano di abbattimenti definito dal Comune rientra nell’ambito dell’ambizioso progetto denominato Parco Marittimo che sta cambiando la conformazione urbanistica e la fruibilità dei nove lidi ravennati (17 milioni di euro il costo totale tra fondi Pnrr e risorse del Comune). A Lido di Savio nella primavera 2024 furono abbattuti 16 pini, senza darne comunicazione pubblica. Quando la cittadinanza se ne accorse cominciò la raccolta firme: «Quel tratto di viale Romagna – scrivono gli ambientalisti in un comunicato – ora somiglia a un forno squallido e assolato. Si è poi appreso, dagli atti messi a disposizione dal consigliere comunale Alvaro Ancisi, che il legname ricavato dai lavori è divenuto materiale da ardere tramite una ditta coinvolta in un’indagine per presunta truffa nell’ambito del settore delle biomasse».

Dei 49 rimasti, in base a una valutazione visiva senza prove di trazione, il Comune prevedeva di conservarne solo dieci. Quando la petizione è stata discussa in commissione consigliare, lo scorso autunno, è stato deciso di eseguire i test con un incarico da 23mila euro affidato all’agronomo ferrarese Giovanni Morelli. L’esito delle prove sui primi 15 alberi dice che solo 5 sono sani, gli altri sono classificati in categoria D, estremo rischio di cendimento. La galassia ambientalista contesta le perizie firmate da Morelli: «I risultati – affermano i cittadini – sono stati ottenuti considerando un coefficiente di vento corrispondente a una situazione di alberi in campo aperto e direttamente esposti, quando invece i pini di viale Romagna sono ben protetti da una doppia cortina continua di edifici alti e compatti».

I difensori degli alberi hanno ottenuto le misurazioni delle prove e le hanno consegnate a Gian Pietro Cantiani, agronomo esperto che nel curriculum vanta il salvataggio dei pini di Lignano Sabbiadoro. Applicando un altro coefficiente, l’abbattimento non è più l’unica soluzione.

«È stato incaricato un tecnico che è iscritto nelle liste degli esperti per le perizie di tribunale – commenta l’assessore Giancarlo Schiano, titolare della delega al Verde –. Non si può dubitare di chi è ritenuto competente dai tribunali. Capisco che si voglia prendere lo scenario peggiore per la tutela della cittadinanza. Ora aspetteremo la sentenza del Tar».

Nei piani del Comune, al posto dei pini verrebbero collocati 35 frassini, alcuni già piantati in occasione dei primi 16 tagli: «Richiedono enormi quantità di acqua per sopravvivere ai caldi estivi – ribattono gli esperti interpellati dal comitato pro pini –, non possono garantire la stessa funzione ecologica e storica dei pini. La loro presenza rappresenta un valore inestimabile per il paesaggio e per l’identità di Lido di Savio e il loro abbattimento rischia di allontanare il turismo e ridurre il valore complessivo dell’area, sia in termini economici che paesaggistici».

Per conservare i 49 pini andrebbe ridefinita la configurazione del viale, a cominciare da un ampliamento delle aiuole attorno ai fusti, con l’aggiunta di un intervento ad hoc di cosiddetto ancoraggio radicale di cui Cantiani è un esperto. Il timore dei cittadini che si oppongono alle decisioni del Comune è che dietro la volontà di abbattere ci sia solo il tentativo della pubblica amministrazione di evitare una revisione di un progetto che gode di finanziamenti Pnrr e non può perdere tempi per il completamento.

Un nido di tartaruga marina tra gli ombrelloni del bagno Susanna – FOTO

Una tartaruga marina Caretta caretta ha nidificato sulla spiaggia di Punta Marina Terme, nella parte attrezzata del Bagno Susanna. Si tratta del primo caso registrato nel litorale del comune di Ravenna.

98 uova sono state deposte da una femmina adulta soprannominata Susy. Si chiuderanno indicativamente tra 60 giorni.

La segnalazione è arrivata dal gestore dello stabilimento, che ha assistito all’emersione della femmina e allo scavo del nido (qui il video del ritorno in mare della tartaruga). Il gestore ha quindi segnalato l’evento al centro Cestha di Marina di Ravenna, che a sua volta ha provveduto ad avvisare l’associazione Tao – Turtles of the Adriatic Organization, dal momento che il nido si trovava a pochi metri dalla battigia e lungo la prima fila di ombrelloni. Lo staff di biologi della Tao è infatti autorizzato dal Ministero della Transizione Ecologica per la traslocazione di nidi di tartaruga marina, azione che era necessaria in questo caso.

Dopo le opportune valutazioni, il nido è stato spostato nella spiaggia libera poco distante, con profilo idoneo e posizionato a maggiore distanza dalla battigia.
Ora il Cestha si occuperà di coordinare le attività di monitoraggio tramite l’organizzazione del presidio e collaborerà con Tao favorendo le attività di monitoraggio tecnico-scientifico.
Si tratta del secondo nido di tartaruga marina in Emilia-Romagna per la stagione 2025.
Per continuare l’opera di monitoraggio di altri nidi e contribuire alla loro tutela è fondamentale la partecipazione attiva della comunità nel segnalare eventi di questo tipo al numero 1530 della Guardia Costiera, in modo tale da attivare la catena di pronto intervento volta a mettere in sicurezza il nido.

Evade dai domiciliari: arrestato 21enne. E il giudice lo rimette ai domiciliari…

È stato sorpreso a casa della fidanzata, senza autorizzazione, fuori dalla comunità terapeutica di Ravenna dove si trovava invece agli arresti domiciliari. Per questo motivo un 21enne cittadino straniero è stato arrestato dalla polizia in flagranza per evasione.

L’arresto del giovane – “gravato da plurime pendenze giudiziarie per reati contro la persona, contro il patrimonio e in materia di stupefacenti, oltre a precedenti episodi di evasione e violazione di prescrizioni cautelari”, si legge in una nota inviata alla stampa dalla questura – è stato convalidato in tribunale e nei suoi confronti è stata ripristinata la misura degli arresti domiciliari.

15 milioni di euro per gli argini del Lamone: «Intervento da fare in sei mesi dalla consegna»

Uno stanziamento di 15 milioni di euro per le opere di messa in sicurezza degli argini del Lamone nel tratto tra Traversara a Mezzano.

È quanto previsto dall’ordinanza della struttura commissariale dello scorso 17 giugno, riguardo una delle aree più danneggiate dalle piene. Il finanziamento andrà, infatti, a coprire le spese dell’intervento di ripristino in particolare dell’argine sinistro. A oggi, la scelta progettuale più probabile è quella di un rinforzo tramite palancole a infissione statica che potrà essere affiancato, in una fase successiva, da un ulteriore intervento volto a garantire maggiore protezione e stabilità.

«Abbiamo predisposto un intervento molto rilevante per sanare una delle ferite più profonde inferte dalle alluvioni di questi ultimi due anni – sottolinea la sottosegretaria con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini -. I danni da Traversara a Mezzano sono particolarmente rilevanti e la messa in sicurezza dell’argine è fondamentale per la tutela di chi vive e lavora in quelle zone e soprattutto per evitare il ripetersi di nuove rotture. Dunque, intendiamo chiudere entro 45-60 giorni la fase progettuale, una volta conferito l’incarico, e realizzare l’intervento in sei mesi dalla consegna».

Allarme caldo in Romagna: «Urgente tutelare i lavoratori dei cantieri»

L’ondata di calore anticipata sta mettendo a rischio la salute dei lavoratori in Romagna, in particolare quelli impiegati nei cantieri edili e nel settore agricolo. Lo denuncia la Cisl Romagna, chiedendo azioni immediate e concrete per proteggere chi opera all’aperto. Proprio in questi giorni, infatti, la Regione sta varando una nuova ordinanza sul tema.

«Siamo di fronte a un’emergenza che non può più essere ignorata – afferma il segretario Generale Filca Cisl Romagna Roberto Casanova -. Le temperature in Romagna sono già allarmanti e i lavoratori, specialmente nei cantieri e in agricoltura, sono a rischio concreto. Non è accettabile che alcune imprese siano ancora restie ad attivare strumenti come la cassa integrazione o a riorganizzare gli orari. La salute e la sicurezza dei lavoratori devono essere la priorità assoluta. Chiediamo con forza che le linee guida e le nuove ordinanze regionali vengano applicate seriamente e senza indugio. Non possiamo permettere che i nostri cantieri diventino luoghi di sofferenza. È ora di agire con responsabilità e lungimiranza».

Nonostante le discussioni sulle misure preventive, la loro applicazione pratica, secondo i sindacati, rimane insufficiente.

La Filca Cisl Romagna ricorda che è possibile attivare la cassa integrazione quando le temperature superano i 35 gradi. «Nonostante ciò, molte imprese edili sono ancora restie ad avviare questo ammortizzatore sociale, anche in condizioni di pioggia. Questa reticenza è inaccettabile dati i rischi concreti per la salute dei lavoratori».

In Emilia-Romagna, si sta varando una nuova ordinanza per fermare il lavoro nelle ore più calde dei giorni estivi. Lo scorso anno, l’Ordinanza n. 101/2024 aveva già vietato, dal 29 luglio al 31 agosto 2024, il lavoro nei settori agricolo e florovivaistico e nei cantieri edili e affini, dalle 12.30 alle 16, in condizioni di esposizione prolungata al sole e nelle aree a rischio elevate secondo il Progetto Worklimate2.0.

La ricetta della Cisl è chiara: «È imperativo adottare subito misure di prevenzione concrete», quali la «riorganizzazione degli orari di lavoro: anticipare le attività alle prime ore del mattino per evitare le fasce orarie più calde della giornata» e la «fornitura di dispositivi di protezione adeguati: mettere a disposizione dei lavoratori caschi ventilati, indumenti tecnici traspiranti, creme solari e mezzi di movimentazione terra con cabine climatizzate».

I funerali di Coatti nella “sua” Longastrino. Lutto cittadino ad Alfonsine

Dopo l’autopsia effettuata mercoledì Roma, la salma di Alessandro Coatti è tornata a casa e lunedì 30 giugno nella chiesa di Longastrino si terranno i funerali del biologo 38enne ucciso e fatto a pezzi lo scorso aprile in Colombia, mentre si trovava in vacanza.

L’Amministrazione comunale di Alfonsine, d’intesa con la Provincia di Ravenna, ha deciso di rinviare l’inaugurazione della pista ciclopedonale di via Borse, programmata per lunedì, quando verrà disposto il lutto cittadino.

«La scomparsa del nostro concittadino, a maggior ragione in circostanze tanto efferate, ha profondamente scosso la nostra comunità», si legge in un post sui social del Comune.

Intanto, il tribunale penale di garanzia di Santa Marta, la città colombiana dove lo scorso 6 aprile è stato ucciso Coatti, ha accettato la richiesta della Procura Generale della Colombia, imponendo la custodia cautelare in carcere nei confronti dei suoi quattro presunti assassini. Oswal Moisés Ospino Navarro, Isaac Enrique Márquez Charris, Andrea Camila Verdugo Escorcia e Brian Augusto Cantillo Salcedo hanno respinto le accuse di furto ed omicidio con l’aggravante della crudeltà (il corpo di Coatti è stato smembrato) nei loro confronti.

Il procuratore che si occupa del caso ha detto al giudice penale di garanzia che i quattro hanno contattato Coatti tramite un’app di incontri, proponendogli di recarsi in un’abitazione nel quartiere San José del Pando, dove è poi avvenuto il suo omicidio. Quando l’italiano è arrivato sul posto, i quattro lo hanno prima minacciato con coltelli, poi gli hanno strappato il cellulare, le carte bancarie e il denaro che aveva con sé. Dopo una colluttazione Coatti è stato prima ferito alla testa con un oggetto contundente e poi ucciso con numerose coltellate, hanno dettagliato gli inquirenti durante l’imputazione dei capi d’accusa. Nell’ambito dell’indagine sull’omicidio di Coatti è emerso che ci sono state almeno altre 40 vittime di furti simili a Santa Marta, tutte ingannate con applicazioni di incontri e, secondo le informazioni esposte nell’udienza di oggi, esistono elementi che permettono di ipotizzare un possibile collegamento dei quattro arrestati con un’organizzazione criminale dedicata a questo tipo di crimini. La Procura non esclude l’intervento di altre persone nella morte di Coatti e, a tal fine, continua ad indagare (fonte Ansa.it).

Muore in ospedale due giorni dopo l’incidente: lascia marito e due figli

È morta ieri (27 giugno) al Bufalini di Cesena la 42enne Valentina Farruggia, coinvolta giovedì mattina in un incidente lungo la strada provinciale che collega Lugo a Fusignano, dove viveva insieme al marito. La donna, di origini siciliane, era madre di due figli.

Troppo gravi le ferite riportate nell’incidente. La 42enne si trovava sul sedile del passeggero di uno “scooterone” guidato dal marito, rimasto ferito. Per cause in corso di accertamento da parte della polizia locale, la moto si è scontrata con un’auto che si era da poco immessa nella strada provinciale – all’altezza di Bizzuno – dove stavano sopraggiungendo marito e moglie. Violentissimo lo scontro, con la 42enne che è stata trasportata d’urgenza al Bufalini, dove è purtroppo morta dopo due giorni.

La lettera di Re Carlo ai Santa Balera: «Grazie per averci fatto conoscere il Liscio»

Una lettera di ringraziamento arrivata direttamente da Buckingham Palace. Destinatari della missiva – recapitata al loro produttore e patron del Mei, Giordano Sangiorgi – i giovani musicisti di Santa Balera che, in occasione della visita di Re Carlo e della Regina Camilla a Ravenna avevano consegnato alla coppia reale britannica una lettera e un loro cd di musica romagnola.

«Il Re mi ha incaricato di ringraziarvi per la vostra gentile lettera – scrive il capo della Corrispondenza Reale che firma per il monarca -. Avete anche generosamente donato una registrazione di una delle vostre esibizioni dal vivo. Il Re apprezza molto che vi siate presi la briga di scrivergli in questo modo ed è stato toccato dalle vostre parole di sostegno così premurose. È stato molto interessante conoscere qualcosa in più sul Liscio e sul vostro impegno nel preservare il patrimonio culturale attraverso la musica. Grazie ancora per aver pensato a Sua Maestà, che mi ha chiesto di trasmettervi i suoi più calorosi auguri».

In Romagna c’è «grande soddisfazione per la lettera ricevuta. Segno – dichiara l’orchestra – della grande attenzione del Re Carlo verso la Romagna e il nostro patrimonio culturale e musicale come ha ampiamente dimostrato nella visita recente a Ravenna. Siamo orgogliosi di sapere che grazie al compact disc dei Santa Balera il suono del Liscio di Romagna risuonerà nelle reali stanze di Buckingham Palace». (fonte Ansa.it)

Vito Mancuso e Levante aprono il nuovo festival culturale di Milano Marittima

Al via venerdì 4 luglio Mare d’Arte Festival 2025, l’evento che vuole trasformare Milano Marittima in un hub culturale a cielo aperto.

Si parte con Razza Umana by Oliviero Toscani Studioil progetto corale ideato dal grande maestro della fotografia e realizzato grazie agli scatti realizzati da Toscani, dai suoi allievi e collaboratori. Una serie di fotografie in maxi formato, installate su totem, saranno posizionate su un tratto del lungomare per tutta l’estate. Si tratta di uno studio socio-politico, culturale e antropologico che cattura la morfologia delle persone per osservarne peculiarità e caratteristiche, catturando differenze e similitudini. Oliviero Toscani, insieme ai suoi allievi e collaboratori, ha girato il mondo ritraendo esseri umani nelle piazze e nelle strade, allestendo di volta in volta uno studio fotografico itinerante e raccogliendo, a oggi, un archivio di circa 100mila immagini.

Il progetto prevede un set venerdì 4 luglio dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 20 al Zefiro Spiaggia 268 dove i visitatori potranno farsi fotografare per entrare a fare parte di questo straordinario archivio.

Oltre alla mostra, dal 4 al 12 luglio concerti, incontri, conversazioni e spettacoli racconteranno il valore dell’accoglienza, come punto di partenza di un viaggio artistico e umano che trova nel titolo della prima edizione Sogni Condivisi una sintesi perfetta.

Le iniziative culturali si aprono la sera di venerdì 4 luglio con la Lectio magistralis di Vito Mancuso (ore 21,30, Rotonda Primo Maggio), attraverso la quale il noto teologo offrirà al pubblico la sua personale interpretazione sul tema del festival, Sogni condivisi, tra accoglienza e umanità.

Sabato 5 luglio alle 21.45 protagonista sarà la cantautrice siciliana Levante, in dialogo con Sky Arte.

La Rotonda, cuore pulsante di Milano Marittima e dell’intero evento, domenica 6 luglio alle ore 21,30 ospiterà anche lo spettacolo dell’attore Francesco Montanari e mercoledì 9 luglio sempre alle 21,30 l’incontro con l’attrice e regista Yvonne Sciò, che presenterà il suo docu-film Womeness, racconto di cinque donne straordinarie del nostro tempo, da Dacia Maraini a Emma Bonino.

L’ironia irriverente di Paola Minaccioni sarà invece la protagonista della serata di martedì 8 luglio (ore 21,30, Rotonda Primo Maggio). Un monologo dal titolo “La vita è bella? No, è un tipo”, in cui l’attrice, comica e conduttrice radiofonica romana, racconterà la sua interpretazione della vita, tra inciampi e coraggiose risalite.

Giovedì 10 luglio (ore 21,30, Rotonda Primo Maggio) l’appuntamento è con la magia delle parole di Stefano Massini, scrittore, drammaturgo e personaggio televisivo, primo autore italiano ad aver ricevuto la nomination ai Tony Awards, l’Oscar del teatro americano.

Venerdì 11 luglio (ore 21, Rotonda Primo Maggio) l’incontro con Nicolas Ballario, critico d’arte, giornalista e curatore italiano, che ha iniziato la sua carriera nella factory di Oliviero Toscani, “La Sterpaia”, diventandone il responsabile culturale, celebrerà il grande fotografo tra arte e narrazione.

Sabato 12 luglio (ore 21,30, Rotonda Primo Maggio) arriva per un incontro in cui si racconterà tra parole e musica Motta, polistrumentista, raffinato cantautore, un Premio Tenco all’attivo e autore anche colonne sonore per documentari e film

Mare d’Arte Festival sarà anche un percorso verso una ricerca più spirituale, a contatto con gli elementi della natura. Sabato 5 e domenica 6 luglio alle 9.30, nella spiaggia libera di Milano Marittima, la cantautrice, artista e insegnante di discipline olistiche Marianne Mirage darà vita a una originale seduta di yoga, tra musica, respiro e natura e con la sua voce guiderà alla ricerca della serenità e dell’equilibrio.

Stella Mirage sarà invece il titolo dell’incontro tra Marianne Mirage e Paolo Stella, attore, influencer e scrittore, nel corso del quale, sabato 5 luglio alle ore 18, tra parole e musica si attenderà il tramonto nell’atmosfera del Mare Pineta Beach Club.

Infine i mattinieri potranno aspettare una nuova alba nella spiaggia libera di Milano Marittima, ascoltando le sonorità della black music, con il concerto di Ariane Diakite, in due eventi, lunedì 7 e giovedì 10 luglio alle prime luci del mattino.  

Da agosto il cuore pulsante dell’evento diventerà infine l’imponente opera Non basta il canto delle sirene di Valerio Berruti, scultura alta sei metri, che col suo profilo in bronzo patinato si staglierà in maniera permanente sopra il mare. L’inaugurazione della statua è in programma venerdì 8 agosto.

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