mercoledì
29 Aprile 2026

Pesca di frodo in valle: 8mila euro di multa per 4 quintali di vongole

Carabinieri e polizia provinciale hanno trovato quattro uomini su una barca da sei metri in Baiona. Molluschi rimessi in mare

In quattro a bordo di una barca da sei metri aveva tirato su quattro quintali di vongole dalle acque della Baiona ma non avevano le autorizzazione e stavano usando attrezzi vietati per la particolare capacità distruttiva dell’ecosistema marino: un’operazione congiunta di carabinieri e polizia provinciale ha portato alla denuncia dei quattro pescatori di frodo, al sequestro degli strumenti da pesca e dell’imbarcazione per cui verrà proposta per la confisca, e ottomila euro di contravvenzioni complessive.

Il blitz delle forze dell’ordine è scattato nel cuore della notte tra il 29 e il 30 settembre. I quattro bordo, tra i 48 ed i 38 anni residenti a Ravenna ma provenienti da regioni del meridione, avevano due gabbie di 70 cm e due verricelli con cui cercavano di fare incetta di vongole. I 400 kg di molluschi pescati erano ancora vivi e sono stati rimessi in mare.

Cagnoni ribadisce la sua innocenza «Chiesi la separazione, non ero geloso»

Parla dal carcere il dermatologo accusato dell’omicidio della moglie Giulia Ballestri. Ecco il punto delle indagini

Parla dal carcere di Sollicciano a Firenze, dove è in custodia cautelare dal 19 settembre con l’accusa di aver ucciso a bastonate la moglie 40enne Giulia Ballestri, e il 51enne dermatologo ravennate Matteo Cagnoni torna a ribadire la sua innocenza come già fatto in occasione dell’interrogatorio di garanzia: il medico dice che era stato lui a chiedere la separazione e il geloso ossessivo non era lui ma l’amante della donna. Le nuove dichiarazioni di Cagnoni sono sulle pagine de Il Resto del Carlino che ha raccolto quanto riportato da Jacopo Alberti, consigliere regionale della Toscana per la Lega Nord, che ha fatto visita all’accusato nel penitenziario.

Dice che da un anno la coppia stava tenendo in piedi un matrimonio in crisi per il bene dei bambini, per evitare traumi a loro. Ma a un certo punto sarebbe stato Cagnoni a chiedere la separazione: «Ma era l’amante quello geloso che la tormentava». La ricostruzione fatta dagli inquirenti è distante da questa versione. Pare che lei volesse la separazione e lui avesse accettato – negli ultimi giorni prima della morte avevano raggiunto un accordo economico davanti ai rispettivi legali – a condizione che non avesse relazioni sentimentali fino alla definitiva separazione. E in questo scenario potrebbero avere un peso importante le foto consegnate dal detective privato a Cagnoni proprio il 15 settembre, il giorno prima a quello in cui sarebbe avvenuto l’omicidio secondo gli investigatori: la stava facendo pedinare e aveva clonato il suo cellulare per leggere messaggi e ascoltare le conversazioni (circostanza che ha portato i familiari della vittima a sporgere denuncia).

Le indagini (svolte dalla squadra mobile con il coordinamento del procuratore Alessandro Mancini e del sostituto Cristina D’Aniello) proseguono. Il setaccio dei cellulari è ormai una prassi standard in tutte le indagini più delicate. In questo caso non si è potuto farlo immediatamente perché non si trovava né quello della vittima né quello del presunto killer. Il telefonino di Giulia infatti, secondo quanto riportato da Il Corriere Romagna, è stato recuperato dagli investigatori della squadra mobile solamente durante un sopralluogo svolto nella villa a distanza di qualche giorno dall’omicidio. Non si trova ancora invece quello del medico, una circostanza che aumenta i sospetti dei magistrati. L’avvocato difensore ipotizza che sia andato perso durante la fuga all’arrivo delle divise nella casa paterna di Firenze dove Cagnoni era andato con i tre figli: per l’accusato era solo una visita come era loro abitudine, per l’accusa era un tentativo di fuga.

La procura ha acquisito le riprese registrate da alcune telecamere di videosorveglianza nelle zone limitrofe alla casa dove si è consumato il delitto. Secondo quanto riportato dalla stampa locale si vede una vettura, ritenuta compatibile con quella in uso a Cagnoni, che arriva a metà mattina del 16 settembre e da cui scendono due persone. Dopo circa un’ora solo una persona sale al volante per andarsene.

La morte di Giulia è arrivata a colpi di bastone, preso dalla legnaia. L’aggressione sarebbe cominciata al piano terra davanti a un quadro: proprio la visione di alcune opere d’arte di famiglia, in previsione di una futura vendita, sarebbe stata la scusa utilizzata dal marito per portare la donna in quella casa disabitata. I due sono stati visti insieme giovedì pomeriggio e poi venerdì mattina quando hanno accompagnato a scuola i figli.

Uno degli elementi che ha messo gli inquirenti subito sulle tracce del marito di Ballestri è stato aver trovato l’abitazione con l’allarme inserito: solo i coniugi avrebbero avuto le chiavi e con la moglie morta solo il marito poteva aver inserito l’antifurto una volta uscito. La difesa invece afferma che la donna aveva due copie di chiavi e un’altra era in dotazione alla domestica. Non solo: non era abitudine di Cagnoni mettere l’allarme perché la casa era disabitata ed era capitato che fosse scattato per la presenza di animali e non reali furti, sarebbe inoltre accaduto di trovare un senzatetto accampato clandestinamente.

I primi esiti dell’esame autoptico sul cadavere dicono che almeno dieci bastonate hanno colpito la donna. I segni su braccia e mani indicano un tentativo di difesa. Saranno le analisi sul materiale prelevato da sotto le unghie della donna a dare un eventuale dna dell’aggressore. Un medico è stato incaricato dalla procura di Ravenna di visitare Cagnoni trovando graffi sul suo corpo. I segni dell’ultima vana difesa della consorte? No, dice l’avvocato: escoriazioni procurate da rami e sterpaglie in quella stessa fuga notturna tra i campi.

Perché Cagnoni è scappato quando la polizia ha suonato a casa del padre sui colli fiorentini? La difesa dice che l’uomo è ancora traumatizzato da una vecchia inchiesta in cui fu coinvolto e poi scagionato: la perquisizione arrivò di notte.

Il 26 settembre si sono svolti in forma strettamente privata i funerali di Giulia nella basilica di San Giovanni Evangelista. Una quindicina di persone presenti, parenti e familiari stretti che hanno chiesto esequie riservate proseguendo sulla linea del massimo riserbo portata avanti sin dal primo momento, con le parole affidate all’avvocato Giovanni Scudellari come unica eccezione.

Tra le tante persone informate sui fatti ascoltate in procura c’è anche l’uomo che da circa un anno aveva una relazione con la vittima. Si tratta di un imprenditore 40enne che era già stato affrontato a muso duro da Cagnoni quando aveva scoperto l’esistenza del loro rapporto. L’aveva saputo clonando il telefono di Giulia e ingaggiando un investigatore, che avrebbe anche raccolto delle registrazioni audio molto intime degli incontri della coppia: materiale che pare Cagnoni possa aver usato per fare pressioni sulla moglie affinché non lo lasciasse.

Incendio in un capannone agricolo Bruciano 50mila quintali di paglia

Le fiamme sono partite dalla struttura e si sono estese all’esterno. Sul posto carabinieri e tre autobotti dei vigili del fuoco

Un incendio divampato in un capannone di un’azienda agricola di Alfonsine in via Reale Lavezzola sta mandando in fumo 50mila quintali di fieno: dalle 13 di oggi, 30 settembre, i carabinieri di Alfonsine e tre autobotti dei vigili del fuoco di Ravenna e Lugo sono impegnati sul posto per arginare le fiamme cha hanno completamente distrutto il capannone. Non si registrano danni a persone o altre cose. L’incendio è partito dal capannone dove sono stipati 20mila quintali e poi si è propagato all’esterno coinvolgendo altri 30mila quintali di paglia.

Carta dei diritti universali del lavoro: in provincia raccolte oltre 14mila firme

La consegna a Roma in occasione della festa dei 110 anni della Cgil
La soddisfazione della segretaria ravennate: «Ora andiamo avanti»

Il territorio ravennate ha fornito un importante contributo al successo della raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla Carta dei diritti universali del lavoro promossa dalla Cgil.

Nella provincia di Ravenna, la Camera del lavoro ha raccolto oltre 14.500 firme per la Carta e oltre 50.000 firme per il sostegno ai tre requisiti referendari che accompagnano e sostengono la proposta di legge di iniziativa popolare, per la cancellazione dei voucher, la responsabilità solidale negli appalti e una nuova tutela
reintegratoria in caso di licenziamento illegittimo.

«Siamo estremamente soddisfatti per le tante adesioni raccolte sul nostro territorio – commenta Maura Masotti, segretaria di organizzazione della Cgil di Ravenna –. Il pieno successo di Ravenna si inserisce nell’ottimo risultato a livello nazionale che si è concretizzato ieri (giovedì 29 settembre, ndr), a Roma, dove sono state consegnate alla Camera, dalla segretaria generale della Cgil Susanna Camusso, oltre un milione e 150 mila firme certificate per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla Carta».

La consegna delle firme è coincisa con la grande festa della Cgil: «A Roma abbiamo festeggiato il compleanno della Cgil, da Ravenna è partito un pullman per prendere parte alle celebrazioni – dice Maura Masotti –. Abbiamo compiuto 110 anni e le tantissime firme raccolte da aprile fino ad oggi hanno reso ancora più speciale la festa in piazza del Popolo nella capitale. Come ha sottolineato la nostra segretaria generale Susanna Camusso nei luoghi di lavoro, nelle piazze, nei mercati, in tutto il Paese abbiamo riscontrato una grande voglia delle persone di discutere del lavoro e dei problemi che ci sono. Continueremo nella nostra iniziativa affinché la nostra proposta di legge diventi oggetto di discussione nelle Commissioni e nel Parlamento».

Verso il record di iscritti alla maratona Il villaggio quest’anno a Palazzo Rasponi

Al via l’ultimo step di iscrizioni. Già più di 1.700 i partecipanti

A poco più di un mese dalla XVIII Maratona internazionale Ravenna Città d’Arte sono i numeri i protagonisti, in attesa di vedere al via il 13 novembre gli atleti. Sono già 1700 gli iscritti di 35 nazioni diverse, con questo trend si profilano cifre da record (che è quello dell’anno scorso di circa 2.700 iscritti alle due gare competitive). Sono tante le società podistiche italiane che hanno deciso di esserci, il gruppo più numeroso è quello dei sodalizi biellesi composto da 128 atleti, un pullman arriverà da Roma dell’Olimpia Eur, uno da Milano dell’Atletico Arluno, un altro dal cuneese con due società, altri due dalla Campania, saranno rappresentate Napoli e Caserta.

Intanto si arricchisce anche l’Expo Marathon Village, vera novità di quest’anno essendo allestito nella suggestiva cornice di Palazzo Rasponi Dalle Teste, in pieno centro a Ravenna. Rappresenterà la casa di maratoneti, pubblico e aziende. Al suo interno ci saranno gli stand delle più frequentate maratone italiane, oltre a quelli stranieri delle maratone di Porto, Cracovia e Gran Canaria. Parteciperanno infatti Collemar-athon, Ferrara Marathon, La Mezza di Treviso, Treviso Marathon, Milano Marathon, Rimini Marathon, Verona Marathon e Ultratrail Via degli Dei. L’Expo sarà aperto venerdì 11 novembre dalle 14.30 alle 19 e tutto il sabato 12 dalle 9.30 alle 19. Da domani, 1° ottobre, partirà l’ultimo step di iscrizioni che terminerà il 9 novembre: 45 euro per la maratona, 30 euro per la mezza. Sarà poi possibile iscriversi all’Expo anche l’11 e il 12 novembre al costo di 50 euro per la maratona e di 35 euro per la mezza. Chi si iscriverà alla gara di Ravenna, se tesserato Fidal, entrerà automaticamente nella classifica del campionato Italiano individuale di maratona Master, quest’anno assegnato dalla Fidal alla competizione organizzata da Ravenna Runners Club.

Tra le novità di quest’anno anche il servizio di Baby sitting, promosso grazie alla collaborazione della Uisp. I genitori che decideranno di correre domenica mattina potranno lasciare i loro figli al personale incaricato, che si prenderà cura di loro.

Sempre la Uisp all’Expo gestirà le iscrizioni alla Conad Family Run di sabato 12 novembre.

Per le scuole che invieranno la loro preiscrizione a questa gara entro il 2 novembre, l’iscrizione sarà gratuita. Per tutti iscrizione a 5 euro da effettuarsi in loco.

Per ulteriori informazioni: www.maratonadiravenna.com.

Verso il record di iscritti alla maratona Il villaggio quest’anno a Palazzo Rasponi

Al via l’ultimo step di iscrizioni. Già più di 1.700 i partecipanti

A poco più di un mese dalla XVIII Maratona internazionale Ravenna Città d’Arte sono i numeri i protagonisti, in attesa di vedere al via il 13 novembre gli atleti. Sono già 1700 gli iscritti di 35 nazioni diverse, con questo trend si profilano cifre da record (che è quello dell’anno scorso di circa 2.700 iscritti alle due gare competitive). Sono tante le società podistiche italiane che hanno deciso di esserci, il gruppo più numeroso è quello dei sodalizi biellesi composto da 128 atleti, un pullman arriverà da Roma dell’Olimpia Eur, uno da Milano dell’Atletico Arluno, un altro dal cuneese con due società, altri due dalla Campania, saranno rappresentate Napoli e Caserta.

Intanto si arricchisce anche l’Expo Marathon Village, vera novità di quest’anno essendo allestito nella suggestiva cornice di Palazzo Rasponi Dalle Teste, in pieno centro a Ravenna. Rappresenterà la casa di maratoneti, pubblico e aziende. Al suo interno ci saranno gli stand delle più frequentate maratone italiane, oltre a quelli stranieri delle maratone di Porto, Cracovia e Gran Canaria. Parteciperanno infatti Collemar-athon, Ferrara Marathon, La Mezza di Treviso, Treviso Marathon, Milano Marathon, Rimini Marathon, Verona Marathon e Ultratrail Via degli Dei. L’Expo sarà aperto venerdì 11 novembre dalle 14.30 alle 19 e tutto il sabato 12 dalle 9.30 alle 19.
Da domani, 1° ottobre, partirà l’ultimo step di iscrizioni che terminerà il 9 novembre: 45 euro per la maratona, 30 euro per la mezza. Sarà poi possibile iscriversi all’Expo anche l’11 e il 12 novembre al costo di 50 euro per la maratona e di 35 euro per la mezza.
Chi si iscriverà alla gara di Ravenna, se tesserato Fidal, entrerà automaticamente nella classifica del campionato Italiano individuale di maratona Master, quest’anno assegnato dalla Fidal alla competizione organizzata da Ravenna Runners Club.

Tra le novità di quest’anno anche il servizio di Baby sitting, promosso grazie alla collaborazione della Uisp. I genitori che decideranno di correre domenica mattina potranno lasciare i loro figli al personale incaricato, che si prenderà cura di loro.

Sempre la Uisp all’Expo gestirà le iscrizioni alla Conad Family Run di sabato 12 novembre.

Per le scuole che invieranno la loro preiscrizione a questa gara entro il 2 novembre, l’iscrizione sarà gratuita. Per tutti iscrizione a 5 euro da effettuarsi in loco.

Per ulteriori informazioni: www.maratonadiravenna.com.

Referendum costituzionale, comitati ed eventi per il sì: Vassallo a Ravenna

Atteso il docente universitario. Oltre 100 adesioni al manifesto

Cento le adesioni al “Manifesto per il sì al referendum” promosso da una quindicina di personalità ravennati tra cui Mara Cavallari, Gianluca Dradi, Guido Ceroni, Giangi Baroncini, Aldo Preda, Mario Petrosino (l’elenco completo tra gli allegati). Tra i nuovi firmatari anche coloro che hanno dato vita al primo comitato “laico” per il sì Rinascitalia, tra cui il portavoce Nevio Salimbeni, e alcuni esponenti di spicco del Partito democratico locale come Mirco Bagnari, Rudy Gatta, Roberto Fagnani, Livia Molducci oltre a rappresentanti del mondo culturale ed economico ravennate.

E mentre appunto non sembra ancora fervere la campagna del Pd locale, per sentire le ragioni del sì un’occasione è appunto organizzata da “Rinascitalia/Basta un sì” venerdì 30 settembre alle 20.45 alla sala D’Attorre di via Ponte Marino a Ravenna dal titolo “Dal Boh al sì”. Ospite sarà Salvatore Vassallo, docente dell’Università di Bologna che, dice: «Le riforme su cui sono ora chiamati a decidere i cittadini e di cui parliamo il 30 sera sono attese da troppo tempo e sono troppo importanti per essere lasciate al battibecco quotidiano tra politici preoccupati solo di che cosa succederà (a loro) tra sei mesi».

Nel corso della serata verranno proiettate interviste inedite girate a Ravenna per sentire l’opinione delle tante persone che hanno ancora dubbi o perplessità.

Referendum costituzionale, comitati ed eventi per il sì: Vassallo a Ravenna

Atteso il docente universitario. Oltre 100 adesioni al manifesto

Cento le adesioni al “Manifesto per il sì al referendum” promosso da una quindicina di personalità ravennati tra cui Mara Cavallari, Gianluca Dradi, Guido Ceroni, Giangi Baroncini, Aldo Preda, Mario Petrosino (l’elenco completo tra gli allegati). Tra i nuovi firmatari anche coloro che hanno dato vita al primo comitato “laico” per il sì Rinascitalia, tra cui il portavoce Nevio Salimbeni, e alcuni esponenti di spicco del Partito democratico locale come Mirco Bagnari, Rudy Gatta, Roberto Fagnani, Livia Molducci oltre a rappresentanti del mondo culturale ed economico ravennate.

E mentre appunto non sembra ancora fervere la campagna del Pd locale, per sentire le ragioni del sì un’occasione è appunto organizzata da “Rinascitalia/Basta un sì” venerdì 30 settembre alle 20.45 alla sala D’Attorre di via Ponte Marino a Ravenna dal titolo “Dal Boh al sì”. Ospite sarà Salvatore Vassallo, docente dell’Università di Bologna che, dice: «Le riforme su cui sono ora chiamati a decidere i cittadini e di cui parliamo il 30 sera sono attese da troppo tempo e sono troppo importanti per essere lasciate al battibecco quotidiano tra politici preoccupati solo di che cosa succederà (a loro) tra sei mesi».

Nel corso della serata verranno proiettate interviste inedite girate a Ravenna per sentire l’opinione delle tante persone che hanno ancora dubbi o perplessità.

Un altro arresto per la sparatoria davanti al pronto soccorso 

I fatti risalgono a maggio 2015: tentato omicidio nel parcheggio a conclusione di uno scontro fra bande di spacciatori

A distanza di un anno e mezzo dal tentato omicidio di un albanese nel parcheggio del pronto soccorso di Ravenna, con l’esplosione di almeno dieci colpi di pistola contro la sua Ford Focus, il nucleo investigativo del reparto operativo dei carabinieri ha arrestato un secondo uomo ritenuto tra i responsabili di quello che fu il violento epilogo di una rissa cominciata altrove fra due due bande di spacciatori che si contendevano il mercato. L’arrestato del 29 settembre è un 35enne italiano di Lugo ma residente a Imola. Per lui il gip ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di concorso in tentato omicidio. A sparare quella sera sarebbe stato però un 38enne tunisino già arrestato lo scorso giugno.

La sparatoria risale al maggio 2015. Secondo gli inquirenti il 35enne e il 38enne arrivarono al pronto soccorso armati e decisi a vendicare quanto accaduto prima in uno scontro con una banda di albanesi. Nel parcheggio dell’ospedale spararono contro l’auto di un uomo estraneo alla vicenda: questi infatti era andato all’ospedale per visitare uno dei coinvolti nella rissa e reale obiettivo della spedizione punitiva.

Il nucleo investigativo ha un nuovo comandante: ci sono due delitti irrisolti su cui indagare

Dal Nas di Udine arriva a Ravenna il capitano Pisapia: sulla sua scrivania i fascicoli degli omicidi del 2015 del venditore ambulante e della guardia giurata

Cambio al vertice del nucleo investigativo del reparto operativo dei carabinieri di Ravenna: il capitano Antonio Pisapia, proveniente dal Nas di  Udine, subentra al maggiore Calogero Barbera destinato ad altro incarico in Sicilia. Il capitano Pisapia trova a Ravenna due casi delicati su cui fare luce: gli omicidi ancora irrisolti di Mor Seye e Salvatore Chianese, il venditore ambulante e il vigilante uccisi a colpi di arma da fuoco in due distinte circostanze accadute l’11 settembre e il 30 dicembre 2015.

Pisapia è nato a Venezia nel 1966, è sposato ed ha due figlie. Ha una laurea magistrale in Giurisprudenza e di primo livello in Scienze dell’Amministrazione. In passato ha prestato servizio al comando provinciale di Pordenone, ai nuclei investigativi di Catanzaro e di Roma, negli ultimi otto anni è stato al comando del Nas di Udine. Si è occupato di attività investigative anche in materia di reati contro la pubblica amministrazione.

Gatti in mostra a Faenza: competizioni per categorie e per fascia di età

Appuntamento negli spazi della fiera l’1 e 2 ottobre

Alla fiera di Faenza, sabato 1 e domenica 2 ottobre, si svolge “Faenza Cat Show”, prima edizione dell’Esposizione Felina Internazionale del Circuito World Cat Federation, a cura di Felinia Eventi e patrocinata da Agi (Associazione Gatti d’Italia) e da Wcf (World Cat Federation). Si sfideranno i gatti più belli del circuito World Cat Federation. Gli esemplari iscritti all’esposizione, concorreranno in diverse competizioni, sia per categorie di specie (divise fra pelo lungo, pelo semilungo e pelo corto) che per fascia di età (cuccioli dai 4 ai 6 mesi, cuccioli dai 6 ai 10 mesi, adulti); è inoltre prevista una competizione riservata ai gatti neutri. Valuterà i concorrenti una prestigiosa giuria internazionale composta da 4 membri provenienti da Italia, Russia, Turchia e Belgio, Alla fine di ogni giornata i giudici eleggeranno fra i vincitori di ciascuna categoria l’esemplare migliore, che otterrà il titolo di Best in Show del giorno. I gatti best in show poi si sfideranno per ottenere il “Best General”. Aperto dalle 10.30 alle 19. Info su biglietti e programma dettagliato: www.feliniaeventi.com.

Un accordo per salvare i 50 posti di lavoro della Western Atlas

Incontro al ministero: l’azienda del settore offshore ha tempo fino al 4 novembre per accettare la proposta delle istituzioni e dei sindacati

Un accordo di programma per il salvataggio della Western Atlas di Ravenna. È questa la proposta messa in campo questa mattina, 29 settembre, da sindacati e istituzioni durante il tavolo di crisi convocato a Roma al ministero dello Sviluppo economico per affrontare la situazione sia dello stabilimento ravennate sia di quello della sua controllante, la Beker Hughes di Pescara.

La Western Atlas di Ravenna, azienda storica che opera nel settore petrolifero on shore e off shore, è stata acquisita alla fine degli anni ’90 dalla multinazionale Baker Hughes, mantenendo nome e ragione sociale. A oggi i lavoratori impegnati nello stabilimento ravennate sono circa una cinquantina.

All’incontro ministeriale sono intervenuti le Regioni interessate (Abruzzo ed Emilia-Romagna), il Comune di Ravenna, le aziende (la Beker Hughes di Pescara e la controllata la Western Atlas di Ravenna), le organizzazioni sindacali di categoria territoriali Filctem Femca e Uiltec nonché rappresentanti dei lavoratori. Le istituzioni e i sindacati hanno chiesto di ritirare la procedura di mobilità aperta dall’azienda in previsione di una chiusura degli stabilimenti. Inoltre, Ministero e Regione Emilia-Romagna hanno proposto alla proprietà – che ha confermato di voler rimanere in Italia – di impegnarsi in un’ipotesi di ‘accordo di programma’ per sostenere la permanenza e lo sviluppo dell’azienda in questo settore. L’adesione, o meno, dell’azienda a questa ipotesi arriverà il prossimo 4 novembre, quando è stato convocato un altro incontro al ministero.

«Per la Regione – ha detto l’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi – è condizione necessaria e vincolante alla realizzazione di ‘accordo di programma’ la permanenza attiva del sito di Ravenna. Confermiamo che per noi è una priorità tutelare il grande patrimonio di professionalità, tecnologia e specializzazione nonché dell’occupazione, rilanciando i poli petrolchimici emiliano romagnoli. È necessario continuare a investire in processi di innovazione e ricerca».

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