martedì
05 Maggio 2026

Renzi in piazza e il concerto di Tricarico: gli eventi di fine campagna

Ultime ore prima del silenzio elettorale e delle urne

È il giorno di Matteo Renzi a Ravenna. Il premier e segretario del Partito democratico chiuderà la campagna elettorale di Michele de Pascale, alle 18.30 di venerdì 3 giugno, in piazza del Popolo. Un evento di particolare rilevanza se si pensa che Renzi a Ravenna non ha mai parlato in pubblico in questa veste, l’ultima volta che passò in città era infatti nel ruolo di “rottamatore”. Quando passò per un saluto alla camera ardente di Enrico Liverani, invece, non rilasciò alcuna dichiarazione. Si tratta quindi a tutti gli effetti di una prima volta e alla vigilia di un’elezione particolarmente importante per la città. E si tratta dell’atto finale di una campagna elettorale, per il Pd locale, che ha visto passare da Ravenna mezzo governo in questi mesi: Luca Lotti in apertura di campagna, Dario Franceschini per una cena elettorale, il ministro Maria Elena Boschi venerdì 27 maggio a sala d’Attorre, il ministro Giuliano Poletti lunedì 30 maggio alla Consar e al circolo Pd di Mezzano, il ministro Orlando martedì 31 maggio al comitato elettorale di Michele de Pascale. A questi si aggiunga l’ex segretario nazionale, ora in netta rottura con la segreteria di Renzi, Pierluigi Bersani che è intervenuto a un evento dei Gd e ha incontrato gli elettori al circolo Pd di Marina di Ravenna il 31 maggio. Anche le liste in appoggio a de Pascale hanno organizzato eventi di chiusura della campagna elettorale come Sinistra per Ravenna che invita tutti a una festa il 3 giugno al bagno Luana dalle 18 con letture e interventi dei candidati. Ravviva Ravenna invece ha partecipato il 2 giugno alle “Invasioni letterarie” organizzate dalla sua candidata Livia Santini al parco Teodorico. Il Pri invece si ritrova alla pasticceria Palumbo di piazza San Francesco alle 19.30 di venerdì 3 giugno per l’ultimo brindisi prima del silenzio elettorale e del voto venerdì 3 giugno.

Gli altri. La lista civica La Pigna ha annullato il corteo inizialmente previsto in centro storico e chiuderà la campagna elettorale con un aperitivo offerto da Bucci alle 18 (sempre di venerdì) al White Beach di Marina di Ravenna con amici e sostenitori.

Gran finale anche per la lista civica di sinistra Ravenna in Comune che da mesi organizza eventi e appuntamenti: giovedì 2 giugno si è svolto il Pranzo dei Popoli al Parco di Teodorico («È arrivato il momento di dare ai cittadini di origine straniera la possibilità e la responsabilità di governare la nostra città», è la dichiarazione della candidata a sindaco Raffaella Sutter messa in evidenza dalla lista) e in serata dopo Pippo Civati e Nicola Fratoianni dei giorni prima è arrivato in città un altro leader nazionale a sostegno della candidatura di Sutter: Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista. La festa finale si terrà il 3 giugno, fissata già da tempo dalle 18 in piazza Unità d’Italia (accanto a piazza del Popolo, dove terrà il suo comizio Renzi). Si alterneranno sul palco Laboratorio Musicale Perverso, Viscuso, Gigi Tartaull e Nefertari’s Dancers. Tra una canzone e l’altra Raffaella Sutter, candidata sindaca e i candidati interverrano per dialogare con i cittadini. A seguire Tricarico in concerto.

I sostenitori degli altri due candidati a sindaco hanno invece concluso la propria campagna elettorale ieri: il centrodestra (Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lista per Ravenna) per Massimiliano Alberghini con Salvini a Lido Adriano (vedi articoli correlati), il Movimento Civico Cambierà invece con banchetti e incontri con i cittadini in centro a Ravenna, al fine di convincere gli elettori a votare domenica per Michela Guerra. 

Renzi in piazza e il concerto di Tricarico: gli eventi di fine campagna

Ultime ore prima del silenzio elettorale e delle urne

È il giorno di Matteo Renzi a Ravenna. Il premier e segretario del Partito democratico chiuderà la campagna elettorale di Michele de Pascale, alle 18.30 di venerdì 3 giugno, in piazza del Popolo. Un evento di particolare rilevanza se si pensa che Renzi a Ravenna non ha mai parlato in pubblico in questa veste, l’ultima volta che passò in città era infatti nel ruolo di “rottamatore”. Quando passò per un saluto alla camera ardente di Enrico Liverani, invece, non rilasciò alcuna dichiarazione. Si tratta quindi a tutti gli effetti di una prima volta e alla vigilia di un’elezione particolarmente importante per la città. E si tratta dell’atto finale di una campagna elettorale, per il Pd locale, che ha visto passare da Ravenna mezzo governo in questi mesi: Luca Lotti in apertura di campagna, Dario Franceschini per una cena elettorale, il ministro Maria Elena Boschi venerdì 27 maggio a sala d’Attorre, il ministro Giuliano Poletti lunedì 30 maggio alla Consar e al circolo Pd di Mezzano, il ministro Orlando martedì 31 maggio al comitato elettorale di Michele de Pascale. A questi si aggiunga l’ex segretario nazionale, ora in netta rottura con la segreteria di Renzi, Pierluigi Bersani che è intervenuto a un evento dei Gd e ha incontrato gli elettori al circolo Pd di Marina di Ravenna il 31 maggio. Anche le liste in appoggio a de Pascale hanno organizzato eventi di chiusura della campagna elettorale come Sinistra per Ravenna che invita tutti a una festa il 3 giugno al bagno Luana dalle 18 con letture e interventi dei candidati. Ravviva Ravenna invece ha partecipato il 2 giugno alle “Invasioni letterarie” organizzate dalla sua candidata Livia Santini al parco Teodorico. Il Pri invece si ritrova alla pasticceria Palumbo di piazza San Francesco alle 19.30 di venerdì 3 giugno per l’ultimo brindisi prima del silenzio elettorale e del voto venerdì 3 giugno.

Gli altri. La lista civica La Pigna ha annullato il corteo inizialmente previsto in centro storico e chiuderà la campagna elettorale con un aperitivo offerto da Bucci alle 18 (sempre di venerdì) al White Beach di Marina di Ravenna con amici e sostenitori.

Gran finale anche per la lista civica di sinistra Ravenna in Comune che da mesi organizza eventi e appuntamenti: giovedì 2 giugno si è svolto il Pranzo dei Popoli al Parco di Teodorico («È arrivato il momento di dare ai cittadini di origine straniera la possibilità e la responsabilità di governare la nostra città», è la dichiarazione della candidata a sindaco Raffaella Sutter messa in evidenza dalla lista) e in serata dopo Pippo Civati e Nicola Fratoianni dei giorni prima è arrivato in città un altro leader nazionale a sostegno della candidatura di Sutter: Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista. La festa finale si terrà il 3 giugno, fissata già da tempo dalle 18 in piazza Unità d’Italia (accanto a piazza del Popolo, dove terrà il suo comizio Renzi). Si alterneranno sul palco Laboratorio Musicale Perverso, Viscuso, Gigi Tartaull e Nefertari’s Dancers. Tra una canzone e l’altra Raffaella Sutter, candidata sindaca e i candidati interverrano per dialogare con i cittadini. A seguire Tricarico in concerto.

I sostenitori degli altri due candidati a sindaco hanno invece concluso la propria campagna elettorale ieri: il centrodestra (Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lista per Ravenna) per Massimiliano Alberghini con Salvini a Lido Adriano (vedi articoli correlati), il Movimento Civico Cambierà invece con banchetti e incontri con i cittadini in centro a Ravenna, al fine di convincere gli elettori a votare domenica per Michela Guerra. 

Palazzo Merlato aperto al pubblico per l’esito in diretta degli scrutini

In Municipio allestito uno schermo nella sala preconsiliare. I risultati consultabili anche sul sito web del Comune

Scrutini elezioniPalazzo Merlato apre le porte ai cittadini la notte delle elezioni amministrazione per seguire in diretta l’esito degli scrutini. Il municipio sarà aperto al pubblico e presidiato a partire dalle 23 di domenica, in concomitanza con lo spoglio delle schede: i risultati, seggio per seggio, verranno presentati in tempo reale attraverso uno schermo allestito nella sala preconsiliare.

Gli stessi dati saranno consultabili online al link http://bit.ly/1WwoZtN, alla pagina del sito del Comune, appena dopo le 23.30. È previsto che gli scrutini abbiano una durata di 5-6 ore. Sempre su internet, dalla stessa pagina web sarà possibile verificare le percentuali di affluenza dei votanti registrate periodicamente alle ore 12, 19 e 23 di domenica 5 giugno.

Salvini al mare esorta i militanti a convincere chi non va a votare

A Lido Adriano per Alberghini civico del centrodestra: «Sono gli ultimi giorni per persuadere gli indecisi, strada per strada, casa per casa»

Salvini AlberghiniLa questione da affrontare è quella dei cittadini indecisi che magari, invece di andare a votare, domenica andranno al mare. Matteo Salvini al mare, a Lido Adriano c’è venuto, il giorno della Festa della Repubblica, proprio per incitare i militanti della coalizione che a Ravenna candida il civico Massimiliano Alberghini.

Li esorta a sfruttare la manciata di ore che mancano alla chiamata alle urne per convincere i potenziali astensionisti. Certo bisogna persuaderli a mettere una croce su Alberghini e alleati ma comunque a votare, perché fatti un po’ di conti e sondaggini, pare che solo una buona percentuale di votanti potrebbe fare inclinare l’esito del primo turno verso il ballottaggio. La sfida finale che, ovviamente, avrebbe come protagonisti i partiti del centrodestra per Alberghini contro il favorito De Pascale del Pd e delle su sei liste sostenitrici.

Salvini arriva al Bagno Cala Celeste puntuale, verso le due del pomeriggio, poco dopo il pranzo dei candidati di lista e militanti delle forze in campo: Lega Nord, per l’appunto, Lista per Ravenna. Forza Italia e Fratelli d’Italia. Un centocinquanta persone lo attendono, compreso forse qualche curioso o qualche indeciso. Non proprio quella folla che ci si aspetterebbe se si pensa a quel tendenziale 30 per cento a cui ambirebbe la coalizione per scardinare il blocco elettorale del partitone di Renzi.
Ma ci sono le attenuanti dell’ora della digestione, della proverbiale discrezione dei “moderati” bizantini che sanno chi votare ma piuttosto che ai comizi se ne stanno a casa, e per di più incombe anche un temporale.

Salvini saluta e stringe mani sotto un piovasco e le ovazioni dei fan: ci sono Pini e Morrone, i luogotenenti della Romagna, la pasionaria Samantha Gardin, e quel che resta – cioè Alberto Ancarani – del partito di Berlusconi a Ravenna; naturalmente c’è il regista della coalizione Ancisi che si merita un abbraccio da Salvini come fra il diavolo e l’acqua santa. Il comizio si svolge brevemente a fianco di Alberghini, senza particolari esternazioni o colpi dei teatro. Il sostegno al sindaco in pectore si condensa tutto nella raccomandazione di andare “a caccia“ degli indecisi «strada per strada, casa per casa».

Matteo che sfoggia una polo bianca marchiata “Ravenna” coi i due leoncini aggrappati al pino dice che è così che si conquistano i consensi necessari per spuntarla, «proprio negli ultimissimi giorni prima delle votazioni». Con la promessa, ma è più un auspicio, di tornare presto a Ravenna: «io oggi sono qua a incoraggiarvi ma siete voi che ve la giocate – dice rivolgendosi a militanti e pubblico – andando e invitando a votare per il cambiamento». Alberghini ammicca, sperando in un Salvini che torna a congratularsi a Palazzo Merlato per la sua vittoria. Il civico commercialista si dice rinfrancato dal fatto che “gli amici giornalisti“ gli hanno confermato che «il clima è diverso dalle precedenti elezioni, che è la prima volta che s’è visto un confronto così intenso e autentico fra i candidati sindaci e che una svolta stavolta è possibile…».

Vattelapesca. Poi tutti a fare selfie col leader leghista, pacche sulle spalle, un brindisi, due chiacchere vista mare, che è anche rispuntato il sole. C’è qualcuno che se torna a casa con in mano il libro fresco di stampa di Salvini (in vendita in un banchetto). Si intitola, “Secondo Matteo. Follia e coraggio per cambiare il Paese“, in copertina la sua faccia più seria del solito.

Quello che impressiona, di fronte a tale relax balnear-elettorale sono almeno una decina di mezzi di Polizia e Carabinieri, fra volanti, gipponi, corrierino e auto civetta ammassate davanti alla spiaggia o posizionate negli incroci del Lido Adriano. Si contano decine di agenti più annoiati che allarmati di fronte a un pomeriggio pacioso che si chiude fra caffettini, sorrisi, ciao ciao… Mentre Salvini se la prende calma pure lui prima di affrontare la piazza, quella decisamente più affollata e ostile, di Bologna.

Il suono del contemporaneo da Luigi Nono a Morton Feldman

Cinque concerti dal 2 al 10 giugno

Tempo realeContinua il viaggio del Ravenna Festival tra i protagonisti della musica del secolo scorso e in particolare tra le avanguardie della seconda metà del Novecento. Un impegno nel campo della musica contemporanea che guarda anche alle vicine esperienze del Festival Angelica a Bologna e di un locale come Area Sismica di Forlì, in una città invece come Ravenna «che con la contemporaneità ha un rapporto difficile».

A parlare è Franco Masotti, condirettore artistico del Ravenna Festival e curatore in prima persona della rassegna nella rassegna, “La tradizione del nuovo”, che quest’anno omaggia con due serate consecutive al refettorio di San Vitale (2 e 3 giugno) un personaggio che rappresenta una sorta di unicum nel panorama italiano e non solo, Luigi Nono, celebre compositore impegnato, intellettuale attivo a partire dagli anni cinquanta nella ricerca di rinnovamento politico e giustizia sociale.

Masotti«Ci è sembrato il compositore italiano che più rappresentasse il tema del festival di quest’anno, che è l’idea di libertà – spiega Masotti –, a partire dalla sua composizione La lontananza nostalgica utopica futura, dedicata al grande violinista Gidon Kremer, tra l’altro in passato ospite del Festival, e che fa parte del ciclo di Caminantes, realizzato sulla base dell’idea – nata dopo aver letto la scritta su un muro di un monastero francescano a Toledo – che non è importante il luogo verso cui si cammina, ma il cammino stesso, l’essere in movimento».

Dal punto di vista musicale, Nono fu tra i primi a sperimentare con il Live Electronics e alle due serate ravennati l’apporto da questo punto di vista arriverà da Tempo Reale, tra gli storici centri di musica elettronica italiani (fondato da Luciano Berio) con cui il Festival ha intensamente collaborato in questi anni. In una città, Ravenna, che quasi insospettabilmente ha un passato legato proprio alla musica elettronica, come ricorda Masotti, che fu tra i fondatori a inizio anni Ottanta di quello che fu probabilmente il primo corso non di conservatorio organizzato da un ente pubblico. «Prima di diventare la casa delle Albe, il Teatro Rasi per due-tre anni è stato una vera e propria scuola di musica elettronica con corsi tenuti da musicisti provenienti direttamente da New York o dalla West Coast, e dove ospitammo anche concerti importanti (addirittura salì a quei tempi sul palco del Rasi Terry Riley, ndr)». Ora per fare elettronica bastano invece alcuni software nella propria cameretta e l’interesse è ormai diffuso, «ma c’è ancora chi vuole avvicinarsi ai maestri o pionieri che siano, o a chi lo fa, diciamo così, in maniera più consapevole».

NonoE sull’elettronica in qualche modo il Festival insiste, con un progetto in programma per i prossimi anni – ci anticipa Masotti – sui sintetizzatori analogici, Moog, Buchla o Serge Tcherepnin («quest’ultimo era poi il grande sintetizzatore modulare utilizzato nei corsi al Rasi, ceduto dal chitarrista degli Area Paolo Tofani che preso da raptus mistico raggiunse l’India al seguito degli “arancioni” lasciandosi alle spalle tutte le tecnologie»).

E com’è il pubblico della musica contemporanea, spesso sperimentale? «Diciamo che quelli che stiamo proponendo come sperimentalismo o avanguardia, in realtà ora sono semplicemente dei classici moderni. Che si prestano a essere ascoltati però forse più che dagli appassionati di musica classica, da appassionati di arte contemporanea, di arti visive, con una certa predisposizione mentale alle visioni, in questo caso sonore. O da amanti di Tarkovskij o Paradzanov», dice Masotti, annunciando per il prossimo anno un progetto dedicato proprio al grande regista autore di Solaris.

Tra gli spettatori in questi anni Masotti ricorda comunque anche tante curiosità, tra cui un giovane che ha seguito tutto l’integrale dei quartetti per archi di Bartòk lo scorso anno con la partitura in mano e che poi si è scoperto essere un membro della celebre band indie-rock Calibro 35, o addirittura la presenza in prima fila di Marco Pantani a un ciclo di concerti particolarmente impegnativi dedicati a Olivier Messiaen. «Ma per formare un nuovo pubblico credo sia necessario continuare nella commistione tra varie forme d’arte, come abbiamo fatto e continuiamo a fare al Festival con cinema e musica per esempio (vedi box qui sotto, ndr), ma non solo – continua Masotti –. Penso a Dante per esempio, alla possibilità di realizzare qualcosa di importante, a installazioni di arte contemporanea da affidare a grossi nomi che porterebbero a Ravenna il grande pubblico. Ma serve il coinvolgimento di tutte le istituzioni cittadine per cambiare rotta in questo senso…».

Tornando alla programmazione della “Tradizione del nuovo” («il titolo della rassegna è un omaggio al lavoro del critico d’arte americano Harold Rosenberg ma anche a una figura un po’ dimenticata come Giulio Guberti, che tra gli anni ‘70 e ‘80 organizzò un ciclo di mostre strepitose facendo scoprire l’arte contemporanea a Ravenna anche grazie alla pubblicazione della rivista, appunto, “La tradizione del nuovo”»), la seconda serata dedicata a Nono sarà sulle sue «…sofferte onde serene…», che rimandano alla dimensione del mondo in cui ha vissuto e lavorato, alla Giudecca, a Venezia, «un’evocazione di un paesaggio sonoro – spiega Masotti – che diventa paesaggio – tormentato – dell’anima».

FeldmanL’altro omaggio previsto in questa mini-rassegna è quello a un gigante (lo era anche fisicamente) come Morton Feldman, figura – lo descrive Masotti – «piuttosto isolata, spesso accostato al movimento minimalista pur non essendolo; Feldman è un poeta delle lunghe durate, ha scritto composizioni anche di oltre 4 ore e la sua musica ha una natura contemplativa, rituale». Anche in questo caso, molto vicino nelle sensazioni è il mondo dell’arte contemporanea. «Il suo modo di comporre è molto visivo», sottolinea ancora Masotti, ricordando anche una delle cose di cui va più orgoglioso: il ciclo di concerti su Giacinto Scelsi del Ravenna Festival in cui venne proposta anche – per via di una stretta parentela di estetica e poetica – la composizione di Feldman dedicata non a caso a Rothko, a San Vitale, nel 2008.
La serata di quest’anno (5 giugno, sempre al refettorio di San Vitale) invece vedrà protagonista una delle composizioni più accessibili di Feldman (della durata “solo” di un’ora e mezza), interpretata da giovani musicisti italiani (il Quartetto Klimt), Piano, Violin, Viola, Cello (1978), l’ultima che ha scritto «un modo per avvicinarsi al mondo di Feldman in maniera lieve, in un luogo molto bello», chiosa Masotti, che poi aggiunge. «Si tratta di una musica in cui bisogna saperci entrare, dopo i primi cinque minuti capisci se fa o non fa per te. Però se ci entri dentro diventa un’esperienza che ha elementi in comune con la psichedelia e non a caso da questi maestri hanno tratto ispirazione anche personaggi dell’art-rock noti a tutti come David Bowie, Brian Eno e anche un personaggio di culto come Glenn Branca».

EdisonChe Masotti non cita a caso, essendo stato quello del chitarrista e compositore newyorkese «il primo concerto organizzato in vita mia», durante quelli che vennero ribattezzati come “I dieci giorni che sconvolsero Ravenna”, nel 1982, con Glenn Branca e Pere Ubu che suonarono in un tendone da circo ai giardini pubblici in un evento che vide protagonisti anche, tra gli altri, un giovane Roberto Benigni e i primi passi del Teatro delle Albe.
«Ora l’idea è quella di riportare Branca a Ravenna, magari con Rhys Chatham, per fare al festival, dopo l’invasione di quest’anno dei violoncelli, un anno dedicato alle grandi sinfonie per chitarra elettrica, con 100-200 chitarristi a sconvolgere di nuovo Ravenna…».

Cinema e musica: Edison Studio sonorizza il Ricatto di Alfred Hitchcock
In prima esecuzione assoluta, il 7 giugno al Palacongressi di Largo Firenze, va in scena The Blackmail Project, la sonorizzazione dal vivo di quello che viene considerato come l’ultimo film muto e il primo sonoro inglese. Blackmail (Il ricatto) è sia l’uno che l’altro. È il 1929 quando Alfred Hitchcock per la prima volta sperimenta la pellicola parlante, senza però rinunciare ad una versione completamente “silent”, in cui comunque riversa tutto ciò che la più avanzata tecnologia dell’epoca può offrirgli, effetti speciali e trucchi ottici. Così come sofisticate e sperimentali sono le tecnologie impiegate da Edison Studio (quattro compositori da sempre attratti dalla sonorizzazione del muto) per reinventare il profilo sonoro del dramma interiore dei protagonisti, combinando campioni vocali e strumentali, suoni concreti e sintetici, frammenti musicali e citazioni da altri film dello stesso regista, che divengono icone sonore. Al loro fianco, Ivo Nilsson (trombone) e Daniele Roccato (contrabbasso), due maestri assoluti della musica senza confini.

BurriAvanguardie visive e sonore: dieci compositori fanno risuonare al pala De André
il Grande Ferro R di Alberto Burri
Venerdì 10 giugno (alle 23) il Grande ferro R – la maestosa e spesso dimenticata opera che nel 1990 Alberto Burri (su commissione del Gruppo Ferruzzi) realizzò a rompere il vuoto del piazzale su cui affaccia il Pala De André – diventa una sorta di palcoscenico. A cento anni dalla nascita di colui che è stato uno degli artisti più rigorosi e essenziali della nostra epoca, risuoneranno i lavori di dieci giovani compositori di musica contemporanea chiamati a mettere in musica la sua poetica. Le partiture saranno eseguite da quintetto Ensemble Suono Giallo.

Finisce l’era Matteucci. La giunta uscente esaminata ai raggi X

Tra alti e bassi, la sintesi di cosa hanno fatto e non gli assessori arrivati a fine mandato. Per qualcuno è il traguardo, altri ci riproveranno

MunicipioFabrizio Matteucci è stato un sindaco molto criticato per l’immobilità della città e di sicuro tutto sembra essere andato per molti versi al rallentatore, ma è anche vero che mai nessuno prima di lui (e c’è da augurarsi più nessuno dopo di lui) ha mai dovuto governare in condizioni economiche così difficili.

Il sindaco ha dovuto affrontare la crisi e i costanti tagli dal governo centrale. Nel momento in cui sarebbero servite più risorse, le risorse venivano tagliate. E le realtà locali anche più consolidate tremavano o crollavano: realtà come Iter o Acmar, Vinyls e un’infinità di piccole aziende artigiane e commerciali.

Cosa ricorderemo di lui? La crisi, sicuramente. Gli anni persi negli escavi dei fondali, la sua colpa forse più grave. Le ordinanze saranno destinate all’oblio, se il successore deciderà di mettervi mano, e anche la rimozione delle panchine, mentre resterà qualche grande merito (che alcuni degli avversari considerano per la verità grandi demeriti): aver reso possibile la realizzazione di una vera moschea (per la quale, non si ribadirà mai abbastanza, non fu speso un euro pubblico) e la pedonalizzazione di piazza Kennedy di cui si parlava da tempo immemore. Con Matteucci è stato aperto anche il parco archeologico di RavennAntica (ma non il Museo di Classe) e restituito alla città Palazzo Rasponi. Questi sono i segni che resteranno. Del Poc Darsena invece la sensazione è che alla fine resterà poco. In questi ultimi cinque anni è stato accompagnato da una giunta che ha conosciuto due drammi e un addio per promozione.

MingozziI due drammi sono naturalmente quelli di Gabrio Maraldi ed Enrico Liverani, scomparsi prematuramente. Maraldi, morto nel settembre del 2012, era una delle colonne portanti della giunta, stimato e apprezzato da compagni di partito e avversari. Il secondo lutto è quello di novembre 2015 quando morì Liverani, entrato in giunta per sostituire Andrea Corsini a gennaio 2015 e scelto come candidato sindaco dal Pd a fine estate. Corsini, invece, aveva abbandonato la squadra per una promozione in Regione. Prima si era occupato di commercio e turismo e il segno forse più profondo che ha lasciato è stato l’appoggio alla riqualificazione del mercato coperto (oltre all’introduzione della tassa di soggiorno).

AsioliGiannantonio Mingozzi: humor e Garibaldi ci sono ma sul porto è un flop. Vicesindaco, al suo terzo mandato consecutivo, Mingozzi è sempre stato un front man delle giunte con deleghe pesanti come Porto e Università. Sul primo come noto l’obiettivo è stato completamente fallito e Mingozzi resterà più alle cronache forse per le pittoresche celebrazioni garibaldine, il record di matrimoni celebrati, l’incredibile numero di inaugurazioni effettuate e il suo innegabile sense of humour.

BakkaliLibero Asioli: garante del Pd sul Poc della Darsena.
Assessore con delega all’Urbanistica, l’ex insegnante è stato individuato come l’uomo ideale per sostituire Gabrio Maraldi. Ha portato a termine il Poc Darsena che però non ha ancora visto alcuna concretizzazione. Difficile farne una colpa specificatamente a lui, data la complessità del tema, ma diciamo che qualcosa di più ci si poteva aspettare. Non è escluso che si possa rendergli almeno qualche grazie a breve, magari quando si vedrà arrivare la prima chiatta in Darsena.

Ouidad Bakkali: la golden girl è cresciuta e ora è tra i big Pd
Assessore alla Cultura e Istruzione è stata una delle “golden girls” tanto discusse della seconda giunta Matteucci. Ha infatti ricoperto l’incarico che aveva 25 anni ed era fresca di studi. Qualcuno disse che era più lì per ciò che rappresentava che per ciò che era: una brillante studentessa italiana figlia di immigrati marocchini. Inoltre, si diceva, a occuparsi di cultura ci avrebbe comunque pensato il coordinatore della capitale 2019 Alberto Cassani, cosa che in effetti in parte è stata.

CamelianiTuttavia, a Bakkali, va dato atto di essere maturata in questi anni e di aver avuto anche la forza di difendere provvedimenti complessi e discussi (come la riorganizzazione scolastica) e di aver allargato il numero dei soggetti che accedono oggi ai contributi comunali tagliandoli a una realtà consolidata come Ravenna Festival, attirandosi più di una critica. Oggi è tra le “big” del Pd e in caso di vittoria di de Pascale per lei sarebbe già pronta una riconferma.

Massimo Cameliani: la crisi picchiava e lui metteva le pezze.
Tra le novità più interessanti di questa ultima giunta Matteucci, ha iniziato il mandato con la delega alle Attività produttive e Ravenna digitale e, dopo l’addio di Corsini “promosso in regione”, ha acquisito anche Turismo e Commercio. Mancano solo le varie ed eventuali. Appassionato amministratore si è trovato con la delega più infelice durante la crisi, quella per cui finisci ai tavoli delle aziende in bilico e in realtà puoi fare ben poco.

FagnaniQualche merito però gli va senza dubbio riconosciuto per il lieto fine della vicenda Raviplast e, prima, per come aveva messo mano a regolamenti di contributi e agevolazioni che, prima, non venivano di fatto spesi. Unico assessore candidato nella lista del Pd se dovesse ottenere il risultato sperato (dalla sua può contare sul sostegno non secondario del borgo San Rocco e di almeno parte del secondo circolo) potrebbe senza dubbio contare su una riconferma.

Roberto Fagnani: ultimo ingresso in giunta, si prepara al bis.
Il renziano coordinatore provinciale del Pd ha preso il posto di Liverani. In questi sei mesi ha portato avanti e dato forse anche un’accelerazione ai progetti già messi in cantiere dai suoi predecessori e ha dedicato un’apprezzabile attenzione all’edilizia scolastica. È anche tra gli interlocutori del Governo su alcune importanti partite. In caso di vittoria del Pd è certa la sua conferma con deleghe di peso.

Guerrieri


Guido Guerrieri: irrisolto il nodo degli impianti sportivi in città.
Assessore ad Ambiente e Sport, entrato in quota Idv, oggi tenta di farsi eleggere nella lista Ixc che punta moltissimo proprio sul tema dello sport. E in effetti Guerrieri è forse sembrato più affezionato a questa delega o perlomeno con questa delega è stato più visibile anche se la situazione degli impianti resta critica. A lui dobbiamo il titolo di “Ravenna città dello sport 2016“.

MontiMartina Monti: giovane assessora spesso sotto attacco.
Entrata giovanissima in giunta arriva alla fine dei cinque anni ad annunciare con orgoglio la prossima laurea. Con le deleghe Immigrazione e Sicurezza è stata sicuramente una delle presenze più discusse per la giovane età, l’inesperienza e qualche clamorosa gaffe. Se oggi metà degli avversari mettono la sicurezza al primo punto non può imputarsi a lei, ma certo che non si sia sempre mostrata all’altezza di una situazione complessa come quella che si è presentata negli ultimi anni su entrambi i fronti è opinione diffusa. Sull’immigrazione ha tenuto vive le realtà esistenti (come il Festival delle culture) ma non si è vista la spinta innovatrice degli anni precedenti. Scelta dal sindaco per coprire la quota Idv, fu immediatamente disconosciuta dal partito e negli anni a seguire entrò nel Pd. Non è candidata.

MorigiValentina Morigi: una colonna della giunta per bilancio e giovani
Delegata a occuparsi di Bilancio, Partecipazione, Decentra-mento e Politiche Giovanili è entrata nella Giunta in quota Sel. Oggi è capolista di Sinistra per Ravenna che sostiene il candidato Pd, una lista nel cui programma viene coerentemente rivendicato quanto fatto da Morigi negli ultimi cinque anni. Attivissima su tutte le deleghe, a lei si deve, tra le altre cose, il processo di partecipazione la Darsena che vorrei, le iniziative di volontariato giovanile le “magliette gialle” e il festival della street art Subsidenze. Sul bilancio ha sempre difeso la scelta in questi anni di crisi di non tagliare il welfare e di aver istituito e implementato fondi a favore di chi aveva perso il lavoro. Sicuramente una delle persone che ha più caratterizzato l’operato della giunta. Adesso cerca la riconferma.

PiaiaGiovanna Piaia: assessora a metà sul welfare, paladina del “genere”.
Al secondo mandato, con deleghe alle Pari opportunità e ai Servizi sociali e volontariato, nominata in quota Pdci, come Morigi, ha scelto di restare in giunta quando il suo partito ha invece rotto con la maggioranza. Oggi è completamente defilata dalla campagna elettorale. Sulle pari opportunità ha portato a casa risultati importanti e promosso progetti sperimentali, insistendo molto sull’importanza di un cambiamento nella divisione dei compiti domestici. Infermiera psichiatrica, ha sempre mostrato particolare sensibilità su questo fronte. Durante i suoi mandati è stata aperta la Casa delle donne. Il suo punto debole sono forse stati i servizi sociali, messi sotto pressione durante gli anni di crisi, e rispetto ai quali aveva solo un ruolo di indirizzo, essendo gestiti dall’Asp. L’azienda che oggi tutti i candidati sindaco, compreso quello del Pd, vogliono sciogliere riportandoli al Comune. Giudicare il prossimo assessore sarà quindi più semplice.

Nella squadra della Pigna (che lavorerà gratis) anche Muccioli di San Patrignano

La lista di Maurizio Bucci annuncia la giunta che si insedierà in caso
di vittoria. Tra i consulenti Di Marco e l’ex olimpionico Simionato

Anche la lista civica della Pigna, che candida a sindaco Maurizio Bucci, rende pubblica prima del voto di domenica la propria squadra di governo in caso di vittoria alle Amministrative di Ravenna. Una squadra «che lavorerà a titolo gratuito fino a quando non vi saranno cambiamenti di tendenza per la sicurezza, l’economia e il lavoro».

Bucci, se diventerà sindaco, si terrà le deleghe a Porto, Grandi infrastrutture e Cultura, mentre Istruzione, Università, Formazione professionale, Lavoro e Infanzia saranno affidate alla capolista Veronica Verlicchi. Vicesindaco sarà Roberto Ticchi, con delega alle Attività economiche, al sostegno alle imprese a al Lavoro, nome già al lavoro da tempo con la Pigna così come altri due candidati: Micheline Lopes, prima laureata a Ravenna in Beni Culturali, si occuperà di Rapporti internazionali, Semplificazione, Servizi demografici e Rapporti col cittadino mentre l’ex comandante dei carabinieri di Lido Adriano, Claudio Samorè, avrà le deleghe a Sicurezza, Trasparenza amministrativa e Polizia municipale. Ad Ambiente e Sport ecco un altro candidato, Carlo Pezzi, così come in lista per la Pigna è presente anche Michele Berti, ingegnere, per cui sono state riservate le deleghe all’Urbanistica, alle Aree industriali, Mobilità ed Edilizia mentre i due nomi nuovi sono quelli di Mauro Canducci, fondatore di Sogliano Ambiente, revisore legale dei conti (a Bilancio, Patrimonio, Personale e Investimenti) e soprattutto Andrea Muccioli, già responsabile della comunità di San Patrignano (figlio del fondatore Vincenzo), con deleghe a Famiglia, Politiche sociali, Sanità, Giovani e Volontariato.

Ad affiancare la squadra di assessori alcuni consiglieri del sindaco a titolo gratuito:  Andrea Bandini (dismissione delle partecipate, controllo di gestione e certificazione del bilancio comunale), Silvia Gaudenzi (progetti per la famiglia e per il contrasto alle povertà),  l’ex presidente di Autorità Portuale Galliano Di Marco (sviluppo del porto, infrastrutture, riqualificazione della Darsena di città) e Carlo Simionato (ex atleta olimpionico, sport).

Sono 123.248 gli elettori ravennati Per 477 di loro sarà la prima volta

60 sono centenari, 365 provengono da altri Paesi

Sono 123.248 gli elettori chiamati alle consultazioni per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale in programma per domenica 5 giugno dalle 7 alle 23 (alle amministrative del 2011 erano 123.237). Il dato è stato calcolato nel quindicesimo giorno antecedente le elezioni.
Di questi 59.121 sono maschi e 64.127 femmine.

Inoltre 365 (130 maschi e 235 femmine) provengono da altri paesi dell’Unione europea; il più rappresentato è la Romania (228, di cui 102 maschi e 126 femmine). Seguono la Polonia (35, di cui 3 maschi e 32 femmine), la Francia (18, di cui 7 maschi e 11 femmine), la Germania (17, di cui 2 maschi e 15 femmine), la Bulgaria (16, di cui 6 maschi e 10 femmine), la Spagna (13, di cui 4 maschi e 9 femmine), la Repubblica Ceca (8, tutte femmine), l’Ungheria (6, tutte femmine), la Grecia (5, di cui 3 maschi e 2 femmine), i Paesi Bassi (4, di cui 1 maschio e 3 femmine), il Regno Unito, la Svezia e il Belgio (3, di cui 1 maschio e 2 femmine per quanto riguarda Regno Unito e Svezia, tutte femmine per quanto riguarda il Belgio), l’Austria (2, tutte femmine), la Danimarca, il Portogallo, la Slovenia e la Slovacchia (1, femmine).

I ragazzi e le ragazze che in occasione delle elezioni amministrative di domenica avranno l’opportunità di recarsi alle urne per la prima volta sono 477 (247 maschi e 230 femmine); 3 di loro (1 maschio e 2 femmine) compiranno i diciotto anni proprio il 5 giugno.
Gli elettori con cento o più anni sono invece 60, di cui 7 maschi e 53 femmine. Il più anziano è una donna di 107 anni.

Sono 123.248 gli elettori ravennati Per 477 di loro sarà la prima volta

60 sono centenari, 365 provengono da altri Paesi

Sono 123.248 gli elettori chiamati alle consultazioni per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale in programma per domenica 5 giugno dalle 7 alle 23 (alle amministrative del 2011 erano 123.237). Il dato è stato calcolato nel quindicesimo giorno antecedente le elezioni.
Di questi 59.121 sono maschi e 64.127 femmine.

Inoltre 365 (130 maschi e 235 femmine) provengono da altri paesi dell’Unione europea; il più rappresentato è la Romania (228, di cui 102 maschi e 126 femmine). Seguono la Polonia (35, di cui 3 maschi e 32 femmine), la Francia (18, di cui 7 maschi e 11 femmine), la Germania (17, di cui 2 maschi e 15 femmine), la Bulgaria (16, di cui 6 maschi e 10 femmine), la Spagna (13, di cui 4 maschi e 9 femmine), la Repubblica Ceca (8, tutte femmine), l’Ungheria (6, tutte femmine), la Grecia (5, di cui 3 maschi e 2 femmine), i Paesi Bassi (4, di cui 1 maschio e 3 femmine), il Regno Unito, la Svezia e il Belgio (3, di cui 1 maschio e 2 femmine per quanto riguarda Regno Unito e Svezia, tutte femmine per quanto riguarda il Belgio), l’Austria (2, tutte femmine), la Danimarca, il Portogallo, la Slovenia e la Slovacchia (1, femmine).

I ragazzi e le ragazze che in occasione delle elezioni amministrative di domenica avranno l’opportunità di recarsi alle urne per la prima volta sono 477 (247 maschi e 230 femmine); 3 di loro (1 maschio e 2 femmine) compiranno i diciotto anni proprio il 5 giugno.
Gli elettori con cento o più anni sono invece 60, di cui 7 maschi e 53 femmine. Il più anziano è una donna di 107 anni.

L’appello del candidato del centrodestra: «Votate: l’astensionismo premia il Pd»

Alberghini: «De Pascale e il Partito democratico confidano nella bassa affluenza, illudendosi di vincere solo grazie ai voti “controllati”…»

«L’astensionismo premia soltanto il Partito Democratico che può contare su truppe cammellate allevate in decenni di gestione clientelare del potere. Per questo invito tutti i ravennati che hanno a cuore il cambiamento della nostra città a recarsi alle urne domenica 5 maggio per sostenere per la nostra coalizione. Chi diserta il voto purtroppo si rende complice del sistema di potere della sinistra che ha immobilizzato Ravenna». Parola del candidato sindaco del centrodestra Massimiliano Alberghini, che auspica una grande partecipazione alle elezioni amministrative di domenica prossima.

«De Pascale e i suoi padrini politici che ancora comandano a Ravenna, confidano nella bassa affluenza, illudendosi così di vincere solo grazie ai pacchetti di voti controllati in virtù di decenni di occupazione delle poltrone pubbliche? – si domanda il candidato sostenuto da Lega Nord, Lista per Ravenna, Forza Italia e Fratelli d’Italia -. Sperare nell’astensionismo per vincere le elezioni, come ho sentito più volte da esponenti del Pd, è davvero deprimente e nemmeno lungimirante, ma comprendiamo che la consapevolezza di perdere proprio nell’ex roccaforte bersaniana sia sempre più concreta».

«Noi crediamo invece – aggiunge Massimiliano Alberghini – che i fondamenti di una democrazia sana siano la piena partecipazione e l’alternanza di governo, valori che il Partito Democratico deve imparare a conoscere e rispettare. Ravenna ha bisogno di una ventata d’aria fresca, di aprire le finestre dei palazzi del potere dove c’è puzza di muffa. Per la prima volta dopo 23 anni esiste una alternativa seria, unita, concreta e percorribile ed é rappresentata dalla coalizione che mi sostiene – conclude il candidato sindaco -. A chi sbraita e si inventa false polemiche per avere un titolo di giornale dico soltanto che non abbiamo tempo da perdere per rispondere a infantili provocazioni. Abbiamo cose ben più importanti a cui pensare, a partire da questa città che intendiamo amministrare, e bene. Il teatrino politico non ci appartiene e lo lasciamo volentieri ad altri».

Quasi cinquecento tessere elettorali consegnate dall’Anagrafe in due mattine

I ravennati si preparano per il voto di domenica: ecco gli orari
degli uffici per ritirare il documento se esaurito o smarrito

Molti ravennati hanno colto l’invito del Comune di Ravenna a muoversi fin d’ora per rinnovare la tessera elettorale, evitando così le file agli sportelli negli ultimi giorni utili prima del voto per le elezioni amministrative di domenica 5 giugno.

Ieri mattina (martedì 31 maggio) gli sportelli dell’Anagrafe di via Berlinguer hanno consegnato 263 tessere elettorali, contro il centinaio dei giorni scorsi,  aprendo anche uno sportello di supporto in un momento di congestione durante la mattinata.

Stamattina ne sono state rilasciate 167.

Il Comune ricorda che venerdì gli stessi sportelli saranno aperti dalle 8 alle 18; sabato dalle 8.30 alle 18 e domenica dalle 7 alle 23 e che la nuova tessera elettorale va richiesta se completa di timbri nei 18 spazi, se perduta o deteriorata.

Ravenna in Comune: cinque nomi per metà della Giunta Sutter

Casalino, Manzoli, Lamri, Fiorini e Scotti tra le persone che
affiancherebbero la sociologa in caso di vittoria della lista di sinistra

Giunta prima o dopo le elezioni? Il favorito De Pascale ha detto che no, che lui la giunta la dirà solo dopo le elezioni tenendo conto di competenze e rappresentatività. Tutti gli altri hanno invece rivelato almeno qualche nome. In particolare Raffaella Sutter della lista di sinistra Ravenna in Comune ci rivela metà della squadra che vorrebbe al suo fianco in caso di vittoria. «Sono cinque persone – spiega – che non hanno mai fatto parte di organi di governo né di organi elettivi, né fanno parte di partiti politici. Scelti per le loro competenze tecniche, per il loro impegno sociale, per la loro visione politica strategica degli obiettivi programmatici di Ravenna in Comune, per la loro capacità di fare squadra. Per altri ruoli strategici nella giunta sto valutando con attenzione persone interne ed esterne alla lista con interessanti Cv».

Ecco i cinque nomi con tanto di breve biografia, così come comunicato dalla lista.

Dora Casalino anni 33 (portavoce della lista Ravenna in Comune e candidata). Assessorato alle politiche sociali e sanitarie, alla casa ed alle politiche di genere. Operatrice di strada e di Comunità , si occupa da oltre un decennio di progettazione e gestione dell’intervento sociale per Istituzioni pubbliche (Comune di Ferrara, Regione Emilia Romagna) e organizzazioni del privato sociale, nel settore dell’immigrazione ,dei minori non accompagnati, della tratta di persone e della prostituzione, delle politiche di genere, della prevenzione sanitaria e dell’ abitare sociale. Ha svolto numerose attività di ricerca,formazione e docenza. È autrice di saggi e report di ricerca sui temi di cui si occupa. Attivista dei movimenti LGBT. Residente a Russi

Massimo Manzoli anni 33 (portavoce della lista Ravenna in Comune e candidato). Assessorato alla Sicurezza e alla legalità e Assessorato al Lavoro e politiche giovanili. Ingegnere meccanico lavora in un’azienda bolognese. Impegnato da anni attivamente nel sociale sui temi dell’informazione, della legalità e dell’antimafia, del contrasto al gioco d’azzardo, temi su cui svolge opera di informazione e divulgazione . Cofondatore dell’associazione “il Gruppo dello Zuccherificio” che da 8 anni organizza a Ravenna “Il grido della farfalla” festival dedicato alla libera informazione e al giornalismo di inchiesta. Autore, con altri, del libro “Periferie Terre Forti” , un’inchiesta su mafie e periferie, e di due dossier sulla mafia in Emilia Romagna. Membro del gruppo di presidenza dell’ANPI di Ravenna. Residente a Grattacoppa-Savarna.

Roberto Fiorini anni 60. Assessorato all’Organizzazione dei servizi, al Personale e Assessorato al bilancio. Laurea in Scienze Aziendali, Master in Business Administration, Master in Ergonomia e Fattori Umani, Master in Europrogettazione, autore di numerosi saggi e giornalista free lance nel campo di studi in cui opera. Esperto di ergonomia matura la sua esperienza attraverso una trentennale collaborazione con le più importanti multinazionali del settore. Come ricercatore indipendente si occupa di modellizzazione di sistemi organizzativi avanzati applicati alla produzione di valore intellettuale (Lean Office, Human Centered Design, Design Thinking, sistemi a flusso). Appassionato di storia, archeologia, antropologia. Volontario nel servizio di Vigilanza Ambientale Volontaria di Legambiente di Ravenna. Residente a Ravenna

Simonetta Scotti anni 52 (candidata). Assessorato all’Ambiente, Assessorato alla Partecipazione. Lauree in Pedagogia e in Sociologia, dipendente della Regione Emilia Romagna dal 2001, prima alla Formazione professionale, poi alla Programmazione territoriale , occupandosi in particolare di fondi europei ed ora alla Direzione Cura del territorio e dell’ambiente, Servizio Parchi e risorse forestali, occupandosi di Aree protette, con particolare riguardo ai progetti europei . Per la regione Emilia Romagna ha lavorato per due anni a Belgrado lavorando sui fondi per l’ingresso in Europa dei Paesi balcanici. Svolge attività di cittadinanza attiva presso diverse realtà associative, a Ravenna e a Lido Adriano dove risiede.

Tahar Lamri anni 57 (candidato) Assessorato alla Cultura. Nato ad Algeri. Laurea in Legge presso l’Università di Bengasi (Libia) con Specializzazione in Rapporti internazionali. Scrittore, partecipa a numerosi incontri, seminari, conferenze e attività culturali riguardanti la letteratura straniera e la letteratura d’immigrazione, in Italia e all’estero, e a Festival letterari di rilievo internazionale. Ha pubblicato numerosi racconti e libri e vinto diversi premi letterari. A Ravenna è stato per molti anni direttore artistico del festival delle Culture e ha fatto parte del Comitato Artistico Organizzativo di Ravenna Candidata Capitale Europea della Cultura 2019 e collabora con Ravenna Teatro, Ravenna Festival, col Cisim, l’Associazione Mirada e altre associazioni che operano nel campo dell’intercultura. Svolge anche attività di docenza in scuole ed università e di traduzione. Parla italiano, arabo, francese, inglese e spagnolo. In Italia dal 1986 risiede a Ravenna.

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