mercoledì
06 Maggio 2026

Sei nuove farmacie a Ravenna «entro sei mesi»

Assegnati i posti del concorso straordinario della Regione. Ecco dove

Sono state assegnate le prime sedi del concorso straordinario, indetto dalla Regione, per nuove farmacie in Emilia-Romagna. 10, delle prime 119 totali, apriranno in provincia di Ravenna al massimo entro sei mesi, termine entro cui i farmacisti devono avviare la nuova attività. Nel comune di Ravenna ne apriranno sei: in città in via dei Poggi e nel quartiere Darsena, poi a Borgo Montone, Lido Adriano, San Pietro in Trento e Bastia. Altre tre sono previste nel Faentino e l’ultima a Cervia, località Montaletto-Villa Inferno.

Il provvedimento della Regione, che porta a conclusione gran parte del concorso bandito nel 2013, è stato pubblicato in questi giorni sul Bollettino ufficiale (Burert n. 134). Le restanti 64 sedi, non assegnate perché non accettate dai vincitori del concorso cui sono state proposte, restano disponibili per la fase successiva.

In questi sei mesi i farmacisti dovranno reperire i locali, attrezzarli in modo adeguato, rimuovere le eventuali cause di incompatibilità. La procedura si concluderà con l’autorizzazione da parte del Comune all’apertura. Dopo la scadenza dei sei mesi necessari per avviare l’attività, si proseguirà quindi interpellando i concorrenti che seguono in graduatoria per assegnare le altre sedi disponibili (quelle non ancora assegnate, quelle assegnate ma non aperte in tempo utile, e quelle che si saranno rese disponibili in seguito alle scelte effettuate dai vincitori del concorso).

Al concorso hanno partecipato in tutta la regione 5.740 farmacisti con 3.269 domande (sia singole che in forma associata). Il concorso era stato indetto in base all’articolo 11 del decreto legge n. 1/2012, convertito in legge (la n. 27/2012, “Potenziamento del servizio di distribuzione farmaceutica”). Secondo quanto stabilito dalla normativa, i Comuni hanno individuato le zone in cui istituire le nuove farmacie in base alla popolazione residente, mentre alle Regioni è spettato il compito di bandire il concorso straordinario per attribuire la titolarità delle nuove sedi.

Si tratta di una nuova opportunità professionale per 500 persone in regione: 319 farmacisti titolari della struttura, di cui 211 donne, e circa 200 fra farmacisti impiegati e altri collaboratori. 

Troppi batteri intestinali in mare: divieto di balneazione a Lido di Savio

Ordinanza del Comune di Ravenna. Entro 24 ore aggiornamenti

Un’ordinanza, emanata ieri (mercoledì 11 maggio) dal sindaco di Ravenna, dispone il divieto temporaneo di balneazione per motivi igienico-sanitari a Lido di Savio, nel tratto di spiaggia lungo 150 metri a ridosso della foce sud del fiume Savio.

Il provvedimento – fanno sapere dal Comune – si è reso necessario a seguito della nota di Arpa che rileva la presenza di enterococchi intestinali nelle acque in quantità superiore al limite consentito.

In queste ore il Comune sta predisponendo la segnaletica di divieto di balneazione da installare nell’area interessata. La situazione verrà ripristinata non appena le analisi delle acque, che vengono effettuate ogni 24 ore, daranno risultati compatibili con il ripristino della balneazione.

Troppi batteri intestinali in mare: divieto di balneazione a Lido di Savio

Ordinanza del Comune di Ravenna. Entro 24 ore aggiornamenti

Un’ordinanza, emanata ieri (mercoledì 11 maggio) dal sindaco di Ravenna, dispone il divieto temporaneo di balneazione per motivi igienico-sanitari a Lido di Savio, nel tratto di spiaggia lungo 150 metri a ridosso della foce sud del fiume Savio.

Il provvedimento – fanno sapere dal Comune – si è reso necessario a seguito della nota di Arpa che rileva la presenza di enterococchi intestinali nelle acque in quantità superiore al limite consentito.

In queste ore il Comune sta predisponendo la segnaletica di divieto di balneazione da installare nell’area interessata. La situazione verrà ripristinata non appena le analisi delle acque, che vengono effettuate ogni 24 ore, daranno risultati compatibili con il ripristino della balneazione.

Il carabiniere del Movimento Civico Cambierà contestato dalla Lega trasferito a Forlì

Il deputato del Carroccio Pini: «Bene, avevamo ragione noi»

Il carabiniere Giovanni Morgese è stato trasferito a Forlì. A comunicarlo nei giorni scorsi la stessa Michela Guerra, candidata a sindaco del Movimento Civico Cambierà, che aveva da poco presentato pubblicamente Morgese come la figura di riferimento sul tema sicurezza della propria lista in vista delle elezioni amministrative di Ravenna del prossimo 5 giugno. Una scelta (quella di fare politica da parte di un carabiniere senza candidarsi concretamente al consiglio comunale) che aveva scatenato la reazione della Lega Nord e in particolare del deputato leghista ravennate Gianluca Pini, che aveva annunciato anche l’intenzione di presentare un’interrogazione parlamentare per chiedere provvedimenti e pure la rimozione del comandante dei carabinieri (vedi articoli correlati).

«Le leggi parlano chiaro – ha sottolineato Pini –: chiunque nelle forze dell’ordine intenda far politica deve mettersi in aspettativa o in licenza speciale e lo può fare solo dopo aver ottenuto il nulla osta dei suoi superiori. Procedimento completamente ignorato in questa specifica occasione».

Dal canto suo, lo staff di Michela Guerra ha ricordato il caso del vigile urbano di Roma messo alla gogna per il proprio attivismo politico (a favore del leader della Lega Matteo Salvini) e ha poi reso pubblico il trasferimento, a quanto pare deciso dall’Arma diversi giorni prima di questa polemica, nel momento in cui Morgese ha comunicato la sua intenzione di scendere, in qualche modo, in campo per Cambierà.

«Il nuovo incarico di Forlì – ha scritto Michela Guerra – permetterà al luogotenete Morgese di proseguire attivamente la tutela
degli onesti cittadini dalla criminalità e consentirà al contempo al cittadino Morgese di continuare e vieppiù rafforzare il proprio impegno tecnico a sostegno del Movimento Civico Cambierà. Impegno tecnico del quale mi avvalgo con estremo orgoglio, oggi ancor più di ieri, poiché ritengo che Ravenna necessiti quantomai di un concreto piano di sicurezza stilato e gestito da una persona capace e competente e non dei soliti slogan da imbonitori di piazze come quelli di cui la Lega fa vessillo, salvo poi proporre come prima manovra l’allontanamento di una delle massime figure professionali dell’Arma dei Carabinieri, il colonnello Cagnazzo, noto per la specchiata onestà intellettuale, la capacità lavorativa, e l’indiscussa disponibilità verso i cittadini».

Pini ha invece chiuso la questione commentando: «La notizia del trasferimento discplinare, e non promozione come si vuol far credere, di Morgese non ci coglie di sorpresa, anzi; ci saremmo aspettati che fosse stata disposta immediatamente dopo il suo schierarsi violando le leggi e norme in materia, le stesse regole delle quali la candidata Guerra si erge paladina senza tuttavia conoscerle mostrando cosi una pericolosa lacuna normativa».

Il carabiniere del Movimento Civico Cambierà contestato dalla Lega trasferito a Forlì

Il deputato del Carroccio Pini: «Bene, avevamo ragione noi»

Il carabiniere Giovanni Morgese è stato trasferito a Forlì. A comunicarlo nei giorni scorsi la stessa Michela Guerra, candidata a sindaco del Movimento Civico Cambierà, che aveva da poco presentato pubblicamente Morgese come la figura di riferimento sul tema sicurezza della propria lista in vista delle elezioni amministrative di Ravenna del prossimo 5 giugno. Una scelta (quella di fare politica da parte di un carabiniere senza candidarsi concretamente al consiglio comunale) che aveva scatenato la reazione della Lega Nord e in particolare del deputato leghista ravennate Gianluca Pini, che aveva annunciato anche l’intenzione di presentare un’interrogazione parlamentare per chiedere provvedimenti e pure la rimozione del comandante dei carabinieri (vedi articoli correlati).

«Le leggi parlano chiaro – ha sottolineato Pini –: chiunque nelle forze dell’ordine intenda far politica deve mettersi in aspettativa o in licenza speciale e lo può fare solo dopo aver ottenuto il nulla osta dei suoi superiori. Procedimento completamente ignorato in questa specifica occasione».

Dal canto suo, lo staff di Michela Guerra ha ricordato il caso del vigile urbano di Roma messo alla gogna per il proprio attivismo politico (a favore del leader della Lega Matteo Salvini) e ha poi reso pubblico il trasferimento, a quanto pare deciso dall’Arma diversi giorni prima di questa polemica, nel momento in cui Morgese ha comunicato la sua intenzione di scendere, in qualche modo, in campo per Cambierà.

«Il nuovo incarico di Forlì – ha scritto Michela Guerra – permetterà al luogotenete Morgese di proseguire attivamente la tutela
degli onesti cittadini dalla criminalità e consentirà al contempo al cittadino Morgese di continuare e vieppiù rafforzare il proprio impegno tecnico a sostegno del Movimento Civico Cambierà. Impegno tecnico del quale mi avvalgo con estremo orgoglio, oggi ancor più di ieri, poiché ritengo che Ravenna necessiti quantomai di un concreto piano di sicurezza stilato e gestito da una persona capace e competente e non dei soliti slogan da imbonitori di piazze come quelli di cui la Lega fa vessillo, salvo poi proporre come prima manovra l’allontanamento di una delle massime figure professionali dell’Arma dei Carabinieri, il colonnello Cagnazzo, noto per la specchiata onestà intellettuale, la capacità lavorativa, e l’indiscussa disponibilità verso i cittadini».

Pini ha invece chiuso la questione commentando: «La notizia del trasferimento discplinare, e non promozione come si vuol far credere, di Morgese non ci coglie di sorpresa, anzi; ci saremmo aspettati che fosse stata disposta immediatamente dopo il suo schierarsi violando le leggi e norme in materia, le stesse regole delle quali la candidata Guerra si erge paladina senza tuttavia conoscerle mostrando cosi una pericolosa lacuna normativa».

Tutti potranno donare libri alla nuova biblioteca dedicata a Enrico Liverani

Si concretizza il progetto in ospedale in ricordo dell’assessore scomparso lo scorso novembre. In giugno l’inaugurazione

Prende forma il progetto di una biblioteca all’interno dell’ospedale Santa Maria delle Croci, annunciato dal sindaco Fabrizio Matteucci stesso poco dopo la tragica e prematura scomparsa di Enrico Liverani, lo scorso novembre, assessore trentanovenne della sua giunta e candidato sindaco del Pd. Liverani era infatti noto per essere un lettore attento e raffinato e l’idea di dedicargli un luogo dove promuovere la lettura parve subito a tutti un’idea particolarmente apprezzabile.

Lo spazio ricavato, di circa 86 metri, allestito grazie al contributo di Sapir e della Fondazione Banca Del Monte, sarà gestito dai volontari della neonata associazione “Con Enrico nel cuore”, la cui vicepresidente è Rossella Liverani, mamma del giovane assessore che proprio oggi (giovedì 12 maggio) avrebbe compiuto 40 anni.

Alla fattiva realizzazione della biblioteca, che sarà inaugurata il prossimo 25 giugno, hanno contribuito i ragazzi del Liceo Artistico di Ravenna, impegnati nella decorazione delle pareti, la Biblioteca Classense che formerà i volontari per la gestione dello spazio e i ragazzi dell’Istituto Engim, che hanno realizzato il materiale informativo.

Tuttavia, chiunque potrà da oggi contribuire ad arricchirla: tutti i cittadini che lo desiderano potranno infatti donare un libro alla biblioteca, acquistandolo in una delle librerie di Ravenna: Feltrinelli, Liberamente, Librerie Coop, Longo, Modernissima, Momo, Mondadori Store. Presso queste librerie è depositata una lista di 2.000 titoli scelti dalla Classense: sono prevalentemente libri di narrativa editi dal 2013. I libri verranno consegnati alla biblioteca dalle librerie e ci sarà scritto, per chi lo vuole, il nome del donatore.

Il sindaco Fabrizio Matteucci, nel presentare pubblicamente il progetto nel corso di una conferenza stampa, ha rivolto un ringraziamento a tutti i soggetti che hanno contribuito a questa importante iniziativa per la città, sottolineando che si tratta della prima biblioteca realizzata in un ospedale dell’Emilia-Romagna, aperta a tutti, che sarà gestita dal volontariato.

Tutti potranno donare libri alla nuova biblioteca dedicata a Enrico Liverani

Si concretizza il progetto in ospedale in ricordo dell’assessore scomparso lo scorso novembre. In giugno l’inaugurazione

Prende forma il progetto di una biblioteca all’interno dell’ospedale Santa Maria delle Croci, annunciato dal sindaco Fabrizio Matteucci stesso poco dopo la tragica e prematura scomparsa di Enrico Liverani, lo scorso novembre, assessore trentanovenne della sua giunta e candidato sindaco del Pd. Liverani era infatti noto per essere un lettore attento e raffinato e l’idea di dedicargli un luogo dove promuovere la lettura parve subito a tutti un’idea particolarmente apprezzabile.

Lo spazio ricavato, di circa 86 metri, allestito grazie al contributo di Sapir e della Fondazione Banca Del Monte, sarà gestito dai volontari della neonata associazione “Con Enrico nel cuore”, la cui vicepresidente è Rossella Liverani, mamma del giovane assessore che proprio oggi (giovedì 12 maggio) avrebbe compiuto 40 anni.

Alla fattiva realizzazione della biblioteca, che sarà inaugurata il prossimo 25 giugno, hanno contribuito i ragazzi del Liceo Artistico di Ravenna, impegnati nella decorazione delle pareti, la Biblioteca Classense che formerà i volontari per la gestione dello spazio e i ragazzi dell’Istituto Engim, che hanno realizzato il materiale informativo.

Tuttavia, chiunque potrà da oggi contribuire ad arricchirla: tutti i cittadini che lo desiderano potranno infatti donare un libro alla biblioteca, acquistandolo in una delle librerie di Ravenna: Feltrinelli, Liberamente, Librerie Coop, Longo, Modernissima, Momo, Mondadori Store. Presso queste librerie è depositata una lista di 2.000 titoli scelti dalla Classense: sono prevalentemente libri di narrativa editi dal 2013. I libri verranno consegnati alla biblioteca dalle librerie e ci sarà scritto, per chi lo vuole, il nome del donatore.

Il sindaco Fabrizio Matteucci, nel presentare pubblicamente il progetto nel corso di una conferenza stampa, ha rivolto un ringraziamento a tutti i soggetti che hanno contribuito a questa importante iniziativa per la città, sottolineando che si tratta della prima biblioteca realizzata in un ospedale dell’Emilia-Romagna, aperta a tutti, che sarà gestita dal volontariato.

Tutti potranno donare libri alla nuova biblioteca dedicata a Enrico Liverani

Si concretizza il progetto in ospedale in ricordo dell’assessore scomparso lo scorso novembre. In giugno l’inaugurazione

Prende forma il progetto di una biblioteca all’interno dell’ospedale Santa Maria delle Croci, annunciato dal sindaco Fabrizio Matteucci stesso poco dopo la tragica e prematura scomparsa di Enrico Liverani, lo scorso novembre, assessore trentanovenne della sua giunta e candidato sindaco del Pd. Liverani era infatti noto per essere un lettore attento e raffinato e l’idea di dedicargli un luogo dove promuovere la lettura parve subito a tutti un’idea particolarmente apprezzabile.

Lo spazio ricavato, di circa 86 metri, allestito grazie al contributo di Sapir e della Fondazione Banca Del Monte, sarà gestito dai volontari della neonata associazione “Con Enrico nel cuore”, la cui vicepresidente è Rossella Liverani, mamma del giovane assessore che proprio oggi (giovedì 12 maggio) avrebbe compiuto 40 anni.

Alla fattiva realizzazione della biblioteca, che sarà inaugurata il prossimo 25 giugno, hanno contribuito i ragazzi del Liceo Artistico di Ravenna, impegnati nella decorazione delle pareti, la Biblioteca Classense che formerà i volontari per la gestione dello spazio e i ragazzi dell’Istituto Engim, che hanno realizzato il materiale informativo.

Tuttavia, chiunque potrà da oggi contribuire ad arricchirla: tutti i cittadini che lo desiderano potranno infatti donare un libro alla biblioteca, acquistandolo in una delle librerie di Ravenna: Feltrinelli, Liberamente, Librerie Coop, Longo, Modernissima, Momo, Mondadori Store. Presso queste librerie è depositata una lista di 2.000 titoli scelti dalla Classense: sono prevalentemente libri di narrativa editi dal 2013. I libri verranno consegnati alla biblioteca dalle librerie e ci sarà scritto, per chi lo vuole, il nome del donatore.

Il sindaco Fabrizio Matteucci, nel presentare pubblicamente il progetto nel corso di una conferenza stampa, ha rivolto un ringraziamento a tutti i soggetti che hanno contribuito a questa importante iniziativa per la città, sottolineando che si tratta della prima biblioteca realizzata in un ospedale dell’Emilia-Romagna, aperta a tutti, che sarà gestita dal volontariato.

Massaggi con fattura, l’extra in nero Il centro benessere era un bordello

Locale sequestrato e titolari denunciate per sfruttamento Lavoratrici costrette a proporre prestazioni sessuali

Per il massaggio c’era regolare fattura, per la prestazione sessuale finale extra si pagava in nero. I carabinieri della compagnia di Ravenna, nella mattinata dell’11 maggio, hanno perquisito e sequestrato un centro massaggi gestito da due donne cinesi che sono state denunciate per sfruttamento della prostituzione. L’indagine dei nucleo operativo e radiomobile, andata avanti per diversi mesi partendo dalle testimonianze di alcuni clienti, ha riscontrato che le due titolari dell’attività costringevano le dipendenti a proporre prestazioni sessuali a fine massaggio per una spesa extra che i clienti pagavano in nero.

Il siparietto era sempre lo stesso: i clienti venivano ricevuti dalla titolare che accompagnava li accompagnava in una stanza dove poteva spogliarsi e sdraiarsi sul lettino in attesa della massaggiatrice che al termine della prestazioni lavorativa, già piuttosto ambigua, avanzava una proposta di natura sessuale, pagata con un extra rispetto al normale massaggio.

I militari hanno studiato la situazione societaria e fatto controlli anche di natura amministrativa, al fine di identificare le titolari e le dipendenti, soprattutto quale rapporto vi fosse tra queste persone; al momento dell’accesso al centro massaggi, è apparso evidente che le dipendenti addirittura dormissero all’interno del centro, eventualità questa da accertare che darebbe luogo a responsabilità penali ancor più gravi per le titolari.

«Bollette della Tari più leggere per ripagare i cittadini del caos rifiuti»

I sindaci della provincia ancora in pressing su Hera all’indomani della sentenza del Tar che ha salvato la gara di appalto

«Le bollette Tari dovranno essere più leggere di quelle dell’anno precedente». È il monito rivolto dai sindaci della provincia di Ravenna a Hera dopo il caos rifiuti cominciato quando è entrato in servizio il nuovo fornitore del servizio scelto dalla multiutility con un bando di gara e che ancora perdura in alcuni punti del territorio. Secondo i primi cittadini dei diciotto comuni compresi nell’area oggetti di bando Hera, l’agenzia regionale che si occupa della materia (Atersir) dovrà stabilire una penalizzazione per Hera da tramutare in un equo sconto nelle bollette della Tari.

«I Comuni della provincia di Ravenna sottolineano con forza la gravità dei gravi disservizi che si sono verificati, e che in parte sono ancora in corso, nello spazzamento e nella raccolta dei rifiuti. Questi disservizi sono inaccettabili, ancor di più se raffrontati ad una qualità abitualmente soddisfacente. Ad oggi, per ammissione della stessa Hera, il nuovo fornitore del servizio si è rivelato inadeguato per mezzi e personale. Hera deve assicurare da subito il ripristino del 100 percento dell’efficienza e della qualità del servizio».

Una sentenza del Tar di ieri, 10 maggio, ha respinto il ricorso del gruppo di cooperative che aveva chiesto l’annullamento dell’appalto al consorzio Ambiente 2.0 ma ora Hera potrà decidere se rescindere il contratto. I giudici infatti erano chiamati a pronunciarsi sulla regolarità della gara mentre la multiutility potrà decidere di interrompere il contratto qualora valutasse che vi sono gravi inadempienze. «Richiamiamo e richiameremo i dirigenti del Gruppo Hera allo spirito con cui è stata creata Hera: presidiare i territori servendoli nel modo migliore possibile e garantendo la qualità del servizio erogato agli abitanti. Hera dovrà compiere scelte radicali perché non si debbano verificare mai più disservizi, neanche temporanei, come quelli avvenuti e, in parte, ancora in corso nel territorio ravennate. È evidente che vanno predisposte gare con un diverso equilibrio fra garanzie della qualità del servizio e ribassi economici. Vanno poi assicurati meccanismi di controllo realmente efficaci, a valle della gara, ma prima dell’avvio del lavoro di nuovi fornitori, sull’effettiva corrispondenza fra i requisiti dichiarati e quelli realmente effettivi da parte dei fornitori del servizio».

Continua a sventolare la Bandiera Blu sui lidi ravennati e cervesi

In Emilia-Romagna perdono il riconoscimento Gatteo e San Mauro

Sono sette, due in meno rispetto al 2015, le bandiere blu delle quali si potrà fregiare l’Emilia-Romagna nel 2016. Gatteo Mare e San Mauro Pascoli, in provincia di Forlì-Cesena, escono dalle località rivierasche di eccellenza. Confermate, invece, Comacchio e i Lidi comacchiesi (Ferrara), Cesenatico (Forlì-Cesena), Ravenna-Lidi Ravennati e Cervia-Milano Marittima-Pinarella (Ravenna), Misano Adriatico, Cattolica e Bellaria-Igea Marina (Rimini).

Il riconoscimento internazionale assegnato dalla Foundation for Environmental Education (Fee) premia la qualità delle acque di balneazione ma anche il turismo sostenibile, l’attenta gestione dei rifiuti e la valorizzazione delle aree naturalistiche. L’iniziativa, giunta alla trentesima edizione, vede ancora sul podio la Liguria con 25 località premiate.

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