venerdì
08 Maggio 2026

Emergenza profughi: che ruolo deve avere l’amministrazione?

Rispondono i cinque aspiranti sindaci di Ravenna

Prosegue la rubrica dedicata ai candidati a sindaco di Ravenna alle amministrative di giugno, a cui chiediamo risposte brevi e circostanziate alle nostre domande di settimana in settimana. Siamo lieti di dare il benvenuto in questo spazio a Massimiliano Alberghini della coalizione composta da Lega Nord e Lista per Ravenna, che potrebbe peraltro presto veder allargare la sua coalizone a Forza Italia e Fratelli d’Italia. Resta invece ancora incerta la situazione nel Movimento 5 Stelle dove due sono le liste che hanno chiesto la certificazione allo staff centrale. Ribadiamo quindi che abbiamo chiesto a entrambe di partecipare, ma solo una di queste, quella emersa dal meetup ravennate e che ha indicato Michela Guerra come la propria candidata, ha accettato di rispondere a patto che fosse appunto precisato come non possa essere ufficialmente considerata la candidata del Movimento 5 Stelle a Ravenna, mentre la lista che ha come portavoce Francesca Santarella ha preferito attendere decisioni definitive. Per chi volesse suggerire i quesiti da girare eventualmente ai candidati: redazione@ravennaedintorni.it.

Ed ecco la domanda della settimana. La cosiddetta emergenza profughi non è destinata a finire in tempi brevi e per quanto sia gestita dal governo centrale, i Comuni sono sempre più chiamati in causa. Per quello di Ravenna ci sarebbe la possibilità di gestire direttamente l’accoglienza, tramite un accordo con la Prefettura, una possibilità che l’attuale amministrazione non ha ritenuto utile e opportuno cogliere. Tra le ragioni di questa scelta, va detto, c’è la convinzione che un tema tanto delicato debba restare al riparo dal dibattito politico del consiglio comunale per evitare facili strumentalizzazioni e anche il fatto che, essendo quello di Ravenna un Comune di grandi dimensioni, per trovare accoglienza agli ospiti inviati dal sistema Mare Nostrum (in quote stabilite secondo un calcolo basato sulla popolazione residente) non potrebbe comunque evitare di ricorrere a bandi simili a quelli pubblicati dalla Prefettura e non potrebbe agire tramite affidamenti diretti, come invece possono fare Comuni di piccole dimensioni. Il tutto impiegando risorse di personale del Comune per svolgere un compito che la legge, appunto, affida alla Prefettura.
Tuttavia, in questi mesi, per l’arrivo di decine di richiedenti asilo via terra che hanno presentato la domanda direttamente in questura, sempre il Comune si è trovato ad affrontare l’emergenza di richiedenti asilo in attesa di un posto nel progetto Mare Nostrum e quindi temporaneamente senzatetto per cui si sono attivate innanzitutto molte realtà di volontariato sul territorio.

Massimiliano Alberghini (commercialista di 50 anni, candidato di Lista per Ravenna e Lega Nord)
«Il sindaco deve pretendere dallo Stato, comprese Prefettura e Questura, che si distingua rigorosamente tra i migranti dalla povertà, per cui occorre promuovere lo sviluppo e l’occupazione nei loro paesi, da chi fugge da guerra o persecuzioni, il riconoscimento ai quali dell’eventuale diritto d’asilo deve avvenire in tempi rapidi, anche perché proseguano verso i paesi europei a cui aspirano. Per la loro ospitalità temporanea, il sindaco non può continuare a scaricare ogni responsabilità sul Prefetto, bensì collaborare con lui perché la “gestione” dei profughi avvenga alla luce del sole e garantendo il massimo controllo perché rispettino le leggi, l’ordine e l’igiene pubblica, pena adeguate sanzioni. Occorre evitarne la concentrazione, scegliendo locali diffusi nel tessuto abitativo, idonei alla vigilanza sulle condizioni di sicurezza e senza configgere con l’economia turistica. Esistono anche a Ravenna situazioni in cui i profughi sono piuttosto un affare. Dovere del sindaco è organizzare le disponibilità che la comunità ravennate sa offrire tramite il vero volontariato (Caritas, parrocchie, associazioni), ma anche l’azienda pubblica Asp, finora estranea, a cui il Comune ha delegato, finanziandole, le proprie funzioni di assistenza sociale. Le finte cooperative sociali no».

Michele De Pascale (31 anni, segretario provinciale del Pd, candidato a sindaco del centrosinistra sostenuto da Pd, Pri e liste civiche)
«In un momento di guerre e conflitti generalizzati, carestie e povertà, nonché di forti tensioni sociali anche a livello locale, riteniamo sia inaccettabile fare demagogia sul tema dei profughi. Dobbiamo esigere una risposta dall’Europa perché i paesi esposti sul Mediterraneo non si siano lasciati soli ad affrontare questo esodo, e dobbiamo pretendere che Stato e Prefetture si facciano carico della procedura “straordinaria” di accoglienza in maniera eguale in tutti i territori, sia per gli arrivi “via mare” che per quelli “via terra”. Premesso che la risposta non può essere che nazionale, laddove si presentino situazioni di “emergenza” ci impegneremo nel pretendere soluzioni nazionali adeguate, ma non permetteremo che in una città civile come Ravenna vi siano persone costrette a dormire all’aperto. Qui, il tessuto sociale e civile, già robusto, sarà fortificato aumentando e rendendo più efficienti e coordinati i servizi a bassa soglia e di prossimità, favorendo progetti di reinserimento sociale per il recupero delle autonomie personali per superare l’assistenzialismo. Ci faremo portavoce di un sistema di accoglienza dei richiedenti protezione analogo a quello dello Sprar, per piccoli numeri per territorio, con una progettualità di accoglienza finalizzata all’inclusione sociale. Crediamo sia compito dell’Amministrazione, con il volontariato, costruire una rete che consenta di affrontare le situazioni a cui al momento lo Stato non riesce a far fronte».

Michela Guerra (avvocato di 43 anni, votata dal Meetup di Ravenna ma in attesa di certificazione dal Movimento 5 Stelle) 
«Si tratta di un problema innanzitutto sociale che, se non gestito correttamente, diventa anche un problema di sicurezza pubblica. Secondo noi questa funzione deve essere gestita principalmente dai Comuni, eventualmente in collaborazione con soggetti terzi, ma applicando un controllo  forte e puntuale sull’utilizzo delle risorse economiche e sulle regole di gestione messe in pratica. Tutto ciò fermo restando il ruolo da garante della pubblica sicurezza che resta in capo alla Prefettura. Oggi invece l’accoglienza è affidata, perlopiù, ad associazioni di volontariato, onlus e cooperative che gestiscono le risorse stabilite a livello nazionale. Identificare una  o più strutture di accoglienza presso immobili comunali, permetterebbe una migliore conoscenza da parte delle forze dell’ordine e una migliore assistenza dei servizi sociali. Tutto questo evitando sovraffollamenti, definendo chiaramente le posizioni migliori nel territorio ed evitando quindi tensioni. Il passo successivo è l’inserimento in programmi di accoglienza che prevedano il severo controllo dell’evasione all’obbligo scolastico, agevolare l’opportunità per i genitori di partecipare ad attività di volontariato a favore di tutta la comunità, oppure acquisire e/o valorizzare le competenze professionali con  attività di formazione. Siamo consapevoli che questo approccio implica una riorganizzazione dei carichi di lavoro del personale comunale e per questo è necessario utilizzare il personale delle province».

Raffaella Sutter (sociologa di 61 anni, ex dirigente comunale, candidata della lista di sinistra Ravenna in Comune) 
«Ravenna è entrata nel Sistema nazionale per richiedenti asilo dal 2001 ed oggi in tale circuito mette a disposizione 79 posti.
Lo Sprar dovrebbe essere l’unico Sistema di Accoglienza per richiedenti asilo, ma i posti sono sottostimati e le Prefetture attivano i centri straordinari.
Tale doppio binario è pericoloso e iniquo e  per limitare in parte tale situazione il Comune deve governare direttamente l’accoglienza straordinaria tramite accordi con la Prefettura che è competente per legge e che finanzia. Il Comune è responsabile politicamente, verso i propri cittadini, dell’accoglienza, il Consiglio Comunale deve essere coinvolto, perchè accoglienza e solidarietà sono un patrimonio della città che va difeso e i Servizi comunali devono  gestire le procedure di organizzazione dei servizi necessarie.
Solo il Comune può con la propria rete di servizi e relazioni sul territorio, gestire la prima e la seconda accoglienza, coinvolgendo cittadinanza attiva e volontariato, in una cornice pubblica certa.
Ciò che è avvenuto con richiedenti asilo Pakistani a lungo privi di alloggio perchè fuori dal circuito Mare nostrum è inaccettabile: deve esser predisposta una struttura di prima accoglienza, extra piano freddo, utilizzabile temporaneamente ed attivabile immediatamente in caso di emergenze».

Maurizio Bucci (53 anni, imprenditore, candidato della lista civica La Pigna)
«La questione profughi vede il Governo nazionale a guida Pd in una situazione di irresponsabilità totale: nessuna azione di contrasto all’immigrazione clandestina, centri di identificazione inefficienti, espulsioni non eseguite, tempi di risposta ai richiedenti asilo infiniti. Tutto questo è voluto al fine di creare un’emergenza volta a erogare ingenti risorse che poi generano scandali criminali come “Mafia Capitale” o come la gestione del Cie di Mineo. Se vinciamo noi, intanto il territorio comunale sarà pattugliato dalla polizia municipale in intesa con le altre forze dell’ordine per identificare coloro che adesso vagabondano con tranquillità in strade, giardini e parchi. Tutti coloro che risulteranno clandestini, o peggio condannati, verranno poi consegnati per l’espulsione effettiva o per scontare la pena. Vi sono clandestini provenienti da paesi in pace, e anche con economie in crescita, che devono essere espulsi in modo immediato. Il Comune deve accogliere solo coloro che hanno i requisiti per soggiornare in Italia, in numero compatibile con le proprie disponibilità logistiche, tenendo conto della situazione già presente in termini di immigrati. Con la Prefettura va cercata un’intesa proprio su questo aspetto, con l’obiettivo di superare in fretta la fase assistenzialistica, per poi procedere alla fase di inserimento sociale. Chi rifiuta questa fase deve essere espulso subito. È in questo modo che si eviterà di ripetere di avere dei richiedenti asilo privi di alloggio».

Emergenza profughi: che ruolo deve avere l’amministrazione?

Rispondono i cinque aspiranti sindaci di Ravenna

Prosegue la rubrica dedicata ai candidati a sindaco di Ravenna alle amministrative di giugno, a cui chiediamo risposte brevi e circostanziate alle nostre domande di settimana in settimana. Siamo lieti di dare il benvenuto in questo spazio a Massimiliano Alberghini della coalizione composta da Lega Nord e Lista per Ravenna, che potrebbe peraltro presto veder allargare la sua coalizone a Forza Italia e Fratelli d’Italia. Resta invece ancora incerta la situazione nel Movimento 5 Stelle dove due sono le liste che hanno chiesto la certificazione allo staff centrale. Ribadiamo quindi che abbiamo chiesto a entrambe di partecipare, ma solo una di queste, quella emersa dal meetup ravennate e che ha indicato Michela Guerra come la propria candidata, ha accettato di rispondere a patto che fosse appunto precisato come non possa essere ufficialmente considerata la candidata del Movimento 5 Stelle a Ravenna, mentre la lista che ha come portavoce Francesca Santarella ha preferito attendere decisioni definitive. Per chi volesse suggerire i quesiti da girare eventualmente ai candidati: redazione@ravennaedintorni.it.

Ed ecco la domanda della settimana. La cosiddetta emergenza profughi non è destinata a finire in tempi brevi e per quanto sia gestita dal governo centrale, i Comuni sono sempre più chiamati in causa. Per quello di Ravenna ci sarebbe la possibilità di gestire direttamente l’accoglienza, tramite un accordo con la Prefettura, una possibilità che l’attuale amministrazione non ha ritenuto utile e opportuno cogliere. Tra le ragioni di questa scelta, va detto, c’è la convinzione che un tema tanto delicato debba restare al riparo dal dibattito politico del consiglio comunale per evitare facili strumentalizzazioni e anche il fatto che, essendo quello di Ravenna un Comune di grandi dimensioni, per trovare accoglienza agli ospiti inviati dal sistema Mare Nostrum (in quote stabilite secondo un calcolo basato sulla popolazione residente) non potrebbe comunque evitare di ricorrere a bandi simili a quelli pubblicati dalla Prefettura e non potrebbe agire tramite affidamenti diretti, come invece possono fare Comuni di piccole dimensioni. Il tutto impiegando risorse di personale del Comune per svolgere un compito che la legge, appunto, affida alla Prefettura.
Tuttavia, in questi mesi, per l’arrivo di decine di richiedenti asilo via terra che hanno presentato la domanda direttamente in questura, sempre il Comune si è trovato ad affrontare l’emergenza di richiedenti asilo in attesa di un posto nel progetto Mare Nostrum e quindi temporaneamente senzatetto per cui si sono attivate innanzitutto molte realtà di volontariato sul territorio.

Massimiliano Alberghini (commercialista di 50 anni, candidato di Lista per Ravenna e Lega Nord)
«Il sindaco deve pretendere dallo Stato, comprese Prefettura e Questura, che si distingua rigorosamente tra i migranti dalla povertà, per cui occorre promuovere lo sviluppo e l’occupazione nei loro paesi, da chi fugge da guerra o persecuzioni, il riconoscimento ai quali dell’eventuale diritto d’asilo deve avvenire in tempi rapidi, anche perché proseguano verso i paesi europei a cui aspirano. Per la loro ospitalità temporanea, il sindaco non può continuare a scaricare ogni responsabilità sul Prefetto, bensì collaborare con lui perché la “gestione” dei profughi avvenga alla luce del sole e garantendo il massimo controllo perché rispettino le leggi, l’ordine e l’igiene pubblica, pena adeguate sanzioni. Occorre evitarne la concentrazione, scegliendo locali diffusi nel tessuto abitativo, idonei alla vigilanza sulle condizioni di sicurezza e senza configgere con l’economia turistica. Esistono anche a Ravenna situazioni in cui i profughi sono piuttosto un affare. Dovere del sindaco è organizzare le disponibilità che la comunità ravennate sa offrire tramite il vero volontariato (Caritas, parrocchie, associazioni), ma anche l’azienda pubblica Asp, finora estranea, a cui il Comune ha delegato, finanziandole, le proprie funzioni di assistenza sociale. Le finte cooperative sociali no».

Michele De Pascale (31 anni, segretario provinciale del Pd, candidato a sindaco del centrosinistra sostenuto da Pd, Pri e liste civiche)
«In un momento di guerre e conflitti generalizzati, carestie e povertà, nonché di forti tensioni sociali anche a livello locale, riteniamo sia inaccettabile fare demagogia sul tema dei profughi. Dobbiamo esigere una risposta dall’Europa perché i paesi esposti sul Mediterraneo non si siano lasciati soli ad affrontare questo esodo, e dobbiamo pretendere che Stato e Prefetture si facciano carico della procedura “straordinaria” di accoglienza in maniera eguale in tutti i territori, sia per gli arrivi “via mare” che per quelli “via terra”. Premesso che la risposta non può essere che nazionale, laddove si presentino situazioni di “emergenza” ci impegneremo nel pretendere soluzioni nazionali adeguate, ma non permetteremo che in una città civile come Ravenna vi siano persone costrette a dormire all’aperto. Qui, il tessuto sociale e civile, già robusto, sarà fortificato aumentando e rendendo più efficienti e coordinati i servizi a bassa soglia e di prossimità, favorendo progetti di reinserimento sociale per il recupero delle autonomie personali per superare l’assistenzialismo. Ci faremo portavoce di un sistema di accoglienza dei richiedenti protezione analogo a quello dello Sprar, per piccoli numeri per territorio, con una progettualità di accoglienza finalizzata all’inclusione sociale. Crediamo sia compito dell’Amministrazione, con il volontariato, costruire una rete che consenta di affrontare le situazioni a cui al momento lo Stato non riesce a far fronte».

Michela Guerra (avvocato di 43 anni, votata dal Meetup di Ravenna ma in attesa di certificazione dal Movimento 5 Stelle) 
«Si tratta di un problema innanzitutto sociale che, se non gestito correttamente, diventa anche un problema di sicurezza pubblica. Secondo noi questa funzione deve essere gestita principalmente dai Comuni, eventualmente in collaborazione con soggetti terzi, ma applicando un controllo  forte e puntuale sull’utilizzo delle risorse economiche e sulle regole di gestione messe in pratica. Tutto ciò fermo restando il ruolo da garante della pubblica sicurezza che resta in capo alla Prefettura. Oggi invece l’accoglienza è affidata, perlopiù, ad associazioni di volontariato, onlus e cooperative che gestiscono le risorse stabilite a livello nazionale. Identificare una  o più strutture di accoglienza presso immobili comunali, permetterebbe una migliore conoscenza da parte delle forze dell’ordine e una migliore assistenza dei servizi sociali. Tutto questo evitando sovraffollamenti, definendo chiaramente le posizioni migliori nel territorio ed evitando quindi tensioni. Il passo successivo è l’inserimento in programmi di accoglienza che prevedano il severo controllo dell’evasione all’obbligo scolastico, agevolare l’opportunità per i genitori di partecipare ad attività di volontariato a favore di tutta la comunità, oppure acquisire e/o valorizzare le competenze professionali con  attività di formazione. Siamo consapevoli che questo approccio implica una riorganizzazione dei carichi di lavoro del personale comunale e per questo è necessario utilizzare il personale delle province».

Raffaella Sutter (sociologa di 61 anni, ex dirigente comunale, candidata della lista di sinistra Ravenna in Comune) 
«Ravenna è entrata nel Sistema nazionale per richiedenti asilo dal 2001 ed oggi in tale circuito mette a disposizione 79 posti.
Lo Sprar dovrebbe essere l’unico Sistema di Accoglienza per richiedenti asilo, ma i posti sono sottostimati e le Prefetture attivano i centri straordinari.
Tale doppio binario è pericoloso e iniquo e  per limitare in parte tale situazione il Comune deve governare direttamente l’accoglienza straordinaria tramite accordi con la Prefettura che è competente per legge e che finanzia. Il Comune è responsabile politicamente, verso i propri cittadini, dell’accoglienza, il Consiglio Comunale deve essere coinvolto, perchè accoglienza e solidarietà sono un patrimonio della città che va difeso e i Servizi comunali devono  gestire le procedure di organizzazione dei servizi necessarie.
Solo il Comune può con la propria rete di servizi e relazioni sul territorio, gestire la prima e la seconda accoglienza, coinvolgendo cittadinanza attiva e volontariato, in una cornice pubblica certa.
Ciò che è avvenuto con richiedenti asilo Pakistani a lungo privi di alloggio perchè fuori dal circuito Mare nostrum è inaccettabile: deve esser predisposta una struttura di prima accoglienza, extra piano freddo, utilizzabile temporaneamente ed attivabile immediatamente in caso di emergenze».

Maurizio Bucci (53 anni, imprenditore, candidato della lista civica La Pigna)
«La questione profughi vede il Governo nazionale a guida Pd in una situazione di irresponsabilità totale: nessuna azione di contrasto all’immigrazione clandestina, centri di identificazione inefficienti, espulsioni non eseguite, tempi di risposta ai richiedenti asilo infiniti. Tutto questo è voluto al fine di creare un’emergenza volta a erogare ingenti risorse che poi generano scandali criminali come “Mafia Capitale” o come la gestione del Cie di Mineo. Se vinciamo noi, intanto il territorio comunale sarà pattugliato dalla polizia municipale in intesa con le altre forze dell’ordine per identificare coloro che adesso vagabondano con tranquillità in strade, giardini e parchi. Tutti coloro che risulteranno clandestini, o peggio condannati, verranno poi consegnati per l’espulsione effettiva o per scontare la pena. Vi sono clandestini provenienti da paesi in pace, e anche con economie in crescita, che devono essere espulsi in modo immediato. Il Comune deve accogliere solo coloro che hanno i requisiti per soggiornare in Italia, in numero compatibile con le proprie disponibilità logistiche, tenendo conto della situazione già presente in termini di immigrati. Con la Prefettura va cercata un’intesa proprio su questo aspetto, con l’obiettivo di superare in fretta la fase assistenzialistica, per poi procedere alla fase di inserimento sociale. Chi rifiuta questa fase deve essere espulso subito. È in questo modo che si eviterà di ripetere di avere dei richiedenti asilo privi di alloggio».

Il vicesindaco resterà repubblicano? Dal Pd: «Se vinciamo sarà il segretario Fusignani»

La promessa del candidato sindaco De Pascale all’assembea del Pri
L’Edera ci crede: «Questa non è continuità, ma una nuova alleanza»

Prima manifestazione elettorale del Partito Repubblicano a Ravenna alla sala di Confocommercio intitolata a Secondo Bini, indimenticato direttore dell’associazione dei commercianti e ultimo sindaco repubblicano di Ravenna.

Giannantonio Mingozzi ha tracciato un consuntivo del proprio operato come vice sindaco della città e lanciato alcuni temi che saranno al centro della campagna elettorale: «sicurezza, amministrazione trasparente, difesa dei posti di lavoro nel comparto dell’off shore, occupazione, sostegno a commercio e turismo, infrastrutture e porto, università».

Dopo i contributi dell’architetto Massimiliano Casavecchia e del giovane studente universitario Andrea Vasi, l’intervento del segretario regionale del Pri, Luca Ferrini, ha sottolineato «l’importanza di un’alleanza che pone prospettive per un rlancio di Ravenna e del Pri».

Ha preso quindi la parola il candidato sindaco Michele De Pascale che ha spiegato le ragioni per cui «è importante l’alleanza Pd-Pri, unici partiti disposti a metterci la faccia per il futuro del governo della città» ed ha indicato, scrivono i repubblicani in una nota inviata alla stampa, «nel caso di vittoria della coalizione di centro sinistra, l’attuale segretario del Pri di Ravenna (Eugenio Fusignani, ndr) come vicesindaco nella prossima amministrazione».

Le conclusioni della manifestazione, affidate proprio al segretario Fusignani, hanno sottolineato «l’apprezzamento per le proposte avanzate e l’impegno per aver colto il valore e i valori dei repubblicani nel corso dei 72 anni di ininterrotta presenza nell’assise comunale e per il futuro governo della città».

«Dopo l’ampio dibattito vissuto all’interno degli organismi dei rispettivi partiti- ha concluso Fusignani- non si può parlare di continuità, ma di nuova alleanza che vuole e deve garantire a Ravenna, onestà, competenza e idee per il futuro».

Carabinieri fuori servizio pedinano ladro d’appartamento: scoperta truffa milionaria

Arrestate 10 persone dopo l’irruzione in un complesso residenziale:
derubavano ignare vittime ottenendo i codici dei loro conti via mail

Da mesi i carabinieri della compagnia di Cervia-Milano Marittima erano sulle tracce di Tibor Simon, considerato un «pericoloso» latitante rumeno, condannato in via definitiva dal tribunale di Urbino per furto in abitazione, che già dalla scorsa estate, in almeno due occasioni, aveva forzato un posto di controllo dei carabinieri e ingaggiato fughe ad alta velocità (e a suo carico sono al vaglio anche diversi furti in abitazioni e aziende verificatisi in questi mesi).

Durante il pomeriggio di martedì (1 marzo), un brigadiere e un appuntato dei carabinieri, a passeggio per Cervia fuori servizio con le loro famiglie, lo hanno notato mentre saliva a bordo di una utilitaria nel parcheggio di un supermercato. I due militari sono così saliti a bordo delle loro auto private per iniziare un pedinamento allertando, nel contempo, la centrale operativa.

Simon – accompagnato da quello che sarà poi identificato nel pregiudicato napoletano Mario Cuomo – ha raggiunto (pedinato dai carabinieri) un elegante complesso residenziale di Pinarella di Cervia, entrando in un appartamento con le tapparelle abbassate e apparentemente disabitato.

Nel giro di pochi minuti sono giunte sul posto numerose pattuglie e, circondata la casa, gli uomini dell’Arma hanno fatto irruzione nell’appartamento, al pian terreno, scoprendo l’inaspettato: intorno a un tavolo – allestito con quattro computer, dispositivi elettronici, carte di credito e documentazione bancaria di vario genere – otto persone, secondo una prima ricostruzione, stavano di fatto derubando conti correnti on line di ignari vittime di phishing, la truffa informatica che permette mediante mail ingannevoli di recuperare i codici segreti dei conti. Il bottino veniva poi trasferito all’estero, attraverso un canale di riciclaggio. Attorno al tavolo c’erano due donne rumene – Maria Sociu, fidanzata del latitante, e Diana Florina Chiorean – due italiani – Mario Russo e Stefano Soresini – e quattro uomini romeni – Rares Alexandru Mavrodinescu (che durante il blitz dei carabinieri in un ultimo disperato tentativo ha tentato di far sparire la documentazione presente sul tavolo), Felix Cristian Bogdan, George Mitu e Mihai Grecu.

Senza perdere di vista l’obiettivo iniziale, i carabinieri hanno poi perquisito l’appartamento scovando, nella stanza da letto, Simon Tibor che, in compagnia di uno dei connazionali, stava esaminando alcuni attrezzi da scasso, utilizzati per i furti in abitazione.

Le dieci persone complessivamente presenti sono state arrestate. Oltre ai dispositivi elettronici (computer, telefonini e lettore di carte magnetiche), i carabinieri hanno sequestrato numerosi documenti falsi, carte d’identità italiane e rumene, codici fiscali e contratti ottenuti a partire dagli stessi documenti falsi. Uno degli arrestati era in possesso di due carte d’identità, munite della sua foto, ma con generalità di altre due persone inesistenti.

È stato individuato anche un conto corrente acceso alcuni giorni prima all’ufficio postale di Pinarella di Cervia con documenti e generalità false e i carabinieri hanno scoperto che la banda aveva tentato di aprirne altri due sempre con documentazione falsa. Sul conto attivato è stato verificato che, in pochi giorni, sono transitate somme di denaro, poi trasferite verso conti correnti su piattaforma internazionale, in corso di individuazione.

Secondo una prima ricostruzione, Soresini, della provincia di Como, noto alle forze dell’ordine per la specifica tipologia di crimine, già condannato e arrestato in passato, forniva il know how all’organizzazione criminale, soprattutto dal punti di vista informatico; Cuomo e Russo, soprattutto il primo (con precedenti al pari di Soresini), provvedevano invece al reperimento dei documenti falsi, fondamentali per sottoscrivere contratti di conto corrente intestati a soggetti inesistenti e dunque non rintracciabili e ottenere carte di credito prepagate munite di Iban (tipologia di recente introduzione che consente di ricevere e fare bonifici); mentre Simon rappresentava l’organizzazione in Romagna, curando i rapporti con gli italiani. Per quanto riguarda gli altri cittadini romeni, alcuni dei quali non si esclude possano rappresentare il livello direttivo dell’organizzazione, viene ipotizzato che si occupassero di effettuare, soprattutto dagli sportelli Atm utilizzando le carte di credito fittiziamente intestate, l’operazione di trasferimento all’estero delle somme derubate agli ignari correntisti.

Il volume di denaro che è stato accertato essere stato movimentato in soli 10 giorni, con le prime 3 carte esaminate, ammonta a circa 50mila euro (con otto vittime derubate) ma i carabinieri non hanno dubbi nello stimare il valore del traffico nell’ordine di milioni di euro.

Le indagini, dirette dal sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ravenna, Lucrezia Ciriello, serviranno a individuare gli altri responsabili e a cercare di interrompere il pericoloso fenomeno. Una piccola parte delle somme sottratte è stata intanto bloccata su un conto illecito e potrà essere restituita agli aventi diritto.

Questa mattina, sabato 5 marzo, il Gip del Tribunale di Ravenna ha convalidato gli arresti e ha disposto le misure cautelari in carcere per otto di loro mentre per le due donne è stato applicato l’obbligo di dimora nella Provincia di Ravenna.

Riapre l’ex pizzeria nella pineta a pochi passi dal centro di Marina

Sarà un pub-bar aperto dalla mattina fino a notte, con anche
una terrazza vista mare. Si aggiunge al Localito Clandestino

Aperto solo da alcuni mesi, è già riuscito in qualche modo da solo a rilanciare la vita serale e notturna di Marina di Ravenna in un periodo tradizionalmente poco favorevole per la località marittima ravennate come quello invernale. Si tratta del Localito Clandestino, ristorante latino sullo stile della celebre Pousada di Milano Marittima, nato dalle ceneri di quello che molti ravennati ricordano come il Pub XXXX negli anni novanta, negli ultimi tempi invece ristorante Larry’s, su viale delle Nazioni, a pochi passi dal centro della località.

Con l’avvio della stagione balneare, la movida si intensificherà ulteriormente grazie anche alla riapertura del Santana, ex pizzeria e ristorante vicino al Localito, all’incrocio con via Ciro Menotti, nella pineta all’altezza dell’accesso per il bagno Obelix. Un locale chiuso da ormai otto anni e che ora è al centro di un importante investimento di riqualificazione con l’obiettivo di essere pronto per inaugurare per il ponte del 25 aprile. Si chiamerà Don Carlos dal nome dell’imprenditore edile faentino, di origini brasiliane, Carlos Alpi, che lo gestirà in base all’accordo con il proprietario, il commercialista ravennate Roberto Cottifogli, che incontriamo nel suo studio di viale Randi.

«È la prima volta che faccio un investimento in questo settore – ci racconta – e l’ho fatto in primo luogo perché voglio nel mio piccolo riportare Marina ai tempi in cui era una località frequentata e viva, con anche tanti emiliani, oltre ai ravennati, a divertirsi e fare serata».

Cottifogli, 48 anni, ha acquistato lo stabile e il terreno due anni fa, tramite la Regione Emilia-Romagna, essendo un luogo vincolato a causa della sua posizione all’interno della pineta protetta. Un investimento – ci dice – a cui serviranno almeno sei anni di tempo per ripagarsi. «Credo possa funzionare, essendo in una posizione strategica, all’inizio della zona pedonale estiva, tra il Localito e gli street bar e la discoteca. L’obiettivo credo debba essere quello di fare squadra, tra imprenditori, per rilanciare Marina, che necessiterebbe anche di un’offerta ricettiva di livello. E insieme ad altri imprenditori stiamo pensando anche a un progetto in questo senso…».

Il locale sarà un caffè-bar aperto dalla mattina fino a notte, con ristorazione veloce e di sera – nelle intenzioni dei gestori – musica dal vivo e atmosfera stile pub in particolare nel giardino esterno.

Grande novità sarà poi quella di utilizzare anche la terrazza vista mare, se non già quest’anno, sicuramente a partire dalla stagione 2017.

Riapre l’ex pizzeria nella pineta a pochi passi dal centro di Marina

Sarà un pub-bar aperto dalla mattina fino a notte, con anche
una terrazza vista mare. Si aggiunge al Localito Clandestino

Aperto solo da alcuni mesi, è già riuscito in qualche modo da solo a rilanciare la vita serale e notturna di Marina di Ravenna in un periodo tradizionalmente poco favorevole per la località marittima ravennate come quello invernale. Si tratta del Localito Clandestino, ristorante latino sullo stile della celebre Pousada di Milano Marittima, nato dalle ceneri di quello che molti ravennati ricordano come il Pub XXXX negli anni novanta, negli ultimi tempi invece ristorante Larry’s, su viale delle Nazioni, a pochi passi dal centro della località.

Con l’avvio della stagione balneare, la movida si intensificherà ulteriormente grazie anche alla riapertura del Santana, ex pizzeria e ristorante vicino al Localito, all’incrocio con via Ciro Menotti, nella pineta all’altezza dell’accesso per il bagno Obelix. Un locale chiuso da ormai otto anni e che ora è al centro di un importante investimento di riqualificazione con l’obiettivo di essere pronto per inaugurare per il ponte del 25 aprile. Si chiamerà Don Carlos dal nome dell’imprenditore edile faentino, di origini brasiliane, Carlos Alpi, che lo gestirà in base all’accordo con il proprietario, il commercialista ravennate Roberto Cottifogli, che incontriamo nel suo studio di viale Randi.

«È la prima volta che faccio un investimento in questo settore – ci racconta – e l’ho fatto in primo luogo perché voglio nel mio piccolo riportare Marina ai tempi in cui era una località frequentata e viva, con anche tanti emiliani, oltre ai ravennati, a divertirsi e fare serata».

Cottifogli, 48 anni, ha acquistato lo stabile e il terreno due anni fa, tramite la Regione Emilia-Romagna, essendo un luogo vincolato a causa della sua posizione all’interno della pineta protetta. Un investimento – ci dice – a cui serviranno almeno sei anni di tempo per ripagarsi. «Credo possa funzionare, essendo in una posizione strategica, all’inizio della zona pedonale estiva, tra il Localito e gli street bar e la discoteca. L’obiettivo credo debba essere quello di fare squadra, tra imprenditori, per rilanciare Marina, che necessiterebbe anche di un’offerta ricettiva di livello. E insieme ad altri imprenditori stiamo pensando anche a un progetto in questo senso…».

Il locale sarà un caffè-bar aperto dalla mattina fino a notte, con ristorazione veloce e di sera – nelle intenzioni dei gestori – musica dal vivo e atmosfera stile pub in particolare nel giardino esterno.

Grande novità sarà poi quella di utilizzare anche la terrazza vista mare, se non già quest’anno, sicuramente a partire dalla stagione 2017.

Riapre l’ex pizzeria nella pineta a pochi passi dal centro di Marina

Sarà un pub-bar aperto dalla mattina fino a notte, con anche una terrazza vista mare. Si aggiunge al Localito Clandestino

Aperto solo da alcuni mesi, è già riuscito in qualche modo da solo a rilanciare la vita serale e notturna di Marina di Ravenna in un periodo tradizionalmente poco favorevole per la località marittima ravennate come quello invernale. Si tratta del Localito Clandestino, ristorante latino sullo stile della celebre Pousada di Milano Marittima, nato dalle ceneri di quello che molti ravennati ricordano come il Pub XXXX negli anni novanta, negli ultimi tempi invece ristorante Larry’s, su viale delle Nazioni, a pochi passi dal centro della località.

Con l’avvio della stagione balneare, la movida si intensificherà ulteriormente grazie anche alla riapertura del Santana, ex pizzeria e ristorante vicino al Localito, all’incrocio con via Ciro Menotti, nella pineta all’altezza dell’accesso per il bagno Obelix. Un locale chiuso da ormai otto anni e che ora è al centro di un importante investimento di riqualificazione con l’obiettivo di essere pronto per inaugurare per il ponte del 25 aprile. Si chiamerà Don Carlos dal nome dell’imprenditore edile faentino, di origini brasiliane, Carlos Alpi, che lo gestirà in base all’accordo con il proprietario, il commercialista ravennate Roberto Cottifogli, che incontriamo nel suo studio di viale Randi.

«È la prima volta che faccio un investimento in questo settore – ci racconta – e l’ho fatto in primo luogo perché voglio nel mio piccolo riportare Marina ai tempi in cui era una località frequentata e viva, con anche tanti emiliani, oltre ai ravennati, a divertirsi e fare serata».

Cottifogli, 48 anni, ha acquistato lo stabile e il terreno due anni fa, tramite la Regione Emilia-Romagna, essendo un luogo vincolato a causa della sua posizione all’interno della pineta protetta. Un investimento – ci dice – a cui serviranno almeno sei anni di tempo per ripagarsi. «Credo possa funzionare, essendo in una posizione strategica, all’inizio della zona pedonale estiva, tra il Localito e gli street bar e la discoteca. L’obiettivo credo debba essere quello di fare squadra, tra imprenditori, per rilanciare Marina, che necessiterebbe anche di un’offerta ricettiva di livello. E insieme ad altri imprenditori stiamo pensando anche a un progetto in questo senso…».

Il locale sarà un caffè-bar aperto dalla mattina fino a notte, con ristorazione veloce e di sera – nelle intenzioni dei gestori – musica dal vivo e atmosfera stile pub in particolare nel giardino esterno.

Grande novità sarà poi quella di utilizzare anche la terrazza vista mare, se non già quest’anno, sicuramente a partire dalla stagione 2017.

La cocaina era nella matrioska: in manette 35enne già arrestato per spaccio mesi fa

Perquisizione della polizia: nei guai un piccolo artigiano

La polizia ha trovato la droga nascosta in una matrioska. Nella tradizionale bambolina di legno c’erano 50 grammi di cocaina. Per questo motivo è stato arrestato dagli uomini del commissariato di Faenza un 35enne residente regolarmente nella città manfreda, piccolo artigiano di origini albanesi, già arrestato per spaccio un anno fa.

La polizia lo teneva d’occhio già da qualche tempo e dopo aver notato un giovane sospetto fuori dalla sua abitazione, presumibilmente recatosi dal 35enne per comprare una dose, hanno deciso di effettuare la perquisizione.

Il 35enne è stato quindi nuovamente arrestato per il reato di cessione e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Nella matrioska c’era anche, oltre alla droga, materiale per il confezionamento, un bilancino di precisione e altra sostanza da taglio.

Terzo Tempo: un intero anno da Città europea, tra sport e cultura

Teatro, libri, danza, passeggiate: ecco il calendario organizzato per il titolo del 2016 dall’agenzia di comunicazione Tuco

Nell’anno delle Olimpiadi di Rio de Janeiro e soprattutto nell’anno in cui Ravenna è Città europea dello sport, nasce “Terzo Tempo”, un ricco cartellone di appuntamenti tra arte e sport a cura di TuCo – Tutta la Comunicazione.

«Il progetto nasce due anni fa da un’idea di Ravenna teatro/Teatro delle Albe – affermano Alberto Marchesani e Alessandro Fogli – quando le Albe, in occasione dello spettacolo Incantati aprirono un tavolo di discussione sulla relazione fra arte e sport. All’epoca si focalizzò l’attenzione al teatro. L’obiettivo di TerzoTempo è quello di aprire la discussione a tutti i linguaggi artistici e intrecciare i diversi pubblici. Gli eventi, fra cui alcuni creati appositamente, sono in divenire e visibili su www.terzotempo.ra.it, e per chiunque volesse aderire, ci sarà tempo fino al prossimo 31 dicembre».

«È un modo – commenta l’assessore comunale allo Sport Guido Guerrieri – di evidenziare il legame tra sport e arte nelle sue molteplici forme, raccontando lo sport non più dal punto di vista di chi lo vive in prima persona, ma attraverso rappresentazioni artistiche, teatrali, letterarie e chi più ne ha, più ne metta».

Si parte ufficialmente il 7 marzo alle 21, a Palazzo Rasponi, con la presentazione del libro del giornalista Davide De Zan, Pantani è tornato. Il complotto, il delitto, l’onore, nell’ambito della rassegna “Il tempo ritrovato”. Sono già una ventina le realtà culturali e sportive ravennati finora coinvolte nel progetto.

Ci sono Ravenna Teatro, con lo spettacolo Pantani il 9 e 10 marzo nella stagione di prosa dell’Alighieri e alcuni episodi della non-scuola e il Festival GialloLuna NeroNotte dell’associazione Pa.Gi.Ne, con mostre e romanzi di genere ambientati nel mondo dello sport.

«Questo è un anno importante per lo sport – afferma Nevio Galeati di Pa.Gi.Ne. –. Così abbiamo pensato di dare spazio a tematiche quali doping, scommesse clandestine, delitti al centro di eventi sportivi, con interessanti autori. Con oltre trecento ragazzi del liceo artistico abbiamo inoltre avviato un progetto di disegni-illustrazioni sul tema».

In cartellone anche Trail Romagna, che ha organizzato “Attraversa-Menti”, camminata nei luoghi della cultura ravennate; l’Osservatorio Fotografico, che presenta il suo libro sul rugby; Ravenna Cinema, con varie iniziative dedicate al pugilato; il Cisim, con la breakdance per la Festa della Repubblica; Bronson Produzioni, con una serie di iniziative in spiaggia; il gruppo nanou e lo spettacolo Sport, ospitato nella suggestiva cornice del Museo d’Arte della città di Ravenna in collaborazione con Associazione Cantieri/Festival Ammutinamenti che sta anche organizzando altre iniziative; l’Associazione Norma, con iniziative al Centro Valtorto dopo l’estate; Que Vida, lo stabilimento balneare di Porto Corsini, con una serie di presentazioni di libri a tema sportivo; Lilith Studio Gallery e alcuni progetti sulla camminata; Basket Ravenna e la sua Orchestra dei Giovani che suonerà in occasione delle partite casalinghe; Bonobolabo, con la mostra “Impossible basket” e il concorso arte & skate; la Libreria Momo, che inizia con un progetto su letteratura per bambini, fotografia e camminata; Tanti Cosi Progetti, con una serie di proposte sul calcio; il Gruppo dello Zuccherificio con appuntamenti in via di definizione all’interno del festival “Il grido della farfalla”; Tante Lune e le camminate per bambini alla scoperta dell’arte cittadina; lo scrittore Iacopo Gardelli e l’attore Lorenzo Carpinelli, che in autunno debuttano con il monologo teatrale Santa Europa Defensora.

Terzo Tempo: un intero anno da Città europea, tra sport e cultura

Teatro, libri, danza, passeggiate: ecco il calendario organizzato
per il titolo del 2016 dall’agenzia di comunicazione Tuco

Nell’anno delle Olimpiadi di Rio de Janeiro e soprattutto nell’anno in cui Ravenna è Città europea dello sport, nasce “Terzo Tempo”, un ricco cartellone di appuntamenti tra arte e sport a cura di TuCo – Tutta la Comunicazione.

«Il progetto nasce due anni fa da un’idea di Ravenna teatro/Teatro delle Albe – affermano Alberto Marchesani e Alessandro Fogli – quando le Albe, in occasione dello spettacolo Incantati aprirono un tavolo di discussione sulla relazione fra arte e sport. All’epoca si focalizzò l’attenzione al teatro. L’obiettivo di TerzoTempo è quello di aprire la discussione a tutti i linguaggi artistici e intrecciare i diversi pubblici. Gli eventi, fra cui alcuni creati appositamente, sono in divenire e visibili su www.terzotempo.ra.it, e per chiunque volesse aderire, ci sarà tempo fino al prossimo 31 dicembre».

«È un modo – commenta l’assessore comunale allo Sport Guido Guerrieri – di evidenziare il legame tra sport e arte nelle sue molteplici forme, raccontando lo sport non più dal punto di vista di chi lo vive in prima persona, ma attraverso rappresentazioni artistiche, teatrali, letterarie e chi più ne ha, più ne metta».

Si parte ufficialmente il 7 marzo alle 21, a Palazzo Rasponi, con la presentazione del libro del giornalista Davide De Zan, Pantani è tornato. Il complotto, il delitto, l’onore, nell’ambito della rassegna “Il tempo ritrovato”. Sono già una ventina le realtà culturali e sportive ravennati finora coinvolte nel progetto.

Ci sono Ravenna Teatro, con lo spettacolo Pantani il 9 e 10 marzo nella stagione di prosa dell’Alighieri e alcuni episodi della non-scuola e il Festival GialloLuna NeroNotte dell’associazione Pa.Gi.Ne, con mostre e romanzi di genere ambientati nel mondo dello sport.

«Questo è un anno importante per lo sport – afferma Nevio Galeati di Pa.Gi.Ne. –. Così abbiamo pensato di dare spazio a tematiche quali doping, scommesse clandestine, delitti al centro di eventi sportivi, con interessanti autori. Con oltre trecento ragazzi del liceo artistico abbiamo inoltre avviato un progetto di disegni-illustrazioni sul tema».

In cartellone anche Trail Romagna, che ha organizzato “Attraversa-Menti”, camminata nei luoghi della cultura ravennate; l’Osservatorio Fotografico, che presenta il suo libro sul rugby; Ravenna Cinema, con varie iniziative dedicate al pugilato; il Cisim, con la breakdance per la Festa della Repubblica; Bronson Produzioni, con una serie di iniziative in spiaggia; il gruppo nanou e lo spettacolo Sport, ospitato nella suggestiva cornice del Museo d’Arte della città di Ravenna in collaborazione con Associazione Cantieri/Festival Ammutinamenti che sta anche organizzando altre iniziative; l’Associazione Norma, con iniziative al Centro Valtorto dopo l’estate; Que Vida, lo stabilimento balneare di Porto Corsini, con una serie di presentazioni di libri a tema sportivo; Lilith Studio Gallery e alcuni progetti sulla camminata; Basket Ravenna e la sua Orchestra dei Giovani che suonerà in occasione delle partite casalinghe; Bonobolabo, con la mostra “Impossible basket” e il concorso arte & skate; la Libreria Momo, che inizia con un progetto su letteratura per bambini, fotografia e camminata; Tanti Cosi Progetti, con una serie di proposte sul calcio; il Gruppo dello Zuccherificio con appuntamenti in via di definizione all’interno del festival “Il grido della farfalla”; Tante Lune e le camminate per bambini alla scoperta dell’arte cittadina; lo scrittore Iacopo Gardelli e l’attore Lorenzo Carpinelli, che in autunno debuttano con il monologo teatrale Santa Europa Defensora.

Terzo Tempo: un intero anno da Città europea, tra sport e cultura

Teatro, libri, danza, passeggiate: ecco il calendario organizzato per il titolo del 2016 dall’agenzia di comunicazione Tuco

Nell’anno delle Olimpiadi di Rio de Janeiro e soprattutto nell’anno in cui Ravenna è Città europea dello sport, nasce “Terzo Tempo”, un ricco cartellone di appuntamenti tra arte e sport a cura di TuCo – Tutta la Comunicazione.

«Il progetto nasce due anni fa da un’idea di Ravenna teatro/Teatro delle Albe – affermano Alberto Marchesani e Alessandro Fogli – quando le Albe, in occasione dello spettacolo Incantati aprirono un tavolo di discussione sulla relazione fra arte e sport. All’epoca si focalizzò l’attenzione al teatro. L’obiettivo di TerzoTempo è quello di aprire la discussione a tutti i linguaggi artistici e intrecciare i diversi pubblici. Gli eventi, fra cui alcuni creati appositamente, sono in divenire e visibili su www.terzotempo.ra.it, e per chiunque volesse aderire, ci sarà tempo fino al prossimo 31 dicembre».

«È un modo – commenta l’assessore comunale allo Sport Guido Guerrieri – di evidenziare il legame tra sport e arte nelle sue molteplici forme, raccontando lo sport non più dal punto di vista di chi lo vive in prima persona, ma attraverso rappresentazioni artistiche, teatrali, letterarie e chi più ne ha, più ne metta».

Si parte ufficialmente il 7 marzo alle 21, a Palazzo Rasponi, con la presentazione del libro del giornalista Davide De Zan, Pantani è tornato. Il complotto, il delitto, l’onore, nell’ambito della rassegna “Il tempo ritrovato”. Sono già una ventina le realtà culturali e sportive ravennati finora coinvolte nel progetto.

Ci sono Ravenna Teatro, con lo spettacolo Pantani il 9 e 10 marzo nella stagione di prosa dell’Alighieri e alcuni episodi della non-scuola e il Festival GialloLuna NeroNotte dell’associazione Pa.Gi.Ne, con mostre e romanzi di genere ambientati nel mondo dello sport.

«Questo è un anno importante per lo sport – afferma Nevio Galeati di Pa.Gi.Ne. –. Così abbiamo pensato di dare spazio a tematiche quali doping, scommesse clandestine, delitti al centro di eventi sportivi, con interessanti autori. Con oltre trecento ragazzi del liceo artistico abbiamo inoltre avviato un progetto di disegni-illustrazioni sul tema».

In cartellone anche Trail Romagna, che ha organizzato “Attraversa-Menti”, camminata nei luoghi della cultura ravennate; l’Osservatorio Fotografico, che presenta il suo libro sul rugby; Ravenna Cinema, con varie iniziative dedicate al pugilato; il Cisim, con la breakdance per la Festa della Repubblica; Bronson Produzioni, con una serie di iniziative in spiaggia; il gruppo nanou e lo spettacolo Sport, ospitato nella suggestiva cornice del Museo d’Arte della città di Ravenna in collaborazione con Associazione Cantieri/Festival Ammutinamenti che sta anche organizzando altre iniziative; l’Associazione Norma, con iniziative al Centro Valtorto dopo l’estate; Que Vida, lo stabilimento balneare di Porto Corsini, con una serie di presentazioni di libri a tema sportivo; Lilith Studio Gallery e alcuni progetti sulla camminata; Basket Ravenna e la sua Orchestra dei Giovani che suonerà in occasione delle partite casalinghe; Bonobolabo, con la mostra “Impossible basket” e il concorso arte & skate; la Libreria Momo, che inizia con un progetto su letteratura per bambini, fotografia e camminata; Tanti Cosi Progetti, con una serie di proposte sul calcio; il Gruppo dello Zuccherificio con appuntamenti in via di definizione all’interno del festival “Il grido della farfalla”; Tante Lune e le camminate per bambini alla scoperta dell’arte cittadina; lo scrittore Iacopo Gardelli e l’attore Lorenzo Carpinelli, che in autunno debuttano con il monologo teatrale Santa Europa Defensora.

Incubo Bolkestein per i bagnini Ma al De André il governo rassicura

In arrivo una sentenza della Corte di giustizia di Lussemburgo verso
le aste delle concessioni. Se ne è parlato alla fiera di Coop Spiagge

Da Lussemburgo, dove ha sede la Corte di giustizia dell’Unione europea che ha il compito di garantire l’osservanza del diritto nell’interpretazione e nell’applicazione dei trattati fondativi dell’Ue, nei prossimi mesi potrebbe arrivare un colpo di spugna sulla proroga dal 2015 al 2020, concessa dal Governo italiano, per la scadenza delle concessioni demaniali rilasciate dallo Stato a imprese private per svolgere attività turistico-ricettive balneari a fronte del pagamento di un canone. In buona sostanza sono i permessi necessari per gli stabilimenti sulle spiagge che sono aree di proprietà pubblica. La questione arriva dai palazzi delle istituzioni comunitarie nel nord Europa ma riguarda da vicino il territo- rio ravennate: basti pensare che i 47 km del tratto di costa della provincia, suddivisa fra i comuni di Ravenna e Cervia, contano circa 400 concessionari per quasi altrettanti stabilimenti balneari. Ogni concessione ha un canone annuo che varia, a seconda della superficie, da circa 8mila euro fino oltre 30mila a cui si sommano i 5-6mila euro necessari per garantire il servizio salvataggio. Contro la proroga al 2020 – la seconda dopo una prima che aveva già spostato la scadenza dal 2013 al 2015, in entrambi i casi per prendere tempo per arrivare a legiferare in materia senza che ancora sia accaduto – hanno fatto ricorso al Tar due imprese interessate a subentrare in due concessioni demaniali esistenti in Sardegna e in Lombardia, rinnovate senza apertura al mercato. I due tribunali amministrativi regionali hanno così rivolto una questione pregiudiziale alla Corte europea chiedendo di verificarne la compatibilità del comportamento italiano con il diritto comunitario. In particolare i giudici del Tar dubitavano della legittimità dell’automatismo per la proroga. Nei giorni scorsi l’Avvocatura generale della Corte ha dato parere negativo sul comportamento italiano. Il parere dell’avvocato non è definitivo, resta da attendere il pronunciamento ufficiale della Corte di Giustizia che però difficilmente ribalta l’opinione della sua avvocatura.

Tutto gira intorno alla direttiva dell’Ue formalmente identificata dalla sigla 2006/123/CE ma molto più nota come direttiva Bolkestein dal nome del politico olandese Frederik “Frits” Bolkestein, il commissario europeo per il mercato interno della Commissione Prodi che ha sostenuto la sua approvazione. La Bolkestein è stata presentata dalla Commissione europea nel febbraio del 2004 e emanata nel 2006, la legislazione italiana l’ha recepita tramite l’approvazione del decreto legislativo numero 59 del 26 marzo 2010. La direttiva si concentra sui servizi del mercato unico europeo e si occupa di concorrenza: per quanto riguarda in particolare le attività dei bagnanti prevede la possibilità a tutti, anche ad operatori di altri Paesi dell’Ue, di partecipare ai bandi pubblici per l’assegnazione delle concessioni. Le cosiddette aste per le spiagge. Invece il Governo approvò una legge per slittare al 31 dicembre 2020 la scadenza delle concessioni su tutta la costa italiana fissata al 31 dicembre 2015, confermando gli stessi concessionari senza gara ad evidenza pubblica. Una proroga automatica.

Ora si attende la sentenza della Corte. I più ottimisti dicono tra maggio e giugno ma più probabilmente solo dopo l’estate. Sarà sì una sentenza riferita ai due casi specifici ricordati ma farà giurisprudenza e il legislatore non potrà non tenerne conto nel momento in cui andrà finalmente a mettere mano alla riforma del settore. La notizia del parere dell’avvocatura ha messo in fibrillazione l’ambiente dei bagnini ravennati ma un’analisi più lucida ipotizza l’eventuale scenario delle aste non certo dietro l’angolo.

Sul tema si è svolto al Pala De André (nell’ambito della fiera della cooperativa spiagge, vedi articoli correlati) un incontro definito dai rappresentanti dei bagnini «franco e costruttivo» tra i presidenti dei due maggiori sindacati regionali dei balnearei (Fiba e Sib), il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Sandro Gozi, il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e l’assessore regionale Andrea Corsini.

I presidenti delle associazioni regionali Maurizio Rustignoli e Simone Battistoni hanno chiesto quali prossime azioni il governo, nazionale e regionale, abbia intenzione di mettere in campo al fine di scongiurare complicazioni derivanti da eventuali future pronunce negative da parte della Corte di Giustizia Europea sui ricorsi in essere.

Il sottosegretario Gozi ha ribadito l’intenzione del governo nazionale di lavorare su una legge di riordino del settore che contempli la previsione del cosiddetto “doppio binario” con il riconoscimento di un congruo periodo transitorio a favore degli attuali concessionari. Per arrivare a questo risultato, su cui si dovrà proseguire il negoziato con l’Unione Europea in tutte le sedi, è necessaria l’unità di intenti dei ministri coinvolti, della Conferenza Stato Regioni e delle associazioni di categoria. Il Presidente Bonaccini, unitamente all’Assessore Corsini, ha ribadito l’impegno della Regione Emilia Romagna in questo senso annunciando l’imminente apertura del tavolo di confronto con il neo Ministro agli Affari Regionali Enrico Costa.

«Il prossimo appuntamento – si legge nella nota dei balneari – è dunque programmato tra qualche settimana con il fermo impegno ad arrivare preparati al momento decisivo dell’approvazione di una legge che terrà nella massima considerazione le proposte unitarie avanzate dalle federazioni balneari».

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