sabato
09 Maggio 2026

Ladro sorpreso ancora in casa: con 16 nomi, già espulso più volte dall’Italia

Ora il tribunale gli ha imposto il divieto di dimora a Ravenna

Si era chiuso in casa, sprangando l’ingresso e cercando di nascondersi dietro una porta. Ma le forze dell’ordine hanno circondato il complesso residenziale (a Milano Marittima, in viale Matteotti) e hanno fatto ingresso nell’appartamento dalla stessa finestra che lui aveva forzato per entrare, arrestando in flagranza di reato il ladro. Si tratta di un 57enne bosniaco, senza fissa dimora, nullafacente e pluripregiudicato, già inserito nella banca dati delle forze dell’ordine con ben 16 differenti alias (da Kazim a Zoran, da Hazim a Ivan) e che dal 2010 ha collezionato numerosi provvedimenti di espulsione dal territorio nazionale, emessi dalle competenti autorità delle province di Ravenna, Grosseto, Genova, Imperia e Pesaro.

In questo ultimo caso, il tribunale di Ravenna sabato mattina lo ha condannato a 4 mesi di reclusione e al pagamento delle spese processuali, con applicazione del divieto di dimora nella provincia di Ravenna.

Tampona un trattore e muore sul colpo

La vittima è un 92enne che ha colpito il frangizolle trainato dal mezzo agricolo. Carabinieri sul posto 

Ha tamponato il frangizolle trainato da un trattore ed è morto sul colpo: un uomo di 92 anni, Antonio Ancarani, è deceduto in un incidente stradale avvenuto verso le 18 del 6 febbraio in via Basilica a Savarna dove viveva la vittima (che lascia moglie e due figli). Sul luogo dell’incidente sono immediatamente intervenuti i carabinieri della locale stazione con i sanitari del 118 e i vigili del fuoco di Ravenna. A causa delle lesioni riportate nell’impatto l’anziano decedeva sul posto. Sono in corso accertamenti per chiarire se all’origine del sinistro vi possa essere stato un improvviso malore dell’automobilista.

Faenza ricorda Pietro Nenni con una targa nella sua casa natale

Nel 125esimo della nascita del leader storico del Partito Socialista Italiano

«Un politico amato e rispettato oltre i confini del suo partito. Ancora attuale il concetto che aveva del socialismo: portare avanti tutti quelli che sono indietro». Così il presidente della Regione Stefano Bonaccini ha ricordato Pietro Nenni, in una nota diffusa dopo aver partecipato alla deposizione di una targa sulla casa natale a Faenza per il 125/o della nascita, che ricorre il 9 febbraio.

«Un uomo – ha aggiunto – che portava con sé, anche nei suoi brillanti discorsi, lo spirito vigoroso e infiammato della terra romagnola, unito a una personale sobrietà che contraddistinse sempre il suo modo di essere, di vivere, di fare politica».

Leader storico del Partito Socialista Italiano e Padre fondatore della Repubblica, Nenni nacque a Faenza il 9 febbraio1891. Brillante giornalista, durante il ventennio fascista fu uno dei massimi dirigenti del socialismo e dell’antifascismo italiano e internazionale. Durante la Liberazione, assunse cariche di governo guidando in prima persona la battaglia a favore della Repubblica. Fu Vicepresidente del Consiglio e ministro per la Costituente (1945-46), alto commissario per le sanzioni contro il fascismo (1945), ministro degli Esteri (1946-47), deputato alla Costituente e alla Camera sin dalla prima legislatura repubblicana. Con il passaggio a una formula di governo di centrosinistra, Nenni portò il partito socialista al governo, assumendo la carica di vicepresidente del Consiglio nei governi Moro (1963-68) e ministro degli Esteri negli esecutivi Rumor (1968-69). Determinante è stata la sua azione nella unificazione dei due partiti socialisti, Psi e Psdi nel 1966, mentre non poté evitare la nuova scissione tre anni più tardi, restando nel Psi, di cui fu presidente sino alla morte avvenuta il 1° gennaio 1980. Nel 1970 fu nominato senatore a vita.

Per il sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi «Nenni è una di quelle figure che per passione, coraggio, intelligenza e senso delle istituzioni dovrebbero essere ancora oggi di esempio per tutti, in particolare per chi riveste responsabilità politiche. La posa di una targa sulla sua casa natale in pieno centro storico, rimanda ad un tratto di Nenni legato alle sue radici che affondano nelle vicende sociali e politiche della romagna di inizio del ‘900. Vicende che, senza dubbio, contribuirono a plasmarne la personalità e la scelta di lottare contro le diseguaglianze sociali».

Addio Fratelli d’Italia, la Pigna pronta a correre da sola: «Vera lista civica»

Il capolista è l’ex Pd Roccafiorita, poi due donne: Verlicchi e Lopes
«Rappresenteremo istanze dimenticate di madri e lavoratrici…»

Alle elezioni amministrative di Ravenna del prossimo giugno la Pigna si presenterà con tutta probabilità da sola, come «una vera lista civica, trasversale, fatta in primo luogo dai cittadini ravennati, con l’impegno di costruire una nuova classe dirigente al posto di quella che ha fatto solo danni da tanti anni a oggi in città». Le parole sono di Giuseppe Roccafiorita, ex Pd ma soprattutto renziano della prima ora poi come noto ricredutosi (vedi articoli correlati), ufficialmente nominato capolista della formazione che vede come candidato a sindaco Maurizio Bucci, il consigliere comunale che ha da poco lasciato Forza Italia, noto soprattutto in città per il suo ruolo di imprenditore e in particolare per il suo Mariani Lifestyle.

La lista è stata al centro del dibattito politico in questi giorni anche per via di questioni interne a Fratelli d’Italia, con il portavoce provinciale del partito di destra rappresentato a livello nazionale da Giorgia Meloni che dopo aver stretto l’accordo elettorale con la Pigna, prima si è dimesso dall’incarico, poi è stato clamorosamente sbugiardato dal responsabile regionale, che ha così fatto saltare, probabilmente in maniera definitiva, l’alleanza. E Roccafiorita sembra essersene fatto una ragione in fretta, cogliendo anzi la palla al balzo per tenere le distanze dai partiti tradizionali e tendere la mano invece ai cittadini che se ne vogliano allontanare. «A mio avviso – ha dichiarato in una conferenza stampa convocata appositamente proprio al Mariani – quello di far decidere le alleanze ai partiti, ai tavoli romani, è un modo deleterio di gestire la situazione, in quanto ci si allontana dai ravennati. In un simile quadro, a noi interessa lavorare su proposte e programmi, non sulle alleanze. Anche se le nostre porte restano sempre aperte alla discussione e al confronto, siamo pronti a scendere in campo da soli». E se gli si chiede se così, da sola, la Pigna non sia troppo “leggera”, Roccafiorita scherza sul suo passato da renziano… «Per esperienza personale – sorride – ho visto un giovincello supportato da “4 sfigati” diventare capo del Pd e premier in un anno e mezzo, quindi non sottovalutarei i “leggerini”. In Italia ormai i vecchi schemi politici sono saltati e tutto è possibile».

La conferenza è stata anche l’occasione per presentare due donne (entrambe madri-lavoratrici, come sottolineano) che saranno in lista nella Pigna nei primissimi posti. «Puntiamo ad una forte componente femminile – continua Roccafiorita – che rappresenti le istanze delle donne madri e lavoratrici, dimenticate da tutte le altre formazioni». Si tratta di Veronica Verlicchi – militante di Forza Italia (e co-responsabile del progetto di ascolto “Dillo a Forza Italia”, da cui si è autosospesa) che già da tempo ha deciso di sostenere La Pigna a fronte di quella che aveva definito in un comunicato come «una sostanziale assenza» del suo partito dal dibattito politico cittadino – e di Micheline Lopes, di origini brasiliane e con una laurea in Conservazione dei Beni Culturali («è stata la prima laureata straniera a Ravenna – rivela Roccafiorita – e per noi è un vero modello di integrazione»).

Entrando nel merito del programma, Roccafiorita punta ad approfondire un tema particolare, quello del turismo, annunciando un piano di rilancio globale che non riguarderà solo il presente, «ma i prossimi vent’anni», attraverso anche una riqualificazione del centro storico. «È fondamentale – ha aggiunto – vendere nel mondo il marchio Ravenna e per farlo non servono manager, ma una amministrazione che si riprenda il suo ruolo guida promuovendo la città nella sua interezza».

Per quanto riguarda il reperimento dei fondi, il capolista della Pigna punta su tagli a società a capitale misto e privato come Ravenna Holding, «che ha fatto un lavoro che dovrebbe svolgere il Comune, e l’ha fatto pure male», mentre l’edilizia, infini, «deve essere rilanciata – ha concluso Roccafiorita – con il recupero di ciò che è già esistente, non avviando ulteriori costruzioni che non servono».

Cacciavite alla gola e pistola contro due anziani, svegliati di notte nel loro letto

Malviventi con il volto coperto si fanno consegnare collana e orologio
Sulle loro tracce i carabinieri, giunti sul posto dopo pochi minuti

Dopo essersi introdotti in un’abitazione di via dell’Ancora, a Punta Marina, hanno svegliato nel cuore della notte due anziani che stavano dormendo nel loro letto. Poi hanno puntato un cacciavite alla gola della donna (di 79 anni), facendosi consegnare una collana d’oro, e puntato una pistola al compagno, di qualche anno più giovane, per cercare di impossessarsi del suo orologio di valore. Non essendo riusciti però a farselo consegnare immediatamente, hanno colpito l’anziano con il calcio della pistola, procurandogli una contusione alla mano, fino a che non sono riusciti a strappargli e portare via l’orologio.

Si tratta di due malviventi che hanno agito attorno alle 3.30 con il volto coperto e poche parole, fuggiti poi nel buio senza riuscire però a portare via denaro in contante o altri oggetti di valore.

Sul posto anche un’ambulanza per soccorrere le due vittime, comprensibilmente sotto choc, e i carabinieri, giunti dopo pochi minuti la chiamata del figlio, che abita nei pressi. Già nel corso del primo sopralluogo erano presenti anche i comandanti della stazione di Marina e della compagnia di Ravenna e i militari hanno raccolto tracce ed elementi considerati utili per risalire all’identità dei due fuggitivi.

Lavori fermi in piazza Kennedy? Si cerca il foro romano. «Ma rispetteremo i tempi»

Archeologi in azione, scavi fino a 3,3 metri, poi si seguiranno
le prescrizioni delle Soprintendenza. Inaugurazione in giugno?

In piazza Kennedy – nel cantiere più discusso della storia recente di Ravenna – i lavori sono fermi da una ventina di giorni? L’accusa era arrivata da un consigliere territoriale di Forza Italia, Manuel Colafrancesco, sollecitato da alcuni commercianti. La risposta del Comune non si è fatta tardare: i lavori veri e propri di realizzazione della piazza pedonale, in effetti, sono temporanemante fermi, ma proseguono gli scavi archeologici.

«In queste ore – spiegano infatti dal Comune – archeologi della Soprintendenza stanno effettuando i rilievi nella porzione dell’area degli ex orti Rasponi di piazza Kennedy dove si sono svolte nelle scorse settimane le operazioni di scavo fino a 3.3 metri. Gli scavi verranno estesi nei prossimi giorni alla restante parte degli ex orti fino a raggiungere anche qui un livello di profondità di 3,3 metri. Come è noto tali operazioni sono finalizzate al ritrovamento dell’antico foro romano che da ricerche storiche dovrebbe essere situato in quell’area».

Per quanto riguarda le opere di riqualificazione vere e proprie della piazza, l’obiettivo dell’ Amministrazione comunale «è quello di terminare i lavori nei tempi previsti (entro giugno, ndr), nel rispetto delle prescrizioni della Soprintendenza e dei ritrovamenti che emergeranno dai sondaggi stratigrafici».

A seconda, quindi, dei risultati che emergeranno dalle indagini della Soprintendenza Archeologica le opere verranno portate a termine «con modalità compatibili con la valorizzazione degli aspetti archeologici della piazza stessa».

Come già annunciato, in pratica non è da escludere una piazza completata in giugno, ma con ancora un piccolo cantiere nel punto in cui i reperti archeologici si saranno rivelati di valore.

Lavori fermi in piazza Kennedy? Si cerca il foro romano. «Ma rispetteremo i tempi»

Archeologi in azione, scavi fino a 3,3 metri, poi si seguiranno le prescrizioni delle Soprintendenza. Inaugurazione in giugno?

In piazza Kennedy – nel cantiere più discusso della storia recente di Ravenna – i lavori sono fermi da una ventina di giorni? L’accusa era arrivata da un consigliere territoriale di Forza Italia, Manuel Colafrancesco, sollecitato da alcuni commercianti. La risposta del Comune non si è fatta tardare: i lavori veri e propri di realizzazione della piazza pedonale, in effetti, sono temporanemante fermi, ma proseguono gli scavi archeologici.

«In queste ore – spiegano infatti dal Comune – archeologi della Soprintendenza stanno effettuando i rilievi nella porzione dell’area degli ex orti Rasponi di piazza Kennedy dove si sono svolte nelle scorse settimane le operazioni di scavo fino a 3.3 metri. Gli scavi verranno estesi nei prossimi giorni alla restante parte degli ex orti fino a raggiungere anche qui un livello di profondità di 3,3 metri. Come è noto tali operazioni sono finalizzate al ritrovamento dell’antico foro romano che da ricerche storiche dovrebbe essere situato in quell’area».

Per quanto riguarda le opere di riqualificazione vere e proprie della piazza, l’obiettivo dell’ Amministrazione comunale «è quello di terminare i lavori nei tempi previsti (entro giugno, ndr), nel rispetto delle prescrizioni della Soprintendenza e dei ritrovamenti che emergeranno dai sondaggi stratigrafici».

A seconda, quindi, dei risultati che emergeranno dalle indagini della Soprintendenza Archeologica le opere verranno portate a termine «con modalità compatibili con la valorizzazione degli aspetti archeologici della piazza stessa».

Come già annunciato, in pratica non è da escludere una piazza completata in giugno, ma con ancora un piccolo cantiere nel punto in cui i reperti archeologici si saranno rivelati di valore.

Iter: licenziamenti rinviati di 3 mesi E una coop ne assumerà 20 su 115

Cassa integrazione straordinaria fino a maggio e intanto Coopolis
avvia un ramo manutenzioni in soccorso dell’azienda edilizia

Licenziamento posticipato di tre mesi grazie alla cassintegrazione straordinaria e il soccorso di una cooperativa della galassia Legacoop che assumerà gradualmente non più di una ventina di operai nei prossimi tre anni. È questo il nuovo scenario futuro per 115 dei 162 lavoratori dell’Iter di Lugo, storica realtà della cooperazione in edilizia alle prese con un concordato richiesto per far fronte alla crisi che va avanti da anni. L’accordo è stato raggiunto quest’oggi, 5 febbraio, nella sede della Regione Emilia Romagna dove si è riunito il tavolo di crisi alla presenza dell’assessore regionale Palma Costi, dei dirigenti e tecnici della Legacoop Romagna e Ravenna, della direzione, dei tecnici e del liquidatore della cooperativa Iter, della Provincia di Ravenna, del Comune di Lugo, della Cgil e della Fillea regionale, della Fillea di Ravenna, della Rsu aziendale.

Dopo gli ultimi pensionamenti, sono rimasti 162 i lavoratori in forza a Iter (115 in provincia di Ravenna, gli altri fuori regione) per i quali il licenziamento era fissato al 18 febbraio. I tre mesi di Cigs porteranno questa data al 18 maggio per i 115 ravennati. Intanto Legacoop ha presentato il proprio progetto industriale che coinvolge Coopolis: l’azienda di Ravenna si occupava finora di consulenza in edilizia e avvierà un ramo operativo nel settore delle facility e delle manutenzioni immobiliari, sia pubbliche che private, che nell’arco di un triennio dovrebbe assorbire da una decina ad una ventina di lavoratori dell’Iter.

La Fillea-Cgil di Ravenna considera positivo il progetto di Legacoop, «in particolare perché finalmente si costituisce nel settore delle costruzioni un soggetto che assume lavoratori dopo anni in cui il nostro territorio ha visto solo licenziamenti, chiusure e ristrutturazioni». I numeri però sono evidenti di come la situazione sia ancora lontana da una soluzione: «Il nostro impegno e i prossimi passi – si legge nel comunicato del sindacato – saranno proprio nella verifica dell’attuazione del piano e nella ricollocazione del personale senza escludere che, se gli impegni non dovessero essere rispettati, riprenderemo le iniziative di mobilitazione».

La Cgil sottolinea, infine, come le ultime modifiche normative sugli ammortizzatori sociali previste dal Jobs Act abbiano fortemente limitato l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, e in particolare della cassa integrazione straordinaria, anche in presenza di soluzioni positive che permettano la rioccupazione dei lavoratori. La Fillea chiede pertanto a tutte le forze politiche e alle istituzioni di correggere le storture dell’attuale normativa.

Un virus manda in tilt i pc del liceo E gli hacker chiedono il riscatto

Poche centinaia di euro per liberare i dati criptati con una email infetta Ma i tecnici contano di recuperare tutto senza cedere all’attacco

Con un virus informatico inviato via mail hanno mandato in tilt la rete dei computer del liceo scientifico Oriani di Ravenna e poi hanno chiesto un riscatto di poche centinaia di euro per l’antidoto. È quanto accaduto nei giorni scorsi all’istituto superiore secondo quanto si apprende dalle pagine dell’edizione odierna de Il Corriere Romagna. Il pagamento del riscatto non sarà necessario: i tecnici sono al lavoro per rimettere in piedi la rete e inoltre i dati persi non sono sensibili. In gergo tecnico si tratta di un criptolocker, virus che circola da diverso tempo e sta infettando i pc di mezzo mondo: aprendo un file allegato o cliccando su un link contenuto in una email che arriva da un indirizzo all’apparenza credibile, si resta infettati in tutto il sistema a cui è collegato il computer ritrovandosi con i dati criptati e non più utilizzabili se non con un software per decriptarli che viene venduto dagli hacker.

Parte dal Pala De André il tour italiano di Joan Baez, icona del pacifismo

L’usignolo di Woodstock, nota anche per l’unione artistica
(e sentimentale) con Bob Dylan, chiuderà il Ravenna Festival in luglio

È ufficiale: “An evening with Joan Baez”, il nuovo tour italiano dell’usignolo di Woodstock – come è stata ribattezzata dopo la sua celeberrima esibizione al festival nel 1969 – si aprirà a Ravenna mercoledì 13 luglio al Pala De Andrè. Il concerto della grande folk singer statunitense sarà l’evento conclusivo della ventisettesima edizione di Ravenna Festival.

«Una serata – si legge in una nota del Festival – che si annuncia fin d’ora come indimenticabile e volta a segnare una nuova, preziosa, tappa nel percorso che il Festival segue dal 1990, alla scoperta dei “nuovi menestrelli”, di quelle voci in grado di interpretare le passioni e le spinte innovative dei grandi movimenti popolari che, nel secolo breve, hanno contribuito a cambiare il mondo. Così, se nel 2002 si è potuto ascoltare la voce di Bob Dylan, il riccioluto ragazzo del Minnesota che ha reinventato la figura del cantautore, prima o poi non poteva mancare quella appunto di Joan Baez, l’usignolo di Woodstock che con Dylan ha intessuto un profondo rapporto artistico e personale. Soprattutto nell’anno in cui il filo rosso che lega il festival esalta l’impegno per la difesa dei diritti civili, partendo dall’omaggio a Nelson Mandela. Così, passando da “Ho camminato sulla lunga strada per la libertà” di Madiba si arriva a “How many roads must a man walk down / before you call him a man?”, ballata eseguita innumerevoli volte dalla coppia Dylan – Baez».

Joan Baez, nella propria lunga e intensissima carriera (all’anagrafe Joan Chandos Báez) è passata dai temi della beat generation all’impegno per i diritti civili, diventando il simbolo di una generazione “in rivoluzione”. Nel 1965 canta l’inno pacifista “We Shall Overcome” e si unisce alla voce di Martin Luther King nella storica marcia in Alabama; e nel ‘66 è al fianco di Cesar Chavez e dei contadini immigrati della California, nella loro lotta per ottenere migliori condizioni di lavoro e di vita. Poi la musica e l’attivismo politico diventano inseparabili per Joan Baez quando l’America comincia a parlare del Vietnam: “Where Have All the Flowers Gone?”, chiede Joan con la chitarra, gridando pubblicamente la propria obiezione alle spese di guerra. Icona, dunque, del pacifismo, e della lotta per i diritti civili, ha anche interpretato la canzone di Gianni Morandi, “C’era un ragazzo che come me…”, facendola conoscere al mondo intero. Così, come era stata in Vietnam nel Natale del 1972, mentre Nixon scatenava il terrificante “bombardamento di Natale” su Hanoi, è stata anche la prima ad esibirsi a Sarajevo, allo scoppio della guerra; e la prima in assoluto a cantare nell’ex penitenziario di Alcatraz, per beneficenza. E oggi la sua voce si è alzata dopo la sconvolgente moltiplicazione di attentati terroristici: «I am Paris, I am Beirut, I am Baghdad, and beyond…».

Il concerto di Ravenna apre un tour italiano di quattro date (il 14 Gardone Riviera, il 16 luglio a Recanati e il 18 luglio a Roma) che offrirà l’occasione per ripercorrere una lunga carriera iniziata più di 50 anni fa.

La nuova mostra interattiva di Immaginante a Ravenna fino al 21 febbraio a Palazzo Rasponi  

Un percorso fra cinque stanze per bambini dai 2 ai 10 anni

In prima nazionale, arriva a Ravenna la nuova mostra interattiva per bambini e famiglie curata da Immaginante in collaborazione con il Comune e la Provincia.

“Bianco a colori”, consigliata dai 2 ai 10 anni ma aperta a tutti, inaugura sabato 6 febbraio alle 16.30 a Palazzo Rasponi dalle Teste (via Luca Longhi, 9), dove si protrarrà fino al 21 febbraio.

Il percorso guidato si snoda in cinque diverse stanze, ognuna delle quali offrirà ai visitatori la possibilità di vivere un’esperienza artistica e corporea diversa, lasciando tracce e contribuendo così a modificare l’installazione proposta. All’interno della prima, “Gomitoli”, i bambini si improvviseranno sarti, intrecciando fili e Scooby doo. Dentro “Pompon”, invece, i visitatori comporranno forme su tele e quadri bianchi stesi a terra, lasciando spazio alla fantasia. Dentro la stanza “Acquario”, ispirata al libro “Animali sonanti” pubblicato da Arianna Sedioli e Alessio Caruso per le Edizioni Fulmino, pesci e polpi balleranno sulle musiche di Camille Saint-Saëns. “La famiglia K.” darà invece modo ai bambini di vestire una serie di manichini con stoffe bianche e accessori colorati. Nell’ultima installazione, “Imbandita”, i visitatori decoreranno tovagliette creando un kit per la colazione da portare a casa.

«Abbiamo deciso di dedicare la mostra al colore bianco – spiega Arianna Sedioli, direttrice artistica di Immaginante – utilizzandolo come sfondo ideale per accogliere le tracce cromatiche e sonore dei bambini e degli adulti che li accompagnano. Dalle prime quattro stanze i visitatori porteranno con sè l’esperienza della creatività condivisa, dall’ultima un piccolo oggetto finito, come ricordo del percorso. In ogni caso, vivranno momenti di arte ludica partecipata».

La mostra, inserita nel Piano dell’offerta formativa (Pof) del Comune di Ravenna, ha quasi registrato il tutto esaurito tra educatori e insegnanti: per le visite dei nidi e delle scuole dell’infanzia e primarie restano ancora alcuni posti ma è necessario prenotarli il prima possibile (telefonando al 334/2804710). Le visite per le scuole durano un’ora e si tengono dal lunedì al venerdì mattina (turni a partire dalle ore 9), oltre al martedì e giovedì pomeriggio (turni a partire dalle ore 14).

Massima libertà, invece, per il pubblico delle famiglie, che oltre a prendere parte all’inaugurazione, potranno prenotare la propria visita animata (sempre chiamando il 334/2804710) a cui partecipare nelle giornate di martedì e giovedì (ore 16,30), sabato e domenica mattina (ore 10-11 e 12), sabato e domenica pomeriggio (ore 14,30- 15,30-16,30-17,30).

Il programma di “Bianco a colori” prevede altri due momenti. Il primo, ormai tradizionale per le mostre di Immaginante, è il workshop per educatori, insegnanti, genitori e operatori dei servizi in programma sabato 13 febbraio alla Sala Serra della Banca Popolare dell’Emilia-Romagna (piazzetta Serra, Ravenna). Il workshop, gratuito per i docenti e gli operatori che lavorano in provincia di Ravenna, è su prenotazione (334/2804710).

Un momento nuovo sarà rappresentato da “Colours and food”, un aperitivo per adulti, accompagnato da una perfomance cromatica, in programma giovedì 18 febbraio alle 19,30 al “S Club” di via Zara 48 a Ravenna (prenotazione consigliata allo 0544/590219 o al 340/5513034).

La nuova mostra interattiva di Immaginante a Ravenna fino al 21 febbraio a Palazzo Rasponi  

Un percorso fra cinque stanze per bambini dai 2 ai 10 anni

In prima nazionale, arriva a Ravenna la nuova mostra interattiva per bambini e famiglie curata da Immaginante in collaborazione con il Comune e la Provincia.

“Bianco a colori”, consigliata dai 2 ai 10 anni ma aperta a tutti, inaugura sabato 6 febbraio alle 16.30 a Palazzo Rasponi dalle Teste (via Luca Longhi, 9), dove si protrarrà fino al 21 febbraio.

Il percorso guidato si snoda in cinque diverse stanze, ognuna delle quali offrirà ai visitatori la possibilità di vivere un’esperienza artistica e corporea diversa, lasciando tracce e contribuendo così a modificare l’installazione proposta. All’interno della prima, “Gomitoli”, i bambini si improvviseranno sarti, intrecciando fili e Scooby doo. Dentro “Pompon”, invece, i visitatori comporranno forme su tele e quadri bianchi stesi a terra, lasciando spazio alla fantasia. Dentro la stanza “Acquario”, ispirata al libro “Animali sonanti” pubblicato da Arianna Sedioli e Alessio Caruso per le Edizioni Fulmino, pesci e polpi balleranno sulle musiche di Camille Saint-Saëns. “La famiglia K.” darà invece modo ai bambini di vestire una serie di manichini con stoffe bianche e accessori colorati. Nell’ultima installazione, “Imbandita”, i visitatori decoreranno tovagliette creando un kit per la colazione da portare a casa.

«Abbiamo deciso di dedicare la mostra al colore bianco – spiega Arianna Sedioli, direttrice artistica di Immaginante – utilizzandolo come sfondo ideale per accogliere le tracce cromatiche e sonore dei bambini e degli adulti che li accompagnano. Dalle prime quattro stanze i visitatori porteranno con sè l’esperienza della creatività condivisa, dall’ultima un piccolo oggetto finito, come ricordo del percorso. In ogni caso, vivranno momenti di arte ludica partecipata».

La mostra, inserita nel Piano dell’offerta formativa (Pof) del Comune di Ravenna, ha quasi registrato il tutto esaurito tra educatori e insegnanti: per le visite dei nidi e delle scuole dell’infanzia e primarie restano ancora alcuni posti ma è necessario prenotarli il prima possibile (telefonando al 334/2804710). Le visite per le scuole durano un’ora e si tengono dal lunedì al venerdì mattina (turni a partire dalle ore 9), oltre al martedì e giovedì pomeriggio (turni a partire dalle ore 14).

Massima libertà, invece, per il pubblico delle famiglie, che oltre a prendere parte all’inaugurazione, potranno prenotare la propria visita animata (sempre chiamando il 334/2804710) a cui partecipare nelle giornate di martedì e giovedì (ore 16,30), sabato e domenica mattina (ore 10-11 e 12), sabato e domenica pomeriggio (ore 14,30- 15,30-16,30-17,30).

Il programma di “Bianco a colori” prevede altri due momenti. Il primo, ormai tradizionale per le mostre di Immaginante, è il workshop per educatori, insegnanti, genitori e operatori dei servizi in programma sabato 13 febbraio alla Sala Serra della Banca Popolare dell’Emilia-Romagna (piazzetta Serra, Ravenna). Il workshop, gratuito per i docenti e gli operatori che lavorano in provincia di Ravenna, è su prenotazione (334/2804710).

Un momento nuovo sarà rappresentato da “Colours and food”, un aperitivo per adulti, accompagnato da una perfomance cromatica, in programma giovedì 18 febbraio alle 19,30 al “S Club” di via Zara 48 a Ravenna (prenotazione consigliata allo 0544/590219 o al 340/5513034).

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