sabato
09 Maggio 2026

Con un fucile prendeva di mira gli animali dei vicini: ferito un gatto

Denunciato per maltrattamento un 36enne incensurato: in casa aveva un’arma di precisione e centinaia pallini di piombo

In casa aveva un fucile ad aria compressa con ottica di precisione e quasi 300 pallini in piombo, utilizzati per colpire (o tentare di colpire) gli animali del vicinato. Diverse le segnalazioni a suo carico, la più grave lo scorso 30 dicembre, quando un gatto di razza di un vicino ha riportato gravi ferite con il veterinario che ha estratto dal corpo del felino alcuni pallini in piombo, come quelli ritrovati a casa dell’uomo. Si tratta di un 36enne ravennate, incensurato, denunciato per il reato di maltrattamento di animali.
L’arma e il relativo munizionamento sono stati posti sotto sequestro.

La Mora Romagnola va in tv: Melaverde (Canale 5) visita Palazzo di Zattaglia

La puntata del 7 febbraio della trasmissione Mediaset sarà sulle colline faentine alla scoperta di una razza suina che ha rischiato l’estinzione

Sugli schermi di Canale 5 arriva la Mora Romagnola: la storica razza suina del nostro territorio – un maiale nero che negli ultimi 30 anni ha rischiato di scomparire ma che oggi continua a vivere grazie ad un progetto di recupero particolare – sarà protagonista di una una puntata di Melaverde, il noto programma di punta del day-time Mediaset, condotto da Edoardo Raspelli ed Ellen Hidding, nato nel 1998 e giunto alla puntata numero 525.

Alle 12 di domenica 7 gennaio andrà in onda la puntata registrata a fine gennaio quando Raspelli ha raggiunto Brisighella con un focus sulla Fattoria Palazzo di Zattaglia di Brisighella. Per poi passare allo stabilimento gastronomico di Pontenono di Brisighella una struttura che riesce a coniugare tradizione artigianale e forte innovazione. Le carni qui lavorate provengono infatti dall’allevamento della Fattoria Palazzo di Zattaglia e da altre aziende agricole del territorio romagnolo, che allevano capi di razza pura nell’ambito del “Progetto di Filiera” della Mora Romagnola approvato dalla Regione Emilia Romagna. Di estrema importanza, per la totale garanzia di affidabilità e sicurezza al consumatore finale, è il sistema di tracciabilità e rintracciabilità completamente informatizzato che consente di risalire fino al luogo di nascita (ma anche di allevamento e di lavorazione) dell’animale a partire dal prodotto finito, oltre a tutti i dati riferiti all’animale quali sesso, età, tipo di alimentazione.

Di Marco, ultimo mese da presidente Ap «Se resto ancora il porto va in Paradiso»

L’ingegnere confida in una prima proroga: «Mi stupirei del contrario»
Completati i dragaggi in avamporto: fondale di nuovo a 11,5 metri

A trenta giorni dalla scadenza del suo primo mandato quadriennale come presidente dell’Autorità portuale di Ravenna, Galliano Di Marco annuncia il completamento dei dragaggi che hanno riportato il fondale all’imboccatura del Candiano alla profondità disponibile prima della mareggiata di dodici mesi fa (11,5 metri) ed è pronto per il bis: «Fatemi fare il secondo mandato e questo porto lo porto in Paradiso». Una promessa fatta appoggiandosi ai numeri da poco forniti dalle governance degli scali: il 2015 è stato il quarto anno consecutivo di crescita (1,14 percento) per le merci movimentate a Ravenna e con 20,5 milioni di tonnellate (al netto delle rinfuse liquide), Ravenna risulta il primo porto del nord Adriatico mettendo in riga Koper (17,4), Venezia (16,1), Trieste (15,8) e Ancona (3,8). Non solo: dalle elaborazioni degli uffici di via Antico Squero risulta che tra i cinque porti a confronto nessuno ha avuto una crescita migliore di quella avuta da Ravenna rispetto al 2012.

Sarà anche per questo che Di Marco non fa mistero di aspettarsi la proroga di 45 giorni consentita dalla legge e di fatto quasi sempre applicata in altri contesti: «In passato è stata concessa a presidenti di Autorità portuali che hanno avuto tre perquisizioni di polizia tra uffici e abitazioni. Io avrò pure un avviso di garanzia ma per cose che sono state fatte prima del mio arrivo e di cui nessuno mi aveva messo al corrente. Se il ministro Delrio non mi concedesse la proroga diciamo che comincerei a farmi qualche domanda anche sul reale spirito all’origine della sua riforma dei porti…».

La proroga potrebbe servire anche per arrivare al completamento di un nuovo bando innovativo per affrontare le prossime necessità di dragaggio, con l’obiettivo di intervenire con tempismo migliore. I lavori conclusi il 20 gennaio scorso dalla ditta Dragaggi (costati 2,5 milioni) erano cominciati a fine ottobre «ma l’avvio delle procedure risale a undici mesi fa – lamenta Di Marco –. Quei nove mesi purtroppo non potevano essere ridotti, sono tempi tecnici necessari». Per fare sì che alla prossima occasione in cui sarà necessario dragare per fronteggiare le imprevedibili conseguenze di maltempo non si debbano sprecare nove mesi di tempo, la soluzione passa da un bando allo studio negli uffici di Ap in concerto con il ministero: «Il porto di Ravenna deve essere in grado di affrontare il dragaggio come se fosse manutenzione ordinaria e per farlo stiamo pensando a un bando triennale che vada a individuare una società di dragaggio sempre a disposizione: ci sarà un costo fisso e un costo a chiamata per l’intervento specifico. Crediamo che Ravenna possa sperimentare questa formula: appena il fondale si insabbia deve intervenire la draga». Per il momento è affidato ai piloti del porto un compito di monitoraggio costante con un report mensile a Ap.

Con l’intervento appena completato sono stati rimossi 216mila metri cubi di sabbia dal fondale per trasportarla al largo in due aree a disposizione di Ap che possono accogliere solo materiale dragato fuori dal Candiano per questioni ambientali. La capitaneria di porto ha così revocato le ordinanze che riducevano il pescaggio consentito alle navi in ingresso tornando a 10,5 metri netti. Inutile scavare più giù: «Il porto è stato progettato negli anni Sessanta per 9 metri ed è inevitabile che mantenere una profondità maggiore richieda lavori continui».

Accanto a Di Marco, in conferenza stampa, il contrammiraglio Giuseppe Meli: la presenza del comandante della capitaneria di porto offre l’occasione per tornare a parlare dell’ipotesi casse a mare per il desposito dei fanghi della cosiddetta rimodulazione del Progettone, il piano da 200 e passa milioni di euro per il dragaggio dei fondali all’interno del Candiano: «Come ho già avuto modo di dire le casse a mare costruite all’interno delle dighe foranee non andrebbero a intaccare in nessun modo le condizioni di sicurezza per l’ingresso. Questo è quello che posso dire dal punto di vista tecnico sulla base dei nostri rilievi». Negli ultimi tempi dal Comune, sia attraverso il sindaco Fabrizio Matteucci che il vicesindaco Giannantonio Mingozzi, è arrivato un secco no all’ipotesi ventilando anche ipotesi di minore sicurezza.

All’Esp arriva il tour Panini delle figurine dei calciatori: due giorni dedicati agli scambi

Sabato 6 e domenica 7 febbraio dalle 10.30 alle 18.30 al centro commerciale Esp di Ravenna fa tappa il Panini Tour 2016. Si tratta della terza città che verrà toccata in Italia dal tour di appassionati della tradizionale e più celebre delle raccolte di figurine, quella dei calciatori Panini.

Gli appassionati potranno così ritrovarsi per scambiare le proprie doppie e cimentarsi in giochi con le figurine. Dalle 14 alle 16 di ogni giornata si terrà inoltre l’happy hour dello scambio, con la possibilità di scambiare 5 doppie direttamente con la Panini. Info: www.calciatoripanini.it.

All’Esp arriva il tour Panini delle figurine dei calciatori: due giorni dedicati agli scambi

Sabato 6 e domenica 7 febbraio dalle 10.30 alle 18.30 al centro commerciale Esp di Ravenna fa tappa il Panini Tour 2016. Si tratta della terza città che verrà toccata in Italia dal tour di appassionati della tradizionale e più celebre delle raccolte di figurine, quella dei calciatori Panini.

Gli appassionati potranno così ritrovarsi per scambiare le proprie doppie e cimentarsi in giochi con le figurine. Dalle 14 alle 16 di ogni giornata si terrà inoltre l’happy hour dello scambio, con la possibilità di scambiare 5 doppie direttamente con la Panini. Info: www.calciatoripanini.it.

Boom di disoccupati e cassintegrati: i dati «E col Jobs Act la contrazione continua»

L’analisi congiunturale della Cgil dall’inizio della crisi. «Con i voucher nuova frontiera della precarietà». Edilizia: lavoratori in calo del 55%

Nonostante gli incentivi alle assunzioni contenuti nella legge di stabilità entrata in vigore a gennaio 2015 e le norme contenute nel cosiddetto Jobs Act entrate in vigore a marzo, l’occupazione in provincia di Ravenna non è aumentata, anzi, in tutti i raffronti mese su mese tra il 2014 e il 2015 emerge una contrazione costante. Sono le conclusioni a cui è arrivata la Cgil di Ravenna, che ha presentato la sua indagine sull’andamento dell’occupazione dal 2008 al 2015.

«Il 2008 rappresenta l’anno in cui la crisi ha ufficialmente inizio – si legge nella nota del sindacato –. Le 561.087 ore di cassa integrazione autorizzate dall’Inps in provincia di Ravenna in quell’anno non si discostano molto dalle 487.916 del 2007 (rappresentando comunque un +15%), ma l’esplosione delle richieste del secondo semestre fa presagire il peggio. Da un riferimento storico di 600/800 persone mediamente sotto ammortizzatore in provincia, si passa alle 1.333 rilevate dall’ufficio studi nella prima rilevazione sistematica effettuata a novembre 2008. Da quel punto in avanti la situazione precipita, con medie spesso superiori alle 6.000 unità giornaliere in cassa integrazione e picchi anche oltre le 7.500».

Sempre nel 2008 si contano 18.753 persone in stato di disoccupazione, a fronte di 99.102 occupati dipendenti nei settori privati extragricoli. Due anni dopo, nel pieno della crisi, con 6.526 lavoratori mediamente in cassa integrazione ogni giorno e 6.604.956 ore autorizzate, le persone in stato di disoccupazione salgono a 25.315 e gli occupati scendono a 96.640. «Al termine del 2015 – rivela la Cgil – siamo di fronte ad una situazione che assume molti caratteri strutturali: gli occupati si stabilizzano attorno alle 97.500 unità (97.430 a settembre 2015 contro 97.649 di settembre 2014, ndr) e i lavoratori in cassa integrazione dopo l’ultimo picco di 4.633 rilevati a maggio 2014, si stanno via via stabilizzando attorno ad una cifra che oscilla attorno alle 2000/2500 unità. L’ultima rilevazione, effettuata il 30 gennaio 2016 conferma questa tendenza, rilevando 2.616 dipendenti esposti ad ammortizzatori sociali».

Meno imprese e meno posti di lavoro. Nel periodo che va dal I trimestre del 2008 al III trimestre del 2015 (ultimo trimestre per cui sono disponibili i dati diffusi dalla Camera di Commercio di Ravenna) le imprese attive registrate in provincia di Ravenna sono passate da 38.219 a 35.789 (-6,4%). Un trend costante di riduzione che, anche nel lieve miglioramento che si registra nella fase centrale del 2015, ricalca quello degli anni precedenti. Il confronto con il corrispondente trimestre del 2014 fa rilevare infatti una ulteriore flessione pari al 1,5%. I settori maggiormente interessati sono il manifatturiero (-24,6% nel periodo e -2,1% nel confronto 2014/2015), e i trasporti (rispettivamente -25,3% e -3,2%). Un discorso a parte meritano le imprese agricole, il cui calo numerico, pur considerevole (-20,8%) può essere almeno in parte controbilanciato da un aumento della dimensione aziendale media, fenomeno in crescita da qualche anno a questa parte.

Altro settore su cui la Cgil si sofferma è quello dell’edilizia. 1Sebbene il numero di imprese attive registrate in provincia abbia avuto un calo piuttosto contenuto (-3,8%) risulta molto più adeguata al contesto reale una lettura dei dati forniti dalla Cassa Edile di Ravenna che registra le aziende ed i dipendenti che operano sul territorio, indipendentemente dalla collocazione della sede legale. Come si può notare il ridimensionamento è drammatico, sia sul versante delle imprese operanti sul nostro territorio (-55,1%), sia su quello degli operai occupati (-55,6%). Questo dato, che pare oramai strutturale per il settore, va ad incidere pesantemente anche negli altri comparti che ad esso fanno riferimento, dal metalmeccanico alla ceramica. Il settore ceramico, in particolar modo, sta riemergendo dalla crisi attraverso profonde ristrutturazioni sia di processo che di prodotto che hanno avuto pesanti ripercussioni dal punto di vista occupazionale, con 322 posti di lavoro persi fino ad ora (-23,7%) ed altri esuberi già dichiarati dalle aziende.

Preoccupano Off-Shore e Oil&Gas. Un fronte caldo di questi giorni è sicuramente rappresentato dal comparto dell’Off-Shore e dell’Oil&Gas, settore trasversale per eccellenza, che impegna, accanto ad Eni, oltre 500 imprese, suddivise tra diretto ed indotto. Una filiera che, a partire da Eni e dalle principali aziende contractors, multinazionali dell’energia con dotazioni tecnologiche, professionali e di know-how all’avanguardia nel settore, si allarga a svariati campi, dalla cantieristica, alla metalmeccanica, ai trasporti, ai servizi, costituendo un bacino occupazionale di oltre 7.000 lavoratori (dati 2014). Nel periodo 2009-2013 sono stati investiti da Eni nel distretto ravennate oltre 2 miliardi e 250 milioni di euro, in media più di 450 milioni annui. Volumi di investimento che sono in fortissimo dubbio per il futuro, sia a causa delle tensioni geopolitiche mondiali sul prezzo del greggio, che per le politiche economiche di Eni stessa (basti pensare al disimpegno nel campo della chimica attraverso la cessione di Versalis). «Il drastico taglio degli investimenti operati dal vertice della filiera (che hanno di fatto bloccato anche commesse già in essere) – continua la nota della Cgil – rischiano di allontanare definitivamente da Ravenna le multinazionali del settore (che hanno già attivato ammortizzatori sociali e strategie di disimpegno) e di portare al collasso il resto delle imprese dell’indotto».

Il porto che cresce. Per quanto riguarda il porto, il 2015 si è rivelato un anno positivo (vedi correlati) ma secondo la Cgil si tratta di un risultato che alla luce della situazione che sta vivendo lo scalo ravennate, «non può considerarsi come strutturale».

«Se da una parte è sempre più pressante la necessità effettuare gli escavi al fine di approfondire il fondale e mettere in cantiere i lavori di adeguamento delle banchine, per tenere il passo per quanto possibile con l’evoluzione tecnologica e progettistica delle navi di ultima generazione – spiegano dal sindacato –, dall’altra anche l’attività di normale manutenzione e dragaggio non può più essere rimandata. Non è ragionevole pensare di mantenere questi livelli di attrattività se a causa del fondale non adeguato spesso le navi sono costrette a effettuare parte dello scarico in altri porti o ad attendere in rada l’alta marea. Tutti gli interventi necessari a ovviare a queste lacune e a potenziare le infrastrutture del porto consentirebbero non solo di creare l’occupazione direttamente coinvolta nei lavori, ma anche di potenziare gli organici delle imprese portuali e periportuali e di favorire l’espansione dell’indotto che un maggior volume di traffici ovviamente comporta.

Oltre 26 milioni di voucher venduti: «La nuova frontiera della precarietà estrema». Dal 2008 ad oggi (I semestre 2015) in Emilia-Romagna sono stati venduti 26.292.197 voucher. «I dati – spiegano dalla Cgil – dimostrano quanto i costanti interventi legislativi in materia, quasi tutti in funzione de-regolatoria e di liberalizzazione di questo istituto, ne abbiano favorito una diffusione che è andata ben oltre le intenzioni (dichiarate) del legislatore. Nel 2014 i lavoratori retribuiti tramite voucher in Emilia-Romagna sono stati 119.007, pari ad una media di 25.344 lavoratori/anno («che vengono a nostro parere in maniera impropria conteggiati nelle statistiche sui lavoratori dipendenti», sottolinea la Cgil) ed hanno riscosso in totale 8.155.185 buoni, per un controvalore di oltre 80 milioni di euro «al di fuori di ogni tutela contrattuale». Ogni lavoratore, quindi, mediamente nel 2014 ha percepito 514 euro netti (685 lordi).
Questi voucher, inizialmente distribuiti esclusivamente dall’Inps (direttamente o in via telematica), dal 2010 in poi sono stati resi disponibili anche attraverso le tabaccherie, che rapidamente sono diventate il principale canale di vendita (nel I semestre del 2015 detengono oltre il 57% delle vendite). «Nel giro di 20 anni – commentano infine dal sindacato – si è passati dal monopolio pubblico del collocamento (l’inizio della fine è da più parti individuata nel Patto per il Lavoro del 1996 che introduceva il lavoro interinale) a un mercato del lavoro commercializzato alla stregua di sigarette e gratta e vinci».

Il forese nel secondo comune più grande d’Italia: le priorità degli aspiranti sindaci  

Terza domanda della nostra rubrica in vista delle elezioni di giugno

Terzo appuntamento con la rubrica che abbiamo inaugurato in vista delle amministrative 2016, quando i ravennati saranno chiamati a scegliere il sindaco che prenderà il posto di Fabrizio Matteucci, giunto al termine di due mandati consecutivi. Abbiamo chiesto a chi si è finora candidato a diventare Primo cittadino la disponibilità a rispondere ogni settimana a una domanda che riguarda le sorti della città in un breve spazio uguale per tutti. Un esercizio di sintesi e un tentativo di mettere a confronto idee e progetti concreti per la città. Chiediamo in questo anche la collaborazione dei lettori, perché ci mandino le domande che loro vorrebbero porre ai candidati inviando una mail a redazione@ravennaedintorni.it.
Continuiamo con le voci delle quattro persone di cui a oggi è nota la disponibilità alla candidatura supportata da liste, partiti o gruppi di persone, in attesa che il quadro si completi. In particolare appare ancora non definitiva la situazione nel Movimento 5 Stelle dove due sono le liste che hanno chiesto la certificazione allo staff centrale. Abbiamo chiesto a entrambe di partecipare, ma solo una di queste, quella emersa dal meetup ravennate e che ha indicato Michela Guerra come la propria candidata ha accettato di rispondere a patto che fosse appunto precisato come non possa essere ufficialmente considerata la candidata del Movimento 5 Stelle a Ravenna, mentre la lista che ha come portavoce Francesca Santarella ha preferito attendere decisioni definitive in merito alla certificazione. Aggiorneremo lo scenario degli sfidanti man mano che la situazione si chiarirà.

La domanda di questa settimana cerca di spostare il focus dalla città al forese, una realtà fondamentale per il Comune di Ravenna, come noto il secondo in Italia per estensione con tutto ciò che questo implica anche nei costi di manutenzione, per esempio, delle strade. Nei centri fuori dalla città si concentra oltre un terzo della popolazione residente ed è dunque questo vasto e variegato territorio cruciale per chiunque ambisca ad amministrare il territorio. E che il forese sia stato un po’ trascurato sembra un’ammissione di tutti, Pd compreso. E questo da quando ha perso anche la rappresentanza politica data dalle circoscrizioni. Oggi ci sono i consigli territoriali istituiti dal Comune di Ravenna ma non riconosciuti in alcun modo al di fuori del territorio. E non è forse un caso che mai come a questa domanda i tre candidati abbiano risposto magari proponendo soluzioni diverse alle stesse priorità: servizi, collegamenti, sicurezza. Abbiamo dunque chiesto ai candidati finora in gara quali sono i tre interventi prioritari chiedendo loro di escludere per il momento i lidi, una realtà importantissima su cui chiederemo risposte specifiche. Il forese dunque a cui qui abbiamo chiesto di pensare è allora piuttosto quello delle campagne che circondano Ravenna veso ovest, nord e sud della città.

Maurizio Bucci (53 anni, è il candidato della lista civica da lui fondata La Pigna e di Fratelli d’Italia)
«Premesso che il forese è abbandonato dall’amministrazione a guida Pd (Partito della Distruzione), per le località del territorio comunale occorre una pianificazione straordinaria che consenta di raggiungere l’obiettivo che i residenti in tali zone non si sentano più cittadini di serie B. Il primo punto, il più urgente, riguarda la sicurezza dei cittadini, delle loro abitazioni e delle loro imprese.  Per contrastare i furti  e le rapine, sempre più frequenti negli anni, bisogna realizzare sin da subito un miglior coordinamento delle forze dell’ordine, a cominciare dall’utilizzo di più agenti della polizia municipale. Attiveremo tramite bando di gara anche l’utilizzo delle società di vigilanza privata e doteremo il forese di un sistema di videoserveglianza più esteso ed efficiente. In più realizzeremo un grande sistema innovativo ed efficace di prevenzione dei reati che vede coinvolti cittadini, forze dell’ordine e Comune, che renderemo noto a breve. Il secondo punto riguarda i collegamenti tra la città e le località del forese. Gli attuali collegamenti sono quelli di alcuni decenni fa, con strade strette e poco manutentate. Costruiremo quindi piste ciclabili alberate, che consentano di raggiungere la città senza l’utilizzo delle auto, e ripristineremo a condizioni ottimali le strade esistenti, oltre a un più efficente collegamento del trasporto pubblico. Il terzo punto riguarda i servizi. Ogni località ex sede di Circoscrizione sarà dotata di macchine per il rilascio delle certificazioni comunali e di uffici che raccolgano le istanze dei cittadini. E soprattutto un piano per riqualificare  impianti sportivi e aree comunali, oltre che dei servizi per l’infanzia».

Michele de Pascale (31 anni, candidato di una coalizione che comprende Pd, Pri e liste civiche in via di formazione)
«I tre interventi che riteniamo prioritari nel forese riguardano l’ambito dei servizi, della sicurezza e del decoro. Torneremo a investire sul decentramento, potenziando i servizi, combattendo l’isolamento, migliorando la mobilità e impegnandoci in una seria battaglia perché torni a essere riconosciuta, a livello nazionale, la tipicità del territorio di Ravenna che ha visto cancellarsi ingiustamente il decentramento. La grande novità sarà l’istituzione delle Case della Salute, per offrire  sul territorio quelle risposte che oggi spesso vengono date impropriamente dal Pronto Soccorso. Sulla sicurezza, siamo consapevoli che nel nostro forese, il tema della sicurezza è molto sentito e incide in maniera forte sulle vite dei cittadini. Pianificheremo incentivi per i sistemi di allarme e tutele contro i furti nelle abitazioni, e investendo risorse per il potenziamento della Polizia Municipale. Inoltre siamo convinti che sia necessario impegnarsi seriamente perché, anche a livello nazionale, lo Stato supporti le Forze dell’Ordine nella lotta contro i furti in abitazione. Infine, investiremo più risorse nella manutenzione del territorio, anche grazie alle modifiche apportate dal Governo Renzi sul Patto di Stabilità, che ci permettono  di tornare a investire in manutenzione. Per la riduzione del dissesto idrogeologico, pianificheremo con attenzione la manutenzione e gli sfalci lungo fiumi e corsi d’acqua. Nell’ambito del decoro privato, programmeremo un piano straordinario d’incentivi per la demolizione dei ruderi e delle tante operazioni immobiliari bloccate, che stanno deturpando molte zone del nostro comune».

Michela Guerra (43 anni, è stata votata dal meetup di Ravenna come candidata sindaca ed è quindi portavoce del programma lì elaborato. È in attesa di certificazione ufficiale da parte dello staff del Movimento 5 Stelle)
«Tra le esigenze che stiamo riscontrando dal forese emerge la richiesta di rivedere il sistema dei servizi, laddove ad oggi si registra la necessità di spostarsi a Ravenna quasi per qualsiasi cosa. Quindi occorre potenziare il supporto e l’assistenza  dei servizi territoriali, ma anche arricchire la presenza dell’Istituzione Comunale per le famiglie, con centri di ascolto e informazione nelle scuole. Rafforzare i servizi in periferia vuole dire anche ottimizzare la diffusione della rete internet e dei servizi accessibili attraverso essa. Il telelavoro può aiutare in tal senso e va incentivato. Il secondo tema che affronteremmo è l’attenzione verso collegamenti stradali sicuri, giustamente dimensionati e manutenuti, accanto a percorsi ciclabili ben diramati, illuminati e privi di ostacoli, studiati anche per essere connessi con gli altri sistemi di trasporto pubblico. Pur tenendo certamente conto che Start Romagna è un ente condiviso con altri comuni e questo rende più complessi gli iter decisionali, è tuttavia imprescindibile potenziare i collegamenti pubblici, con particolare riferimento all’orario di entrata e uscita delle scuole: le famiglie si lamentano perché il servizio è insoddisfacente sia in termini di frequenza sia di capienza dei mezzi. Infine la sicurezza e il senso di sicurezza. Il sindaco non è uno sceriffo e chi racconta possa fare miracoli mente. Al tavolo dell’ordine pubblico è necessario meno buonismo e più concretezza. Interessante lo strumento del “Controllo di Vicinato” applicato da diversi comuni in Italia».

Raffaella Sutter (60 anni, candidata di Ravenna in Comune, nuovo soggetto politico che include vari partiti di sinistra alternativi al Pd, singoli e associazioni)
«Storicamente il forese è stato caratterizzato da paesi con una propria identità, con servizi pubblici e privati e strutture politiche. Oggi si sta trasformando in una periferia di Ravenna. Le periferie sono luoghi distanti dal centro, l’identità è bassa o inesistente, i servizi assenti o insufficienti, alla perifericità spaziale si somma quella economica, sociale, culturale, identitaria. Oggi il forese soffre di insufficienza di trasporti, di connessioni digitali, di servizi pubblici (poste, sanità, scuole, servizi sociali, forze dell’ordine) e privati, di spazi culturali e strutture politiche; i cittadini percepiscono  una forte mancanza di sicurezza. È prioritario quindi contrastare la periferizzazione del forese: 1. Incentivando l’uso agricolo del territorio con innovazioni e filiere a Km zero e limitando il consumo di suolo e l’ utilizzo non agricolo, come stoccaggi, produzione di energia a terra (es. pannelli solari) o centrali a biogas non dimensionate agli scarti del territorio. 2. Promuovendo servizi di prossimità (case della salute, servizi per l’infanzia e i giovani, polizia) e privati (negozi, agenzie, imprese, completando i collegamenti digitali) 3. Promuovendo mobilità sostenibile intraforese e tra forese e città con mezzi più piccoli, più frequenti e mirati anche alla popolazione debole, con carsharing e con una rete di  piste ciclabili che favoriscano anche il cicloturismo».

L’esordio di Ravviva Ravenna: «A breve incontri tematici»

Cambiato il nome, l’associazione nata in vista delle elezioni comunali si è presentata alla città con un aperitivo. Un centinaio i presenti

L’associazione che era nata come Ravenna Viva in vista delle amministrative del 2016 a Ravenna e che molti immaginano come l’embrione di una lista in appoggio al Pd (incluso lo stesso segretario provinciale del Pd) ha cambiato nome in Ravviva Ravenna e si è presentato alla città. Il cambio del nome è avvenuto in seguito alla scoperta, da parte dei promotori della lista, che in realtà un’associazione di Ravenna Viva, di forte stampo ambientalista, era stata attiva in città in passato e così, pur senza essere costretti per obblighi di legge, gli under quaranta della neonata attività hanno deciso di diventare appunto Ravviva Ravenna e con questa nuova identità si sono presentati alla città in un aperitivo sabato 30 gennaio al caffè Nazionale che ha visto la partecipazione di un centinaio di persone tra curiosi, aderenti e interessati. Oltre naturalmente al presidente dell’associazione Giovanni Crocetti (nella foto insieme ad Alessandro Scarabelli, presidente dell’associazione studentesca Asur), tra i presenti c’era anche Alice Lucchi, esponente del Pd molto vicina all’associazione e che qualcuno già immagina come possibile candidata nell’eventuale lista, e non è mancata la visita di altri giovani esponenti politici o militanti, aderenti a diverse formazioni. «È stata una bella occasione – ha spiegato Crocetti – per incontrare persone appassionate di politica e che hanno a cuore la propria città. Abbiamo visto tanta voglia di mettersi in gioco da parte di molti giovani e non solo. Adesso inizieremo a preparare eventi sugli argomenti che i gruppi di lavoro stanno trattando».

Il parcheggio di piazza Baracca verrà recintato e sarà custodito

Lo annuncia il sindaco Matteucci dopo che il giudice ha annullato le multe agli “abusivi” di piazza Kennedy. «Non sono parcheggiatori»

Sta facendo molto scalpore, in città, la notizia pubblicata nel weekend dal Carlino Ravenna sulle multe annullate ai cosiddetti parcheggiatori abusivi di piazza Kennedy. Il motivo sta proprio nel fatto che non si tratta appunto – secondo il giudice di pace – di parcheggiatori abusivi, ma di semplici questuanti, persone che chiedono l’elemosina agli automobilisti. Per questo le sanzioni elevate nei confronti di dieci senegalesi da parte dei carabinieri nel dicembre del 2014 (vedi articoli correlati) sono state annullate, come richiesto dal ricorso firmato dall’avvocato Andrea Maestri, noto politico ravennate (ex Pd e attualmente civatiano) ora deputato in parlamento nel gruppo misto e rappresentante della lista di sinistra Ravenna in Comune che si presenta alle amministrative di giugno di Ravenna contro il Pd e l’attuale giunta che governa la città.

Con il parcheggio di piazza Kennedy ormai chiuso (e definitivamente) da mesi, in centro a Ravenna la questione legata ai parcheggiatori abusivi (che parcheggiatori abusivi per il giudice non sono), resta d’attualità soprattutto in piazza Baracca, vicino a Porta Adriana, dove aveva fatto discutere un paio d’anni fa l’appello del sindaco Fabrizio Matteucci ai ragazzi che lo frequentavano di rendersi utili (con tanto di foto con scope in bella vista).

E il sindaco a tal proposito ha fatto al Carlino un annuncio importante: il parcheggio di piazza Baracca diventerà custodito. Si seguirà quindi l’esperienza dell’ospedale, dove lo stesso Matteucci ha voluto piazzare negli anni scorsi una sbarra all’ingresso del parcheggio per stroncare il fenomeno. I dettagli non sono ancora noti, ma il progetto (con tanto di inevitabile recinzione) dovrebbe essere completato già entro il mandato di Matteucci, che scade come noto in giugno.

Omicidio vigilante: blitz a casa di un artigiano. Ma non c’entra

È un appassionato di tiro con diverse armi regolari: le forze dell’ordine cercavano le stesse munizioni da caccia che hanno ucciso Chianese

Un’abitazione di Rimini, dove un artigiano vive solo, è stata perquisita dalle forze dell’ordine nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Salvatore Chianese, 42enne metronotte ucciso con una fucilata il 30 dicembre scorso all’entrata della cava Manzona di Savio durante un turno notturno di lavoro: l’uomo è stato portato in caserma per essere ascoltato come persona informata sui fatti ma sembrerebbe del tutto estraneo alla vicenda. È quanto si apprende dalle pagine de Il Resto del Carlino oggi in edicola.

Il blitz nasce da quella che potrebbe essere una pista verso il nome del killer: l’artigiano, appassionato di tiro con diverse armi regolarmente denunciate, risulta tra i clienti di un’armeria forlivese che potrebbe aver venduto le munizioni da caccia calibro 12 usate per l’omicidio del vigilante. E in effetti è tra i clienti ma, a differenza di quanto ipotizzato dagli inquirenti, l’uomo non avrebbe comprato le stesse munizioni bensì una pila.

Chianese è stato ucciso poco dopo la mezzanotte tra il 29 e il 30 dicembre davanti all’entrata della cava Manzona, raggiunto alla testa da una fucilata a pallettoni calibro 12. Sembrerebbe ormai piuttosto certa l’ipotesi di un agguato pianificato per colpire il 42enne, originario di Trentola Ducenta in Campania ma da tempo residente a Osteria con la moglie e un figlio di 9 anni. Lavorava dal 2009 per la Civis Augustus. A trovarlo è statoun collega mandato dalla centrale operativa che non aveva più contatti con l’uomo. Dal cadavere del 42enne sono stati portati via la pistola d’ordinanza e il portafoglio, mai ritrovati. Il cellulare della vittima è invece rimasto nell’abitacolo dell’auto di servizio, trovata con il lunotto in frantumi da una seconda fucilata.

Tante famiglie ai giardini per la sfilata dei carri di Carnevale. Ecco le foto

Il sindaco: «Bella Ravenna colorata». Il 7 si replica a Punta Marina  

Complice anche la giornata quasi primaverile, in migliaia hanno affollato la zona tra via di Roma e i giardini pubblici di Ravenna, domenica 31 gennaio, per la tradizionale sfilata dei carri di Carnevale organizzata dall’Archidiocesi, quest’anno ispirata al tema “Arti e mestieri”.

Tra il pubblico anche il sindaco Fabrizio Matteucci, che ha ringraziato l’Archidiocesi e su Facebook ha commentato: «È bellissima la nostra Ravenna così colorata, invasa dai bambini e dalle famiglie».

Qui sotto pubblichiamo una corposa gallery della giornata, in attesa della “replica”, in programma domenica 7 febbraio in viale dei Navigatori, a Punta Marina.

Tante famiglie ai giardini per la sfilata dei carri di Carnevale. Ecco le foto

Il sindaco: «Bella Ravenna colorata». Il 7 si replica a Punta Marina  

Complice anche la giornata quasi primaverile, in migliaia hanno affollato la zona tra via di Roma e i giardini pubblici di Ravenna, domenica 31 gennaio, per la tradizionale sfilata dei carri di Carnevale organizzata dall’Archidiocesi, quest’anno ispirata al tema “Arti e mestieri”.

Tra il pubblico anche il sindaco Fabrizio Matteucci, che ha ringraziato l’Archidiocesi e su Facebook ha commentato: «È bellissima la nostra Ravenna così colorata, invasa dai bambini e dalle famiglie».

Qui sotto pubblichiamo una corposa gallery della giornata, in attesa della “replica”, in programma domenica 7 febbraio in viale dei Navigatori, a Punta Marina.

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