domenica
10 Maggio 2026

Il consenso per Matteucci scende al 50% Mai così giù nei dieci anni da sindaco

Sondaggio Sole24Ore: 77esimo posto nazionale, lontano dal 30esimo
del 2014 (gradimento 56,5) e dall’ottavo posto record del 2008 (65)

Ravenna si spacca a metà nel giudizio sull’operato del sindaco Fabrizio Matteucci a sei mesi dalla conclusione di dieci anni di governo: l’annuale sondaggio di Ipr Marketing realizzato a fine 2015 per il Sole24Ore sul gradimento dei primi cittadini dei capoluoghi registra infatti il consenso di Matteucci al 50 percento, in calo di 6,5 punti rispetto all’anno precedente ma soprattutto mai così basso dalla prima elezione del 2006 (68,9 percento di voti alle urne). La graduatoria nazionale tra i sindaci più amati vede quindi Matteucci al 77esimo posto, 47 posizioni più giù rispetto al 2014 e ben lontano dall’ottavo posto raggiunto nel 2008 con il 65 percento di consensi (miglior anno in assoluto della decade matteucciana, escluso il risultato delle elezioni).

La rilevazione di un anno fa, un appuntamento fisso del quotidiano di Confindustria, aveva regalato un sorriso a Matteucci che era risalito al 30esimo posto con il 56,5 percento dei consensi, un aumento di venti posizioni e 4,5 punti percentuali rispetto al 2013 quando era riuscito a conservare il 52 percento già ottenuto nel 2012.

Allargando l’osservazione alla regione, Matteucci condivide il 77esimo posto con il medesimo gradimento con Andrea Gnassi di Rimini. Peggio solamente Virgilio Merola: il bolognese è addirittura tra i diciassette sindaci sotto al 50 percento. Il più gradito tra i nove emilianoromagnoli è Gian Carlo Muzzarelli di Modena al 25esimo posto con il 56,5 percento. Poi Tiziano Tagliani (Ferrara, 47esimo, 54,5 percento), Luca Vecchi (Reggio Emilia, 49esimo, 54,3 percento), Federico Pizzarotti (Parma, 49esimo, 54,3 percento), Davide Drei (Forlì, 55esimo, 53,5 percento), Paolo Dosi (Piacenza, 59esimo, 52,5 percento). Il podio nazionale è occupato dagli unici tre sindaci capaci di andare sopra al 60 percento: Paolo Perrone (Lecce), Luigi Brugnaro (Venezia), Matteo Ricci (Pesaro).

Il sondaggio denominato Governance Poll è stato realizzato da Ipr Marketing tra il 3 novembre e il 20 dicembre prendendo un campione di 600 elettori in ogni comune rivolgendo a tutti la domanda «Se domani ci fossero le elezioni comunali, voterebbe a favore o contro l’attuale sindaco?». In media ha risposto l’88 percento del campione. Le interviste sono state fatte al telefono o per via telematica. Il margine di errore comunicato da Ipr è del più-meno 4 percento. «L’indagine non deve essere confusa con un’analisi sulle intenzioni di voto – specifica Antonio Noto, direttore di Ipr, su Il Sole –. Le percentuali di gradimento sono assimilabili più al sentiment che non a una previsione di consenso futuro. La domanda ha mirato solo a valutare il livello di soddisfazione rispetto all’operato del primo cittadino durante l’ultimo anno».

Omicidio vigilante: i sommozzatori cercano la pistola ma non si trova

L’arma della guardia giurata scomparsa insieme al portafoglio Il 42enne ucciso con una fucilata a pallettoni in una perlustrazione

Non ha dato esito l’ispezione dei sommozzatori dei vigili del fuoco sul fondale di parte del lago della cava Manzona a Savio alla ricerca della pistola d’ordinanza e del portafoglio del 42enne Salvatore Chianese, il vigilante ucciso con una fucilata a pallettoni nella notte tra il 29 e 30 dicembre quando stava per fare il suo secondo giro di ispezione nell’area a ridosso della statale Adriatica. I sommozzatori si sono immersi per due ore e mezza, riporta l’agenzia Ansa, senza portare a galla elementi utili all’inchiesta.

Le indagini proseguono. Si stanno ascoltando più persone possibili nel tentativo di raccogliere informazioni su quella notte o sui momenti immediatamente precedenti e successivi. Ma anche sulla vita privata di Chianese, emigrato nel 2009 dalla Campania al Ravennate lavorando come vigilante per la Civis Augustus.

Una mostra fotografica per capire l’impermanenza

Collettiva allo studio Lilith di Ravenna

Venerdì 15 gennaio alle 19 verrà inaugurata a Lilith Studio Gallery, spazio per la fotografia contemporanea a Ravenna, in via di Roma 82Y, la mostra collettiva “Impermanenze”.

L’esposizione fotografica è la risultante di un invito via web della curatrice Silvia Bigi,  per affrontare la tematica dell’effimero e del mutevole.

Il progetto nasce da una open call, in cui i partecipanti sono stati chiamati a raccontare attraverso una serie di immagini cosa fosse l’Impermanenza. Le foto selezionate,  accompagnate da un testo scritto dagli stessi autori, presentano luoghi, situazioni, oggetti e persone, nella loro luce effimera e mutevole: un’indagine sul fluire del tempo e su come la fotografia abbia il potere di evocare corpi, luoghi e emozioni umane.

Considerando i diversi livelli di esperienza dei partecipanti, gli artisti sono stati selezionati per maggior attinenza tematica e rispondenza testuale.

In mostra foto di: Adriano Zanni, Giulia Nascimbeni, Giuseppe Nicoloro, Claudia Tassinari, Marialivia Sciacca, Serena Onofri, Stefano Berti, Angelo Ciccolo, Tommaso Raffoni, Eleonora Rapezzi, Marcella Ortali, Sara Cinelli, Francesca Donatelli, 
Marzia Bondoli, Consuelo Canducci, Luigi Stranieri, Cristiana Pezzi.


Aperta fino al 10 febbraio, il lunedì, martedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 17 alle 19. Altri giorni e orari su prenotazione al 333 9437600.

La rapinatrice con il coltello è tornata Due colpi in poche ore a Ravenna  

In una gelateria e in un chiosco di piadine: si tratta della stessa
persona cacciata dalla panetteria con il detergente spray

Tutto fa supporre che sia la stessa persona. La rapinatrice messa in fuga in viale Newton sabato dalla fornaia con un detergente spray, ci ha riprovato il giorno dopo, mettendo a segno due colpi a distanza di poche ore, sempre in quella zona di Ravenna e sempre con volto travisato e coltello.

Nella tarda mattinata è riuscita a farsi consegnare l’incasso della gelateria Papilla Bio, in viale Alberti. Circa 150 euro. Nel pomeriggio, invece, il bottino è stato solo di una decina d’euro al chiosco di piadine di via Marconi.

I carabinieri sono sulle sue tracce ed è difficile a questo punto che possa continuare a farla franca.

Tra i ribelli del Movimento 5 Stelle anche l’ex braccio destro di un sindaco del Pdl

Sabadin: «Ma non era un ruolo politico». Un militante: «Hanno cercato
di coinvolgermi, ma dovevano sfidare Michela Guerra apertamente»

In una situazione un po’ paradossale e forse senza precedenti, il Movimento 5 Stelle di Ravenna si sta spaccando senza che i profani, gli esterni, riescano a capirne le vere ragioni. La seconda lista che è stata presentata infatti allo staff centrale che vede portavoce la consigliera comunale Francesca Santarella chiaramente non condivide l’idea incarnata dalla lista che ha eletto Michela Guerra candidata sindaca e che conta sull’appoggio, tra gli altri, del capogruppo del Movimento in città, Pietro Vandini, che ha invece preferito non ricandidarsi.

Per capirci qualcosa abbiamo provato a parlare con persone che non si sono schierate con nessuna delle due liste ma che hanno avuto rapporti con entrambi i gruppi. Ciò che emerge è un ritratto del Movimento molto diviso anche tra personalismi.

Tra gli argomenti che i cosiddetti dissidenti – coloro che oggi hanno presentato una seconda lista all’insaputa di tutti, lavorando nella segretezza, incontrandosi c’è chi dice in un circolo di San Pietro in Vincoli – hanno usato per convincere gli indecisi ad aderire al loro progetto ci sarebbe un generico disaccordo verso la scelta di Michela Guerra per via del supposto conflitto di interesse rispetto alla clinica San Francesco di proprietà del padre, recentemente scomparso e dal cui cda, appena eletta candidata sindaco, si è dimessa.

La cosa curiosa, racconta chi era presente, è che nessuno la sera della sua candidatura, quando ci fu la cosiddetta graticola, pensò di fare domande su questo argomento. Ecco perché c’è anche molto stupore rispetto a quanto è successo. E se Santarella parla di una situazione di “emergenza” che li avrebbe costretti alla segretezza, di certo sono in molti a essere perplessi di fronte al fatto che invece di presentarsi alla graticola e candidarsi sottoponendosi al voto degli aderenti al meetup, abbiano optato per una lista autonoma.

I nomi degli aderenti alla seconda lista sono per la gran parte segreti e saranno resi eventualmente noti solo dopo le decisioni dello staff ma tra chi è stato inizialmente avvicinato c’è chi racconta di non aver capito subito le intenzioni. «Sembrava quasi dovesse essere una lista da discutere dentro al meetup – ci racconta una persona che vuole restare anonima –, quando ho capito che invece le cose avrebbero preso un altro corso mi sono allontanato in tutta fretta. Non mi riconosco in questi metodi e se c’era qualcosa che non andava in Michela Guerra bisognava sfidarla apertamente, quando si poteva fare».

Tra i nomi vicini a Santarella, che è candidata sindaco della lista nonostante abbia cercato di smentirlo in una intervista sul Carlino (ce lo confermano alcuni aderenti alla lista stessa, che però preferiscono non parlare), pare esserci quello di Cinzia Pasi (nel 2011 si candidò a presidente della Provincia con la lista ambientalista Ravenna Virtuosa) e desta curiosità la presenza di Johnny Sabadin, noto in passato per aver ricoperto il ruolo di segretario particolare del sindaco del Pdl di Comacchio, Paolo Carli, prima di dimettersi un anno dopo l’elezione per motivi politici. Dalla stampa era definito come il braccio destro di Carli. «Avevo curato la comunicazione e collaborato alla realizzazione del programma, che poi era molto simile nei principi a quelli dei 5 Stelle – ci dice al telefono – ma la mia è stata un’esperienza professionale, non politica. Non ho mai avuto una tessera di partito». Sulla vicenda ravennate, Sabadin preferisce non esprimersi. «Posso solo dire che abbiamo fatto tutto seguendo le regole del Movimento e che in questi giorni sono state dette molte falsità».

Infine da segnalare una nuova replica di Pietro Vandini che in un comunicato stampa cerca nuovamente di fare chiarezza (lo pubblichiamo integralmente qui sotto tra gli allegati) e rivela anche come Santarella non avrebbe ancora restituito circa 700 euro raccolti durante i banchetti del meetup.

Allerta meteo per il vento: vietato andare su moli e dighe a Ravenna

Allerta di protezione anche per la provincia di Ravenna dalle 18 di oggi alle 24 di domani per vento, criticità idrogeologica e idraulica. Il vento, medio sui 70-80 km/h, potrà raggiungere in regione raffiche di 100-110 su Alto Lamone-Savio, Reno, Secchia-Panaro e Trebbia-Taro.

Venti di garbino interesseranno la pianura di Forlì e Ravenna. Nel corso della giornata di lunedì i fenomeni diminuiranno progressivamente.

La Capitaneria di porto di Ravenna sensibilizza la cittadinanza al rispetto della propria ordinanza che, tra l’altro, prevede il divieto di accesso alle dighe foranee e sui moli guardiani del porto, in caso di condizioni metereologiche avverse.

E Gasparri su Twitter scambia Jim Morrison per un rapinatore seriale

A tendere il tranello al vicepresidente del Senato un collaboratore
del Bronson. «Ho testato una delle più alte cariche dello Stato…»

«Questo è Goran Hadzic, ha commesso più di 50 rapine nel Nordest ma ogni volta che viene preso poi è rilasciato!». Una scritta su una foto in bianco e nero di un uomo con barba e capelli lunghi. Che potrebbe sembrare il rapinatore Goran Hadzic ma che in realtà è Jim Morrison, leggendario cantante e leader dei Doors morto ormai 45 anni fa. La foto è una chiara presa in giro al populismo dilagante, soprattutto sui social network e la scritta infatti termina con un: «Basta! Mandiamolo via! Renzi a Casa!».

Una delle tante, che circolano in rete, in questo caso postata su Twitter anche da Piero Merola, 28enne pugliese noto a Ravenna tra gli addetti ai lavori e appassionati di musica per essere dj in locali della zone e collaboratore di Bronson. Merola ha chiesto il parere nientemeno che di Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, esponente di spicco di Forza Italia. «Ho voluto testare una delle più alte cariche dello Stato – ci racconta – visto l’allarmismo dilagante e i vari appelli a chiudere le frontiere, eccetera eccetera».

E il colpo è andato a segno, con Gasparri che ha risposto a Merola con due parole: «Una vergogna». La gaffe (chissà se voluta o meno) sta facendo il giro del web. E Merola su Twitter in queste ore è diventato una sorta di eroe.

E Gasparri su Twitter scambia Jim Morrison per un rapinatore seriale

A tendere il tranello al vicepresidente del Senato un collaboratore
del Bronson. «Ho testato una delle più alte cariche dello Stato…»

«Questo è Goran Hadzic, ha commesso più di 50 rapine nel Nordest ma ogni volta che viene preso poi è rilasciato!». Una scritta su una foto in bianco e nero di un uomo con barba e capelli lunghi. Che potrebbe sembrare il rapinatore Goran Hadzic ma che in realtà è Jim Morrison, leggendario cantante e leader dei Doors morto ormai 45 anni fa. La foto è una chiara presa in giro al populismo dilagante, soprattutto sui social network e la scritta infatti termina con un: «Basta! Mandiamolo via! Renzi a Casa!».

Una delle tante, che circolano in rete, in questo caso postata su Twitter anche da Piero Merola, 28enne pugliese noto a Ravenna tra gli addetti ai lavori e appassionati di musica per essere dj in locali della zone e collaboratore di Bronson. Merola ha chiesto il parere nientemeno che di Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, esponente di spicco di Forza Italia. «Ho voluto testare una delle più alte cariche dello Stato – ci racconta – visto l’allarmismo dilagante e i vari appelli a chiudere le frontiere, eccetera eccetera».

E il colpo è andato a segno, con Gasparri che ha risposto a Merola con due parole: «Una vergogna». La gaffe (chissà se voluta o meno) sta facendo il giro del web. E Merola su Twitter in queste ore è diventato una sorta di eroe.

E Gasparri su Twitter scambia Jim Morrison per un rapinatore seriale

A tendere il tranello al vicepresidente del Senato un collaboratore del Bronson. «Ho testato una delle più alte cariche dello Stato…»

«Questo è Goran Hadzic, ha commesso più di 50 rapine nel Nordest ma ogni volta che viene preso poi è rilasciato!». Una scritta su una foto in bianco e nero di un uomo con barba e capelli lunghi. Che potrebbe sembrare il rapinatore Goran Hadzic ma che in realtà è Jim Morrison, leggendario cantante e leader dei Doors morto ormai 45 anni fa. La foto è una chiara presa in giro al populismo dilagante, soprattutto sui social network e la scritta infatti termina con un: «Basta! Mandiamolo via! Renzi a Casa!».

Una delle tante, che circolano in rete, in questo caso postata su Twitter anche da Piero Merola, 28enne pugliese noto a Ravenna tra gli addetti ai lavori e appassionati di musica per essere dj in locali della zone e collaboratore di Bronson. Merola ha chiesto il parere nientemeno che di Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, esponente di spicco di Forza Italia. «Ho voluto testare una delle più alte cariche dello Stato – ci racconta – visto l’allarmismo dilagante e i vari appelli a chiudere le frontiere, eccetera eccetera».

E il colpo è andato a segno, con Gasparri che ha risposto a Merola con due parole: «Una vergogna». La gaffe (chissà se voluta o meno) sta facendo il giro del web. E Merola su Twitter in queste ore è diventato una sorta di eroe.

Un defibrillatore pubblico nel cuore di Ravenna grazie ai “camminatori”

In piazza del Popolo il secondo apparecchio presente in città

Dopo una serie di ritardi burocratici, è stato inaugurato questa mattina il secondo defibrillatore pubblico a Ravenna, nella centralissima piazza del Popolo (all’interno della sede della banca Unicredit).

Acquistato dall’associazione “Ravenna Cammina” e installato anche grazie al lavoro dell’associazione Cuore e Territorio – e alla collaborazione di prefettura e Comune – sarà funzionante 24 ore su 24 e si va ad aggiungere all’altro defibrillatore pubblico e permanente della città, installato lo scorso ottobre al comando provinciale dei carabinieri in via Pertini.

«I defibrillatori – commenta il sindaco Fabrizio Matteucci – sono un strumento importantissimo di primo intervento per le crisi cardiache. Il Comune di Ravenna è pronto ad operare e collaborare per la loro diffusione».

L’inaugurazione è avvenuta al termine di una delle camminate dell’associazione Ravenna Cammina, il cui presidente Ivo Angelini spiega le motivazioni della donazione del defibrillatore alla città. «Il 21 marzo scorso è venuto meno Riccardo Montanari, vice presidente della nostra associazione
 e carissimo amico. Ha lottato contro un tumore incurabile con una dignità e un coraggio incredibile, sempre allegro e disponibile verso tutti. Il Consiglio Direttivo di Ravenna Cammina ha deciso alla unanimità di acquistare e dedicare alla sua memoria il defibrillatore. Il Consiglio e tutti i soci di Ravenna Cammina si augurano che questa apparecchiatura salvi quante più vite possibili, che possano così perpetuare la memoria del nostro Riccardo».

La ricetta della sinistra per il turismo ravennate «Non serve un manager. A Marina superare divieti»

La lista Ravenna In Comune: «Finora scelte timide e contraddittorie»

La lista di sinistra che si prepara a sfidare il Pd alle prossime amministrative di Ravenna dà la sua ricetta per il turismo, contro le scelte dell’Amministrazione giudicate finora «timide, contraddittorie e mal coordinate».

«Il turismo oggi richiede proposte molecolari, diffuse e ben coordinate – si legge nella nota di Ravenna in Comune –, capaci di rispondere ad esigenze e nicchie diversificate allo scopo di prolungare i soggiorni. Chi visita la città deve avere la percezione di non aver mai finito di conoscerla e visitarla, piuttosto che l’impressione di non aver nulla da fare dopo un pomeriggio tra i mosaici».

Ravenna in Comune attacca poi la scelta di affidare le strategie turistiche a un manager o una società privata (vedi intervista all’assessore Cameliani tra i correlati): «L’Amministrazione – prosegue la nota – testardamente continua a non capire che non è dando migliaia di euro ad un manager e scaricandogli la responsabilità di “vendere” Ravenna all’esterno che si risolvono i problemi. Questo è un chiarissimo segnale di un’amministrazione che non sa dove vuole andare, miope e che continua a non avere un’immagine del futuro. Ravenna deve disegnare il suo futuro e per fare questo ha bisogno di conoscersi, di avere tutti i dati non solo quantitativi ma soprattutto qualitativi, sapersi mettere in rete, darsi una governance ragionata e solo dopo fare sistema. Sapendo dove andare per spendersi all’esterno».

Ravenna in Comune presto inizierà un viaggio di ascolto «e potrà avanzare le tante idee per rilanciare il turismo, proponendo gli strumenti più adatti e innovativi come gli osservatori che Ravenna non conosce ma che molte realtà hanno; riordino di tavoli, altro che manager! Si parlerà di ambiente, mobilità e tutto quanto fa turismo. Ravenna ha al suo interno, nei lavoratori del settore turistico, tutte le capacità per progettare insieme il suo rilancio. Lo spirito deve essere manageriale per gli strumenti che la politica può mettere a disposizione e in rete, per questo accogliamo con piacere gli inviti di tante Pro Loco e associazioni per ascoltare e confrontarci. Ad esempio l’appello lanciato nei giorni scorsi dal presidente della Pro Loco di Marina di Ravenna (vedi sempre tra i correlati, ndr) non può cadere nel vuoto e rimanere senza risposte. In esso vengono evidenziate le criticità di alcuni punti focali che riguardano appunto il turismo e se questo settore deve progressivamente diventare l’asse trainante dell’economia ravennate, necessita il massimo delle attenzioni e della considerazione».

E per quanto riguarda in particolare proprio Marina di Ravenna, la lista di sinistra mette alcuni paletti. «Innanzitutto riteniamo che la vocazione naturalistica creata dall’unione fra il mare e la pineta, come i piani regolatori degli ultimi 40 anni del litorale ravennate hanno stabilito diversamente dagli altri litorali romagnoli, sia una caratteristica immagine da salvaguardare e rafforzare insieme alla ormai affermata visione di Marina come luogo di divertimento. Questo comporta, fra le altre cose, una generale riorganizzazione della componente turistica legata ad esempio alle zone umide e ai percorsi ciclistici, così come la spinta verso un rilancio dell’offerta ricreativa che superi l’impostazione delle ordinanze e dei divieti, per una politica complessiva coerente e che sia di impulso alla crescita. È necessario valutare anche le potenzialità del mare d’inverno, che non è mai partito; il recupero dell’antica tradizione “peschereccia” della località e una revisione del ruolo del centro cittadino, troppo trascurato negli ultimi anni e vittima di interventi urbanistici errati che hanno generato un grave incremento della cementificazione. I nostri stabilimenti balneari, che sono un’eccellenza studiata con attenzione dal resto d’Italia, devono essere amministrati con un occhio di riguardo».

«Inoltre – termina la nota di Ravenna in Comune – crediamo che sia giusto implementare delle strategie di promozione che si rivolgano ai nuovi mercati emergenti, come la Russia e la Cina, promuovendo comunque il dialogo con le altre località limitrofe a vocazione turistica e aumentando il legame fra la città e la costa, in particolare favorendo nuove proposte per l’organizzazione dei trasporti.
Infine esistono dei problemi di natura prevalentemente industriale che mettono a rischio lo sviluppo turistico di Marina di Ravenna, come ad esempio le trivellazioni a mare o i progetti di ampliamento e approfondimento del porto canale. È importante che queste attività vengano stabilite sulla base di non intralciare la naturale vocazione turistica del litorale ravennate».

La ricetta della sinistra per il turismo ravennate «Non serve un manager. A Marina superare divieti»

La lista Ravenna In Comune: «Finora scelte timide e contraddittorie»

La lista di sinistra che si prepara a sfidare il Pd alle prossime amministrative di Ravenna dà la sua ricetta per il turismo, contro le scelte dell’Amministrazione giudicate finora «timide, contraddittorie e mal coordinate».

«Il turismo oggi richiede proposte molecolari, diffuse e ben coordinate – si legge nella nota di Ravenna in Comune –, capaci di rispondere ad esigenze e nicchie diversificate allo scopo di prolungare i soggiorni. Chi visita la città deve avere la percezione di non aver mai finito di conoscerla e visitarla, piuttosto che l’impressione di non aver nulla da fare dopo un pomeriggio tra i mosaici».

Ravenna in Comune attacca poi la scelta di affidare le strategie turistiche a un manager o una società privata (vedi intervista all’assessore Cameliani tra i correlati): «L’Amministrazione – prosegue la nota – testardamente continua a non capire che non è dando migliaia di euro ad un manager e scaricandogli la responsabilità di “vendere” Ravenna all’esterno che si risolvono i problemi. Questo è un chiarissimo segnale di un’amministrazione che non sa dove vuole andare, miope e che continua a non avere un’immagine del futuro. Ravenna deve disegnare il suo futuro e per fare questo ha bisogno di conoscersi, di avere tutti i dati non solo quantitativi ma soprattutto qualitativi, sapersi mettere in rete, darsi una governance ragionata e solo dopo fare sistema. Sapendo dove andare per spendersi all’esterno».

Ravenna in Comune presto inizierà un viaggio di ascolto «e potrà avanzare le tante idee per rilanciare il turismo, proponendo gli strumenti più adatti e innovativi come gli osservatori che Ravenna non conosce ma che molte realtà hanno; riordino di tavoli, altro che manager! Si parlerà di ambiente, mobilità e tutto quanto fa turismo. Ravenna ha al suo interno, nei lavoratori del settore turistico, tutte le capacità per progettare insieme il suo rilancio. Lo spirito deve essere manageriale per gli strumenti che la politica può mettere a disposizione e in rete, per questo accogliamo con piacere gli inviti di tante Pro Loco e associazioni per ascoltare e confrontarci. Ad esempio l’appello lanciato nei giorni scorsi dal presidente della Pro Loco di Marina di Ravenna (vedi sempre tra i correlati, ndr) non può cadere nel vuoto e rimanere senza risposte. In esso vengono evidenziate le criticità di alcuni punti focali che riguardano appunto il turismo e se questo settore deve progressivamente diventare l’asse trainante dell’economia ravennate, necessita il massimo delle attenzioni e della considerazione».

E per quanto riguarda in particolare proprio Marina di Ravenna, la lista di sinistra mette alcuni paletti. «Innanzitutto riteniamo che la vocazione naturalistica creata dall’unione fra il mare e la pineta, come i piani regolatori degli ultimi 40 anni del litorale ravennate hanno stabilito diversamente dagli altri litorali romagnoli, sia una caratteristica immagine da salvaguardare e rafforzare insieme alla ormai affermata visione di Marina come luogo di divertimento. Questo comporta, fra le altre cose, una generale riorganizzazione della componente turistica legata ad esempio alle zone umide e ai percorsi ciclistici, così come la spinta verso un rilancio dell’offerta ricreativa che superi l’impostazione delle ordinanze e dei divieti, per una politica complessiva coerente e che sia di impulso alla crescita. È necessario valutare anche le potenzialità del mare d’inverno, che non è mai partito; il recupero dell’antica tradizione “peschereccia” della località e una revisione del ruolo del centro cittadino, troppo trascurato negli ultimi anni e vittima di interventi urbanistici errati che hanno generato un grave incremento della cementificazione. I nostri stabilimenti balneari, che sono un’eccellenza studiata con attenzione dal resto d’Italia, devono essere amministrati con un occhio di riguardo».

«Inoltre – termina la nota di Ravenna in Comune – crediamo che sia giusto implementare delle strategie di promozione che si rivolgano ai nuovi mercati emergenti, come la Russia e la Cina, promuovendo comunque il dialogo con le altre località limitrofe a vocazione turistica e aumentando il legame fra la città e la costa, in particolare favorendo nuove proposte per l’organizzazione dei trasporti.
Infine esistono dei problemi di natura prevalentemente industriale che mettono a rischio lo sviluppo turistico di Marina di Ravenna, come ad esempio le trivellazioni a mare o i progetti di ampliamento e approfondimento del porto canale. È importante che queste attività vengano stabilite sulla base di non intralciare la naturale vocazione turistica del litorale ravennate».

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