martedì
12 Maggio 2026

«Pronti a limitare la musica e a chiamare bodyguard per gli schiamazzi notturni»

Parlano i gestori del pub finito nel mirino dell’ordinanza del sindaco:
«Chiudere alle 23 ci farà fallire: investiti oltre 150mila euro…»

Musica più bassa all’interno e un bodyguard per limitare gli schiamazzi esterni. È questa la ricetta per il futuro dei gestoridel pub finito nel mirino del sindaco Fabrizio Matteucci, pubblicata nel cuore della notte sulla propria pagina Facebook. Si tratta del Woodstock, locale nato al posto dello storico Bierhaus in via Maroncelli, zona stazione di Ravenna, costretto da oggi e fino al 6 giugno a chiudere alle 23 (nel clou della sua tradizionale attività serale) da un’ordinanza firmata dal sindaco per il troppo rumore e per garantire «la sicurezza urbana».

Un’ordinanza nata anche in seguito all’esposto dei residenti dello scorso agosto in cui lamentavano appunto musica troppo alta e schiamazzi notturni all’esterno del locale, e alla luce (si legge nel testo integrale del documento firmato dal sindaco, che pubblichiamo in fondo a questo articolo tra gli allegati) di controlli di Arpa sull’inquinamento acustico e della polizia municipale, che avrebbe più volte multato il locale per l’occupazione abusiva di suolo pubblico esterno. Inoltre nell’ordinanza vengono segnalati «episodi di risse ed aggressioni denunciati ed accertati, che hanno visto coinvolti non tanto i clienti del pubblico esercizio, quanto i gestori del medesimo» e si fa notare come imprenditori limitrofi abbiano dichiarato di aver perso clienti proprio a causa della rumorosità del pub.

Sulle pagine del Carlino il titolare si è scusato per i disagi ma ha preannunciato ricorso, non potendo più lavorare come pub con il vincolo della chiusura alle 23. Su Facebook i titolari annunciano anche di voler incontrare in queste ore sindaco e prefetto per cercare una soluzione in modo da far funzionare bene ugualmente la propria attività «senza arrecare danno a nessuno nell’orario notturno del riposo». La nuova gestione, partita a inizio anno, fa anche notare come sia stato necessario un investimento di quasi 200mila euro, impossibile da recuperare a causa dell’ordinanza. «Viva la libertà di tutti – termina la nota pubblicata sul social network – anche la nostra».

«Pronti a limitare la musica e a chiamare bodyguard per gli schiamazzi notturni»

Parlano i gestori del pub finito nel mirino dell’ordinanza del sindaco: «Chiudere alle 23 ci farà fallire: investiti oltre 150mila euro…»

Musica più bassa all’interno e un bodyguard per limitare gli schiamazzi esterni. È questa la ricetta per il futuro dei gestoridel pub finito nel mirino del sindaco Fabrizio Matteucci, pubblicata nel cuore della notte sulla propria pagina Facebook. Si tratta del Woodstock, locale nato al posto dello storico Bierhaus in via Maroncelli, zona stazione di Ravenna, costretto da oggi e fino al 6 giugno a chiudere alle 23 (nel clou della sua tradizionale attività serale) da un’ordinanza firmata dal sindaco per il troppo rumore e per garantire «la sicurezza urbana».

Un’ordinanza nata anche in seguito all’esposto dei residenti dello scorso agosto in cui lamentavano appunto musica troppo alta e schiamazzi notturni all’esterno del locale, e alla luce (si legge nel testo integrale del documento firmato dal sindaco, che pubblichiamo in fondo a questo articolo tra gli allegati) di controlli di Arpa sull’inquinamento acustico e della polizia municipale, che avrebbe più volte multato il locale per l’occupazione abusiva di suolo pubblico esterno. Inoltre nell’ordinanza vengono segnalati «episodi di risse ed aggressioni denunciati ed accertati, che hanno visto coinvolti non tanto i clienti del pubblico esercizio, quanto i gestori del medesimo» e si fa notare come imprenditori limitrofi abbiano dichiarato di aver perso clienti proprio a causa della rumorosità del pub.

Sulle pagine del Carlino il titolare si è scusato per i disagi ma ha preannunciato ricorso, non potendo più lavorare come pub con il vincolo della chiusura alle 23. Su Facebook i titolari annunciano anche di voler incontrare in queste ore sindaco e prefetto per cercare una soluzione in modo da far funzionare bene ugualmente la propria attività «senza arrecare danno a nessuno nell’orario notturno del riposo». La nuova gestione, partita a inizio anno, fa anche notare come sia stato necessario un investimento di quasi 200mila euro, impossibile da recuperare a causa dell’ordinanza. «Viva la libertà di tutti – termina la nota pubblicata sul social network – anche la nostra».

Troppo rumore e poca sicurezza: il sindaco Matteucci impone al pub di chiudere alle 23 

Firmata l’ordinanza per un locale di via Maroncelli, nella zona
della stazione di Ravenna: «Questione non più tollerabile» 

Il sindaco Fabrizio Matteucci ha firmato un’ordinanza che impone al pub Woodstock, in zona stazione, di chiudere alle 23. Una decisione che sta già facendo e farà sicuramente discutere, che colpisce un locale molto frequentato in particolare da giovani e universitari. Si tratta del pub che ha preso il posto dello storico Bierhaus, in via Maroncelli.

«Sono molto favorevole ad una regolamentazione degli orari e delle attività dei locali pubblici, in città e nel forese, che favorisca le occasioni di incontro e di divertimento per tutti – si legge in una nota del sindaco –, garantendo anche un’opportunità a queste attività che spesso sono gestite da giovani imprenditori. Una città vissuta e viva anche nelle ore serali è più bella ed accogliente. Non sempre però la convivenza fra queste attività e le esigenze dei residenti è facile, anche quando le regole vengono rispettate. In questi casi il Comune interviene per mediare, conciliare, trovare un punto di incontro per consentire che musica e divertimento vadano avanti rispettando i diritti di tutti».

«Purtroppo – continua il sindaco – ci sono anche situazioni di violazione continua delle regole. Questo è il caso del Woodstock di via Maroncelli. Siamo in zona stazione, nella quale è particolarmente necessario assicurare equilibrio fra attività di animazione e rispetto delle regole. Dopo settimane, anzi mesi, di controlli e sanzioni che hanno coinvolto la Polizia Municipale e le altre Forze dell’Ordine, ho deciso di firmare un ordinanza che limita l’orario serale del pub alle ore 23. Sono stato costretto ad assumere questo intervento perché la situazione non era più tollerabile, non tanto e non solo dal punto di vista del rumore, ma sotto il profilo della sicurezza urbana». 

Troppo rumore e poca sicurezza: il sindaco Matteucci impone al pub di chiudere alle 23 

Firmata l’ordinanza per un locale di via Maroncelli, nella zona della stazione di Ravenna: «Questione non più tollerabile» 

Il sindaco Fabrizio Matteucci ha firmato un’ordinanza che impone al pub Woodstock, in zona stazione, di chiudere alle 23. Una decisione che sta già facendo e farà sicuramente discutere, che colpisce un locale molto frequentato in particolare da giovani e universitari. Si tratta del pub che ha preso il posto dello storico Bierhaus, in via Maroncelli.

«Sono molto favorevole ad una regolamentazione degli orari e delle attività dei locali pubblici, in città e nel forese, che favorisca le occasioni di incontro e di divertimento per tutti – si legge in una nota del sindaco –, garantendo anche un’opportunità a queste attività che spesso sono gestite da giovani imprenditori. Una città vissuta e viva anche nelle ore serali è più bella ed accogliente. Non sempre però la convivenza fra queste attività e le esigenze dei residenti è facile, anche quando le regole vengono rispettate. In questi casi il Comune interviene per mediare, conciliare, trovare un punto di incontro per consentire che musica e divertimento vadano avanti rispettando i diritti di tutti».

«Purtroppo – continua il sindaco – ci sono anche situazioni di violazione continua delle regole. Questo è il caso del Woodstock di via Maroncelli. Siamo in zona stazione, nella quale è particolarmente necessario assicurare equilibrio fra attività di animazione e rispetto delle regole. Dopo settimane, anzi mesi, di controlli e sanzioni che hanno coinvolto la Polizia Municipale e le altre Forze dell’Ordine, ho deciso di firmare un ordinanza che limita l’orario serale del pub alle ore 23. Sono stato costretto ad assumere questo intervento perché la situazione non era più tollerabile, non tanto e non solo dal punto di vista del rumore, ma sotto il profilo della sicurezza urbana». 

C’è crisi, il funerale si paga a rate Oltre mille euro per quello low cost

Nel capoluogo provinciale sono sette le agenzie funebri. A Faenza
il Facebook dei morti fa flop: una decina di iscritti in due anni

Di fronte alla crisi si chiede di pagare a rate anche il funerale. «Negli ultimi tre anni siamo passati da zero a un 8-9 percento di richieste», dice l’amministratore delegato di Aser, una delle sette agenzie funebri presenti nel comune di Ravenna (con Stinchi, Meneghetti, Csf, Domenichini, Gardella, Altini) e l’unica a controllo pubblico (la proprietà è di Ravenna Holding, cassaforte dei Comuni). Maurizio Rossi inquadra l’azienda con alcuni numeri: una sede a Ravenna e una a Faenza ma operatività senza confini (come accaduto con il cooperante di Casola Valsenio ammazzato in Bangladesh), 15 dipendenti, nel 2014 un migliaio di funerali e un fatturato di 2,47 milioni di euro con un utile di 180mila euro.

Oggi per un funerale, secondo le stime di Aser, servono 1.200-1.300 euro dove la voce di costo principale è il feretro che può arrivare a 750-800 (abbiamo provato a chiedere preventivi anche ad altre agenzie ma hanno rifiutato di fornirli telefonicamente).

«Aser ha cominciato a operare da luglio 2006 rilevando il ramo d’azienda da Hera e nel 2007 a Faenza ha acquisito il ramo d’azienda dalla locale Sot di Hera. Operiamo in libero mercato, non siamo in regime di monopolio ma in quanto società a controllo pubblico ci siamo dati delle regole di trasparenza e organizzazione più rigide». In un settore dove non mancano manovre scorrette: «C’è ancora il malcostume di qualche persona che sfrutta il momento del dolore». Rossi è consapevole che non mancano critiche verso l’azienda che rappresenta: «I concorrenti ci criticano dicendo che il nostro controllo pubblico potrebbe avvantaggiargi e invece non abbiamo appalti pubblici, non c’è rapporto preferenziale. Sulla qualità dei servizi mi rendo conto che forse trent’anni fa l’azienda pubblica si presentava con un livello inferiore ma ormai da una decina di anni c’è uniformità».

Come cambia il funerale nel 2015? «In realtà è qualcosa che rimane molto legato alla tradizione, le modifiche sono piccole, magari oggi il manifesto non è più solo in bianco e nero ma ha un po’ di colore, ma stiamo parlando di dettagli».

Per il camposanto online, con la foto del caro estinto da cliccare, i tempi non sono ancora maturi nella provincia. Lo dice Bruno Fabbri delle onoranze funebri Gamberini di Faenza che a gennaio del 2014 lanciò il progetto chiamato Luogo della Memoria: una sorta di Facebook dei morti, un cimitero virtuale dove i parenti del deceduto potevano inserire foto e informazioni con uno spazio aperto ai pensieri digitati sulle tastiere dai conoscenti. Pensieri e riflessioni in ricordo del caro estinto. «In America sono tantissimi i siti così, in Italia ne avevo visto uno in Piemonte, l’abbiamo promosso ma non ha avuto seguito».

Dopo l’apertura del sito, con un investimento di un migliaio di euro, l’agenzia Gamberini inviò circa 600 lettere alle famiglie che negli ultimi 4-5 anni si erano rivolti a loro per un funerale: «Abbiamo dato a tutti le informazioni e l’account con la password per iscriversi. Tutto gratuito, anche per chi non è stato nostro cliente. Basta mandare una mail e noi autorizziamo l’iscrizione. Ovviamente anche i commenti vengono prima verificati per evitare offese. Dopo due anni non più di una decina si sono iscritti». Fabbri aveva provato ad anticipare i tempi facendo l’americano. Per poi accorgersi che le cose forse stanno diversamente: «Muoiono le persone più anziane, i figli hanno 50-60 anni e ancora in questa fase non è gente con grande dimestichezza di computer e internet».

Le nuove frontiere del settore saranno le case funerarie private che organizzano cerimonie e sepolture? «Ne esiste una enorme a Modena ma serve un bacino di utenza vasto per rientrare dell’investimento. La gente non vuole fare più di 10-15 km per un funerale». E c’è chi prepara per tempo il suo: «C’è un signore di Faenza che ogni anno da diverso tempo in questo periodo passa per chiedere qualche informazione. Era iscritto a una di quelle associazioni che raccoglievano versamenti annuali per poi occuparsi dei funerali. Ha più di cent’anni e ogni anno vuole essere sicuro che quando sarà il momento gli faremo il funerale. Passa da noi, si fa due chiacchiere e ci salutiamo».

C’è crisi, il funerale si paga a rate Oltre mille euro per quello low cost

Nel capoluogo provinciale sono sette le agenzie funebri. A Faenza il Facebook dei morti fa flop: una decina di iscritti in due anni

Di fronte alla crisi si chiede di pagare a rate anche il funerale. «Negli ultimi tre anni siamo passati da zero a un 8-9 percento di richieste», dice l’amministratore delegato di Aser, una delle sette agenzie funebri presenti nel comune di Ravenna (con Stinchi, Meneghetti, Csf, Domenichini, Gardella, Altini) e l’unica a controllo pubblico (la proprietà è di Ravenna Holding, cassaforte dei Comuni). Maurizio Rossi inquadra l’azienda con alcuni numeri: una sede a Ravenna e una a Faenza ma operatività senza confini (come accaduto con il cooperante di Casola Valsenio ammazzato in Bangladesh), 15 dipendenti, nel 2014 un migliaio di funerali e un fatturato di 2,47 milioni di euro con un utile di 180mila euro.

Oggi per un funerale, secondo le stime di Aser, servono 1.200-1.300 euro dove la voce di costo principale è il feretro che può arrivare a 750-800 (abbiamo provato a chiedere preventivi anche ad altre agenzie ma hanno rifiutato di fornirli telefonicamente).

«Aser ha cominciato a operare da luglio 2006 rilevando il ramo d’azienda da Hera e nel 2007 a Faenza ha acquisito il ramo d’azienda dalla locale Sot di Hera. Operiamo in libero mercato, non siamo in regime di monopolio ma in quanto società a controllo pubblico ci siamo dati delle regole di trasparenza e organizzazione più rigide». In un settore dove non mancano manovre scorrette: «C’è ancora il malcostume di qualche persona che sfrutta il momento del dolore». Rossi è consapevole che non mancano critiche verso l’azienda che rappresenta: «I concorrenti ci criticano dicendo che il nostro controllo pubblico potrebbe avvantaggiargi e invece non abbiamo appalti pubblici, non c’è rapporto preferenziale. Sulla qualità dei servizi mi rendo conto che forse trent’anni fa l’azienda pubblica si presentava con un livello inferiore ma ormai da una decina di anni c’è uniformità».

Come cambia il funerale nel 2015? «In realtà è qualcosa che rimane molto legato alla tradizione, le modifiche sono piccole, magari oggi il manifesto non è più solo in bianco e nero ma ha un po’ di colore, ma stiamo parlando di dettagli».

Per il camposanto online, con la foto del caro estinto da cliccare, i tempi non sono ancora maturi nella provincia. Lo dice Bruno Fabbri delle onoranze funebri Gamberini di Faenza che a gennaio del 2014 lanciò il progetto chiamato Luogo della Memoria: una sorta di Facebook dei morti, un cimitero virtuale dove i parenti del deceduto potevano inserire foto e informazioni con uno spazio aperto ai pensieri digitati sulle tastiere dai conoscenti. Pensieri e riflessioni in ricordo del caro estinto. «In America sono tantissimi i siti così, in Italia ne avevo visto uno in Piemonte, l’abbiamo promosso ma non ha avuto seguito».

Dopo l’apertura del sito, con un investimento di un migliaio di euro, l’agenzia Gamberini inviò circa 600 lettere alle famiglie che negli ultimi 4-5 anni si erano rivolti a loro per un funerale: «Abbiamo dato a tutti le informazioni e l’account con la password per iscriversi. Tutto gratuito, anche per chi non è stato nostro cliente. Basta mandare una mail e noi autorizziamo l’iscrizione. Ovviamente anche i commenti vengono prima verificati per evitare offese. Dopo due anni non più di una decina si sono iscritti». Fabbri aveva provato ad anticipare i tempi facendo l’americano. Per poi accorgersi che le cose forse stanno diversamente: «Muoiono le persone più anziane, i figli hanno 50-60 anni e ancora in questa fase non è gente con grande dimestichezza di computer e internet».

Le nuove frontiere del settore saranno le case funerarie private che organizzano cerimonie e sepolture? «Ne esiste una enorme a Modena ma serve un bacino di utenza vasto per rientrare dell’investimento. La gente non vuole fare più di 10-15 km per un funerale». E c’è chi prepara per tempo il suo: «C’è un signore di Faenza che ogni anno da diverso tempo in questo periodo passa per chiedere qualche informazione. Era iscritto a una di quelle associazioni che raccoglievano versamenti annuali per poi occuparsi dei funerali. Ha più di cent’anni e ogni anno vuole essere sicuro che quando sarà il momento gli faremo il funerale. Passa da noi, si fa due chiacchiere e ci salutiamo».

Il renziano Bartolotti boccia il Pd locale

Mister Micoperi non scende in campo ma scarica il candidato Liverani
«Serve una figura forte che non vedo nemmeno nelle liste avversarie»

Fino a poche settimane fa un po’ tutti gli addetti ai lavori – pubblicamente e più spesso lontano dai microfoni – tiravano in ballo il suo nome o si domandavano quale sarebbe stato il ruolo di Silvio Bartolotti nell’imminente campagna elettorale ravennate. C’era chi lo avvicinava al Pd – lui che aveva sostenuto pubblicamente Matteo Renzi quando da queste parti i renziani si contavano davvero ancora sulla punta delle dita – chi lo vedeva bene invece come candidato a sindaco contro il Pd, magari nella lista civica in divenire di Maurizio Bucci, lui che era stato tra i protagonisti, sul palco, dell’inaugurazione del nuovo Mariani dell’imprenditore ora appena fuoriuscito da Forza Italia.

In realtà adesso è possibile che la campagna elettorale appena inaugurata in città lo veda invece solo come spettatore, nonostante sia stato tirato per la giacca più volte dalla politica, soprattutto dopo la fama planetaria ottenuta con la sua Micoperi per l’operazione di raddrizzamento della Costa Concordia. Prima dell’operazione al Giglio di certo non era stato invece al centro delle stesse attenzioni… «Ma a Ravenna, a differenza di quello che succede in altre città, è davvero difficile fare gli imprenditori…», ci racconta ricevendoci nel suo ufficio di via Trieste. «Dio solo sa quante volte ho tentato una collaborazione con il sindaco Matteucci e la sua giunta, ma ogni tentativo è andato a vuoto».

Il cruccio, per il patron di Micoperi, è in particolare quello di non trovare corrispondenze tra il Pd locale e quello nazionale guidato da Renzi, di cui resta un grande fan. «Vedo molta differenza tra il Partito democratico che è riuscito a ridare dignità al nostro Paese e quello ravennate, ancora molto legato alla politica del passato. Ci vorrebbe un Renzi anche a Ravenna: questa città ha bisogno di una figura forte, rappresentativa, che ridia slancio…». Un identikit che non corrisponde per Bartolotti a quello di Enrico Liverani, scelto invece dai vertici locali dei democratici come candidato a sindaco. «Non condivido nella maniera più assoluta il metodo: il Pd attraverso elezioni primarie, avrebbe potuto fare una scelta più democratica, anziché imporne una dall’alto senza rispettare i cittadini».

«Ora – continua l’imprenditore ravennate – anche a Ravenna sono diventati tutti renziani, ma bisogna fare attenzione e cercare di capire chi lo è veramente e chi per finta. Non ce l’ho con Liverani personalmente (lui che è però ex sindacalista e rappresenta di certo l’ala più a sinistra di Renzi del Pd, ndr), ma non credo sia la scelta giusta per Ravenna e per affrontare i problemi della città. Questa volta il Pd potebbe avere brutte sorprese alle elezioni».

Ma per Bartolotti – che smentisce di star collaborando con la Pigna di Maurizio Bucci come continua a pensare qualcuno – non sembrano esserci all’orizzonte neppure alternative valide. «Non penso possano funzionare le liste anti Pd di cui sento parlare, ma che sono costruite con la logica della vecchia politica. Resto convinto che se all’interno del Pd non si costruiscono condizioni diverse a favore della nostra comunità (la speranza che ci confida Bartolotti è ancora quella che il Partito democratico decida di cambiare il nome del candidato, magari con pressioni dal nazionale, ndr), serva qualcuno di spessore fuori dalla politica che faccia ripartire questa città con competenza e le faccia ritrovare il suo orgoglio romagnolo. Al momento non vedo persone che possano essere in grado di farlo, ma se se ne candiderà una, avrà il mio sostegno, indipendentemente dalla lista per cui si presenterà. E oltre alle persone servono programmi, che non sono ancora sul tavolo».

La ricetta per far ripartire Ravenna, secondo Bartolotti, deve passare in primo luogo dalle infrastrutture, per cercare di combattere il tradizionale isolamento in cui versa la città. «Poi turismo, porto e la darsena: possibile che in questi anni non si sia riuscito a dare il via a un progetto serio di riqualificazione?».

Il renziano Bartolotti boccia il Pd locale

Mister Micoperi non scende in campo ma scarica il candidato Liverani
«Serve una figura forte che non vedo nemmeno nelle liste avversarie»

Fino a poche settimane fa un po’ tutti gli addetti ai lavori – pubblicamente e più spesso lontano dai microfoni – tiravano in ballo il suo nome o si domandavano quale sarebbe stato il ruolo di Silvio Bartolotti nell’imminente campagna elettorale ravennate. C’era chi lo avvicinava al Pd – lui che aveva sostenuto pubblicamente Matteo Renzi quando da queste parti i renziani si contavano davvero ancora sulla punta delle dita – chi lo vedeva bene invece come candidato a sindaco contro il Pd, magari nella lista civica in divenire di Maurizio Bucci, lui che era stato tra i protagonisti, sul palco, dell’inaugurazione del nuovo Mariani dell’imprenditore ora appena fuoriuscito da Forza Italia.

In realtà adesso è possibile che la campagna elettorale appena inaugurata in città lo veda invece solo come spettatore, nonostante sia stato tirato per la giacca più volte dalla politica, soprattutto dopo la fama planetaria ottenuta con la sua Micoperi per l’operazione di raddrizzamento della Costa Concordia. Prima dell’operazione al Giglio di certo non era stato invece al centro delle stesse attenzioni… «Ma a Ravenna, a differenza di quello che succede in altre città, è davvero difficile fare gli imprenditori…», ci racconta ricevendoci nel suo ufficio di via Trieste. «Dio solo sa quante volte ho tentato una collaborazione con il sindaco Matteucci e la sua giunta, ma ogni tentativo è andato a vuoto».

Il cruccio, per il patron di Micoperi, è in particolare quello di non trovare corrispondenze tra il Pd locale e quello nazionale guidato da Renzi, di cui resta un grande fan. «Vedo molta differenza tra il Partito democratico che è riuscito a ridare dignità al nostro Paese e quello ravennate, ancora molto legato alla politica del passato. Ci vorrebbe un Renzi anche a Ravenna: questa città ha bisogno di una figura forte, rappresentativa, che ridia slancio…». Un identikit che non corrisponde per Bartolotti a quello di Enrico Liverani, scelto invece dai vertici locali dei democratici come candidato a sindaco. «Non condivido nella maniera più assoluta il metodo: il Pd attraverso elezioni primarie, avrebbe potuto fare una scelta più democratica, anziché imporne una dall’alto senza rispettare i cittadini».

«Ora – continua l’imprenditore ravennate – anche a Ravenna sono diventati tutti renziani, ma bisogna fare attenzione e cercare di capire chi lo è veramente e chi per finta. Non ce l’ho con Liverani personalmente (lui che è però ex sindacalista e rappresenta di certo l’ala più a sinistra di Renzi del Pd, ndr), ma non credo sia la scelta giusta per Ravenna e per affrontare i problemi della città. Questa volta il Pd potebbe avere brutte sorprese alle elezioni».

Ma per Bartolotti – che smentisce di star collaborando con la Pigna di Maurizio Bucci come continua a pensare qualcuno – non sembrano esserci all’orizzonte neppure alternative valide. «Non penso possano funzionare le liste anti Pd di cui sento parlare, ma che sono costruite con la logica della vecchia politica. Resto convinto che se all’interno del Pd non si costruiscono condizioni diverse a favore della nostra comunità (la speranza che ci confida Bartolotti è ancora quella che il Partito democratico decida di cambiare il nome del candidato, magari con pressioni dal nazionale, ndr), serva qualcuno di spessore fuori dalla politica che faccia ripartire questa città con competenza e le faccia ritrovare il suo orgoglio romagnolo. Al momento non vedo persone che possano essere in grado di farlo, ma se se ne candiderà una, avrà il mio sostegno, indipendentemente dalla lista per cui si presenterà. E oltre alle persone servono programmi, che non sono ancora sul tavolo».

La ricetta per far ripartire Ravenna, secondo Bartolotti, deve passare in primo luogo dalle infrastrutture, per cercare di combattere il tradizionale isolamento in cui versa la città. «Poi turismo, porto e la darsena: possibile che in questi anni non si sia riuscito a dare il via a un progetto serio di riqualificazione?».

Ecco i vincitori della maratona dei record Conquistato un titolo italiano assoluto

E per la prossima edizione si pensa a ripristinare la 30 km

In una calda giornata di sole, Tarik Marhnaoui in 2:20:15 e Catherine Bertone vincono la XVII Maratona internazionale Ravenna Città d’Arte. Per la valdostana Catherine Bertone tripla soddisfazione, perché con il tempo di 2:39:19 ha conquistato anche il titolo italiano assoluto di maratona e ha fissato il nuovo record della corsa di Ravenna in campo femminile, superando quello di Maria Cocchetti del 2001. A vincere il titolo italiano maschile invece è stato Dario Santoro dell’Atletica Potenza Picena in 2:24:25, terzo alla maratona, dietro all’altro marocchino Mohammed El Kasmi, giunto 2° (2:22:33). Per il podio tricolore dietro a Santoro, Massimiliano Strappato dell’Atletica Osimo in 2:25:32 (4° tempo della maratona) e Massimiliano Brigo della Bovisio Masciago in 2:25:46 (5° alla maratona).

Tra le donne il podio della maratona è coinciso con quello del Campionato Italiano Assoluto Maratona, ovvero alle spalle della trionfatrice Bertone dell’Atletica Sandro Calvesi (2.39.19), Anna Spagnoli di Forlimpopoli dell’Atletica Futura (2:42:23), argento, e la sarda Claudia Pinna del Cus Cagliari (2:44:53), bronzo.

Per il secondo anno consecutivo, affluenza record, per la Maratona internazionale Ravenna Città d’Arte, che ha superato le 6000 presenze nel corso della due giorni di manifestazione: 2757 gli iscritti alle due gare competitive (arrivati al traguardo 1041 alla maratona e 1353 alla mezza) e 3500 quelli che hanno partecipato a Family Run, 10 km e Urban Walking. Un risultato raggiunto con una gara in meno rispetto al 2014, la 30 km che tornerà il prossimo anno.

Sono state 34 le nazionalità presenti, un record per la manifestazione organizzata da Ravenna Runners Club. Emozionante la partenza preceduta da un lunghissimo biscione colorato che per disperdersi ci ha messo 5 minuti. Le cheerleaders dei Chiefs hanno colorato e animato la zona di partenza e arrivo in via di Roma per tutta la gara, mentre i giocatori dei Chiefs in divisa hanno fatto da cordone all’avvio.

Molto contento il vincitore della maratona, portacolori della Colleferro Atletica: “Sonopartito solo e sono arrivato solo – commenta il marocchino Marhnaoui -. E’ la prima volta che vengo a Ravenna, mi piace correre la mezza, ma questa volta ho pensato di provare la maratona e sono molto contento perché ho migliorato anche il mio personale. Il percorso è bellissimo: i primi due giri mi sono piaciuti meno perché ci sono tante curve, ma gli ultimi tre in rettilineo sono proprio nelle mie corde, perché si corre tanto. Per me è stata una bellissima giornata e sono contentissimo”.

Felice a metà il campione italiano pugliese Santoro: “Innanzitutto sono soddisfatto per il titolo italiano, ma non per il tempo. Nella prima parte mi sono lasciato andare a strappi e dal 30 km ho corso coi crampi. Se fosse stata un’altra maratona mi sarei fermato, ma c’era in palio il titolo italiano e sono andato avanti. Riparto da qui per fare meglio la prossima volta. Ringrazio chi è venuto da Manfredonia a sostenermi e dedico il titolo a mio figlio di 4 anni, a mia moglie e alla mia famiglia”.

Sprizza gioia da tutti i pori Catherine Bertone, valdostana di padre italiano nata in Turchia: “Dedico la vittoria del titolo alla parte italiana della famiglia. E’ la prima volta che sono a Ravenna, è una bella corsa, molto paesaggistica, è bello correre tra i monumenti. Sono felicissima per il titolo e al record della manifestazione non avevo nemmeno pensato”.

La mezza maratona. Il riminese Gianluca Borghesi dell’Atletica Imola Sacmi ha vinto la mezza maratona (1:10:49), davanti al marocchino dell’Edera Forlì Smail Charfaoui (1:11:06), secondo, e all’altro marocchino Abderrazak Haoul del Salcus (1:12:36). Borghesi a Ravenna è di casa e quest’estate aveva già vinto la Ravenna Night Run. “È stata dura correre con questo caldo inaspettato a novembre, si è fatto sentire durante la gara. Sono molto soddisfatto del risultato raggiunto, perché ho ripreso ad allenarmi da tre settimane. In estate l’idea era di partecipare alla maratona, ma ho avuto qualche acciacco ultimamente e così ho dovuto rinunciare e ho deciso di fare la mezza”.

Prima assoluta e subito vincente Francesca Iachemet del’Atletica Trento (1:20:17), che ha tagliato il traguardo prima di Paola Dal Mas della Libertas Porcia (1:21:05) e della terza classificata Valentina Menonna dell’Atletica Candelo (1:23:54). “Sono contentissima per il tempo, che è buonissimo – commenta Iachemet -. È la prima volta che vengo a Ravenna e uno dei motivi è stato proprio la possibilità di correre passando accanto a sette degli otto monumenti patrimonio dell’Unesco. Complimenti all’organizzazione e speriamo di rivederci il prossimo anno”.

Alla 10 km ha partecipato anche l’assessore allo Sport Guido Guerrieri che ha terminato la sua corsa a un’ora e cinque minuti, ma il suo entusiasmo non è per il tempo ma per la bellissima giornata di sport. “È stato uno spettacolo bellissimo. Vedere alla partenza un biscione interminabile di cui non si vedeva la fine è stato entusiasmante. Una vera giornata di festa per la città. La Maratona è cresciuta è diventata un evento di richiamo, cominciato sabato con la Family Run. Ancora una volta sono stati raggiunti numeri altissimi e importantissimi”.

Un altro successo, dunque, per Ravenna Runner Club. “Per mettere in piedi una manifestazione del genere ci vuole tanta passione – ammette il presidente Stefano Righini -. Siamo stati baciati anche dal clima, è stata una giornata bellissima e calda. La partenza è stata emozionante: dallo sparo all’ultimo atleta sono passati 5 minuti. Siamo stati gratificati quest’anno dalla Fidal con il Campionato Italiano Assoluto Maratona, un riconoscimento che ci fa piacere e premia il lavoro fatto in questi anni. Una volta la maratona di Ravenna era piccola, ora no. La soddisfazione è grande perché la maratona è sempre più internazionale. Un ringraziamento alle autorità, alle forze dell’ordine, agli sponsor e ai volontari, essenziali per la realizzazione dell’evento”.

Oltre un mese di eventi e incontri contro la violenza (non solo) di genere 

La rassegna frutto del lavoro di quindici associazioni e del Comune

“Una società per relazioni, strade alternative alla violenza” è il titolo della rassegna – 23 iniziative iniziate il 7 novembre e che proseguiranno fino al 21 dicembre – dedicata dal Comune e da 15 diverse realtà associative ravennati, con il patrocinio della Consigliera di parità della Provincia Sonia Alvisi, alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne.
Saranno proposti incontri e appuntamenti che avranno come protagonisti l’arte, il cinema, il teatro, la musica e i libri.
“Questa progettualità condivisa – ricorda l’assessora alle Politiche e cultura di genere Giovanna Piaia – ha preso voce negli incontri di ‘Conosciamo la vita delle donne a Ravenna?’ e si è realizzata intrerpretando, attraverso linguaggi culturali e artistici diversi, la densità eterogenea dei conflitti relazionali. Centrale nella rassegna resta il conflitto uomo donna, ma interessante sarà approfondire il conflitto nel genere, quello che vivono le donne interiormente e fra donne. Osserveremo i conflitti in ambito lavorativo e intrafamiliare, generazionale anche tra pari, ma non perderemo mai d’occhio il punto di vista di genere, anche quando parleremo di conflitti bellici e delle possibili soluzioni pacifiche, creative ed evolutive dei conflitti. La nostra idea di fondo e di prospettiva è che dalla dignità delle donne dipende la dignità maschile e solo nella migliore qualità di relazioni fra donne e uomini potremo avere una reale qualità civile e democratica della società”.

LUNEDÌ 9 NOVEMBRE

Ore 20.30 Casa delle Donne, via Maggiore 120
Incontro con Lidia Menapace, autrice di “Io, partigiana. La mia Resistenza”, a cura di associazione Udi e Casa delle donne.

GIOVEDÌ 12 NOVEMBRE
Ore 17/19 Sala d’Attorre, via Ponte Marino 2
Conferenza di Stefano Ciccone, di associazione Femminile Maschile Plurale; presenta Piera Nobili; partecipa l’assessora alle Politiche e cultura di genere Giovanna Piaia
Ore 19.39/22.30 sala di via Gaspare Garattoni 1
Aperitivo con buffet a pagamento; incontro/laboratorio per adulti condotto da Psicologia Urbana e Creativa. I due appuntamenti rientrano nel ciclo “Tra potere e libertà: alle radici della violenza”, a cura di associazione Femminile Maschile Plurale e Psicologia Urbana e Creativa.

VENERDÌ 13 NOVEMBRE
Ore 10 aula magna istituto Morigia, via Guglielmo Marconi 6
Incontro/confronto con gli/le studenti del progetto “La scuola promotrice di salute”, con Stefano Ciccone di associazione Femminile Maschile Plurale e dottor Giorgio Palazzi Rossi. Nell’ambito del ciclo “Tra potere e libertà: alle radici della violenza”, a cura di associazione Femminile Maschile Plurale e Psicologia Urbana e Creativa.
Ore 21 Casa delle Donne, via Maggiore 120
Incontro con Carla Baroncelli, autrice di “Storie sui fili”; inaugurazione di una installazione fotografica e letture di alcune storie tratte dal libro. A cura di Casa delle Donne e Linea Rosa.

LUNEDÌ 16 NOVEMBRE
Ore 21 centro Cisim di Lido Adriano, viale Parini 48
Proiezione del documentario “Asmarina” di Alan Maglio e Medhin Paolos. A seguire incontro con Igiaba Scego per la presentazione del suo libro “Adua”. Nell’ambito del ciclo “Relazioni familiari, identità e conflitti”, a cura di cooperativa sociale Libra.

VENERDÌ 20 NOVEMBRE
Ore 17 sala albergo Cappello, via IV Novembre 41
Incontro “Leadership al femminile: una leadership generativa”, con Simona Cuomo, psicologa, professor alla Bocconi School of Management. A cura di associazione Soroptimist.

SABATO 21 NOVEMBRE
Ore 11 libreria Feltrinelli, via Armando Diaz 14
Incontro “Donne e diritto”, riflessioni a partire dalla recente pubblicazione “Donne, diritto, diritti. Prospettive del giusfemminismo” (autori vari, a cura di Thomas Casadei). A cura di associazione Life.

DOMENICA 22 NOVEMBRE
Ore 15.30 teatro Socjale di Piangipane, via Piangipane153
Spettacolo teatrale “Un brutto spettacolo”, della compagnia teatrale Magazzino FS di Cotignola. Regia di Piero Nabendu Zama. A cura di Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil provincia di Ravenna, in collaborazione con Linea Rosa.

LUNEDÌ 23 NOVEMBRE
Ore 17 Sala d’Attorre, via Ponte Marino 2
Incontro “Amore e violenza nell’adolescenza”, con Doriana Togni, sociologa, e Alessandra Campani, dell’associazione Nondasola di Reggio Emilia. A cura dell’associazione Femminile Maschile Plurale.

MERCOLEDÌ 25 NOVEMBRE
Ore 10 centro Cisim di Lido Adriano, viale Parini 48
Proiezione del film “Little miss sunshine” di Jonathan Dayton. Nell’ambito del ciclo “Relazioni familiari, identità e conflitti”, a cura di cooperativa sociale Libra.
Ore 11.30 Giardino Sorelle Mirabal, via Tolmino (zona stadio)
Inaugurazione dell’opera Mariposas, dedicata alle sorelle Mirabal, intervento di urban art realizzato dalla artista Hyuro. A cura di Casa delle Donne e associazione culturale Indastria in collaborazione con il Subsidenze street art festival e l’assessorato alle Politiche giovanili.
Ore 18 Circolo dei Forestieri, via Corrado Ricci 22
Presentazione del progetto “Inside Out: il potere della condivisione”. A cura di Linea Rosa.
Ore 18.30 Caffè Letterario, via Armando Diaz 26
Presentazione del libro “L’amore cattivo” di Francesca Mazzucato, coordina Matteo Cavezzali, giornalista del Fatto quotidiano.

GIOVEDÌ 26 NOVEMBRE
Ore 20.30 Sala Nullo Baldini, via Faentina 106
Proiezione del film “Nella terra del sangue e del miele”, di Angelina Jolie. A cura del circolo Cooperatori e dell’associazione Femminile Maschile Plurale.

VENERDÌ 27 NOVEMBRE
Ore 21.30 Mama’s club, via San Mama 75
“Non avendo il fucile tra le mani”, serata dedicata alla presenza e al ruolo delle donne antifasciste italiane nella guerra civile spagnola. A cura dell’associazione Volontari spagnoli. A seguire “La figura e le canzoni di Federico Garcia Lorca”.

MERCOLEDÌ 2 DICEMBRE
Ore 14.30/16.30 centro Cisim di Lido Adriano, viale Parini 48
“Le relazioni familiari”, incontro condotto dalle psicologhe Marisa Biondi e Milena Romboli. Nell’ambito del ciclo “Relazioni familiari, identità e conflitti”, a cura di cooperativa sociale Libra.

GIOVEDÌ 3 DICEMBRE
Ore 21 Mama’s club, via San Mama 75
Lettura teatrale “Dialogo sentimentale” (tratto da “Mal di Pietre” di Milena Agus) con Marina Magnani, direttrice artistica del festival “Donne verso il mare aperto”; Giselle Cavallari, psicoterapeuta; Antonella Barbanto, vocalist. A cura dell’associazione Fidapa.

SABATO 5 DICEMBRE
Ore 21 teatro Socjale di Piangipane, via Piangipane 153
Spettacolo teatrale della compagnia delle Liridi. A cura di Linea Rosa in occasione del 24° compleanno dell’associazione.

DOMENICA 6 DICEMBRE
Ore 21 teatro Novella Montanari, ex Zodiaco, viale Enrico Mattei 28
Spettacolo teatrale “Donna”. Regia di Alessandra Cogoli e Patrizia De Palma. A cura di associazione Bolero Danzarte e di associazione Quelli della Recita.

MARTEDÌ 8 DICEMBRE
Ore 17 chiesa dei Cappuccini, via Guglielmo Oberdan 6
“Coro femminile per un giorno” in “Donne in canto”, diretto da Etsuko Ueda; al pianoforte Monica Ferrini, al violoncello Marcella Trioschi. A cura di Casa delle Donne. A seguire letture da “Voci di donne”, a cura di Carla Scala dell’associazione Asja Lacis.

GIOVEDÌ 10 DICEMBRE
Ore 21 Mama’s club, via San Mama 75
Piece “Quando l’amore…”, come e perché la coppia contemporanea naufraga, sempre più spesso, nella deriva della violenza. Regia di Alessandro Braga, con Elisabetta Rivalta, Lorenzo Carpinelli, Alessandro Braga. Relatrice Olga Cellentani, psicoanalista. A cura dell’associazione Fidapa

MERCOLEDÌ 16 DICEMBRE
Ore 10 centro Cisim di Lido Adriano, viale Parini 48
Proiezione del film “Caterina va in città” di Paolo Virzì. A seguito di ogni proiezione verrà offerto un piccolo buffet che consentirà di dialogare liberamente con i/le partecipanti. Nell’ambito del ciclo “Relazioni familiari, identità e conflitti”, a cura di cooperativa sociale Libra.

LUNEDÌ 21 DICEMBRE
Ore 14.30/16.30 centro Cisim di Lido Adriano, viale Parini 48
“Le relazioni familiari”, incontro condotto dalle psicologhe Marisa Biondi e Milena Romboli. Nell’ambito del ciclo “Relazioni familiari, identità e conflitti”, a cura di cooperativa sociale Libra.

Liceo classico Dante Alighieri, piazza Anita Garibaldi 2
“Microfono aperto speaker corner”: un’esperienza che permetterà ai ragazzi e alle ragazze di esprimersi liberamente in merito ai temi del conflitto e delle diversità. A cura di Citta@ttiva in collaborazione con il liceo classico Dante Alighieri.

Fingevano di voler comprare casa per rubare gioielli e denaro

Arrestata una coppia e condannata per direttisima a un anno e otto mesi

La tecnica era abbastanza semplice: la donna, 33 anni, andava a chiedere informazioni circa la vendita di immobili nel quartiere distraendo i padroni di casa, l’uomo, invece 28 anni, andava a ripulire l’abitazione di denaro e preziosi.

I Carabinieri della Stazione di Fusignano li hanno arrestati dopo averli blottacati all’interno di un cortile e hanno trovato loro addosso oggetti d’oro e 600 euro appena rubati a una coppia di ignari pensionati e precedenti refurtive. I due, pregiudicati, risiedono nel bolognese e nel modenese e i militari li definiscono genericamente “nomadi” di di cittadinanza italiana.

Giudicati con rito direttissimo, sono stati entrambi condannati a un anno e sei mesi di reclusione. L’uomo dovrà scontare la pena in carcere la donna in regime degli arresti domiciliari.

Civati atteso in città con Maestri mentre Paglia entra in Sinistra Italiana

Il fondatore di Possibile al Caffé letterario lunedì 9 novembre. I due deputati ravennati, divisi a Roma, in città sostengono la Sutter

Pippo Civati, ex Pd fondatore del movimento Possibile, sarà a Ravenna lunedi 9 novembre alle 18 al Caffé letterario di via Diaz in un incontro che vedrà con lui anche i colleghi deputati Beatrice Brignone e il ravennate Andrea Maestri.

L’incontro arriva in una data quanto mai significativa, visto che proprio sabato 7 novembre a Roma, al Quirino, è nato un nuovo soggetto politico che include deputati di Sel ed ex Pd, ma non Pippo Civati e Andrea Maestri che ne sono rimasti fuori.

Invece, tra i parlamentari ravennati, a Sinistra Italiana ha aderito Giovanni Paglia che sul suo profilo facebook ha scritto: “Tanti eravamo oggi al Quirino e altrettanti fuori, per la presentazione del nuovo gruppo parlamentare Sinistra Italiana. Cominciamo bene e questo ci da la grande responsabilità di metterci tutti i giorni a disposizione di ogni lotta, per aiutarla ad andare un passo avanti e per trarne la spinta a fare lo stesso. Io intanto sono orgoglioso e felice di poter dare una mano”.

I due, Paglia e Maestri, a Ravenna sostengono invece entrambi il progetto Ravenna in Comune e la candidato a sindaco Raffaella Sutter.

 

Nella foto Andrea Maestri, Beatrice Brignone e Pippo Civati di Possibile, tutti e tre a Ravenna lunedì 9 novembre.

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