mercoledì
13 Maggio 2026

Inaugurata a Piangipane una casa per l’emergenza abitativa

Con la partecipazione delle molte associazioni ravennati che – come Tavolo comunale della Povertà – hanno dato vita alla rassegna “Nutrire Ravenna”, l’assessora alle politiche sociali del Comune, Giovanna Piaia ha ufficialmente inaugurato, in via Piangipane n. 370, la “Casa dei Popoli” per l’emergenza abitativa e l’accoglienza di persone in difficoltà.

Il progetto, nato dall’esperienza di un gruppo di persone da sempre attive nel sociale e nel sindacato confederale e oggi riunite nell’associazione “Ora e sempre Resistenza”, si propone di fornire un supporto logistico, una modalità di accoglienza, una strategia collettiva per uscire dall’emergenza e dal disagio che, oltre alla solidarietà, renda dignità alle persone per reinserirle al più presto nel conteso sociale.

Nel breve intervento di saluto ai numerosi partecipanti all’inaugurazione, il portavoce dell’associazione, Alessandro Bongarzone prima, e la presidente, Raffaella Veridiani poi, hanno spiegato come la “Casa” non rappresenti «un’elemosina né risarcitoria né consolatoria e assolutoria, ma un luogo in cui recuperare forze e dignità, riprendere fiato per ripensare la propria vita a partire dalle relazioni sociali».

«Un atto dovuto – ha detto Bongarzone – nel rispetto del dettato costituzionale, a tutta la comunità, troppo spesso poco attenta alle nuove forme di povertà ma, ancora di più, verso chi ha subito la negazione dei “Diritti” che, proprio la nostra Costituzione garantisce non solo agli italiani ma – con le previsioni del suo articolo 10 – anche al cittadino straniero a cui sono negate nel suo Paese di origine».

«Insomma – scrive il Comune in una nota –, il progetto si propone come una “Casa per ricominciare” a sperare e ritrovare, in forma collettiva, una risposta al proprio disagio proprio come atto “sociale”. Nella casa le persone sperimentano, certamente, una forma di coesistenza “coatta” perché non scelta ma, proprio questa modalità li porta a riconoscere se stessi in un processo che si offre come modalità di auto aiuto nella ricerca di una soluzione condivisa ad un problema comune».

«Le regole che gli ospiti della “Casa” si sono dati democraticamente – ha precisato la presidente Veridiani – non sono solo quelle per una civile e corretta convivenza ma, soprattutto, sono l’esplicitazione della volontà di riprendere un cammino. È anche per questo motivo che la nostra associazione non cessa di lavorare, insieme agli ospiti della “Casa”, per sostenerli nel percorso di recupero di dignità sociale anche, e soprattutto, dal punto di vista della individuazione di nuove prospettive di occupazione, di formazione che sole possono agevolare».

All’utopia, come modalità positiva di crescita della società, si è ispirata l’assessora Piaia nel suo intervento. «L’azione messa in campo – ha affermato l’assessora – fatta con il cuore prima che con la testa, risponde appieno alle necessità che, come Tavolo della Povertà, abbiamo voluto segnalare con l’iniziativa di Nutrire Ravenna. Un nutrimento che non è solo di cibo ma, anche, cultura, recupero di dignità e coesione sociale. Un’utopia che, proprio nel momento in cui dal governo centrale vengono diminuite le risorse e i Comuni fanno sempre più fatica a stare dietro a tutto, non può che reggersi anche sulle gambe del volontariato e delle associazioni. Il progetto di casa condivisa, in questo senso, si inserisce nel progetto più ampio che, anche come Comune, abbiamo voluto proporre con il progetto “housing first” che, proprio nei prossimi giorni, partirà anche a Ravenna».

Nel corso di questo primo anno di attività, nella “Casa per… Ricominciare” sono già passate 15 persone in emergenza abitativa. Di queste 5 hanno già trovato un’occupazione che gli ha consentito di uscire dall’emergenza. Attualmente la casa di via Piangipane 370 ospita 6 persone.

Il sindaco: «E ora il centro di Ravenna avrà anche un’area archeologica…»

Matteucci alla presentazione dei lavori del mercato coperto ricorda
l’impegno per il centro e per valorizzare i reperti di piazza Kennedy

Nel corso dell’incontro con la stampa in occasione dell’avvio dei lavori al mercato coperto di Ravenna (vedi articoli correlati), il sindaco Fabrizio Matteucci ha ribadito alcuni concetti su un progetto come spesso capita per quelli del centro storico, anche molto discusso. E il concetto è quello che il mercato coperto era troppo sottoutilizzato, aperto poche ore nel giorno e non nel weekend, e il Comune non poteva «fare finta di niente».

«Trasformare un luogo storico tanto amato dai ravennati, me compreso, genera una nostalgia che comprendo», ha detto il sindaco che però rivendica di aver avuto il coraggio di cambiare. «Il nuovo mercato coperto avrà tre caratteristiche e non sarà un supermercato – sono state le sue parole –: rispetto della struttura storica dell’edificio; rigenerazione urbana del centro cittadino; polo commerciale, culturale e sociale. Questo sarà in nuovo Mercato Coperto. Spero e confido che sarà aperto dalle otto del mattino a mezzanotte».

«Noi vogliamo un centro storico vivo – ha concluso Matteucci –. Il numero dei residenti in centro, in questi anni, non è diminuito, al contrario di quello che è avvenuto in troppe altre città. Dopo la ristrutturazione dei Chiostri Francescani, il recupero di piazza dell’Unità d’Italia, il recupero di Palazzo Rasponi, i lavori di piazza Kennedy – grazie ai quali il centro di Ravenna sarà arricchita anche da un’area archeologica, lo ribadisco, perché valorizzeremo i reperti – i lavori a palazzo Guiccioli, il nuovo Mercato Coperto potrà essere una nuova calamita per la vita del nostro meraviglioso centro storico». Il sindaco ha poi ammesso, «per spirito critico», che il Comune avrebbe potuto fare questi interventi in tempi più brevi, «ma però li abbiamo fatti, e si tratta di progetti attesi da tanti tanti anni».

Il sindaco: «E ora il centro di Ravenna avrà anche un’area archeologica…»

Matteucci alla presentazione dei lavori del mercato coperto ricorda
l’impegno per il centro e per valorizzare i reperti di piazza Kennedy

Nel corso dell’incontro con la stampa in occasione dell’avvio dei lavori al mercato coperto di Ravenna (vedi articoli correlati), il sindaco Fabrizio Matteucci ha ribadito alcuni concetti su un progetto come spesso capita per quelli del centro storico, anche molto discusso. E il concetto è quello che il mercato coperto era troppo sottoutilizzato, aperto poche ore nel giorno e non nel weekend, e il Comune non poteva «fare finta di niente».

«Trasformare un luogo storico tanto amato dai ravennati, me compreso, genera una nostalgia che comprendo», ha detto il sindaco che però rivendica di aver avuto il coraggio di cambiare. «Il nuovo mercato coperto avrà tre caratteristiche e non sarà un supermercato – sono state le sue parole –: rispetto della struttura storica dell’edificio; rigenerazione urbana del centro cittadino; polo commerciale, culturale e sociale. Questo sarà in nuovo Mercato Coperto. Spero e confido che sarà aperto dalle otto del mattino a mezzanotte».

«Noi vogliamo un centro storico vivo – ha concluso Matteucci –. Il numero dei residenti in centro, in questi anni, non è diminuito, al contrario di quello che è avvenuto in troppe altre città. Dopo la ristrutturazione dei Chiostri Francescani, il recupero di piazza dell’Unità d’Italia, il recupero di Palazzo Rasponi, i lavori di piazza Kennedy – grazie ai quali il centro di Ravenna sarà arricchita anche da un’area archeologica, lo ribadisco, perché valorizzeremo i reperti – i lavori a palazzo Guiccioli, il nuovo Mercato Coperto potrà essere una nuova calamita per la vita del nostro meraviglioso centro storico». Il sindaco ha poi ammesso, «per spirito critico», che il Comune avrebbe potuto fare questi interventi in tempi più brevi, «ma però li abbiamo fatti, e si tratta di progetti attesi da tanti tanti anni».

Ecco come sarà il mercato coperto di Ravenna, ispirato a quelli spagnoli

Dalla cioccolata al birrificio, dalla pizza alla macelleria con griglia:
«Non sarà un supermercato». Al via i lavori, inaugurazione nel 2017

Come annunciato, è ufficialmente partito oggi, lunedì 19 ottobre, il cantiere dello storico (nel 2022 compirà cent’anni) mercato coperto di Ravenna.

Riaprirà nella primavera del 2017, restaurato e del tutto rinnovato, con la più grande novità che sarà rappresentata da un piano sopraeleveto raggiungibile con scale mobili a circa cinque metri di altezza che verrà utilizzato per ospitare iniziative culturali e conviviali di vario tipo e che sarà in grado di trasformarsi in base alle esigenze.

Il resto – come già anticipato, vedi articoli correlati – sarà trasformato in un polo dedicato alle eccellenze enogastronomiche con la particolarità della lavorazione e vendita diretta sul posto. «E non ci sarà nessun supermercato», sottolineano sia il sindaco Fabrizio Matteucci che Elio Gasperoni, vicepresidente di Coop Adriatica nel corso della presentazione alla stampa, per rispondere alle critica più diffusa in città. Coop Adriatica – che investe nel progetto 7,5 milioni di euro dopo aver ottenuto in concessione la struttura per 35 anni avendo vinto come unica partecipante il bando pubblico del 2010 – vi realizzerà infatti «solo un punto vendita (di circa 200 metri quadrati, ndr) di prodotti alimentari (freschi o conservati, ndr) delle nostre eccellenze», assicura Gasperoni.

Al resto ci penserà Leonardo Spadoni, imprenditore dell’omonimo Molino, «che non fa solo farina come penserà qualcuno», come ha detto lui stesso scherzando di fronte ai giornalisti e ricordando come abbia negli anni diversificato la propria produzione, passando dai prodotti da forno ai salumi, dai formaggi alla mora romagnola fino ad approdare nel settore della ristorazione.

Al mercato coperto Spadoni proporrà una formula quanto mai varia che caratterizzerà tutto il luogo, aperto indicativamente dalla mattina fino a mezzanotte, tutti (o quasi) i giorni dell’anno. Tra le proposte – citiamo il comunicato stampa consegnato durante la presentazione – bar, cioccolateria, pralineria e gelateria in laboratori artigianali con i prodotti realizzati a vista; una vineria; una birreria pub dove consumare birra fresca non pastorizzata appena fatta all’interno del mercato; il banco salumi e formaggi; piadina cotta sul momento con farine macinate a pietra e biologiche; pizza con lievito madre e vari tipi di impasto, biscotti, dolci e focacce sfornati a vista, così come verrà realizzata dal vivo la mozzarella mentre la pescheria offrirà pesce crudo o cotto al momento e allo stesso modo la macelleria avrà a disposizione anche una griglieria. Non mancherà una vera e propria cucina con piatti della tradizione realizzati grazie alla collaborazione dello chef stellato Marco Cavallucci, entrato nello staff del Molino Spadoni. Al piano superiore, affacciato sul piano terra, ad affiancare il palco destinato a spettacoli o incontri, un’area cocktail-bar e piccola ristorazione, con tavoli e sedute. Come già anticipato da Ravenna&Dintorni l’anno scorso, infine, non ci sarà più invece la libreria su due piani di cui si era parlato inizialmente. Libri a tema potranno invece essere venduti nei vari punti del locale. «Abbiamo fatto valutazioni diverse – ha commentato Gasperoni – consapevoli anche che l’offerta di librerie in centro a Ravenna è già corposa».

Il tutto in un progetto «leggero», volto a mantenere, tutelare e valorizzare l’antica struttura (e pure il vecchio orologio che la contraddistingue, soprattutto ora che è stata del tutto svuotata dai banchi), che porta la firma del noto architetto Paolo Lucchetta, fondatore della veneziana Retail Design, che dice di essersi ispirato in particolare ai «mercati coperti spagnoli», tra cui immaginiamo anche la celebre Boqueria di Barcellona, finita spesso sulla bocca di chi in questi mesi ha aspramente criticato il progetto di recupero ravennate, ora davvero ai nastri di partenza.

Nella prima parte dei lavori verranno eseguiti sondaggi nel sottosuolo, in accordo con la Soprintendenza, per valutare la presenza o meno di reperti archeologici.

Nella gallery qui sotto i rendering del nuovo mercato coperto.

Ecco come sarà il mercato coperto di Ravenna, ispirato a quelli spagnoli

Dalla cioccolata al birrificio, dalla pizza alla macelleria con griglia:
«Non sarà un supermercato». Al via i lavori, inaugurazione nel 2017

Come annunciato, è ufficialmente partito oggi, lunedì 19 ottobre, il cantiere dello storico (nel 2022 compirà cent’anni) mercato coperto di Ravenna.

Riaprirà nella primavera del 2017, restaurato e del tutto rinnovato, con la più grande novità che sarà rappresentata da un piano sopraeleveto raggiungibile con scale mobili a circa cinque metri di altezza che verrà utilizzato per ospitare iniziative culturali e conviviali di vario tipo e che sarà in grado di trasformarsi in base alle esigenze.

Il resto – come già anticipato, vedi articoli correlati – sarà trasformato in un polo dedicato alle eccellenze enogastronomiche con la particolarità della lavorazione e vendita diretta sul posto. «E non ci sarà nessun supermercato», sottolineano sia il sindaco Fabrizio Matteucci che Elio Gasperoni, vicepresidente di Coop Adriatica nel corso della presentazione alla stampa, per rispondere alle critica più diffusa in città. Coop Adriatica – che investe nel progetto 7,5 milioni di euro dopo aver ottenuto in concessione la struttura per 35 anni avendo vinto come unica partecipante il bando pubblico del 2010 – vi realizzerà infatti «solo un punto vendita (di circa 200 metri quadrati, ndr) di prodotti alimentari (freschi o conservati, ndr) delle nostre eccellenze», assicura Gasperoni.

Al resto ci penserà Leonardo Spadoni, imprenditore dell’omonimo Molino, «che non fa solo farina come penserà qualcuno», come ha detto lui stesso scherzando di fronte ai giornalisti e ricordando come abbia negli anni diversificato la propria produzione, passando dai prodotti da forno ai salumi, dai formaggi alla mora romagnola fino ad approdare nel settore della ristorazione.

Al mercato coperto Spadoni proporrà una formula quanto mai varia che caratterizzerà tutto il luogo, aperto indicativamente dalla mattina fino a mezzanotte, tutti (o quasi) i giorni dell’anno. Tra le proposte – citiamo il comunicato stampa consegnato durante la presentazione – bar, cioccolateria, pralineria e gelateria in laboratori artigianali con i prodotti realizzati a vista; una vineria; una birreria pub dove consumare birra fresca non pastorizzata appena fatta all’interno del mercato; il banco salumi e formaggi; piadina cotta sul momento con farine macinate a pietra e biologiche; pizza con lievito madre e vari tipi di impasto, biscotti, dolci e focacce sfornati a vista, così come verrà realizzata dal vivo la mozzarella mentre la pescheria offrirà pesce crudo o cotto al momento e allo stesso modo la macelleria avrà a disposizione anche una griglieria. Non mancherà una vera e propria cucina con piatti della tradizione realizzati grazie alla collaborazione dello chef stellato Marco Cavallucci, entrato nello staff del Molino Spadoni. Al piano superiore, affacciato sul piano terra, ad affiancare il palco destinato a spettacoli o incontri, un’area cocktail-bar e piccola ristorazione, con tavoli e sedute. Come già anticipato da Ravenna&Dintorni l’anno scorso, infine, non ci sarà più invece la libreria su due piani di cui si era parlato inizialmente. Libri a tema potranno invece essere venduti nei vari punti del locale. «Abbiamo fatto valutazioni diverse – ha commentato Gasperoni – consapevoli anche che l’offerta di librerie in centro a Ravenna è già corposa».

Il tutto in un progetto «leggero», volto a mantenere, tutelare e valorizzare l’antica struttura (e pure il vecchio orologio che la contraddistingue, soprattutto ora che è stata del tutto svuotata dai banchi), che porta la firma del noto architetto Paolo Lucchetta, fondatore della veneziana Retail Design, che dice di essersi ispirato in particolare ai «mercati coperti spagnoli», tra cui immaginiamo anche la celebre Boqueria di Barcellona, finita spesso sulla bocca di chi in questi mesi ha aspramente criticato il progetto di recupero ravennate, ora davvero ai nastri di partenza.

Nella prima parte dei lavori verranno eseguiti sondaggi nel sottosuolo, in accordo con la Soprintendenza, per valutare la presenza o meno di reperti archeologici.

Nella gallery qui sotto i rendering del nuovo mercato coperto.

Ecco come sarà il mercato coperto di Ravenna, ispirato a quelli spagnoli

Dalla cioccolata al birrificio, dalla pizza alla macelleria con griglia: «Non sarà un supermercato». Al via i lavori, inaugurazione nel 2017

Come annunciato, è ufficialmente partito oggi, lunedì 19 ottobre, il cantiere dello storico (nel 2022 compirà cent’anni) mercato coperto di Ravenna.

Riaprirà nella primavera del 2017, restaurato e del tutto rinnovato, con la più grande novità che sarà rappresentata da un piano sopraeleveto raggiungibile con scale mobili a circa cinque metri di altezza che verrà utilizzato per ospitare iniziative culturali e conviviali di vario tipo e che sarà in grado di trasformarsi in base alle esigenze.

Il resto – come già anticipato, vedi articoli correlati – sarà trasformato in un polo dedicato alle eccellenze enogastronomiche con la particolarità della lavorazione e vendita diretta sul posto. «E non ci sarà nessun supermercato», sottolineano sia il sindaco Fabrizio Matteucci che Elio Gasperoni, vicepresidente di Coop Adriatica nel corso della presentazione alla stampa, per rispondere alle critica più diffusa in città. Coop Adriatica – che investe nel progetto 7,5 milioni di euro dopo aver ottenuto in concessione la struttura per 35 anni avendo vinto come unica partecipante il bando pubblico del 2010 – vi realizzerà infatti «solo un punto vendita (di circa 200 metri quadrati, ndr) di prodotti alimentari (freschi o conservati, ndr) delle nostre eccellenze», assicura Gasperoni.

Al resto ci penserà Leonardo Spadoni, imprenditore dell’omonimo Molino, «che non fa solo farina come penserà qualcuno», come ha detto lui stesso scherzando di fronte ai giornalisti e ricordando come abbia negli anni diversificato la propria produzione, passando dai prodotti da forno ai salumi, dai formaggi alla mora romagnola fino ad approdare nel settore della ristorazione.

Al mercato coperto Spadoni proporrà una formula quanto mai varia che caratterizzerà tutto il luogo, aperto indicativamente dalla mattina fino a mezzanotte, tutti (o quasi) i giorni dell’anno. Tra le proposte – citiamo il comunicato stampa consegnato durante la presentazione – bar, cioccolateria, pralineria e gelateria in laboratori artigianali con i prodotti realizzati a vista; una vineria; una birreria pub dove consumare birra fresca non pastorizzata appena fatta all’interno del mercato; il banco salumi e formaggi; piadina cotta sul momento con farine macinate a pietra e biologiche; pizza con lievito madre e vari tipi di impasto, biscotti, dolci e focacce sfornati a vista, così come verrà realizzata dal vivo la mozzarella mentre la pescheria offrirà pesce crudo o cotto al momento e allo stesso modo la macelleria avrà a disposizione anche una griglieria. Non mancherà una vera e propria cucina con piatti della tradizione realizzati grazie alla collaborazione dello chef stellato Marco Cavallucci, entrato nello staff del Molino Spadoni. Al piano superiore, affacciato sul piano terra, ad affiancare il palco destinato a spettacoli o incontri, un’area cocktail-bar e piccola ristorazione, con tavoli e sedute. Come già anticipato da Ravenna&Dintorni l’anno scorso, infine, non ci sarà più invece la libreria su due piani di cui si era parlato inizialmente. Libri a tema potranno invece essere venduti nei vari punti del locale. «Abbiamo fatto valutazioni diverse – ha commentato Gasperoni – consapevoli anche che l’offerta di librerie in centro a Ravenna è già corposa».

Il tutto in un progetto «leggero», volto a mantenere, tutelare e valorizzare l’antica struttura (e pure il vecchio orologio che la contraddistingue, soprattutto ora che è stata del tutto svuotata dai banchi), che porta la firma del noto architetto Paolo Lucchetta, fondatore della veneziana Retail Design, che dice di essersi ispirato in particolare ai «mercati coperti spagnoli», tra cui immaginiamo anche la celebre Boqueria di Barcellona, finita spesso sulla bocca di chi in questi mesi ha aspramente criticato il progetto di recupero ravennate, ora davvero ai nastri di partenza.

Nella prima parte dei lavori verranno eseguiti sondaggi nel sottosuolo, in accordo con la Soprintendenza, per valutare la presenza o meno di reperti archeologici.

Nella gallery qui sotto i rendering del nuovo mercato coperto.

Mense a scuola: misure antispreco nel nuovo bando del Comune

A fine 2015 termina l’appalto della Camst. Intanto c’è anche chi
organizza gare tra classi in cui vince chi lascia meno avanzi nel piatto

Tra i luoghi dove inevitabilmente si spreca del cibo, ogni giorno, ci sono senza dubbio le mense scolastiche. Ci sono città come Pistoia dove il dato è stato analizzato, altre, come Modena, dove si sono studiati e messi in pratica progetti di parziale recupero come permettere ai ragazzi di portare a casa frutta e pane non consumati. Parliamo della situazione di Ravenna con Ouidad Bakkali, assessore all’Istruzione e Infanzia del Comune di Ravenna che ci spiega: «Nelle scuole di Ravenna non abbiamo spreco, nel senso di pasti non conumati, perché questi vengono preparati sulla base del numero effettivo di bambini e ragazzi presenti in classe la mattina stessa. Resta naturalmente il tema del cibo non consumato e lasciato nei piatti, in particolare su frutta e verdura, per cui stiamo pensando di attivare laboratori con bambini, insegnanti e anche genitori, nelle scuole materne comunali».

Un altro progetto che va in questo senso, ci dice Bakkali, è quello della scuola elementare Riccardo Ricci dove è stata istituita una sorta di competizione tra le classi dove naturalmente l’obiettivo è quello di sprecare meno cibo e così vengono pesati gli avanzi lasciati nei singoli piatti: vince la classe che ne lascia meno.

Ma per qualcosa di più strutturato e soprattutto per la possibilità che gli scarti diminuiscano, o trovino una collocazione più adeguata, si dovrà aspettare ancora. «Sicuramente è ciò di cui vogliamo iniziare a ragionare – ci dice l’assessore – ma vogliamo anche mettere indicazioni in questo senso nel prossimo, imminente, bando per le mense scolastiche». A fine 2015 terminano infatti i nove anni dell’appalto che la Camst si aggiudicò nel 2006 e l’intenzione, ci dice sempre Bakkali, è quello di ripetere la formula 6+3 «questo perché noi chiediamo l’allestimento di numerose cucine tra nidi, elementari e medie e dobbiamo dare il tempo alle imprese di ammortizzare l’investimento iniziale previsto».

Mense a scuola: misure antispreco nel nuovo bando del Comune

A fine 2015 termina l’appalto della Camst. Intanto c’è anche chi organizza gare tra classi in cui vince chi lascia meno avanzi nel piatto

Tra i luoghi dove inevitabilmente si spreca del cibo, ogni giorno, ci sono senza dubbio le mense scolastiche. Ci sono città come Pistoia dove il dato è stato analizzato, altre, come Modena, dove si sono studiati e messi in pratica progetti di parziale recupero come permettere ai ragazzi di portare a casa frutta e pane non consumati. Parliamo della situazione di Ravenna con Ouidad Bakkali, assessore all’Istruzione e Infanzia del Comune di Ravenna che ci spiega: «Nelle scuole di Ravenna non abbiamo spreco, nel senso di pasti non conumati, perché questi vengono preparati sulla base del numero effettivo di bambini e ragazzi presenti in classe la mattina stessa. Resta naturalmente il tema del cibo non consumato e lasciato nei piatti, in particolare su frutta e verdura, per cui stiamo pensando di attivare laboratori con bambini, insegnanti e anche genitori, nelle scuole materne comunali».

Un altro progetto che va in questo senso, ci dice Bakkali, è quello della scuola elementare Riccardo Ricci dove è stata istituita una sorta di competizione tra le classi dove naturalmente l’obiettivo è quello di sprecare meno cibo e così vengono pesati gli avanzi lasciati nei singoli piatti: vince la classe che ne lascia meno.

Ma per qualcosa di più strutturato e soprattutto per la possibilità che gli scarti diminuiscano, o trovino una collocazione più adeguata, si dovrà aspettare ancora. «Sicuramente è ciò di cui vogliamo iniziare a ragionare – ci dice l’assessore – ma vogliamo anche mettere indicazioni in questo senso nel prossimo, imminente, bando per le mense scolastiche». A fine 2015 terminano infatti i nove anni dell’appalto che la Camst si aggiudicò nel 2006 e l’intenzione, ci dice sempre Bakkali, è quello di ripetere la formula 6+3 «questo perché noi chiediamo l’allestimento di numerose cucine tra nidi, elementari e medie e dobbiamo dare il tempo alle imprese di ammortizzare l’investimento iniziale previsto».

Muore uscendo di strada di notte a Lido Adriano

Vittima è un uomo di 41 anni. L’auto col cadavere scoperta all’alba dai Carabinieri

auto fuoristradaDurante un pattugliamento all’alba i Carabinieri hanno scoperto un’auto fuori strada in campo ai margini di viale Manzoni nel tratto che collega Lido Adriano a Lido di Dante. All’interno della berlina hanno scoperto il corpo senza vita di un uomo poi identificato quale un 41enne di origine bulgara. Secondo i primi rilievi si suppone che il veicolo sia uscito uscito fuori strada nella notte fra sabato e domenica, sbandando in fondo ad un rettilineo e schiantandosi nei campi. Sul posto sono intervenuti anche i mezzi del 118 e dei Vigili del Fuoco (fonte Ansa.it).

Atti osceni davanti a una scuola a Lugo, arrestato 37enne

In casa aveva anche dosi di marijuana e attrezzature per lo spaccio di stupefacenti

Droga cannabis polizia ravennaSi masturbava in auto, esibendosi davanti ai passanti nella zona stadio e della scuola elementare Codazzi di Lugo. Grazie alla segnalazione di alcuni cittadini una volante della Polizia di Stato lo ha intercettato mentre, davanti ad un’altro complesso scolastico lughese, stava per mettere in atto una nuova esibizione. L’uomo, un 37enne originario di Bagnacavallo, una volta fermato, nel corso degli accertamenti ha confessato agli agenti di essere anche un consumatore e detentore di marijuana. A seguito di una perquisizione personale e domiciliare i poliziotti hanno sequestrato 60 grammi di cannabis, una pianta già essiccata e attrezzi per la preparazione di dosi di droga. Visti i reati di atti osceni in luogo pubblico e detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, su disposizione del pm di turno della Procura di Ravenna, l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza per direttissima in tribunale.

Vandini (M5S): «Nessuna alleanza Michela Guerra candidata? Possibile»

«Stiamo lavorando al programma. Per il candidato si prevede che l’assemblea voterà tra fine dicembre e i primi di gennaio».

Pietro VandiniA livello nazionale i sondaggi rilevano il Movimento 5 Stelle, oltre il 25 per cento, a pochi punti di distanza dal Pd, e anche dalle nostre parti sono gli unici che potrebbero insidiare seriamente il primato storico dei Democratici.Mentre si lavora a una coalizione che racchiuda tutto il centrodestra con Lista per Ravenna, Lega, Forza Italia e La Pigna di Maurizio Bucci, mentre il Pd ha ormai definitvamente lanciato il proprio candidato e cerca di rinnovare alleanze con vecchi e nuovi soggetti, mentre la sinistra si organizza nella lista unica Ravenna in Comune, restano però da capire le mosse del Movimento 5 Stelle che oggi siede in consiglio comunale e che potrebbe essere protagonista della tornata elettorale del 2016 a Ravenna.
Pietro Vandini è dal 2011 il capogruppo, sta lavorando per le prossime elezioni a cui ha più volte detto di non voler partecipare in prima persona.

Vandini, c’è chi vi chiede in rete di abbandonare il diktat che vi impedisce di fare alleanze. Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna ha detto che, insieme, i vostri simboli vincerebbero sicuramente. Nessun ripensamento su questo fronte?
«Se ci limitiamo alla matematica, forse quanto dice Ancisi è vero, ma sono anche convinto che parte dei nostri elettori ci abbandonerebbe proprio perché non rispetteremmo una regola della statuto, regola che peraltro personalmente condivido pienamente. Noi non possiamo allearci perché non rispetteremmo una regola dello statuto e perché senza ombra di dubbio su alcune posizioni politiche e modalità d’azione, ci sono differenze abissali tra noi e Lpra. In generale, poi, non possiamo allearci anche perché non possiamo verificare che le persone candidate dalle altre liste garantiscano gli stessi requisiti, molto stringenti, che noi esigiamo da chi si candida per il Movimento. E poi, mi chiedo, a cosa servono davvero le alleanze se non a distribuirsi incarichi all’indomani delle elezioni? No, davvero, non ci interessa».

Ma vi spaventa la possibile alleanza del centrodestra? Potrebbe contendervi il tanto ambito “secondo posto” in caso di ballottaggio…
«No, non ci spaventa. Ce la giocheremo. Noi facciamo quel che dobbiamo fare sul territorio, portiamo avanti le nostre battaglie. Saranno gli elettori a scegliere se vogliono lo stesso sistema di potere ma di un altro colore o se vogliono davvero cambiare.  Inoltre, ma è una mia opinione, sono convinto che in realtà molti elettori di Lista per Ravenna mal digerirebbero un’alleanza con la Lega Nord».

E liste civiche che stanno nascendo e potrebbero nascere a sostegno del Pd? Anche loro potrebbero portarvi via elettori.
«Le ritengo una presa in giro. Se vuoi davvero portare istanze secondo te non rappresentate lo fai per conto tuo oppure, se credi in un partito, lo fai all’interno del partito».

A sinistra, invece, si parla di Raffaella Sutter come candidato sindaco…
«Ammetto che l’avrei vista benissimo in una giunta a guida 5 stelle per le sue competenze e capacità, ma ormai…».

Ma voi invece a che punto siete?
«Stiamo lavorando al programma. Per il candidato credo che l’assemblea voterà tra fine dicembre e i primi di gennaio, come accadde cinque anni fa».

Tra i nomi circolati con più insistenza ci sono quelli di due imprenditori: Michela Guerra, della clinica San Francesco, e l’albergatore Filippo Donati. Crede si candideranno?
«Filippo Donati partecipa alle attività del movimento e si è reso disponibile a fare di tutto, dall’attaccare i manifesti a dare un contributo sui temi del turismo; se vorrà potrà naturalmente candidarsi ma non credo abbia intenzione di farlo. Michela invece so che sta seriamente riflettendo sulla cosa rispetto alla sua situazione familiare e professionale, anche alla luce della recente scomparsa del padre, ma al momento mi sembra che potrebbe avere davvero voglia di candidarsi per vedere realizzato il programma a cui sta lavorando molto attivamente, con convinzione e competenze. In ogni caso, entrambe queste persone sono per noi molto importanti proprio perché competenti in due ambiti secondo noi fondamentali per la città come il turismo e la salute».

C’è addirittura chi ha fatto il nome del maestro Paolo Olmi.
«Di tutte le indiscrezioni giornalistiche questa mi pare davvero la più infondata. Con Olmi mi è capitato di confrontarmi, come è capitato con molte altre persone, ma non partecipa alle nostre attività. Posso però dire che tra di noi ci sono molte persone che si occupano di cultura e che stanno portando contributi importanti anche su questo fronte».

La violenta rapina all’Esp ha fruttato 27mila euro. Rafforzata la sicurezza

Sgomento a Ravenna per l’assalto a una gioielleria del centro commerciale. La direzione IGD annuncia maggiore vigilanza

Rapina EspHa scosso molti cittadini, che nel centro commerciale Esp hanno uno dei punti riferimento per gli acquisti e di svago (in questi giorni è aperta anche una mostra interattiva sul mare dedicata a ragazzi e famiglie) la violenta rapina – attuata con un blitz a suon di bottiglie molotov e spranghe – ai danni di una gioielleria.
Dopo avere seminato il panico con fuoco e fumo e razziato i preziosi, i rapinatori sono fuggiti senza lasciare tracce. Il bottino ammonterebbe secondo alcune fonti di stampa a 27mila euro, mentre la tecnica predatoria, secondo i carabinieri che stanno svolgendo le indagini, sarebbe stata già messa in atto in altre città italiane.

Mentre proseguono le analisi e le ricerche degli inquirenti, in una nota stampa, la società Igd proprietaria e di gestione del centro commerciale informa che «a seguito dei gravissimi fatti senza precedenti avvenuti nella serata di ieri, venerdì 16 ottobre, la direzione di Esp si è immediatamente attivata per garantire un adeguato servizio di sicurezza e vigilanza a tutela sia della clientela che degli operatori e lavoratori».

Nel pomeriggio di oggi, i gestori della gioielleria obiettivo della rapina dopo avere ripristinato il negozio, hanno riaperto le attività commerciali e ricevuto una visita di solidarietà, da parte del sindaco Matteucci.

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi