martedì
16 Giugno 2026

Una lanterna con l’anima di legno: Ravenna sogna un nuovo palasport

Progetto stile Expo da 3 milioni di euro accanto al Pala De Andrè. Spazio trasparente e polifunzionale con tribune fino a 4.200 posti

Palametro Ravenna - NuovostudioSemplice nella forma, flessibile negli spazi, polivalente nelle destinazioni, scenografico nell’aspetto, contenuto nei costi. È la carta di identità di come potrebbe essere il nuovo palazzetto dello sport di Ravenna, svelato in anteprima da Ravenna&Dintorni. Al momento si tratta solo di un suggestivo progetto preliminare nato da un’idea degli studi ravennati Spaziodue (architetti Giardini-Pezzi) e Nuovostudio – in sinergia con la società Metrò – per risolvere il bisogno di spazi indoor in una Ravenna che ha ottenuto il titolo di città europea dello sport 2016 ma ancora manca dell’ottimale via di mezzo per dimensioni e costi tra il Pala De Andrè e il Pala Costa.

Un polo per sport e fiere. La collocazione ipotizzata per il nuovo palazzo è una porzione dei dodici ettari che ospitano il Pala De Andrè. Tutta l’area connessa al Palazzo delle Arti e dello Sport (così è battezzata la struttura voluta dal Gruppo Ferruzzi, disegnata dall’architetto Carlo Maria Sadich, costruita dalla Iter di Lugo, inaugurata nel 1990) è di proprietà del Comune e affidata alla Metrò con una concessione di dodici anni (scadenza nel 2021). La collocazione non è casuale: la vicinanza all’edificio oggi esistente è vista come l’occasione per creare una sorta di mini polo per manifestazioni sportive ma anche per eventi espositivi e fieristici con spazi coperti e all’aperto. Nella visione dei progettisti, al Pala De Andrè resterebbe principalmente l’impostazione fieristica mentre al nuovo palazzetto quella sportiva con la prontezza a completarsi a vicenda a seconda della dimensione e delle esigenze dell’evento. Inoltre nelle adiacenze sono già presenti parcheggi e vie di accesso.

Palametro Ravenna (spaccato)- NuovostudioPadiglione da 4mila posti. Il progetto si configura come un grande padiglione con corpo di fabbrica regolare di dimensioni 90 per 50 metri di lato, altezza utile interna di 15 metri e una superficie di circa 4.500 metri quadrati. Lo spazio interno potrà accogliere oltre 4.200 posti sugli spalti, nel caso di evento sportivo e grazie ad un sistema di tribune retrattili, quindi impacchettabili, si potranno avere diverse configurazioni interne, ad esempio per concerti o per allenamenti sportivi contemporanei con almeno tre campi da gioco. Nel caso di evento fieristico o espositivo si potrà utilizzare tutta la superficie disponibile grazie alla riduzione completa delle tribune. Insomma spazi flessibili per usi diversi.

Una lanterna in stile Expo. Il nuovo palazzetto è concepito secondo le recenti tecniche costruttive viste per esempio all’Expo di Milano. Non si può parlare infatti di un edificio nel senso convenzionale del termine ma qualcosa di simile a un padiglione rendendo sufficiente un impegno economico di investimento dimezzato rispetto ad un fabbricato tradizionale. Comportandosi di fatto come un grande stand fieristico, potrebbe essere facilmente smontato per essere rimontato altrove. Struttura portante totalmente prefabbricata e montata a secco con pilastri e travi di legno lamellare, installata con fissaggi ad una semplice fondazione a platea; rivestimento esterno con pannelli in policarbonato ad alta densità che si montano a secco e offrono adeguata coibentazione termica e insieme garantiscono la permeabilità alla luce in quanto semi trasparenti. Di notte offrirà un effetto lanterna, una suggestiva scenografia che vedrà riflessa all’esterno l’illuminazione interna: con le moderne tecnologie a led, potrà offrire un caleidoscopio di colori; l’ideale per proiezioni esterne, con video commerciali ed eventi artistici. Sulla scia di altre strutture simili realizzate in altri contesti, è ragionevole una stima di tre milioni di euro.

Efficienza energetica. La critica che si trascina dietro da tempo il Pala De Andrè riguarda il peso dei costi per la gestione: data la particolare conformazione della cupola (33 metri di altezza), le operazioni di riscaldamento e raffreddamento richiedono cifre che in tempi di bilanci da far quadrare hanno portato la pallavolo cittadina un anno fa a emigrare a Forlì dove ha trovato spese minori. Per questo quindi il nuovo fabbricato sarà realizzato mantenendo grande attenzione ai costi da sostenere: utilizzerà impianti ad alto rendimento energetico, con produzione di energia mediante l’installazione di pannelli fotovoltaici e climatizzazione sia estiva che invernale mediante l’uso di pompe di calore; il surplus di produzione elettrica andrà a compensare il fabbisogno puntuale degli eventi ospitati all’interno.   Palametro Ravenna (collocazione)- NuovostudioIl parere dell’assessore comunale Guido Guerrieri. «Se Ravenna deciderà di realizzare un nuovo palasport – dice l’architetto Guido Guerrieri, assessore comunale allo Sport – ho sempre pensato che la posizione ideale sia accanto al Pala De Andrè perché potrebbe contare sulle opere di urbanizzazione già presenti e perché andrebbe a creare una integrazione interessante con la struttura che esiste già per eventi di sport e fiere, aumentando le potenzialità in entrambi i campi. Ad esempio penso al trofeo di scherma Candotti che potrebbe diventare di livello europeo con maggiori spazi». L’assessore ha visionato il preliminare elaborato da Spaziodue-Nuovostudio ma non si sbilancia: «Sembra interessante ma le valutazioni andranno fatte sui dettagli più precisi». Sono tre i nodi da sciogliere da qui all’eventuale realizzazione: «Prima di tutto va capito, sulla base delle norme, quale strada si possa percorrere per un progetto che riguarda un’area pubblica. In secondo luogo i costi di realizzazione, come verranno ripartiti e quanto saranno. Infine i costi di funzionamento quando l’impianto sarà a pieno regime e chi avrà in carico la sua gestione». Proprio l’ultimo aspetto è quello che più interessa Guerrieri: «La questione del dispendio energetico oggi è un problema importante per il Pala De Andrè. Esistono nuove tecnologie per il massimo dell’efficienza ma andranno applicate nel migliore dei modi». In ogni caso sarà un tema in agenda per la prossima giunta comunale: Ravenna andrà al voto fra meno di un anno, un tempo piuttosto breve per ipotizzare che possa bastare a mettere un punto fermo nell’iter di un progetto così ambizioso.

Temporali in arrivo nella notte e giornata di lunedì 24 agosto

Nuova allerta meteo di 24 ore diffusa dalla Protezione civile

L’Agenzia regionale della protezione Civile ha diffuso una nuova allerta meteo, la numero 77, che interesserà tutto il territorio regionale dalla mezzanotte di domenica 23 agosto per tutta la giornata di lunedì 24. Sono previste ventiquattrore di maltempo con possibili temporali. L’allerta è di livello uno e come di consueto la situazione sarà monitorata dalla struttura della Protezione civile del Comune, pronta ad intervenire in caso di necessità.

Brandi di Fratelli d’Italia: «No a strumentalizzazioni, lasciate in pace i morti»

«È assurda – dichiara il giovane dirigente politico di destra – la presenza delle forze dell’ordine in un luogo di culto»

Federico BrandiSul caso della commemorazione del gerarca fascista Ettore Muti, tumulato nel cimitero monumentale di Ravenna, programmato domenica 23 agosto, come di consueto da parte di alcuni nostalgici del regime mussoliniano, e fortemente osteggiato dagli antifascisti ravennati, interviene con una nota stampa, Federico Brandi (nella foto), coordinatore provinciale Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.

«La commemorazione di Ettore Muti non sia oggetto di strumentalizzazione politica, lasciate in pace i morti – dichiara il giovane dirigente politico, criticando l’attivismo  di alcuni parlamentari e associazioni ravennati – . L’iniziativa popolare portata avanti dai deputati ravennati Andrea Maestri, Giovanni Paglia di Sel, Alberto Pagani del Pd, e dai rappresentanti dei tre sindacati, della consulta provinciale antifascista e dell’Anpi puzza di odio e proibizionismo: non esistono morti di serie A e di serie B, la commemorazione di un caduto durante la guerra non dovrebbe essere oggetto di strumentalizzazione. Capisco che si avvicini la Festa dell’Unità e capisco anche che ci si affaccia alle prossime elezioni amministrative ma io mi preoccuperei di più dei problemi reali della città anziché perdere tempo a preparare petizioni per negare una commemorazione».

«Gli unici gruppi che portano ancora il nome del fascismo sono i cosiddetti antifascisti, i soli capaci di portare rancore dopo 70 anni – continua la nota di Brandi –. Credo che sarebbe il momento di smettere di fomentare le masse incitandoli all’odio senza portare avanti valori per una società nuova. Se ancora ci troviamo di fronte a questa guerra tra neri e rossi è per l’incapacità dei dirigenti attuali che non hanno minimamente vissuto gli anni della guerra e si ostinano a perseguire “battaglie“ che ormai non toccano nessuno. È assurda la presenza delle forze dell’ordine ad una commemorazione, soprattutto in un luogo di culto».

Brandi di Fratelli d’Italia: «No a strumentalizzazioni, lasciate in pace i morti»

«È assurda – dichiara il giovane dirigente politico di destra – la presenza delle forze dell’ordine in un luogo di culto»

Federico BrandiSul caso della commemorazione del gerarca fascista Ettore Muti, tumulato nel cimitero monumentale di Ravenna, programmato domenica 23 agosto, come di consueto da parte di alcuni nostalgici del regime mussoliniano, e fortemente osteggiato dagli antifascisti ravennati, interviene con una nota stampa, Federico Brandi (nella foto), coordinatore provinciale Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.

«La commemorazione di Ettore Muti non sia oggetto di strumentalizzazione politica, lasciate in pace i morti – dichiara il giovane dirigente politico, criticando l’attivismo  di alcuni parlamentari e associazioni ravennati – . L’iniziativa popolare portata avanti dai deputati ravennati Andrea Maestri, Giovanni Paglia di Sel, Alberto Pagani del Pd, e dai rappresentanti dei tre sindacati, della consulta provinciale antifascista e dell’Anpi puzza di odio e proibizionismo: non esistono morti di serie A e di serie B, la commemorazione di un caduto durante la guerra non dovrebbe essere oggetto di strumentalizzazione. Capisco che si avvicini la Festa dell’Unità e capisco anche che ci si affaccia alle prossime elezioni amministrative ma io mi preoccuperei di più dei problemi reali della città anziché perdere tempo a preparare petizioni per negare una commemorazione».

«Gli unici gruppi che portano ancora il nome del fascismo sono i cosiddetti antifascisti, i soli capaci di portare rancore dopo 70 anni – continua la nota di Brandi –. Credo che sarebbe il momento di smettere di fomentare le masse incitandoli all’odio senza portare avanti valori per una società nuova. Se ancora ci troviamo di fronte a questa guerra tra neri e rossi è per l’incapacità dei dirigenti attuali che non hanno minimamente vissuto gli anni della guerra e si ostinano a perseguire “battaglie“ che ormai non toccano nessuno. È assurda la presenza delle forze dell’ordine ad una commemorazione, soprattutto in un luogo di culto».

Provincia: «Verifiche  per finanziare a breve gli interventi al Liceo Artistico»

L’ente di piazza dei Caduti si impegna a reperire le risorse che consentano la piena funzionalità del primo piano della scuola

liceo artistico ravennaA seguito dell’ennesima denuncia del dirigente Landi sono arrivate subito le precisazioni dell’amministrazione provinciale sugli interventi indispensabili per la funzionalità del Liceo Artistico di Ravenna, in occasione dell’apertura del nuovo anno scolastico.


La singolare esclusione della scuola dalle priorità degli interventi sull’edilizia scolastica finanziati dalla Provincia è stata sottolineata anche dal consigliere dell’Udc Spadoni che in una recente interpellanza ha scritto di «ancora schiaffo al Liceo Artistico» rispetto alle risorse straordinarie disponibili derivate da economie sui mutui che ammonterebbero a 263.256 euro.

Il dirigente del liceo Nervi-Severini, Marcello Landi, in una recente ed ennesima lettera indirizzata al competente ente di piazza Caduti, ha denunciato che nonostante le reiterate richieste non aveva ricevuto alcuna risposta sulla necessità di interventi strutturali urgenti per la la messa a norma dei locali del secondo piano della scuola di via Tombesi dall’Ova e di un ascensore dedicato agli studenti disabili (vedi articoli correlati).

Immediata la replica dell’amministrazione provinciale che, in un comunicato stampa, precisa: «…la Provincia di Ravenna ha approvato nelle scorse settimane interventi di edilizia scolastica in alcune scuole del territorio ritenuti urgenti e improcrastinabili ai fini della sicurezza. Altri interventi urgenti sono sati finanziati per garantire l’apertura di tutte le scuole superiori della provincia all’avvio dell’ anno scolastico. Le scarse risorse a disposizione impongono delle scelte e la priorità è stata data agli interventi di natura impiantistica, strutturale e ai fini antincendio.
Indubbiamente è di grande rilevanza e importanza l’eliminazione delle barriere architettoniche , da sempre considerata una priorità da questo ente che sta facendo tutte le verifiche necessarie affinché possano essere reperite le risorse anche per l’installazione di un ascensore al Liceo Artistico per consentire l’accesso a tutti gli studenti anche al primo piano dell’edificio scolastico.
L’accessibilità senza barriere è comunque garantita al piano terra, come conferma anche il dirigente scolastico, a seguito degli interventi realizzati negli anni passati al Liceo Artistico.
Le verifiche sia tecniche che di finanziamento della spesa verranno concluse entro poche settimane e sarà cura di questa Amministrazione darne immediato riscontro alla scuola interessata».

Nei documenti allegati l’interpellanza del consigliere provinciale Gianfranco Spadoni

Provincia: «Verifiche  per finanziare a breve gli interventi al Liceo Artistico»

L’ente di piazza dei Caduti si impegna a reperire le risorse che consentano la piena funzionalità del primo piano della scuola

liceo artistico ravennaA seguito dell’ennesima denuncia del dirigente Landi sono arrivate subito le precisazioni dell’amministrazione provinciale sugli interventi indispensabili per la funzionalità del Liceo Artistico di Ravenna, in occasione dell’apertura del nuovo anno scolastico.


La singolare esclusione della scuola dalle priorità degli interventi sull’edilizia scolastica finanziati dalla Provincia è stata sottolineata anche dal consigliere dell’Udc Spadoni che in una recente interpellanza ha scritto di «ancora schiaffo al Liceo Artistico» rispetto alle risorse straordinarie disponibili derivate da economie sui mutui che ammonterebbero a 263.256 euro.

Il dirigente del liceo Nervi-Severini, Marcello Landi, in una recente ed ennesima lettera indirizzata al competente ente di piazza Caduti, ha denunciato che nonostante le reiterate richieste non aveva ricevuto alcuna risposta sulla necessità di interventi strutturali urgenti per la la messa a norma dei locali del secondo piano della scuola di via Tombesi dall’Ova e di un ascensore dedicato agli studenti disabili (vedi articoli correlati).

Immediata la replica dell’amministrazione provinciale che, in un comunicato stampa, precisa: «…la Provincia di Ravenna ha approvato nelle scorse settimane interventi di edilizia scolastica in alcune scuole del territorio ritenuti urgenti e improcrastinabili ai fini della sicurezza. Altri interventi urgenti sono sati finanziati per garantire l’apertura di tutte le scuole superiori della provincia all’avvio dell’ anno scolastico. Le scarse risorse a disposizione impongono delle scelte e la priorità è stata data agli interventi di natura impiantistica, strutturale e ai fini antincendio.
Indubbiamente è di grande rilevanza e importanza l’eliminazione delle barriere architettoniche , da sempre considerata una priorità da questo ente che sta facendo tutte le verifiche necessarie affinché possano essere reperite le risorse anche per l’installazione di un ascensore al Liceo Artistico per consentire l’accesso a tutti gli studenti anche al primo piano dell’edificio scolastico.
L’accessibilità senza barriere è comunque garantita al piano terra, come conferma anche il dirigente scolastico, a seguito degli interventi realizzati negli anni passati al Liceo Artistico.
Le verifiche sia tecniche che di finanziamento della spesa verranno concluse entro poche settimane e sarà cura di questa Amministrazione darne immediato riscontro alla scuola interessata».

Nei documenti allegati l’interpellanza del consigliere provinciale Gianfranco Spadoni

In minigonna riempivano di complimenti gli anziani, poi chiedevano i soldi

Tre ragazze sorprese dai carabinieri nel giro di pochi giorni: denunciate

In abiti succinti, cercavano di adescare gli anziani all’uscita del supermercato Conad di via Garibaldi, a Faenza. In minigonna e facendo loro complimenti speravano di poter ricevere in cambio un po’ di denaro. Ma le due giovani rom sono state fermate questa mattina (venerdì 21) dai carabinieri e denunciate (in stato di libertà) per “molestie e disturbo delle persone”. Non risultando residenti a Faenza, è stato proposta l’introduzione del divieto di tornare nel comune manfredo.

Un episodio del tutto analogo era capitato due giorni prima, con una ragazza rom che addirittura era riuscita a salire a bordo dell’auto di un anziano. Anche in quel caso era stata denunciata.

Lite tra tassisti, spunta anche la pistola

Intervengono i carabinieri che trovano l’arma a bordo dell’auto
Il suo proprietario dovrà anche pagare mille euro di multa

Sono dovuti intervenire i carabinieri per sedare una lite, nata per questioni di servizio, tra due tassisti nel piazzale della stazione ferroviaria di Lido di Savio. E i militari hanno deferito in stato di libertà un 47enne ravennate (originario di Castrovillari) che poco prima aveva minacciato di sparare con una pistola al suo collega.

Sul taxi i carabinieri hanno anche ritrovato l’arma, una replica di revolver, fortunatamente solo ad aria compressa, completa di sei proiettili.

L’arma è stata sequestrata e oltre alla denuncia penale il tassista dovrà pagare una multa da mille euro, prevista per chi porta in un luogo pubblico armi ad aria compressa.

Liceo artistico off limits per i disabili: «E la Provincia non ci risponde neppure…»

Il liceo artistico Nervi-Severini di Ravenna già lo scorso dicembre ha sollecitato la Provincia per avere una risposta sui finanziamenti già deliberati dal 2004 per la ristrutturazione e messa a norma dei locali al secondo piano di via Tombesi dall’Ova, 14, per aule e laboratori, nonché per realizzare l’ascensore per alunni disabili. «L’Amministrazione provinciale – ricorda il dirigente scolastico del liceo, Marcello Landi, in una nuova lettera – ha risposto che i soldi erano prima stati bloccati dalla legge di stabilità, poi dirottati su altri interventi più urgenti (si evince che c’è per il Presidente Casadio qualcosa di più urgente e importante rispetto a decine di alunni disabili e bloccati su sedie a rotelle che non possono frequentare le aule e i laboratori della scuola)».

«Comunque sia – continua la lettera –, i soldi non c’erano più e la Provincia lamentava e “piangeva” la penuria di finanziamenti pubblici e nessun lavoro poteva essere svolto; le problematiche sono state ricordate ulteriormente dai rappresentanti del Liceo attraverso lettere, comunicati stampa e interviste ai giornali e alle televisioni locali per sottolineare la gravità delle carenze strutturali durante il mese di marzo 2015; in particolare in una lettera aperta del 3 marzo anche studenti, genitori e docenti chiedevano: “è possibile continuare a limitare in maniera così discriminante la frequenza al solo piano terra (del resto fornito di un numero minore di aule) a chi non è in grado di recarsi al piano superiore?”; evidentemente, per il Presidente della Provincia, Claudio Casadio la risposta è affermativa; è cronaca recente l’entusiastica diffusione di notizie sugli organi di stampa, da parte dell’Amministrazione provinciale, di finanziamenti statali per l’edilizia scolastica: per il Liceo artistico e per i lavori più urgenti di abbattimento delle barriere architettoniche, non c’è un soldo; a richiesta di chiarimenti, ancora una volta, il Presidente della Provincia, Claudio Casadio, con grave latitanza, non risponde a domande giunte dal Dirigente Scolastico del Liceo artistico “Nervi-Severini”: qualsiasi cittadino della Provincia di Ravenna, genitore o alunno avrebbe diritto a una risposta a richieste di motivazioni chiare, dettagliate e precise; a maggior ragione, un funzionario della Pubblica Amministrazione, quale è un Dirigente Scolastico, nello svolgimento delle proprie funzioni, dovrebbe essere informato del perché le scelte di politica economica che riguardano gli stanziamenti pubblici escludono proprio una scuola come l’artistico che negli ultimi anni è cresciuta sia da un punto di vista quantitativo, con una crescita continua di centinaia di iscritti, sia qualitativo, con progetti e attività artistiche e culturali di importanza nazionale».

«Non vogliamo pensare – termina la lettera – si tratti di scelte politiche mirate contro qualcuno a favore di qualcun’altro, nemmeno vogliamo pensare si tratti di incapacità da parte del Presidente di valutare le esigenze delle scuole della Provincia da lui amministrata, ma il colpevole silenzio e lo sgarbo di chi rifiuta di rispondere a richieste ufficiali da parte di dirigenti della Pubblica Amministrazione è grave e colpevole. Forse il Presidente della Provincia ritiene di non dover rispettare il diritto alla trasparenza, uno dei fondamenti politici della gestione della res publica».

Liceo artistico off limits per i disabili: «E la Provincia non ci risponde neppure…»

Il liceo artistico Nervi-Severini di Ravenna già lo scorso dicembre ha sollecitato la Provincia per avere una risposta sui finanziamenti già deliberati dal 2004 per la ristrutturazione e messa a norma dei locali al secondo piano di via Tombesi dall’Ova, 14, per aule e laboratori, nonché per realizzare l’ascensore per alunni disabili. «L’Amministrazione provinciale – ricorda il dirigente scolastico del liceo, Marcello Landi, in una nuova lettera – ha risposto che i soldi erano prima stati bloccati dalla legge di stabilità, poi dirottati su altri interventi più urgenti (si evince che c’è per il Presidente Casadio qualcosa di più urgente e importante rispetto a decine di alunni disabili e bloccati su sedie a rotelle che non possono frequentare le aule e i laboratori della scuola)».

«Comunque sia – continua la lettera –, i soldi non c’erano più e la Provincia lamentava e “piangeva” la penuria di finanziamenti pubblici e nessun lavoro poteva essere svolto; le problematiche sono state ricordate ulteriormente dai rappresentanti del Liceo attraverso lettere, comunicati stampa e interviste ai giornali e alle televisioni locali per sottolineare la gravità delle carenze strutturali durante il mese di marzo 2015; in particolare in una lettera aperta del 3 marzo anche studenti, genitori e docenti chiedevano: “è possibile continuare a limitare in maniera così discriminante la frequenza al solo piano terra (del resto fornito di un numero minore di aule) a chi non è in grado di recarsi al piano superiore?”; evidentemente, per il Presidente della Provincia, Claudio Casadio la risposta è affermativa; è cronaca recente l’entusiastica diffusione di notizie sugli organi di stampa, da parte dell’Amministrazione provinciale, di finanziamenti statali per l’edilizia scolastica: per il Liceo artistico e per i lavori più urgenti di abbattimento delle barriere architettoniche, non c’è un soldo; a richiesta di chiarimenti, ancora una volta, il Presidente della Provincia, Claudio Casadio, con grave latitanza, non risponde a domande giunte dal Dirigente Scolastico del Liceo artistico “Nervi-Severini”: qualsiasi cittadino della Provincia di Ravenna, genitore o alunno avrebbe diritto a una risposta a richieste di motivazioni chiare, dettagliate e precise; a maggior ragione, un funzionario della Pubblica Amministrazione, quale è un Dirigente Scolastico, nello svolgimento delle proprie funzioni, dovrebbe essere informato del perché le scelte di politica economica che riguardano gli stanziamenti pubblici escludono proprio una scuola come l’artistico che negli ultimi anni è cresciuta sia da un punto di vista quantitativo, con una crescita continua di centinaia di iscritti, sia qualitativo, con progetti e attività artistiche e culturali di importanza nazionale».

«Non vogliamo pensare – termina la lettera – si tratti di scelte politiche mirate contro qualcuno a favore di qualcun’altro, nemmeno vogliamo pensare si tratti di incapacità da parte del Presidente di valutare le esigenze delle scuole della Provincia da lui amministrata, ma il colpevole silenzio e lo sgarbo di chi rifiuta di rispondere a richieste ufficiali da parte di dirigenti della Pubblica Amministrazione è grave e colpevole. Forse il Presidente della Provincia ritiene di non dover rispettare il diritto alla trasparenza, uno dei fondamenti politici della gestione della res publica».

Venditore abusivo morde un agente per cercare di scappare: condannato

Ma verrà espulso dall’Italia. Il vigile curato in ospedale

È stato sorpreso a Pinarella a vendere prodotti contraffatti e ha reagito all’intervento dei vigili arrivando perfino a morderne uno al polso, per cercare di fuggire. Grazie anche all’intervento della polizia, però, l’uomo (un senegalese di 31 anni) è stato arrestato con le accuse di violenza, resistenza, lesioni, vendita di prodotti con marchi contraffatti e per aver fornito false generalità agli agenti.

L’agente della Polizia municipale è invece stato costretto a ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso, dove gli è stata suturata la ferita e applicata una idonea profilassi contro le malattie infettive.

Questa mattina (venerdì 21) al processo per direttissima in tribunale è stato condannato alla pena di un anno di reclusione, sospesa ma con il nulla osta del magistrato all’espulsione dall’Italia.

Aspettando il festival del mosaico, ritorna la rotoballa di Bravura

Posizionate di fronte al Mar di via di Roma, a Ravenna

È stata posizionata nel prato di fronte al Museo d’Arte della città di Ravenna, in via di Roma, la “RotoB” di Marco Bravura, nell’attesa del Festival Internazionale RavennaMosaico, in programma dal 10 ottobre all’8 novembre.

L’opera è una “rotoballa” a grandezza naturale riprodotta in tessere di mosaico, dorate, realizzata da Marco Bravura su una struttura in vetroresina con un diametro di 180 centimetri e 120 di profondità, ricoperta con tessere di smalto d’oro di tre sfumature diverse. Già protagonista negli spazi esterni della Basilica di San Vitale e Galla Placidia in occasione del Ravenna Mosaico Festival del 2009, l’opera è stata poi esposta alla Biennale di Venezia, a Murano, al Cremlino di Kazan, in Tatarstan e al museo delle Accademie di San Pietroburgo, in Russia.

«Questa installazione – ha dichiarato Marco Bravura – vuole attirare l’attenzione sulla forza e sul valore dell’azione di recupero. L’idea nasce dall’osservazione degli scarti dell’oro musivo e degli scarti della mietitura, le balle di paglia. Suggerisce di apprendere l’arte del riciclo-riutilizzo-rivalutazione, soprattutto del recupero del nostro sguardo, così da non farlo cadere banalmente nell’ovvietà della consuetudine, stimolandone invece la capacità di scoprire, vedere e stupirsi che avevamo all’inizio del nostro viaggio visivo».

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