mercoledì
17 Giugno 2026

Tragedia del mare: morto un turista di cinquant’anni

Salvato dal bagnino, è deceduto durante il trasporto in ospedale

Tragedia del mare a Casal Borsetti, domenica 9 agosto verso le sei di sera. Un turista cinquantenne proveniente dalla provincia di Verona ha infatti perso la vita dopo essersi trovato in difficoltà mentre faceva il bagno di fronte a un tratto di spiaggia libera. Avvistato dai bagnanti è stato soccorso dal bagnino Matteo Emiliani (nella foto) che ha la postazione di fronte al bagno Sole Luna. Emiliani si è dovuto immergere per cinque volte nelle buche degli scogli in prossimità di dove sapeva essere il bagnante in difficoltà ed è riuscito a riportarlo a riva ancora vivo dove ha ricevuto i soccorsi del 118. È stato poi trasportato con l’elisoccorso all’ospedale di Ravenna dove però è arrivato ormai senza vita.

Nasce Colibrì, comitato di Possibile I civatiani partono dai referendum

I promotori: «i quesiti affrontano le storture legate alla riforma elettorale, al Jobs Act, allo Sblocca Italia, alla riforma sulla scuola».

Si è costituito il primo comitato di “Possibile” (la formazione politica a cui ha dato vita l’ex Pd Pippo Civati) della provincia di Ravenna e si chiama “Colibrì”. Nel nome, spiegano i fondatori «il riferimento è alla famosa favola dell’incendio della foresta: mentre gli altri animali ne rimanevano inerti spettatori, è proprio il piccolo colibrì a raccogliere con il suo becco una goccia d’acqua per versarla sul fuoco, poi un’altra e un’altra ancora, finché tutti gli abitanti della foresta -prima i cuccioli, e via via gli altri- non si attivarono seguendo il suo esempio fino a spegnere le fiamme».

«Possibile – spiegano i fondatori di Colibrì – è un “format” aperto, messo a disposizione di tutti coloro che vogliono organizzare quello spazio politico che ‘manca’. Un laboratorio politico per creare una forza politica di sinistra moderna, concreta, laica democratica. Questa fase costituente terminerà in ottobre e la speranza è che al di là dei nomi, al di là del simbolo, possa nascere un partito politico che si possa votare con gioia».

Intanto, come primo atto concreto, anche in provincia è iniziata la raccolta delle firme per la promozione di 8 referendum che, spiegano i promotori: « affrontano e mettono un freno alle storture legate alla riforma elettorale, al Jobs Act, allo Sblocca Italia, alla riforma sulla scuola».

E’ già possibile firmare presso gli uffici dei Comuni di: Ravenna, Alfonsine, Faenza, Castelbolognese, Riolo Terme, Casola Valsenio, Solarolo, ed entro Ferragosto sarà coperto l’intero territorio provinciale. Sarà anche possibile firmare ai banchetti appositamente allestiti: i primi saranno presso la “Festa di Rifondazione Comunista” a Sant’Agata (dal 12 al 17 agosto) e “E-State a Sinistra” a Mezzano (dal 21 al 23 agosto).

Per contattare il Comitato fare riferimento alla portavoce, Valentina Contadini: valeconta@hotmail.com.

Il sagrato diventa un set e la poesia si sposta in piazza San Francesco

Le due serate di Ravenna bella di sera dell’11 e del 12 agosto si trasferiscono per permettere le riprese di un film in via Galla Placidia

I due appuntamenti in programma  martedì 11 agosto e mercoledì 12 agosto alle 21 sul sagrato della chiesa di Santa Maria Maggiore, in via Galla Placidia a Ravenna, nell’ambito di “Ravenna bella di sera”, si svolgeranno invece in piazza San Francesco: è previsto infatti che la zona di via Galla Placidia sia occupata per le riprese di un film russo nel vicino complesso di San Vitale e Galla Placidia.
Quindi martedì 11 l’appuntamento è in piazza San Francesco alle 21 con “Musica e poesia nell’amicizia tra Francesco Balilla Pratella e Aldo Spallicci”. Introduzione di Francesca Serra, lettura dei testi poetici a cura di Nevio Spadoni. Esecuzioni di brani musicali interpretati da Elisabetta Agostini (voce soprano), Laura Rigotti (voce soprano), Gabriele Mingarini (chitarra). A cura dell’associazione Polvere di Stelle.
Mercoledì 12 agosto alle 21 in piazza San Francesco andrà invece in scena “La grammatica del cuore”, conversazioni poetiche e divagazioni sul cuore fra Livia Santini e Gabriele Bronzetti. Letture a cura di Eliseo Dalla Vecchia. Serata a favore dell’associazione Piccoli Grandi Cuori presso l’ospedale Sant’Orsola.

Sono invece confermate, nella serata ddi martedì 11, dalle 21 alle 23, le visite di “Mosaico di notte” alla basilica di San Vitale e al mausoleo di Galla Placidia.

Storie di Terre Forti: quando la resistenza la fanno le periferie

Il libro autoprodotto di Gaetano Alessi e Massimo Manzoli con quattro storie fatte di testimonianze sul campo, dalla Val di Susa alla Sicilia

Non è forse propriamente una lettura da relax sotto l’ombrellone, ma tra un giallo e l’altro può comunque trovar posto in valigia Periferie Terre Forti di Gaetano Alessi e del ravennate Massimo Manzoli (membro del Gruppo dello Zuccherificio), due personalità da anni instancabili nell’ambito dell’antimafia in Emilia-Romagna, dove denunciano la presenza della malavita già da tempi non sospetti, ossia ben prima delle grandi inchieste che hanno scoperchiato una realtà che in troppi hanno preferito non vedere per anni. In questo libro autoprodotto e autofinanziato (acquistabile solo alle presentazioni e scrivendo alla mail adest1@libero.it, ma è anche possibile scaricarlo gratuitamente dal sito www.periferieterreforti.com), scritto in modo semplice e accessibile, sono raccolte storie di resistenza dal basso, di cittadini, preti, sindacalisti che cercando di agire per salvaguardare il proprio territorio o farlo crescere. Territori appunto di periferia, ai margini in generale dell’attenzione dei grandi media e che pure possono avere una valenza per tutti, essere esempi di come si può resistere al degrado in cui la mafia o i sistemi mafiosi trovano terreno in cui proliferare. Ecco allora le storie che vengono da Le Piagge, a Firenze, o da Librino, a Catania (il capitolo dedicato a quest’ultima realtà è peraltro quello più ricco e per certi versi sorprendente per ciò che racconta). Ma c’è anche un viaggio in Val di Susa, a conoscere meglio quei “pericolosi sovversivi” degli attivisti NoTav e a scoprire come le infiltrazioni mafiose in valle non siano da trascurare. E poi c’è l’intervista a Gaetano Saffiotti, in un viaggio che porta gli autori fino alla Calabria perché da nord a sud di storie di antimafia, resistenza, coraggio, partecipazione c’è quanto mai bisogno, anche ad agosto. 

Storie di Terre Forti: quando la resistenza la fanno le periferie

Il libro autoprodotto di Gaetano Alessi e Massimo Manzoli con quattro storie fatte di testimonianze sul campo, dalla Val di Susa alla Sicilia

Non è forse propriamente una lettura da relax sotto l’ombrellone, ma tra un giallo e l’altro può comunque trovar posto in valigia Periferie Terre Forti di Gaetano Alessi e del ravennate Massimo Manzoli (membro del Gruppo dello Zuccherificio), due personalità da anni instancabili nell’ambito dell’antimafia in Emilia-Romagna, dove denunciano la presenza della malavita già da tempi non sospetti, ossia ben prima delle grandi inchieste che hanno scoperchiato una realtà che in troppi hanno preferito non vedere per anni. In questo libro autoprodotto e autofinanziato (acquistabile solo alle presentazioni e scrivendo alla mail adest1@libero.it, ma è anche possibile scaricarlo gratuitamente dal sito www.periferieterreforti.com), scritto in modo semplice e accessibile, sono raccolte storie di resistenza dal basso, di cittadini, preti, sindacalisti che cercando di agire per salvaguardare il proprio territorio o farlo crescere. Territori appunto di periferia, ai margini in generale dell’attenzione dei grandi media e che pure possono avere una valenza per tutti, essere esempi di come si può resistere al degrado in cui la mafia o i sistemi mafiosi trovano terreno in cui proliferare. Ecco allora le storie che vengono da Le Piagge, a Firenze, o da Librino, a Catania (il capitolo dedicato a quest’ultima realtà è peraltro quello più ricco e per certi versi sorprendente per ciò che racconta). Ma c’è anche un viaggio in Val di Susa, a conoscere meglio quei “pericolosi sovversivi” degli attivisti NoTav e a scoprire come le infiltrazioni mafiose in valle non siano da trascurare. E poi c’è l’intervista a Gaetano Saffiotti, in un viaggio che porta gli autori fino alla Calabria perché da nord a sud di storie di antimafia, resistenza, coraggio, partecipazione c’è quanto mai bisogno, anche ad agosto. 

Allerta meteo: previsti temporali da mezzanotte alle 18

Pronta a intervenire la Protezione civile del Comune  

Dopo le numerose allerta meteo per il caldo, l’ultima delle quali era stata prorogata fino alle 12 di lunedì 10 agosto, un mutamento delle condizioni climatiche ha portato una nuova allerta dell’Agenzia regionale di Protezione civile dell’Emilia Romagna, la numero 74, che però questa volta annuncia temporali in tutta la regione dalla mezzanotte di oggi, domenica 9 agosto, alle 18 di domani 10 agosto. L’allerta è di livello uno; la situazione sarà monitorata dalla struttura della Protezione civile del Comune, pronta ad intervenire in caso di necessità.

Un nuovo addio nel Pd: lascia il dalemiano Alessandro Perini

Il capogruppo Pd a Ravenna Sud: “Lascio la premiata neo ditta ravennate Renziana per la nuova avventura a sinistra “

“Il mio cammino nel partito democratico che ho contribuito a fondare finisce qui.    Finisce qui perché il partito è mutato ormai geneticamente, cambiando di fatto il quadro politico”.La dichiarazione è di Alessandro Perini, capogruppo del Pd nel secondo consiglio territoriale, giovane esponente del partito con una lunga e intensa militanza alle spalle, dichiaratamente “dalemiano” (è un membro attivo della la fondazione Italiani Europei), una delle voci, non tantissime per la verità, apertamente critiche anche verso la dirigenza locale del partito. Nella lettera in cui comunica la decisione spiega i motivi tutti politici della sua scelta: “La sinistra viene dimenticata, anzi viene sostituita da forze di destra e di dubbia pulizia morale, con parole e atti che nulla hanno a che vedere con quello per cui il Pd è nato come sostenere i lavoratori, le fasce più deboli, combattere le diseguaglianze sociali. È chiaro il disegno neocentrista del premier –segretario. Ormai non c’è più ossigeno, il partito è irrecuperabile e prima gli elettori e  militanti lo capiranno e meglio è. Io scendo qui non voglio essere complice della morte finale di quella cultura politica (ormai volutamente rasa al suolo)  che seppe conquistare diritti. Non c’è più a mio parere agibilità politica, i dirigenti  gravemente non la garantiscono.  Un partito serve se serve al paese, c’è sempre un alternativa”. E ‘attacco non si limita al piano nazionale, ma si sposta anche su quello locale. Perini infatti prosegue: “A livello locale non sembra ci siano differenze, tutto un monoblocco salvo qualche sparuta dichiarazione interna che pero’, sia mai, facesse troppo rumore.  la sensibilità che rappresento non è mai stata tenuta in considerazione, non siamo rappresentati negli organi di direzione comunali  e provinciali, (attenzioni direzioni non dico segreteria) c’è  la scarsa capacità del gruppo dirigente di farsi carico del pluralismo”.  E guardando alle amministrative del 2016 aggiunge “molti a sinistra si sono  fatti traviare  per un posticino di sottogoverno, tradendo quella storia,  Ravenna ha bisogno di interpretare un nuovo modo di amministrare la città facendo gli opportuni cambiamenti che il Pd dovrebbe interpretare se vuole continuare a governare, ma la logica di gruppo chiuso da club saldato al pensiero nuovista della  politica del cambiamento ma senza sapere per andare dove  e per fare cosa sta impedendo al Pd anche locale di avere speranze di poter ancora governare. La prova e la misera fine del fronte che provò a cambiare i metodi a livello locale ne è la conseguenza anzi  hanno preso il peggio di quel sistema”.
E così, Perini dice “io mi fermo qui ma non mi fermo dalla politica,  anzi rilancio, contribuirò a ricostruire con i tempi della politica una sinistra di governo riformista ma attenta alla sua ragione di vita, che faccia rinascere innanzitutto una cultura politica che la ricollochi nella società dalla parte di chi ha meno, di emancipare e allargare i diritti. Spero di fare questo con tanti compagni che ritroverò e credo con tanti che arriveranno quando sarà loro ancora più chiaro dove andrà il Pd di Renzi e della premiata neo ditta ravennate  Renziana e di coloro che sono stati dalla parte di chiunque fosse il segretario. La storia ne sarà testimone. Parte una nuova avventura a sinistra  con persone con le quali sto ritrovando quel comune sentire, ringrazio tutti coloro che in questi anni mi sono stati vicino con cui abbiamo fatto battaglie insieme nel partito, pensando che ancora questa storia avesse un senso,  che si potesse recuperare. Lascio l’arroganza di che pensa che il partito sia un peso un qualcosa di anacronistico rispetto all’uomo solo al comando,  a chi rimane per le  loro piccole carriere fino alla fine della sinistra  nel Pd nel  silenzio o tacito accordo, spero solo che la storia non sia con loro troppo severa. A  chi invece  in buona fede pensa ancora di farcela faccio gli auguri  Per questi motivi lascio la tessera  e mi dimetto da capogruppo Pd in Ravenna sud Ringrazio il presidente e il gruppo che mi diedero fiducia, dalle cariche uniche tra l’altro del circolo, ma ciò che è certo e che  non mi dimetto dalla mia natura di uomo di sinistra”. Perini dunque sembra proiettato verso il progetto politico locale a sinistra del Pd che vede tra i suoi protagonisti un altro ex, l’avvocato Andrea Maestri, ora parlamentare nel gruppo misto, alcuni civatiani (per la verità soprattutto della provincia e non di Ravenna) e altre forze civili e politiche della sinistra.

Festa in piazza a Marina aspettando i fuochi d’artificio di Ferragosto

Menù tra mare e collina negli stand grazie alla collaborazione tra la pro loco della località e quella di Brisighella

Inizia lunedì 10 agosto la tradizionale Festa del Mare di Marina di Ravenna. Organizzata dalla Pro Loco, la festa è stata preceduta da due giorni di Festa dello Sport.

In piazza Dora Markus si rinnova la collaborazione con Brisighella che consente di servire in piazza, nei grandi stand gastronomici (anche al coperto), due menu alternativi. Mentre la Pro Loco di Marina di Ravenna si occupa del pesce, Brisighella serve un menu di polenta e carne.

Ogni sera nel palco centrale una serata musicale diversa mentre lungo viale delle Nazioni si sviluppa un lungo mercatino.

Ultimo giorno di festa è il 15 agosto quando in zona faro si terrà l’atteso spettacolo di fuochi artificiali. Gli stand resteranno aperti anche il 16 agosto quando, dopo le serate dell’8 e 9 agosto, ci sarà l’ultimo giorno di Festa dello Sport.

Il Pri reclama un ruolo da protagonista nella scelta del candidato sindaco

Fusignani: “anche i Repubblicani hanno uomini in grado di rappresentare la svolta che è necessaria per il rilancio di Ravenna”

“Credo non faccia bene bruciare un candidato sindaco al giorno” la stoccata, ovviamente al Pd, è di Eugenio Fusignani, segretario del Pri, unico alleato ormai del Pd in giunta dopo l’uscita dei partiti di sinistra e da poco entrato anche a far parte del cda di Ravenna Holding su nomina del sindaco Fabrizio Matteucci. “Ravenna – aggiunge l’irrequieto alleato dei democratici – ha bisogno di un rilancio che solo una rinnovata azione che rompa completamente con gli schemi del passato può garantire, per questo credo che la scelta del sindaco insieme a quella di programmi innovativi e di apertura alle istanze note della società ravennate rappresentino i punti fondanti sui quali gettare le basi di una eventuale riproposizione dell’alleanza. Ribadisco che per i Repubblicani di Ravenna è imprescindibile che la scelta del sindaco sia frutto di valutazioni comuni che prendano in esame in maniera laica tutte quelle soluzioni che rispondano alle logiche suddette. Pur nella consapevolezza che il PD rappresenta una forza politica importante, non può essere che il candidato sindaco sia solo una questione interna al dibattito del PD. Anche perché occorre prendere atto che dell’alleanza che regge l’amministrazione restano solo come forze politiche strutturate, il Pd e il PrI, e che anche i Repubblicani hanno uomini in grado di rappresentare la svolta che è necessaria per il rilancio di Ravenna”.

Lucciole: a Cervia quattro multe ai clienti da quattrocento euro  

Controlli notturni su venticinque ragazze. Otto multe ai clienti per violazioni del codice della strada

Notte di controlli per le lucciole che lavorano sulle strade della provincia. La polizia infatti ha controllate ventincinque ragazze sulla Strada Statale Emilia tra Faenza e Castel Bolognese e sulla SS16 tra Ravenna e Cervia (attualmente il fenomeno è completamente assente nel lughese e sulla Strada Statale 309 Romea Nord). Otto le multe firmate a clienti per contravvenzioni al Codice della Strada, quattro clienti sono inoltrei stati multati per violazione all’ordinanza del sindaco di Cervia con la sanzione di 400 euro ( l’odinanza prevede infatti ammende tra i 300 e i 500 euro per chi viene trovato a contrattare la prestazione sessuale).

Sei le prostitute denunciate alla Autorità Giudiziaria per violazione al foglio di via obbligatorio.

“Particolarmente elevato e pericoloso – si legge nella nota stampa della Questura di Ravenna – è il traffico che si crea intorno alle piazzole di sosta dove stazionano le ragazze. Molti clienti non esitano a percorrere tratti di strada contromano o azzardare improvvise svolte che provocano situazioni pericolose per la circolazione”.


 

Logistica: undici indagati per la variante sui terreni Cmc a Porto Fuori

L’ipotesi è di aver avvantaggiato la cooperativa tramite “aggiustamenti” durante la stesura del Poc tra il 2010 e il 2011.  I commenti di Ancarani (Fi) e Ancisi (Lista per Ravenna)  

Sono undici gli indagati per presunti favori alla Cmc nella vicenda legata al cambio di destinazione d’uso di terreni della cooperativa a Porto Fuori. Per cinque di loro, tra cui un ex manager Cmc, si profila il reato di falso e violazione edilizia, più grave invece la posizione per le sei persone, tra funzionari pubblici e politici, per cui l’ipotesi di reato è quella “abuto di ufficio”. Sono infatti sospettati di aver “aggiustato” la procedura nel trasformare la vocazione dei terreni da agricola a logistico-portuale per permettere dunque alla cooperativa di utilizzare le aree sia per accogliere i materiali di escavo dai fondali del porto, sia di trasferirvi l’impianto produttivo di bituminosi. Il tutto tramite, questa l’ipotesi, procedure che avrebbero bypassato l’iter regolare, con false attestazioni nel momento della stesura del Poc, ossia tra il 2010 e il 2011 e analisi falsate da prelievi di campionamenti dei terreni a oltre 2 km di distanza da quelli realmente interessati. Tra gli undici indagati ci sarebbero anche due ex assessori del Comune, oltre a tre funzionari di Palazzo Meralto e l’allora responsabile del coordinamento tra Regione e Autorità Portuale e dirigente del servizio di bacino dei fiumi regionali. Secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero tratto in inganno il consiglio comunale e la giunta provinciale nel momento in cui sono stati chiamati a votare la relativa delibera.

Su questo si concentra l’immediato intervento di Alberto Ancarani, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, che, dopo l’anticipazione della notizia da parte del quotidiano La Voce di sabato 8 agosto, chiede “sia ai consiglieri di opposizione che a quelli di maggioranza di firmare la richiesta scritta di convocazione di un consiglio comunale straordinario nel quale la giunta relazioni su quanto sta avvenendo e soprattutto su come intenda proseguire nell’attività amministrativa alla luce delle indagini in corso”, come noto infatti il prossimo consiglio comunale è in programma dopo la pausa estiva, il 17 settembre. Ma secondo Ancarani non si può aspettare tanto visto che, scrive “Uno dei dirigenti indagati pare infatti essere tuttora a capo di una delle aree più delicate per lo sviluppo della città nel senso più ampio e Ravenna non può certo permettersi che un ufficio di tale importanza resti bloccato. Si aggiunga che, secondo quanto trapela, alcune delibere così come congegnate secondo l’impianto accusatorio possono aver fatto maturare nei consiglieri comunali – di maggioranza e di opposizione – scelte che abbiano determinato voti in aula diversi da quelli che avrebbero dato con le informazioni esatte. In questo senso, è necessario valutare sin d’ora l’ipotesi di eventuale costituzione di parte civile di questi ultimi, ovviamente qualora si arrivi al rinvio a giudizio degli indagati.”

Durissimo l’affondo di Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna che in una nota scrive: ““Poco alla volta il cerchio della Giustizia si stringe intorno all’affare devastante che le istituzioni pubbliche locali hanno concepito e organizzato sui terreni agricoli di Porto Fuori, estendendosi poi a quelli tra le Bassette e la periferia nord della città, e la conseguente stravolgente “valorizzazione” speculativa ad uso industriale/portuale prodotta dal Progettone dello scalo ravennate, ora appena appena accantonato. Molto, e di più grave, deve ancora succedere perché il cerchio si chiuda”. E rivendica il lavoro svolto sul tema dalla forza politica che rappresenta in termini di esposti: “ tra cui principalmente quelli: del 3 marzo 2013 (ricalcante quello analogo di gennaio firmato da 32 persone del Comitato Vitalaccia Dura e dal sottoscritto) sugli abusi urbanistici compiuti dal Comune di Ravenna sui terreni agricoli di Porto Fuori e sui primi lavori di sbancamento e movimento terreni ivi compiuti dalla CMC; del 3 agosto 2013 sulla “Lottizzazione dei terreni agricoli tra Porto Fuori e via Canale Molinetto tramite loro copertura con fanghi portuali”; del 3 novembre 2014 sugli “Espropri di terreni agricoli tra Ravenna e Porto Fuori illegittimamente destinati a logistica portuale, al fine di trasferirvi fanghi di dragaggio”; e dell’11 gennaio 2015 sull’ “Approvazione in carenza di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) del progetto preliminare Hub Portuale di Ravenna”.

Contributo regionale da 300mila euro per i libri scolastici di 2mila studenti

Domande fino al 31 ottobre. Almeno il 5 percento saranno
controllate. Rontini (Pd): «Investire nella scuola per crescere» 

Per 2.393 famiglie non abbienti con figli alle medie o superiori in provincia di Ravenna i libri di testo del prossimo anno scolastico costeranno meno o saranno gratuiti grazie a un contributo di 300mila euro stanziato dalla Regione. Il termine per la presentazione della domanda, alla segreteria della propria scuola, è fissato al 30 ottobre 2015. 

La Emilia Romagna ha approvato, nei giorni scorsi, il piano di riparto tra i Comuni delle risorse: a disposizione ci sono 3,2 milioni di euro per il prossimo anno scolastico.  A beneficiare del contributo, in provincia di Ravenna, saranno 1.146 ragazzi delle medie, 648 studenti del biennio delle superiori e 599 del triennio. I numeri sono indicativi e si riferiscono ai beneficiari dello scorso anno scolastico, per questo potranno variare sulla base delle domande effettivamente accolte dal Comune di residenza, che terrà conto delle condizioni economiche del nucleo familiare.

L’importo del beneficio non potrà superare il costo della dotazione dei testi della classe frequentata, entro i limiti stabiliti dal ministero. La delibera regionale di riparto dei fondi prevede che i Comuni debbano effettuare controlli a campione su almeno il 5 per cento delle dichiarazioni economiche presentate dalle famiglie, per scoraggiare evasori e furbetti. 

Nel dettaglio, in provincia di Ravenna 107.223 euro andranno a sostegno dei libri di testo delle scuole medie (in particolare: 11.705 euro nel Comune di Faenza, 36.101 in quello di Ravenna, 7.916 a Lugo); 120.288 euro a favore dei libri per i primi due anni delle scuole superiori (18.061 euro a Faenza, 38.043 a Ravenna, 10.565 a Lugo); 72.260 euro per il triennio delle superiori (12.829 a Faenza, 28.687 a Ravenna e 6.708 a Lugo).

«Questi buoni libro – afferma la consigliera regionale Manuela Rontini – rendono effettivo il diritto allo studio e all’istruzione per tutti gli alunni e aiutano le famiglie, già alle prese con la crisi economica, nel loro fondamentale compito di educazione e formazione. Solo investendo sulla scuola potremo tornare a crescere, attrezzando i nostri giovani per rispondere alle nuove sfide che abbiamo di fronte».

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