Franco Masotti critica su Facebook l’operazione. E Ancisi (LpRa)
avverte: «Il Comune si è impegnato a rimetterla: vigileremo…»
Sta facendo discutere la decisione del Comune, di concerto con l’Autorità portuale, di rimuovere la storica, ultima, gru rimasta lungo la banchina del Candiano, nella darsena di città, inserita per il suo valore documentario e testimoniale negli strumenti urbanistici vigenti, tra cui il Poc Darsena, nei piani di salvaguardia di archeologia industriale, che ne prevedono la messa in sicurezza e il recupero.
Come sottolinea Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna, che ne invia una copia ai giornali, una perizia tecnica dell’ingegner Stefano Salvotti ha certificato che la struttura è “da ritenersi pericolante” e a rischio “di crollo a seguito di eventi eccezionali quali un forte vento oppure altri urti accidentali da parte di autoveicoli che sotto vi transitano”, a seguito di alcuni fattori: “il forte degrado della struttura portante”, “la labenza di alcune lamiere uso camminatoio poste a lato dei nastri”, “gli urti accidentali in parti sensibili della struttura portante che hanno provocato la rottura di almeno due nodi tra gli elementi verticali e quelli orizzontali”, “l’importante fenomeno di ossidazione che interessa praticamente l’intera struttura”, “la mancanza di alcuni profili originariamente presenti”, il tutto corredato da 16 foto dimostrative.
La perizia – sottolinea Ancisi – è stata redatta e immediatamente consegnata il 1° luglio scorso. «Con lodevole, quanto insolita, celerità, l’amministrazione comunale e l’Autorità portuale sono riuscite in un solo giorno a scambiarsi il documento; ad autorizzare la “somma urgenza” dell’opera di messa in sicurezza della struttura tramite sua rimozione; a redigere e sottoscrivere un protocollo d’intenti per lo smontaggio del manufatto a carico dell’Autorità portuale e trasporto, recupero e infine ricollocazione nel medesimo sito a carico del Comune; ad ottenere dalla Capitaneria di Porto il divieto di transito nella banchina di via d’Alaggio; a dare il via al lavoro di smontaggio, ormai pressoché concluso».
«Nulla da osservare al riguardo – continua Ancisi –, fermo restando che, affinché sia mantenuto l’impegno a ricollocare il trasbordatore nella sua originaria posizione, Lista per Ravenna vigilerà affinché ciò avvenga nei tempi tecnici obiettivamente necessari, senza i soliti rimandi a tempo indeterminato per cause politiche o volontà di disimpegno. A tal fine, siccome nel protocollo è scritto che il Comune “si impegna a reperire le risorse necessarie al recupero e al riposizionamento del manufatto”», Ancisi chiede in un’interrogazione al sindaco «se il finanziamento della spesa è stato reperito all’interno degli strumenti di programmazione di bilancio del 2015, ed esattamente dove e come; oppure se si intende provvedere attraverso urgente modifica».
Nella perizia, fa infine notare Ancisi, si dichiara che essa è stata compiuta a seguito di due visite d’ispezione rispettivamente avvenute il 21 marzo e il 1° luglio stesso. «Sembra però altamente improbabile che le cause di pericolo esposte, essendo verosimilmente presenti da lungo tempo, se non croniche, siano emerse solo successivamente al 21 marzo; ragion per cui l’intervento riparatore e ancora di più il divieto di transito in prossimità della struttura avrebbero dovuto essere disposti già da allora, salvo non attivare scongiuri». Il decano dell’opposizione ravennate chiede pertanto, in maniera ironica e provocatoria, «di conoscere quali delle cinque cause di pericolo esposte nella perizia si siano improvvisamente manifestate solo tra il 22 marzo e il 1° luglio 2015, e per quali eccezionali e imprevedibili contingenze».
Intanto sui social network sono in tanti a lamentarsi per questo vero e proprio blitz compiuto dagli enti istituzionali. Tra chi grida allo scandalo, anche un nome autorevole del mondo della cultura locale, Franco Masotti, direttore artistico del Ravenna Festival. «Quando non si comprendono più i simboli o l’unicità di uno skyline – commenta su Facebook, naturalmente a titolo personale, postando una foto della gru –… Quando toccherà alle 2 grandi torri di raffreddamento? Giorno dopo giorno si smantella il paesaggio di Deserto Rosso. Fine dell’Etica e dell’Estetica (sia pure industriale), tolleranza zero per la memoria. Deprimente…». E ancora, pubblicando un video che mostra la gru, sottolinea come sia stata «smantellata in men che non si dica tra l’indifferenza dei più (o approfittando dell’intontimento da canicola). Altro che festa della Darsena (il riferimento è alla festa del 18 luglio per celebrare il titolo di Capitale Italiana della Cultura, ndr): hanno fatto la festa alla gru! Vergogna!».
Se c’è un uomo in manette perché sospettato di essere l’autore di due rapine a mano armata nell’area di servizio Sant’Eufemia ovest nel tratto di A14 Bis che corre tra Russi e Bagnacavallo è perché due poliziotti in due circostanze diverse non hanno smesso di essere poliziotti fuori dal turno di servizio: uno l’ha riconosciuto mentre ancora si cercava di dare un’identità alle immagine delle telecamere di videsorveglianza e l’altro l’ha riconosciuto quando era già stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare ma l’uomo non era rintracciabile. In arresto il 2 luglio scorso è finito un 43enne disoccupato di Imola, Andrea Marilli, al termine di un’operazione condotta da polstrada e squadra mobile in sinergia.
La voglia di velocità di chi guida sulle strade in provincia di Ravenna dal 6 luglio dovrà fare i conti con quattro nuovi autovelox fissi. La Provincia, in quanto ente proprietario delle strade interessate, ha completato l’installazione delle apparecchiature il 12 giugno dando avvio a un periodo di rodaggio (in cui le rilevazioni sono state fatte per provare il funzionamento corretto senza sanzioni) ma ora si fa sul serio: due sono installati nel comune di Ravenna sulla provinciale 253 San Vitale tra la rotonda di San Michele a via Monaldina (uno per ogni senso di marcia), uno a Cotignola sulla provinciale 31 Madonna di Genova (dal centro abitato verso la provinciale 7 Felisio) e uno nella frazione di Villaprati a Bagnacavallo sulla provinciale 8 Naviglio. Tutti i tratti interessati dal controllo elettronico hanno limite di velocità fissato a 70 km orari e le telecamere saranno in funzione senza soluzione di continuità 24 ore al giorno. La Provincia, come richiesto dalla legge, assicura che saranno installati gli appositi cartelli stradali di segnalazione: «Grazie a tale visibilità si ottiene un forte effetto dissuasivo sulla velocità lungo tutto il tratto di strada coperto».
Con il Pd ancora alla ricerca di un nome forte in grado di poter continuare a governare Ravenna e alla luce di quanto successo a Faenza – con il candidato dei democratici che ha vinto al ballottaggio sul rivale leghista solo per poche centinaia di voti – c’è fermento anche tra le fila dell’opposizione in vista delle elezioni comunali della prossima primavera.
Il corpo della donna, la 74enne Rosa Bassani, era riverso sul pavimento della cucina dove forse era arrivata in un disperato tentativo di fuggire all’uomo, l’82enne marito Ferino Belletti, che l’aveva colpita con una lama quattro o cinque volte di cui le prime alla gola quando ancora la coppia si trovava nel letto all’alba di ieri, 5 luglio, nella loro abitazione di via Garigliano a Lugo.
Con un solo fendente diretto alla gola con un coltello da cucina ha ucciso la moglie di 74 anni poi ha telefonato alla figlia comunicandole il gesto e annunciando il suicidio: i soccorsi allertati sono riusciti a salvare un 82enne trovato con alcune ferite all’addome e trasportato in ospedale dove è piantonato dai carabineri e si trova in stato d’arresto. La tragedia si è consumata in via Garigliano a Lugo all’alba di oggi, 5 luglio, nell’abitazione dei due coniugi.