sabato
20 Giugno 2026

E il ponte mobile stecca ancora Traffico bloccato per ore

Problemi nella chiusura. Doveva restare aperto solo 20 minuti…

Nei giorni scorsi dal Comune avevano inviato una nota alla stampa in cui rendevano noto che sabato 4 luglio il ponte mobile sarebbe stato aperto (e quindi chiuso al traffico) per «circa 15-20 minuti» alle 6.45 di mattina e alle 14.

In realtà, ravennati e turisti del weekend hanno dovuto fare i conti con la chiusura di quel fondamentale collegamento tra la città e la strada per il mare per buona parte della mattinata.

Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna ha inviato una foto di un proprio collaboratore scattata alle 11.15 e che testimonia l’apertura del ponte e in un comunicato dice di sapere con certezza che il transito è rimasto bloccato da almeno le 8.30 e fino alle 12 circa. Il ponte, infatti, avrebbe avuto problemi a richiudersi e questo ha causato lunghe code nella zona.

Dal Comune non è ancora arrivata alcuna nota ufficiale.

«A parte i disservizi informativi, gravi soprattutto per un servizio essenziale di pubblica utilità – commenta Ancisi –, le conseguenze deleterie di un così prolungato blocco della circolazione stradale, in un weekend di alta stagione turistica, sono immaginabili».

L’operatività del ponte mobile aveva fatto discutere anche in passato, in particolare dopo la figuraccia dello scorso settembre quando aveva impedito il passaggio di una veleggiata (vedi articoli correlati).

E il ponte mobile stecca ancora Traffico bloccato per ore

Problemi nella chiusura. Doveva restare aperto solo 20 minuti…

Nei giorni scorsi dal Comune avevano inviato una nota alla stampa in cui rendevano noto che sabato 4 luglio il ponte mobile sarebbe stato aperto (e quindi chiuso al traffico) per «circa 15-20 minuti» alle 6.45 di mattina e alle 14.

In realtà, ravennati e turisti del weekend hanno dovuto fare i conti con la chiusura di quel fondamentale collegamento tra la città e la strada per il mare per buona parte della mattinata.

Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna ha inviato una foto di un proprio collaboratore scattata alle 11.15 e che testimonia l’apertura del ponte e in un comunicato dice di sapere con certezza che il transito è rimasto bloccato da almeno le 8.30 e fino alle 12 circa. Il ponte, infatti, avrebbe avuto problemi a richiudersi e questo ha causato lunghe code nella zona.

Dal Comune non è ancora arrivata alcuna nota ufficiale.

«A parte i disservizi informativi, gravi soprattutto per un servizio essenziale di pubblica utilità – commenta Ancisi –, le conseguenze deleterie di un così prolungato blocco della circolazione stradale, in un weekend di alta stagione turistica, sono immaginabili».

L’operatività del ponte mobile aveva fatto discutere anche in passato, in particolare dopo la figuraccia dello scorso settembre quando aveva impedito il passaggio di una veleggiata (vedi articoli correlati).

Prima fanno le strisce, poi asfaltano Il Comune ammette «disorganizzazione»

L’assessore: «Ma nessun onere aggiuntivo. Chiederemo maggiore attenzione all’azienda che si occupa della manutenzione stradale»

Giovedì hanno ridipinto le strisce pedonali, il giorno dopo hanno asfaltato. Un errore di programmazione nei lavori pubblici quantomeno bizzarro, segnalato in via Maggiore (incrocio con via Chiesa) da Antonio Amoroso, consigliere territoriale di Lista per Ravenna.

Oggi, sabato 4, sono arrivate le scuse dell’assessore ai Lavori Pubblici del Comune, Enrico Liverani.

«La vicenda – afferma – è un evidente esempio di disorganizzazione all’interno di chi si occupa per il Comune della manutenzione strade e segnaletica. Il fatto che non vi saranno oneri aggiuntivi per il Comune a seguito dell’intervento da rifare dopo la manutenzione stradale, non rende meno sgradevole l’accaduto soprattutto agli occhi dei cittadini che leggono in questi fatti una disorganizzazione di fondo della Pubblica Amministrazione». L’assessore ha infine assicurato che farà «il prima possibile il punto con l’impresa che ha il contratto col Comune per manutenzione stradale e segnaletica, chiedendo maggiore attenzione, coordinamento e cura nei lavori, non sottraendoci come Comune a controlli sempre più efficaci».

Baci e carezze alle gambe a due ragazze minorenni: arrestato un uomo a Marina

Venerdì sera le due giovani sono andate con le mamme dai carabinieri

Con la scusa di salutarle, un uomo ha avvicinato due minorenni in bici, cercando il contatto fisico con le ragazze. Nello specifico, spiegano i carabinieri, è passato rapidamente da baci sulla guancia ad altri meno casti, iniziando ad accarezzare le gambe alle due che lo hanno invitato a smetterla. Le attenzioni invece si sarebbero fatte ancor più insistenti, tanto che le due sono state costrette a divincolarsi e a scappare.

L’episodio è avvenuto nella prima serata di venerdì, 3 luglio, a Marina di Ravenna.

Raccontato tutto alla famiglia, le due ragazze si sono presentate con le rispettive madri ai carabinieri che, ascoltata la loro storia, hanno subito individuato l’uomo, già noto alle forze dell’ordine.

Il presunto colpevole è stato quindi arrestato per violenza sessuale. Nella sua abitazione i carabinieri hanno trovato anche della droga.

Muti e il viaggio in musica che lega Ravenna a Otranto

Il Maestro dirige l’orchestra Cherubini sabato 4 luglio
al Pala De André e il 6 nella cattedrale della città pugliese

Riccardo MutiPartito nel 1997, dalla Sarajevo, citta martire della guerra civile nella ex Jugoslavia, il progetto dei “Viaggi dell’Amicizia” del Ravenna Festival –  testimoniato dai concerti all’insegna della pace e della solidarieta del Maestro Riccardo Muti – non si è mai fermato, ormai alla soglia dei vent’anni. Ha toccato luoghi esacerbati da conflitti in Medio Oriente e in Africa, per approdare fino al Ground Zero di New York e recentemente in diverse tappe italiane (dal profondo sud di Mazara del Vallo  a Trieste e Redipuglia, simboli delle discordie del Novecento, alle zone terremotate dell’Emilia Romagna), per portare un messaggio di riconciliazione sulle note della musica universale.

 

Mosaici OtrantoL’approdo del viaggio del Ravenna Festival 2015 è all’estremo lembo della Penisola, a Otranto, all’insegna del simbolo dell’Albero della Vita, che fregia il pavimento monumentale della cattedrale levantina: un fantasmagorico mosaico medievale che intreccia l’immaginario storico di popoli e religioni. E che svela le tante connessioni che legano e affratellano la città pugliese con Ravenna: a partire dall’arte musiva, per l’appunto – peraltro al centro dell’attenzione prima del grande mosaicista ravennate Carlo Signorini e oggi del Liceo Artistico “Nervi Severini”, che ne hanno progettato ed eseguito restauri e copie – per proseguire con le comuni relazioni millenarie intessute con le civiltà del Mediterraneo e d’Oriente.
Sotto la bacchetta di Riccardo Muti, il palcoscenico del Pala de André, sabato 4 luglio, ospiterà i giovani strumentisti dell’Orchestra Cherubini insieme al coro La Stagione Armonica, preparato da Sergio Balestracci; ma a loro si uniranno anche i musicisti dell’Orchestra e del Coro della massima istituzione musicale di Puglia, il Teatro Petruzzelli di Bari, nonché le voci del tenore Matthias Stier, del soprano Rosa Feola e del baritono Thomas Tatzl, in un concerto che due giorni dopo, il 6 luglio, sarà ripreso nella cattedrale di Otranto, al cospetto dell’Albero della Vita.
Così il concerto si presenta come un affresco musicale che, a suggellare il messaggio di “amicizia”, si arricchisce dell’incontro di voci e lingue diverse, simboli di quelle culture che per secoli hanno convissuto nella cittadella-medina di Otranto.

Il programma prevede l’esecuzione dell’Ave Verum, il celebre mottetto per coro, archi e organo K 618 di Mozart, per passare poi ad Orient & Occident, un lavoro del 2000 del contemporaneo compositore estone Arvo Pärt. A seguire sarà eseguito il duetto Von deiner Güt, o Herr und Gott di Adamo ed Eva, che insieme al recitativo dell’arcangelo Uriel, Aus Rosenwolken bricht, dalla terza parte dell’oratorio La Creazione di Franz Joseph Haydn, costituisce un’ulteriore e affascinante tessera del composito programma del concerto. Concerto che avrà la sua apoteosi nella conclusione affidata alla grandiosità irrequieta e sofferta che trapela dal Te Deum di Giuseppe Verdi (tratto dalla composizione dei Quattro Pezzi Sacri).
Da segnalare che il nuovo appuntamento con le “Vie dell’Amicizia” rinnova la partnership del festival con la Rai che trasmetterà il concerto di Otranto in diretta radiofonica su Radio 3, mentre televisivamente sarà presentato da Rai 1, il 17 luglio, in seconda serata.

Allerta della protezione civile per il caldo: «Bere molta acqua ed evitare gli alcolici»

L’allarme fino a lunedì sera. Si raggiungeranno 37 gradi in pianura

Flegetonte, così come è stata ribattezzata in tutta Italia, è arrivato anche a Ravenna. La nuova ondata di caldo africano ha portato l’agenzia regionale di Protezione civile a diramare l’allerta per calore dalle 16 di venerdì fino alle 18 di lunedì, 6 luglio.

L’aumento delle temperature potrà raggiungere fino a un massimo di 37° nella pianura. Pertanto la Protezione civile raccomanda di adottare i comportamenti diffusi dalla Ausl (vedi a questo link), con particolare riferimento a bambini e ad anziani, tra cui per esempio quelli di bere molto e spesso, anche quando non si ha sete, mangiare molta frutta e verdura; fare bagni o docce con acqua tiepida o passare più tempo possibile in ambienti con aria condizionata. Da evitare, invece, tra le altre cose: di bere bibite gassate e contenenti zuccheri, alcolici e caffè; per quanto possibile, di uscire tra le 12 e le 17 e il più possibile l’utilizzo del pannolino per i bambini.

Approvato il bilancio del Comune Polemiche sul reddito d’emergenza

I 5 Stelle ne avevano chiesto l’introduzione per i senzatetto:
l’emendamento è stato bocciato ma il tema poi inserito in un odg

Nella seduta di giovedì il consiglio comunale ha approvato il bilancio di previsione 2015/2017, relazione previsionale e programmatica e programma triennale dei lavori pubblici. Il bilancio era stato presentato dall’assessora Valentina Morigi nella seduta del 21 maggio (tra i correlati i nostri articoli di approfondimento sul bilancio).

La delibera è stata approvata con il voto favorevole dei gruppi Pd, Sel, Idv e Pri; quello contrario dei gruppi di opposizione e l’astensione di Fds che non ha digerito la decisione di vendere le azioni Hera.

Il sindaco Fabrizio Matteucci ha salutato l’approvazione su Facebook, sottolineando come il Comuna non abbia aumentato le tasse, «come invece la maggioranza dei Comuni italiani non ha potuto evitare».

Sono anche stati votati, ma tutti respinti, alcuni emendamenti dei gruppi di opposizione, che si sono lamentati proprio per la difficoltà di far sentire la propria voce.

In particolare, il clima si è surriscaldato per l’emendamento del Movimento 5 Stelle in cui si chiedeva di istituire ance a Ravenna il cosiddetto reddito d’emergenza a favore di persone senzatetto o in procinto di diventarlo. I 5 Stelle proponevano per questo motivo di aumentare di 110mila euro il budget legato alle Politiche sociali, indicando anche la copertura finanziaria nel dettaglio (in fondo all’articolo tra i documenti allegati gli emendamenti nel dettaglio). A far infuriare il capogruppo del Movimento, Pietro Vandini, è stata non solo la bocciatura dell’emendamento, ma l’ordine del giorno molto simile presentato poi dai gruppi di maggioranza (Sel, Idv e Pd) in cui si chiede però che sia il Tavolo Regionale delle Politiche sociali a destinare ulteriori risorse per sperimentare il reddito d’emergenza. Infuriato, Vandini in consiglio comunale ha dichiarato di sperare «che il Pd sprofondi politicamente il prima possibile» e ha precisato che il voto contrario alla delibera «non è dettato tanto dal bilancio nel merito, poiché su alcune parti ci troviamo anche d’accordo, quanto dall’atteggiamento nei confronti delle proposte dell’opposizione, che ci possiamo aspettare vengano bocciate, ma che riteniamo sarebbe rispettoso da parte vostra quantomeno evitare di copiare le nostre proposte cambiando qualche cosa e rendendo il tutto più annacquato. Questo è quello che fate quando non avete gli attributi per prendervi la responsabilità di dire certi “no” assurdi a proposte di buonsenso che non hanno nulla di politico. Tutto questo può essere definito in un solo modo: presa per i fondelli».

Qui sotto tra gli allegati, oltre agli emendamenti presentati, anche il report inviato dall’ufficio stampa del Comune sulla seduta del consiglio comunale.

Approvato il bilancio del Comune Polemiche sul reddito d’emergenza

I 5 Stelle ne avevano chiesto l’introduzione per i senzatetto:
l’emendamento è stato bocciato ma il tema poi inserito in un odg

Nella seduta di giovedì il consiglio comunale ha approvato il bilancio di previsione 2015/2017, relazione previsionale e programmatica e programma triennale dei lavori pubblici. Il bilancio era stato presentato dall’assessora Valentina Morigi nella seduta del 21 maggio (tra i correlati i nostri articoli di approfondimento sul bilancio).

La delibera è stata approvata con il voto favorevole dei gruppi Pd, Sel, Idv e Pri; quello contrario dei gruppi di opposizione e l’astensione di Fds che non ha digerito la decisione di vendere le azioni Hera.

Il sindaco Fabrizio Matteucci ha salutato l’approvazione su Facebook, sottolineando come il Comuna non abbia aumentato le tasse, «come invece la maggioranza dei Comuni italiani non ha potuto evitare».

Sono anche stati votati, ma tutti respinti, alcuni emendamenti dei gruppi di opposizione, che si sono lamentati proprio per la difficoltà di far sentire la propria voce.

In particolare, il clima si è surriscaldato per l’emendamento del Movimento 5 Stelle in cui si chiedeva di istituire ance a Ravenna il cosiddetto reddito d’emergenza a favore di persone senzatetto o in procinto di diventarlo. I 5 Stelle proponevano per questo motivo di aumentare di 110mila euro il budget legato alle Politiche sociali, indicando anche la copertura finanziaria nel dettaglio (in fondo all’articolo tra i documenti allegati gli emendamenti nel dettaglio). A far infuriare il capogruppo del Movimento, Pietro Vandini, è stata non solo la bocciatura dell’emendamento, ma l’ordine del giorno molto simile presentato poi dai gruppi di maggioranza (Sel, Idv e Pd) in cui si chiede però che sia il Tavolo Regionale delle Politiche sociali a destinare ulteriori risorse per sperimentare il reddito d’emergenza. Infuriato, Vandini in consiglio comunale ha dichiarato di sperare «che il Pd sprofondi politicamente il prima possibile» e ha precisato che il voto contrario alla delibera «non è dettato tanto dal bilancio nel merito, poiché su alcune parti ci troviamo anche d’accordo, quanto dall’atteggiamento nei confronti delle proposte dell’opposizione, che ci possiamo aspettare vengano bocciate, ma che riteniamo sarebbe rispettoso da parte vostra quantomeno evitare di copiare le nostre proposte cambiando qualche cosa e rendendo il tutto più annacquato. Questo è quello che fate quando non avete gli attributi per prendervi la responsabilità di dire certi “no” assurdi a proposte di buonsenso che non hanno nulla di politico. Tutto questo può essere definito in un solo modo: presa per i fondelli».

Qui sotto tra gli allegati, oltre agli emendamenti presentati, anche il report inviato dall’ufficio stampa del Comune sulla seduta del consiglio comunale.

Il tifoso solitario che ora svezza le nuove leve della tifoseria

Pallavolo: da 48 anni Libero è ovunque giochino i colori giallorossi La sua esperienza al servizio del gruppo Ravenna Volley Supporter

C’è stato un tempo in cui era l’unico tifoso al seguito della squadra quando impegnata lontano dal parquet di casa perché «l’abitudine di andare in trasferta c’è solo dagli anni Ottanta». Ma Libero Benini aveva anticipato i tempi: il prossimo novembre festeggerà 48 anni dalla prima partita di pallavolo vista a Ravenna e da allora ne ha perse poche, in casa e fuori, in Italia e all’estero. E oggi che il volley ravennate è praticamente sempre in trasferta (la scorsa stagione le partite interne le ha giocate al Palafiera di Forlì) è stato quasi naturale pensare a lui come capo spirituale dei Ravenna Volley Supporter (Rvs), il gruppo che sta cercando di costruire un movimento di tifo organizzato attorno ai colori giallorossi e oggi conta 52 adesioni, un terzo degli appartenenti a un’associazione di amici della pallavolo che racchiude l’Rvs. «Diciamo che dopo quasi cinquant’anni ormai sono di casa in tutti i palazzetti – dice il 64enne imprenditore tra i soci fondatori della Robur Costa nel 2006 –, ho conoscenti sparsi ovunque nel giro dello sport e aiuto i nuovi appassionati». Per la pallavolo di casa nostra il tifo organizzato è in buona sostanza un gruppo di giovani tra 25 e 35 anni attirati dai risultati della A2. Pochi i senatori: «I dinosauri come me, malati di pallavolo al punto da riuscire a resistere al decennio tra la scomparsa del Messaggero e il ritorno in A, si sono ormai estinti. Rendiamoci conto che due anni fa il tifo non esisteva, è un terreno tutto da seminare». Ma non vedrete Libero sulla balaustra, spalle al campo, a incitare i boys per cantare: a lui la partita piace vederla da solo dietro al campo.

Il contagio, come dice lui stesso, risale alle scuole superiori: «Devo ringraziare il professor Galan di educazione fisica al liceo Oriani. Arrivai a scuola da San Pietro in Trento senza sapere cosa fosse la pallavolo, lui era stato in A1 e tirò su la rete in palestra inoculando il virus in molti di noi». Una malattia piuttosto grave se nel periodo senza pallavolo in città Libero andava in giro per i palazzetti dove giocavano gli ex ravennati: «Per fortuna ho sposato una donna intelligente che mi ha capito. Ora che è in pensione mi accompagna. Le due figlie invece da giovani hanno giocato, ma non sono riuscito a trasmettere lo stesso virus».

Per chi ha seguito la squadra in tutta Italia e in Europa i trenta km che dista Forlì sono una passeggiata. Ma in questo caso è il cuore che duole: «Dispiace, certo, ma la città di Ravenna vuole divertirsi con spettacoli sportivi di livello ma non vuole pagare. Fatta eccezione per il breve lasso di tempo dei Ferruzzi, gli sponsor principali sono stati trovati spesso fuori. Andare a Forlì ha significato perdere una fetta di un quarto del pubblico che riempiva il Pala De Andrè, gli spettatori occasionali non i fedelissimi. Ma se giocando a Forlì si risparmiano i soldi per un giocatore in più…». E a proposito di soldi, fare il tifoso fedelissimo ha il suo costo: «Per le trasferte italiane in media si spendono 50-60 euro ogni volta. Quando vai in Europa dipende, se fai toccata e fuga possono volerci comunque circa 400 euro». Mezzo secolo da tifoso e gli aneddoti si sprecano: «Mi sento un privilegiato ad aver assistito alla finale Coppa Italia del 1991 a Mestre tra Ravenna e Milano, riconosciuta come la più bella partita di volley di sempre. Ma quella con più soddisfazione è sicuramente la Coppa Campioni del 1994 a Bruxelles: una squadra rappezzata, già in crisi, partimmo senza uno straccio di previsioni e tornanno con la terza coppa. Vincere con Vullo-Timmons-Kiraly è facile, ma vincere senza di loro è stato un atto di libidine agonistica unica». Che andò festeggiato senza limiti: «In albergo fu festa tutta la notte, spendemmo una barca di soldi e ci rendemmo conto di tutto solo al ritorno». Rivalità più accese tra tifosi? «La partita da vincere a tutti i costi sarebbe contro Modena, ma loro hanno mezzi economici superiori e le prendiamo regolarmente. Però sempre sano dualismo, anche tra tifosi, mai vissuti scontri, magari qualche sfottò o qualche scapaccione è volato, ma resta nella goliardia».

Il tifoso solitario che ora svezza le nuove leve della tifoseria

Pallavolo: da 48 anni Libero è ovunque giochino i colori giallorossi La sua esperienza al servizio del gruppo Ravenna Volley Supporter

C’è stato un tempo in cui era l’unico tifoso al seguito della squadra quando impegnata lontano dal parquet di casa perché «l’abitudine di andare in trasferta c’è solo dagli anni Ottanta». Ma Libero Benini aveva anticipato i tempi: il prossimo novembre festeggerà 48 anni dalla prima partita di pallavolo vista a Ravenna e da allora ne ha perse poche, in casa e fuori, in Italia e all’estero. E oggi che il volley ravennate è praticamente sempre in trasferta (la scorsa stagione le partite interne le ha giocate al Palafiera di Forlì) è stato quasi naturale pensare a lui come capo spirituale dei Ravenna Volley Supporter (Rvs), il gruppo che sta cercando di costruire un movimento di tifo organizzato attorno ai colori giallorossi e oggi conta 52 adesioni, un terzo degli appartenenti a un’associazione di amici della pallavolo che racchiude l’Rvs. «Diciamo che dopo quasi cinquant’anni ormai sono di casa in tutti i palazzetti – dice il 64enne imprenditore tra i soci fondatori della Robur Costa nel 2006 –, ho conoscenti sparsi ovunque nel giro dello sport e aiuto i nuovi appassionati». Per la pallavolo di casa nostra il tifo organizzato è in buona sostanza un gruppo di giovani tra 25 e 35 anni attirati dai risultati della A2. Pochi i senatori: «I dinosauri come me, malati di pallavolo al punto da riuscire a resistere al decennio tra la scomparsa del Messaggero e il ritorno in A, si sono ormai estinti. Rendiamoci conto che due anni fa il tifo non esisteva, è un terreno tutto da seminare». Ma non vedrete Libero sulla balaustra, spalle al campo, a incitare i boys per cantare: a lui la partita piace vederla da solo dietro al campo.

Il contagio, come dice lui stesso, risale alle scuole superiori: «Devo ringraziare il professor Galan di educazione fisica al liceo Oriani. Arrivai a scuola da San Pietro in Trento senza sapere cosa fosse la pallavolo, lui era stato in A1 e tirò su la rete in palestra inoculando il virus in molti di noi». Una malattia piuttosto grave se nel periodo senza pallavolo in città Libero andava in giro per i palazzetti dove giocavano gli ex ravennati: «Per fortuna ho sposato una donna intelligente che mi ha capito. Ora che è in pensione mi accompagna. Le due figlie invece da giovani hanno giocato, ma non sono riuscito a trasmettere lo stesso virus».

Per chi ha seguito la squadra in tutta Italia e in Europa i trenta km che dista Forlì sono una passeggiata. Ma in questo caso è il cuore che duole: «Dispiace, certo, ma la città di Ravenna vuole divertirsi con spettacoli sportivi di livello ma non vuole pagare. Fatta eccezione per il breve lasso di tempo dei Ferruzzi, gli sponsor principali sono stati trovati spesso fuori. Andare a Forlì ha significato perdere una fetta di un quarto del pubblico che riempiva il Pala De Andrè, gli spettatori occasionali non i fedelissimi. Ma se giocando a Forlì si risparmiano i soldi per un giocatore in più…». E a proposito di soldi, fare il tifoso fedelissimo ha il suo costo: «Per le trasferte italiane in media si spendono 50-60 euro ogni volta. Quando vai in Europa dipende, se fai toccata e fuga possono volerci comunque circa 400 euro». Mezzo secolo da tifoso e gli aneddoti si sprecano: «Mi sento un privilegiato ad aver assistito alla finale Coppa Italia del 1991 a Mestre tra Ravenna e Milano, riconosciuta come la più bella partita di volley di sempre. Ma quella con più soddisfazione è sicuramente la Coppa Campioni del 1994 a Bruxelles: una squadra rappezzata, già in crisi, partimmo senza uno straccio di previsioni e tornanno con la terza coppa. Vincere con Vullo-Timmons-Kiraly è facile, ma vincere senza di loro è stato un atto di libidine agonistica unica». Che andò festeggiato senza limiti: «In albergo fu festa tutta la notte, spendemmo una barca di soldi e ci rendemmo conto di tutto solo al ritorno». Rivalità più accese tra tifosi? «La partita da vincere a tutti i costi sarebbe contro Modena, ma loro hanno mezzi economici superiori e le prendiamo regolarmente. Però sempre sano dualismo, anche tra tifosi, mai vissuti scontri, magari qualche sfottò o qualche scapaccione è volato, ma resta nella goliardia».

«Insuperabile narratore di storie» A Matthew Bourne il Premio Ravenna Festival

Con Cristina Mazzavillani Muti in municipio la cerimonia di consegna del riconoscimento che riproduce la fontana Ardea Purpurea

C’era l’atmosfera allegra e festosa degli incontri fra amici nella sala del consiglio comunale che ha ospitato oggi, venerdì 3 luglio, la consegna del Premio Ravenna Festival 2015 al regista e coreografo Matthew Bourne. Negli anni il riconoscimento è stato conferito ad autorevoli personalità delle diverse discipline della cultura e dell’arte come Tonino Guerra, Ennio Morricone, Riccardo Muti, Mstislav Rostropovich, Pierre Boulez e Gerard Depardieu.

Madrina della cerimonia odierna è stata la direttrice del Festival, Cristina Mazzavillani Muti, che ha fatto sedere il coreografo inglese proprio al centro della sala, davanti ai leoni simbolo della nostra città, e gli ha dedicato parole di profonda stima e affetto: «Siamo orgogliosi che Matthew Bourne, un artista straordinario, ironico e raffinato, abbia per così dire adottato Ravenna, scegliendo di instaurare un lungo rapporto di collaborazione e amicizia col nostro Festival».

The Car Man, l’originale rilettura del capolavoro di Bizet che ha debuttato giovedì 2 luglio al teatro Alighieri, è infatti il quinto spettacolo che Bourne porta a Ravenna, dopo i successi di Swan Lake, Dorian Gray, Cinderella e Sleeping Beauty. Le motivazioni del premio, lette da Cristina Mazzavillani Muti, riguardano le sue doti di «insuperabile narratore di storie capace come pochi altri oggi di far vibrare tutte le corde del nostro animo, portandolo, grazie ad un umorismo inevitabilmente british, dal riso alla commozione, sempre all’insegna di un’arte tanto raffinata e ricca di riferimenti culturali e immaginifici quanto comunicativa e trascinante».

Il regista si è detto commosso e onorato da questo riconoscimento, che è stato per lui una sorpresa, e felice di trovarsi ancora una volta nella nostra città. Ha poi ringraziato gli amici e colleghi che organizzano il Festival, in particolare Cristina Mazzavillani Muti, assicurando la continuazione della storia d’amore fra la sua compagnia, l’acclamata New Adventures, e il pubblico ravennate anche per gli anni a venire.

È stato amore a prima vista fra il pubblico ravennate e il coreografo che dal 2007, con l’ormai leggendario Swan Lake, fino ad oggi «non ha mai smesso di deliziare, stupire, far sognare ed anche un po’ sanamente provocare» gli spettatori di Ravenna Festival. «La nostra città – conclude la direttrice – è onorata e orgogliosa di essere diventata, con il suo teatro Alighieri, la casa italiana di questo grande artista. Lo accoglieremo sempre a braccia aperte, riconoscenti per i momenti di felicità e di autentico godimento che ci ha saputo regalare».

Il premio consegnato a Bourne è una riproduzione della fontana Ardea Purpurea di Piazza della Resistenza, realizzata dal mosaicista ravennate Marco Bravura che, presente alla cerimonia, ha spiegato al coreografo britannico il significato dell’opera: le due ali dorate simboleggiano dei “ponti” di fratellanza che legano Ravenna alle città e agli artisti stranieri che partecipano al Festival, un intreccio di luoghi e culture in nome dell’arte.

 

Corsi di autodifesa, dibattiti e concerti Il raduno neofascista si fa al mare

Nel weekend del 18-19 luglio il campo comunitario di Forza Nuova
Ospiti il coordinamento nazionale. Conferenza sull’ideologia gender

Musica live con i concerti dei gruppi Linea del Fronte, Hobbit e Legittima Offesa ma anche conferenze sull’ideologia gender e corsi per tecniche di autodifesa: Forza Nuova organizza a Lido di Dante un campo comunitario della durata di due giorni (weekend 18-19 luglio). La promozione dell’evento sta circolando su Facebook: al momento sono una ottantina le persone che hanno annunciato di partecipare e altre 800 risultano invitate.

L’apertura del campo è fissata per le 14 di sabato. Nel pomeriggio due conferenze: alle 16 “La dittatura del pensiero unico e dell’ideologia gender” e alle 17.30 “Donbass: trincea d’Europa”. In serata cena comunitaria e concerto dei gruppi sopra ricordati. La domenica si apre alle 9 con un corso di tecniche di autodifesa e a seguire la riunione dei dirigenti regionali e responsabili provinciali di Forza Nuova, la riunione dei responsabili nord Italia dell’associazione Evita Peron e il coordinamento nazionale di Lotta Studentesca.

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