sabato
20 Giugno 2026

Anche Bacon e Warhol alla grande mostra del Mar. E in ottobre l’omaggio a Dante

Annunciato l’evento della primavera 2016 del museo di Ravenna, dedicato al ‘900 “antico”. Ecco il programma delle prossime attività

Giusto il tempo di festeggiare i 30mila visitatori della mostra “Il bel Paese”, conclusa il 14 giugno (vedi articoli correlati), e al Mar, il Museo d’Arte di Ravenna, già ricominciano i lavori di preparazione per la prossima stagione.

In ottobre, infatti, è prevista l’esposizione “Divina Commedia”, che affronta il tema dell’illustrazione dantesca proponendo le opere di Gustave Doré, Francesco Scaramuzza e Amos Nattini. La grande mostra del 2016, invece, partirà come tradizione in febbraio e si intitolerà “Il 900 antico”, nuovo progetto di Claudio Spadoni che ripercorre il secolo scorso con sguardo inedito, svelando gli insospettabili legami col passato che hanno caratterizzato gli anni delle avanguardie.

Nell’attesa di questi due eventi non mancano altri appuntamenti con l’arte: il 24 luglio, alle ore 19, nella sala multimediale del Mar è in programma la proiezione del film documentario Giuseppe Maestri e la sua Ravenna sognata, cui seguirà una conversazione con il regista Ugo Antonelli, Angelina Maestri, che ha donato al museo un corpo di opere del marito, e Walter Pretolani, amico dell’artista ravennate scomparso nel 2009.

Dal 12 al 27 settembre il Museo d’Arte della città ospiterà, come ormai da tradizione, la mostra biennale del premio Ram di Ravenna e provincia, concorso che ha l’obiettivo di valorizzare e promuovere i giovani artisti visivi del nostro territorio. I vincitori del premio, che in questa decima edizione ha per tema l’arte intesa come pedagogia dello sguardo, esporranno i loro lavori nelle stanze a piano terra del museo.

In occasione della Notte d’Oro, il 10 ottobre, sarà invece inaugurata la mostra collettiva delle opere finaliste al terzo Premio Internazionale Gaem – Giovani Artisti e Mosaico, che sarà possibile visitare fino all’8 novembre. L’evento, che si propone di stimolare le nuove generazioni di artisti alla riscoperta e alla reinterpretazione dell’antica arte del mosaico, prevede inoltre l’assegnazione del Premio Orsoni, del Premio RavennaMosaico (curato dal Festival Internazionale di Mosaico Contemporaneo RavennaMosaico) e del Premio Tesi Accademica di Belle Arti di Ravenna.
Negli stessi giorni, dal 10 ottobre all’8 novembre, sarà allestita sotto la direzione di Marcello Landi una mostra fotografica in omaggio a Balthus. Cuore dell’esposizione sarà la traduzione in forma di mosaico del dipinto “La stanza turca”, ispirato dalla moglie giapponese dell’artista e da lui realizzato tra il 1963 e il 1966. Il pubblico potrà ammirare una riproduzione fotografica del mosaico, dal momento che l’opera, di solito conservata nella collezione dei mosaici moderni e contemporanei del Mar, si trova attualmente nel padiglione di Eataly all’Expo di Milano, all’interno della mostra “I Tesori d’Italia” curata da Vittorio Sgarbi.

La stagione invernale, come già detto, si apre con “Divina Commedia”, raccolta delle illustrazioni dantesche di Dorè, Scaramuzza e Nattini, in programma dal 3 ottobre al 10 gennaio. Nell’anno delle celebrazioni del 750° anniversario della nascita del poeta non poteva mancare un’esposizione dedicata alle interpretazioni visive della Commedia, da sempre fonte inesauribile di ispirazione per gli artisti. La mostra, realizzata in collaborazione con la Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo, a cura di Stefano Roffi e Maria Grazia Marini, direttrice del Mar, è già stata esposta a Mamiano nel 2012 e viene proposta a Ravenna in allestimento integrale con circa 400 opere. Il primo piano del museo sarà riservato alle 100 tavole di Amos Nattini, che accompagneranno lo spettatore in una rilettura per immagini delle tre cantiche del poema, dai rossi cupi delle raffigurazioni infernali agli azzurri brillanti del Paradiso. Di Nattini è la tavola scelta per promuovere la mostra: la scena dell’incontro fra Dante e Matelda, nel canto XXVIII del Purgatorio, ambientato nella “divina foresta spessa e viva” che sembra proprio la pineta di Classe (vedi foto qui a fianco).
Al secondo piano si vedrà il confronto fra due diversi sguardi sul poema, risalenti entrambi agli anni Sessanta dell’Ottocento: da una parte le celebri incisioni di Gustave Doré, ormai entrate a far parte dell’immaginario collettivo in relazione alla Commedia; dall’altra il lavoro di Francesco Scaramuzza, permeato dal romanticismo dell’epoca. «La nostra speranza è di riuscire a esporre tutte insieme le tantissime tavole di Scaramuzza, sarebbe un’importante novità», spiega la direttrice Maria Grazia Marini.

Il grande evento artistico della primavera 2016 sarà infine “Il 900 antico”, che inizierà il 20 febbraio per poi concludersi il 26 giugno. L’ispirazione del progetto, rivela il curatore Claudio Spadoni, deriva da una rilettura di alcuni testi di Carlo Carrà: il pittore, lasciatosi alle spalle la stagione futurista e anche l’esperienza metafisica che lo aveva legato a De Chirico, si dedica a un ripensamento del passato e afferma che la nuova arte avrà «quel non so che di antico e di moderno». Questa espressione riassume l’intenzione della mostra, che vuole raccontare il rapporto del Novecento con il passato e col futuro in un’ottica non convenzionale. L’inattesa rivelazione è che anche nel secolo che più di ogni altro ha vissuto lo slancio verso la modernità, sostenuto da un rabbioso rifiuto dell’antico, si nascondeva sotto la superficie il «tarlo del passato», per usare le parole di Spadoni.
Le opere esposte appartengono sia ad artisti che erano palesemente in contrapposizione con le avanguardie, sia ad alcuni tra i maggiori protagonisti delle correnti che esaltavano il nuovo come unico valore, e che pure hanno sentito l’esigenza, consapevole o inconscia, di recuperare in qualche modo quel passato tanto disprezzato. «Se è vero che il ‘900 è un secolo già ampiamente descritto ─ commenta il curatore della mostra ─ è tuttavia innegabile che la nostra rilettura delle vicende artistiche propone un ribaltamento dei luoghi comuni, e un superamento della distinzione per così dire manichea tra gli artisti legati alle avanguardie e quelli che invece se ne discostavano».

L’esposizione sarà articolata in sezioni, che corrispondono alle diverse modalità di riproposizione del passato: dalla citazione diretta alla rievocazione, dal recupero di temi classici, come la mitologia, alle provocazioni in tono sarcastico e demistificante.

Il catalogo della mostra, grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, comprende alcuni fra i nomi più significativi dei movimenti artistici del Novecento: protagonisti assoluti come De Chirico, Morandi, Carrà, Martini e Casorati; Sironi, figura dominante nel periodo cruciale del “ritorno all’ordine”; esponenti del “realismo magico” ma anche del “neobarocco”, da Scipione a Fontana e Leoncillo; Guttuso e Clerici, quindi la stagione della pop art, con Schifano, Festa, Angeli, Ceroli; l’Arte Povera di Paolini e Pistoletto; e ancora Salvo, Ontani, Mariani e Paladino, oltre ad alcuni stranieri, quali Bacon, Fautrier, Klein e Warhol.

Anche Bacon e Warhol alla grande mostra del Mar. E in ottobre l’omaggio a Dante

Annunciato l’evento della primavera 2016 del museo di Ravenna, dedicato al ‘900 “antico”. Ecco il programma delle prossime attività

Giusto il tempo di festeggiare i 30mila visitatori della mostra “Il bel Paese”, conclusa il 14 giugno (vedi articoli correlati), e al Mar, il Museo d’Arte di Ravenna, già ricominciano i lavori di preparazione per la prossima stagione.

In ottobre, infatti, è prevista l’esposizione “Divina Commedia”, che affronta il tema dell’illustrazione dantesca proponendo le opere di Gustave Doré, Francesco Scaramuzza e Amos Nattini. La grande mostra del 2016, invece, partirà come tradizione in febbraio e si intitolerà “Il 900 antico”, nuovo progetto di Claudio Spadoni che ripercorre il secolo scorso con sguardo inedito, svelando gli insospettabili legami col passato che hanno caratterizzato gli anni delle avanguardie.

Nell’attesa di questi due eventi non mancano altri appuntamenti con l’arte: il 24 luglio, alle ore 19, nella sala multimediale del Mar è in programma la proiezione del film documentario Giuseppe Maestri e la sua Ravenna sognata, cui seguirà una conversazione con il regista Ugo Antonelli, Angelina Maestri, che ha donato al museo un corpo di opere del marito, e Walter Pretolani, amico dell’artista ravennate scomparso nel 2009.

Dal 12 al 27 settembre il Museo d’Arte della città ospiterà, come ormai da tradizione, la mostra biennale del premio Ram di Ravenna e provincia, concorso che ha l’obiettivo di valorizzare e promuovere i giovani artisti visivi del nostro territorio. I vincitori del premio, che in questa decima edizione ha per tema l’arte intesa come pedagogia dello sguardo, esporranno i loro lavori nelle stanze a piano terra del museo.

In occasione della Notte d’Oro, il 10 ottobre, sarà invece inaugurata la mostra collettiva delle opere finaliste al terzo Premio Internazionale Gaem – Giovani Artisti e Mosaico, che sarà possibile visitare fino all’8 novembre. L’evento, che si propone di stimolare le nuove generazioni di artisti alla riscoperta e alla reinterpretazione dell’antica arte del mosaico, prevede inoltre l’assegnazione del Premio Orsoni, del Premio RavennaMosaico (curato dal Festival Internazionale di Mosaico Contemporaneo RavennaMosaico) e del Premio Tesi Accademica di Belle Arti di Ravenna.
Negli stessi giorni, dal 10 ottobre all’8 novembre, sarà allestita sotto la direzione di Marcello Landi una mostra fotografica in omaggio a Balthus. Cuore dell’esposizione sarà la traduzione in forma di mosaico del dipinto “La stanza turca”, ispirato dalla moglie giapponese dell’artista e da lui realizzato tra il 1963 e il 1966. Il pubblico potrà ammirare una riproduzione fotografica del mosaico, dal momento che l’opera, di solito conservata nella collezione dei mosaici moderni e contemporanei del Mar, si trova attualmente nel padiglione di Eataly all’Expo di Milano, all’interno della mostra “I Tesori d’Italia” curata da Vittorio Sgarbi.

La stagione invernale, come già detto, si apre con “Divina Commedia”, raccolta delle illustrazioni dantesche di Dorè, Scaramuzza e Nattini, in programma dal 3 ottobre al 10 gennaio. Nell’anno delle celebrazioni del 750° anniversario della nascita del poeta non poteva mancare un’esposizione dedicata alle interpretazioni visive della Commedia, da sempre fonte inesauribile di ispirazione per gli artisti. La mostra, realizzata in collaborazione con la Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo, a cura di Stefano Roffi e Maria Grazia Marini, direttrice del Mar, è già stata esposta a Mamiano nel 2012 e viene proposta a Ravenna in allestimento integrale con circa 400 opere. Il primo piano del museo sarà riservato alle 100 tavole di Amos Nattini, che accompagneranno lo spettatore in una rilettura per immagini delle tre cantiche del poema, dai rossi cupi delle raffigurazioni infernali agli azzurri brillanti del Paradiso. Di Nattini è la tavola scelta per promuovere la mostra: la scena dell’incontro fra Dante e Matelda, nel canto XXVIII del Purgatorio, ambientato nella “divina foresta spessa e viva” che sembra proprio la pineta di Classe (vedi foto qui a fianco).
Al secondo piano si vedrà il confronto fra due diversi sguardi sul poema, risalenti entrambi agli anni Sessanta dell’Ottocento: da una parte le celebri incisioni di Gustave Doré, ormai entrate a far parte dell’immaginario collettivo in relazione alla Commedia; dall’altra il lavoro di Francesco Scaramuzza, permeato dal romanticismo dell’epoca. «La nostra speranza è di riuscire a esporre tutte insieme le tantissime tavole di Scaramuzza, sarebbe un’importante novità», spiega la direttrice Maria Grazia Marini.

Il grande evento artistico della primavera 2016 sarà infine “Il 900 antico”, che inizierà il 20 febbraio per poi concludersi il 26 giugno. L’ispirazione del progetto, rivela il curatore Claudio Spadoni, deriva da una rilettura di alcuni testi di Carlo Carrà: il pittore, lasciatosi alle spalle la stagione futurista e anche l’esperienza metafisica che lo aveva legato a De Chirico, si dedica a un ripensamento del passato e afferma che la nuova arte avrà «quel non so che di antico e di moderno». Questa espressione riassume l’intenzione della mostra, che vuole raccontare il rapporto del Novecento con il passato e col futuro in un’ottica non convenzionale. L’inattesa rivelazione è che anche nel secolo che più di ogni altro ha vissuto lo slancio verso la modernità, sostenuto da un rabbioso rifiuto dell’antico, si nascondeva sotto la superficie il «tarlo del passato», per usare le parole di Spadoni.
Le opere esposte appartengono sia ad artisti che erano palesemente in contrapposizione con le avanguardie, sia ad alcuni tra i maggiori protagonisti delle correnti che esaltavano il nuovo come unico valore, e che pure hanno sentito l’esigenza, consapevole o inconscia, di recuperare in qualche modo quel passato tanto disprezzato. «Se è vero che il ‘900 è un secolo già ampiamente descritto ─ commenta il curatore della mostra ─ è tuttavia innegabile che la nostra rilettura delle vicende artistiche propone un ribaltamento dei luoghi comuni, e un superamento della distinzione per così dire manichea tra gli artisti legati alle avanguardie e quelli che invece se ne discostavano».

L’esposizione sarà articolata in sezioni, che corrispondono alle diverse modalità di riproposizione del passato: dalla citazione diretta alla rievocazione, dal recupero di temi classici, come la mitologia, alle provocazioni in tono sarcastico e demistificante.

Il catalogo della mostra, grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, comprende alcuni fra i nomi più significativi dei movimenti artistici del Novecento: protagonisti assoluti come De Chirico, Morandi, Carrà, Martini e Casorati; Sironi, figura dominante nel periodo cruciale del “ritorno all’ordine”; esponenti del “realismo magico” ma anche del “neobarocco”, da Scipione a Fontana e Leoncillo; Guttuso e Clerici, quindi la stagione della pop art, con Schifano, Festa, Angeli, Ceroli; l’Arte Povera di Paolini e Pistoletto; e ancora Salvo, Ontani, Mariani e Paladino, oltre ad alcuni stranieri, quali Bacon, Fautrier, Klein e Warhol.

Darsena, l’ultima gru sulle banchine è pericolante: sarà smontata

Accordo Ap-Comune per riportarla sul Candiano dopo il recupero
In passato è stata set di moda ma anche usata dal parkour

L’ultima gru industriale ancora presente sulle banchine della darsena di città a Ravenna – testimonianza di quando la testa del Candiano aveva una vocazione industriale – è pericolante: nella giornata del 3 luglio inizieranno le operazioni di smontaggio e rimozione per avviare il suo recupero in una sede diversa. In un futuro non ancora programmato la struttura verrà riportata in banchina per il suo valore documentario e testimoniale: gli strumenti urbanistici vigenti, tra cui il piano operativo comunale (Poc) specifico per il quartiere sull’acqua, la inseriscono nei piani di salvaguardia di archeologia industriale prevedendone la messa in sicurezza e il recupero.

TRASBORDATORE Tecnicamente si tratta di un trasbordatore, è di proprietà di Ap dal 1995 quando la ereditò dalla Capitaneria di Porto, si trova sulla sponda sud del canale in corrispondenza della cosiddetta Area T, un ex magazzino di fosforite nei pressi della Torre Zucchi, veniva utilizzata per carico e scarico di merci direttamente da bordo nave. La Capitaneria di Porto, su richiesta di Ap ha interrotto il transito, dalla serata di oggi 2 luglio, nella banchina di via d’Alaggio all’altezza del trasbordatore per garantire la pubblica incolumità e consentire l’avvio dello smontaggio domani (il ponte mobile verrà aperto per circa mezzora due volte sabato per consentire l’accesso di due motovedette della guardia costiera).

GLI IMPEGNI DELLE ISTITUZIONI Autorità Portuale e Comune hanno definito un protocollo d’intenti per avviare la fase di recupero del trasbordatore e garantire la sicurezza dell’area. L’ accordo prevede i seguenti impegni: Autorità Portuale – dopo lo smontaggio del manufatto secondo modalità tecniche che ne consentano il recupero – autorizza il Comune di Ravenna alla presa in carico e al trasporto del manufatto stesso per poter poi procedere al suo recupero e autorizzerà – previa presentazione da parte del Comune di un idoneo progetto da redigersi nel rispetto delle normative vigenti in materia – il riposizionamento del manufatto. Il Comune di Ravenna si impegna a reperire le risorse necessarie al recupero e al riposizionamento del manufatto secondo modalità e forme da definire.

TRA MODA, GRANDE FRATELLO E PARKOUR La gru, nel recente passato quando già non era più utilizzata per i suoi scopi, è stata protagonista si alcune circostanze tra moda e sport. Ha offerto spunto per una spettacolare prova di parkour con un giovane salito fino in cima. Ma ha anche fatto da sfondo a un paio di servizi fotografici, uno con l’ex concorrente del Grande Fratello Veronica Ciardi in veste di modella e un altro con il celebre fotografo Paolo Roversi dietro la macchina fotografica (vedi tra i correlati). «Mi sono innamorata del posto con quell’aria così underground, così street», ci disse la romana uscita dalla casa più spiata d’Italia. «Non è stato il solito set fotografico un po’ fighetto. Mi sono divertita. E poi il truccatore vive nella zona e mi ha raccontato della vista bellissima da casa sua».

IL SOGNO DI UN BELVEDERE In passato l’associazione Naviga in darsena che raccoglie alcuni imprenditori interessati alla riqualificazione del quaritere si schierò a difesa della gru quando sembrava potesse essere smantellata e rottamata definitivamente. Nella visione proposta a suo tempo da Naviga in darsena la gru sarebbe dovuta diventare una terrazza belvedere affacciate sullo specchio d’acqua seguendo gli esempi del nord Europa. Nel 2011 venne smantellata la penultima gru ancora presente in zona: era di proprietà di Claudia Cappelletto, vedova di un imprenditore del settore navale. Ne possedeva due, l’altra tirata giù già nel 2009: «Le nostre vecchie gru di carico sulla banchina della darsena di città piacevano a tutti ma erano inattive da anni e a pagare la concessione demaniale poi ero solo io, allora ho deciso di demolirle», disse a quel tempo.

Darsena, l’ultima gru sulle banchine è pericolante: sarà smontata

Accordo Ap-Comune per riportarla sul Candiano dopo il recupero In passato è stata set di moda ma anche usata dal parkour

L’ultima gru industriale ancora presente sulle banchine della darsena di città a Ravenna – testimonianza di quando la testa del Candiano aveva una vocazione industriale – è pericolante: nella giornata del 3 luglio inizieranno le operazioni di smontaggio e rimozione per avviare il suo recupero in una sede diversa. In un futuro non ancora programmato la struttura verrà riportata in banchina per il suo valore documentario e testimoniale: gli strumenti urbanistici vigenti, tra cui il piano operativo comunale (Poc) specifico per il quartiere sull’acqua, la inseriscono nei piani di salvaguardia di archeologia industriale prevedendone la messa in sicurezza e il recupero.

TRASBORDATORE Tecnicamente si tratta di un trasbordatore, è di proprietà di Ap dal 1995 quando la ereditò dalla Capitaneria di Porto, si trova sulla sponda sud del canale in corrispondenza della cosiddetta Area T, un ex magazzino di fosforite nei pressi della Torre Zucchi, veniva utilizzata per carico e scarico di merci direttamente da bordo nave. La Capitaneria di Porto, su richiesta di Ap ha interrotto il transito, dalla serata di oggi 2 luglio, nella banchina di via d’Alaggio all’altezza del trasbordatore per garantire la pubblica incolumità e consentire l’avvio dello smontaggio domani (il ponte mobile verrà aperto per circa mezzora due volte sabato per consentire l’accesso di due motovedette della guardia costiera).

GLI IMPEGNI DELLE ISTITUZIONI Autorità Portuale e Comune hanno definito un protocollo d’intenti per avviare la fase di recupero del trasbordatore e garantire la sicurezza dell’area. L’ accordo prevede i seguenti impegni: Autorità Portuale – dopo lo smontaggio del manufatto secondo modalità tecniche che ne consentano il recupero – autorizza il Comune di Ravenna alla presa in carico e al trasporto del manufatto stesso per poter poi procedere al suo recupero e autorizzerà – previa presentazione da parte del Comune di un idoneo progetto da redigersi nel rispetto delle normative vigenti in materia – il riposizionamento del manufatto. Il Comune di Ravenna si impegna a reperire le risorse necessarie al recupero e al riposizionamento del manufatto secondo modalità e forme da definire.

TRA MODA, GRANDE FRATELLO E PARKOUR La gru, nel recente passato quando già non era più utilizzata per i suoi scopi, è stata protagonista si alcune circostanze tra moda e sport. Ha offerto spunto per una spettacolare prova di parkour con un giovane salito fino in cima. Ma ha anche fatto da sfondo a un paio di servizi fotografici, uno con l’ex concorrente del Grande Fratello Veronica Ciardi in veste di modella e un altro con il celebre fotografo Paolo Roversi dietro la macchina fotografica (vedi tra i correlati). «Mi sono innamorata del posto con quell’aria così underground, così street», ci disse la romana uscita dalla casa più spiata d’Italia. «Non è stato il solito set fotografico un po’ fighetto. Mi sono divertita. E poi il truccatore vive nella zona e mi ha raccontato della vista bellissima da casa sua».

IL SOGNO DI UN BELVEDERE In passato l’associazione Naviga in darsena che raccoglie alcuni imprenditori interessati alla riqualificazione del quaritere si schierò a difesa della gru quando sembrava potesse essere smantellata e rottamata definitivamente. Nella visione proposta a suo tempo da Naviga in darsena la gru sarebbe dovuta diventare una terrazza belvedere affacciate sullo specchio d’acqua seguendo gli esempi del nord Europa. Nel 2011 venne smantellata la penultima gru ancora presente in zona: era di proprietà di Claudia Cappelletto, vedova di un imprenditore del settore navale. Ne possedeva due, l’altra tirata giù già nel 2009: «Le nostre vecchie gru di carico sulla banchina della darsena di città piacevano a tutti ma erano inattive da anni e a pagare la concessione demaniale poi ero solo io, allora ho deciso di demolirle», disse a quel tempo.

Cerchi nel grano a Cervia, non è stato un Ufo: «Fatto da mani umane»

Sopralluogo del Centro ufologico: «Nessuna anomalia magnetica, spighe piegate da energia meccanica. Chi l’ha fatto è stato bravo»

Per lo sbarco dei marziani nel Ravennate bisognerà attendere ancora: «Quanto rilevato è stato eseguito manualmente e quindi da mani umane e con tecniche convenzionali, escludendo che il crop circle possa essere considerato autentico, intendendo con ciò inspiegabile convenzionalmente». Si tratta delle conclusioni cui è giunto il Centro ufologico nazionale (Cun) a proposito dei cerchi in un campo di grano tra Cervia e Milano Marittima di cui si è diffusa la notizia, con tanto di foto, il 21 giugno scorso.

I responsabili del Cun, associazione privata dedita dal 1966 alla raccolta del fenomeno degli avvistamenti Ufo, fanno i loro complimenti agli autori: «Sono stati comunque bravi per quanto attiene alla grafica e al risultato ottenuto. Si presume che molto difficilmente essi potrebbero ufficialmente ammettere tale loro azione visto che hanno eseguito l’opera in proprietà privata e rischiando in tal senso una denuncia». L’area interessata dall’opera ha un diametro di circa 57 metri.

Il resoconto è stato pubblicato sul sito internet del Cun a seguito di due sopralluoghi svolti sul posto. Il coordinatore scientifico e coordinatore della Romagna, l’ingegnere Massimo Angelucci, ha eseguito rilievi sperimentali con magnetometro e contatore geiger e di tipo geometrico qualitativo: «Non sono state rilevate anomalie o alterazioni relativamente al campo magnetico e al livello di radioattività. Sono state effettuate rilevazioni sulla modalità con cui le spighe di grano possono essere state piegate. Dal rilievo è stato possibile verificare che risultano spighe spezzate e piegate per effetto di energia meccanica e non di altri tipi di energia».

La scuola Pasini cambia look: accolte alcune idee dell’associazione La Pigna

Wc al posto delle turche, panchine, murales in mensa, un orto
Interventi finanziati da privati guidati da Bucci (Forza Italia)

La cultura e l’insegnamento come volano di un nuovo rinascimento: con questo spirito l’associazione culturale La Pigna, attraverso l’impegno di un gruppo di professionisti volontari, ha promosso un progetto di manutenzione e restyling della scuola elementare Pasini in via Caorle a Ravenna e il Comune, dopo le verifiche svolte dagli uffici tecnici dell’edilizia scolastica sulla fattibilità, ha accettato alcune delle proposte compatibili con l’apertura del prossimo anno scolastico.

Ecco le richieste accolte: verniciatura del pavimento dell’ingresso esterno della scuola nella zona fra il cancello ed il portone principale ed esecuzione di scritte di benvenuto in varie lingue; inserimento di pannelli raffiguranti le immagini dei bambini che frequentano la scuola sulla parete di destra (entrando) ed esecuzione di un murales in mensa; sostituzione delle turche presenti nei bagni degli studenti con water; riparazione di alcune tapparelle; ricostruzione parziale del tappeto erboso; realizzazione di piccolo orto con piante aromatiche e verdure; verniciatura della pavimentazione in conglomerato bituminoso dell’area pubblica esterna al cancello e fornitura e posa di sedute.

La Pigna aveva consegnato il progetto operativo, la copertura dei costi e le ditte che gratuitamente eseguiranno gli interventi alla fine di giugno chiedendo un percorso a burocrazia zero. Per l’8 luglio è in programma un incontro tra i rappresentanti dell’associazione e gli assessori all’infanzia e istruzione, Ouidad Bakkali, e ai Lavori pubblici, Enrico Liverani.

Affianco agli interventi firmati Pigna saranno realizzati altri due interventi significativi nell’edificio scolastico a spese del Comune: la sostituzione degli infissi per 480mila euro da realizzare tra un anno, e il rifacimento del manto di copertura della zona aule per 160mila euro. Tra le altre opere indicate, la ripresa dei calcestruzzi della pensilina verrà eseguita dall’Edilizia Scolastica a spese del Comune, che farà fronte anche all’abbattimento degli alberi pericolanti e della rimozione dei rami secchi. Alla richiesta relativa alla posa in opera di pavimentazioni elastiche per il gioco dei bambini, gli uffici tecnici daranno riscontro non appena perverranno loro gli elaborati grafico illustrativi, in assenza dei quali non è stato possibile esprimere il parere. Per quanto riguarda la verniciatura della pavimentazione in conglomerato bituminoso nell’area esterna si attende il parere del Servizio strade.

La Pigna nasce dalla volontà di un gruppo di cittadini ravennati, capofila l’imprenditore e consigliere comunale di Forza Italia Maurizio Bucci, che scelgono la forma associativa per elaborare progetti ed idee per il rinnovamento della città. «Perché la scuola elementare Pasini? – si chiedono i promotori in una lettera aperta –. Perché è la scuola che da sempre ha avuto quote maggiori e crescenti di bambini stranieri, che insieme a quelli italiani, giorno per giorno, con profitto e serenità si è impegnata a costruirli come cittadini ravennati, come cittadini italiani. Sotto la guida attenta di docenti, bidelle e dirigenti adeguati ed esperti sono state affrontate complesse problematiche didattiche e sociali; le stesse che nel futuro dovranno essere affrontate in tutte le scuole. Di questa realtà d’avanguardia nella costruzione della coesione sociale e dell’inclusione, la comunità ravennate non è per nulla consapevole e resta spesso prigioniera di pregiudizi che comportano una ricaduta negativa».

Il progetto di restyling è elaborato dagli architetti Arturo Dapporto e Massimo Burroni con la partecipazione del professor Saturno Carnoli. «Dal punto di vista architettonico abbiamo lavorato su una idea generale di percorso che alunni e genitori compiono per entrare ed uscire dalla scuola, cercando di eliminare la separazione netta che solitamente si verifica anche fisicamente tra uno spazio pubblico esterno (piazza) ed uno più privato (scuola). Il principio ispiratore è quello teorizzato dagli architetti olandesi Hertzberger e Van Eyck sul cosiddetto spazio della “soglia” o “in-between”: una zona intermedia che interagisce tra ambiti spaziali comunicanti. Un “sentiero/albero” colorato che conduce dal piazzale esterno all’ingresso della scuola e viceversa. Sui rami disegnati a terra nel piazzale vengono organizzati gli spazi di sosta e di attesa con panchine e fioriere verdi che arricchiscono e ornano il piazzale attualmente disadorno e completamente privo di qualsiasi elemento di arredo urbano. Questo sentiero realizzato con delle vernici speciali per asfalti è decorato con parole e frasi in diverse lingue che accolgono e accompagnano i bambini dentro l’atrio coperto fino all’ingresso della scuola e agli spazi interni, come la mensa».

La scuola Pasini cambia look: accolte alcune idee dell’associazione La Pigna

Wc al posto delle turche, panchine, murales in mensa, un orto
Interventi finanziati da privati guidati da Bucci (Forza Italia)

La cultura e l’insegnamento come volano di un nuovo rinascimento: con questo spirito l’associazione culturale La Pigna, attraverso l’impegno di un gruppo di professionisti volontari, ha promosso un progetto di manutenzione e restyling della scuola elementare Pasini in via Caorle a Ravenna e il Comune, dopo le verifiche svolte dagli uffici tecnici dell’edilizia scolastica sulla fattibilità, ha accettato alcune delle proposte compatibili con l’apertura del prossimo anno scolastico.

Ecco le richieste accolte: verniciatura del pavimento dell’ingresso esterno della scuola nella zona fra il cancello ed il portone principale ed esecuzione di scritte di benvenuto in varie lingue; inserimento di pannelli raffiguranti le immagini dei bambini che frequentano la scuola sulla parete di destra (entrando) ed esecuzione di un murales in mensa; sostituzione delle turche presenti nei bagni degli studenti con water; riparazione di alcune tapparelle; ricostruzione parziale del tappeto erboso; realizzazione di piccolo orto con piante aromatiche e verdure; verniciatura della pavimentazione in conglomerato bituminoso dell’area pubblica esterna al cancello e fornitura e posa di sedute.

La Pigna aveva consegnato il progetto operativo, la copertura dei costi e le ditte che gratuitamente eseguiranno gli interventi alla fine di giugno chiedendo un percorso a burocrazia zero. Per l’8 luglio è in programma un incontro tra i rappresentanti dell’associazione e gli assessori all’infanzia e istruzione, Ouidad Bakkali, e ai Lavori pubblici, Enrico Liverani.

Affianco agli interventi firmati Pigna saranno realizzati altri due interventi significativi nell’edificio scolastico a spese del Comune: la sostituzione degli infissi per 480mila euro da realizzare tra un anno, e il rifacimento del manto di copertura della zona aule per 160mila euro. Tra le altre opere indicate, la ripresa dei calcestruzzi della pensilina verrà eseguita dall’Edilizia Scolastica a spese del Comune, che farà fronte anche all’abbattimento degli alberi pericolanti e della rimozione dei rami secchi. Alla richiesta relativa alla posa in opera di pavimentazioni elastiche per il gioco dei bambini, gli uffici tecnici daranno riscontro non appena perverranno loro gli elaborati grafico illustrativi, in assenza dei quali non è stato possibile esprimere il parere. Per quanto riguarda la verniciatura della pavimentazione in conglomerato bituminoso nell’area esterna si attende il parere del Servizio strade.

La Pigna nasce dalla volontà di un gruppo di cittadini ravennati, capofila l’imprenditore e consigliere comunale di Forza Italia Maurizio Bucci, che scelgono la forma associativa per elaborare progetti ed idee per il rinnovamento della città. «Perché la scuola elementare Pasini? – si chiedono i promotori in una lettera aperta –. Perché è la scuola che da sempre ha avuto quote maggiori e crescenti di bambini stranieri, che insieme a quelli italiani, giorno per giorno, con profitto e serenità si è impegnata a costruirli come cittadini ravennati, come cittadini italiani. Sotto la guida attenta di docenti, bidelle e dirigenti adeguati ed esperti sono state affrontate complesse problematiche didattiche e sociali; le stesse che nel futuro dovranno essere affrontate in tutte le scuole. Di questa realtà d’avanguardia nella costruzione della coesione sociale e dell’inclusione, la comunità ravennate non è per nulla consapevole e resta spesso prigioniera di pregiudizi che comportano una ricaduta negativa».

Il progetto di restyling è elaborato dagli architetti Arturo Dapporto e Massimo Burroni con la partecipazione del professor Saturno Carnoli. «Dal punto di vista architettonico abbiamo lavorato su una idea generale di percorso che alunni e genitori compiono per entrare ed uscire dalla scuola, cercando di eliminare la separazione netta che solitamente si verifica anche fisicamente tra uno spazio pubblico esterno (piazza) ed uno più privato (scuola). Il principio ispiratore è quello teorizzato dagli architetti olandesi Hertzberger e Van Eyck sul cosiddetto spazio della “soglia” o “in-between”: una zona intermedia che interagisce tra ambiti spaziali comunicanti. Un “sentiero/albero” colorato che conduce dal piazzale esterno all’ingresso della scuola e viceversa. Sui rami disegnati a terra nel piazzale vengono organizzati gli spazi di sosta e di attesa con panchine e fioriere verdi che arricchiscono e ornano il piazzale attualmente disadorno e completamente privo di qualsiasi elemento di arredo urbano. Questo sentiero realizzato con delle vernici speciali per asfalti è decorato con parole e frasi in diverse lingue che accolgono e accompagnano i bambini dentro l’atrio coperto fino all’ingresso della scuola e agli spazi interni, come la mensa».

La scuola Pasini cambia look: accolte alcune idee dell’associazione La Pigna

Wc al posto delle turche, panchine, murales in mensa, un orto Interventi finanziati da privati guidati da Bucci (Forza Italia)

La cultura e l’insegnamento come volano di un nuovo rinascimento: con questo spirito l’associazione culturale La Pigna, attraverso l’impegno di un gruppo di professionisti volontari, ha promosso un progetto di manutenzione e restyling della scuola elementare Pasini in via Caorle a Ravenna e il Comune, dopo le verifiche svolte dagli uffici tecnici dell’edilizia scolastica sulla fattibilità, ha accettato alcune delle proposte compatibili con l’apertura del prossimo anno scolastico.

Ecco le richieste accolte: verniciatura del pavimento dell’ingresso esterno della scuola nella zona fra il cancello ed il portone principale ed esecuzione di scritte di benvenuto in varie lingue; inserimento di pannelli raffiguranti le immagini dei bambini che frequentano la scuola sulla parete di destra (entrando) ed esecuzione di un murales in mensa; sostituzione delle turche presenti nei bagni degli studenti con water; riparazione di alcune tapparelle; ricostruzione parziale del tappeto erboso; realizzazione di piccolo orto con piante aromatiche e verdure; verniciatura della pavimentazione in conglomerato bituminoso dell’area pubblica esterna al cancello e fornitura e posa di sedute.

La Pigna aveva consegnato il progetto operativo, la copertura dei costi e le ditte che gratuitamente eseguiranno gli interventi alla fine di giugno chiedendo un percorso a burocrazia zero. Per l’8 luglio è in programma un incontro tra i rappresentanti dell’associazione e gli assessori all’infanzia e istruzione, Ouidad Bakkali, e ai Lavori pubblici, Enrico Liverani.

Affianco agli interventi firmati Pigna saranno realizzati altri due interventi significativi nell’edificio scolastico a spese del Comune: la sostituzione degli infissi per 480mila euro da realizzare tra un anno, e il rifacimento del manto di copertura della zona aule per 160mila euro. Tra le altre opere indicate, la ripresa dei calcestruzzi della pensilina verrà eseguita dall’Edilizia Scolastica a spese del Comune, che farà fronte anche all’abbattimento degli alberi pericolanti e della rimozione dei rami secchi. Alla richiesta relativa alla posa in opera di pavimentazioni elastiche per il gioco dei bambini, gli uffici tecnici daranno riscontro non appena perverranno loro gli elaborati grafico illustrativi, in assenza dei quali non è stato possibile esprimere il parere. Per quanto riguarda la verniciatura della pavimentazione in conglomerato bituminoso nell’area esterna si attende il parere del Servizio strade.

La Pigna nasce dalla volontà di un gruppo di cittadini ravennati, capofila l’imprenditore e consigliere comunale di Forza Italia Maurizio Bucci, che scelgono la forma associativa per elaborare progetti ed idee per il rinnovamento della città. «Perché la scuola elementare Pasini? – si chiedono i promotori in una lettera aperta –. Perché è la scuola che da sempre ha avuto quote maggiori e crescenti di bambini stranieri, che insieme a quelli italiani, giorno per giorno, con profitto e serenità si è impegnata a costruirli come cittadini ravennati, come cittadini italiani. Sotto la guida attenta di docenti, bidelle e dirigenti adeguati ed esperti sono state affrontate complesse problematiche didattiche e sociali; le stesse che nel futuro dovranno essere affrontate in tutte le scuole. Di questa realtà d’avanguardia nella costruzione della coesione sociale e dell’inclusione, la comunità ravennate non è per nulla consapevole e resta spesso prigioniera di pregiudizi che comportano una ricaduta negativa».

Il progetto di restyling è elaborato dagli architetti Arturo Dapporto e Massimo Burroni con la partecipazione del professor Saturno Carnoli. «Dal punto di vista architettonico abbiamo lavorato su una idea generale di percorso che alunni e genitori compiono per entrare ed uscire dalla scuola, cercando di eliminare la separazione netta che solitamente si verifica anche fisicamente tra uno spazio pubblico esterno (piazza) ed uno più privato (scuola). Il principio ispiratore è quello teorizzato dagli architetti olandesi Hertzberger e Van Eyck sul cosiddetto spazio della “soglia” o “in-between”: una zona intermedia che interagisce tra ambiti spaziali comunicanti. Un “sentiero/albero” colorato che conduce dal piazzale esterno all’ingresso della scuola e viceversa. Sui rami disegnati a terra nel piazzale vengono organizzati gli spazi di sosta e di attesa con panchine e fioriere verdi che arricchiscono e ornano il piazzale attualmente disadorno e completamente privo di qualsiasi elemento di arredo urbano. Questo sentiero realizzato con delle vernici speciali per asfalti è decorato con parole e frasi in diverse lingue che accolgono e accompagnano i bambini dentro l’atrio coperto fino all’ingresso della scuola e agli spazi interni, come la mensa».

In serie A arrivano un arbitro e un assistente della sezione di Ravenna

Michael Fabbri e Filippo Valeriani dirigeranno le gare del massimo campionato italiano

Tra gli arbitri e i guardialinee della serie A di calcio italiana fanno il loro ingresso anche due ravennati: il fischietto Michael Fabbri e la bandierina Filippo Valeriani sono stati infatti promossi nel gruppo che dirige le gare del massimo campionato italiano. La sezione arbitri di Ravenna festeggia il risultato storico – mai accaduto finora che un arbitro e un guardialinee fosse contemporaneamente in A – e fanno i complimenti ai due. Nell’ambiente è particolarmente quotato il profilo di Fabbri per le doti di direttore di gara messe in mostra finora in serie B dove ha esordito nel 2012. Nella massima serie entrambi in realtà hanno già arbitrato, una sorta di test che è prassi per misurare i progressi. Come riporta Il Resto del Carlino oggi in edicola, Fabbri è il quinto della sezione ravennate a raggiungere la A mentre Valeriani è il terzo guardialinee.

In serie A arrivano un arbitro e un assistente della sezione di Ravenna

Michael Fabbri e Filippo Valeriani dirigeranno le gare del massimo campionato italiano

Tra gli arbitri e i guardialinee della serie A di calcio italiana fanno il loro ingresso anche due ravennati: il fischietto Michael Fabbri e la bandierina Filippo Valeriani sono stati infatti promossi nel gruppo che dirige le gare del massimo campionato italiano. La sezione arbitri di Ravenna festeggia il risultato storico – mai accaduto finora che un arbitro e un guardialinee fosse contemporaneamente in A – e fanno i complimenti ai due. Nell’ambiente è particolarmente quotato il profilo di Fabbri per le doti di direttore di gara messe in mostra finora in serie B dove ha esordito nel 2012. Nella massima serie entrambi in realtà hanno già arbitrato, una sorta di test che è prassi per misurare i progressi. Come riporta Il Resto del Carlino oggi in edicola, Fabbri è il quinto della sezione ravennate a raggiungere la A mentre Valeriani è il terzo guardialinee.

«Sogno piazza Kennedy con copertura trasparente e visitabile in sotterraneo»

Le suggestioni dell’architetto Vistoli perché il passato archeologico sia un motore per il rilancio di commercio e cultura in città

E se i lavori di trasformazione di piazza Kennedy da parcheggio a zona pedonale fossero l’occasione per farne una piazza visitabile in sotterraneo con una copertura trasparente che mostri l’archeologia del sottosuolo? E magari in piazza Caduti una cupola che la faccia serra giardino nei mesi invernali? Sono gli spunti di riflessione suggestivi suggeriti dall’architetto ravennate Daniele Vistoli in una lettera aperta che riportiamo integralmente arrivata in redazione dopo il ritrovamento di alcune ossa nei primi scavi di piazza Kennedy.

Certamente non sarà sfuggito in questi ultimi giorni, il clamore del ritrovamento in piazza Kennedy di alcuni resti fossili, come se il nostro sottosuolo e le sue risorse ci fossero ignoti! Ci si darà da fare per chiudere questa ennesima finestra sul nostro passato con una brutta ricopertura, che lo seppellisca, anche come potenzialità di sviluppo economico, come già fatto in altri punti della città e dintorni, piazza dei Caduti, via Salara, la Cà Bianca a Fosso Ghiaia, etc. Continuiamo a volerci del male irreversibile, continuiamo a sprecare anche ciò che abbiamo sotto agli occhi. Occhio non vede, commerciante non fa una lira.

Perché allora non cominciare di qui una nuova campagna di scavi archeologici in città, per ridare interesse mediatico in generale (ci possiamo marciare almeno un anno solo con quattro ossa, dieci raccontando mille leggende su ciò che si può trovare, altro che capitale della cultura) ed ai percorsi del centro storico di Ravenna in particolare, memoria alla città, fiato a commercianti e artigiani, salute e benessere ai cittadini, che così avviano la riduzione del PM2,5.

Si intende qui riprendere l’idea pubblicata per piazza Kennedy, da un noto architetto ravennate, per farne una piazza archeologica, visitabile in sotterraneo, con ricopertura trasparente pedonale, sorretta da steli metallici, su cui inserire un commercio dei libri, delle rarità e collezioni, affidata ad ambulanti di qualità. Si riprende l’idea di città attrattiva sul modello Cannes di quest’ultimo decennio, di un percorso di piazze a tema, affiancato da analoga linea di mezzi pubblici leggeri. Da replicare in piazza dei Caduti, con analoga soluzione, ma ricoperta di una cupola vitrea, serra giardino d’inverno, stazione di posta che offra riparo ai passeggeri della futuribile linea di mezzi pubblici, che dall’ospedale va alla stazione, facendo tappa a metà. E così via per altre numerose opportunità.

Trovati con un quintale di pesce pescato con scariche elettriche: due denunciati

Controlli notturni della Forestale nelle valli adiacenti al Parco del Delta. Usavano tre batterie da veicoli e un’asta con un cavo

Con un cavo elettrico collegavano tre batterie a 12 volt da veicolo a un’asta e stordivano i pesci rilasciando scariche elettriche. Era la loro tecnica di pesca nelle valli adiacenti al parco del Delta del Po. A mettere nei guai due romeni sono state le notevoli echimosi notate dagli uomini del corpo forestale dello Stato sul quintale di pesce (Siluri, Carpe, Cefali, Carassi, Lucioperca) che i due trasportavano in un furgone di notte allontanandosi dalla valle. Sono state così immediatamente elevate alcune sanzioni amministrative per violazione delle normative relative all’applicazione dei sistemi o delle procedure inerenti ai requisiti generali in materia di igiene sul trasporto di prodotti alimentari. E una volta avuta la conferma dall’istituto zooprofilattico (le lesioni visibili sul pescato, in particolare le emorragie diffuse, sono da ricondursi a sovrastimolazione da corrente elettrica) le due persone sono state denunciate per violazione delle disposizioni del testo unico delle leggi sulla pesca.

A bordo del furgone il personale della Forestale dei comandi di Ravenna, Bagnacavallo e Casalborsetti ha trovato anche 800 metri di reti da pesca. Il controllo è scattato quando ci si è accorti che il mezzo si stava allontanando dal punto in cui aveva appena attraccato una piccola imbarcazione che aveva attraversato le acque della valle.

Giovanni Naccarato, comandante provinciale del corpo forestale, ha dichiarato: “Le nostre azioni hanno lo scopo di salvaguardare l’ambiente da ogni tipo di abuso. Esprimo, quindi, soddisfazione per il risultato raggiunto anche grazie all’impegno e all’alta professionalità del personale impiegato nei servizi programmati per il rispetto delle leggi e dell’ambiente».

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