sabato
04 Aprile 2026

Ravenna Festival e cultura, nuove idee? Rispondono i candidati a sindaco

Continua la nostra rubrica in vista delle elezioni del 25 e 26 maggio: a tutti la stessa domanda e lo stesso spazio per le risposte. Questa settimana il focus è sulla scena culturale cittadina

RAVENNA 9/06/2024. RAVENNA FESTIVAL. RICCARDO MUTI, SIMONE NICOLETTA. Orchestra Giovanile Luigi Cherubini Riccardo Muti Direttore Simone Nicoletta Clarinetto

Quinta puntata della rubrica che ci accompagnerà durante la campagna elettorale per le Amministrative di Ravenna in programma il 25 e 26 maggio (eventuale ballottaggio 8-9 giugno).

Stiamo cercando di toccare temi trasversali per mettere a confronto le opinini e le proposte dei candidati sindaci in campo a cui abbiamo concesso uno spazio limitato e uguale per tutti.

La prima puntata: cosa può fare il Comune per gli adolescenti?

La seconda puntata: dal rigassificatore alle trivelle, tra energia e fonti fossili

La terza puntata: quali progetti per rilanciare i lidi ravennati?

La quarta puntata: il carovita e l’emergenza abitativa

Per la quinta puntata il tema riguarda la scena culturale della città. Ecco la domanda e, nel resto dell’articolo, le loro risposte (ogni settimana varia l’ordine dei candidati):

Sta per iniziare il Ravenna Festival, arrivato a una prossima svolta nella direzione artistica. Dovrà continuare a essere l’evento culturale principale della città? Che ruolo immagina per questo festival e per le altre realtà culturali? C’è un problema di ricambio nel panorama culturale cittadino?

GIOVANNI MORGESE (Democrazia Cristiana): «Zaccagnini un esempio: la cultura accessibile a tutti»

Giovanni MorgeseIl Ravenna Festival rappresenta un esempio straordinario di impegno culturale che ha radici nella visione politica della Democrazia Cristiana, grazie all’influenza di figure come il senatore Benigno Zaccagnini. Fondato nel 1990 da Cristina Mazzavillani Muti su invito proprio di Zaccagnini, il festival è un simbolo del suo impegno per la cultura e l’arte come strumento di crescita sociale e politica. La Democrazia Cristiana, con la sua capacità di coniugare tradizione e innovazione, ha avuto un ruolo chiave nel dare vita a iniziative culturali come il Ravenna Festival, che oggi è un punto di riferimento internazionale. Il contributo di Zaccagnini va letto in un contesto di grande apertura alla cultura, con l’intento di costruire ponti tra diverse realtà e di rendere l’arte accessibile a tutti. Il Ravenna Festival deve continuare a essere il principale evento culturale della città, rinnovandosi. La sinergia con altre realtà culturali, come il Festival Internazionale dei Burattini, il Coconino Fest e il Festival delle Culture, potrebbe rafforzare il sistema culturale locale. Inoltre, è fondamentale promuovere il ricambio generazionale e una rete di volontariato, coinvolgendo giovani e anziani nella vita culturale cittadina, per garantire l’inclusione sociale e rendere la cultura accessibile a tutti.

ALVARO ANCISI (lista Lega-LpRa-Pdf): «Porterermo trasparenza e rivedremo le convenzioni»

Alvaro AncisiAlle domande può rispondere solo il Pd. Su Ravenna Festival il consiglio comunale non è informato di nulla da anni, benché il sindaco sia presidente di Ravenna Manifestazioni, che lo amministra. Chi è stipendiato come direttore artistico di Ravenna Festival (altra cosa la statura artistica del festival, merito indiscutibile di Riccardo e Cristina Muti)  va verso i 70 anni. Nasce da qui “la svolta”? E per volontà politica di chi, se non del partitone? Ma il problema è piuttosto quello generale della cultura, di cui è certamente attiva a Ravenna una vasta serie di istituzioni, anche di grande prestigio, che però spesso non dialogano o sono in conflitto, e le cui potenzialità si disperdono dunque largamente, pur essendo tutte più o meno, politicamente, in mano al Comune. Parlo del Mar, delle biblioteche Classense e Oriani, del Museo Classis e della Fondazione Ravenna Antica,  della Fondazione Flaminia (per l’Università), del Museo del Risorgimento, di Ravenna Teatro e, ovviamente, di Ravenna Manifestazioni. I miei progetti sono, da un lato, di riformarne da capo a fondo la governance, portandola a organicità/trasparenza e liberandola da dipendenze politiche, e dall’altro di rivedere le convenzioni con l’associazionismo culturale, allo scopo di includervi le offerte che ne sono degne, rompendo i circoli chiusi che ne privilegiano altre meno meritorie.

ALESSANDRO BARATTONI (Pd-Avs-M5s-Pri-Progetto Ra-Ama Ra): «Mancano spazi, anche per gli artisti emergenti»

BarattoniRavenna, negli anni, ha saputo alimentare un ricco panorama culturale, che ha trovato nella diversità di registri e di linguaggi uno degli elementi vincenti. Allo stesso modo, la presenza e la forza di un festival internazionale, capace di portare il nome di Ravenna nel mondo, continua a rappresentare un’eccellenza fortemente radicata in città. Una realtà che collabora e coinvolge tante e diverse esperienze culturali attive sul territorio. Siamo certi che da questa relazione possano continuare a nascere grandi opportunità. Contemporaneamente, siamo convinti che per rilanciare il virtuoso modello ravennate, garantendone una prospettiva di lungo periodo, occorra immaginare anche nuovi strumenti di sostegno alla cultura che permettano ad altri operatori di potersi strutturare e crescere, così come è avvenuto nel tempo per le generazioni precedenti. Per questo, oltre al tema delle risorse economiche a sostegno, diventa prioritario affrontare il problema della mancanza di spazi. Siamo infatti consapevoli che a Ravenna, come quasi ovunque, una delle grandi difficoltà sia la carenza di luoghi in cui potersi sperimentare e far crescere la propria poetica. Questo sarà un altro degli argomenti su cui ci concentreremo nei prossimi anni, per fare in modo di garantire le stesse possibilità sia ad artisti emergenti, sia a chi è già strutturato.

NICOLA GRANDI (Fdi-Fi-Viva Ra): «Servono dati concreti sulle ricadute economiche»

12È essenziale che il Ravenna Festival rimanga il principale appuntamento culturale cittadino. La cultura non è solo patrimonio immateriale e identitario di una città, ma è anche una leva strategica per la sua economia: genera valore che va oltre il perimetro artistico, creando occupazione, attraendo investimenti, stimolando l’indotto turistico e contribuendo alla qualità della vita urbana. Per valorizzare questo potenziale, è indispensabile analizzare i riflessi reali sull’economia locale, perché senza dati concreti sul ritorno economico della cultura si rischia di sottovalutarne il peso nelle politiche pubbliche e nei piani strategici di sviluppo. Il ruolo di un’amministrazione comunale, specie in campo culturale, non è quello di scegliere in autonomia cosa proporre alla cittadinanza, ma di creare uno spazio di ascolto, confronto e valutazione. Il sindaco ha il dovere di mettere al centro il dialogo con le associazioni culturali, gli enti del territorio, i professionisti del settore e tutte le realtà che da anni contribuiscono con competenza alla vita culturale della città. Solo attraverso un processo di concertazione reale è possibile costruire una proposta culturale solida, condivisa e capace di lasciare un impatto duraturo. Governare la cultura è un atto di cura e di visione, non un esercizio di potere personale.

MARISA IANNUCCI (Ravenna in Comune-Potere al Popolo-Rifondazione Comunista-Pci): «Non c’è solo il grande festival, apriremo a chi oggi è escluso»

Marisa IannucciIl Ravenna Festival è senza dubbio una delle manifestazioni culturali più importanti della città, ma è giunto il momento di riflettere sul suo futuro. Negli ultimi anni, la direzione artistica ha mantenuto un alto livello qualitativo, ma non ha lasciato un segno concreto e duraturo per la città. Manca ancora uno spazio adeguato dedicato alla musica classica, un luogo stabile che possa ospitare eventi e promuovere la formazione musicale durante tutto l’anno. Inoltre, è fondamentale interrogarsi sulla natura delle sponsorizzazioni che sostengono il Festival. La presenza di Eni come sponsor principale solleva questioni etiche, considerando le critiche mosse all’azienda per il suo contributo alle emissioni di gas serra. Infine, è evidente la necessità di un ricambio generazionale nel panorama culturale cittadino. È fondamentale creare opportunità per i giovani artisti e operatori culturali, promuovendo la partecipazione attiva e la diversificazione dell’offerta culturale. Il Comune deve investire non solo nel grande Festival, ma anche nella cultura popolare, nei giovani artisti, nelle periferie, uscendo dalle logiche autoreferenziali e aprendo la cultura a chi oggi è escluso.

VERONICA VERLICCHI (La Pigna): «Il Ravenna Festival un faro. In tanti costretti a emigrare»

Veronica VerlicchiIl Ravenna Festival è un pilastro fondamentale dell’identità culturale ravennate nonché un motore di attrazione turistica.Immaginiamo un Festival sempre più integrato nel tessuto ravennate, con l’obiettivo di intercettare nuove sensibilità artistiche e ampliare l’eco della nostra città. Il festival dovrà continuare a essere il fulcro di grandi eventi, capace di attrarre talenti di fama mondiale. Al contempo dovrà farsi sempre più permeabile alle energie creative del territorio e giocare un ruolo attivo nel dialogo con le nuove generazioni. In quest’ottica, pensiamo a residenze artistiche che possano ospitare giovani creativi, collaborazioni con le scuole e le università, format innovativi che mescolino diverse discipline artistiche e che sfruttino al meglio gli straordinari spazi storici e culturali di Ravenna in modi inediti. L’obiettivo è creare un ecosistema culturale dinamico, dove il Festival sia un faro che valorizza le espressioni artistiche della nostra città. È indubbio che oggi la cultura ravennate sia ingessata da scelte sbagliate e spesso autoreferenziali portate avanti dall’amministrazione Pd, che punta a premiare soggetti a lei affini, a discapito delle tante realtà culturali che spesso sono state costrette a migrare altrove.

Ancisi: «Nel futuro di Ravenna c’è un consumo di suolo pari a 2.400 piazze»

Il candidato sindaco conteggia l’estensione dei Piani urbanistici attuativi (Pua) già firmati che andranno a vanificare il concetto di “consumo zero” introdotto dalla legge urbanistica regionale del 2017

Cantiere Sottopasso 3Nel futuro prossimo del comune di Ravenna c’è la cementificazione di nove milioni di metri quadrati di suolo vergine, un estensione pari a oltre 2.400 volte quella di piazza del Popolo, sede del municipio. È l’allarme lanciato da Alvaro Ancisi, decano dell’opposizione in consiglio comunale e ora candidato sindaco per il centrodestra per la quinta volta (con una coalizione appoggiata da Lega, Pdf e Lista per Ravenna).

Ancisi ricorda che la legge urbanistica della Regione Emilia-Romagna del 2017 ha introdotto il concetto di “consumo zero di suolo” come fondamento dei nuovi Piani urbanistici generali (Pug). «Ma dal documento di Valutazione della sostenibilità ambientale e territoriale (Valsat) del Pug proposto dalla giunta De Pascale si ricava che dal consumo zero del suolo saranno esenti 48 piani urbanistici attuativi (Pua) non avviati o ancora in corso per un totale di 6,2 milioni di metri quadri di espansione urbanistica».

Saranno costruite nuove case per 900mila metri quadrati; fabbricati non residenziali, specialmente supermercati, per altri 300mila mq. «Bisogna però aggiungere anche il 3 percento massimo di consumo del suolo, concesso dalla stessa legge regionale, per 1,98 milioni di metri quadri. Arriveremo così a 8,5 milioni di metri quadri di suolo consumato, uguale a 2.408 piazze».

Al calcolo sfuggono i piani attuativi la cui convenzione è stata stipulata tra l’1 gennaio e il 3 maggio 2024. «Miracolosamente tenuti in vita grazie all’ennesima compiacente modifica della legge regionale consumo zero, i loro dati, certamente significativi, da me ripetutamente chiesti tramite varie procedure e interrogazioni all’amministrazione dal 6 dicembre 2024, con diritto di risposta in tempi brevi, mi sono stati finora negati».

La sintesi di Ancisi è spietata: «Milioni di metri quadri di suolo saranno ulteriormente consumati a Ravenna per anni e anni, esponendo l’intero territorio comunale ai disastri sempre più devastanti e cruenti del maltempo e delle alluvioni».

La difesa del suolo sarà uno dei temi portati avanti nelle ultime settimane di campagna elettorale. La coalizione di Ancisi si è riunita in assemblea ieri, 3 maggio, al Grand Hotel Mattei di Ravenna per mettere a punto le linee organizzative e pubblicitarie della campagna elettorale così avviata, a cui i 64 candidati sono chiamati a concorrere, sulla base del programma 2025-2030 comune alle due liste (Lega-Pdf-Lpr e Ambiente&Animali).

La preside del Polo tecnico-professionale è indagata per omissione di denuncia

Indagine in corso da mesi, ascoltati una ventina di docenti dell’istituto in via Lumagni: secondo l’accusa la dirigente Electra Stamboulis non avrebbe informato le autorità in occasione di reati avvenuti nella scuola

Elettra Stamboulis
Elettra Stamboulis

La preside del Polo tecnico-professionale di Lugo, Electra Stamboulis, è indagata per omissione di denuncia nel suo ruolo di pubblico ufficiale. In occasione di alcuni episodi avvenuti nella scuola tra il 2024 e il 2025, secondo la procura, la dirigente ha preferito la soluzione interna senza informare l’autorità giudiziaria. Stamboulis ha ricevuto l’avviso di conclusione indagine, l’atto che solitamente precede la richiesta di rinvio a giudizio. L’indagata potrà chiedere di essere sentita o presentare una propria memoria difensiva. La notizia è riportata dai due quotidiani locali, Resto del Carlino e Corriere Romagna.

L’indagine fa riferimento a episodi di deturpamenti, imbrattamenti, danneggiamenti di muri, vandalismi, risse tra ragazzi e interruzioni di pubblico servizio legate ad allarmi antincendio fatti squillare di proposto durante le lezioni: reati procedibili d’ufficio e che dunque la preside avrebbe – secondo l’accusa – dovuto denunciare. Solo una minima parte degli episodi sotto indagine erano stati resi noti alla stampa.

Secondo il resoconto dei due quotidiani, l’indagine è aperta da mesi. Il commissariato di Lugo che conduce le indagini ha raccolto una ventina di testimonianze perlopiù di docenti. L’Ufficio scolastico regionale ha già disposto un accertamento ispettivo. Il Comune di Lugo ha aperto un tavolo per trattare la situazione del polo. Un gruppo di genitori ha promosso una raccolta firme per chiedere l’esonero della preside.

In parallelo si muove anche un altro filone di indagine in cui Stamboulis è accusata di diffamazione aggravata e ha ricevuto un avviso di garanzia dopo la querela presentata dal padre di un alunno coinvolto nell’ormai noto episodio di violenza del 22 marzo scorso nel cortile della scuola. Una banale lite tra due studenti per un debito di 5 euro era degenerata in un pestaggio di gruppo contro un 16enne (25 giorni di prognosi). Nei giorni caldi della polemica, in cui lamentò la fuga di notizie alla stampa, la dirigente in un post su Facebook avrebbe reso noti presunti problemi con la giustizia di uno dei ragazzi minorenni coinvolti.

Al Carlino l’indagata, difesa dall’avvocata Paola Converti, ha riferito di avere «la massima fiducia nell’autorità giudiziaria e in questo contesto è opportuno che le mie osservazioni avvengano unicamente nelle sedi istituzionali competenti».

Barattoni e i suoi 192 candidati: «Guardiamo alla Ravenna di figli, figlie e nipoti»

Il segretario provinciale del Pd è candidato sindaco per il centrosinistra con una coalizione di sei liste

3 05 25 Presentazione ListeSono in totale 192 i candidati e le candidate delle sei liste (Ama Ravenna, M5s, Pd, Pri, Progetto Ravenna e Avs) che compongono la coalizione di centrosinistra a sostegno della candidatura a sindaco di Ravenna di Alessandro Barattoni, segretario provinciale del Pd. Stamani, 3 maggio, è avvenuta una presentazione pubblica collettiva in piazza Kennedy. Si vota fra tre settimane (25-26 maggio, eventuale ballottaggio 8-9 giugno).

«Nei prossimi anni Ravenna dovrà affrontare importanti sfide sociali, economiche, infrastrutturali, demografiche e ambientali – ha detto Barattoni –. Ci impegneremo per coinvolgere e unire tutta la città. Per essere in grado di fare questo, era prima fondamentale dimostrare di essere capaci di costruire una coalizione di centrosinistra vocata al civismo, con forze diverse e plurali a garanzia di apertura e di buon governo anche per il futuro.
Una coalizione che non sarà mai autosufficiente, che non si siederà sugli allori, che non guarderà al passato, ma alla Ravenna dei nostri figli, figlie e nipoti».

Progetto Ravenna: «Alleanza Comune-privati per migliorare gli impianti sportivi»

Le proposte dei candidati Guerrieri e Francesconi, ex assessore e ex consigliera: i bandi di gestione devono riconoscere gli interventi effettuati negli anni e va data priorità a chi propone investimenti. «Le strutture diventano luoghi per eventi non solo sportivi»

Sport 2«Solo attraverso una stretta collaborazione fra Comune e privati si potranno promuovere e supportare investimenti finalizzati alla riqualificazione degli impianti sportivi esistenti e promuovere lo sviluppo sociale, culturale ed economico attraverso lo sport». Lo affermano Guido Guerrieri e Chiara Francesconi, candidati alle prossime elezioni amministrative di Ravenna nella lista civica Progetto Ravenna che fa parte della coalizione di centrosinistra. L’architetto Guerrieri è già stato assessore allo Sport dal 2011 al 2016, la docente universitaria Francesconi è consigliera uscente (fu eletta con il Pri e poi passò al misto).

Guido Guerrieri E Chiara FrancesconiI due candidati intervengono sul tema dell’impiantistica sportiva, toccato di recente anche da un editoriale di Ravenna&Dintorni: «Le società sportive necessitano di impianti di qualità, adeguati e sicuri. Investire negli impianti significa non solo garantire la crescita e lo sviluppo dei nostri ragazzi in ambienti salubri e strutturati, ma anche creare le condizioni per l’organizzazione di eventi, non unicamente sportivi, che possono attrarre visitatori e promuovere l’immagine dei quartieri, delle frazioni e della città».

Secondo Guerrieri nei bandi pubblici degli impianti vanno riconosciuti processi di riqualificazione e attività sociale sul territorio. «Crediamo che la futura amministrazione – aggiunge Francesconi – debba avere un ruolo fondamentale non solo per la manutenzione puntuale delle palestre e degli impianti, ma debba prevedere una nuova gestione delle concessioni che tenga in considerazione degli interventi effettuati nel corso degli anni dei concessionari. Tutto ciò in modo da dare priorità a coloro che prevedono investimenti importanti in quanto soggetti che promuovono anche a livello territoriale e di quartiere il ruolo che lo sport ha in termini sociali e di aggregazione per le comunità».

Ma c’è anche necessità di sostenere le realtà organizzative in modo pratico: «L’amministrazione comunale deve costruire formule di supporto alle società sportive, cittadine e delle tante località decentrate del forese. Le associazioni sportive sono un presidio di formazione e aggregazione troppo spesso lasciato nelle mani del solo volontariato. L’amministrazione deve farsi parte attiva, sia nella riqualificazione degli impianti, che negli adempimenti burocratici sempre crescenti e che gravano anche sulle piccole società».

Sono quindi tre i punti sui quali Francesconi e Guerrini intendono porre particolare attenzione nella loro campagna elettorale:

  • promuovere la collaborazione tra le diverse realtà sportive e istituzionali;
  • incentivare gli investimenti privati nel territorio, con particolare attenzione agli impianti sportivi;
  • sviluppare progetti e iniziative che valorizzino il ruolo sociale dello sport e promuovano la crescita dei giovani e la salute dei cittadini.

I candidati grillini si presentano: «Il Movimento è più vivo che mai»

Il senatore Croatti assicura che è stata costruita una lista forte, competente e radicata nel territorio che porta avanti una visione chiara

1000398695Sostenibilità ambientale, giustizia sociale, difesa dei diritti e servizi pubblici di qualità: sono le parole d’ordine della lista del Movimento 5 stelle alle prossime elezioni comunali di Ravenna in programma il 25-26 maggio. La presentazione dei candidati è avvenuta ieri mattina, 2 maggio, allo Chalet dei giardini pubblici di Ravenna.

Alla presenza dei coordinatori regionali, i senatori Marco Croatti e Gabriele Lanzi, del coordinatore provinciale Massimo Bosi e dei candidati, sono state illustrate le priorità programmatiche e il profilo della squadra. «Abbiamo costruito una lista forte, competente e radicata nel territorio – ha dichiarato Croatti – che porta avanti una visione chiara».

«Il Movimento 5 Stelle a Ravenna è più vivo che mai – ha aggiunto Lanzi – e in questa campagna elettorale porterà temi che riguardano la vita quotidiana delle persone, con concretezza e trasparenza». Lanzi ha inoltre voluto ricordare lo storico attivista Fabrizio Martelli, venuto a mancare nel luglio del 2023, sottolineando il suo instancabile impegno per la comunità e per i valori del Movimento.  I grillini si presentano alle elezioni comunali in sostegno della candidatura a sindaco di Alessandro Barattoni con il centrosinistra.

Nel corso dell’incontro sono intervenuti diversi candidati per presentare le loro proposte su temi chiave per la città:

  • Igor Gallonetto, capolista e assessore uscnete, ha evidenziato l’importanza della partecipazione civica e della trasparenza nelle decisioni dell’amministrazione;
  • Giancarlo Schiano ha richiamato il valore dell’impegno civico e la necessità di un’alternativa credibile e coerente;
  • Fausto Gemignani ha denunciato i danni legati agli allevamenti intensivi e chiesto un regolamento comunale per limitare la pubblicità al gioco d’azzardo;
  • Simone Angelici ha parlato delle difficoltà legate al costo della vita e della necessità di una mobilità più equa e sostenibile;
  • Cristina Rosa Tarroni ha sottolineato le criticità della sanità territoriale, chiedendo più servizi di prossimità e attenzione alle liste d’attesa;
  • Maria Cimino ha portato l’attenzione sulla disabilità, invocando un approccio basato sull’inclusione e sul rispetto della dignità;
  • Claudio Toreno ha proposto un rilancio culturale della città, fondato su accessibilità, pluralismo e valorizzazione delle realtà locali;
  • Morgana Zaltron ha posto l’accento sui servizi per l’infanzia, evidenziando la necessità di garantire pari opportunità educative e sostenere le famiglie con strumenti concreti.

La nave Solidaire verso Ravenna: 19esimo sbarco di migranti in due anni e mezzo

Attracco previsto per il 6 maggio alla banchina della Fabbrica Vecchia a Marina di Ravenna. In totale 1.833 naufraghi approdati a Ravenna

SolidaireLa nave Solidaire sta facendo rotta verso il porto di Ravenna dove arriverà nella mattinata del 6 maggio: sarà il 19esimo sbarco di migranti in due anni e mezzo (il primo avvenne il 31 dicembre 2022). Al momento la prefettura non ha ancora reso noti i dettagli di quante persone a bordo di che nazionalità. L’attracco avverrà a Marina di Ravenna alla banchina della Fabbrica Vecchia, in via della foca Monica.

È la prima volta che la nave Solidaire farà attracco nel Candiano. L’ultimo sbarco è avvenuto il 22 aprile: dalla nave Life Support sono scese 82 persone soccorse in mare, portando a 1.833 il totale dei migranti arrivati a terra a Ravenna.

Il giudice respinge la prima richiesta del Comune per abbattere i pini

Non è stata concesso l’annullamento della sospensiva che avrebbe rimesso in moto le demolizioni in viale Romagna. Ora si deve attendere l’udienza del 15 maggio

1000091692Il tribunale amministrativo regionale (Tar) dell’Emilia-Romagna ha respinto la richiesta del Comune di Ravenna di annullare la sospensiva del provvedimento di abbattimento di circa 50 pini in viale Romagna a Lido di Savio. In buona sostanza le motoseghe non potranno ripartire e si dovrà attendere l’udienza del Tar del 15 maggio quando i giudici entreranno nel merito.

La vicenda è ormai nota a chi segue le cronache locali. Il progetto denominato “Parco Marittimo”, per la riqualificazione urbanistica di diversi tratti di lungomare o stradelli retrodunali dei nove lidi ravennati, prevede l’abbattimento degli alberi a Lido di Savio sostenendo che siano pericolanti. È nato un comitato a difesa dei pini cinquantennali che si è mosso con raccolte e firme e incarichi di esperti per la valutazione dell’effettivo rischio di crollo.

Il ricorso presentato da un gruppo di cittadini e supportato dall’associazione Animal Liberation contestano le prove di trazione condotte dall’agronomo Giovanni Morelli per conto del Comune, nelle quali viene assunto un coefficiente di vento corrispondente alla massima esposizione, in campo aperto: «Invece gli alberi sono protetti da una doppia e alta cortina di edifici. Se il coefficiente assunto fosse stato quello dello stato reale dei luoghi, gli alberi sarebbero risultati tutti in classe di sicurezza, e non da abbattere come decretato da Morelli».

Nella richiesta di annullamento della sospensiva, arrivata nel giorno in cui sarebbero dovuti partire gli abbattimenti, il Comune in sostanza ammette che il parametro di vento utilizzato sia quello contestato, appellandosi alla “discrezionalità” tecnica della scelta. Inoltre evidenzia che gli alberi di Lido di Savio siano stati privati della pavimentazione che li circondava, sostenendo che in questo modo non siano più sicuri. «Ma quando è stata tolta la pavimentazione? – si chiedono i cittadini – Poco prima delle prove di trazione. In poche parole, il Comune avrebbe, diciamo così, “danneggiato” gli alberi prima di sottoporli alle prove?».

Una mostra racconta le storie delle famiglie con figli, mariti e fratelli in guerra

Dal 5 maggio alla biblioteca Classense di Ravenna un’iniziativa con i documenti conservati nel Fondo sussidi militari dell’Archivio storico comunale

25 05 03 Domenico Mingolini E Compagni Dal Fronte JugoslavoLe storie delle famiglie ravennati che si trovarono ad affrontare la chiamata alle armi di figli, mariti e fratelli, durante la Seconda guerra mondiale, sono protagoniste di “Famiglie in guerra”, la mostra allestita alla biblioteca Classense di Ravenna in occasione degli 80 anni dalla Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazi-fascista.

La mostra è composta dai documenti conservati nel Fondo dei sussidi militari dell’Archivio storico comunale, è visitabile in sala Farini dal 5 al 25 maggio (lunedì 14-19, da martedì a sabato 9-19, chiuso domenica e festivi) e online su Collezioni Digitali Classensi, e rientra nella ventiquattresima edizione della Settimana della didattica e dell’educazione al patrimonio in archivio, “Quante storie nella Storia 2025”, promossa dalla Regione.

25 05 03 Partigiani Rina Zaccaria E Antonio FarnetiI fascicoli dei sussidi, concessi come unico aiuto economico, raccontano vicende intense, spesso drammatiche, e restituiscono un quadro umano e sociale di quegli anni. Non solo atti amministrativi: questi documenti offrono uno spaccato vivido della vita quotidiana durante il conflitto, l’armistizio e la guerra di Liberazione dall’occupazione nazifascista. Emergono anche le storie di partigiani e partigiane, le cui famiglie ricevettero i sussidi nei mesi conclusivi della guerra, dopo la Liberazione di Ravenna.

25 05 03 Biglietto Di Domenico Mingolini Spedito Dal Fronte A Ricordo Della Foto Fatta Il Giorno Prima Della Dichiarazione Di GuerraParticolarmente toccanti sono i fascicoli che riguardano famiglie con 3, 4, fino a 5 fratelli al fronte, spesso finiti prigionieri in campi alleati o tedeschi, in luoghi lontani come l’Australia, il Sud Africa o il Texas. Alcuni di loro poterono riabbracciare i propri cari solo molti mesi dopo la fine del conflitto.

La mostra, che si articola in quattro sezioni (Lettere dalla prigionia, Fratelli in guerra, Partigiane e partigiani, Il ruolo della Croce Rossa Italiana) è realizzata con il contributo e la collaborazione di: Anpi Ravenna, Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Ravenna e provincia, Croce rossa italiana – Comitato di Ravenna, Anmig Ravenna, associazione Reduci e Combattenti – sezione di Ravenna, Associazione nazionale famiglie caduti e dispersi in guerra – sezione di Ravenna.

Tentato omicidio a coltellate, 35enne arrestato dopo una fuga in auto

L’aggressione ai danni di un 50enne in un edificio abbandonato, il movente probabile un debito di droga

Carabinieri russiUn 35enne peruviano senza fissa dimora è stato arrestato dai carabinieri l’1 maggio a Conselice con l’accusa di tentato omicidio dopo aver accoltellato un uomo a Massa Lombarda in un edificio abbandonato che un tempo ospitava una pizzeria. Il ferito, un italiano di 50 anni, ha riportato gravi lesioni a una mano. L’aggressione potrebbe essere legata a un debito di droga di poche decine di euro. La notizia è riportata dal quotidiano Il Resto del Carlino, nell’edizione del 3 maggio, con un articolo firmato da Andrea Colombari.

Dopo l’aggressione violenta, entrambi gli uomini sono fuggiti. La vittima ha chiesto aiuto al 112, l’aggressore è stato visto in un bar in compagnia di una donna. All’arrivo dei carabinieri – aiutati nelle indagini dalle testimonianze di altri due uomini che erano nell’edificio in compagnia della vittima e si sono allontanati all’arrivo del peruviano – è nato un inseguimento in auto che si è concluso a Conselice.

Il 35enne è in custodia cautelare in carcere in attesa dell’udienza di convalida in programma il 5 maggio. Il 50enne è all’ospedale Bufalini di Cesena e rischia di perdere l’uso di una mano per una grave ferita riportata probabilmente nel tentativo di pararsi da un colpo diretto alla gola.

Muore a 44 anni dopo un’iniezione in un ambulatorio privato, la procura indaga

Verrà svolta l’autopsia per accertare eventuali collegamenti tra il trattamento ricevuto e il decesso

Medici ObiettoriUna donna di 44 anni di origini sudamericane ma residente a Ravenna è morta nella notte tra il 29 e 30 aprile in una clinica privata convenzionata nella Bassa Romagna a distanza di poche ore da una iniezione cervicale ricevuta in un ambulatorio di Ravenna. La procura ha aperto un fascicolo di indagine per omicidio colposo, al momento contro ignoti, per accertare se il trattamento medico ricevuto possa essere causa del decesso. La salma è ferma in obitorio a Lugo in attesa che la magistratura affidi l’incarico per l’autopsia. La notizia è riportata dal quotidiano Il Resto del Carlino in edicola oggi, 3 maggio.

Il consorzio Cila Ciicai si espande: acquisita un’azienda imolese

Il personale della ditta continuerà a lavorare per la realtà ravennate-faentina

Fratelli Ballanti

Ancora una nuova espansione per Cila Ciicai, questa volta nella zona di Imola. Il consorzio di Ravenna, tra i leader del settore della termoidraulica, costituito nel 2023 dalla fusione del Ciicai di Ravenna e della Cila di Faenza, ha acquisito la Fratelli Ballanti di Imola.

Dopo aver portato al suo interno a fine 2024 la Nuova Termosanitari, con base a Modena e sede operativa a Sassuolo (entrambe dotate di showroom), a partire da ieri, 1 maggio, è stato portato all’interno del consorzio anche il ramo d’azienda della ditta imolese Fratelli Ballanti srl. La storica ditta di via Ugo La Malfa 1, che vanta una storia di oltre 90 anni di esperienza, comprende al suo interno una ferramenta, un magazzino di materiale idraulico e uno showroom di arredo bagno. L’attività proseguirà quindi con il nome di Cila Ciicai e tutto il personale della Fratelli Ballanti continuerà a lavorare nella nuova realtà.

«Si tratta di un ampliamento importante per diverse ragioni – sottolineano il presidente di Cila Ciicai Marco Rontini e il direttore generale Claudio Bassi  -. Oltre alla logica di una ulteriore espansione territoriale per il consorzio, infatti, la nuova sede di Imola verrà utilizzata anche come punto di collegamento con le altre sedi che abbiamo sul territorio. Inoltre, il ramo d’azienda della ditta Fratelli Ballanti rappresentato dalla ferramenta ci consente di iniziare a diversificare la nostra offerta su un territorio certamente interessante».

Per quanto riguarda le sedi Cila Ciicai già presenti sul territorio imolese, l’attività dell’attuale magazzino di Via Togliatti 12 verrà trasferita nella nuova sede, mentre lo showroom situato in centro a Imola rimarrà operativo.

Riviste Reclam

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