giovedì
09 Aprile 2026

I pini di Lido di Savio sono (per ora) salvi. Fino alla sentenza del Tar

Gli operai bloccati dagli ambientalisti. Poi la notizia della sospensiva

Pini Lido di Savio

Il presidente del Tar ha accolto la richiesta di sospensiva d’urgenza dell’ordinanza di abbattimento dei pini di viale Romagna, a Lido di Savio, al centro di una battaglia ambientalista che va avanti da mesi. La notizia arriva nel giorno (22 aprile) in cui era previsto l’abbattimento di sei alberi.

All’arrivo degli operai, poco dopo le 7, a Lido di Savio erano però già presenti cittadini e ambientalisti che li hanno di fatto bloccati, ricordando loro in modo pacifico che c’è un ricorso al Tar contro l’abbattimento, con udienza già fissata al 15 maggio. Per questo motivo, il gruppo di cittadini e ambientalisti ha chiesto nei giorni scorsi una sospensiva, approvata dal tribunale amministrativo.

L’abbattimento dei pini – secondo il Comune necessario per una presunta insicurezza degli alberi – è previsto nell’ambito della realizzazione dei lavori di riqualificazione del Parco Marittimo.

Cittadini e ambientalisti che in questi giorni hanno continuato a manifestare citano in particolare una relazione dell’agronomo di fama Daniele Zanzi, che metterebbe in dubbio le prove di trazione effettuate dal Comune.

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Sul posto nel corso della mattinata del 22 aprile anche le forze dell’ordine, per mediare tra le parti.

A schierarsi contro l’abbattimento degli alberi nei giorni scorsi anche i cinque candidati a sindaco che si presentano contro quello di centrosinistra Alessandro Barattoni, ossia Alvaro Ancisi, Nicola Grandi, Marisa Iannucci, Giovanni Morgese e Veronica Verlicchi.

Papa Francesco «missionario e riformatore». Il ricordo del vescovo Ghizzoni

Nel 2020 una delegazione ravennate fu accolta dal Pontefice in occasione delle celebrazioni dantesche

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Il vescovo Ghizzoni con Papa Francesco nel 2020 nell’ambito delle celebrazioni dantesche

«È stato un Papa che ha dato un impulso importante per costruire una Chiesa missionaria. Un pastore missionario e riformatore della vita della Chiesa di cui si sentiva tanto il bisogno». Lo ha dichiarato il vescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni, parlando con il settimanale diocesano Risveglio Duemila, che ha pubblicato le sue parole sul proprio sito internet.

Ghizzoni ricorda in particolare l’ultima volta che ha parlato di persona con il Papa, in occasione della visita ad limina del febbraio dell’anno scorso, assieme ai vescovi dell’Emilia-Romagna. «Abbiamo parlato con lui di tutto, ha dato consigli e suggerimenti – spiega Ghizzoni a Risveglio Duemila -. Era vicino alle problemi pastorali delle chiese locali. Aveva una gran memoria, per i volti delle persone e dei vescovi. Io gli ho parlato del tema degli abusi e della rete che con il Servizio Tutela minori abbiamo fatto crescere in Italia, coinvolgendo laici e donne. E lui in quell’occasione disse che è importante coinvolgere le donne in questa realtà».

Ghizzoni era con l’allora sindaco De Pascale e il prefetto Caterino nella delegazione ravennate accolta da Papa Francesco nell’ottobre del 2020 nell’ambito delle celebrazioni dantesche. Bergoglio benedì la croce donata nel 1965 da Paolo VI, in procinto di essere riapposta nella tomba di Dante. Il Pontefice si soffermò sul valore universale del patrimonio artistico di Ravenna e sul riconoscimento dell’opera di Dante da parte della Chiesa. Al Papa fu donata dal sindaco de Pascale la copia originale del progetto della Tomba di Dante.

Papa Francesco e la consegna del sale, Cervia: «Ancora più forte la sofferenza»

Il Comune rivierasco ricorda il legame instaurato da tempo con la Santa Sede

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Papa Francesco con il sale di Cervia

Anche il Comune di Cervia partecipa al cordoglio mondiale per la scomparsa di Papa Francesco, ricordando come da tempo Cervia abbia «instaurato con la Santa Sede un legame particolare con la consegna del Sale al Papa e questo ci fa sentire ancora più forte la sofferenza e la perdita».

«Un uomo di condivisione e unione – continua la nota del Comune di Cervia, che fino alla fine ha portato il suo messaggio evangelico di fede e speranza  con un impegno esemplare e uno sguardo amorevole rivolto ai deboli, agli afflitti, ai tormentati. Papa Francesco è stato e continuerà ad essere un faro di umanità e di pace a cui il Mondo guarderà per non perdere la strada verso un futuro più luminoso».

Morte Papa Francesco, De Pascale: «Ha saputo parlare al mondo intero»

Il cordoglio della Regione per la scomparsa del Santo Padre

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«Con grande dolore apprendiamo la notizia della scomparsa di Papa Francesco. Una figura che ha saputo parlare al mondo intero, non solo alla comunità cattolica, con parole e gesti di disarmante semplicità e immenso significato».

Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, alla notizia della morte oggi del Santo Padre.

«Una guida e una voce forte sui grandi temi dell’umanità: la giustizia sociale, la lotta alle disuguaglianze, l’accoglienza, il rispetto per il pianeta, la pace – prosegue de Pascale -. Resterà viva in me la memoria della visita apostolica in Emilia-Romagna e delle udienze papali concesse nel 2019 all’Unione province d’Italia e nel 2020 alla delegazione di Ravenna, in occasione del settecentenario della morte di Dante Alighieri. Quest’ultima in particolare fu un momento intenso, in cui Papa Francesco volle sottolineare il valore universale dell’opera dantesca. L’annuncio in quella sede della futura lettera apostolica su Dante, poi pubblicata nel 2021, fu il segno concreto di un’attenzione profonda alla cultura come ponte tra popoli, tempi, luoghi e fedi diverse».

«Nel documento Candor lucis aeternae, Papa Francesco scrisse: ‘La vita è un cammino, spesso oscuro e faticoso, ma orientato alla speranza’ ricorda il presidente- Una frase che racchiude l’essenza di un’esistenza vissuta con senso, impegno e fiducia nel futuro; parole che oggi parlano a tutti noi, indipendentemente dalla fede, e che ci portano a ricordarlo con immenso rispetto e gratitudine».

«Alla comunità cattolica e a tutte le persone che in Papa Francesco hanno trovato un riferimento e una voce del cambiamento- conclude de Pascale-, va il mio pensiero affettuoso unito al profondo cordoglio a nome di tutta la Giunta regionale e dell’intera comunità dell’Emilia-Romagna».

Una collettiva di grandi artisti romagnoli del Novecento racconta «Rovine e libertà»

A Lugo un racconto dal mese di aprile del 1945: “Il Senio, la battaglia e i paesi feriti”

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Carlo Visani, il Pavaglione bombardato

Martedì 22 aprile alle 18.30 inaugura alle Pescherie della Rocca di Lugo la mostra collettiva Rovine e libertà. Senio, 10 aprile 1945. Il fiume, la battaglia e i paesi feriti negli occhi degli artisti della Romagna bassa, che fino al 18 maggio esporrà opere di Luigi Varoli, Aristodemo Liverani, Fioravante Gordini, Gino Croari, Anto Ricci, Anacleto Margotti, Carlo Visani, Paolo Guerra, Alfredo Giovannini, Francesco Verlicchi, Angelo Biancini e Giulio Ruffini.

La mostra, ideata da Massimiliano Fabbri con la collaborazione del museo Varoli di Cotignola, il San Rocco di Fusignano, il museo della Battaglia del Senio di Alfonsine, il Civico di Castel Bolognese, la biblioteca Trisi, Lugo Land, la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e la Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna, si apre con un ritratto di Benito Mussolini fatto da Luigi Varoli nel 1933. Si tratta di una tela mai esposta prima, proveniente dai depositi del museo di Cotignola, che fa da contraltare all’opera che chiude l’esposizione, ossia il bozzetto del monumento alla Resistenza di Alfonsine realizzato da Angelo Biancini negli anni ’70, proveniente dal museo Civico di Castel Bolognese.

Dall’ombra alla luce, dalla notte all’alba: i poli rappresentati da queste due immagini tracciano una linea del tempo. E dello spazio. Una linea metaforica, storica ma anche geografica, perché coincidente con il tratto pianeggiante del Senio, che da Castel Bolognese scende ad Alfonsine, passando per Cotignola: lo scenario della battaglia. Il confine. Il torrente che separa i due eserciti nella Romagna bassa.

Il cuore della mostra è una sequenza di quattro grandi pannelli, per Cotignola, Lugo, Fusignano e Alfonsine. In queste sezioni, alle fotografie storiche che mostrano paesaggi lunari fatti di macerie, si affiancano le opere degli artisti che hanno ritratto questi squarci e le ferite delle città: dai cotignolesi Luigi Varoli, Aristodemo Liverani e Fioravante Gordini, ai lughesi Anto Ricci, Gino Croari e Anacleto Margotti, fino a Francesco Verlicchi, che realizza la sua commovente serie di acquerelli sui bombardamenti a Fusignano nel 1945, quasi come un giornalista.

Per Lugo, agli artisti visivi, si aggiungono gli scatti provenienti da tre importanti archivi fotografici: quelli di Carlo Visani, Paolo Guerra e Alfredo Giovannini, su cui ha lavorato in fase di editing il fotografo lughese Luca Nostri.

Chiudono la mostra due ulteriori pannelli dedicati a Giulio Ruffini, tra i migliori e più prolifici allievi del cenacolo di Varoli. Ruffini che alla guerra ha dedicato, a partire dagli anni novanta fino al primi anni del duemila, un’ampia serie di opere e cicli tra dipinti, disegni, collage e incisioni. Tra resti, rovine e frammenti, una denuncia sociale incisiva del potere che ha portato un popolo intero dentro la tragedia, e che assume qui le sembianze deformate e grottesche della caricatura. Queste opere provengono dalla casa-studio dell’artista a Mezzano.

Una mostra “a chilometro zero” che congiunge opere, artisti, comunità, musei e paesi. Intorno a un fiume, a una grande battaglia e a una rinascita.

L’esposizione, a ingresso gratuito, sarà visitabile fino al 18 maggio, il giovedì e venerdì dalle 15.30 alle 18.30; il sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30. 

Per informazioni: museobaracca@comune.lugo.ra.it, 0545 299105

Tra narrazione e spettacolo, torna la camminata del 25 aprile lungo il Senio

Tra gli ospiti musicali anche Daniele Sepe. Tre punti di partenza diversi. Pranzo al parco di Masiera (da prenotare)

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La grande camminata sugli argini del Senio “Nel Senio della memoria” torna venerdì 25 aprile: quest’anno, per celebrare l’80esimo anniversario della liberazione dal nazifascismo, per la prima volta partecipano alla camminata tutti e nove i Comuni della Bassa Romagna.

Il programma vede in scena anche quest’anno diversi protagonisti che come ormai da tradizione animeranno le tappe della camminata (otto in tutto, nei luoghi che hanno segnato la storia del fronte sul Senio in Bassa Romagna) tra narrazione, musica, spettacolo e cultura della memoria.

Saranno tre le partenze a scelta.

Da Cotignola ritrovo alle 9 nella piazzetta Gino Zoli, concerto di iosonomoka, “bracciante musicale” di Castellarano.

Da Alfonsine sempre alle 9 ritrovo davanti al museo della Battaglia del Senio con storie di partigiani, di preti e di memoria che va con Eugenio Sideri ed Enrico Caravita; visita alla mostra “Ingredienti per un quadro: Giulio Ruffini e la metafisica della dittatura”.

Per chi vuole pedalare, alle 10.30 ritrovo a Masiera (incrocio di via Confini a nord con via Sottofiume), accompagnati dall’associazione culturale Wartime Friends.

Alle 10 circa il gruppo partito da Cotignola raggiungerà il cippo dei Martiri del Senio, sul ponte della San Vitale a Lugo. L’Anpi di Lugo ricorda il partigiano Plac, Pietro Valentinotti, scomparso a 99 anni il 15 gennaio 2025. Seguirà il concerto con Daniele Di Bonaventura e il suo bandoneon, con Benedetta Tonnarelli che legge una lettera al babbo Sergio, venuto a mancare recentemente e che per tanti anni ha partecipato alla realizzazione della camminata.

Proseguendo, lungo l’argine di San Potito, ritorna il racconto in immagini del fronte, con la mostra di manufatti di riuso da oggetti bellici “Dal fronte al focolare” al centro civico, a cura dell’associazione Amici di San Potito.

Lungo l’argine inoltre le staffette partigiane della compagnia Magazzino Fs, installazioni di Luigi Berardi, megafoni di pace che sussurrano poesie di Claudio Ballestracci e le casette per le lettere di Lino Benini.

Alle 12 i gruppi si ricongiungeranno a Borgo Pignatta, presso il cippo che ricorda le vittime della strage del 23 dicembre 1944 per l’orazione “Lettere dal fiume ribelle”, di e con Elena Bucci accompagnata da Marco Zanotti.

Dalle 13 ci si sposterà al vicino parco di Masiera per il pranzo conviviale, accompagnato dalla musica dei gruppi della scuola “Arcangelo Corelli” di Fusignano. Tre opzioni per mangiare: menù completo a 20 euro (primo, secondo, contorno e dolce); menù ridotto a 12 euro (primo e contorno); menù vegetariano a 20 euro (primo, secondo, contorno e dolce); bevande sempre incluse, gratis bambini fino a 6 anni. Prenotazione pranzo obbligatoria entro il 23 aprile solo su Eventbrite (www.eventbrite.it/e/biglietti-nel-senio-della-memoria-il-pranzo-a-masiera-2025-1277673007359). Per maggiori informazioni scrivere a bagnacavalloanpi@gmail.com. Il ritiro per le prenotazioni dell’asporto è previsto esclusivamente dalle 11.30 alle 12.

Al parco anche le bancarelle solidali di Anpi, Emergency, Aido, associazione Italia Cuba, Demetra, Libera, Ruota libera, associazione Un mosaico di idee.

Dopo pranzo il gruppo si rimetterà in cammino per raggiungere alle 15.15 il punto in cui le truppe alleate attraversarono il Senio, presso Fusignano, per il concerto contro le dittature con Paola Sabbatani, Daniele Santimone, Maurizio Piancastelli, Roberto Bartoli, Tiziano Negrello.

Alle 17 arrivo a Rossetta nel giardino del centro civico ci sarà il concerto «Capitoni Resistenti» con Daniele Sepe, Sabba, Alessandro Morlando, Paolo Zamuner.

Alle 18 merenda al parco offerta dalla popolazione di Rossetta e dall’associazione Amici di San Potito.

Al termine, i partecipanti saranno riportati in corriera nel luogo di partenza; fermate ad Alfonsine, Bagnacavallo, Cotignola, Fusignano, Lugo. Il servizio navetta è gratuito.

In caso di pioggia la camminata viene posticipata al primo maggio.

È inoltre organizzata una festa nel parco di Masiera che si terrà da giovedì 1 a domenica 4 maggio, con appuntamenti e gastronomia tutte le sere; venerdì 3 maggio alle 16.30 il concerto di Giancane.

Per ulteriori informazioni, rivolgersi al numero 389 0003321 (solo messaggi Whatsapp), mail info@primolacotignola.it, oppure consultare il sito internet www.primolacotignola.it o la pagina Facebook “Nel Senio della memoria”.

Gli abitanti in provincia di Ravenna superano quota 387mila

I dati a fine 2023 del censimento permanente. L’età media è 47,9 anni

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In provincia crescono gli abitanti ma crolla la natalità: questi i dati che emergono dal censimento permanente della popolazione condotto dall’Istat in Emilia-Romagna, che evidenzia per Ravenna un’importante contrazione delle nascite contrastata da una maggiore longevità e dall’aumento dei flussi migratori.

Al 31 dicembre del 2023 la provincia contava 387.229 abitanti, divisi tra 197.384 donne e 189.845 uomini, con un aumento totale dell0 0,2 percento rispetto ai dati del 2022. Quasi metà della popolazione vive nel comune capoluogo, secondo per estensione su livello nazionale (il dato più aggiornato è di oltre 156mila abitanti).

Durante il 2023, il saldo naturale (la differenza tra morti e nascite) in provincia ha avuto una flessione di -2.530, confermando la tendenza negativa (registrata anche a livello regionale e nazionale) dove il numero dei decessi supera quello delle nascite (il tasso di natalità nel ravennate è sceso in un anno dal 6 per mille al 5.9). Al tempo stesso aumenta la longevità, con un tasso di mortalità che scende dal 13,4 per mille del 2022 al 12,4 dell’anno successivo. La nuova età media, in provincia, è di 47,9 anni, leggermente più alta rispetto al dato del 2022 ( 47,8 anni).

Crescono anche i flussi migratori: il saldo migratorio interno è di +1.180 mentre quello estero di +2.184. La popolazione straniera in provincia conta 47.349 utenti (il 12,2 percento del totale dei residenti) e sono 2.419 le acquisizioni di cittadinanza italiana registrate nel 2023. Le famiglie che contano almeno uno straniero al loro interno sono 23.146, mentre quelle completamente formate da stranieri 16.072 (con una variazione totale del +4,6 percento rispetto al 2011).

In generale, i dati della provincia seguono le stesse tendenze di quelli regionali: In Emilia-Romagna, nel 2023, la popolazione ha raggiunto un totale di 4.451.938 unità (pari al 7,5 percento della popolazione italiana). Quasi un quarto risiede nella provincia di Bologna (22,9%), l’unica che supera il milione di abitanti. Seguono la provincia di Modena, con più di 700mila residenti e le altre province emiliane. A chiudere invece le tre province della Romagna (Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini) dove risiede in totale il 32,7 percento della popolazione. Tra i tre comuni non capoluogo che spiccano per numerosità della popolazione in tutta la regione si nota quello di Faenza, che con i suoi 58.843 abitanti si posiziona terzo dopo Carpi e Imola.

C’era una volta il turismo a Marina di Ravenna: il grido di dolore degli hotel

L’appello al Comune dei titolari di quattro strutture ricettive a conduzione famigliare

Maddalena

Tra i temi da sempre discussi e mai risolti del turismo a Marina di Ravenna c’è sicuramente quello della sua capacità ricettiva. Negli anni hanno chiuso alberghi storici, sono tramontati progetti faraonici (vedi ex Xenos) e il tema resta oggetto di speculazione politica. Per questo motivo abbiamo parlato con quattro titolari di alberghi a conduzione familiare, i quali ci hanno fornito uno spaccato delle dinamiche attuali, criticità e prospettive.

Tramontata l’epoca delle lunghe villeggiature in famiglia e del modello “Ibiza” dedicato alla vita notturna, il lido è ormai da tempo in una fase di stallo con un futuro ancora da delineare. Tanto che gli albergatori faticano a parlare di turismo balneare e preferiscono il termine pendolarismo, spesso legato al fine settimana. Consuelo Rossini, titolare da 30 anni dell’hotel Oasis di via Bernardini (zona Marinara) sottolinea questa trasformazione: «All’inizio Marina di Ravenna era un lido dove venivano le famiglie, facendo ferie anche di una ventina di giorni. Poi è andata sempre più calando ed ora le prenotazioni sono prettamente nel weekend».

È d’accordo anche Laura Sillato, titolare del vicino hotel Alba (viale Nazioni) dal 2016, che cerca di dare una spiegazione al calo di giornate prenotate: «Quello che noi abbiamo visto l’anno scorso è stato proprio eclatante: abbiamo avuto molte domande per una singola notte, il sabato. Non so se sia dovuto a una minore capacità di spesa degli italiani, che sono il nostro pubblico principale, o se si tratta di un minor appeal della località». Questa tendenza, secondo Rossini, è anche frutto di un incremento di potere degli stabilimenti balneari, i quali nel corso degli anni hanno offerto sempre più un servizio di ristorazione e vita notturna, erodendo così il centro di Marina. «Il mondo della notte una volta era dedicato alle discoteche e ciò invogliava le persone a tornare in albergo dopo la giornata in spiaggia, cambiarsi e uscire in un secondo momento. La mancanza di questi passaggi frequenti ha limitato non solo noi ma anche le attività commerciali del centro, che stanno diminuendo».

Un punto di vista diverso (considerata anche la posizione a ridosso della spiaggia) è quello di Marco Savini dell’Hotel Riviera, in zona Rivaverde, gestito dalla famiglia dal 1973. Il titolare punta il dito sulle limitazioni di orari e musica nei bagni da parte dell’Amministrazione: «La battaglia che portò avanti Matteucci ci diede un’ulteriore mazzata riducendo il turismo legato al divertimento. Chiudere i bagni di sera non è la giusta soluzione per risolvere il problema della sicurezza. Ormai è tardi, la maggior parte dei giovani ha cambiato le mete delle proprie vacanze e non si torna più indietro».

Daniele Tiano, con un’esperienza decennale nel settore e titolare dell’Albergo Maddalena (sempre sul lungomare di viale delle Nazioni) da circa un anno, considera gli eventi come una soluzione interessante alla mancanza di turismo durante la settimana: «L’Amministrazione dovrebbe puntare a creare eventi musicali e attrazioni di spessore durante la settimana con una sorta di festival di 3-4 giorni. Sono contento che quest’anno la Notte Rosa si sia anticipata a giugno perché nel primo o secondo fine settimana di luglio si lavora ugualmente».

Altra annosa questione è l’alloggio di sempre più persone in appartamenti affittati, dicono tanti albergatori, senza regolamentazioni adeguate. «Noi a differenza di bed and breakfast o appartamenti – sottolinea la titolare dell’Oasis – dobbiamo sottostare a regole ferree e disporre di licenze assurde che portano impegno e investimenti. Capisco che chi compra un appartamento deve avere la possibilità di affittarlo come meglio crede, però dall’altra parte bisogna iniziare a equiparare le due strutture perché altrimenti le attività alberghiere piccole come le nostre diventano veramente insostenibili».

A remare contro, raccontano, anche la lentezza nel rilascio delle autorizzazioni e le risposte negative a progetti di miglioramento. «Abbiamo investito tanto, investiremo ancora e continuiamo a investire – dice Savini -. Tuttavia, questa spinta propulsiva si scontra spesso con una burocrazia farraginosa e una mancanza di supporto concreto. Non chiediamo soldi, chiediamo permessi». Tra quelli auspicati da Rossini dell’Oasis, per esempio, c’è l’eliminazione del vincolo alberghiero per poter progettare nuovi tipi di alloggi: «Siamo arrivati al punto che alberghi come i nostri non hanno quasi più senso di esistere perché sono limitati a essere gestiti da una famiglia dato che una grande impresa non viene a prendere un albergo di 20 camere».

«Mi auguro che il prossimo sindaco ci dia più ascolto perché le scelte fatte in questi anni mi lasciano allibito – prosegue Savini del Riviera -. Il senso unico sul lungomare mi sembra una follia perché si incentiva a fare uscire il turista invece che farlo entrare. Per non parlare della raccolta differenziata e della tassa di soggiorno. Durante una riunione con Federalberghi ci era stato promesso che sarebbe stata reinvestita nel turismo, ma non ho visto miglioramenti».

Trasporti e pulizia delle strade sono temi sollevati anche da Tiano del Maddalena: «Nei festivi e nel fine settimana gli autobus dovrebbero circolare come durante la settimana. Sì, c’è il bus navetta, però secondo me si potrebbero incrementare i trasporti da Ravenna al mare. Poi sicuramente un po’ di attenzione in più alle rotonde e alle strade che da Ravenna portano al mare perché talvolta sono veramente inguardabili sia per le buche che per le erbacce. Per il turista è importante vedere il luogo dove alloggia in ordine».

Sulla stessa falsariga dei colleghi albergatori è Laura Sillato dell’Hotel Alba, che vede anche i privati come corresponsabili della perdita di appeal di Marina di Ravenna: «Oltre a un problema di decoro urbano non adatto a una località turistica, sono assenti anche le infrastrutture. Non esiste una piazza del centro all’altezza e da anni si parla di una riqualificazione dell’ex mercato del pesce ma non si muove nulla. Non mi sento però di addossare le colpe solo all’Amministrazione: a Marinara i privati propongono affitti esagerati costringendo le attività a chiudere, il Park Hotel non riapre e l’area dell’ex discoteca Xenos è una vera e propria ferita aperta nel cuore di Marina».

E così, forse un po’ paradossalmente, oggi gli alberghi di Marina restano aperti per la maggior parte anche in inverno perché lavorano sempre di più con il settore industriale, facendo pacchetti di accoglienza dedicati alle aziende del porto, del settore petrolifero ed energetico, vera e propria ancora di salvezza per gli imprenditori dell’accoglienza.

Quali progetti per rilanciare i lidi ravennati? Rispondono i sei candidati a sindaco

Dal nuovo lungocanale di Marina all’albergo nautico, dall’assessore al Mare d’inverno: ecco le ricette degli aspiranti Primi cittadini

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Terza puntata della rubrica che ci accompagnerà durante la campagna elettorale per le amministrative di Ravenna in programma il 25 e 26 maggio (eventuale ballottaggio dopo due settimane) e che segneranno in ogni caso l’inizio di una nuova fase per la città, dopo il doppio mandato di Michele de Pascale.

Stiamo cercando di toccare temi trasversali per mettere a confronto le opinioni e le proposte dei sei candidati sindaci in campo a cui abbiamo concesso uno spazio limitato e uguale per tutti.

La prima puntata: cosa può fare il Comune per gli adolescenti?

La seconda puntata: dal rigassificatore alle trivelle, tra energia e fonti fossili.

In questa settimana, in concomitanza con l’avvio anticipato della stagione balneare, abbiamo toccato il tema dei lidi ravennati. Ecco la domanda e, nel resto dell’articolo, le loro risposte (ogni settimana varia l’ordine dei candidati).

«Quale lido è stato più trascurato? Quale, tra cinque anni, sarà cambiato di più, se fosse eletto/a, e in che modo? Avete qualche progetto concreto da proporre?»

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MARISA IANNUCCI (Ravenna in Comune-Potere al Popolo-Rifondazione Comunista-Pci): «Più attenzione per Marina Romea e Lido Adriano»

Iannucci

«I lidi ravennati necessitano tutti di maggiore attenzione, in particolar modo Marina Romea e Lido Adriano. La prima soffre di strade dissestate, marciapiedi pericolosi, ritardi nei cantieri e parcheggi insufficienti, evidenziando una mancanza di visione integrata. Lido Adriano presenta criticità legate alla manutenzione urbana e all’accessibilità e necessita di più attente politiche di coesione sociale. Mi impegno a trasformare queste località attraverso un piano di rigenerazione urbana che includa interventi pubblici coordinati per migliorare l’infrastruttura e la sicurezza stradale; manutenzioni ordinarie costanti per garantire decoro e funzionalità; parcheggi scambiatori e navette ecologiche per ridurre il traffico; potenziamento della mobilità dolce, con percorsi ciclabili e pedonali sicuri. Servono inoltre servizi sanitari stagionali e nuovi spazi di aggregazione comunitaria, sostegno maggiore al Cisim e la riqualificazione di Piazza Vivaldi a Lido Adriano. Inoltre, promuoveremo la creazione di spiagge libere curate e fornite di servizi essenziali e l’implementazione di progetti di comunità energetiche, per rendere i lidi luoghi sostenibili e inclusivi, vissuti tutto l’anno. Interventi da realizzarei con il coinvolgimento attivo dei cittadini».

VERONICA VERLICCHI (La Pigna): «Nella mia giunta ci sarà un assessore ai Lidi»

Veronica Verlicchi La Pigna

«L’indifferenza che le due giunte De Pascale hanno mostrato nei confronti del territorio Ravennate ha fatto sì che tutti e nove i nostri lidi si presentino oggi in una condizione di grave mancanza di manutenzione. A questa si aggiunga l’assenza inaccettabile di un piano di promozione. Sulla questione delle attuali carenze ci sarebbe davvero molto da scrivere, tuttavia, volendo concentrarsi sull’aspetto propositivo, da sindaco di Ravenna è mia intenzione puntare su una strategia quinquennale di rilancio pensata sulla base delle peculiarità dei singoli lidi. Contestualmente verrà stanziato un fondo annuale per la manutenzione costante di strade, marciapiedi, piste ciclabili e verde pubblico. Attraverso sgravi ed incentivi, si andrà a favorire lo sviluppo delle attività economiche, senza dimenticare la necessità di rivedere il servizio di trasporto pubblico (compreso il traghetto) e dell’alta velocità.  Per gestire al meglio i progetti, nella mia giunta ci sarà un assessore con delega ai Lidi, il quale avrà il compito di coordinare i vari servizi comunali per garantire la realizzazione degli interventi in ordine di priorità per ogni lido, attingendo da  risorse economiche certe ed adeguate, stanziate dal bilancio comunale».

GIOVANNI MORGESE (Democrazia Cristiana): «Il progetto Dante Verde Azzurro a misura di ogni lido»

Giovanni Morgese

«I lidi ravennati, da Lido di Dante a Lido di Savio, passando per Marina di Ravenna, hanno un enorme potenziale inespresso. Le infrastrutture sono obsolete e le problematiche ambientali e di degrado sono sempre più evidenti. Se eletto, il progetto “Dante Verde Azzurro” sarà realizzato con cittadini e associazioni locali per restituire dignità alla nostra costa. A Marina di Ravenna, cuore della vela e del diporto, esalteremo il Centro Velico e le associazioni di diporto, promuovendo la nautica sostenibile e offrendo spazi per sport acquatici e formazione. A Lido di Dante, riqualificheremo le strade, creeremo un’area ecologica per sport nautici e avvieremo il recupero dei fondali con le associazioni subacquee. A Lido di Classe, proteggeremo la pineta e svilupperemo percorsi ecoturistici. A Lido di Savio, lavoreremo con le associazioni ambientaliste e le scuole per sensibilizzare sulla biodiversità marina. A Lido Adriano, riqualificheremo la spiaggia e promuoveremo il turismo sostenibile. La nostra costa diventerà un modello di bellezza, sostenibilità e partecipazione attiva».

ALVARO ANCISI (lista Lega-LpRa-Pdf): «Un parco a Lido Adriano. E faremo il Mare d’inverno»

Alvaro Ancisi

«I lidi più trascurati sono tutti. Dimostrazioni e proposte occupano 20 pagine fitte del mio programma, che chiunque leggerà a breve su ancisisindaco.it o potrà chiederci. Più in generale, vogliamo realizzare un programma di sviluppo equilibrato di tutte le località, coniugando le esigenze dell’economia turistica con la sicurezza e la salute di abitanti e turisti. Produrremo quindi un piano degli eventi e delle iniziative che valorizzino l’intero territorio costiero, riprendendo anche il mai realizzato progetto del “Mare d’inverno”; promuoveremo la conoscenza dei luoghi storici, monumenti, musei e collezioni e dei patrimoni ambientali diffusi ovunque; potenzieremo la rete dei trasporti pubblici e realizzeremo un percorso ciclo-turistico ininterrotto da Casal Borsetti a Lido di Savio; riqualificheremo le piallasse Baiona e Piomboni, debellandone malaffare e abusi; creeremo un grande parco verde alle spalle di Lido Adriano, per ricollegare le pinete di San Vitale e di Classe, ricostituendo un cordone pinetato che da Marina di Ravenna a Lido di Dante si riconnetta alla pineta di Classe, con una passerella ciclopedonale sul Bevano. Riporteremo, laddove non presenti altre forze dell’ordine, la vigile presenza di alcune stazioni di Polizia locale».

ALESSANDRO BARATTONI (Pd-Avs-M5s-Pri-Progetto Ra-Ama Ra): «A Marina di Ravenna un nuovo lungocanale fino al faro»

Barattoni

«Da Casal Borsetti a Lido di Savio ogni lido ha criticità da affrontare, ma anche peculiarità e opportunità diverse da sviluppare. In proposito, da mesi mi sto confrontando con operatori, operatrici e residenti che stanno fornendo preziosi spunti, suggerimenti e avanzano richieste per migliorare le zone che abitano e che frequentano e che quindi conoscono in profondità. Siamo consapevoli che i prossimi anni saranno caratterizzati anche dalle conseguenze della Bolkestein, e quindi è innegabile che il comparto balneare dovrà affrontare un grande e profondo cambiamento. Per questo crediamo che Ravenna dovrà essere capace di offrire un nuovo prodotto integrato che metta insieme la città d’arte, il Parco del Delta e la proposta marittima: una sfida di offerta complessiva che potrà contare su aspetti originali e distintivi in termini di esperienzialità, unicità e accoglienza. Un progetto che caratterizzerà gli anni che abbiamo di fronte sarà la riqualificazione del tratto che si sviluppa lungo il canale a Marina di Ravenna, dallo sbarco del traghetto fino al faro: un intervento frutto di un grande lavoro di squadra, che svilupperemo in accordo con Autorità di sistema portuale, Demanio e Marina militare».

NICOLA GRANDI (Fdi-Fi-Viva Ra): «Cambierò Marina. Anche con un albergo “nautico”»

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«Tutti i lidi sono stati trascurati. Se sarò eletto a sindaco, quello che tra cinque anni risulterà più cambiato è Marina di Ravenna, che deve tornare a essere il lido di riferimento per le famiglie ravennati. Marina sarà oggetto di una riqualificazione, a partire da via Natale Zen, dove ora sorgono edifici vuoti e degradati che hanno preso il posto delle botteghe dei pescatori. Applicheremo incentivi e offriremo sgravi fiscali agli imprenditori che vogliono riaprirle, in modo che la zona diventi un caratteristico polo commerciale. Spingeremmo inoltre per una legge regionale che permetta di realizzare anche a Marina di Ravenna un “albergo nautico diffuso”, cioè un sistema di pernottamento all’interno delle barche a vela ormeggiate. Alloggiarvi sarebbe un’esperienza particolarmente attrattiva perché suggestiva, immersiva ed ecosostenibile. Questo progetto, grazie all’eco mediatica, ma anche alla maggiore spesa in spiagge, ristoranti e negozi portata dai nuovi ospiti, concorrerebbe a dare una seconda vita al turismo di Marina. Ampliando il discorso, vorremmo creare un brand dei lidi ravennati, oltre a dar vita a una cabina di regia che, in concertazione con Proloco, consigli territoriali e altre realtà locali, faccia sì che non ci siano sovrapposizioni tra eventi e manifestazioni, in modo che ogni località sostenga l’altra invece che esserne in contrapposizione».

Basket, Ravenna vince lo scontro diretto con Salerno e può sperare nei play-in

Nell’altro girone della serie B invece Faenza vede svanire le possibilità di accesso diretto ai play-off

basket orasi ravenna
L’esultanza di Ravenna al Pala Costa dopo la vittoria contro Salerno

Stati d’animo opposto per le due formazioni della nostra provincia impegnate nel campionato nazionale di basket di serie B.

Nel girone A continua il periodo sfortunato dei Blacks Faenza che perdendo in casa contro Mestre (70-74) vedono sfuggire l’accesso diretto ai play-off (ossia i primi sei posti) che era parso alla portata per tutta la stagione. In ottava posizione, i faentini chiuderanno la regular season il 27 aprile in casa del Monferrato e disputerano poi i play-in, ossia gli spareggi tra le squadre classificatesi dal settimo al dodicesimo posto, che mettono in palio gli ultimi due posti nei play-off.

I play-in sono invece ancora il sogno dell’Orasì Ravenna, nel girone B: festeggiata la salvezza, i giallorossi sabato sera al Pala Costa hanno battuto Salerno (86-84) in uno scontro diretto fondamentale e ora occupano la 12esima piazza. Decisiva sarà l’ultima giornata, con il calendario che però non sorride a Ravenna, impegnata (domenica 27 alle 18) sul campo della Virtus Roma quarta in classifica. Caserta, che si contende il 12esimo posto con i giallorossi con lo stesso numero di punti, giocherà invece in casa contro il più abbordabile Piombino.

Chiuso un altro bar dal questore. La titolare: «Non è mia responsabilità»

Era diventato ritrovo di pregiudicati. «Serve un protocollo per aiutarci a capire quali comportamenti adottare»

2025.04.02 Div.ne Pol. Amm.va Art. 100 (1)

Mentre a Ravenna ha riaperto da pochi giorni il bar di piazza Caduti finito al centro del dibattito nelle scorse settimane, il questore Lucio Pennella ha disposto la sospensione della licenza di un altro locale. Si tratta del Bar Tiffany di Massa Lombarda.

I motivi della chiusura anche in questo caso risiedono «nella tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, venuta meno più volte», si legge in una nota della questura. In particolare, il bar è considerato un ritrovo di persone pregiudicate e a far scattare il provvedimento in particolare è stato un litigio di alcune settimane fa tra due stranieri, nel corso del quale, all’interno del locale, uno ha colpito l’altro al volto con un bicchiere.

Il Bar Tiffany è stato quindi chiuso dal 18 aprile, per la durata di 15 giorni.

Bar Tiffany

La titolare però non ci sta, e in un cartello, poi postato anche sui social, ha scritto che: «Non è mia responsabilità». Nel messaggio lasciato affisso al locale sottolinea poi come questo intervento «se non accompagnato da un’azione più ampia e condivisa» rischierà di produrre «effetti limitati in termini di prevenzione e sicurezza».

La titolare del bar lancia quindi un appello ad associazioni, esercenti, istituzioni e soprattutto forze dell’ordine, a cui chiede di sedersi attorno a un tavolo per individuare un protocollo condiviso «che aiuti ciascuno di noi a riconoscere i comportamenti da adottare e le azioni più utili a sfavorire l’illegalità ed aumentare la sicurezza».

Flash mob nel giorno di Pasqua per salvare i pini di Lido di Savio

Saranno presenti anche i cinque candidati a sindaco contro il centrosinistra. Il 22 l’abbattimento

Striscione Pini

Come confermato anche dall’assessora Federica Del Conte da noi interpellata recentemente, il Comune di Ravenna tira dritto e, nell’ambito della realizzazione del Parco Marittimo a Lido di Savio verranno abbattuti i pini non considerati sicuri.

Secondo un’ordinanza, gli abbattimenti sono previsti martedì 22 aprile. Lo rivela in una nota il comitato di cittadini che si sta battendo per salvare gli alberi, con un ricorso pendente (con udienza già fissata il 15 maggio), in cui vengono posti fondati dubbi sulle prove di trazione che condannano gli alberi. Secondo gli ambientalisti, infatti, presenterebbero svariati punti oscuri, «il tutto certificato da una relazione tecnica da parte di un agronomo di fama internazionale», scrive in una nota il comitato.

I cittadini comunicano quindi di aver depositato un nuovo ricorso, organizzando nel frattempo un “flash mob” per il giorno di Pasqua, alle ore 18, in viale Romagna angolo via Modigliana, a Lido di Savio. Saranno presenti tutti e cinque i candidati sindaco che si presentano contro il centrosinistra: Alvaro Ancisi, Marisa Iannucci, Nicola Grandi, Veronica Verlicchi e Giovanni Morgese.

Appuntamento anche per martedì 22 aprile per un presidio tra i pini di viale Romagna, alle ore 7.30.

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