domenica
12 Aprile 2026

Al Mercato Coperto si presenta la “guida ravennate alla santità in 33 tappe”

Suor Andreana Tavelli Disegno Di Anita Ronconi
Suor Andreana Tavelli Disegno Di Anita Ronconi

Sabato 12 aprile alle ore 18 al Mercato Coperto di Ravenna (in Piazza Andrea Costa 6), per la rassegna “Storie e persone”, si parla di Ravenna in paradiso. Guida ravennate alla santità in 33 tappe, un volume fortemente voluto dall’arcivescovo Lorenzo Ghizzoni e dalla Diocesi di Ravenna e Cervia, con testi letterari di Riccardo Baruzzi e illustrazioni a colori eseguite dagli alunni del Liceo Artistico Nervi-Severini di Ravenna (vedi foto in alto), pubblicato per i tipi delle Edizioni del Girasole.

Farà gli onori di casa Beatrice Bassi, organizzatrice della rassegna (in collaborazione con Miranda Blosi titolare di LibriMi). Intervengono: l’autore dei racconti Ingegner Riccardo Baruzzi, la professoressa Loretta Tsavaki, docente di Discipline Pittoriche, il professor Gianluca Dradi, dirigente del Liceo Artistico. Nel corso dell’incontro verranno proiettati a schermo gli oltre 40 dipinti realizzati per l’occasione dagli allievi del Liceo e riprodotti nel volume. Interverranno inoltre Mirella Falconi Mazzotti, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e don Rosino Gabbiadini (parroco di San Vitale) al quale è affidata la conduzione dell’incontro.

Al “Vertice” della distrazione di massa

Riceviamo e pubblichiamo un intervento dell’attivista Marina Mannucci, incentrato in particolare sulla serata del 3 aprile del cartellone di eventi ambientalista “Uscire dalla camera a gas”

Extinction Rebellion
Una protesta ambientalista a Ravenna, davanti all’ingresso dell’Omc, lo scorso 8 aprile

Dall’8 al 10 aprile Ravenna ha ospitato la diciassettesima edizione di Omc Med Energy Conference and Exhibition, un appuntamento sull’energia dell’area mediterranea in cui si approfondiscono temi sulle tecnologie e le loro applicazioni e i processi della carbon neutrality. “Uscire dalla camera a gas” è il titolo che la campagna Per il Clima Fuori dal Fossile, Rete Emergenza Climatica e Ambientale Emilia Romagna, Legambiente Emilia Romagna, Comunità Energetica Rinnovabile e Solidale di Ravenna, Rete No Rigass NoGnl, Associazione Energia per l’Italia e Assemblea dei Movimenti Ambientalisti e Non Solo Emilia Romagna hanno scelto per un contro convegno – inteso come atto di contestazione – articolato in una serie di iniziative che si stanno svolgendo e che sfoceranno il 12 aprile in una manifestazione nazionale, affiancato da iniziative portate avanti anche dal mondo studentesco raccolto attorno al Collettivo Mangrovie e alla campagna universitaria End Fossil.

Elena Gerebizza
Elena Gerebizza

Il 3 aprile scorso, Elena Gerebizza, giornalista che scrive per il Manifesto, Altraeconomia, Il Domani e ricercatrice di ReCommon (associazione che lotta contro gli abusi di potere e il saccheggio dei territori per creare spazi di trasformazione nella società, in Italia, in Europa e nel mondo), è intervenuta al primo degli eventi promossi dalle associazioni ambientaliste dal titolo Non c’è più tempo, adesso bisogna fare sul serio, focalizzando le sue analisi sulle implicazioni a lungo termine delle false soluzioni “perfette”. Gerebizza, ospite della serata con Vincenzo Balzani (già docente universitario di chimica e fondatore dell’Associazione Energia per l’Italia), ha ricostruito le tappe che dall’Accordo di Parigi sul clima (adottato nel 2015 durante la COP21, si proponeva di limitare il riscaldamento globale e di ridurre l’uso di combustibili fossili), passando per il Green Deal europeo (lanciato nel 2019, che consisteva in un pacchetto di iniziative strategiche per avviare l’Unione Europea sulla strada di una transizione verde, con l’obiettivo ultimo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050), arrivando al piano REPowerEU (presentato dalla Commissione europea nel maggio 2022, in cui si è posta come obiettivo prioritario la sicurezza energetica rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione), hanno portato al Draghi Competitiveness (Report del 2024 che promuove agevolazioni e finanza pubblica per favorire le aziende europee sul mercato globale), puntando sulla competizione e non più sulla concorrenza. In concreto, negli ultimi anni, rompendo con la dipendenza dal gas russo, rilanciando esportazioni di gas naturale liquefatto (Gnl) dagli Stati Uniti ed estrazione di gas su scala globale e di idrogeno con la Ccs (cattura e stoccaggio del carbonio) i problemi sistemici del modello estrattivista non sono stati affrontati. I nuovi obiettivi non sono più decarbonizzare il sistema energetico e la produzione; si è imposta una nuova agenda commerciale aggressiva dell’Unione Europea e anche dell’Italia orientata a ridefinire il ruolo dell’industria e a favorire business delle imprese e accaparramento di risorse. Gerebizza ha evidenziato come il piano ReArm Europe approvato dall’Europarlamento abbia legittimato un’idea di sicurezza globale dual use (il concetto si riferisce a prodotti, software e tecnologie originariamente progettati per applicazioni civili ma che possono anche essere utilizzati a scopi militari o per lo sviluppo di armi) portando l’industria fossile a essere sempre più interrelata all’industria bellica e alla cybersecurity e spostando il dibattito sulla difesa delle infrastrutture strategiche: manovre che stanno creando legami di interdipendenza tra sicurezza energetica e sicurezza militare.

In merito al Corridoio Sud dell’Idrogeno, infrastruttura energetica di 3.300 chilometri che dal Nord Africa dovrebbe arrivare in Germania, promossa dal governo italiano nell’ambito del cosiddetto Piano Mattei, la relatrice ha dimostrato non trattarsi di un progetto indirizzato alla sicurezza energetica per le popolazioni europee e africane, quanto a garantire lunga vita alle infrastrutture di trasporto del gas e sussidi pubblici alle società di combustibili per la loro costruzione e manutenzione. Un piano di greenwashing, dunque, che rischia di aumentare il debito dei paesi africani e di distogliere le risorse pubbliche alla transizione energetica. A metà marzo scorso, una coalizione di 87 organizzazioni e reti globali ha denunciato l’approccio neo-coloniale delle opere che perpetuano sfruttamento e ingiustizia al centro del modello estrattivista. Per conoscenza, inoltre, a tutt’oggi non ci sono grandi possibilità di trasporto dell’idrogeno senza miscelarlo (per una quantità che non supera il 10%) al metano, per cui i cosiddetti idrogenodotti continueranno ad essere in realtà gasdotti.

Nella parte finale della sua relazione Elena Gerebizza ha parlato del progetto Ravenna CCS – il primo per la cattura e lo stoccaggio dell’anidride carbonica – in fase di realizzazione in Italia su iniziativa di Eni e Snam. Dalla prima proposta avanzata da Eni nel 2021, nel contesto del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), il progetto si è ampliato, collegando, alla cattura e stoccaggio, infrastrutture in mare e su terra orientate a raccogliere e trasportare la CO2 dall’Emilia Romagna e dal Veneto verso gli impianti Eni di Casal Borsetti, dove viene raccolto e processato il gas estratto da Eni nei diversi giacimenti offshore nell’Alto Adriatico. A Ravenna CCS si collega così il progetto CCS Pianura Padana che prevede di costruire, sempre a Casal Borsetti, una centrale di compressione dove verrà convogliata la Co2 raccolta inizialmente dalle zone industriali di Ferrara e di Ravenna, con una rete di circa 100 chilometri di gasdotti dedicati al trasporto della Co2, quasi interamente da costruirsi, e successivamente anche dal polo industriale di Marghera. La raccolta della CO2 da questi impianti avverrebbe a partire dal 2027 nella cosiddetta Fase 2, o fase industriale del progetto, in cui Eni e Snam dichiarano di voler trasportare e stoccare in maniera permanente, entro il 2030, fino a 4 milioni di tonnellate di CO2.

Con il progetto Callisto, guidato dalla società francese Air Liquide, si prevede, inoltre, la liquefazione e il trasporto via nave della CO2 raccolta nel polo industriale della Valle del Rodano, Marsiglia e Fos, fino ai giacimenti offshore di Eni al largo di Ravenna. La forma transnazionale di queste opere, inserite nel quadro dei Progetti di interesse comune europei, permetterà loro di beneficiare di finanziamenti che avvieranno un movimento e stoccaggio complessivo di CO2 fino a 16 milioni di tonnellate l’anno. Si tratta delle cosiddette opere strategiche che rispondono agli obiettivi fissati dal Pnrr, ed è per questa ragione che Ravenna CCS non è stato sottoposto a valutazione ambientale; CCS Pianura Padana beneficia, invece, di procedure di valutazione ambientale accelerate e semplificate, che dimezzano i tempi per la consultazione pubblica. Solo per la fase industriale, il progetto CCS di Ravenna dovrà ottenere un’autorizzazione che passi anche da questo tipo di valutazione. Inoltre, la normativa sul CCS prevede che «tutti gli obblighi relativi al monitoraggio e alla restituzione di quote di emissione in caso di fuoriuscite siano trasferiti, dopo soli venti anni» – o anche prima, se sono soddisfatte alcune condizioni – «dalle aziende al ministero dello Sviluppo economico». A oggi è però impossibile stabilire il rischio di fuga della CO2 dai depositi CCS attraverso le strutture geologiche esistenti o a seguito di eventi catastrofici naturali; una sottovalutazione del rischio è ancora più allarmante se si considera che il progetto Ravenna CCS è spalmato su un’area sottoposta al fenomeno della subsidenza indotta anche da attività estrattive, di stoccaggio, di iniezioni di fluidi su giacimenti offshore e in terraferma. Eni e Snam sono state dispensate dal presentare una garanzia fideiussoria a copertura dei costi in caso di fuoriuscite o irregolarità significative; in quanto “sperimentale” il progetto è stato agevolato non solo in termini autorizzativi ma anche in termini economici. Il passaggio di gasdotti nelle zone urbanizzate, caratterizzate negli ultimi anni da eventi meteorologici estremi e, nel caso di Ravenna, dal rischio che corre di essere sommersa nei prossimi anni, pone interrogativi relativamente alla sicurezza di questo piano.

Per ultimo è bene sapere che quand’anche si moltiplicasse per dieci (cosa impossibile se non su arco temporale di diversi decenni) gli impianti CCS presenti nel mondo, questi catturerebbero in realtà una frazione assolutamente irrisoria di anidride carbonica, e solo di quella emessa dagli impianti industriali, non di quella totale presente in atmosfera. Uno studio pubblicato nel 2022 dall’Institute for Energy Economics and Financial Analysis (IEEFA) ha rivelato che 10 tra i 13 maggiori impianti CCS al mondo analizzati (che ammontano a circa il 55% della capacità nominale di cattura installata a livello globale) o sono ampiamente sottoperformanti o sono falliti.

* Marina Mannucci è attivista per l’emergenza climatica e per i diritti umani

Lavorava per una ditta di Faenza l’operaio travolto e ucciso in tangenziale

L’incidente in un cantiere a Bologna all’alba di giovedì 10 aprile

Francesco D'alò
Francesco D’Alò

Stava sistemando cartelli e segnaletica in un cantiere della tangenziale di Bologna, quando è stato travolto da un furgone. Si chiamava Francesco D’Alò e avrebbe compiuto 60 anni tra qualche settimana, originario della Puglia, l’operaio che all’alba di ieri (10 aprile) è morto mentre lavorava per conto dell’azienda faentina “3s Safety” (ma per una ditta in appalto, scrive il Corriere Romagna oggi in edicola).

L’incidente è avvenuto in un orario, poco prima delle 6, durante il quale il cantiere, dopo i lavori notturni era in fase di rimozione. Il furgone ha travolto il mezzo della manutenzione e l’operaio che aveva il compito di sbandierare, quindi di segnalare l’ingombro della carreggiata. Altri due colleghi sul posto sono stati soccorsi dal 118, in stato di choc. In quel punto la tangenziale è a due corsie, ed era libera una sola corsia per via dei lavori (Ansa.it).

«Mi manca l’aria», lo straziante messaggio della mamma del 38enne ucciso in Colombia

È ancora un mistero la morte di Alessandro Coatti, il cui cadavere è stato ritrovato smembrato

Alessandro Coatti Mamma Sandra Lovato
Sandra Lovato con il figlio Alessandro Coatti in una foto postata sui social

«Mi manchi da morire, mi manca l’aria per respirare, mi manchi tantissimo». È straziante il messaggio consegnato ai social da Sandra Lovato, la madre di Alessandro Coatti, il 38enne biologo molecolare il cui cadavere è stato ritrovato smembrato in Colombia. La famiglia vive ancora a Longastrino, nella frazione del comune di Alfonsine, dove Alessandro era cresciuto, prima di trasferirsi a Londra dopo la laurea alla Normale di Pisa.

Quella del suo omicidio resta una vicenda tutta da decifrare e sui cui sono al lavoro anche i magistrati di Roma. Al momento le ipotesi sono ancora tutte al vaglio degli inquirenti colombiani, compresa l’azione di gruppi armati paramilitari, mentre sembrano da escludersi legami con i narcos e la criminalità. Per gli esperti la “firma” sul tipo di omicidio porterebbe ai gruppi armati e in particolare al Clan del Golfo e le Autodefensas Conquistadores de la Sierra. Chi indaga sta cercando di mettere in fila tutti i tasselli: il 38enne si trovava in Colombia, a Santa Marta, una città di mezzo milione di abitanti affacciata sul mar dei Caraibi, per trascorrere una vacanza studio.

Secondo quanto accertato, il 3 aprile, Coatti ha lasciato il suo hotel in taxi sparendo nel nulla. Dopo tre giorni il corpo del ricercatore è stato trovato smembrato in tre luoghi diversi. La testa, le braccia e i piedi sono stati trovati domenica da un gruppo di bambini, in una valigia, nei pressi dello stadio locale, mentre altri resti sono stati individuati in altre due zona della città. Dopo l’accertamento sull’identità e dopo avere informato l’ambasciatore italiano a Bogotà sono scattate le indagini. Un delitto che ha le caratteristiche del rebus anche per la polizia locale, caso atipico nella regione. Non ci sarebbero elementi sul movente legato al traffico di droga o di criminalità organizzata. Gli inquirenti sono al lavoro sui tabulati telefonici e sugli ultimi movimenti bancari di Coatti. Passate al setaccio anche le telecamere di sicurezza presenti nelle zone del ritrovamento del corpo.

L’obiettivo è ricostruire il percorso compiuto dal 38enne per verificare se l’uomo è stato vittima di una trappola o se si sia trovato involontariamente in una situazione pericolosa. Un testimone, citato da un giornale locale, afferma che il ricercatore aveva fatto escursioni per godersi i paesaggi della regione e aveva chiesto informazioni sugli itinerari per raggiungere una località considerata la capitale ecologica della Sierra Nevada. (fonte Ansa.it)

La storica visita dei reali inglesi a Ravenna, tra toni fiabeschi e “festa di paese”

Re Carlo e regina Camilla sono rimasti in città tre ore. Dalle visite ai monumenti fino al consiglio comunale sulla Liberazione e il tour enogastronomico

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Dopo settimane di attesa, tra anticipazioni e curiosità, preoccupazioni per le strade chiuse e interventi di manutenzione alle vie del centro, il 10 aprile è finalmente arrivato, e con esso la visita a Ravenna dei reali del Regno Unito, re Carlo III e regina Camilla, ospiti della città insieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’80esimo anniversario della Liberazione della provincia.

La tensione si avverte già dal primo mattino, quando camminando per il centro semideserto, in direzione piazza San Francesco, si scorgono agenti in divisa ad ogni angolo della strada, con lo sguardo attento sui passanti e le radioline squillanti in mano.

Alcuni commessi aspettano sull’uscio del proprio negozio, scambiandosi qualche battuta sull’evento. Intanto in piazza, alle nove e trenta, c’è già chi aspetta. La visita dei reali infatti partirà proprio da lì, ma il loro arrivo non è previsto prima dell’una.

Dietro le transenne, il Tricolore sventola insieme all’Union Jack, c’è chi indossa maglie a tema o ha in mano collage di foto, cartelloni, lettere per il re, fino a un mazzo di fiori da consegnare direttamente alla regina. Tra i tanti ravennati, qualcuno arriva da Bologna, Forlì, Pavia, fino a qualche fedelissimo pure dall’Australia. Ci sono le titolari di un negozio di ceramiche vintage inglesi del modenese, agghindate con cappellini dai colori pastello che ricordano l’iconico stile della regina Elisabetta. Raccontano di avere seguito i reali a Londra durante il “giubileo” del 2022, e ancora in occasione dei funerali della regina, fino all’incoronazione di re Carlo del 2023 e le successive celebrazioni a Edimburgo. Altri sperano in una stretta di mano o nell’occasione di esprimere ai reali la loro ammirazione. Qualche influencer cerca di sfruttare l’occasione per condividere un contenuto virale, come l’ex concorrente di Masterchef Niccolò Califano, che sventola un panino al formaggio avvolto nella pellicola con l’idea di «consegnarlo a sua maestà».

Nel frattempo la ressa cresce, con le autorità costrette a imporsi per far rispettare i posti assegnati e l’inno inglese che risuona tra le casse degli smartphone.

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Il presidente della Regione Michele de Pascale, ricorda da ex sindaco della città la presenza in sala consiliare delle bandiere di Canada e Regno Unito: «Un segno di riconoscenza nei confronti degli alleati, ancora più importante oggi, nell’80esimo anniversario della liberazione di Alfonsine e della provincia». De Pascale sottolinea poi l’importanza della vetrina mediatica per la città e le sue eccellenze enogastronomiche, racchiuse in una serie di stand in piazza del Popolo in occasione di quello che è stato ribattezzto Uk-Emilia Romagna Festival.

Il sindaco facente funzioni Fabio Sbaraglia sottolinea come la visita di Stato sia «una straordinaria occasione per la città per aprirsi al mondo. Il turismo è da anni parte integrante dell’economia di Ravenna e siamo onorati che in una data importante come l’80esimo anniversario della Liberazione i reali britannici e il presidente Mattarella siano nostri ospiti. La loro visita toccherà poi tre dei temi più iconici della cifra culturale della città: Byron, Dante e i mosaici».

Un rombo di motori introduce i Corazzieri, che attraversano la piazza in sella alle Guzzi V85, e la banda cittadina prende posto davanti alla basilica di San Francesco. È mezzogiorno e tre quarti quando inizia a spargersi la voce del fatto che l’aereo dei reali sia appena atterrato a Forlì.

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Alle 13,30 l’Audi nera con lo stemma reale da un lato e la bandiera tricolore dall’altro si ferma davanti alla folla festante: scende re Carlo, con un elegante completo grigio seguito da Camilla, scarpe basse e un ampio abito chiaro. Sorridono e non si tirano indietro davanti a foto e strette di mano, tra il muro di decine di smartphone e fotocamere, la regina accetta con un sorriso i mazzi di fiori.

Si fermano davanti alla basilica, accanto alle istituzioni locali, mentre la folla non ha ancora finito di gridare «Benvenuti reali!» o «God save the King», ma adesso è il momento di lasciare spazio alla banda cittadina che, accompagnata dal coro dei bambini della scuola elementare Mordani, suona l’inno italiano e quello inglese.

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Terminati i saluti, re e regina iniziano il tour culturale della città, che si apre con la visita alla tomba di Dante e la performance di Ermanna Montanari, intenta a declamare la preghiera di San Bernardo del XXXIII canto del Paradiso della Divina Commedia. Da qui i reali si separano per un breve periodo: Re Carlo III visita la Basilica di San Vitale, accolto dal vescovo di Ravenna, monsignor Lorenzo Ghizzoni, mentre la consorte Camilla si dirige al museo Byron. Al termine della visita, il re ha posato simbolicamente l’ultima tessera di un mosaico realizzato dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti in onore della casa regnante inglese.

Nel frattempo, la sala preconsiliare del municipio ospita un ricevimento dai toni fiabeschi: un tè all’inglese con ufficiali italiani, britannici e canadesi in divisa e donne in abito lungo, velette e cappellini: più tardi incontreranno i reali, tra loro ci sono anche due reduci, un 103enne che si alzerà dalla sedia a rotelle per stringergli la mano, e una staffetta. Sono le quindici e trenta e Piazza del Popolo è in pieno fermento per l’arrivo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dei reali, tra applausi e grida. Dopo un veloce saluto alla folla, prendono posto in sala consiliare, alla presenza di un gran numero di istituzioni locali, tra cui il presidente della Regione Michele de Pascale e il presidente dell’Anpi provinciale Renzo Savini.

Qui, il sindaco facente funzioni Fabio Sbaraglia ha modo di ricordare «il sacrificio di tutti gli uomini e le donne che hanno anteposto alla propria vita gli ideali di libertà, di giustizia e di uguaglianza che sono alla base della nostra democrazia».

Oltre al pensiero per gli alleati, il primo cittadino invita i reali a prestare attenzione ai busti del corridoio del municipio, quelli di Arrigo Boldrini e Benigno Zaccagnini, due dei protagonisti della Resistenza ravennate.

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Finita la commemorazione, i reali e il presidente Mattarella salutano dal balcone del municipio le tante persone radunate in piazza del Popolo. A seguito dell’incontro con le delegazioni militari, uno scambio di regali tra il sindaco Sbaraglia (che ha donato al re una guida della città) e il sovrano, che ha scambiato con il primo cittadino una foto storica di piazza del popolo nel 1945.

È con l’uscita dal Comune, con la sfilata delle istituzioni tra i corazzieri in divisa, che il clima festoso della giornata raggiunge il suo apice, il fervore della folla cresce, mentre Presidente e reali si avvicinano ai cittadini per godersi un momento leggero e anche goliardico, tra assaggi di piadina e squacquerone e la regina che si cimenta nella chiusura di un cappelletto. Tra gli stand della piazza c’è anche quello dello chef Carlo Cracco, che propone una ricetta a base di agnello gallese “all’italiana” per coniugare la tradizione locale a quella britannica.

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La scoperta delle tipicità gastronomiche locali diventa anche occasione per un saluto del re alle cooperative agricole alluvionate e al presidente di Legacoop Romagna Paolo Lucchi. Chi non è ancora riuscito a fare una foto sgomita per avvicinarsi, mentre i più fortunati si vantano con gli amici di aver ricevuto una stretta di mano dalla regina o di aver immortalato un bel primo piano del re col proprio cellulare. Non è mancato però qualche inconveniente, come potrebbero raccontare i dipendenti della Cassa di Ravenna rimasti chiusi all’interno della banca fino alla fine delle celebrazioni.

Non sono ancora le sedici e trenta quando gli agenti creano un corridoio tra la folla per permettere al presidente e ai reali di lasciare la piazza in sicurezza. La visita alla città è durata poco meno di tre ore e, mentre si allontano in direzione via Diaz, le note di Romagna Mia risuonano per la piazza, enfatizzate dal coro dei centinaia di spettatori. Carlo e Camilla lasciano Ravenna un clima che, come vocifera qualcuno tra la folla «forse ricorda più una sagra di paese che una visita di Stato» ma che probabilmente sarà ricordato dai reali come un momento gioioso in una città che non ha voluto tradire, nemmeno in un’occasione di importanza storica come questa, la proverbiale accoglienza romagnola.

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La regina Camilla chiude i cappelletti in piazza a Ravenna con lo chef Bottura…

E Re Carlo e il Presidente Mattarella hanno degustato l’abbinamento parmigiano-whisky…

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La piazza allestita per la visita dei reali

In piazza del Popolo a Ravenna, ultima tappa della visita dei reali a Ravenna, la regina Camilla ha provato a tirare la sfoglia e a chiudere due cappelletti nello stand dedicato alla pasta fatta a mano, sotto l’occhio dello chef Massimo Bottura. I reali hanno anche visto come si fanno i passatelli.

Re Carlo III e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella hanno degustato l’abbinamento parmigiano-whisky single malt scozzese e poi dell’aceto balsamico di Modena.

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Foto da The Royal Family

Camilla e la figlia di Mattarella Laura hanno fatto visita a Linea Rosa, un’associazione contro la violenza sulle donne, che ha donato due fiori in mosaico del progetto “Ravenna città amica delle donne”: a Camilla è stata donata una camelia, il suo fiore, e a Laura un corbezzolo, fiore d’Italia.

Allo stand di Slow Food i reali hanno ricevuto una doggy bag con i prodotti di diversi presidi: culatello Terra di Nebbia, salame di mora romagnola, anguilla marinata di Comacchio, carciofo moretto di Brisighella, composta di pesca dal buco incavato, olio dei presidi secolari di Brisighella, sherry di moretta di Vignola, composta di moretta di Vignola e sale di Cervia della riserva Camillone. (fonte Ansa.it)

La visita dei reali inglesi – GALLERY – «Un grande onore e un orgoglio accoglierli»

Il commento del Presidente della Regione Michele de Pascale

«Per tutta la comunità emiliano-romagnola è stato un grande onore e un orgoglio accogliere Re Carlo III e la Regina Camilla, insieme al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al quale, alla quinta visita a Ravenna, va davvero un ulteriore, grazie particolare: la presenza del Capo dello Stato conferma la vicinanza del Paese e della Repubblica alla nostra terra».

Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, al termine della storica visita dei reali inglesi a Ravenna, anche in occasione dell’80^ Anniversario della Liberazione, con l’incontro che hanno avuto in Comune con le Associazioni partigiane.

Qui sotto una gallery fotografica (credits Rai TGR Emilia – Romagna)

Accompagnati dal Presidente Mattarella e accolti da de Pascale al loro arrivo in città, il Re e la Regina hanno visitato la tomba di Dante, dove la coppia reale ha potuto ascoltare alcuni versi del Canto XXXIII del Paradiso della Divina Commedia, quelli della preghiera di san Bernardo alla Vergine, letti dall’attrice e scenografa ravennate Ermanna Montanari. Quindi Camilla si è recata al Museo Byron, mentre Re Carlo ha visitato la basilica di San Vitale. Successivamente, la coppia reale ha incontrato una rappresentanza di agricoltori colpiti dalle alluvioni, per ascoltare dalle loro voci i racconti dei momenti drammatici degli eventi e le conseguenze sulle loro attività economiche.

«Un bellissimo segnale di vicinanza e attenzione, per nulla scontato – aggiunge de Pascale -. E un’occasione per conoscere da vicino le grandi produzioni enogastronomiche di eccellenza dell’Emilia-Romagna e ascoltare dalla voce dei diretti interessati quale è stato il sacrificio che alcune imprese agricole di questa terra hanno fatto per salvare la città durante l’alluvione».

«Così come voglio mandare un ringraziamento particolare – sottolinea il presidente – a Federico Marchetti, straordinario ambasciatore dell’Emilia-Romagna».

Re Carlo e il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, hanno infine partecipato ai lavori del Consiglio comunale straordinario per l’80^ Anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo: «La scelta di tanti uomini e donne che si schierarono dalla parte della democrazia ha permesso all’Italia di imboccare la strada della libertà, della solidarietà e della pace – sottolinea de Pascale – ed è dalla lotta partigiana nella Resistenza che nascono la Repubblica e la Costituzione. Nell’intervento di Re Carlo III in Parlamento abbiamo poi sentito e apprezzato la condivisione dei valori primari dell’Europa, che nella condanna del nazifascismo trova una tra le più ragioni fondanti più importanti. Così come va accolto l’invito ad avere cura del pianeta, di questa Terra che attraverso gli effetti dei cambiamenti climatici ci richiama tutti, come cittadini del mondo, a una responsabilità per le generazioni che seguiranno», conclude il presidente della Regione.

La visita di Re Carlo III a San Vitale e Galla Placidia – VIDEO

Ecco un video di sei minuti che documenta la visita di Re Carlo III alla basilica di San Vitale, nel corso della giornata ravennate dei reali del Regno Unito.

All’uscita Carlo III ha passato in rassegna il lavoro di alcuni studenti dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna, l’unica con indirizzo Mosaico. Al re d’Inghilterra è stata donata un’opera in mosaico: rappresenta l’incoronazione di Carlo e Camilla a Buckingham Palace. I sovrani sono di spalle e, davanti a loro, invece della folla si staglia una riproduzione del cielo stellato che domina il mausoleo di Galla Placidia. Il re ha avuto il compito di inserire l’ultima tessera del mosaico. Poi è entrato nel mausoleo di Galla Placidia.

Carlo si è anche fermato a parlare con uno studente: si tratta di Aziz, venuto dal Kirghizistan per studiare all’Accademia. «Mi ha chiesto di che materiale fosse fatta la mia opera», ha raccontato, spiegando che è composta di marmo, vetri, smalti e grafite raccolta sulla spiaggia di Ravenna. «Si è complimentato, è stato molto emozionante». (fonte Ansa.it)

Tenta di buttarsi nel fiume, lo salva una vigilessa

Tempestivo intervento della polizia locale al ponte sul Senio lungo la via Emilia

Ponte Castello

Un tempestivo intervento della polizia locale dell’Unione della Romagna Faentina, mercoledì sera, ha scongiurato una potenziale tragedia, in località Ponte del Castello, lungo la via Emilia. Qui, durante un normale controllo stradale, il personale di una pattuglia, ferma in uno slargo sul ciglio della statale, ha notato un giovane che, urlando frasi sconnesse e correndo, si stava dirigendo a gran velocità verso il ponte sul fiume Senio, manifestando chiaramente l’intenzione di compiere un gesto estremo.

Una vigilessa, intuendo la gravità della situazione, si è lanciata all’inseguimento del ragazzo che, nel frattempo, aveva già scavalcato la protezione del ponte. Con prontezza e coraggio, l’agente è riuscita ad afferrarlo per i pantaloni, riportandolo in sicurezza sulla strada.

Gli agenti sono quindi riusciti a calmare il giovane, in attesa dell’arrivo di un’ambulanza che lo ha trasportato al pronto soccorso dell’ospedale per ricevere le cure necessarie.

Gli applausi, i mosaici, gli inni, il saluto dal balcone: è festa per i reali

In municipio l’incontro con il presidente della Repubblica

re regina presidente mattarella

I reali britannici sono arrivati a Ravenna, in Piazza San Francesco, accolti da cittadini e turisti festanti. Re Carlo III e la regina Camilla hanno salutato e stretto mani alle persone che li attendevano dietro le transenne.

Davanti alla chiesa di San Francesco hanno salutato le autorità, tra cui il presidente della Regione, Michele de Pascale e hanno ascoltato gli inni nazionali, britannico e italiano. Prima di entrare nella vicina Tomba di Dante hanno ascoltato i bambini della scuola elementare Mordani che hanno intonato un canto della Divina Commedia.

Davanti alla Tomba di Dante i reali hanno ascoltato l’attrice, Ermanna Montanari, declamare la preghiera di San Bernardo nel canto XXXIII del Paradiso della Divina Commedia. Successivamente hanno fatto il loro ingresso nel tempietto che ospita le spoglie del Sommo Poeta per rendergli omaggio.

Reali Re Carlo Regina Camilla Ravenna

Re Carlo III ha poi completato la visita alla basilica di San Vitale, durata circa una ventina di minuti. All’uscita ha passato in rassegna il lavoro di alcuni studenti dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna, l’unica con indirizzo Mosaico.

Al re d’Inghilterra è stata donata un’opera in mosaico: rappresenta l’incoronazione di Carlo e Camilla a Buckingham Palace. I sovrani sono di spalle e, davanti a loro, invece della folla si staglia una riproduzione del cielo stellato che domina il mausoleo di Galla Placidia. Il re ha avuto il compito di inserire l’ultima tessera del mosaico. Poi è entrato nel mausoleo di Galla Placidia.

Carlo si è anche fermato a parlare con uno studente: si tratta di Aziz, venuto dal Kirghizistan per studiare all’Accademia. «Mi ha chiesto di che materiale fosse fatta la mia opera», ha raccontato, spiegando che è composta di marmo, vetri, smalti e grafite raccolta sulla spiaggia di Ravenna. «Si è complimentato, è stato molto emozionante».

Poco dopo le 15, l’arrivo in municipio, sempre tra gli applausi, dove i reali si sono affacciati al balcone sulla piazza insieme al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Re Carlo III e regina Camilla accolti a Ravenna da una folla in festa

La visita alla tomba di Dante e al museo Byron, poi l’arrivo in Municipio

PREFETTO E RE CARLO III
Il re e la regina all’arrivo in aeroporto a Forlì

Re Carlo III e la regina Camilla sono a Ravenna, dopo essere atterrati all’aeroporto Ridolfi di Forlì, dove sono stati accolti dal sindaco Gianluca Zattini cha ha donato un mazzo di fiori alla sovrana.

Re Carlo in un completo grigio chiaro, la regina Camilla in abito chiaro. Mentre il presidente Sergio Mattarella li aspetta per l’evento in municipio, i monarchi hanno visitato la Tomba di Dante, dove hanno ascoltato l’attrice, Ermanna Montanari, declamare la preghiera di San Bernardo nel canto XXXIII del Paradiso della Divina Commedia. Successivamente hanno fatto il loro ingresso nel tempietto che ospita le spoglie del Sommo Poeta per rendergli omaggio. All’uscita la coppia reale è stata accolta in piazza San Francesco dalle note di “Romagna mia” suonate dalla banda cittadina.

Re Regina Piazza San Francesco

I reali poi si sono separati, Re Carlo III è alla Basilica di San Vitale, per la seconda tappa della sua visita a Ravenna. La consorte Camilla si è invece diretta al museo Byron. La basilica e il mausoleo di Galla Placidia con i loro mosaici sono due dei monumenti dell’arte paleocristiana più importanti al mondo. Celeberrimi i ritratti di Giustiniano e Teodora a San Vitale e la volta stellata del mausoleo. Ad attendere il re nella basilica il vescovo di Ravenna, monsignor Lorenzo Ghizzoni, il direttore della Basilica Andrea Romagnoli, il parroco don Rosino Gabbiadini e il direttore della Caritas don Gonzalez Valdes. (Ansa.it)

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