lunedì
13 Aprile 2026

Aveva creato un’officina abusiva nella propria abitazione di Mezzano: denunciato

L’area è stata sequestrata e il titolare dovrà provvedere al ripristino

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In un capannone e in alcuni box adiacenti alla sua abitazione, a Mezzano, aveva creato una vera e propria attività (rivelatasi abusiva) di riparazione veicoli e autodemolizione.

Nel corso dei controlli del carabinieri (del nucleo forestale e della stazione di Mezzano) un’auto era in fase di riparazione e accatastati a scopo di riutilizzo o rivendita «erano depositati sul suolo significativi quantitativi di rifiuti derivanti da attività di demolizione di veicoli e oli minerali esausti privi di bacini di contenimento per rifiuti liquidi», si legge in una nota dei carabinieri.

L’area interessata dalla presenza dei rifiuti, anche pericolosi, è stata sequestrata ai fini della confisca e l’esercente l’attività abusiva (un cittadino di origini marocchine) è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per il reato di gestione illecita di rifiuti speciali e per esercizio dell’attività di autoriparazione in assenza di autorizzazione. Il responsabile dovrà inoltre provvedere al ripristino dello stato dei luoghi, secondo le modalità che verranno determinate dall’Autorità Giudiziaria.

L’impegno per i diritti umani di Amnesty: «Oggi è importante parlare di Iran»

Il portavoce italiano Riccardo Noury a Ravenna il 28 marzo «Le Ong criminalizzate. Il riarmo? Meglio investire in istruzione e sanità»

Riccardo Noury

Portavoce italiano dal 2003 di Amnesty International, tra le più importanti organizzazioni umanitarie per la tutela dei diritti umani, Riccardo Noury sarà a Ravenna il 28 marzo nell’ambito del Festival delle Culture (vedi articolo a questo link).

Lei sarà in città per parlare di Iran. Perché oggi è importante farlo?
«Vengo a parlare di Iran e in particolare di Narges Mohammadi, vincitrice del premio Nobel per la pace 2023 (agli arresti domiciliari in Iran per il proprio attivismo, ndr). Sarò in dialogo con suo marito Taghi Rahmani (definito da Reporter senza frontiere “il giornalista più spesso incarcerato”, dal 2012 in esilio in Francia insieme ai figli, ndr) e parleremo anche della questione che si è aperta dopo le rivolte del 2022. Oggi è necessario parlare di questo, della lotta delle attiviste che chiedono il crimine di apartheid, dell’esercizio del potere contro le donne, del ruolo che ha l’Iran nella guerra in Medio Oriente, per spezzare il silenzio su un mondo poco conosciuto».

Cosa ne pensa del piano di riarmo europeo e delle politiche americane e russe?
«Ci troviamo in uno scenario con due potenze e una terza nell’ombra (la Cina), ma non è detto che l’Europa possa essere la quarta. Per me oggi è assurdo pensare a un riarmo per prendere le distanze dagli Usa se poi le armi le compriamo da loro. Credo che gli investimenti in istruzione, sanità e welfare dovrebbero invece rimanere la nostra priorità».

Come valuta lo scenario internazionale in merito alle attività di organizzazioni come Amnesty, Mediterranea, Emergency, che lavorano e lottano per i diritti umani?
«Il ruolo che ricoprono è sempre più delicato e importante, quello di tutela e aiuto a movimenti sotto attacco in molti paesi, alle vittime delle guerre, sia sconosciute come il Myanmar e il Sudan sia di quelle di cui si parla ogni giorno, a partire da Gaza. C’è poi il tema del lavoro delle Ong in mare, divenuto negli ultimi anni sempre più complesso poiché vengono come criminalizzate. Noi cerchiamo di appellarci alla Dichiarazione Universale dei Diritti umani, seguire il diritto internazionale e agire su chi oggi ancora vive in condizioni dove mancano i più basici diritti umani».

Ha fatto discutere la notizia dello spyware Graphite di Paragon, utilizzato contro giornalisti e difensori dei diritti umani in Italia: in che misura siete stati colpiti? Come valuta le implicazioni che queste tecnologie possono avere su organizzazioni come Amnesty e più in generale sulle libertà di stampa?
«La sorveglianza online non controllata crea danno a chi si occupa di diritti umani, chi ha un’informazione importante ci penserà sempre una volta in più prima di trasmetterla per paura di essere spiato, e questo può costare caro. Amnesty si dice preoccupata, chiediamo regole più strette e controlli rigidi, che blocchino l’uso di strumenti che fermano le libertà. Tecnologie del genere sono un danno anche per il giornalismo d’inchiesta e la loro crescente diffusione potrebbe creare un problema anche alla popolazione».

A Ravenna abbiamo Gianluca Costantini, attivista, disegnatore di fama internazionale che ha lavorato molto con Amnesty: che ruolo ha quindi la comunicazione nelle sue varie forme per promuovere attività di questo tipo?
«Amnesty nasce nel 1961 grazie a un articolo su un quotidiano. I media, classici e non, sono importanti per un’attività come la nostra, ma l’informazione mediante l’arte, il disegno, quella per noi è stata fondamentale. Cito la campagna a sostegno di Patrick Zaki che aveva come immagine simbolo il suo ritratto creato da Costantini: è vissuta negli anni grazie all’arte, capace di raggiungere una platea molto grande, senza barriere linguistiche. Reputo il disegno, l’arte in generale, uno strumento molto utile alla promozione dei diritti umani».

Qual è il futuro di Amnesty e delle organizzazioni di tutela dei diritti umani, in un mondo complesso che cambia, che tende alla guerra?
«Oggi viviamo in un periodo simile agli anni ‘90, con conflitti che però a quei tempi furono gestiti mediante una forte pressione dal basso, da movimenti e associazioni, e l’utilizzo del diritto internazionale. Se fossimo in grado di replicare nella seconda metà del decennio un’operazione come quella la situazione potrebbe migliorare».

Ravenna, aperte le iscrizioni ai nidi comunali e convenzionati

Per i bambini nati dal 2023 fino al 13 aprile scorso

Asilo Nido

A partire da oggi, giovedì 27 marzo, e fino a martedì 15 aprile prossimo, sono aperte le iscrizioni ai nidi d’infanzia del Comune di Ravenna, convenzionati e allo spazio bambini per l’anno scolastico 2025/2026.

Le iscrizioni riguardano i bambini nati negli anni 2023, 2024 e 2025 (nati fino al 13 aprile 2025 compreso). Per i bambini che nasceranno successivamente, sono indicate nel bando ulteriori scadenze per le iscrizioni alla voce “Ulteriori disposizioni specifiche relative alla graduatoria dei lattanti”.

La domanda deve essere compilata direttamente sul sito https://www.comune.ra.it/aree-tematiche/giovani-scuola-e-universita/scuola/ nella sezione “servizi on line”. Il genitore deve accedere con la propria identità digitale e risulterà automaticamente quale genitore dichiarante della domanda di iscrizione e intestatario delle fatture. I requisiti dichiarati devono essere posseduti alla data del 26 marzo 2025, giorno antecedente la data di apertura del bando.

Nel bando di iscrizione sono specificati i criteri e le procedure per la formulazione delle graduatorie, oltre al costo del servizio e alla determinazione e decorrenza della retta che è calcolata in modo individualizzato e proporzionale in base alla situazione economica familiare (Isee per prestazioni agevolate rivolte a minorenni).

Le famiglie che necessitano di informazioni in lingua e supporto per effettuare l’iscrizione possono rivolgersi alla Casa delle culture in piazza Medaglie d’oro 4, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12, il martedì e il giovedì dalle 14 alle 16 e il sabato dalle 9 alle 11 (Tel. 0544/591876).

Coloro che non dispongono di mezzi informatici propri possono rivolgersi ai seguenti uffici presenti sul territorio, previo appuntamento: San Pietro in Vincoli, via Pistocchi 41/A, tel. 0544/485771 – 485772 (orari: dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 13 sabato dalle 8.30 alle 12.30); Marina di Ravenna, largo Magnavacchi 5, tel. 0544/485793 – 485791 (orari: dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 13 sabato dalle 8.30 alle 12.30); Mezzano, piazza della Repubblica 10, tel. 0544/485670 – 485671 (orari: dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 13 sabato dalle 8.30 alle 12.30); Piangipane, piazza XXII giugno 6, – tel. 0544/485750 – 485751 (orari: dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 13 sabato dalle 8.30 alle 12.30); Ravenna, Via Aquileia 13, tel. 0544/482323 – 482509 (dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 12.30. Martedì e giovedì dalle 14 alle 17. Sabato chiuso); Ravenna, via Maggiore 120, tel. 0544/482043 – 482044 (dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 12.30. Martedì e giovedì dalle 14 alle 17. Sabato chiuso); Sportello polifunzionale, viale Berlinguer 30, tel. 0544/482482 (dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 12.30).

Prima di iniziare la compilazione della domanda online si invitano le famiglie a leggere attentamente il bando di iscrizione. Per qualsiasi chiarimento o difficoltà è attivo un servizio di help-desk che risponde, dal lunedì al venerdì dalle  9 alle 11, ai numeri telefonici 0544482394 e 0544485408 e alle e-mail inviate all’indirizzo ufficioiscrizioni@comune.ra.it

Arriva il sesto candidato a sindaco di Ravenna. In corsa anche la Dc con Morgese

Il quadro completo a poco meno di due mesi dal voto

Schieramenti Elezioni Ravenna 2025

Il quadro per le amministrative di Ravenna del 25 e 26 maggio (eventuale ballottaggio due settimane dopo) è ormai completo.

L’ultimo annuncio è quello della Dc, la nuova Democrazia cristiana fondata a Ravenna da Giovanni Morgese, noto per la sua attività nel mondo del volontariato, a cui si è affiancato anche Mauro Bertolino (candidato a sindaco nel 2021 con Alleanza di Centro). Sarà lo stesso Morgese a candidarsi a sindaco, in solitaria.

La settimana prima a sciogliere le riserve era stata invece La Pigna, lista civica presente in consiglio comunale da due mandati e fondata dall’imprenditore Maurizio Bucci (candidato sindaco nel 2016), ma guidata già da tempo dalla consigliera Veronica Verlicchi che torna a candidarsi a sindaca dopo l’esperienza del 2021. Queste ultime due candidature fanno dunque salire a quattro i nomi del centrodestra. Già in campo c’erano infatti Alvaro Ancisi sostenuto da una lista unica con Lega, Lista per Ravenna e Popolo della Famiglia e Nicola Grandi che da Viva Ravenna è entrato nel gruppo di Fratelli d’Italia e guida appunto la coalizione composta dal partito di Meloni, Forza Italia e la stessa lista civica, capeggiata dall’imprenditore Filippo Donati.

Sul fronte dell’opposizione all’attuale governo c’è poi il ritorno del simbolo di Ravenna in Comune che non raccoglierà però, come era accaduto nel 2016, tutte le forze a sinistra del Pd, ma anzi diventerà una lista di una mini-coalizione della sinistra radicale che vedrà sicuramente Potere al Popolo e molto probabilmente una lista comunista di Rifondazione e Pci (i dettagli sono in via di definizione). Le tre liste sosterranno l’attivista Marisa Iannucci, proposta da Pap e appoggiata dagli alleati.

Infine, ovviamente, c’è il grande favorito Alessandro Barattoni, segretario del Pd, che sarà appoggiato da una coalizione a cui mancano pochi dettagli. Ci saranno naturalmente i dem, il Pri con il simbolo dell’edera, il Movimento 5 Stelle, la lista civica Ama Ravenna guidata da Daniele Perini, una lista dal nome Progetto Ravenna che racchiude di fatto quattro forze politiche riformiste che sono Più Europa, Azione, Italia Viva e il Psi. A sinistra del Pd ma sempre in coalizione ci sarà invece Alleanza Verdi Sinistra che dovrebbe accogliere anche la lista Ambiente e Territorio di Marco Maiolini, che però ancora non ha ufficializzato né simbolo né possibili candidati.

Rissa a scuola, la preside: «Ondata di fango mediatica. Non abbiamo nessuna colpa»

Elettra Stamboulis sui social: «Non possiamo prevedere una lite tra studenti, nata per futili motivi, abbiamo chiamato subito l’ambulanza anche se i due ragazzi più colpiti non volevano, abbiamo subito istruito i procedimenti disciplinari previsti»

Stamboulis
La foto postata da Elettra Stamboulis (di schiena) sui social per ringraziare per la solidarietà

La preside del polo tecnico-professionale di Lugo, finita al centro delle polemiche (con tanto di strumentalizzazioni politiche in quanto da sempre esposta a sinistra) dopo il caso della rissa avvenuta nel cortile della scuola, rompe il silenzio sui social, con un lungo sfogo contro quella che viene definita «un’ondata di fango mediatica».

Dopo aver ringraziato chi in questi giorni le ha espresso solidarietà, Elettra Stamboulis scrive di sentirsi «lesa nella dignità personale e professionale».

«Penso però ai ragazzi coinvolti nell’episodio in cortile – entra nel dettaglio la preside -: come possono stare? Giudicati, etichettati, “puniteli senza esitare, buttateli fuori da scuola” dicono i giudici da tastiera. Hanno 14, 15, 16 anni. Sono minori, ragazzini. E se qualcuno vivesse male questo pubblico giudizio e facesse un gesto estremo? Pensiamo che il bullismo sia solo quello tra ragazzi? Noi stiamo ricostruendo i fatti con cura, ascoltando i testimoni, oltre agli attori coinvolti che peraltro subito hanno raccontato una versione un po’ diversa da quella raccontata dalla stampa. Come sempre facciamo, ci saranno le sanzioni disciplinari, che prevedono in questi casi il diritto alla audizione dei ragazzi. Nel procedimento sono coinvolti anche i docenti, il personale scolastico, i genitori e gli alunni eletti nel consiglio di istituto che ascoltano con me. Si vota insieme perché la scuola è uno spazio democratico e non è un tribunale. Invierò, come facciamo sempre in questi casi, la relazione con le testimonianze al procuratore, che poi vaglierà nelle sue indagini se è in che misura c’è un reato. Noi non siamo giudici, siamo educatori».

«C’è una ragione – continua Stamboulis – per cui i video delle telecamere di sorveglianza sono visionati solo dalle forze dell’ordine e non possono essere condivisi: perché loro fanno indagini e ricostruiscono i fatti da molti elementi. Qui invece un video fatto da un ragazzino è stato buttato in pasto al pubblico del web. Posso dire senza esitazioni che non abbiamo come istituzione nessuna colpa: non possiamo prevedere una rissa tra studenti, nata per futili motivi, abbiamo chiamato subito l’ambulanza anche se i due ragazzi più colpiti non volevano, abbiamo subito istruito i procedimenti disciplinari previsti. La zuffa è nata perché chi poi ha riportato più danni ha schiaffeggiato un compagno, questo dettaglio nessuno lo riporta: anche in questo caso dobbiamo subito trovare colpevoli, ha iniziato lui e quindi è colpa sua? Dobbiamo etichettarlo perché ha già una denuncia per lesioni? La violenza è sempre terribile, soprattutto vista in un breve video. Però prima di giudicare bisognerebbe aspettare almeno di ricostruire i fatti. Subito dopo erano insieme a lavarsi la faccia. Insieme. Questo non compare nel video ovviamente. Non volevano andare a parlare con la vice preside, perché per loro era finita. Certo, chi ha colpito nel mucchio sarà sanzionato in forma più grave. Ora invece le loro vite, quelle di tutti, sono sconvolte. Per questo non rilasciamo più interviste, non andrò in televisione, per proteggere con il silenzio dei ragazzini e le loro vite, per proteggere la scuola da questa ennesima alluvione».

Stamboulis conclude poi con il caso degli allarmi antincendio, che verrebbero fatti suonare impropriamente anche due-tre volte al giorno, impedendo di svolgere regolarmente le lezioni: «Stiamo lavorando da due anni per capire come fare. Anno scorso avevamo intercettato una ragazzina, di prima. Così aveva smesso. Quest’anno qualcun altro ha iniziato: no, non si può disinstallare perché il rischio di incendio è peggio dell’evacuazione. Ho fatto riunioni con la provincia, con il comune con il nostro Rspp. Tutti dicono che bisogna lasciare come è. Stiamo allora valutando di mettere le telecamere, ma anche quello è molto complesso per i vincoli del garante della privacy. Soprattutto non si fa in un giorno».

Infine, la preside ricorda anche il cartongesso sfondato nei giorni precedenti: «L’autore è un alunno del tecnico e i genitori stanno risarcendo».

Regione, via libera al bilancio. Manovra da 14,3 miliardi, oltre 10 per la sanità

Aumenti di Irpef (ridotti), Irap, bollo auto e ticket. «Tagli dal Governo»

MICHELE DE PASCALE

Una legge di bilancio da 14,3 miliardi di euro, con nuove entrate provenienti da maggiorazioni Irpef, Irap, bollo auto e ticket sanitari e maggiori investimenti nei servizi, in particolare nell’ambito della non autosufficienza, nella cura del territorio, nel trasporto pubblico locale, nelle politiche abitative e in quelle educative. L’Assemblea legislativa ha approvato il Bilancio di previsione 2025-2027 della Regione Emilia-Romagna.

L’approvazione, a maggioranza, del “pacchetto Bilancio 2025-2027” è arrivata dopo un lungo dibattito. La maggioranza di centrosinistra Pd-Avs-Civici con de Pascale-Movimento 5 Stelle ha parlato di una manovra di bilancio nell’interesse dei cittadini, che tutela la sanità pubblica, colpita dai tagli del governo, senza pesare sui redditi bassi, mentre l’opposizione di centrodestra FdI-FI-Rete civica-Lega l’ha criticata, soprattutto per il ricorso alla leva fiscale, considerato solo un modo per coprire gli errori politici del passato, che si sarebbero potuti recuperare razionalizzando la spesa.

L’Assemblea legislativa ha approvato il 26 marzo la manovra – illustrata in Aula dall’assessore al Bilancio, Davide Baruffi – unitamente alle disposizioni in materia tributaria e a quelle collegate alla legge regionale di stabilità per il 2025. Ammonta a 14,3 miliardi di euro di cui oltre 10 per la sanità, recepisce le priorità del Programma di mandato presentato da de Pascale ed esce rafforzata dal lavoro consiliare in Aula e grazie al contributo arrivato dal confronto con le organizzazioni sindacali confederali emiliano-romagnole, come il ridimensionamento nel triennio dell’incremento Irpef e l’esclusione di interventi sui ticket farmaceutici per gli esenti.

La manovra prevede nuovi investimenti per 1,9 miliardi di euro su lavoro, imprese e comunità. Tra le risorse regionali, europee e statali, comprese quelle del Pnrr, il Bilancio 2025-2027 vede una crescita di contributi e investimenti: 168 milioni per lo sviluppo sostenibile e la tutela del territorio e dell’ambiente, 114 milioni per l’agricoltura, 57,6 milioni per il turismo, 875 milioni per i trasporti, viabilità e mobilità, 268 milioni per lo sviluppo economico e la competitività, 293 milioni per le politiche per il lavoro e la formazione professionale, 72 milioni per l’assetto del territorio e l’edilizia abitativa, 18,7 milioni per le politiche giovanili, lo sport e il tempo libero, 73 milioni per l’istruzione e il diritto allo studio, 113 milioni per l’energia e la diversificazione delle fonti energetiche, 137 milioni per i diritti, le politiche sociali e la famiglia e 59 milioni per la tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali.

«Quella approvata è una manovra che si rivolge all’intero sistema emiliano-romagnolo, in un momento di grandi difficoltà internazionali- sottolineano il presidente de Pascale e l’assessore al Bilancio, Davide Baruffi -. Ci siamo assunti la responsabilità di difendere prioritariamente il servizio sanitario e tutelare le fragilità, a fronte di una politica nazionale che taglia risorse a Regione e Enti locali e non garantisce un adeguato finanziamento alla salute pubblica. E al contempo puntiamo a mettere in sicurezza il territorio raddoppiano i fondi per la manutenzione e la prevenzione del rischio idrogeologico, oltre a sostenere la crescita sostenibile del sistema emiliano-romagnolo. Nel percorso verso la sua approvazione, grazie al confronto col tessuto socioeconomico emiliano-romagnolo e il contributo delle forze politiche dell’Assemblea legislativa, il Bilancio diviene ancora più robusto confermando la nostra impostazione di base. Saranno ancora più forti gli investimenti nel lavoro e nelle reti di protezione sociale, nel sostegno alle imprese che innovano e creano buona occupazione. In questo modo possiamo fronteggiare l’attuale contesto di decelerazione della crescita economica. Per il fondo affitto nel 2025 sono previsti 10 milioni di euro, lo stesso importo che il governo ha stanziato per il Paese».

Faenza protegge il Borgo da nuove alluvioni: al via intervento da 7 milioni di euro

Entro sei mesi nuovi argini e un’area di laminazione. Il sindaco: «Ci sostituiamo ad altri enti per superare l’immobilismo e la burocrazia»

Gli effetti della terza alluvione in via Cimatti a Faenza

La città di Faenza entro sei mesi sarà dotata di un’area di laminazione a protezione del quartiere Borgo per evitare nuove inondazioni. Il grande progetto, che coinvolgerà via San Martino e via Cimatti, avrà un costo di 7 milioni di euro (ottenuti grazie a tre ordinanze commissariali e regionali) e partirà con i primi lavori a inizio aprile.

«Nel pieno dell’emergenza alluvionale abbiamo scelto di agire subito, senza attendere – ha dichiarato il sindaco Massimo Isola dopo l’approvazione all’unanimità in consiglio comunale -, anche sostituendoci ad altri enti per superare l’immobilismo e la burocrazia. Abbiamo rimesso al centro il tema della riduzione del rischio idrogeologico, adottando scelte coraggiose e anticipando fondi senza la certezza del rimborso. Questa ‘disobbedienza civile’ non ha mai significato eludere la legalità, ma assumersi responsabilità che altri evitavano. L’idea progettuale, proposta alla struttura commissariale oltre un anno fa, è nata anche dal confronto con il comitato, sempre franco ma costruttivo e propositivo. La vera sfida è stata trasformare un’idea in un progetto concreto, capace di garantire maggiore sicurezza senza creare effetti collaterali negativi o mettere in pericolo altre abitazioni».

Nel dettaglio l’opera riguarda l’area situata sulla destra idrografica del fiume Lamone, nei pressi di via Cimatti. L’intervento si sviluppa in tre lotti e comprende diverse opere: la costruzione di un nuovo argine parallelo a via Cimatti, il rinforzo dell’argine esistente del fiume Lamone, la realizzazione di una pista a monte del nuovo argine, un sistema di drenaggio delle acque e un punto di raccolta finale delle acque stesse. Quest’ultimo sistema verrà dotato di un pozzetto verticale con sistema di pompe, che garantirà lo svuotamento controllato dell’area in caso di allagamenti. Il volume massimo contenibile sarà di 398.000 metri cubi. Il progetto, di fatto, non modifica il deflusso naturale delle piene del Marzeno e del Lamone, ma permette di ridurre il rischio di esondazioni in via Cimatti e nelle vie limitrofe, come già accaduto.

«Non è stato facile, ma ce l’abbiamo fatta – conclude il sindaco Isola -. Abbiamo dimostrato che, con determinazione e responsabilità, si può intervenire rapidamente anche senza poteri straordinari. Interventi che, in realtà, avrebbero dovuto essere realizzati da chi di competenza già dopo la prima alluvione. Siamo consapevoli dell’importanza di quest’opera, che ridurrà in modo significativo il rischio idraulico del Marzeno nella zona del Borgo, ma allo stesso tempo sappiamo che si tratta solo di un primo passo rispetto alla complessità del rischio idraulico complessivo. Da un lato, c’è l’orgoglio di essere riusciti a compiere questo primo passo in tempi brevi; dall’altro, cresce la frustrazione per le opere che gli enti superiori devono ancora realizzare e che chiederemo con ancora più determinazione e caparbietà».

Il progetto è stato elaborato dallo studio Enser sulla base del lavoro svolto dai tecnici dell’Unione della Romagna Faentina e del Settore Lavori Pubblici Protezione Civile, con il contributo dell’Università di Bologna, il supporto del Consorzio di Bonifica e il confronto con l’Agenzia Regionale e l’Autorità di Bacino. Inoltre, alcune aziende del territorio hanno collaborato, fornendo il loro contributo in materia di movimento terra.

Torna il festival dei cortometraggi. Saranno 60 provenienti da 21 paesi

“Corti da Sogni” giunge alla 26esima edizione tra cinema Mariani e teatro Rasi

Conferenza Stampa Corti Da Sogno

Saranno 60 i cortometraggi internazionali proiettati a Ravenna in occasione della 26esima edizione del festival Corti da Sogni. Le proiezioni inizieranno al cinema Mariani nelle giornate di lunedì 7 e martedì 8 aprile, per poi proseguire dal 9 al 12 aprile al teatro Rasi. L’ingresso avrà un costo di 5 euro, con riduzione a 3 per under 25 e over 65.

«Salutiamo con piacere l’avvio di questa nuova edizione del festival Corti da sogni, a cui partecipo da 15 anni – dichiara il sindaco facente funzioni Fabio Sbaraglia –. Con la sua programmazione, capace di coniugare stili e linguaggi differenti, questo festival ha saputo ritagliarsi uno spazio molto importante nell’offerta culturale cittadina, diventando un appuntamento fisso per tanti spettatori e spettatrici e conquistando un pubblico sempre più ampio di affezionati. Un grande ringraziamento va al circolo Antonio Ricci per la passione, la dedizione e la competenza con cui ha saputo proporre alla città un festival di qualità e in grado di offrirci una sempre nuova e aperta visione sul mondo».

Sono più di mille i corti inviati da tutto il mondo, ma solo 60 provenienti da 21 paesi sono stati selezionati e saranno proiettati nelle sei giornate designate. «È un programma molto ricco e vasto che ci auguriamo mantenga la freschezza propria del cortometraggio – commentano Roberto Artioli e Matteo Papi in rappresentanza del circolo Sogni Antonio Ricci –. Cambiamento e libertà sono parole chiave della rassegna. In un mondo che cambia ci fa piacere proporre movimenti internazionali ma rimanendo sempre legati al nostro territorio. Le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale, le sfide al cambiamento climatico, i paradossi della società moderna e le inquietudini e i conflitti sono alcuni dei tanti temi proposti dagli oltre mille cortometraggi che abbiamo avuto il piacere di visionare».

Anche in questa edizione sarà confermato il premio Marescotti (nel secondo anniversario della sua morte), che andrà alla migliore interpretazione in un corto made in Italy. Prosegue la storica sezione dedicata al cinema d’animazione dedicata a Giuseppe Maestri. Le altre sezioni in concorso saranno: European Sogni Award (per le opere europee), Sogni D’Oro (riservata ai corti internazionali), Made in Italy (destinata ai cortometraggi italiani), Mitici Critici (riservata ai cortometraggi per le scuole), Film School (realizzati dalle scuole e università di cinema), Green Planet e Green School (opere a tema ambientale e rapporto uomo e natura), Creatività in corto (premio del pubblico).

Prosegue il proficuo rapporto di collaborazione tra il circolo Antonio Ricci, Cinemaincentro e per il terzo anno di fila Fice, la federazione del cinema d’essai. Oltre alle giornate del Festival, tutte e tre le realtà si impegnano a portare l’arte cinematografica nella scuole.  «La collaborazione con il circolo Sogni sta dando grandi frutti – dichiara il responsabile di Cinemaincentro e vicepresidente Fice, Alberto Beltrani -. I numeri dicono che il cinema Mariani è frequentato da più gente rispetto al pre pandemia e questo è un grande risultato considerando che gli spettatori nelle sale italiane sono calati del 20% rispetto al 2019. Inoltre come vicepresidente Fice sono contento che gli organizzatori del festival stiano portando avanti la promozione del cinema nella scuole. Crediamo che sia fondamentale attrarre giovani in contesti cinematografici al di fuori delle piattaforme per poter socializzare e approfondire temi in maniera differente».

Un ulteriore appuntamento è annunciato in estate, all’Arena del Sole di Lido di Classe, con i corti a tema ambientale della sezione Green Planet.

Di seguito il link per consultare il calendario completo www.cinesogni.it

Lo storico massaggiatore del Ravenna si candida alle elezioni comunali con la Pigna

Primo Bonetti sostiene Veronica Verlicchi nella corsa a Palazzo Merlato

Primo Bonetti Verlicchi

Lo storico massaggiatore del Ravenna, Primo Bonetti, si candiderà alle prossime elezioni comunali nella lista della Pigna, che sostiene la candidata a sindaco Veronica Verlicchi (consigliera uscente dell’opposizione).

Bonetti, classe 1940, è da quasi 45 anni nello staff del Ravenna del calcio ed è un idolo dei tifosi, che non mancano mai di dedicargli un coro.

Entusiasta la stessa Verlicchi, che ammette di essersi commossa, sui social: «Vi capita mai di conoscere una persona quasi per caso e di condividere con questa sin da subito un’incedibile affinità?», dice per descrivere il proprio rapporto con Bonetti.

Già condannati dal tribunale, due uomini arrestati nel giro di poche ore

Erano stati giudicati colpevoli per droga e violenza sessuale

2025.03.26 Sq. Mob. Catture Foto Di Repertorio

A distanza di poche ore l’uno dall’altro, la polizia ha arrestato nella giornata di mertedì 25 marzo, a Ravenna, due uomini.

Il primo è un cittadino extracomunitario, identificato nella zona del porto, e condannato dal tribunale di Ravenna a due anni di reclusione per reati relativi allo spaccio di droga. Poche ore dopo gli agenti, durante un appostamento nelle vicinanze di un’abitazione del centro cittadino, hanno fermato e successivamente arrestato un cittadino italiano che era stato condannato in via definitiva dal tribunale di Bologna alla pena di un anno e un mese di reclusione per una violenza sessuale consumata nel settembre 2021.

I lavori sull’Adriatica si spostano verso Madonna dell’Albero

Sei mesi di chiusura della carreggiata nord. Si procederà su una sola corsia su quella sud

Lavori Tangenziale Ravenna

Al via una nuova fase di interventi nell’ambito dei lavori Anas di ampliamento della strada statale 16 “Adriatica” nel tratto noto come “Tangenziale di Ravenna”, in corrispondenza dall’abitato di Madonna dell’Albero fino alla rotatoria di intersezione con la Ravegnana (S.S. 67 “Tosco-Romagnola”), che vede, tra l’altro, la realizzazione delle opere di allargamento della statale in corrispondenza del sottopasso di via Cella e, a seguire, del viadotto di attraversamento del fiume Ronco.

A partire dalle 21 di venerdì 28 marzo, per una durata di circa 6 mesi, sarà chiusa al traffico la carreggiata nord (direzione Venezia) della Ss 16 nel tratto che va dal km 153,630 circa al km 153,310 circa (rotatoria di intersezione con la Ravegnana), per consentire le opere necessarie all’allargamento della Statale in corrispondenza del viadotto sul fiume Ronco. Inoltre, al fine di procedere con le medesime lavorazioni in corrispondenza del sottopasso di via Quaroni e del viadotto sul fiume Montone, il tratto sopra riportato sarà esteso fino al km 151,850 dal giorno 15 aprile.

Durante la modifica alla circolazione, necessaria per consentire lo svolgimento delle attività descritte, il traffico sarà deviato sulla adiacente carreggiata in direzione sud (Rimini).

In prossimità dei percorsi consigliati per gli utenti provenienti dalle varie località sarà apposta in loco specifica segnaletica di informazione sui possibili percorsi alternativi.

L’intervento complessivo prevede l’ampliamento del tratto della sezione stradale della SS 16 “Adriatica” per conformarla alla tipologia “B – Extraurbana Principale”, con lo scopo di riqualificare e potenziare la funzionalità della viabilità statale con quella autostradale, oltre che con il porto di Ravenna.

Metalmeccanici in corteo a Ravenna: «Senza contratto, si sciopera»

I sindacati chiedono aumenti salariali e riduzione dell’orario

Presidioporto 24febbraio2025

Dopo le riuscite e partecipate mobilitazioni dei mesi scorsi, Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil hanno proclamato ulteriori 8 ore di sciopero nazionale che si effettueranno in tutta Italia nella giornata del 28 marzo con manifestazioni regionali e provinciali. L’obiettivo è riconquistare il tavolo di trattativa con Federmeccanica e Assistal e rinnovare il contratto nazionale in tempi rapidi. Nella stessa giornata sciopereranno, inoltre, anche i lavoratori che rientrano nel contratto collettivo nazionale Unionmeccanica-Confapi.

Per la provincia di Ravenna – dove sono oltre 400 le aziende metalmeccaniche – è in programma un corteo con manifestazione che si svolgerà, venerdì 28 marzo, a partire dalle ore 10 con concentramento nel piazzale del cinema Astoria in via Trieste. Il corteo giungerà in piazza Paul Harris.

«Il 12 novembre scorso – commentano i sindacati – dopo otto incontri per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei metalmeccanici con Federmeccanica e Assistal, si è determinata una rottura al tavolo della trattativa (iniziata il 30 maggio 2024) dopo che la controparte non ha risposto alle richieste contenute nella piattaforma di Fim, Fiom, Uilm, ma ha presentato una vera e propria contropiattaforma che presenta proposte economiche vaghe e condizionate dalla sostenibilità per le aziende. Nessuna proposta concreta sulla riduzione dell’orario di lavoro e sul mercato del lavoro. Insoddisfacenti risposte su inquadramento professionale e formazione continua. In risposta a tutto questo, Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil hanno proclamato tra dicembre e febbraio 16 ore di sciopero con il blocco delle flessibilità e degli straordinari. La riuscita degli scioperi fin qui effettuati, la partecipazione dei lavoratori alle tante iniziative svolte, anche in modo articolato, sul territorio nazionale confermano la determinazione dei sindacati e dei lavoratori a sostenere le richieste contenute in piattaforma che devono essere assunte anche da Federmeccanica e Assistal come base per avviare la trattativa. Senza contratto si sciopera».

Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil chiedono: «aumenti salariali definiti e adeguati; riduzione dell’orario di lavoro; regolamentazione chiara per contratti non a tempo indeterminato e stabilizzazioni; risposte su “protocollo di partecipazione”».

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