sabato
25 Aprile 2026

Rifiuti “di Natale”: le raccomandazioni di Hera. «Meglio regalare beni immateriali»

Dalle luci agli alberi, passando per le carte: ecco come smaltire correttamente durante le feste

Regali Di Natale

Imballaggi in polistirolo, carta e nastri colorati, biglietti d’auguri, involucri in cartone e plastica: il Natale, ogni anno, porta con sé anche tanti rifiuti da smaltire. Per vivere questa ricorrenza in modo più “green” occorre essere bene informati sul corretto conferimento di tutti i materiali, così da non riempire i cassonetti dell’indifferenziato, evitare l’abbandono dei rifiuti su suolo pubblico, avviare il più possibile a corretto recupero gli scarti migliorando la qualità della raccolta differenziata. In occasione del Natale, Hera ricorda, dunque, alcuni consigli in una nota inviata alla stampa che pubblichiamo integralmente e che inizia con un invito a fare regali “immateriali” (come abbonamenti, ricariche, contributi ad associazioni benefiche): «In questo modo diminuisce lo stress e soprattutto si riduce la produzione di rifiuti».

Luci di Natale e carta regalo
Ogni anno si scopre che qualche fila di luci colorate, che ha abbellito alberi di Natale, presepi o l’esterno di abitazioni, non funziona più. Se non sono più utilizzabili, le ‘luminarie’ casalinghe diventano RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e devono essere portate alla stazione ecologica.
La carta da regalo, invece, se è plastificata (es. carta argentata non di alluminio) va nella plastica, se è semplice va nella carta, mentre i nastri e i fiocchi che decorano i pacchi vanno nell’indifferenziata.

Alberi di Natale
Gli abeti senza radici, non più trapiantabili, possono essere avviati a compostaggio e trasformati in ottimo fertilizzante da riutilizzare in agricoltura: per questo motivo, Hera invita i cittadini a conferirli alla stazione ecologica. Nel caso sia attivo nel proprio comune il servizio di ritiro di scarti verdi/ramaglie/potature, è possibile anche chiederne il ritiro gratuito a domicilio chiamando il numero verde (gratuito anche da cellulare) 800.999.500, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 22 e il sabato dalle 8 alle 18. Oppure possono essere conferiti anche nei cassonetti dei rifiuti vegetali (sfalci e potature), se presenti, ovviamente ridotti in tronchetti per limitarne il volume. È comunque indispensabile evitare che finiscano nei cassonetti dell’indifferenziato o, addirittura, che siano abbandonati vicino ai contenitori per la raccolta dei rifiuti. Gli alberi di Natale sintetici, se non più utilizzabili, devono essere portati alla stazione ecologica.

Rifiuti organici
I rifiuti organici corrispondono a circa il 30% degli scarti prodotti: dove è presente il servizio di raccolta, è necessario conferirli nell’apposito contenitore. In alternativa, possono essere conferiti nella compostiera (se in dotazione), un contenitore che trasforma gli scarti organici (residui dei pasti, erba e fogliame) in concime attraverso un processo di degradazione naturale chiamato compostaggio domestico.

Oli alimentari esausti
Sono gli oli di frittura, quelli contenuti nei sottoli (verdure o tonno), che devono essere raccolti a parte e conferiti in bottiglie di plastica negli appositi contenitori stradali, oppure alla stazione ecologica. Gli oli alimentari esausti di uso domestico recuperati da Hera vengono destinati, in partnership con Eni, alla produzione di biocarburante idrogenato. Questo carburante poi torna, in modo circolare, ad essere risorsa e diventa la fonte di alimentazione di diversi mezzi che Hera utilizza per la raccolta dei rifiuti urbani.

Cartone, vetro e plastica-lattine
Gli scatoloni e gli imballaggi in cartone devono essere ridotti di volume e gettati insieme alla carta. Gli imballaggi in plastica o polistirolo vanno invece inseriti nei contenitori gialli adibiti alla loro raccolta. Se si tratta di imballaggi di grandi dimensioni, la loro destinazione è la stazione ecologica.
Le bottiglie di vetro vuote vanno conferite negli appositi contenitori: si ricorda che il vetro è un materiale che può essere riciclato all’infinito.
Le lattine e i barattoli che hanno contenuto bevande, olio alimentare o cibi in scatola vanno gettati nel contenitore per la raccolta della plastica.

Vecchie apparecchiature elettroniche
A Natale capita spesso di ricevere (o donare) cellulari, pc, televisori, radio, asciugacapelli, frullatori, joystick, e molti altri ancora che vanno a sostituire quelli precedenti. Prima di considerarli RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) è opportuno verificare se siano riutilizzabili, per regalarli a chi possa averne necessità. Se sono guasti e non più funzionanti devono essere consegnati alle stazioni ecologiche Hera presenti sul territorio, dove vengono avviati a recupero. Questi apparecchi, infatti, contengono plastica, silicio, metalli come piombo, cadmio, oro, cobalto, risorse esauribili in natura che, attraverso la raccolta differenziata, possono essere recuperate e riutilizzate.
I metalli sono interamente riciclabili: possono essere usati varie volte, riducendo le nuove estrazioni e l’impatto ambientale delle trasformazioni delle materie vergini.

Beni in buono stato
Le feste sono il periodo ideale per sbarazzarsi di vecchi oggetti che non si usano più ma che possono servire a qualcun altro: per dare loro una nuova vita si possono portare nell’area del riuso più vicina: presso le stazioni ecologiche di via Albe Steiner (zona Bassette, accanto alla sede Hera di via Romea Nord) a Ravenna, di via Romea a Cesena o in via Nataloni a Rimini.
Altrimenti si possono donare a chi ne ha bisogno grazie a Cambia il finale, il progetto portato avanti da 10 anni da Hera in collaborazione con Last Minute Market, per dare nuova vita ad alcune tipologie di beni ancora in buono stato (ingombranti e non solo), ridistribuendoli sul territorio. L’iniziativa alimenta il circolo virtuoso del riuso ed è gestita in collaborazione con diversi Enti no profit dell’Emila Romagna, di cui si trovano i riferimenti qui: https://www.gruppohera.it/insieme/progetti/cambia-il-finale, oppure si può chiamare il numero verde gratuito di Hera 800.999.500, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 22 e il sabato dalle 8 alle 18.

Per ogni dubbio c’è Il Rifiutologo
In caso di dubbi sul corretto conferimento dei rifiuti è possibile consultare l’app Il Rifiutologo, scaricabile gratuitamente da tutti gli store e integrata con Alexa, l’intelligenza artificiale di Amazon che indica anche in quale contenitore gettare ogni singolo rifiuto o quando passa la raccolta porta a porta di ogni singolo materiale. Il Rifiutologo ha diverse funzionalità: vi sono riportate informazioni dettagliate sul conferimento di ogni materiale, è possibile cercare il rifiuto scrivendo il nome del prodotto da buttare o anche fotografando il suo codice a barre. Attraverso l’app si possono anche inviare direttamente ai tecnici Hera le fotosegnalazioni di rifiuti abbandonati, cassonetti rotti o troppo pieni. L’app si può impostare per indirizzo di residenza, così da avere tutte le informazioni sono sempre puntuali e geolocalizzate (es. stazioni ecologiche, raccolte differenziate particolari, punti di distribuzione materiali, ecc).

Tampona violentemente e finisce con l’auto nella pista ciclabile

Tanta paura in viale Pertini, a Ravenna, con tre mezzi coinvolti

Tamponamento Viale Pertini

Pauroso incidente nella mattinata di oggi, 23 dicembre, in viale Pertini, a Ravenna, all’altezza del semaforo. Per cause ancora in corso di accertamento, un’anziana alla guida di una Volkswagan Polo ha tamponato l’auto che la precedeva, con a bordo una coppia di anziani, che a sua volta ha colpito l’auto davanti, con alla guida una donna e una bambina.

Un tamponamento ad alta velocità, considerata la strada trafficata e il semaforo poco distante, causato quindi probabilmente dalla perdita di controllo della prima auto, che dopo aver tamponato il veicolo che la precedeva ha finito la propria corsa ad alcune decine di metri di distanza, nella pista ciclabile, dove fortunatamente in quel momento non si trovava nessuno.

L’anziana che ha provocato il tamponamento è stata portata in ambulanza insieme alla moglie che viaggiava insieme al marito nella prima macchina coinvolta. Entrambe non hanno riportato ferite gravi. Hanno rifiutato le cure del caso invece le altre persone coinvolte.

Disagi sul traffico, con code fino a viale Randi e via Fiume Abbandonato.

Aperto il presepe di Villa Prati: attese migliaia di visitatori da tutta la regione

Fino al 12 gennaio alle ex scuole elementari

Presepe Villa Prati 24 25 2

È visitabile da ieri (domenica 22 dicembre) alle ex scuole elementari della frazione il presepe animato meccanicamente di Villa Prati di Bagnacavallo.

Il tradizionale e apprezzato presepe viene allestito dall’associazione Amici del Presepe con materiali di recupero e una scenografia che ricrea le scene della natività nell’alternarsi del giorno e della notte in un paesaggio studiato fin nei dettagli più minuti. Ogni anno la scenografia viene aggiornata e arricchita con nuovi particolari.

Visitato mediamente ogni anno da oltre cinquemila persone provenienti da tutta la regione, il presepe si sviluppa su una superficie di oltre 70 metri quadrati.
Per l’illuminazione dei diorami sono utilizzate esclusivamente lampade e strisce led: ciò permette, oltre a un abbattimento dei consumi energetici, di ottenere un’illuminazione molto suggestiva con variazioni dei colori di alba e tramonto tramite controlli computerizzati.

Accanto al presepe è allestita una mostra di stufe d’epoca a cura di Giovanni Andraghetti.

Il presepe sarà visitabile fino al 12 gennaio nei seguenti orari: festivi 14.30-19, feriali dal 27 dicembre al 5 gennaio 14.30-17.30.

Le ex scuole elementari di Villa Prati sono in via Sinistra Canale Inferiore 67.

La cartoleria che era diventata un’istituzione: «Abbiamo realizzato un sogno»

I titolari dell’Aurora, di fronte alla Don Minzoni, raccontano la propria attività, chiusa a fine novembre dopo oltre trent’anni

Cartolibreria Aurora

A fine novembre a Ravenna si sono spente per l’ultima volta le luci della cartoleria Aurora di via Cicognani. Dopo 31 anni di onorato servizio, la proprietaria Roberta Casadei e il marito Stefano Cangialeoni hanno deciso di chiudere il negozio e di dedicarsi alla cura delle persone a loro care:«Diventare nonni – spiega Roberta – ci ha spinto a prendere questa decisione, e poi ci sono i nostri genitori, che stanno invecchiando. Vogliamo passare del tempo con loro». La decisione ha stupito e (anche un po’ commosso) i numerosi clienti affezionati, che dopo aver letto l’annuncio su Facebook dell’imminente chiusura si sono presentati in negozio per un saluto e un abbraccio. Una reazione non poi cosi anomala, se si considera l’importanza che un esercizio commerciale di questo tipo ha avuto per anni nella vita di centinaia di studenti e studentesse della zona (e non solo) divenendo una vera e propria “istituzione” locale; d’altronde, 30 anni di attività continuativa sul territorio lasciano il segno.

«La nostra avventura – ci racconta Roberta – iniziata nell’89, quando io e Stefano, che sarebbe diventato mio marito l’anno successivo, abbiamo preso in gestione la cartoleria investendo tutti i nostri risparmi per realizzare un sogno. Prima facevamo lavori diversi, io ero impiegata in un’agenzia immobiliare mentre Stefano lavorava per la Cmc. Inizialmente il negozio si trovava in via Rotta, ma lì non vendevamo tanto, cosi abbiamo deciso di spostarci in via Cicognani, dove nel frattempo stavano costruendo la scuola media Don Minzoni. Da lì non ci siamo più fermati, anche se non siamo mai riusciti a convincere il proprietario a venderci il locale…siamo stati in affitto per 31 anni! Però riuscivamo a vendere, e cosí siamo rimasti. Tornassi indietro, rifarei tutto allo stesso modo».

La vicinanza alla scuola media Don Minzoni ha senz’altro giocato un ruolo strategico nella sopravvivenza della cartoleria, ma chiunque abbia frequentato il negozio di Roberta e Stefano sa che il successo della loro un’attività non è solo frutto di coincidenza e fortuna. La cartoleria Aurora ha sempre avuto molti clienti affezionati, disposti anche a fare la fila fuori dalla porta di ingresso nel periodi di maggiore richiesta come il mese di settembre.  «Un primo aspetto apprezzato dai clienti è forse l’organizzazione – continua Roberta -. Ci sono stati periodi in cui arrivavamo a casa alle 22, lavoravamo al computer fino a mezzanotte e poi io rimanevo sveglia fino anche alle due di notte per finire di rilegare i libri di testo, in modo che fossero pronti quanti i clienti venivano a ritirarli». Un’organizzazione che fa rima con dedizione e passione per il proprio mestiere, il tutto reso ancora più efficace dal modo di porsi dei proprietari, sempre gentili e sorridenti in negozio. «Penso che la gente abbia apprezzato la nostra umanità, la nostra empatia. La gentilezza è importantissima in un lavoro come il nostro. Una volta a una ragazza non sono arrivati in tempo i libri per un nostro errore nella prenotazione; quando me me ne sono accorta a settembre non ci ho dormito per una settimana. Mi diceva di non preoccuparmi, ma io ero molto dispiaciuta, ho cercato di sollecitare in tutti i modi il magazzino della casa editrice per risolvere».

Un atteggiamento, questo, che i clienti hanno senz’altro notato e apprezzato, decidendo di premiare la cartoleria con costanza e fedeltà nell’acquisto di penne, quaderni, astucci e soprattutto libri di testo, un importante fonte di guadagno per l’Aurora: «Quando abbiamo iniziato a vendere l’usato, ho notato che la gente si è affezionata a noi ancora di più. Per me è stato un doppio piacere: facevo felice il cliente che mi portava il libro da vedere e allo stesso tempo facevo felici quello che lo acquistava a un prezzo scontato. Insomma, rendevo felici due persone con lo stesso libro!».

Non sono mancate di certo le difficoltà, derivate soprattutto da fattori esterni come il rapporto con le case editrici, sempre più in ritardo nelle consegne – «Anche quest’anno abbiamo ordinato dei libri a inizio luglio e sono arrivati solo a metà ottobre» racconta con amarezza la proprietaria. Per non parlare poi dell’effetto Amazon, che ha inciso soprattutto dopo il Covid su articoli da regalo e accessori per le feste. «Per i libri e la cartoleria, invece, i clienti si sono sempre fidati di noi e quindi non ne abbiamo risentito più di tanto».

Alla fine, insomma, la chiusura di un’attività trentennale è stata motivata da ragioni personali e, per cosi dire, legate a un naturale epilogo, più che a fattori commerciali. C’è da rallegrarsene, considerando in generale l’andamento odierno delle piccole attività, spesso letteralmente inghiottite dalla concorrenza online. Un lieto fine che vede i protagonisti proiettati in un futuro di affetti e passioni sportive (Roberta e Stefano sono da tempo attivi come volontari nella pallavolo). Già si avverte in loro un pizzico di fisiologica nostalgia, ma la tristezza è stemperata dalla dolcezza del ricordo di anni tanti passati a svolgere un lavoro che è stato, da subito e prima di tutto, una passione. «Siamo stati fortunati a fare un lavoro che ci piaceva», ammette Roberta. E chissà che questo non diventi un monito per tutti i giovani studenti che hanno frequentato la cartoleria Aurora e che si trovano oggi a scegliere una direzione per i proprio futuro. Che possano essere, o diventare, lavoratori altrettanto appagati e soddisfatti.

A2, la Consar Ravenna chiude il girone d’andata al secondo posto

Battendo Macerata al Pala De André. Già in campo a Santo Stefano

Gioia Finale

La Consar viene a capo di una Banca Macerata Fisiomed ostica e combattiva e dopo due ore di gioco conquista il successo per 3-1. Al giro di boa del campionato di volley di A2 Credem Banca, la formazione di Valentini arriva con un bottino di 10 successi e il secondo posto in classifica solitario (a 2 punti di distanza dalla capolista Brescia).

Partita complicata e piena di trappole quella che la Consar si aggiudica contro Macerata, sorretta soprattutto dal duo Valchinov e Fall (28 punti in due). Ad alimentare il fuoco, in casa ravennate, è soprattutto Tommaso Guzzo, che si prende il premio da Mvp con un bottino di 29 punti: primato personale stagionale eguagliato e sesta volta oltre i 20 punti.

Il 2024 però non è ancora terminato per la Consar, che il giorno di Santo Stefano inizierà il girone di ritorno a Fano e il 29 dicembre ospiterà al Pala De André Reggio Emilia.

Lo storico ristorante messicano di Ravenna riapre, ma a Cervia

Mr. Mex annuncia la riapertura. L’assessore: «Vi aspettiamo»

Mr Mex

Il celebre ristorante messicano “Mr. Mex“, che aveva chiuso i battenti a Ravenna nel 2022 dopo 25 anni di attività, si appresta a riaprire. Una notizia attesa dai tanti fan del locale che si era fatto apprezzare in piazza Baracca, dove soprattutto nei weekend era davvero diventata un’impresa riuscire a trovare posto.

I titolari ora annunciano la riapertura, verso metà gennaio, ma a Cervia, in corso Mazzini. A dare loro il benvenuto, sui social, anche l’assessore Mirko Boschetti: «Vi aspettiamo a Cervia».

Tantissimi i commenti degli ex clienti, desiderosi di tornare in un locale che era diventato con il tempo uno dei più amati dai ravennati.

Legambiente: la linea Bologna-Ravenna-Rimini tra le 3 più critiche della regione

Il report annuale dell’associazione ambientalista dedicato al trasporto pubblico segnala problemi di ritardi e soprattutto di sovraffollamento, ma anche frequenti chiusure per allagamenti e smottamenti. Il presidente di Regione riconosce le criticità e promette: «Sarà migliorata nel mio mandato»

240523 Lavori Fra Faenza E ForliLa linea Bologna-Ravenna-Rimini è tra le tre linee ferroviarie critiche dell’Emilia-Romagna secondo l’edizione 2025 di Pendolaria, il report di Legambiente che ogni anno restituisce la situazione del trasporto pubblico in Italia. Un anno fa la tratta Bologna-Ravenna era stata considerata fra le peggiori a livello nazionale.

Il report Pendolaria, presentato a Roma il 18 dicembre, mette in fila dati, numeri e proposte. Partendo dal portafoglio delle risorse: «È a dir poco esiguo l’incremento di 120 milioni previsto nella proposta di legge di Bilancio 2025 per il Fondo Nazionale Trasporti, sottofinanziato da anni. In valori assoluti, i finanziamenti nazionali per il trasporto su ferro e su gomma sono passati da circa 6,2 miliardi di euro nel 2009 a 5,2 miliardi nel 2024, ma questi importi restano ben al di sotto delle necessità e rappresentano un -36% se si considera l’inflazione di questi ultimi 15 anni. Anche i finanziamenti regionali sono al lumicino, in Emilia Romagna solo lo 0,65% del bilancio è stato investito per il finanziamento del servizio ferroviario e l’acquisto di nuovo materiale rotabile».

Nel 2023 in Emilia-Romagna il numero dei viaggiatori al giorno sui treni regionali è tornato a crescere, superando del 19% il numero del 2009 e del 4% quello del 2019, anno di riferimento pre pandemia. «La domanda di mobilità si sviluppa su distanze che possono trovare un’alternativa in servizi di trasporto collettivo efficienti e integrati. L’Emilia Romagna rimane sotto i 200mila viaggiatori al giorno contro i 700mila della vicina Lombardia, con 882 corse contro le 2.200 dei lombardi. La nota positiva è che il materiale rotabile ha un’età media di 13,9 anni contro i 14,8 anni della media nazionale».

Le criticità nella regione sono tre. La linea Bologna-Portomaggiore,  interessata da lavori  e per questo in parte coperta con  bus: «Prima dei lavori era la seconda linea per numero di passeggeri trasportati in settimana, ma ha perso molta parte dell’utenza che preferisce spostarsi con mezzo privato». La linea Bologna-Prato, interessata da lavori di potenziamento per migliorare il trasporto merci e quello di persone: «Ogni giorno ritardi e cancellazioni di treni, spesso comunicate all’ultimo se non addirittura non comunicate». La linea Bologna-Ravenna-Rimini: «Problemi di ritardo e soprattutto di sovraffollamento, in particolare nel periodo estivo e soggetta  a chiusure per allagamenti e smottamenti del sedime».

A pesare sul trasporto pubblico sono anche gli impatti della crisi climatica. Sono 203 gli eventi meteo estremi che in Italia negli ultimi 14 anni – tra il 2010 e il 2024 – hanno causato interruzioni e ritardi a treni, metro e tram in tutta Italia. Piogge intense e allagamenti, frane dovute a intense precipitazioni, sono state le cause di interruzioni più o meno lunghe di linee ferroviarie come la Bologna-Rimini, la Ravenna-Ferrara, la Ravenna-Faenza, la Faenza-Marradi. Secondo il Rapporto del Mit “Cambiamenti climatici, infrastrutture e mobilità”, i danni su infrastrutture e mobilità provocati dalla crisi climatica aumenteranno entro il 2050 e per la nostra regione potrebbero significare una perdita di PIL fino allo 0,51%.

Il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora regionale a Mobilità e Trasporti, Irene Priolo, accolgono con soddisfazione che nessuna linea ferroviaria dell’Emilia-Romagna è stata classificata tra le peggiori d’Italia: «Ma questo non può e non deve bastarci. Il diritto alla mobilità delle cittadine e dei cittadini deve essere pieno e concreto. E noi vogliamo lavorare da subito per fornire agli emiliano-romagnoli un servizio ferroviario migliore, con treni che arrivano e partono in orario, adeguati per capienza e comfort, dove la sicurezza sia garantita al personale e ai viaggiatori, con stazioni e bagni puliti, e con servizi inclusivi e accessibili a tutti. Su questo non arretreremo di un passo».

I due amministratori riconoscono la criticità della Bologna-Ravenna: «È una linea strategica per diverse ragioni: per il Servizio ferroviario metropolitano della Città Metropolitana, per la connessione tra le due città e il Porto di Ravenna e per il collegamento con le località turistiche della Riviera, come ad esempio Cesenatico e Cervia. Nel programma di mandato abbiamo scritto chiaramente che la linea andrà potenziata sia per i pendolari sia per le lunghe percorrenze. E su questo punto convocheremo Rfi e Trenitalia Tper, perché al netto dei progetti, seppur importanti, di adeguamento dell’infrastruttura, anche a infrastruttura esistente pretendiamo da subito una maggiore efficienza del servizio».

Il Ravenna batte il Progresso e scavalca il Tau, ora è secondo a un punto dal Forlì

Nell’ultima giornata del girone di andata, una rete del centrocampista Biagi vale la nona vittoria su dieci gare della gestione Marchionni. Le divise da Babbo Natale usate in partita andranno all’asta per aiutare gli alluvionati

388A2717 Migliorato NRIl Ravenna chiude il 2024 con la vittoria casalinga contro il Progresso (1-0, Biagi) e resta a un punto dalla vetta del girone D della serie D di calcio, ma ora è secondo. Il Tau Altopascio, infatti, ha perso 2-1 a Pistoia, è stato scavalcato dai giallorossi e ha lasciato il primo posto al Forlì in solitaria.

A metà campionato (17 giornate su 34), questi i primi cinque posti della graduatoria: Forlì 39, Ravenna 38, Tau 36, Lentigione 32, Pistoiese 31. La prima viene promossa in serie C, dalla seconda alla quinta partecipano ai playoff.

La rete del successo sul Progresso – su un campo pesantissimo che da alcune giornate limita il gioco delle squadre – porta la firma del 27enne centrocampista Simone Biagi, arrivato in estate dal Latina con cui aveva disputato la serie C.

Foto 30Il Ravenna non ha fatto regali ai bolognesi nonostante la divisa. Per il match natalizio, infatti, la squadra di casa è scesa in campo con una tenuta che riproduceva il classico costume di Babbo Natale, una iniziativa di solidarietà: le maglie, in edizione limitata, andranno all’asta e il ricavato verrà donato alle famiglie alluvionate di Traversara.

Il bilancio dell’anno solare del Ravenna (il girone di ritorno della stagione scorsa e il girone di andata appena concluso) è di 23 vittorie, 5 pareggi e 6 sconfitte (Fanfulla, Lentigione e Carpi nel campionato scorso; Prato, Pistoiese e Sasso Marconi in questo campionato). Va segnalato però il ruolino di marcia tenuto dai giallorossi dalla fine di ottobre dopo il cambio in panchina con Marco Marchionni al posto di Mauro Antonioli: nessuna sconfitta, un solo pareggio con il Tau e 9 vittorie.

Il consiglio comunale chiede dossi in via Molo Sanfilippo per ridurre la velocità

Approvata una proposta di deliberazione di Ancisi (Lpr) per intervenire agli incroci con via Lamone e via Cottino e mitigare l’impatto del traffico generato dalle crociere

Il consiglio comunale di Ravenna nella seduta del 17 dicembre ha approvato all’unanimità una proposta di deliberazione di Lista per Ravenna per migliorare la viabilità del traffico stradale generato dalle crociere a Porto Corsini. Per ridurre la velocità dei veicoli in via Molo Sanfilippo, il consiglio comunale chiede alla giunta di realizzare due aree stradali rialzate agli incroci con via Cottino e via Lamone e un attraversamento pedonale rialzato in aggiunta all’unico già esistente.

Si tratta di interventi di mitigazione di realizzazione rapida nell’attesa che si realizzino interventi strutturali che riducano significativamente gli enormi flussi di traffico veicolare gravitanti esclusivamente, nei due sensi di marcia, sulla via Molo Sanfilippo, dove convergono anche gli imbarchi e sbarchi del traghetto sul canale Candiano da e verso Marina di Ravenna e una moltitudine di autocaravan diretti o in uscita dalla vicina area camper.

Il consigliere comunale che ha presentato l’atto di indirizzo votato, Alvaro Ancisi di Lpr, ricorda che «si tratta di portare urgentemente a compimento la stessa richiesta avanzata, sul piano tecnico, nei piani particolareggiati e negli studi di fattibilità tecnica ed economica sulla Mobilità e Viabilità dei lidi nord, affidati il 6 luglio 2022 dal Comune di Ravenna alla società Netmobility di Verona, le cui misurazioni, riguardo ai problemi di via Molo Sanfilippo, hanno dimostrato che “il limite di velocità di 30 km/h non è rispettato dalla maggior parte degli automobilisti in transito”».

San Biagio nord: la nuova palazzina con 23 alloggi popolari (per ora) non si farà

L’aumento dei costi dell’edilizia ha portato a una revisione del progetto del Comune di Ravenna: i fondi della Regione (5,3 milioni) basteranno solo per ristrutturare due edifici in via Narsete (lavori al via non prima di metà 2026), ma il nuovo immobile in via Cicognani è rinviato

Progetto San Biagio NordUn progetto del Comune di Ravenna, annunciato nel 2022, prevedeva di riqualificare un’area nella zona nord del quartiere San Biagio e realizzare 30 nuove case popolari. L’intervento è già in ritardo sulla tabella di marcia (si stimava di fare la gara nell’estate 2024) e ora si apprende che è stato rivisto: saranno solo sette i nuovi alloggi, gli altri verranno realizzati in futuro se si troveranno risorse aggiuntive.

Il programma di interventi coinvolge un’area di circa 18mila mq (equivalenti a quasi due campi da calcio) e prevedeva: restyling esterno e riqualificazione delle parti comuni di due palazzine in via Dorese (dove si passerà da 82 a 89 alloggi popolari); demolizione di un edificio in disuso in via Cicognani e ricostruzione di un nuovo immobile con 23 alloggi popolari; desigillazione delle aree esterne dei parcheggi e del verde pubblici. Il valore complessivo dell’intervento ammonta a circa 7,5 milioni di euro: 5,3 da un finanziamento regionale e il resto coperto da risorse da fondi di rotazione per alienazioni di edilizia popolare. Si farà tutto tranne la costruzione della nuova palazzina in via Cicognani.

San Biagio Nord 4«Rispetto al momento della progettazione iniziale sono lievitati i costi del mercato per varie ragioni, tra cui il Superbonus 110 e i rincari dell’energia – spiega Lina Taddei, presidente di Acer Ravenna che ha la gestione delle palazzine oggi esistenti e ha curato la progettazione della riqualificazione –. È stata necessaria una rimodulazione in considerazione delle risorse disponibili. In via Dorese ci sono già appartamenti, c’è urgenza di ristrutturare e abbiamo già fatto i trasferimenti dei nuclei assegnatari per predisporre gli edifici per i lavori. In via Cicognani sarà fatta solo la demolizione».

La presidente di Acer illustra le tempistiche: «La riformulazione del progetto ha richiesto un dialogo con i ministeri che ha avuto esito positivo, ma è durato diversi mesi. La progettazione definitiva è molto avanzata quindi non saranno lunghi i tempi per passare al progetto esecutivo. Però ci sono alcuni espropri complicati di spazi verdi che richiederanno tempi lunghi. Poi servirà la firma dell’accordo Regione-Comune. Credo che i lavori non inizieranno prima di metà 2026».

Il progetto vincitore del concorso (in mostra insieme agli altri partecipanti a Palazzo Rasponi) è stato realizzato da un raggruppamento di imprese che unisce lo studio associato Operastudio Magni Paci Architetti di Milano, Coprat di Mantova, Cesare Bagolini di Verona. La proposta progettuale ruota attorno al ridisegno del giardino Violetta Branzanti. I percorsi pedonali saranno riqualificati, e prolungati, tramite nuove pavimentazioni permeabili. Un nuovo percorso pedonale collegherà il cuore del parco direttamente con il vicino istituto comprensivo San Biagio. I portici delle palazzine verranno pensati per nuove funzioni socio-ricreative (spazi dedicati allo sport con attrezzistica fissa, tavoli da ping pong, sedute, spazi per il ballo, un deposito delle biciclette, un’area gioco dedicata ai bambini). I portici saranno decorati attraverso il coinvolgimento degli studenti dell’Accademia di belle arti. Al suo interno il giardino si popola di molte funzioni e attrezzature con l’obiettivo di attrarre tipologie diverse di utenti per arricchire il carattere sociale dell’intervento. A tal fine sono state previste attrezzature per lo sport individuale e collettivo (un campo da basket, un percorso vita, travi, parallele, pista skateboard e pattini), giochi per i più piccoli (altalena, scivolo, dondolo) e per i ragazzi (ping pong). Inoltre, panchine e aree ombreggiate.

L’emporio della Caritas nel 2024 ha aiutato 540 famiglie bisognose per fare la spesa

Il minimarket di via Narsete è aperto da due anni. I prodotti arrivano grazie ai negozianti che donano gli eccessi o le materie di seconda scelta. E poi c’è il mercatino dell’usato per raccogliere fondi da rimettere nella rete di assistenza

IMG 4223 emporio solidale

Sono 540 le famiglie che nel 2024 hanno beneficiato dell’emporio aperto dalla Caritas di Ravenna in via Narsete a dicembre 2022. È allestito come un minimarket dove può fare la spesa gratuitamente chi è seguito dall’associazione diocesana.  Sugli scaffali si trovano beni alimentari di prima necessità. Si può andare con cadenza quindicinale e chi fa la spesa è dotato di una tessera su cui vengono precaricati dei punti che vengono scalati in base ai prodotti ritirati.

«Si accede su appuntamento – spiega Daniela Biondi, vicedirettrice della Caritas – così possiamo gestire meglio le richieste e la disponibilità. I prodotti freschi come la verdura e la frutta non hanno punti da scalare proprio perché cerchiamo che non vadano sprecati».

Una buona parte dei prodotti distribuiti, soprattutto quelli freschi, viene dalla generosità dei negozianti di Ravenna. Tanti sono quelli che si sono rivolti a Caritas per offrire qualcosa. Ogni mattina alle 7.30 i volontari dell’associazione fanno il giro delle attività aderenti per ritirare quelli che vengono chiamati “brutti ma buoni”: frutta e verdura di seconda scelta, il pane del giorno precedente o magari prodotti confezionati in condizioni efficienti ma danneggiati da urti. Tutto viene portato all’emporio e preparato per chi verrà a ritirarli.

In via Narsete c’è anche uno spazio chiamato mercatino Cambiamenti dedicato all’oggettistica, agli arredi per la casa e all’abbigliamento. «È un mercatino dell’usato come tanti altri. Ritiriamo qualunque cosa ci venga donata dai cittadini, verifichiamo che sia in buono stato, soprattutto il vestiario perché la dignità deve rimanere sempre, e poi lo rimettiamo in circolo: gratuitamente per chi è nella nostra rete di aiuto o a pagamento per i cittadini interessati all’acquisto di qualche oggetto. Le entrate poi vengono utilizzate per altre attività a favore dei più bisognosi».

La necessità di risorse è un tema importante per Caritas: «Tutti i fondi vengono da risorse della diocesi o attraverso l’8×1000 della Chiesa, non abbiamo convenzioni con enti pubblici». La risorsa più preziosa, sempre più rara, è quella umana: «I nostri cento volontari sono una colonna portante. Si tratta quasi sempre di pensionati che hanno tempo libero negli orari giornalieri. La difficoltà è trovare nuove leve giovani: quando si presenta un sessantenne per noi è un ragazzino».

Un’altra condanna per bancarotta per Musca e la moglie: soldi sottratti all’azienda

Quattro anni in primo grado per il 74enne noto immobiliarista e tre anni per la donna 56enne, assolto il figlio dell’uomo. Due mesi fa i tre erano già stati condannati per altri tre fallimenti con un passivo di 33 milioni di euro

Il processo in tribunale a Ravenna per la bancarotta della società di consulenze e gestione contabile Sicro Capital Service (Scs), fallita a marzo 2018, si è concluso con la condanna una coppia di coniugi: quattro anni per il 74enne Giuseppe Musca, noto imprenditore immobiliare che fu vicesindaco di Ravenna negli anni ’80, e tre anni per la 56enne Susi Ghiselli. L’accusa che li accomunava era di bancarotta fraudolenta e distrattiva, con una sottrazione complessiva di fondi pari a quasi 74mila euro.

Sono invece stati assolti il figlio dell’uomo, il 45enne imprenditore turistico Nicola Musca (per non avere commesso il fatto) e il 76enne Antonio Costa (perché il fatto non costituisce reato). Un quinto imputato, un 74enne tirato in ballo per la sola bancarotta semplice, aveva a suo tempo scelto un’altra strada processuale beneficiando di una messa alla prova.

La sentenza è arrivata il 19 dicembre, la notizia è riportata dai quotidiani locali, Resto del Carlino e Corriere Romagna.

Musca senior è stato amministratore unico della società dal dicembre 2011 al marzo 2012 e comunque amministratore di fatto; Ghiselli era stata consigliera dal maggio 2014 al maggio 2016 oltre che amministratrice di fatto. Musca junior era stato consigliere dal gennaio 2015 e amministratore delegato dal febbraio dello stesso anno. Per la procura avevano concorso nella bancarotta tutti occultando le scritture contabili.

Secondo l’accusa, dal 2014 al 2015 ci sarebbe stati bonifici per 37.529 euro dai conti della società per spese personali che, stando alla ricostruzione della procura, non c’entravano con l’oggetto sociale. A beneficiare dei versamenti un’agenzia viaggi, organizzatrice di soggiorni a Barcellona, Miami e New York. A questi si aggiungevano altri 36.307 euro per un contratto di locazione ad uso foresteria e per la ristrutturazione di un appartamento in via Cerchio, in centro storico a Ravenna. Soldi, secondo quanto contestato, sottratti alla società poi fallita.

Secondo le difese (per Musca senior l’avvocato Filippo Furno; per la moglie gli avvocati Giovanni Scudellari e Antonio Primiani; per Musca junior l’avvocato Giorgio Guerra) i viaggi erano stati di lavoro e documentati. In quanto alle spese di ristrutturazione, erano state a beneficio di un immobile che sarebbe stato messo a disposizione dell’amministratore di Scs il quale avrebbe risparmiato (o, al più, pareggiato) i costi di pernottamento che avrebbe dovuto affrontare per stare a Ravenna. Circa la contabilità, nessun occultamento; e comunque si trovava già agli atti acquisita dalla guardia di finanza e in possesso della curatela fallimentare.

Due mesi fa la stessa coppia di coniugi era già stata condannata anche nel processo per i fallimenti di altre tre società (Asa Holding, Romauto e Arca) con un passivo complessivo di circa 33 milioni di euro: sei anni a mezzo di pena all’uomo e cinque anni e otto mesi alla donna. In quel caso venne condannato anche il figlio (tre anni). L’inchiesta era partita dodici anni fa.

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