sabato
25 Aprile 2026

De Pascale “svuota l’ufficio” da sindaco e si prepara al trasferimento in Regione

L’ex primo cittadino di Ravenna condivide le immagini degli scatoloni e un saluto alla città in un post su Facebook

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L’ex sindaco di Ravenna Michele de Pascale svuota l’ufficio del Palazzo Comunale e si prepara per il trasferimento nell’ufficio di Bologna, dopo l’elezione a Presidente della Regione alle scorse elezioni regionali del 17 e 18 novembre.

In un post condiviso su Facebook, tra le foto degli scatoloni e dei soprammobili preferiti, De Pascale commenta così l’ultimo giorno nel vecchio studio: «Oggi si è chiuso un capitolo importante della mia vita. Svuotare il mio ufficio da Sindaco, fare gli scatoloni, è stato un momento carico di emozioni. Ogni documento, ogni appunto, ogni oggetto, racchiudeva una storia, un ricordo, un frammento di questi ultimi 8 anni e mezzo.

Un periodo intenso, fatto di sfide complesse, momenti di incertezza, ma anche di grandi soddisfazioni. Non è stato sempre facile.
Ci sono stati momenti in cui le notti sembravano infinite e i problemi insormontabili. Passo dopo passo, ogni difficoltà superata ci ha reso più forti. Non da soli, ma insieme, come una comunità straordinaria capace di affrontare tutto, spinta dalla passione e dalla voglia di costruire qualcosa di grande. Ora porto via con me non solo gli oggetti, ma i volti, i sorrisi, le emozioni, e la certezza che questo viaggio, con tutte le sue sfide e le sue bellezze, rimarrà per sempre una parte di me e di tutti noi».

A Ravenna arriva la Tariffa Corrispettiva Puntuale per lo smaltimento dei rifiuti

Non ci saranno modifiche al servizio o nelle modalità di conferimento, l’indifferenziata però potrà essere esposta (o gettata nei cassonetti “Smarty” solo un determinato numero di volte l’anno, conteggiato in base al volume del nucleo famigliare

Indifferenziato
Sono in arrivo in questi giorni,  in tutte le case e attività del Comune di Ravenna e Cervia, le lettere di Hera sulla Tariffa Corrispettiva Puntuale, il nuovo tariffario che dal 1 gennaio 2025 si sostituirà alla Tari e che prevede un diverso conteggio della quantità di rifiuti conferibili per nucleo famigliare.

«L’introduzione della Tariffa è un ulteriore tappa del lungo percorso per cercare di migliorare la raccolta differenziata dei rifiuti, che oggi si attesta al 76%, e aumentare ulteriormente le quantità di plastica, carta, vetro e organico da avviare al riciclo, cercando di ridurre i rifiuti indifferenziati» comunicano da Hera.

Non cambieranno le modalità di raccolta dei rifiuti e non ci saranno modifiche al servizio, ai cittadini verrà richiesto di continuare a separare i propri rifiuti e di esporre, come al solito, i bidoncini fuori dall’abitazione secondo il proprio calendario. Il solo conferimento del rifiuto indifferenziato (tramite l’esposizione del contenitore grigio o l’utilizzo della Carta Smeraldo), sarà conteggiato così da consentire una misurazione volumetrica della produzione di rifiuti non separabili. Con la tariffa Puntuale, una volta a regime, la bolletta terrà conto della quantità di rifiuto indifferenziato prodotto dagli utenti per stipulare un tariffario personalizzato.

Il numero degli svuotamenti prestabiliti previsti nella nuova bollett dipende sia dal numero di componenti del nucleo familiare sia dalla modalità di raccolta (bidoncino da 40 litri o cassonetto stradale dell’indifferenziato). Il numero prestabilito di conferimenti cresce progressivamente all’aumentare del nucleo familiare, diviso in sei fasce (da un solo componente fino a 6 componenti e oltre).

Alcuni esempi per gli utenti domestici:

  • Conferimenti prestabiliti di indifferenziato nel cassonetto Smarty apribile con la Carta Smeraldo (sacchetto da 30 litri): Si va da un numero di conferimenti pari a 32 volte l’anno per i nuclei composti da una sola persona (che possono quindi gettare l’indifferenziato in media tre volte al mese per rientrare in quelli prestabiliti) a 58 conferimenti riservati alle famiglie composte da 6 persone in su (significa aprire il cassonetto ogni 6 giorni circa). Una famiglia composta da 4 persone avrà 52 conferimenti annui, uno alla settimana.
  •  Conferimenti prestabiliti di indifferenziato con bidoncino da 40 litri: per chi è servito dal porta a porta con questa tipologia di bidoncino, il più capiente, i nuclei monocomponente hanno a disposizione 24 conferimenti annui, una famiglia molto numerosa 44. Una famiglia composta da 4 persone avrà consentiti 39 conferimenti, in media uno ogni 9 giorni. Per le famiglie che ne avessero bisogno, sono inoltre previsti 54 conferimenti aggiuntivi per pannolini o altri dispositivi assorbenti (In caso di bambini di età inferiore ai 36 mesi, l’agevolazione è riconosciuta in automatico. In tutti gli altri casi è necessario richiedere l’agevolazione al Servizio Clienti Hera a partire da giugno 2025).

Per quanto riguarda le attività, il numero di svuotamenti prestabiliti annui del contenitore è 24, uguale per tutte le tipologie di raccolta e per tutti i volumi del contenitore in dotazione (da 30 fino oltre 1.700 litri). Per alcune categorie (stabilimenti balneari, alberghi, ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub, mense, birrerie, hamburgerie. bar, caffè e pasticcerie), il numero di conferimenti annui prestabiliti è pari a 52, uno alla settimana.

La TCP sarà fatturata direttamente da Hera. Come per la Tari, l’importo è calcolato anche in base alla superficie dell’immobile e al numero degli occupanti (per le utenze domestiche) o alla categoria di attività svolta (per le utenze non domestiche). Alle quote relative alla superficie e al nucleo familiare o alla categoria di attività, si aggiunge in bolletta un’altra voce: la quota variabile di base (cioè la quantità prestabilita di indifferenziato conferibile ogni anno); solo se questa quantità verrà superata, ci sarà anche un’ulteriore quota (la quota variabile aggiuntiva). Dunque, se nell’arco dell’anno si effettua un numero di conferimenti di rifiuto indifferenziato superiore a quello prestabilito, questi saranno addebitati nella bolletta di conguaglio. «Per risparmiare, quindi, è meglio esporre il contenitore dell’indifferenziato solo quando è pieno oppure, se si utilizza il cassonetto Smarty, gettare un sacchetto riempito adeguatamente. – commentano da Hera -. Separando bene i rifiuti, infatti, resta poco da gettare nell’indifferenziato e questo permette una bolletta più leggera e il recupero di quantità sempre maggiori di organico, carta, plastica, vetro».

Le tariffe applicate e il regolamento TCP saranno stabiliti dall’Agenzia Territoriale dell’Emilia-Romagna per i Servizi idrici e Rifiuti (Atersir) entro il primo semestre 2025 e si potranno consultare nell’area “Assistenza” del sito del Gruppo Hera selezionando il proprio Comune.

A Ravenna, il 2025 sarà l’anno in cui abituarsi alla nuova tariffa: per introdurre in modo graduale questo cambiamento, per il primo anno di applicazione della TCP i conferimenti di indifferenziato che superano quelli previsti per la propria utenza saranno solo misurati ma non verranno applicati costi aggiuntivi corrispondenti alle eccedenze (Quota Variabile Aggiuntiva), che saranno conteggiati dal 2026. A Cervia invece il nuovo tariffario entrerà in vigore fin dal primo anno.

Tutte le informazioni sulla TCP sono in arrivo in questi giorni nelle buchette degli utenti domestici e non domestici del territorio del Comune di Ravenna. Alle famiglie e alle attività che non hanno ancora ritirato il kit della nuova raccolta differenziata è stato inviato via posta anche un importante promemoria; per accedere alla raccolta rifiuti è infatti necessario possedere il bidoncino per l’indifferenziato (se serviti dal porta a porta) oppure la Carta Smeraldo, la tessera Hera per i servizi ambientali (se si utilizzano i cassonetti stradali). Il mancato ritiro comporta l’applicazione di una penale, oltre al pagamento degli svuotamenti minimi annui previsti. Chi non li ha ancora ritirati, può farlo in tutte le Stazioni Ecologiche del Comune di Ravenna oppure dal 2 gennaio 2025 allo sportello clienti Hera di via Romea Nord 180 a Ravenna, aperto dal lunedì al giovedì dalle 8 alle 15, il venerdì e il sabato dalle 8 alle 13. A Cervia, invece, potranno essere ritirati alla stazione ecologica sulla SS Adriatica in località Bassona (orario di apertura: lunedì, mercoledì e venerdì dalle 8.30 alle 14.30 martedì e giovedì dalle 12 alle 18; sabato dalle 8.30 alle 17.30 e domenica dalle 9.30 alle 12.30), oppure dal 2 gennaio 2025 allo sportello clienti Hera di via XXII Ottobre 15/C a Cervia, aperto dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 16. Sono anche in programma sei incontri pubblici per illustrare tutte le novità della Tariffa: 4 gennaio (sala Piazza XXV Aprile, Milano Marittima), 16 gennaio, sede Consiglio di Zona (viale Abruzzi, 53 a Pinarella) 21 gennaio, Centro Sociale via Zavattina 6/d a Cervia, 23 gennaio alla sala Consiglio di Zona, ex scuola materna Missiroli (vialetto Boni a Castiglione di Cervia), 28 gennaio, sala Consiglio di Zona (via Martiri Focaccia 16 a Savio), 4 febbraio alla sala Malva (via Papaveri 43 a Cervia), sempre alle 20.30.

Il lughese Maurizio Roi è il nuovo direttore generale del Teatro di Roma

La sindaca Zannoni si congratula: «Motivo di orgoglio»

Maurizio Roi

L’Amministrazione comunale di Lugo si congratula con Maurizio Roi, sindaco di Lugo dal 1993 al 2004, per la recente nomina come direttore generale del Teatro di Roma per il quinquennio 2024-2029.

«È sicuramente motivo di orgoglio per tutti noi vedere un nostro concittadino distinguersi in ambito nazionale nel settore della cultura, portando con sé valori ed esperienze maturate anche sul nostro territorio – ha commentato la sindaca Elena Zannoni -. Esprimiamo a Maurizio i nostri migliori auguri di buon lavoro, certi che saprà distinguersi, come ha sempre fatto negli enti in cui ha operato, portando qualità, innovazione e la grande esperienza che lo contraddistinguono».

Dal 1989 al 2004 Maurizio Roi ha ricoperto incarichi amministrativi per la città di Lugo, prima come vicesindaco e assessore, poi come sindaco (dal 1993 al 2004). È stato presidente di Ater (Associazione teatrale Emilia Romagna) dal 1996 al 2015, ha rivestito il ruolo di presidente esecutivo e successivamente di sovrintendente della fondazione «Arturo Toscanini» di Parma (dal 2006 al 2013), per poi essere nominato sovrintendente della fondazione Teatro «Carlo Felice» di Genova (dal 2014 al 2019). È stato inoltre vicepresidente dell’Agis con delega allo spettacolo dal vivo (dal 2006 al 2013), contribuendo alla realizzazione di norme e regolamenti dello spettacolo italiano, tra cui la cosiddetta «Legge Bray». Attualmente è direttore del Lerici Music Festival.

La storica libreria Dante di Longo trasloca di fronte al battistero degli Ariani

Dopo le feste chiuderà la sede di via Diaz e ne aprirà una nuova a pochi passi di distanza

Libreria Dante Di Longo

La storica libreria Dante di Longo, in centro a Ravenna, si trasferisce. Tra fine gennaio e inizio febbraio lascerà la sede sotto i portici di via Diaz 39 per aprire praticamente di fronte al battistero degli Ariani, a pochi passi di distanza.

Una decisione annunciata sui social dalle sorelle Longo, Alberta e Angela, che stanno gestendo ormai da anni la libreria di famiglia. Che resterà comunque aperta per tutte le feste nella storica sede, per poi preparare il trasloco in gennaio.

Nuova Sede Libreria Longo
A destra le due vetrine della nuova libreria Longo

Pineta rasa al suolo a Marina Romea, condanne penali. Ancisi: «E la riforestazione?»

Il consigliere di Lista per Ravenna rende noti gli sviluppi giudiziari

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Il presidente della cooperativa capannisti e il titolare dell’impresa esecutrice dei lavori sono stati condannati alla pena di 11.400 euro di ammenda dal giudice del tribunale di Ravenna per aver eseguito “in un’area soggetta a vincolo, opere edilizie, in assenza dell’autorizzazione ambientale/paesaggistica”, in particolare “utilizzando mezzi meccanici adatti per il disboscamento e la movimentazione terra di un’area di terreno boschivo di circa mq 7.700, procuravano danneggiamento e deterioramento di un habitat naturale di estremo valore ecologico, protetto dalla normativa nazionale e internazionale, compromettendone lo stato di conservazione per l’azione dei mezzi impiegati e dei comportamenti estremamente impattanti e distruttivi adottati nei confronti della vegetazione e degli organismi in essi viventi”.

Il caso è quello del disboscamento di un’area della pineta di Marina Romea, confinante con il villaggio turistico della cooperativa capannisti “Tempo Libero”, di cui informò l’opinione pubblica (e il sindaco con un’interrogazione) il consigliere comunale Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna nel marzo del 2023. È lo stesso Ancisi ora a dare notizia della condanna penale.

Si tratta di una parte di pineta di proprietà del Comune di Ravenna, assoggettata a vincolo ambientale e paesaggistico essendo compresa nel Parco regionale Delta del Po e classificata dall’Unione Europea come “Zona Speciale di Conservazione” (direttiva Uccelli) e “Zona di Protezione Speciale” (direttiva Habitat).

Lo stesso Ancisi, pochi giorni dopo la scoperta del disboscamento, presentò un esposto al Gruppo carabinieri forestali di Ravenna, che l’aveva sottoposta a sequestro penale, informando l’Autorità giudiziaria di un messaggio mail, datato 20 febbraio 2023, che la cooperativa capannisti aveva indirizzato ai propri associati per informarli “[…] che è stata eseguita la pulizia esterna dell’area dei capanni fronte pineta, al fine della sicurezza del villaggio da eventuali e possibili incendi boschivi”. Senza però alcuna autorizzazione da parte del Comune.

Ancisi ora ricorda che «lo stesso giorno dell’esposto, il sindaco de Pascale aveva dichiarato che, “non appena le condizioni stagionali lo renderanno possibile, auspicabilmente già nel prossimo autunno 2023”, l’area sarebbe stata “completamente rinaturalizzata e riforestata” . Il 29 agosto 2024, nulla essendosi mosso dopo quasi 17 mesi di attesa, chiesi al sindaco, con una nuova interrogazione, “di fare il punto su questa desolante vicenda”. La risposta del 10 ottobre non fornì alcun aggiornamento, se non che “la riforestazione dell’area, per cui è stato stimato un intervento all’incirca di 120.000 euro, sarà progettata direttamente dall’Ufficio Ambiente non appena consegnato il piano di gestione forestale delle nostre aree naturali”».

Pochi giorni fa, il 3 dicembre, Ancisi ha nuovamente richiesto al sindaco e al competente servizio dell’area Infrastrutture civili notizie sui lavori di riforestazione della pineta abbattuta, passati oltre 20 mesi dal loro annuncio. Questa la risposta scritta del 10 dicembre scorso: “[…] gli uffici del Servizio Tutela Ambiente e Territorio  procederanno entro l’anno a conferire l’incarico per la Realizzazione del Progetto di fattibilità tecnico economica per il ripristino dell’area pinetale abbattuta di Marina Romea per poi provvedere all’inserimento dell’intervento di recupero all’interno dell’elenco annuale dei lavori del 2025”.

Il decano dell’opposizione ravennate conclude accusando nuovamente il sindaco di non aver reso noto il disboscamento del marzo del 2023 e il Comune di non essersi dichiarato parte offeso presso la Procura della Repubblica, «rinunciando perciò ad essere informata dell’andamento delle indagini preliminari e poi dell’avvenuta conclusione del procedimento penale». Una volta restituita l’area posta sotto sequestro, con il decreto penale dello scorso 16 settembre, Ancisi chiede infine perché il Comune «non abbia inserito neppure nel piano triennale degli investimenti 2025-2027 il ripristino dell’area abbattuta, salvo annunciare ora, a parole, di volerlo inserire (forse) nel 2025».

Torna la “Nott de Bisò”: Faenza si prepara al rogo del Niballo

La vigilia dell’Epifania in Piazza del Popolo tra stand gastronomici, quiz storici e vin brûlé

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Come da tradizione, anche il prossimo 5 gennaio la città di Faenza tornerà a illuminarsi col rogo del Niballo: la sera della vigilia dell’Epifania, a partire dalle ore 10, si inizierà a festeggiare in Piazza del Popolo tra stand gastronomici, bicchieri di bisò (vin brûlé) e intrattenimento per grandi e piccoli, in attesa della mezzanotte, quando un rappresentante del Rione Verde (vincitore del Palio 2024) che vestito in costume storico appiccherà fuoco al grande Niballo. Il fantoccio, portato in piazza su un carro trainato dai buoi, vuole ricordare il condottiero cartaginese Annibale e la cacciata della minaccia del pericolo saraceno e delle avversità dalla città.
Altro protagonista della serata sarà il “gotto”, la tradizionale coppa in ceramica faentina utilizzata per servire il brûlé, che potrà essere acquistato la sera stessa del rogo e utilizzato con l’apposito tagliandino per richiedere una degustazione di bisò in tutti e cinque gli stand dei rioni, per scoprire le particolarità di ogni versione. Nello stand che porta lo stesso stemma della propria coppa, sarà possibile invece chiedere più volte il rabbocco.

Tra le novità dell’edizione 2024, alcune migliorie alle strutture degli stand dei Rioni (al fine di garantire il rispetto rigoroso di tutti gli aspetti strutturali e di sicurezza) e l’introduzione dello stand del GiraNiballo, con un gioco a quiz per mettere alla prova la propria conoscenza delle Manifestazioni del Palio di Faenza tra Giostre, cavalli, Cavalieri e Tornei Alfieri bandieranti e Musici.

L’idea del GiraNiballo si ricollega ai laboratori didattici sul Niballo Palio di Faenza attivati in tutte le Scuole del faentino e vuole essere un’opportunità per avvicinare i più giovani alla rievocazione storica della città, con attività di gioco e formazione.

A partire dalle ore 22.30 la Nott de Bisò arriverà  anche online, con una diretta sui canali social del Niballo in cui si alterneranno i protagonisti del mondo del Palio in un riepilogo dei momenti principali della serata, fino al rogo di mezzanotte: quest’ultimo sarà visibile sul canale Instagram della manifestazione.

Il progetto Er-Revochiamo

Negli scorsi mesi, una delegazione di 22 sbandieratori e musici del Niballo Palio di ha potato a Parigi e Lisbona la tradizione faentina, raccontando la rievocazione storica e le sue suggestioni con linguaggi diversi a studenti italiani e ai tanti membri delle associazioni italiane delle due capitali europee. La doppia trasferta è stata resa possibile dal progetto Er-Revochiamo, per la divulgazione delle tradizioni dell’Emilia-Romagna attraverso la rievocazione storica, presentato nel novembre 2023 sul “Bando della Consulta emiliano-romagnoli nel mondo riservato ad Enti locali, APS e ODV dell’Emilia-Romagna”. Il progetto ha ottenuto un contributo di euro 17.936,00, pari all’80 percento del budget totale di progetto, cioè il massimo consentito.

 

ER-Rievochiamo: il focus di progetto

Il progetto nasce da un’idea maturata in seguito al riscontro positivo registrato sul territorio faentino con i laboratori didattici sul Niballo Palio di Faenza nelle scuole: nel giro di tre anni, ossia a partire dalla prima realizzazione dei laboratori, il numero delle classi aderenti è cresciuto esponenzialmente e sempre più i giovani faentini, anche i più piccoli, si sono immedesimati in Cavalieri, Dame, Musici e Sbandieratori apprendendo con fervore la storia della Signoria Manfredi con i suoi simboli rituali e momenti di convivialità. A generare questo entusiasmo, il linguaggio semplice e immediato degli esperti e la presenza dei giovani sbandieratori e musici, capaci di convogliare l’interesse degli studenti faentini. La scommessa è stata quella di provare a elaborare un format in grado di risvegliare il desiderio di riscoprire le proprie tradizioni culturali e portarle agli emiliano-romagnoli nel mondo, rendendoli fieri e orgogliosi delle loro radici e operando sulla memoria culturale e l’identità territoriale.

La rievocazione storica è diventata così non solo un momento di intrattenimento ma anche uno strumento cruciale per valorizzare e riscoprire le tradizioni storico-culturali di una comunità, riportando in vita la sua storia e ricreando attorno ad essa vecchie e nuove appartenenze, in un quadro di rafforzamento della coesione sociale e legami identitari: scoprire il passato e le sue radici e valorizzarne il patrimonio materiale e immateriale per raccontare chi siamo, perché “la tradizione è custodire il fuoco, non adorare le ceneri”.

Realizzazione del progetto: tra Parigi e Lisbona

Il Comune di Faenza da anni si impegna a sviluppare progetti con l’obiettivo di rappresentare con linguaggi sempre diversi le radici e le tradizioni culturali del Palio col fine di raggiungere vari target di pubblico, e con questo progetto ha voluto portare “il fuoco della tradizione” fuori dalla Regione, tra gli emiliano-

 

 

13 mila euro di multa a un camionista per il mancato rispetto degli orari di riposo

Il mezzo, targato Portogallo, è stato fermato dalla polizia locale durante un controllo stradale

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Una multa da più 13 mila euro per l’autista sudamericano che, alla guida di un autocarro, non ha rispettato i tempi stabiliti di alternanza tra guida e riposo. Il mezzo, targato Portogallo, è stato fermato dalla polizia locale faentina durante un controllo su una delle principali arterie cittadine. Le verifiche effettuate hanno permesso di riscontrare gravi irregolarità relative ai tempi di guida. La sanzione è stata immediatamente saldata dalla ditta di trasporto.

“Nell’ombra di una panchina rossa”: una mostra collettiva in ricordo di Elisa Bravi

L’esposizione, realizzata in occasione del quinto anniversario del femminicidio, sarà visitabile giovedì 19, sabato 21 e domenica 22 dicembre

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In occasione del quinto anniversario del femminicidio di Elisa Bravi, inaugura giovedì 19 dicembre (ore 18) al centro civico di Glorie di Bagnacavallo la mostra d’arte collettiva “Nell’ombra di una panchina rossa”.
La mostra, organizzata dal gruppo “Una panchina per Elisa”, in collaborazione con il Consiglio di Zona e con il patrocinio del Comune, sarà visitabile sabato 21 e domenica 22 dicembre dalle 15 alle 18.30. «L’installazione delle panchine rosse – osservano le organizzatrici – è semplicemente l’atto conclusivo di tutti i femminicidi: il dolore, l’angoscia e la paura sono celate nelle loro ombre. Con questa mostra si cerca di riportare alla luce questa sofferenza, spesso nascosta e giustificata dalle vittime, e di celebrare la “libertà di volare” di Elisa. Gli artisti che hanno partecipato alla mostra hanno espresso con le loro opere la sensazione di lutto e martirio lasciata dal femminicidio»

Due assunzioni per le donne vittime di violenza grazie al progetto Cooking to start

Tre invece i tirocini prolungati. L’iniziativa dell’Unione della Romagna Faentina nasce per dare una formazione professionale nell’ambito della ristorazione alle ospiti delle case rifugio

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Si è concluso ieri (lunedì 16 dicembre) “Cooking to start” il progetto promosso dall’Unione della Romagna Faentina nato per favorire l’accesso al mondo del lavoro alle donne del territorio che vivono situazioni di fragilità. L’iniziativa, dedicata a 10 donne vittime di violenza o ospiti delle case rifugio, è stata finanziata dalla Regione per 40 mila euro (tetto massimo di incentivo previsto) a cui si sommano altri 10 mila euro a carico dell’Unione e della scuola di arti e mestieri Pescarini.

Il cuore del progetto è stato il corso di cucina: 66 ore di formazione teorica e pratica, con una ventina di esercitazioni. Il corso si è tenuto sotto la guida di Giuseppe Goni, accompagnato dagli altri docenti della scuola alberghiera. Durante il corso, le allieve hanno potuto apprendere le nozioni base della cucina, partendo da semplici preparazioni, fino allo sviluppo di menù completi che rispettino non solo la tradizione, ma anche la stagionalità e i prodotti del territorio. Alle lezioni di cucina sono seguiti altri corsi fondamentali per svolgere la propria professione nel mondo della ristorazione, ovvero un corso da alimentarista (Haccp), un corso sulla sicurezza di secondo livello, una formazione sui diritti e i doveri dei lavoratori e una formazione dedicata alla conoscenza degli strumenti economico-finanziari di base e di gestione del risparmio. Infine, anche un corso tenuto da una psicologa del lavoro sulla gestione dei conflitti in ambito lavorativo, la comprensione dei ruoli e delle gerarchie nelle aziende e sulla comunicazione efficace. Questi moduli si sono svolti tra i locali della Scuola Pescarini e la cucina industriale di Castel Bolognese in uso alla Pro Loco.

Al termine delle lezioni sono stati avviati sei tirocini (uno in più di quanto previsto) della durata di tre mesi presso alcune realtà del territorio tra Ravenna, Forlì e Faenza, tre dei quali sono stati prorogati di altri tre mesi e altri due si tradotti in assunzioni, superando le aspettative a monte del progetto. Il passaggio tra la fase finale del corso di formazione e il periodo di tirocinio è stato supportato dalla psicologa del lavoro e dalle tutor incaricate dall’istituto Pescarini.

«Realizzare questi progetti significa fare qualcosa di concreto per aiutare le donne a inserirsi nel mondo del lavoro e per contribuire allo sviluppo economico territoriale – sottolinea Federica Malavolti, Sindaca di Riolo Terme e Assessora con delega alle Politiche di Genere e di Integrazione nell’Unione. – Un altro grande valore aggiunto di questo corso è stata la lotta ai pregiudizi e stereotipi sul ruolo delle donne, sia straniere che italiane, nel lavoro e nella società: con le collaborazioni attivate attraverso questo progetto diffondiamo la bellezza della diversità oltre le mura dell’aula».

Durante l’intero svolgimento del progetto, l’Associazione SOS Donna si è occupata di gestire i rimborsi spese relative a trasporto e baby-sitting per le madri, nell’ottica di promuovere una maggiore attenzione alle esigenze di conciliazione tra vita e lavoro. All’evento conclusivo ospitato dall’istituto alberghiero di Riolo Terme hanno partecipato tutte le persone coinvolte al progetto, tra cui le allieve del corso che hanno ricevuto l’attestato di frequenza.

Nuovo Codice della strada, l’istruttore di guida: «Aumenterà la corsa ai punti»

Andrea Lombardi ha vent’anni di esperienza nel settore nei panni di fondatore e socio del gruppo Islero che gestisce quattro scuole guida in provincia di Ravenna: «Mettersi a norma con i monopattini costerà 500 euro. Per cambiare i comportamenti scorretti sarebbero più utili tante piccole multe invece di una mega multa»

Pexels Mike B 166681Le più recenti modifiche al Codice della Strada, volute con convinzione dal ministro Matteo Salvini, sono operative dal 14 dicembre con l’entrata in vigore di un decreto sicurezza stradale che modifica da subito alcune norme. La sintesi dei principali cambiamenti è sul sito del ministero dei Trasporti.

Per capire meglio cosa cambierà abbiamo rivolto qualche domanda a Andrea Lombardi, socio del Gruppo Islero che gestisce quattro scuole in provincia di Ravenna.

Tra le varie novità introdotte quale avrà maggiore impatto sulla quotidianità degli automobilisti e perché?
«Ci aspettiamo un incremento degli allievi per i corsi recupero punti per evitare di cadere nella sospensione breve che avviene quando si raggiunge la soglia dei 10 punti nel proprio saldo. La sospensione breve colpisce chi al momento dell’infrazione non ha almeno 20 o più punti patente. Le persone saranno probabilmente disincentivate nell’utilizzo del telefono alla guida, viste le nuove sanzioni previste. E infine a livello legale potrebbe verificarsi un aumento dei ricorsi ai giudici di pace per le rimozioni di multe e ammende; un fenomeno quest’ultimo fisiologico che si vedrà a medio lungo termine e che ha già fatto registrare un aumento ai ricorsi nelle precedenti riforme».

Oltre a inasprire sanzioni e controlli per divieti già esistenti, la riforma introduce anche modifiche di natura più pratica per gli utenti della strada?
«Chi circolava con il monopattino elettrico, per esempio, adesso si vede obbligato ad un esborso nell’ordine di 500 euro circa, per omologarlo, assicurarlo e ovviamente per l’acquisto del casco. In secondo luogo le famiglie non sono più obbligate ad acquistare un’auto per un figlio o figlia neopatentati con caratteristiche peso-potenza specifiche essendosi ora quest’ultime innalzate, divenendo meno restringenti. È leggermente aumentato il rapporto, quindi le famiglie potrebbero avere già la possibilità di avere un veicolo in casa senza ricorrere all’acquisto di una nuova vettura con caratteristiche specifiche».

Secondo il vostro parere di addetti ai lavori impegnati nella formazione in aula e su strada, c’è qualche aspetto della circolazione stradale che andrebbe regolato meglio e che invece è rimasto escluso da questa recente riforma del Cds?
«C’è eccome. Se un ragazzo consegue la patente A per condurre il motociclo 125cc a 16 anni, a 17 anni con 10 ore di guida tramite l’autoscuola è possibile conseguire un foglio rosa speciale che per un anno consente di guidare la macchina anche se non hai 18 anni purché al fianco sieda sempre un genitore o tutore con la patente da più di 10 anni che possa supportare la persona alla guida. C’è già una norma in tal senso ma non è attinente al nuovo codice della strada e dal nostro personale punto di vista andava potenziata per agevolare i conseguimenti in giovane età. Inoltre alcool e droga devono sparire dalla guida e questo codice va in questa direzione. Sulla tolleranza zero son d’accordo. La norma complessivamente ha più un carattere punitivo che educativo. Su questo mi voglio soffermare. Vediamo l’installazione di dispositivi elettronici di rilevamento della velocità come deterrenti per il rispetto dei limiti. In realtà sarebbe compito dello Stato attraverso le prefetture attuare sistemi di rispetto più che di deterrenza in base ai territori di riferimento essendo il nostro codice della strada comunque ricco di alternative e soluzioni».

Può fare un esempio?
«Le autoscuole sono impegnate a istruire un allievo nel lasciare attraversare un pedone in prossimità delle strisce pedonali e se il candidato in sede d’esame non lo fa, viene bocciato. Allo stesso modo andrebbero tutelati maggiormente i pedoni e i ciclisti sia per gli attraversamenti che per gli spostamenti, soprattutto qualora manifestino l’intenzione di attraversare sia che essi provengano da destra o sinistra. Penserei a un sistema di rilevamento del rispetto della volontà di attraversare per ciclisti e pedoni, punibile anche con una sanzione. L’idea generale è che non bisogna dare una mega multa in tal senso ma piccole multe ogni qual volta non venga fatto passare il pedone in prossimità di un attraversamento pedonale perché c’è un dispositivo che tutela quest’ultimi; insomma, due pesi e una misura».

Per condurre un monopattino elettrico non è necessaria una licenza di guida, ma sono a tutti gli effetti veicoli che si muovono entro le regole della strada. Esistono corsi di formazione specifici?
«Ci sono corsi gratuiti o a basso costo in giro per l’Italia ma è difficile identificarli come “corsi” in quanto non sono riconosciuti da una certificazione o qualifica in tal senso,  perché non serve una licenza o un documento per guidare questi dispositivi di micro mobilità. Al momento la normativa rimane scoperta per questo tipo di mezzi di trasporto che da statistica ricordiamo stanno anche registrando un calo importante in molte città».

Sarebbe utile introdurre un “patentino” per monopattino?
«Un minicorso teorico o un’educazione sul senso civico e sulla convivenza urbana comprensiva della lettura e del riconoscimento dei segnali sarebbe utile; pensiamo ad esempio alla differenza tra area pedonale, ciclabile, carreggiata o strada. Lo riterrei di assoluto valore. Bisognerebbe improntare questa dinamica all’interno del sistema scolastico o in collaborazione con lo stesso per rafforzare l’educazione civica rendendola anche più pragmaticamente applicabile ai ragazzi che al contempo svolgono un apprendimento teorico».

In base alle statistiche degli iscritti alle vostre scuole, qual è il profilo medio del cittadino che consegue la patente di guida per la prima volta?
«Prevalentemente di nazionalità italiana, con un età compresa tra i 18 e i 20 anni. Diciamo che per il 60 percento sono diciottenni e il 40 percento circa, quasi ventenni se non già compiuti. Dai primi anni 2000 fino al 2012 circa, i giovani si mobilitavano ancor prima di aver compiuto i 18 anni per la patente di categoria B. Poi tra il 2012 e il 2020, anno del Covid, la percentuale era 80 percento diciottenni e 20 diciannove-ventenni. Dopo il Covid, dal 2021 in poi in particolar modo, assistiamo ad un innalzamento dell’età per i conseguimenti definiti “tardivi” con le percentuali inizialmente riportate. Il paniere di motivi che han inciso in tal senso sono di diversa natura; economica, culturale e/o sociale, sanitaria e probabilmente personale o motivazionale».

Il cambio automatico è una dotazione più frequente nelle auto nuove. Questo vi richiede diversi approcci formativi?
«Per quel che concerne il codice della strada, nessuna. Per quel che riguarda la tecnica di insegnamento c’è da far presente elementi tecnici come i movimenti dei piedi. Chi parte da 0 non ha problemi di apprendimento tecnico. Chi ha sempre guidato invece veicoli con cambi a marce, inizialmente bisogna prestare attenzione al pedale del freno perché la nostra gamba sinistra applica una forza sulla predisposizione del pedale del freno superiore e a volte può capitare di pensare alla frizione rischiando di premere con la gamba sinistra sul pedale del freno».

Si può fare l’esame di pratica su un’auto con cambio automatico?
«Si può fare ed è anche più facile insegnare e imparare, ma rimane il vincolo sulla patente, il cosiddetto codice armonizzato 78, di poter guidare auto solo con cambio automatici. Tendenzialmente abbiamo poche richieste in tal senso e per lo più straniere».

Il Gruppo Islero è una società a conduzione familiare. Affianco a Andrea Lombardi ci sono la moglie Valentina Trombini e il cognato Matteo Trombini. La prima scuola guida è stata aperta a Mezzano nel 2004. Oggi le scuole sono quattro, tre a Ravenna e una a San Pietro in Vincoli, con 18 dipendenti. Ogni anno consente il conseguimento di circa mille patenti con corsi non solo per auto e moto ma soprattutto per le patenti superiori con i rinnovi e i rilasci dedicati al Cqc, oltre ai corsi per le patenti C, CE, D, DE.

Un percorso ciclabile immerso nella natura tra Faenza e i lidi ravennati

Approvato dalla giunta il progetto della nuova ciclovia lungo il canale Naviglio-Zanelli: un investimento da 1 milione e 666 mila euro che vedrà la luce entro dicembre 2025
CanaleNaviglioZanelli2

Un percorso ciclo naturalistico per collegare Faenza alla costa del ravennate, seguendo la storica via d’acqua del canale Naviglio-Zanelli, che prevede il recupero di un’infrastruttura storica di oltre 34 chilometri tra i territori comunali di Faenza, Cotignola, Bagnacavallo e Alfonsine, per trasformarla in una risorsa per lo sviluppo sostenibile del territorio e offrire una nuova opportunità di riscoprire le bellezze naturali e culturali della Romagna. Questo il progetto dell’Unione della Romagna Faentina, approvato dalla Giunta e ideato dalla paesaggista Anna Letizia Monti e dall’Area Lavori Pubblici dell’Unione.

l progetto è risultato vincitore del bando del Programma Regionale Fesr 2021-2027 della Regione Emilia-Romagna per la realizzazione di infrastrutture verdi e blu in aree urbane e periferiche, ottenendo un finanziamento di 1 milione e 333 mila euro, a cui si aggiungeranno ulteriori 333 mila euro investiti dall’Unione. 

«Un intervento strutturale – sottolinea il sindaco di Faenza Massimo Isola – di grande rilievo che avrà un importante impatto sia per lo sviluppo turistico all’aperto che per la promozione di una migliore mobilità sostenibile, in grado di collegare ampi territori da Faenza al mare e che contribuirà non solo alla creazione di opportunità su più fronti, ma anche alla riqualificazione urbanistico-ambientale del nostro territorio».

Lungo il percorso, che va dal centro di Faenza al Canale di Bonifica Destra Reno, sono già presenti tratti di viabilità ciclabile a servizio dei vari centri urbani attraversati e alcune strade vicinali non asfaltate a servizio dei fondi agricoli. Oltre alla manutenzione straordinaria di alcuni tratti esistenti, il progetto prevede il collegamento di questi tratti attraverso la creazione di nuovi percorsi ciclo-pedonali in calcestre e ghiaia, utilizzando, in alcuni punti, la sommità arginale del Canale. Saranno inoltre installate panchine, tavoli, rastrelliere e fontanelle per creare aree di sosta e favorire una maggiore fruizione da parte di pedoni e ciclisti. Una parte del canale si trasformerà poi una “foresta lineare”: saranno ripristinati i danni alle alberature causati dalla tempesta di luglio 2023 e le piante esistenti saranno integrate con 1.300 nuovi esemplari di essenze autoctone e oltre 5 mila arbusti.  «In questo modo – spiegano dall’Unione -. Si creerà un corridoio ecologico e di biodiversità che attraverserà tutta la pianura romagnola, collegando di fatto le pendici dell’Appennino con le zone umide della Bassa Romagna».

CanaleNaviglioZanelli

Lungo tutto il percorso saranno installati cartelli informativi per evidenziare i principali luoghi protagonisti della storia locale e del Canale, fornire informazioni sulla flora e la fauna locali e indicare i collegamenti con le vicine ciclovie esistenti, i borghi e i luoghi di interesse presenti nelle vicinanze.

Dopo l’approvazione di fattibilità tecnico-economica da parte della Giunta, il progetto è stato illustrato alle amministrazioni e alle realtà dei territori che il percorso attraversa per un confronto sulle progettualità.

Entro marzo del 2025 lo studio tecnico incaricato dovrà presentare il progetto esecutivo, al quale seguirà la pubblicazione del Bando di gara per l’esecuzione dei lavori da eseguirsi nel corso dell’estate. La nuova ciclabile sarà pronta entro dicembre 2025.

Una creazione di Nittolo per ogni spettacolo della stagione d’opera di Ravenna

Saranno esposte al teatro Alighieri e utilizzate per la promozione

RAVENNA 17/12/2024. Ravenna Manifestazioni. Presentato Opere Per Opere, Mosaici Di Felice Nittolo.

Si apre il prossimo 17 gennaio la Stagione d’Opera del Teatro Alighieri di Ravenna, con il debutto del nuovo allestimento del Giulio Cesare di Händel, regia di Chiara Muti e direzione di Ottavio Dantone alla guida di Accademia Bizantina. E nel 2025 la Stagione parla anche il linguaggio musivo, grazie alle opere che il Teatro ha commissionato a Felice Nittolo, artista per cui il mosaico è luogo di continua sperimentazione.

I tre lavori di Nittolo rileggono i tre titoli d’opera in cartellone (accanto a Händel, La vestale di Spontini e Tosca di Puccini). Le sue creazioni saranno esposte a teatro in occasione delle rappresentazioni delle opere e caratterizzeranno i materiali promozionali della Stagione.

Per la creazione dedicata Giulio Cesare, che include anche stoffe e foglia d’oro, Nittolo ha immaginato una figura ispirata alla statuaria romana e che si staglia solenne su una roccia. Un fondale di fuoco ne amplifica la grandezza mentre lunghe e veloci pennellate, anch’esse rosse, generano uno scenario vibrante, quasi apocalittico. Per La vestale, che sarà in scena il 28 febbraio e 1 marzo per la regia di Gianluca Falaschi e con Alessandro Benigni sul podio de La Corelli, l’ispirazione arriva dal mosaico degli amanti della Villa del Casale di Piazza Armerina, riletto in chiave contemporanea. Alla base della composizione, quasi a formare una roccia, sono le vestigia del mosaico, materiali di scarto che l’artista ha recuperato dall’operazione di strappo del mosaico stesso per renderli materia preziosa. Su quest’alta roccia gli amanti sono uniti in un intenso abbraccio; inusuali tessere rosse, colore caro a Nittolo, li avvolgono, rendendo ancora più solida la loro unione. Per la Tosca in programma il 28 e 30 marzo (regia di Luca Orsini, mentre Henry Kennedy dirige l’Orchestra Cherubini), Nittolo riprende una delle sue composizioni più classiche dove la linea verticale – scheggia o filo d’erba – è l’elemento che congiunge cielo e terra, quest’ultima resa da una morbida linea curva mentre nel cielo infuocato e palpitante brillano luminose stelle.

Originario di Capriglia Irpina, Felice Nittolo è ravennate per amore del mosaico e oggi uno dei maggiori rappresentanti dell’arte musiva contemporanea. Nell’arco della sua cinquantennale ricerca, si è imposto all’attenzione nazionale ed internazionale con una serie di proposte, se non di rottura, almeno fortemente provocatorie come l’Aritmismo (1984) e il manifesto della Nuova Tradizione(1992). Pur difendendo l’autonomia del linguaggio musivo, ha intuito le intime corrispondenze tra mosaico e teatro, mosaico e musica, mosaico e poesia. Felice Nittolo si muove con naturalezza all’interno di numerose possibilità espressive: al fondo di ognuna rimane immutata la sua personalità artistica, in quella ricerca di sintesi che vede al centro di ogni esperienza e orbita il mosaico. Tra le numerose personali e rassegne anche le esposizioni alle fiere internazionali di Arco Madrid, Artefiera Bologna, Expo Arte Bari, Artexpo New York, Art 14 Basilea, Fiac Parigi. 

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