sabato
23 Maggio 2026

Nuovi talenti: un bando della Regione per trattenere sul territorio competenze altamente qualificate

Nuove risorse per rafforzare il legame tra imprese e ricerca e trattenere sul territorio competenze altamente qualificate. La Regione Emilia-Romagna lancia un nuovo bando nell’ambito del Programma Fesr 2021-2027, con una dotazione di 4 milioni di euro da bilancio regionale, destinato a sostenere progetti di ricerca e sviluppo realizzati dalle imprese attraverso l’inserimento di nuovi talenti.

Un nuovo passo avanti per la completa attuazione della legge regionale n. 2 del 21 febbraio 2023 (“Attrazione, permanenza e valorizzazione dei talenti ad elevata specializzazione in Emilia-Romagna”) che punta a valorizzare dottori di ricerca, assegnisti e ricercatori formati negli atenei regionali, contrastando la fuga di competenze e favorendo la loro permanenza nel sistema produttivo locale. Al tempo stesso, il bando intende rafforzare la capacità innovativa delle imprese, sostenendo investimenti in attività ad alto contenuto tecnologico e scientifico.

«Un provvedimento innovativo e unico nel contesto nazionale – spiega il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla -. Con un duplice obiettivo: da un lato vogliamo accrescere la capacità delle imprese emiliano-romagnole di investire in ricerca e innovazione per aumentare la propria competitività e rispondere meglio alle sfide attuali del mercato. E poi intendiamo incentivare la permanenza nel nostro territorio di giovani ricercatori formati dalle nostre università, attraverso nuove posizioni di lavoro di qualità e coerenti con le competenze acquisite».

La misura

L’avviso prevede una prima dotazione di 4 milioni di euro e contributi a fondo perduto fino a 300mila euro per progetto. Potranno presentare domanda singole società di capitali, piccole, medie o grandi imprese, con unità locale o sede operativa in Emilia-Romagna, purché in possesso dei requisiti di ammissibilità economico-finanziaria previsti dal bando.

I progetti dovranno svolgersi nel territorio regionale, avere una spesa minima ammissibile di 100mila euro e prevedere l’assunzione a tempo pieno di nuovo personale di ricerca, con contratto a tempo indeterminato oppure a tempo determinato di almeno due anni.

I progetti dovranno essere presentati online tramite il sistema regionale Sfinge 2020 dal 15 aprile al 18 maggio 2026.

A Palazzo Abbondanza sei nuovi appartamenti per giovani lavoratori tra i 18 e i 40 anni

Sarà inaugurata giovedì 9 aprile alle 11 “Casa Abbondanza”, sei nuovi alloggi di edilizia residenziale sociale (Ers) realizzati dal Comune di Bagnacavallo all’interno di Palazzo Abbondanza. All’inaugurazione interverranno il sindaco Matteo Giacomoni e la Giunta comunale, insieme agli assessori regionali Giovanni Paglia (Politiche abitative e giovanili) e Irene Priolo (Programmazione territoriale).

Gli spazi riqualificati ospitano sei alloggi di diverse metrature destinati a giovani lavoratori tra i 18 e i 40 anni, anche con figli, che saranno assegnati in locazione temporanea per un massimo di cinque anni. L’intervento rappresenta il primo dei tre cantieri che interessano Palazzo Abbondanza e si inserisce nel più ampio percorso di recupero dell’edificio.

I lavori, per un importo complessivo di oltre un milione e trecentomila euro, di cui 700mila finanziati dalla Regione Emilia-Romagna, hanno riguardato la realizzazione degli appartamenti, il consolidamento e miglioramento sismico della copertura e la ristrutturazione delle facciate perimetrali.

Il progetto è stato curato dallo studio di architettura Calderoni-Manetti di Bagnacavallo, mentre i lavori sono stati eseguiti dalla ditta Mulinari.

Gli alloggi saranno gestiti da Acer per conto del Comune e assegnati tramite un bando che verrà pubblicato prima dell’estate.

«La lotta per i diritti è un dovere»: il racconto della Palestina di Alae Al Said

Alae Al Said, classe ‘91, è una scrittrice nata a Roma da una famiglia di origini palestinesi. Il 9 aprile (ore 17.30) sarà alla biblioteca Classense di Ravenna per presentare il suo romanzo Il ragazzo con la kefiah arancione, nell’ambito della rassegna Scritture di Frontiera.

«Si tratta di un romanzo ambientato in Cisgiordania – ci dice la scrittrice nel corso di un’intervista – che copre un arco temporale che va dagli anni Sessanta ai Novanta. All’inizio può sembrare una storia di formazione: racconta di un ragazzino vittima di bullismo a scuola e di un’amicizia. Poi però, con l’occupazione del 1967, la Storia – con la “S” maiuscola – subentra nella vita dei personaggi. Quel bullismo iniziale si trasforma in una grande metafora: il protagonista, che subiva violenze dai compagni, vede il suo intero popolo subire qualcosa di simile da parte di uno Stato (naturalmente il riferimento è a Israele, ndr)…».

Cosa l’ha spinta a scrivere?
«Un insieme di fattori. Sento da sempre il bisogno di correggere quella che è stata spesso una narrazione errata o inesistente sul mio popolo. Accanto a questo, ci sono anche elementi autobiografici: da ragazzina ho vissuto anche io episodi di bullismo e scrivere mi ha permesso di rielaborare quel vissuto».

Nel romanzo affronta anche le radici storiche della questione palestinese.
«Sì. Attraverso i racconti familiari torno indietro nel tempo, fino agli anni Trenta e al periodo del protettorato britannico. Per me è fondamentale capire le radici della questione palestinese, perché senza quelle non si può comprendere davvero ciò che accade oggi».

Quando è stata l’ultima volta in Palestina?
«Nell’estate del 2023. Già allora vidi una situazione molto peggiorata rispetto agli anni precedenti: al posto delle distese di ulivi sono apparsi insediamenti, soldati e segni evidenti di un’occupazione sempre più forte».

Che effetto le fa raccontare la Palestina da lontano?
«È come quando si parla di qualcuno che ami profondamente e che sta soffrendo, senza poter fare nulla per aiutarlo. È un sentimento fatto di amore, impotenza, dolore, ma anche di speranza. Raccontare ciò che ho visto e vissuto è un modo per provare a far capire la verità, per non lasciare che resti invisibile».

Come stanno vivendo la storia della Palestina gli europei?
«Spesso c’è una visione incompleta. Molti hanno mostrato solidarietà verso la causa palestinese, è vero. Ma gli eventi vengono letti e raccontati come episodi isolati, non si coglie sempre l’esistenza di un progetto più ampio, di colonizzazione, e che ciò che accade non è casuale o episodico. Se invece si riuscisse a comprendere le radici e il contesto, allora cambierebbe completamente anche la lettura del presente».

Quanto è importante il linguaggio in questo racconto?
«È fondamentale. Ancora oggi, ad esempio, si fa fatica a usare certe parole, a chiamare le cose con il loro nome. E questo incide profondamente sulla percezione della realtà. Le parole non sono neutre: determinano il modo in cui comprendiamo ciò che accade».

La narrativa può contribuire a cambiare percezioni e pregiudizi?
«Assolutamente sì, ha un potere enorme. La Palestina, ancora prima di essere colonizzata fisicamente, è stata colonizzata attraverso i libri, attraverso una certa narrazione. Allo stesso modo, oggi la narrativa può ribaltare quella visione. Un romanzo permette al lettore di immedesimarsi: un numero resta astratto, ma una storia personale rende concreta un’ingiustizia».

Quale messaggio spera arrivi ai lettori?
«Vorrei che comprendessero le radici della questione palestinese, ma anche che cogliessero un messaggio di speranza. Non è solo una storia di dolore: è una storia di diritti. Il popolo palestinese sa per cosa sta lottando: il diritto al ritorno, alla casa, allo studio. È importante che il lettore non si fermi alla sofferenza, ma riconosca anche questa dimensione. La lotta per i diritti è un dovere, non è mai inutile».

Scontro nella notte di Pasqua sull’A14, muore un ragazzo di 21 anni

Un giovane di 21anni è morto e altri sette sono rimasti feriti, di cui una in maniera grave, in un incidente avvenuto nel giorno di Pasqua, domenica sera, attorno alle 23 sulla diramazione dell’A14 per Ravenna.

Secondo la prima ricostruzione ci sarebbe stato uno scontro fra auto, sulla corisa nord. Un ragazzo di 21 anni è morto sul colpo, una ragazza di 20 anni è ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Maggiore di Bologna.

Gli altri sei (tre ragazzi e tre ragazze, tutti fra i 20 e i 25) sono stati portati negli ospedali di Cesena e Ravenna, in condizioni di media gravità. (fonte Ansa.it)

Medici sospesi a Malattie infettive non sostituiti: «Situazione insostenibile, a rischio i servizi»

Una situazione definita “insostenibile” quella denunciata dalla Uil Fpl in merito al reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Ravenna. A lanciare l’allarme è il segretario generale Luca Lanzillotti, che in una lettera ai vertici aziendali dell’Ausl Romagna evidenzia come la drastica riduzione del personale abbia generato un forte squilibrio tra risorse disponibili e necessità assistenziali. Lo riporta il Carlino Ravenna in edicola oggi, domenica 5 aprile.

Dopo i provvedimenti giudiziari a seguito del caso dei cosiddetti certificati anti rimpatrio, che hanno coinvolto otto medici su undici del reparto – tre sospesi per dieci mesi e cinque con limitazioni operative – il carico di lavoro sui professionisti rimasti sarebbe aumentato in modo significativo, senza che siano state previste sostituzioni. La conseguenza è un ricorso crescente a doppi turni, orari prolungati e reperibilità, con un impatto diretto sul benessere psicofisico del personale, denuncia la Uil.

Secondo il sindacato, la pressione costante e la stanchezza accumulata rischiano di compromettere anche la qualità dell’assistenza e la sicurezza dei pazienti. La sospensione dei medici avrebbe inoltre fatto emergere criticità organizzative già presenti, aggravate da carenze strutturali e dalla mancanza di figure apicali di riferimento nell’ospedale di Ravenna.

Da qui la richiesta di interventi immediati: nuove assunzioni, nomine certe ai vertici e una riorganizzazione complessiva del lavoro, con l’obiettivo di restituire condizioni dignitose ai professionisti e garantire standard adeguati di cura.

Vittoria salvezza di Ravenna dopo sette sconfitte, Faenza aggancia il settimo posto

A distanza di due mesi e dopo sette sconfitte consecutive, l’OraSì Ravenna torna alla vittoria in un momento cruciale della stagione, battendo al Pala Costa la Luiss Roma (76-66) e allontanandosi dalla zona play-out.

«Questa vittoria conta tantissimo più che per la classifica per il morale perché venivamo da un periodo negativo – ha commentato il capitano Gabriel Dron -. Giocare in casa dopo un po’ di tempo è molto bello e i tifosi ci hanno dato una grossa mano. Oggi siamo stati bravi a non mollare nel finale e non permettere agli avversari di ribaltare il risultato. Il coach non ci ha chiesto niente di troppo tecnico, solo energia, sudore e voglia di vincere e questo si è visto in campo».

Tabellino
ORASì RAVENNA-LUISS ROMA 76-66 (
20-17; 17-7; 15-19; 23-21)
OraSì Basket Ravenna: Feliciangeli 5, Brigato 2, Morena 5, Ghigo 7, Paolin 18, Jakstas 13, Paiano 0, Dron 18, Cena 5, Romeo 2, Venturini (n.e), Catenelli (n.e).
Luiss Roma: Pugliatti 0, Jovovic 8, Fernandez 12, Bottelli 6, Pasqualin 5, Sylla 8, Cucci 10, Salvioni 3, Graziano 5, Casella 7, Falluca (n.e)

Nello stesso girone di serie B, la Tema Sinergie Faenza ritorna a mostrare il suo vero volto a Nocera, giocando un’ottima gara per quaranta minuti, lasciando a 63 punti un’avversaria che stava segnandone 86 di media nell’ultimo periodo. Il grande pregio dei faentini è stato di prendere subito in mano l’inerzia del match e di rispondere sempre ai tentativi di rimonta della LDR Power, conquistando così due punti fondamentali che le permettono di essere settimi in classifica, avendo agganciato l’Andrea Costa Imola, con la quale hanno lo scontro diretto a favore.

TABELLINO
LDR Power Nocera-Tema Sinergie Faenza 63-78 (12-17; 28-41; 45-58)
LDR POWER NOCERA: Donadio 9, Misolic 8, Sipala 4, Soliani 1, Balducci 11, Nonkovic 20, Truglio 5, Guastamacchia, Ferraro ne, Saladini 5. All.: Di Lorenzo
TEMA SINERGIE FAENZA: Bianchi, Rinaldin 4, Vettori 27, Van Ounsem 7, Romano 12, Longo, Di Pizzo 6, Fragonara 6, Santiangeli 10, Fumagalli 6. All.: Pansa Arbitri: Rubera – Faro – Marcelli Note. Uscito per falli: Truglio

Le pagelle del Ravenna che ha battuto il Pineto: Fischnaller segna e corre. Da Pozzo il più intraprendente

Le pagelle del Ravena che ha battuto 1-0 il Pineto (qui cronaca e tabellino).

POLUZZI 6: mai impegnato tranne su due occasioni, uno contro uno con l’attaccante: in entrambi i casi non sembra trovare il tempo giusto per l’uscita, ma nel secondo caso è bravissimo a toccare quel tanto che basta la palla e rallentare in maniera decisiva D’Andrea.

DONATI 6,5: altra prestazione super concentrata per l’esperto difensore, che rispetto ad altre occasioni preferisce evitare sortite in avanti, lanciando piuttosto con i tempi giusti Da Pozzo.

ESPOSITO 6,5: arriva un pelo tardi sul cross di Bani che poteva meritatamente depositare in rete a porta vuota. Solita personalità abbinata a concretezza, anche nel finale quando c’è da svettare di testa nonostante parta con diversi centimetri di svantaggio…

SOLINI 6: primo tempo abbastanza sotto controllo, anche se non sembrava nella sua migliore giornata. Esce per infortunio, si spera non grave (dal 42′ pt BIANCONI 6: a sinistra non è propriamente a suo agio, ma se la cava. Un po’ troppo falloso, forse. Rischia qualcosa su una – leggera – trattenuta in area).

DA POZZO 7: mezzo punto in più perché in una partita dai ritmi molto bassi, è l’unico a regalare qualche strappo. Grande intraprendenza e cinque-sei cavalcate in bello stile, di tecnica e di “gamba”. Concluse a volte con poca lucidità (dal 39′ st Rrapaj sv).

LONARDI 6,5: il migliore dei tre centrocampisti per continuità e gestione del pallone. Potrebbe essere più “cattivo” nella trequarti avversaria.

ROSSETTI 5,5: solito lavoro sporco, ma oggi non sempre preciso, qualche palla persa e alcuni falli di troppo. Esce per infortunio e per il bene del Ravenna la speranza è che non sia nulla di grave, perché il suo apporto resta fondamentale.

DI MARCO 6: ha il merito di contribuire a creare le due occasioni di Fischnaller del primo tempo (tiro parato e gol). Per il resto, è spesso nel vivo dell’azione, è vero, ma non riesce a concludere positivamente le sue giocate, mancando di concretezza. Frenato dagli infortuni, ha bisogno di giocare con continuità per trovare la condizione migliore (19′ st CORSINELLI 6: entra in un’insolita posizione di “falso” trequartista, poi finisce sulla sua fascia destra. Potrebbe incidere di più, preferisce gestire e cercare di guadagnare qualche fallo).

BANI 6: sempre in posizione, utile per consolidare il possesso palla, poco propositivo in fase di spinta, se non per un paio di cross che potevano portare anche a un paio di gol, in effetti…

OKAKA 6: gestisce tanti palloni spalle alla porta, subisce qualche fallo, contribuisce al possesso palla attento del primo tempo, senza però riuscire a essere mai pericoloso (dal 19′ st MOTTI 6: gestisce bene qualche ripartenza, difende qualche pallone, poco altro da segnalare).

FISCHNALLER 7,5: ok, il gol è facile facile, ma lui c’è sempre. Ne sfiora un altro paio, ma è impressionante soprattutto nei movimenti senza palla e instancabile nella corsa. L’obiettivo di Mandorlini e del suo staff ora dovrà essere quello di mantenerlo su questi livelli di forma fino ai playoff… (dal 39′ st Mandorlini sv).

Al Pala De André vince Padova: Olimpia Teodora ko in finale di Coppa Italia

La Coppa Italia di Serie B1 Femminile 2025-2026 va in Veneto. La Banca Annia Aduna Padova infatti, davanti ai più di 1.000 spettatori del Pala De Andrè, batte le padrone di casa dell’Olimpia Teodora Ravenna per 3-1 (25-19, 21-25, 25-13, 25-20) e conquista l’ambito trofeo. Le ragazze dell’Olimpia non sono riuscite a sfruttare il caldissimo tifo di casa e si sono dovute arrendere davanti a una grandissima prestazione delle ragazze di coach Vincenzo Rondinelli. Top scorer dell’incontro è stata Chiara Wabersich della Banca Annia Aduna Padova con 22 punti a referto.

Nella finale 3-4° posto, alla Palestra Mattioli, le calabresi della Tonno Callipo hanno superato con il punteggio di 3-0 (25-22, 25-20, 25-18) le lombarde del Volley 2001 Garlasco.

TABELLINO
BANCA ANNIA ADUNA PADOVA-OLIMPIA TEODORA RAVENNA 3-1 (25-19, 21-25, 25-13, 25-20)
Banca Annia Aduna Padova: Vecerina 18, Fenzio 6, Waberisch 22, Pasa 10, Volpin 9, Giay 7, Masiero (L). Silotto, Callegaro, Venturi, Marinucci. N.e.: Zampi, Sgherza. All. Rondinelli.
Olimpia Tedora Ravenna: Monaco 5, Marchesano 3, Casini 10, Boninsegna 11, Fabbri 9, Poggi 1, Franzoso (L). Benzoni, Bendoni 2, Balducci 2. N.e.: Ratti, Manghi, Scarpeccio, Campoli. All. Rizzi.
ARBITRI: Erika Burrascano, Gianluca Branca
Durata set: 26’, 29’, 25’, 30’
Banca Annia Aduna Padova: 7 a, 9 bs, 8 mv, 31 et.
Olimpia Teodora Ravenna: 3 a, 7 bs, 3 mv, 24 et.

SERIE B MASCHILE

Prima della finale della B1 femminile, al Pala De André la Maury’s Com Cavi Tuscania ha conquistato la Coppa Italia di Serie B Maschile 2025-2026. La formazione laziale di Victor Perez Moreno ha superato, in poco meno di due ore di gioco con il punteggio di 3-1 (25-20, 23-25, 25-23, 25-18), gli emiliano-romagnoli della Kerakoll Sassuolo aggiudicandosi dunque l’ambito trofeo nazionale.

SERIE B2 FEMMINILE

Al mattino, invece, la Coppa Italia di Serie B2 Femminile 2025-2026 è stata vinta dalla Blu Team Pavia di Udine, guidata da Simone Molinaro, che ha infatti battuto con un secco 3-0 (25-22, 25-19, 25-23) le modenesi dell’Hydroplants Soliera150.

Contro il Pineto arriva la terza vittoria consecutiva del Ravenna: la decide ancora bomber Fischnaller

RAVENNA-PINETO 1-0
RAVENNA (3-5-2): Poluzzi; Donati, Esposito, Solini (42′ pt Bianconi); Da Pozzo (39′ st Rrapaj), Lonardi, Rossetti, Di Marco (19′ st Corsinelli), Bani; Okaka (19′ st Motti), Fischnaller (39′ st Mandorlini). A disp.: Anacoura, Morigi, Falbo, Viola, Tenkorang, Calandrini, Italent. All.: Mandorlini.
PINETO (3-5-2): Tonti; Serbouti (11′ st Vigliotti), Postiglione, Giannini; Baggi, Schirone, Lombardi (27′ st Marrancone), Germinario (35′ st Kraja), Borsoi (11′ st Ienco); D’Andrea (27′ st Nebuloso), Pellegrino. A disp.: Marone, Verna, Amadio, Viero, Biggi. All.: Ivan Tisci.
ARBITRO: Mazzoni di Prato.
RETI: 29′ pt Fischnaller.
AMMONITI: Pellegrino, Rrapaj, Baggi.
ANGOLI: 3-2
TIRI (IN PORTA): 5 (2) – 2 (0)
SPETTATORI: 3.662 (di cui 2.735 abbonati e 43 ospiti), incasso 26.058 euro.

Qui le nostre pagelle

Un Ravenna ordinato e un po’ al piccolo trotto, a momenti anche bello, batte al Benelli il Pineto infilando la terza vittoria consecutiva e arrivando addirittura di nuovo a -4 dalla capolista Arezzo (con una partita in meno), ma soprattutto ormai vicinissimo a diventare la migliore terza dei tre gironi di serie C, posizione che garantirebbe un discreto vantaggio in ottica playoff.

A decidere l’incontro ancora una volta bomber Fischnaller, all’ottavo gol in giallorosso (nelle ultime nove partite), che sfrutta il regalo di un avversario (Baggi) al termine di una bella azione dialogata che aveva contribuito a far partire. L’altra occasione del primo tempo l’aveva avuta dopo pochi minuti dal fischio d’inizio lo stesso attaccante altoatesino, ben servito da Di Marco. Nella ripresa altre due occasioni, anche se più che altro potenziali, sempre per Fischnaller, che esce tra gli applausi a cinque minuti dalla fine, quando il Ravenna decide di chiudersi, pure troppo, finendo poi nel recupero in dieci uomini a causa dell’infortunio di Rossetti (a fine primo tempo, invece era uscito per un problema fisico anche Solini, per le uniche due brutte notizie della giornata).

Il Pineto ha fatto poco più che il solletico ai giallorossi, arrivando però per due volte davanti a Poluzzi e anche oltre, non riuscendo a prendere la porta da posizione defilata.

Da segnalare una direzione di gara davvero troppo fiscale, che non ha mai dato ritmo alla partita: probabilmente il record di falli fischiati, almeno qui al Benelli, quest’anno.

Ora per il Ravenna restano solo due gare: la trasferta di Pontedera e l’ultima al Benelli sabato sera, 18 aprile, contro la Vis Pesaro. Prima dei playoff di maggio…

Un contributo di 2mila euro ai giovani da 18 a 35 anni che si trasferiranno in provincia di Ravenna per lavoro

La giunta della Camera di Commercio di Ferrara Ravenna ha approvato in via definitiva il bando per attrarre giovani talenti nelle province di Ferrara e Ravenna. I termini si apriranno il prossimo 21 aprile e fino al 20 novembre sarà possibile presentare le domande attraverso la piattaforma camerale Restart per la gestione dei contributi.

Un progetto sperimentale, quello della massima istituzione economica del territorio, pensato per affrontare una delle sfide più urgenti: la crescente carenza di lavoratori qualificati e l’esodo dei talenti. Il Bando, condiviso all’unanimità con le associazioni di categoria, prevede contributi a fondo perduto in tre anni per i giovani tra i 18 e i 35 anni che scelgano di trasferirsi stabilmente nelle province di Ferrara e Ravenna con un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Per la Camera di commercio, infatti, la scelta residenziale è strettamente legata alle opportunità lavorative e alla qualità della vita: i voucher messi a disposizione saranno così spendibili, per il tramite di un’apposita piattaforma, in beni e servizi commerciali e attività artigianali di prossimità; un ulteriore modo per creare un circolo virtuoso a favore anche delle imprese.

IL BANDO IN PILLOLE

Soggetti beneficiari e requisiti

  • Persone fisiche di età compresa tra 18 e i 35 anni alla data di presentazione della domanda, con cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’Unione Europea o con regolare permesso di soggiorno;
  • nuovo contratto come lavoratore dipendente, a tempo indeterminato (a tempo pieno o parziale) o contratto di apprendistato, a decorrere dal 1° gennaio 2026, con un’impresa che abbia sede o unità locale operativa regolarmente iscritta e attiva al Registro Imprese della Camera di Commercio di Ferrara Ravenna;
  • nuova residenza nel territorio delle province di Ferrara o Ravenna a decorrere dal 1° gennaio 2026 ed entro e non oltre 90 giorni (effettivi) dalla data di comunicazione dell’ammissione al beneficio.

Tipologia dell’agevolazione

Contributo a fondo perduto di 2.000 euro per persona fisica, erogato, successivamente all’ammissione da parte dell’ente camerale, sotto forma di voucher annuale utilizzabile per l’acquisto di beni e servizi, tramite apposita piattaforma di acquisto digitale

Presentazione delle domande

La domanda di contributo dovrà essere inviata, a partire dal prossimo 21 aprile e fino al 20 novembre, esclusivamente per via telematica, attraverso la piattaforma RESTART (https://restart.infocamere.it). L’accesso al sistema informatico per la presentazione della domanda potrà essere effettuato tramite identità digitale SPID oppure tramite Carta Nazionale dei Servizi (CNS) con PIN dispositivo. L’invio della domanda può essere effettuato anche da parte di intermediari.

Per informazioni promozione@fera.camcom.it, www.fera.camcom.it

I costi dell’erosione costiera: i ripascimenti sono sempre più frequenti, ma non bastano più

L’erosione costiera non è più un problema eccezionale, bensì una condizione strutturale che riguarda ampi tratti del litorale romagnolo. Si tratta dell’arretramento della spiaggia dovuto a cause in parte naturali e in parte antropiche, che avviene quando c’è un rapporto negativo tra la sabbia portata dai fiumi e quella sottratta dal mare. Attenuare questo fenomeno è sempre più arduo e costoso. Nei giorni scorsi la Regione ha destinato 3,2 milioni di euro ad alcuni interventi straordinari di ripascimento e manutenzione delle opere di difesa del litorale, meno di tre anni dopo avere concluso dei lavori analoghi lungo gli stessi tratti di costa. Le località interessate sono Porto Corsini, Marina Romea, Lido Adriano e Milano Marittima nel ravennate, oltre a Cesenatico Ponente e Riccione Alba. Un capitolo a parte riguarda il litorale di Comacchio, oggetto di altri 19 milioni di euro stanziati a causa della situazione particolarmente critica fra i lidi di Volano, Pomposa e Spina.

I lavori sono stati annunciati dopo l’alta marea anomala registrata in Adriatico tra gennaio e febbraio. Nonostante non siano avvenute burrasche violente e distruttive, il livello del mare è stato molto più alto rispetto alla media, alimentando l’erosione della costa. In particolare, ogni giorno dall’1 al 14 febbraio la marea ha superato i +70 centimetri: non era mai successo per un periodo di tempo così lungo.

Perché avviene l’erosione costiera

Le spiagge non sono mai in equilibrio, ma nell’ultimo mezzo secolo il loro arretramento si è accentuato in tutta Italia, comportando la perdita di 40 milioni di metri quadrati di spiagge secondo Legambiente. In Romagna, il Gruppo nazionale per la ricerca sull’ambiente costiero ha calcolato che ogni anno scompaiono 600mila metri cubi di sabbia e che il 30% della costa è in erosione. I motivi sono molti.

In passato le spiagge della riviera godevano di un ricco apporto di sedimenti dai fiumi. Negli ultimi decenni questo apporto si è ridotto, perché viene bloccato a monte dalle opere antropiche come le dighe e gli argini artificiali. Inoltre molta sabbia viene estratta dagli alvei per farne materiale da costruzione. Al contempo il mare si sta alzando a causa dello scioglimento dei ghiacciai dovuto al riscaldamento globale: uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Progress in Oceanography ha calcolato che il livello dell’Adriatico è aumentato di circa 30 cm nel trentennio 1993-2023, con una repentina accelerazione rispetto al passato.

A infierire sull’erosione ci sono anche dei fattori locali. Nel ravennate l’avanzamento del mare è favorito dalla subsidenza del suolo, che secondo Arpae si abbassa di 3-4 millimetri all’anno per cause naturali. Il fenomeno è più accentuato in prossimità delle aree di estrazione del metano, come per esempio a Lido di Dante dove c’è la piattaforma Angela Angelina di Eni: qui la subsidenza arriva a 7-8 millimetri annui. Infine l’erosione può essere aggravata dai moli dei porti che trattengono la sabbia portata dalle correnti, provocando l’arretramento delle spiagge situate sotto le dighe foranee, e dalla mancanza delle dune naturali che sono state abbattute tra gli anni ’50 e ’80 per fare posto agli stabilimenti balneari e agli altri edifici turistici sul mare. Le dune, coperte dalla vegetazione, erano una solida barriera contro le mareggiate e una ricca riserva di sabbia. La loro assenza favorisce l’avanzamento del mare, che tra Comacchio e Ravenna sta procedendo a una velocità stimata in 10-12 metri all’anno dalla Prefettura.

I ripascimenti sono sempre più costosi

Quando la spiaggia è in forte arretramento si interviene di solito con i ripascimenti, che consistono nel portare nuova sabbia a riva per riallungare la linea di costa. La materia prima può essere recuperata al largo oppure provenire dalle cave nell’entroterra. I ripascimenti vengono effettuati soprattutto nelle spiagge a maggiore vocazione turistica, perché dalla loro esistenza dipende l’attività degli stabilimenti balneari e delle altre attività legate all’economia delle vacanze estive. Non a caso l’Emilia-Romagna è la regione italiana che spende di più per questi lavori, insieme ai singoli Comuni che possono fare ulteriori interventi locali.

Il primo maxi-ripascimento della costa romagnola, chiamato “Progettone”, fu effettuato nel 2002 dalla Regione. Allora era percepito come un evento eccezionale; dopo un quarto di secolo questi lavori sono diventati talmente frequenti da essere considerati quasi normali. Dal momento che le cause dell’erosione sono sempre più accentuate, l’effetto dei ripascimenti dura sempre meno: il mare si rimangia la sabbia nel giro di pochi anni, rendendo necessario intervenire di nuovo. Al contempo i costi di questi lavori aumentano.

Il primo Progettone del 2002 portò quasi 800mila metri cubi di sabbia su 8,8 km di litorale (Lido di Classe, Milano Marittima, Zadina di Cesenatico, Gatteo, San Mauro, Igea Marina, Riccione, Misano Adriatico) per un costo di circa 11 milioni di euro. Il quarto e ultimo Progettone del 2023 ha portato 1,3 milioni di metri cubi di sabbia su 11,6 km di costa (Lido delle Nazioni, Lido di Pomposa, Lido di Volano a Comacchio; Lido di Dante e Punta Marina a Ravenna; Milano Marittima, Cesenatico, Igea Marina, Riccione, Misano Adriatico) per un costo di 23 milioni. Dunque nel giro di vent’anni il prezzo dei lavori di ripristino della spiaggia è passato da 13,75 a 17,70 euro per metro cubo di sabbia, con un aumento del 28 percento. In mezzo ci sono stati il Progettone 2 nel 2007 e il Progettone 3 nel 2016. I tratti di costa interessati sono sempre all’incirca gli stessi; quelli più in erosione.

Secondo il monitoraggio Arpae, il Progettone 4 ha determinato un avanzamento medio della linea di riva di 40-50 metri e un innalzamento della quota di spiaggia superiore a un metro. Ma a distanza di appena tre anni, come detto, la Regione ha annunciato un nuovo intervento da 3,2 milioni. Non si tratta di un nuovo Progettone, bensì di lavori emergenziali. Ancora non si conosce la quantità di sabbia da movimentare.

La sabbia sta finendo e le scogliere fanno danni

I ripascimenti della costa romagnola hanno attinto gran parte della sabbia da alcuni giacimenti nei fondali a circa 50 km al largo. «Si tratta di cumuli di sabbia che si sono formati grazie all’apporto dei fiumi Po e Reno», spiega Romeo Farinella, docente di progettazione urbanistica all’Università di Ferrara. Da lì la sabbia è stata portata a riva tramite geotubi e poi spianata con le ruspe. «Quei depositi sono frutto di processi geologici secolari e non sono infiniti. Li abbiamo consumati nel giro di un paio di decenni e stanno già finendo», sottolinea il professore. «Una volta terminati, da dove si prenderà la sabbia?».

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Oltre ai ripascimenti, in passato davanti ai tratti di costa in maggiore sofferenza sono state costruite delle scogliere anti-erosione. In Emilia-Romagna si sviluppano per 69 km su 110 di litorale. A Ravenna si trovano a Lido di Savio, Lido di Classe, Lido di Dante, Lido Adriano, Punta Marina e Casalborsetti. Queste scogliere trattengono la sabbia portata dalle correnti, generando l’immediato allungamento della spiaggia davanti a esse. Il problema è che la sabbia trattenuta viene “rubata” al tratto di costa adiacente e non protetto: per questo le scogliere hanno spesso l’effetto di risolvere l’erosione da una parte ma aggravarla da un’altra. Dopo averle costruite in abbondanza negli scorsi decenni, si è smesso di farlo proprio per questo motivo. Più efficaci sono gli interventi di ripristino delle dune e le opere di ingegneria naturalistica. Ma a prescindere dalla strategia utilizzata, la difesa e il ripristino delle spiagge stanno comportando dei costi sempre più elevati che presto potrebbero diventare insostenibili per le casse pubbliche. Nel 2019 la Banca mondiale ha sottolineato che non sarà possibile mantenere tutti i litorali per sempre nella loro condizione attuale e che entro il 2100 si sarà costretti a decidere quali preservare e quali invece abbandonare, stimando che gli Stati potranno permettersi di difendere solo un terzo delle coste. La questione non riguarda solo le spiagge, ma anche le pinete, le industrie e i centri abitati alle loro spalle.

Una raccolta pubblica di documenti e ricordi legati al 2 giugno 1946 per celebrare gli 80 anni della Repubblica italiana

La Biblioteca Classense invita a una raccolta pubblica di documenti, fotografie, locandine, pagine di giornali e altri materiali legati al 2 giugno 1946, chiedendo la collaborazione dei cittadini a fornire  testimonianze utili a documentare quel determinante referendum istituzionale.

In occasione della 25esima edizione di “Quante storie nella storia. Settimana della Didattica e dell’Educazione al Patrimonio in archivio”, che si terrà dal 4 al 10 maggio, la Classense vuole celebrare gli 80 anni della nascita della Repubblica Italiana e allo stesso tempo implementare il proprio archivio su quel momento storico cruciale quando gli italiani, e per la prima volta anche le donne, scelsero la Repubblica invece della Monarchia.

I materiali raccolti saranno digitalizzati dal laboratorio fotografico classense e serviranno a realizzare una mostra virtuale visitabile a partire dal 4 maggio sulla piattaforma Collezioni digitali classensi, contribuendo alla valorizzazione della memoria collettiva.

Il termine ultimo per inviare o consegnare i materiali e partecipare all’iniziativa della biblioteca Classense è mercoledì 22 aprile.

Per informazioni: www.classense.ra.it – tel. 0544.482112 – informazioni@classense.ra.it

 

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