lunedì
16 Marzo 2026

Pinete, valli, sentieri e luoghi danteschi: al via le iscrizioni per la “Corsa della bonifica e di Dante”

Un percorso di 10 o 21 km che tocca la riserva naturale integrale della foce del Bevano, la pineta Ramazzotti, l’antica Pineta di Classe, le Valli dell’Ortazzo e Ortazzino. Si chiama “Corsa della bonifica e di Dante”: prenderà il via domenica 15 marzo (ore 9:30) da Lido di Dante e da oggi è possibile iscriversi solo per 500 partecipanti, con l’obiettivo di limitare il più possibile l’impatto ambientale.

La manifestazione aperta a tutti, presenta due percorsi in linea con la nuova tendenza della corsa ‘libera’, il gravel running, a cui si aggiunge il cammino. Gravel è una filosofia che spinge gli amanti della corsa ad abbandonare le strade per scegliere percorsi il più possibile in natura, ma soprattutto esprime il desiderio di correre, mettendo da parte la competizione e l’assillo cronometrico.

Anche quest’anno per i partecipanti ci sarà un ricordo dantesco da portare a casa: una maglia tecnica con un disegno del fumettista Panebarco che ritrae il Sommo Poeta con la Commedia sottobraccio tra un diavoletto e un pino che rappresentativo della Pineta di Classe.

Le iscrizioni sono aperte su https://www.endu.net/it/events/la-corsa-della-bonifica…-e-di-dante/ o in tre negozi sportivi: Meno4aranta (Ravenna) e Outdoor & Trekking Store (Ravenna e Faenza). La manifestazione non utilizza plastica e sensibilizza gli iscritti a correre e camminare senza lasciare traccia.

Al liceo Torricelli-Ballardini di Faenza inaugura la nuova biblioteca intitolata a Carlo Scacchi

Grazie al percorso di riqualifica dell’istituto finanziato dal Pnrr gli studenti del Liceo Torricelli-Ballardini di Faenza disporranno di una nuova biblioteca intitolata all’ingegnere Carlo Scacchi e di una sala studio: l’inaugurazione dell’ala si è svolta oggi, 28 gennaio, con lo scoprimento della targa commemorativa in Via Pascoli 13.

Alla cerimonia sono intervenuti la dirigente scolastica Paola Falconi, la presidente della Provincia di Ravenna, Valentina Palli, il sindaco Massimo Isola, la professoressa Teresa Maria Federici, referente del progetto Biblioteca del Liceo, e l’ingegnere Marco Conti, funzionario tecnico della Provincia di Ravenna. Ai numerosi studenti e docenti si sono poi aggiunti i familiari dell’ingegnere Carlo Scacchi, noto per aver dedicato la sua attività professionale alla progettazione e alla realizzazione di spazi educativi pubblici, contribuendo in modo significativo allo sviluppo dell’edilizia scolastica del territorio.

Il patrimonio librario della biblioteca è stato invece curato dai professori Stefano Drei, Luisa Pazzi e Paolo Melandri, con la collaborazione delle biblioteche del territorio che hanno volato numerosi volumi. «La nascita di questi spazi risponde prima di tutto a un’esigenza educativa – commenta la professoressa Teresa Maria Federici -. in un tempo in cui la tecnologia costituisce una pratica quotidiana e uno strumento prezioso che permette di connettersi velocemente e a distanza, emerge in parallelo la necessità di recuperare e non perdere la dimensione della presenza reale, della lentezza, dell’ascolto e dello studio attraverso la parola».

La biblioteca sarà gestita a titolo volontario e gratuito da docenti e personale tecnico-amministrativo del Liceo. Per quanto riguarda la sala studio, sarà accessibile agli studenti del liceo ogni lunedì, mercoledì e venerdì dalle 13 alle 16, termine delle attività didattiche.

La cerimonia è stata arricchita dall’esibizione del coro giovanile “Art of Choir” della Scuola Artistation, diretto dal maestro Mirko Nanni, che ha voluto parlare ai giovani attraverso i giovani, restituendo l’idea di una comunità che si costruisce anche attraverso linguaggi condivisi, come la musica e i libri.

Dopo lo scoprimento della targa, attualmente provvisoria, è stato annunciato che la versione definitiva sarà realizzata in ceramica a seguito di un concorso destinato agli studenti del Liceo Artistico, coinvolgendo direttamente i ragazzi nella costruzione della identità del luogo.

A soli due mesi dalla scomparsa di Viola Mazzotti nasce un’associazione in suo ricordo

Sono passati appena due mesi dalla scomparsa di Viola Mazzotti, la ventitreenne cervese travolta da un Tir a Bologna mentre si recava al lavoro in bicicletta. Nonostante il breve tempo e il dolore del lutto, o forse proprio per esorcizzarlo, oggi i familiari, gli amici e il fidanzato la ricordano dando vita all’Associazione Viola: un’Aps che vuole ricordare i valori della giovane studentessa di economia dando voce e nuove opportunità proprio ad altri giovani. «Quel che è successo ci ha lasciato dentro un vuoto incredibile – spiegano i genitori, Debora Garavini Cristian Mazzotti -. ma subito quel vuoto è stato riempito da tanta energia: quella degli amici di Viola, che ci hanno invaso casa, quella della comunità che ci ha sostenuto. Non siamo caduti per questo, e ora sentiamo il bisogno di restituire tutto il bene che ci è arrivato».

Il primo risultato già ufficializzato è l’istituzione di una borsa di studio approvata da Unimore (dipartimento di Comunicazione e Economia dell’Università di Modena e Reggio Emilia), anche grazie al supporto della professoressa Ilaria Baghi. Si tratta di un finanziamento di 6.200 euro, erogato dalla famiglia Mazzotti e assegnato in base al merito a uno studente o studentessa del corso magistrale, per sostenere gli ultimi due anni di studi e favorire il passaggio verso il mondo del lavoro. La borsa di studio potrebbe attivarsi già dal prossimo febbraio: il vincitore non dovrà distinguersi solo per merito accademico, ma dimostrare di condividere gli stessi valori che Viola si è sempre impegnata a difendere: attenzione all’inclusione, all’interconnessione culturale e alla sostenibilità ambientale e sociale. Ai candidati sarà quindi chiesto di presentare un curriculum o un progetto che attesti la loro sensibilità verso questi ambiti. «Viola ha sempre cercato di includere tutti – ricorda l’amica Alice Foschi, tra le fondatrici dell’associazione -. portava qualcuno nel gruppo e lo trasformava in “uno di famiglia”. Noi vogliamo fare lo stesso per tanti altri giovani, con una serie di iniziative di ricordo, sensibilizzazione e divulgazione sul territorio».

Le prossime attività dell’associazione, la maggior parte già fissate a partire dalla prossima primavera, riguarderanno infatti l’aspetto comunitario, con l’istituzione del Viola Day a giugno (una giornata al mare tra sport, musica e gastronomia, per ricordare le passioni di Viola con gioia e in amicizia, creare un appuntamento per la città di Cervia e raccogliere fondi a sostegno delle azioni dell’associazione) e la presenza fissa dello stand Punto Viola nei mercatini estivi sul  Borgo Marina; quello divulgativo, con talk di esperti e incontri con rappresentanti delle aziende del territorio per incentivare lo scambio tra giovani che si affacciano al mondo del lavoro e imprenditori e, non ultimo, un focus sulla sicurezza stradale, con incontri  anche in ambito scolastico grazie alla collaborazione con la scuola guida Aura. Insieme all’associazione bolognese Salvaiciclisti invece è in programma un momento di ricordo a Corticella (Bologna) ad aprile, con ciclisti in arrivo su due ruote da tutta la Romagna e l’installazione di una bici bianca sul luogo dell’incidente.

Guardando al futuro, l’idea è quella di istituire nuove borse di studio per i giovani cervesi e ulteriori iniziative legate al mondo dello sport, una delle più grandi passioni di Viola, tra corsa, ciclismo, nuoto, escursionismo e arrampicata: «È strano – conclude la madre -. ci è stato tolto tanto e a nostra volta sentiamo di voler dare ancora. La partita è appena iniziata, sia a livello personale che sociale, ma voglio concluderla restituendo più di quello che ho ricevuto. Non possiamo fermarci: il sogno della famiglia Mazzotti per il 2026 era partecipare tutti insieme alla maratona di New York. Io, Cristian e nostra figlia Ada andremo comunque, a noi si aggiungeranno il fidanzato e il cugino di Viola. Lei sarà con noi e seguirà la corsa da lassù».

Il segretario della Lega di Cervia si candida a sindaco: «Progetto civico e inclusivo»

A pochi giorni dal caso politico che ha scosso la comunità cervese, con il sindaco Mattia Missiroli (indagato per maltrattamenti alla moglie) di fatto sfiduciato dalla sua stessa maggioranza, il segretario della Lega di Cervia, già consigliere comunale, Enea Puntiroli, si auto candida a sindaco in vista delle prossime elezioni anticipate, che si terranno in primavera.

«Mi propongo subito – dichiara in una nota inviata alla stampa Puntiroli – perché un’epoca si è chiusa e siamo davanti a una svolta storica per Cervia. In un momento come questo non servono attese o tatticismi, ma responsabilità, chiarezza e la capacità di indicare una direzione». Puntiroli propone «un progetto chiaro e concreto. Al centro del percorso ci saranno punti essenziali e realizzabili: una città più sicura e vivibile; un nuovo turismo capace di generare lavoro e benessere diffuso; il rilancio di commercio e artigianato; una visione di sviluppo che metta al centro famiglie, giovani e futuro della comunità; la progettazione e realizzazione di opere strutturali inserite in una visione organica della Cervia di domani».

Il progetto di Puntiroli «sarà civico, aperto e inclusivo, fondato sull’ascolto e sul confronto con chi vive e lavora a Cervia», assicura, dicendosi disponibile a collaborare con persone, liste e forze politiche che condividano l’obiettivo «di un vero cambio di rotta e che vogliano portare avanti con serietà il rilancio della città».

Nuova condanna per l’ex vicesindaco e noto immobiliarista Giuseppe Musca

Si chiude con una condanna a tre anni e otto mesi il processo per il fallimento della Factory srl, società riconducibile all’immobiliarista ed ex vicesindaco di Ravenna Giuseppe Musca, 75 anni. La sentenza è stata pronunciata ieri sera (27 gennaio) dal collegio penale presieduto dal giudice Piervittorio Farinella, accogliendo in larga parte l’impianto accusatorio della Procura che contestava a Musca la bancarotta fraudolenta della società (la richiesta era di 5 anni). Assolta invece la moglie Susi Ghiselli, mentre l’emiliano Antonio Costa (considerato un prestanome) è stato condannato a due anni.

La notizia è riportata nel dettaglio dai due quotidiani in edicola oggi.

Secondo l’accusa, Musca era il «dominus» e amministratore di fatto della società, pur non ricoprendo formalmente l’incarico, e avrebbe gestito l’impresa eludendo i debiti verso l’erario e occultandone la reale situazione finanziaria. Un comportamento definito «tipico dell’impresa illecita». La Factory, nata nel 2008 come società immobiliare, nel 2014 aveva cambiato denominazione e oggetto sociale diventando Ishikawa Factory, avviando la commercializzazione delle calzature Ishikawa. Dopo una fase iniziale di forti guadagni tra il 2014 e il 2015, un contenzioso sul marchio e il mancato pagamento delle royalties a società estere avrebbero determinato il tracollo. Nel 2019, con un passivo di 1,4 milioni di euro, la Procura ha chiesto e ottenuto il fallimento.

L’inchiesta, avviata nel 2017 dopo una denuncia per firme apocrife, ha portato alla contestazione di diverse operazioni ritenute distrattive, tra cui compensi e consulenze ritenute indebite. La Corte ha però assolto gli imputati da alcune accuse minori, tra cui le falsificazioni contabili.

Musca, già coinvolto in diversi procedimenti giudiziari, è attualmente agli arresti domiciliari per scontare una pena definitiva di sei anni e tre mesi e la nuova condanna arriva a distanza di poche settimane da un’ulteriore sentenza di primo grado a cinque anni e mezzo per autoriciclaggio e bancarotta.

A Londra si festeggia il primo compleanno del museo dedicato a Lord Byron

Lo scalone di Belgrave Square che conduce al piano nobile dell’Istituto Italiano di Cultura a Londra è già affollatissimo alle 17.30: qui, la sala di 102 posti a sedere è sold out da giorni per assistere all’evento “Byron in Ravenna: Love, Landscapes, Poetry anh History in the City of Mosaics” per celebrare il primo anno di vita dei Musei Byron e del Risorgimento a Ravenna fortemente voluti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna.

Hanno aperto la conferenza i saluti iniziali del direttore dell’Istituto Italiano di Cultura Francesco Bongarrà, della presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna Mirella Falconi Mazzotti, dell’assessore alla Cultura del Comune di Ravenna Fabio Sbaraglia, del presidente dell’Italian Byron Society Ernesto Giuseppe Alfieri e della dirigente del Settore Turismo del Comune di Ravenna Maria Grazia Marini. «Siamo particolarmente orgogliosi e soddisfatti di essere qui oggi a Londra – ha detto Mirella Falconi Mazzotti – e ringrazio l’Istituto Italiano di Cultura di Londra ed il Comune di Ravenna per aver promosso questo evento straordinario. I nostri Musei sono ogni giorno meta di tantissimi visitatori e visitatrici, con una grande percentuale di ospiti inglesi. Questo evento in una sede così prestigiosa rafforza ulteriormente il legame tra Ravenna ed il Regno Unito nel segno della grande cultura».

«A un anno dalla sua apertura – ha detto l’assessore Sbaraglia – i Musei Byron e del Risorgimento si confermano un polo di eccellenza culturale e di importante attrazione turistica, non solo valorizzando un luogo della città cui Ravenna è particolarmente legata ma anche costruendo continue occasioni di promozione internazionale».

L’evento ha visto intervenire i due vice presidenti della Byron Society, Diego Saglia e Gregory Dowling, studiosi ed esperti di Byron e docenti universitari di letteratura inglese, applauditissimi dal pubblico in sala. Diego Saglia ha messo in evidenza «l’unicità di questi Musei, sia per gli oggetti presenti sia per la straordinaria narrazione multimediale, ma anche per le atmosfere magiche nelle sale e i racconti affascinanti nascosti in ogni angolo. Ma a colpire particolarmente i visitatori e le visitatrici è il fatto che i Musei sono incastonati in un centro città ancora oggi molto simile a com’era ai tempi di Byron e Teresa».

Gregory Dowling ha sottolineato un tema particolarmente caro al Presidente della Cassa Antonio Patuelli, ideatore dei Musei: Byron infatti ha dato al Risorgimento Italiano una fortissima risonanza mondiale, dando ai suoi protagonisti ed alle sue vicende quella luce e quei collegamenti internazionali che gli danno un valore molto più alto ed universale legandolo alla battaglia per la libertà e l’indipendenza che unì molti movimenti in quell’epoca. «Va sottolineato – ha detto Dowling – che i fatti si svolsero proprio nei luoghi in cui oggi vi sono i Musei: ed il legame tra Byron ed il Risorgimento è fortissimo, sia nella vita del poeta che poi andò a combattere per la libertà anche in Grecia, sia nella grande storia di quegli anni in cui la Carboneria, con cui Byron entrò saldamente in contatto, ed i primi moti rivoluzionari diedero una accelerazione decisiva».

Tra i presenti alla conferenza anche la Console Aggiunta d’Inghilterra a Roma Serena Corti, la dirigente dell’Ambasciata Britannica a Roma Claudia Giunchiglia, e John Lytton, quinto Conte di Lytton, discendente diretto di Lord Byron attraverso la figlia Ada, che ha proposto di cedere in prestito ai Musei una preziosa targa di Lord Byron che testimonia proprio il sacrificio del poeta per la libertà della Grecia, facendo seguito con questo suo gesto al prezioso dono del bastone di Byron ceduto qualche mese fa da Lord Robin Byron ed oggi esposto ai Musei Byron e del Risorgimento.

Il ministro per le disabilità Locatelli a Ravenna per discutere di accessibilità ai monumenti paleocristiani

«L’accessibilità non come adempimento, ma come investimento sul futuro: un motore capace di generare sviluppo economico, crescita culturale e coesione sociale»: è questa la visione emersa con forza questa mattina nel seminario di approfondimento “Accessibilità e inclusione nei siti Unesco”, promosso dall’Opera di Religione della Diocesi di Ravenna.

Tra i partecipanti anche il ministro per le disabilità Alessandra Locatelli, che ha discusso sull’importanza di rendere i siti paleocristiani di Ravenna realmente fruibili a tutti.  Il tavolo tecnico è stato un momento approfondimento e confronto in vista dell’aggiornamento del Piano di gestione del Sito di Ravenna, strumento richiesto dall’Unesco, attraverso il quale si garantisce la tutela e la trasmissione del valore universale di un sito patrimonio dell’umanità alle future generazioni.

L’incontro è stato l’occasione per ribadire come incentivare l’accessibilità significhi ampliare il pubblico, rafforzare il legame con le comunità e valorizzare il patrimonio come risorsa viva, in grado di produrre benessere e opportunità per l’intero territorio. A confrontarsi sul tema sono stati anche i rappresentanti del “comitato di pilotaggio” del sito Unesco di Ravenna, don Lorenzo Rossini, delegato arcivescovile per i Beni Culturali, Roberto Cantagalli, dirigente alle Politiche culturali del Comune, Andrea Sardo, direttore dei Musei Nazionali e la soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini Federica Gonzato. Sono intervenuti anche gli esperti di accessibilità dei ministeri della Cultura e per le disabilità, Gabriella Cetorelli e Dino Angelaccio, oltre ad alcune cooperative per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità a livello italiano (Tulipano, Fondazione Danelli, Oltre l’arte coop sociale, Cooperativa ParteNeapolis).

L’apertura dell’incontro è stata affidata all’arcivescovo monsignor Lorenzo Ghizzoni e all’assessora per le Politiche sociali Roberta Mazzoni; mentre le conclusioni, con il saluto del sindaco Alessandro Barattoni, sono state affidate ad Alessandra Refolo, senior manager di PtsClas, e al direttore dell’Opera di Religione Andrea Romagnoli.

«Ringrazio tutti per la partecipazione a questo importante momento: dalla comunità del territorio di Ravenna agli enti del Terzo settore, fino ai rappresentanti dei musei e delle realtà artistiche e culturali del nostro Paese – afferma il ministro Locatelli -. È un esempio concreto di come si possa fare rete tra associazioni e istituzioni, non solo per parlare di accessibilità ai siti e agli spazi, ma anche di inclusione lavorativa come occasione di crescita e di costruzione di percorsi di vita all’interno della dimensione culturale e artistica italiana. Lo dimostra la rete Bilt – Bellezza, Inclusione, Lavoro, Talenti oggi presente con numerose associazioni, che sta crescendo in tutta Italia per offrire a molte persone con disabilità, in particolare intellettive e relazionali, la possibilità di lavorare come guide turistiche e culturali anche all’interno dei siti patrimonio dell’Unesco».

Per l’assessora Mazzoni «il Comune di Ravenna considera l’accessibilità culturale e la fruizione turistica inclusiva una responsabilità pubblica concreta e una leva di welfare culturale. È in corso di realizzazione il nuovo Piano di gestione e abbiamo sviluppato progetti come Usefall, Ravenna per mano e i nuovi percorsi di accessibilità online e offline, con strumenti tattili, materiali in CAA, video LIS e formazione degli operatori, per permettere a pubblici con esigenze diverse di vivere pienamente il sito secondo un approccio di design for all. Questo impegno si riflette anche nell’accoglienza turistica, con l’Albergo del Cuore, che unisce ospitalità accessibile e opportunità di lavoro per persone con disabilità, e con la Spiaggia dei Valori, spazio balneare progettato per tutti. Le esperienze culturali accessibili generano benessere, partecipazione e coesione, e fanno crescere l’intera comunità». Infine, don Lorenzo Rossini, delegato arcivescovile per i beni culturali ecclesiastici di Ravenna-Cervia commenta: «I monumenti Unesco di Ravenna saranno realmente patrimonio dell’umanità quando i valori universali del sito saranno in grado di arrivare a tutti, nessun escluso. Quando tutti, anche persone con disabilità, potranno fare esperienza dei luoghi e del messaggio culturale e di fede».

Dialogo sul tema del desiderio intorno al libro “Better Than Sex” di Mario G. Messina

Sabato 31 gennaio 2026, dalle ore 15:00 alle 17:00, la sala conferenze del Museo Civico di Scienze Naturali “Domenico Malmerendi” ospita un dialogo intorno al libro Better Than Sex: il desiderio come linguaggio visivo e culturale di Mario G. Messina, pubblicato da Al.Ce. Editore.

Il volume affronta in modo critico e trasversale il tema del desiderio come forza culturale, estetica e progettuale, interrogando il ruolo della comunicazione contemporanea nella costruzione dell’immaginario collettivo. Attraverso testi e riferimenti visivi, Better Than Sex propone una riflessione sul piacere, sull’attrazione e sul consumo: il titolo, volutamente spiazzante, diventa una chiave di accesso per riflettere su come immagini, oggetti, estetiche e narrazioni competano oggi con le esperienze più intime e primarie dell’essere umano.

La presentazione si svolgerà sotto forma di dialogo critico su editoria, cultura visiva e design, tra Annalisa Cattani e l’autore Mario G. Messina in collegamento video. L’incontro sarà un’occasione per approfondire i temi del libro in relazione alla formazione e alla pratica del design, offrendo agli studenti e al pubblico uno spazio di confronto su estetica, responsabilità progettuale e potere delle immagini nel contesto contemporaneo. L’evento si inserisce nel percorso culturale di ISIA Faenza come momento di riflessione interdisciplinare tra editoria, cultura visiva e progetto.

Mario G. Messina ha ricoperto ruoli creativi di alto livello nel settore pubblicitario a Londra e Milano presso McCann Erickson, Kenyon & Eckhardt, SSC e B Lintas. Nel 1974 ha portato il suo distinto stile creativo negli Stati Uniti alla Ogilvy & Mather di NY ove ha creato molte campagne per società̀ e brand importanti quali: Maxwell House Coffee, Shake ‘n Bake, Avon, Swanson Foods, Pepperidge Farm, Hershey, Clairol, Playtex, Smith Kline e Block Drugs. Nel 1986 ha fondato la MgM & Partners evoluta poi in MgM Gold Communications, la cui missione è quella di aiutare società̀ Italiane ed europee a commercializzare i loro prodotti nel mercato americano. Ha contribuito a creare il branding del “Made In Italy” negli Stati Uniti.

L’evento è promosso da ISIA Faenza e condotto da Annalisa Cattani, docente di Gestione dell’attività professionale nell’ambito dei bienni specialistici in Design del Prodotto e Progettazione con Materiali Ceramici e Innovativi e Design della Comunicazione. L’evento è realizzato in collaborazione con il Museo Civico di Scienze Naturali “Domenico Malmerendi”. Verranno riconosciuti crediti formativi a studenti e studentesse ISIA (0,20) e universitari partecipanti.

Ior rinnova il progetto “fuoriclasse”: istruzione domiciliare per due adolescenti colpiti dal tumore

Un progetto di istruzione domiciliare per permettere agli adolescenti malati di tumore di restare al passo con i coetanei, promuovendo inclusione e continuità di scambio e relazione con i docenti: già nel 2018 Ior si attivò per sostenere la continuità di programma di un ragazzo riminese di prima superiore, con diagnosi di leucemia linfoblastica acuta. Visti gli ottimi risultati dell’iniziativa, l’associazione no profit ha deciso di proseguire e ampliare il percorso, stabilendo un Protocollo d’Intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale, recentemente rinnovato, per continuare a garantire l’istruzione domiciliare a quei ragazzi che altrimenti rischierebbero di perdere l’anno o di ricevere una formazione meno completa rispetto ai coetanei sani.

Il percorso è stato ufficializzato e aggiunto ai servizi di Ior con il nome di  “Progetto FuoriClasse” e, nell’anno scolastico 2024/2025 ha permesso a quattro studenti romagnoli di proseguire con l’intero programma direttamente a casa: due di sono ravennati: M.M., che frequenta il il Liceo Classico “Dante Alighieri” di Ravenna e L.M., dall’l’ITIP “L.Bucci” di Faenza.

Le scuole hanno già a disposizione un plafond per garantire agli adolescenti che si devono assentare per lunga malattia di ricevere al domicilio le lezioni più importanti, ma il peso economico elevato non consente quasi mai di coprire tutte le materie. Ior ha quindi investito circa 10 mila euro, per un totale di 96 settimane complessive di istruzione a casa dei quattro in cura. L’istituto ha poi deciso di far partire una campagna di crowdfunding proprio a sostegno del progetto: da inizio febbraio fino a Pasqua chiunque potrà sostenere questo servizio facendo la propria donazione sulla piattaforma dedicata.

L’iniziativa ha già raccolto l’adesione di parrucchieri e professionisti di bellezza, categorie da sempre molto sensibili alla tematica della vicinanza al paziente oncologico e della preservazione della sua qualità di vita: il 15 febbraio (Giornata mondiale contro i tumori infantili), presteranno la propria competenza gratuitamente in 8 città della Romagna per raccogliere fondi a favore del Progetto “FuoriClasse”  con  “Una Piega per lo IOR”. La donazione minima richiesta, come sempre, sarà di 20 euro.

«Una diagnosi oncologica determina sempre un trauma, non solo nel paziente, ma anche in quegli affetti e famigliari che circondano la persona che l’ha ricevuta: un’affermazione ancor più vera nel caso in cui i pazienti siano bambini o adolescenti – fanno sapere da Ior – Se la buona notizia arriva dai dati di sopravvivenza, visto che in linea generale l’80% dei giovani riesce a sconfiggere il cancro, con picchi anche superiori per alcune tipologie di tumori ematologici, il lato meno positivo della medaglia è quello relativo all’impatto fisico e psicologico su ragazzi e ragazze di un percorso di cura tanto impegnativo. Gli effetti collaterali dei trattamenti impongono infatti enormi cambiamenti e lunghi periodi di isolamento: la crescita formativa e sociale viene quasi messa in pausa se paragonata a quella dei coetanei che, al contrario, continuano a frequentare le lezioni, a seguire le attività extra-scolastiche, a frequentarsi. Un aspetto che fino a qualche anno fa veniva considerato secondario e sacrificabile rispetto al bene supremo del perseguimento della guarigione. Sebbene comprensibile, tale atteggiamento è stato via via superato: la preservazione di una qualità di vita il più alta possibile è considerata oggigiorno una priorità per il paziente oncologico, tanto quanto garantirsi le migliori prospettive di sopravvivenza. Nel caso dell’adolescente col cancro, questo significa non poter ritenere più accettabile avere una proposta formativa e opportunità scolastiche diverse rispetto ai coetanei sulla base di quella che è considerabile, a tutti gli effetti, come un’ingiustizia. Preservare il futuro personale e professionale di ragazzi e ragazze delle scuole secondarie di primo e secondo grado del territorio, costretti dalla malattia a lunghi periodi di ospedalizzazione, è diventata quindi una delle priorità dell’Istituto Oncologico Romagnolo».

Anche Solarolo ha la sua mezza maratona: si terrà il 29 marzo e toccherà Castel Bolognese e Bagnara

La prima volta non si scorda mai. Solarolo ha fissato la data per la prima maratona della sua storia: sarà domenica 29 marzo, quando a partire dalle 9.30 gli atleti cominceranno a correre da corso Mazzini, per chiudere la propria gara dopo 21 km in piazza Garibaldi. L’evento sarà dedicato alla memoria di Roberta Colombo, una figlia del territorio solarolese scomparsa troppo presto e innamorata della corsa.

L’intero percorso di gara è ancora in via di definizione da parte degli organizzatori del Tè Bota Team, ma abbraccerà tutto il territorio, sconfinando anche nel comune di Castel Bolognese, e toccando il centro storico di Bagnara di Romagna. Un tracciato che si preannuncia affascinante e contraddistinto da bellissimi squarci sia di campagna che nei bellissimi borghi ravennati. Oltre alla distanza classica, sono previste sia la 13 km ludico motoria che la Family Run da 5 km.

Ultimi giorni a disposizione per potersi iscrivere alla prima edizione dell’Half Marathon Città di Solarolo a una quota scontata di 22 euro. C’è tempo fino a sabato, poi il costo salirà a 25 euro fino alla data fatidica di effettuazione della corsa, il 29 marzo.  Ai primi 500 iscritti andrà una speciale T-shirt tecnica, che potrà essere acquistata anche da chi prenderà il via alla Family Run. A livello individuale sono riservati ben 138 premi di categoria, oltre ai primi 3 assoluti uomini e donne. 

Basket, vittoria importante per Faenza: sbanca Ancona (45-59) e si allontana dalla zona retrocessione

L‘E-work Faenza vince e convince in terra marchigiana. Dopo la bella vittoria contro Vicenza del turno precedente, le ragazze di coach Seletti hanno la meglio su Ancona, grazie ad un ultimo quarto perfetto che condanna le avversarie alla quinta sconfitta consecutiva.

Ancona parte contratta, mentre Faenza trova buone soluzioni con Zanetti nel gioco sotto canestro. Dopo appena cinque minuti il coach anconetano Piccionne è costretto al time-out per scuotere le sue. Il primo quarto, povero di emozioni, si chiude sul 9-13. L’avvio del secondo periodo è segnato dall’infortunio di Pellizzari, costretta a uscire dolorante. Il gioco resta frammentato, con molte interruzioni e difficoltà offensive da entrambe le parti. Ancona rientra grazie ai numerosi viaggi in lunetta e va all’intervallo sul 23-26. Le basse percentuali spiegano il punteggio contenuto. Nella ripresa E-Work passa a zona, ma l’equilibrio regge fino al break di Faenza (9-0), nonostante i problemi di falli di Brzonova. Ancona reagisce e resta in scia, chiudendo il terzo quarto sul 37-41. L’ultimo periodo è teso e avaro di canestri, finché le triple decisive di Ronchi, Ciuffoli e Onnela spaccano la partita. Faenza allunga in modo decisivo e chiude sul 45-59, conquistando una vittoria meritata per la squadra di coach Seletti.

Tabellino:

Faenza: Brzonova 5, Ciuffoli C. 7, Ronchi 9, Zanetti 12, Ciuffoli E. 8, Guzzoni 6, Onnela 12, Milanovic e Cosaro n.e.

Ancona: Pierdicca 3, Mbaye 1, Fiorotto 14, Pellizzari 2, Zanetti 4, Bremaud 15, Nardoni 6

L’università per adulti organizza un incontro sulla salute sostenibile con Marco Geddes da Filicaia

“La salute sostenibile. Come attuare in Italia un Servizio sanitario equo ed efficace”: un tema che in Italia è al centro del dibattito pubblico da anni, e che sarà al centro del prossimo incontro dell’Università Giovanna Bosi Maramotti per la formazione permanente degli adulti. L’appuntamento è giovedì 29 gennaio alle 16.30, alla Sala Muratori della Biblioteca Classense (in Via Baccarini 5 a Ravenna). Ne parlerà il medico e grande esperto del settore Marco Geddes da Filicaia (ex direttore sanitario del presidio ospedaliero Firenze e dell’Istituto Nazionale Tumori di Genova, oltre che già assessore alla sanità esServizi sociali del Comune di Firenze e vicepresidente del consiglio superiore di sanità).

«In riferimento al nostro servizio sanitario nazionale, – scrive in presentazione dell’incontro Geddes da Filicaia – il dibattito si è focalizzato sulla sua sostenibilità finanziaria, considerato lo scenario demografico caratterizzato da un incremento delle fasce di popolazione anziana, dai crescenti costi di farmaci e presìdi sanitari, dai “bisogni” della popolazione. Possiamo affermare che un “Sistema sanitario” è sostenibile se tutela il diritto alla salute previsto dalla Costituzione attraverso un equilibrio che, appunto, il “buon padre di famiglia” assicura fra uscite ed entrate. Durante l’incontro verrà pertanto esaminata l’evoluzione dei vari fattori demografici, epidemiologici ed economici prima e dopo la pandemia Covid, al fine di valutare l’appropriatezza delle risposte che sono state date, in termini di programmazione, di normativa, di risorse e di personale».

L’incontro si svolge nell’ambito della rassegna i Pomeriggi del Gufo di Unibosi, ed è organizzato con il patrocinio del Comune di Ravenna, la collaborazione dell’Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Ravenna, oltre che dell’Istituzione Biblioteca Classense.

 

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