giovedì
30 Aprile 2026

Quattro minorenni picchiati e derubati fuori dalla discoteca

È successo sabato notte a Marina di Ravenna

Carabinieri Notturna 1

Ancora un’aggressione notturna a Marina di Ravenna, ai danni di quattro ragazzi minorenni.

Lo riporta il Corriere Romagna, in edicola oggi (17 settembre) con ulteriori dettagli. L’episodio risale a sabato notte, fuori da una discoteca, dove quattro giovani ravennati sarebbero stati picchiati e derubati di cellulari e portafogli. Ad aggredirli, stando a quanto raccontato nella denuncia ai carabinieri, un gruppo di ragazzi di un’età indefinita, probabilmente anche minorenni.

Ora le indagini procedono con l’ipotesi di rapina e lesioni personali.

«Noi aggrediti con catene e pietre. Ci hanno tirato bottiglie e una “bomba carta”»

La versione degli ultras del Bagnacavallo dopo la rissa di domenica allo stadio di San Pancrazio

Corsa Tifosi San Pancrazio
Un frame di un video in cui si vedono gli ultras correre a San Pancrazio durante la partita

Gli ultras del Bagnacavallo rompono il silenzio e sui social forniscono la loro versione sulla rissa avvenuta domenica durante e al termine di una partita di calcio di Prima Categoria, allo stadio di San Pancrazio.

I tifosi ospiti denunciano di essere stati aggrediti in modo violento da quelli di casa e di essersi limitati a «difenderci solo con le nostre mani e le cinture». Gli ultras del San Pancrazio, invece, avrebbero utilizzato catene, pietre e altri oggetti contundenti, poi sequestrati.

sequestro ultras san pancrazio bagnacavallo
Il materiale sequestrato, con il colore verde del San Pancrazio

I bagnacavallesi denunciano anche di essere stati vittime di lanci di bottiglie di birra, durante il primo tempo, e anche di una sorta di “bomba carta” che sarebbe esplosa vicino ai tifosi ospiti.

Durante l’intervallo, dicono ancora gli ultras del Bagnacavallo, «sono stati gli ultras del San Pancrazio a uscire dalla tribuna con l’intenzione di aggredirci, come testimoniano diversi video che si possono già trovare on line».

I due club sono invece intervenute per stigmatizzare quanto accaduto. «La società San Pancrazio comunica che si dissocia da qualsiasi tipo di condotta violenta e non rispettosa nei confronti altrui – si legge in una breve nota pubblicata sui social -. Comunichiamo inoltre che ci dimostreremo totalmente disponibili a collaborare con le forze dell’ordine per la giusta riuscita delle indagini».

«In merito ai gravissimi episodi di violenza verificatosi domenica a San Pancrazio – si legge invece in un comunicato del Bagnacavallo -, la società vuole esprimere una netta e totale condanna. Non entrando nel merito delle responsabilità, al vaglio delle forze dell’ordine, vorremmo precisare che la rissa scatenatosi fra un gruppo di facinorosi violenti non fa parte dell’essere dei nostri storici sostenitori che da tempo seguono e tifano la nostra squadra. La violenza è da sempre bandita e non fa parte del Dna biancorosso. Il nostro impegno in ogni giornata di sport, è sempre quello di rendere ogni partita un momento di sano e genuino divertimento. Trasmettere passione, impegno, entusiasmo è sempre stata la nostra priorità e questi episodi vanno a minare l’impegno di tutti coloro che dedicano tanto del proprio tempo ad uno degli sport più amati. Auspichiamo vengano presi i giusti provvedimenti affinché non si verifichi mai più un episodio così increscioso».

A Bagnacavallo c’è la festa dell’Umarell. Con giochi, musica e hamburger

Umarell Redino Manifesto

Torna a Bagnacavallo una nuova edizione – la terza – della “Giornata mondiale dell’Umarell” in programma per giovedì 19 settembre, dalle 18 alle 22, all’Antico Convento San Francesco.

Ideato dal fotografo bagnacavallese Giampaolo Ossani, l’evento vuole essere una celebrazione della figura ormai iconica del pensionato che stoicamente controlla i cantieri, l’Umarell.

«L’iniziativa è nata per gioco tre anni fa – spiega Giampaolo Ossani – fotografando di spalle i personaggi che si interessavano al laghetto del Parco del Redino, la vasca di laminazione, di Bagnacavallo. Così ne è scaturita la mostra che ha dato il via al progetto».

Diverse di quelle immagini saranno protagoniste del nuovo percorso espositivo che accompagnerà il pubblico durante la “Giornata Mondiale dell’Umarell”. I visitatori potranno mettersi alla prova partecipando al torneo dedicato al gioco da tavola “La Giornata dell’Umarell” che metterà in palio vari premi. L’intrattenimento musicale sarà a cura del duo musicale formato da Enrico Minguzzi e Alessandra Tambini. Novità di questa nuova edizione sarà il punto di ristoro organizzato dal Birrificio Bajön con un menù dedicato a birra e hamburger.

Special guest della giornata sarà Danilo Masotti, autore di una serie di libri dedicati agli Umarell, che illustrerà le tante interpretazioni di questa figura che sta riscuotendo un consenso crescente.

Pioggia e temporali, allerta gialla. Il Comune: «Massima attenzione e prudenza»

Tre giornate con fenomeni previsti in intensificazione. Le raccomandazioni dell’Amministrazione

Poggia

Come ormai noto, sono in arrivo giornate di pioggia e temporali. Dalla mezzanotte di oggi, lunedì 16 settembre, alla mezzanotte di domani, martedì 17, sarà attiva nel territorio del comune di Ravenna (e più in generale in tutta la provincia) l’allerta meteo numero 118, per criticità idraulica e idrogeologica, temporali, vento, stato del mare e criticità costiera, emessa dall’Agenzia regionale di protezione civile e da Arpae Emilia-Romagna. L’allerta è gialla.

Il Comune di Ravenna, inoltre, ricorda che per i giorni successivi (mercoledì e giovedì) i fenomeni sono previsti in intensificazione e «ritiene opportuno ribadire ancora una volta che sono necessarie la massima attenzione e la massima prudenza da parte di tutti», si legge in una nota.

In particolare, si raccomanda di:
– prestare particolare attenzione allo stato dei corsi d’acqua ed evitare di accedere ai capanni presenti lungo gli stessi (se si allaga la golena il capanno deve essere evacuato);
– fissare gli oggetti sensibili agli effetti della pioggia, della grandine e del vento o suscettibili di essere danneggiati;
– prestare attenzione alle strade eventualmente allagate e non accedere ai sottopassi nel caso li si trovi allagati;
– non accedere a moli e dighe foranee e prestare particolare attenzione nel caso in cui si acceda alle spiagge.

Bilanci di fine stagione: «La spiaggia soffre per l’aumento delle alternative»

Fanelli del bagno Bandito: «Solo gli eventi portano clienti, ma la località non è più innovativa come vent’anni fa». L’imprenditore ha venduto un ristorante a Milano Marittima

Bandito

Le attività di Alessandro Fanelli a Cervia comprendono un ristorante (Officine del Sale) e un bar (Saledolce) in paese e un bagno (Bandito 211) sulla spiaggia. L’imprenditore è quindi un testimone con un punto di vista doppio sulla stagione turistica cervese. «Con la spiaggia abbiamo lavorato tanto nei weekend, con le domeniche da tutto esaurito, ma fra settimana tutti i bagni avevano più ombrelloni vuoti rispetto al passato». Le ragioni, secondo Fanelli, sono molteplici. Ma una è quella più consistente: «È aumentata l’offerta da posti che una volta non si proponevano al turista. Mi vengono in mente le degustazioni nelle cantine, le aziende agricole dove vai a raccogliere la lavanda e c’è la cena, le sagre sulle colline, la mungitura negli allevamenti di animali… Sono tutte occasioni in cui si può fare qualcosa che non hai mai fatto e portano più persone a rinunciare alla spiaggia».

Ma la concorrenza non è solo per le esperienze memorabili: «A Pinarella ha aperto McDonald’s. Ogni hamburger è un piatto di pasta in meno che avrebbe venduto un ristorante».

Le concessioni demaniali sospese nel limbo tra proroga e gara hanno avuto il loro ruolo: «Il rinvio delle scadenze al 2027 (ne parliamo qui ndr) è una buffonata. Mi piacerebbe che il Comune di Cervia facesse i bandi prima possibile, senza aspettare tre anni, ma dubito che succederà».

Ci sarebbe bisogno di innovazione, per rilanciare la proposta: «Per quanto mi riguarda i numeri importanti di clienti riesco a farli quando propongo qualcosa di nuovo, soprattutto eventi. Ma in generale l’offerta turistica era più innovativa vent’anni fa. Ci siamo inventati gli street bar e la spiaggia aperta sempre. E adesso, invece, abbiamo degli alberghi che chiedono cento euro a notte per una doppia con standard non competitivi».

L’estate agli sgoccioli tra Cervia e Milano Marittima è stata contraddistinta da diversi episodi di violenza e microcriminalità con risse e accoltellamenti tra giovani in strada. Nonostante la risonanza mediatica, secondo Fanelli la località non ne ha risentito in termini di perdita di turisti: «Non siamo nel far-west. Dove metti tanti giovani ci sono episodi di questo genere se non pianifichi bene la sicurezza. Quello che deve cambiare è il ruolo dei locali: non basta pensare alla sicurezza interna, ma anche all’esterno, soprattutto quando richiami centinaia di persone che poi si muovono nella località».

Eppure un anno fa l’imprenditore ha lasciato Milano Marittima vendendo il ristorante Felix (la richiesta iniziale era di 130mila euro): «Sono abituato a fare analisi dei numeri del settore e ho ritenuto che non fosse più strategico investire su Milano Marittima. Il turista da fuori riusciamo ancora ad averlo, perché la pineta e il mare lo attraggono, ma il turista locale, il forlivese o il ravennate, sceglie altri passatempi». 

Indice criminalità: Ravenna al 20esimo posto in Italia

Secondo l’indagine del Sole 24 Ore. Rimini e Bologna nella top ten

Ladro

Ravenna peggiora di una posizione nella classifica dell’Indice della Criminalità 2024 stilato dal Sole 24 Ore, passando dal 21esimo posto di un anno fa al 20esimo del 2024. Un risultato frutto di 4.011,1 denunce ogni 100mila abitanti (oltre 15mila in valore assoluto).

A fare peggio, in regione, Rimini e Bologna, finite nella top-ten, rispettivamente al quarto (con 6.002,8 denunce ogni 100.000 abitanti) e al sesto posto (con 5.539,3 denunce ogni 100.000 abitanti). Al primo posto in Italia invece c’è Milano.

Quanto alle altre province della regione, Parma risulta al 13esimo posto (con 4.416,8 denunce ogni 100.000 abitanti), Modena al 16esimo (4.200), Ferrara al 17° (4.115,1), Piacenza al 28° (3.669,9), Forlì-Cesena al 32° (3.578,7) e Reggio Emilia al 35/o (3.533,8).

Per quanto riguarda le classifiche particolari, Ravenna è nella poco invidiabile “top ten” per omicidi colposi e violenze sessuali, mentre continua a scendere in quella dei furti (che una volta la vedeva al primo posto…), oggi al 20esimo posto in Italia. Decisamente troppe anche le denunce per lesioni dolose (12esima in Italia) e percosse (18esima).

Ecco il Grande Ferro R restaurato. Istituita una “fascia di rispetto” per la tutela

La scultura di Burri al Pala De André è tornata al suo aspetto originario – FOTO – VIDEO

Grande Ferro Restaurato

È stato presentato alla città il restauro del Grande Ferro R (finanziato con quasi 75mila euro dal Comune di Ravenna), la scultura metallica dipinta di rosso realizzata da Alberto Burri a Ravenna negli anni novanta e acquisita dal gruppo Ferruzzi per donarla alla città, tuttora situata nel piazzale antistante il Pala De André. La forma della scultura presenta diverse possibili interpretazioni a partire da una stilizzata carena di nave rovesciata, oppure dita di due mani pronte a congiungersi o, più semplicemente, come arco interrotto, tutte possibili spiegazioni che testimoniavano con chiarezza la fase creativa dell’artista. L’opera è una struttura imponente di 10 metri di altezza e 16 di base.

La mostra del 2023 al Mar dedicata a Burri è stata l’occasione per avviare un percorso di valorizzazione e tutela dell’opera patrimonio della città. «Siamo molto orgogliosi – dichiara il sindaco Michele de Pascale –  di restituire a distanza di oltre trent’anni al Grande Ferro R il suo aspetto originario. Attraverso questo restauro non abbiamo solo compiuto un atto doveroso, in termini di tutela e valorizzazione, nei confronti di uno degli esempi più importanti e significativi di arte pubblica che, attraverso l’impegno e l’investimento del Gruppo Ferruzzi, il secolo scorso ha lasciato alla nostra città, ma abbiamo voluto anche dare risposta ad un sentimento diffuso che lega i ravennati al Grande Ferro. In questo senso riteniamo molto importante essere giunti alla definizione di un protocollo istituendo una fascia di rispetto, che tuteli maggiormente la visibilità e dignità dell’opera».

Grande Ferro R

L’attento restauro, coadiuvato dal Comune di Ravenna in collaborazione con la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, è stato realizzato dal Laboratorio del Restauro di Ravenna e dall’impresa Il Pennello di Faenza che, dopo un’attenta analisi hanno portato l’opera allo splendore originario.

Come afferma l’assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia «il restauro che oggi presentiamo rappresenta uno dei frutti più importanti di una relazione che, a partire dalla mostra, realizzata al Mar nel 2023, si è stretta tra la nostra città e la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri. Oltre al restauro infatti, il Grande Ferro R sarà seguito anche da un protocollo di tutela e valorizzazione sottoscritto proprio insieme alla Fondazione Burri, la quale ha deciso contestualmente di concedere in comodato al Mar anche un’opera del maestro che entrerà presto a far parte dei percorsi di visita del museo».

«Le città del futuro vanno progettate in comunità. Lo studio urbanistico non basta»

La professoressa Granata del Politecnico di Milano suggerisce un nuovo patto sociale tra esperti e cittadini per disegnare spazi che affrontino il cambiamento climatico e facilitino la convivenza: «Aiuta a evitare la detonazione dei giovani»

Granata

«Per le scelte urbanistiche di oggi che andranno a disegnare le città del futuro non va considerata solo la soddisfazione di chi usa Instagram. L’architettura ha bisogno del contributo delle neuroscienze e delle scienze naturali per la salute e il benessere di chi abita le città». Elena Granata è docente di Urbanistica al Politecnico di Milano e vicepresidente della Scuola di economia civile (Sec) di Firenze. La professoressa sarà a Lugo il 20 settembre dove terrà una conferenza intitolata “Città, pensiero pratico e agire ecologico” organizzata dall’Ordine degli architetti di Ravenna e dall’ente di formazione Pro Viaggi Architettura.

Professoressa, come dovremmo immaginare le città del futuro?

«Devono essere fatte di spazi che facilitino il loro uso. Le città devono essere vissute. Allontanare le persone che si sedevano sui monumenti per proteggere i monumenti ci ha fatto perdere confidenza con lo spazio urbano. Si potrebbe dire che dovremmo avere città “sedibili e bivaccabili”, cioè dove ci siano luoghi in cui sedersi e dove trascorrere tempo. Possono essere luoghi attrezzati per lo sport o semplici piazze. All’estero, per esempio in Francia o in Spagna, questo accade molto di più: è normale portarsi da bere da casa e sedersi a terra a trascorrere tempo chiacchierando. Dobbiamo risvegliarci, le città sono prima di tutto luoghi di vita, poi anche di commercio e di ordine pubblico».

È una visione che assomiglia a quella tanto pronosticata ai tempi dei lockdown per il Covid. A distanza di quattro anni sono state mantenute quelle ambizioni di rinnovamento?

«Ci siamo dimenticati presto di quell’idea di città perché abbiamo ripreso la vita come se fosse tornata ordinaria. E invece le città possono cercare un grado di straordinarietà. La città tanto sognata nel lockdown non è altro che una città più attenta a salute pubblica che non sta dentro agli ospedali ma sta negli stili di vita. Ci mancava la natura di prossimità e avremmo voluto passare più tempo nello spazio pubblico. Una città più gratuita e più fruibile: penso al confronto fra il nostro mare dove le spiagge libere sono la minima parte e il fiume di Zurigo che è stato attrezzato per la balneazione gratuita e quindi in città si fa il bagno».

L’urbanista di oggi ha bisogno di saperi che un tempo non erano necessari?

«Le nozioni di architettura non bastano più. Oggi un urbanista ha bisogno della biologia perché deve conoscere quali sono le specie arboree più consigliabili per assorbire anidride carbonica e reggere al cambiamento climatico. E poi le neuroscienze ci spiegano che il benessere passa da tutti i sensi, per esempio l’olfatto: i grandi brand questo lo sanno benissimo e ci prendono per il naso appena entriamo nei loro negozi. E poi c’è bisogno di esercitare l’immaginazione per cambiare le regole del passato, ma questo passa dalla scuola».

Il cambiamento climatico è un fattore influente nella costruzione delle città?

«La pianura Padana sarà sottoposta a desertificazione. Allora chiediamoci cosa pianto oggi per resistere? Forse è il caso di guardare a paesaggi che già fanno i conti con queste situazioni, forse è il caso di guardare a Marrakech. Fare una piazza tutta di pietra oggi è un autogol climatico, invece se semini specie adatte a climi torridi fai un servizio ai cittadini che verranno. Ma sono ragionamenti che trovano resistenza perché veniamo da un’idea di bellezza estetica legata a certi materiali: non abbandoniamo la pietra e il travertino e invece ci sono legno, sterro e prati che in altri città europee sono più diffusi».

Le cronache recenti ci restituiscono un’immagine degli spazi urbani che sempre più spesso sono teatro di episodi di violenza, soprattutto giovanile. Il modo di concepire le città può in qualche modo contribuire ad arginare quei fenomeni?

«Dal Covid in poi si sono contratti gli spazi aperti ai giovani perché le città, con piazze governate dal commercio, hanno cominciato a preferirli come consumatori: puoi bere in piazza, ma al tavolo di un bar e non sul sagrato di una cattedrale. La deriva securitaria, di bon ton, di ordine ha fatto sì che giovani, immigrati, senza fissa dimora e anche turisti non siano particolarmente graditi nello spazio pubblico. Ma a furia di togliere spazi ospitali e interdire la seduta gratuita, a furia di rendere sgradevole la presenza dei giovani poi i giovani detonano. Per questo la città gratuita, dello sport, della balneazione e del tempo libero diventa una risposta anche a quei comportamenti di disagio. Più si privatizza lo spazio pubblico, più i controlli sono rigidi, più gli spazi sono da contendere e più i giovani detonano nell’atto di teppismo. Ci si lamenta che i giovani bevono. Chiedo io: cos’altro offrono le città come alternativa?»

 A chi spetta la progettazione delle città?

«Gli esperti e i tecnici hanno competenze e sapere, ma da soli non possono attuare il cambiamento. Perché è qualcosa che riguarda le aziende, riguarda il modo in cui facciamo agricoltura, riguarda i modelli di consumo dell’energia. La nuova città chiama in causa tutta la comunità. È come se dovessimo ridefinire i compiti di tutti, c’è un nuovo patto sociale in cui ciascuno fa il suo, anche il cittadino. Per usare uno slogan direi che la città è troppo importante per lasciarla solo agli esperti».

Il cittadino potrebbe obiettare che già paga le tasse e questo dovrebbe bastare per tutte le manutenzioni e interventi necessari per i cambiamenti…

«È un’obiezione condivisibile. Però allora ai cittadini va chiesto di alzare la voce per essere ascoltati, di protestare, di chiamare i politici al rispetto degli impegni perché oggi i cambiamenti climatici ci sfidano quasi quotidianamente, la normalità dello scorrere delle stagioni è diventata un potenziale pericolo per la vita dei cittadini».

Quando i cittadini chiedono di essere ascoltati di solito viene impostato un percorso di partecipazione dal basso che non vincola e viene anche ignorato dai decisori nel momento definitivo.

«Finora ci siamo accontentati di una finta partecipazione che andava bene ai cittadini partecipanti e agli amministratori. Ma i tempi sono cambiati, non è più concessa la recita partecipativa perché la gestione del nuovo scenario richiede un patto di comunità».

Quale potrebbe essere un risultato di questo nuovo patto da costruire?

«Il mio suggerimento è che tutti gli ottomila Comuni italiani elaborino il piano clima. Al momento non ci sono obblighi di legge, ma è uno strumento per gestire gli effetti negativi del cambiamento climatico sul territorio e dovrebbe venire come priorità davanti a tutte le altre strategie di pianificazione. Lo Stato ha dato delle linee guida molto blande e questo lascia spazio all’iniziativa di tanti esperti in questo campo che possono sperimentare un nuovo approccio».

Un contributo straordinario a sostegno delle imprese alluvionate

Stanziati poco meno di 3 milioni per le aziende che hanno subito un danno diretto e immediato dalla calamità

Camera Di Commercio

Al via il nuovo contributo straordinario della Camera di commercio per dare sostegno alla continuità e alla ripartenza delle imprese dei territori Ravenna e Ferrara danneggiate dagli eventi alluvionali di maggio 2023. Il bando, attuato con risorse regionali provenienti da un’apposita raccolta fondi per il ripristino della attività produttiva, prevede un incentivo a fondo perduto di 3.000 euro a partire dalle 10 del 2 ottobre e fino alle ore 12 del 31 ottobre. Le richieste di contributo, compilate sulla base della modulistica predisposta, dovranno essere trasmesse esclusivamente per via telematica, attraverso la piattaforma Restart.
Per maggiori informazioni basterà accedere alla pagina dedicata al bando.
Il contributo sarà erogato dalla Camera di commercio in un’unica soluzione, purché l’impresa dimostri l’esistenza del nesso di causalità del danno diretto e immediato subito dagli eventi alluvionali. I danni subiti potranno riferirsi sia alla sede legale sia alla sede operativa, a condizione che, nelle stesse, si svolga l’attività produttiva ovvero che si tratti di edifici strumentali all’attività d’impresa (magazzini, depositi, hub distributivi). L’obiettivo prioritario della Camera di commercio è infatti quello di velocizzare i tempi di erogazione del contributo: la misura, infatti, sarà a fase unica con un’istruttoria che si concluderà con l’adozione dei provvedimenti di concessione e di liquidazione dell’incentivo.

Il Torricelli-Ballardini riapre agli studenti dopo i lavori di miglioramento sismico

L’intervento da oltre 1 milione e 500mila euro è stato finanziato con i fondi del Pnrr

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Tornano fruibili le aule della sede di via Pascoli del liceo Torricelli-Ballardini di Faenza, dopo i lavori di miglioramento sismico finanziati grazie ai fondi del Pnrr per un valore complessivo di 1 milione e 540.000 euro. 
Oltre agli interventi di miglioramento sismico, appena terminati, sono ancora in corso alcuni lavori di riqualificazione e miglioramento delle condizioni di sicurezza e accessibilità della scuola.
Nello specifico, la prima tranche di lavori effettuati ha previsto interventi di rinforzo delle murature mediante, come il raddoppio murario di setti trasversali al piano terra e la ricostruzione in muratura portante dei setti corrispondenti al piano primo. È stato inoltre applicato un intonaco fibrorinforzato con rete in fibra composita e malta specifica per restauro sui restanti setti trasversali al fine di eliminare le criticità e aumentare la rigidezza e la resistenza delle pareti stesse.
Sono stati poi effettuati interventi di rinforzo dei solai, grazie all’inserimento di cordoli perimetrali e interventi in copertura con l’inserimento di un doppio tavolato ligneo incrociato per eliminare le fragilità degli elementi in laterizio e un miglioramento delle connessioni degli elementi lignei di copertura dell’edificio principale.Gli interventi in corso d’opera comprendono invece l’inserimento di un’ulteriore via di fuga esterna e di una nuova scala a struttura metallica posizionata in prosecuzione al corpo secondario a nord del fabbricato. Si prevede inoltre l’inserimento di un ascensore con lo scopo di rendere interamente accessibile l’edificio scolastico.

«Prosegue l’impegno della Provincia per la realizzazione degli interventi finanziati attraverso le risorse del Pnrr e oggi possiamo vedere i primi risultati tangibili di uno dei tanti progetti messi in campo – dichiara il presidente della Provincia di Ravenna Michele de Pascale, presente all’inaugurazione insieme alla consigliera provinciale con delega all’Istruzione Maria Luisa Martinez, l’assessora alla Scuola del Comune di Faenza Martina Laghi e la dirigente scolastica del liceo Paola Falconi -. In occasione dell’avvio del nuovo anno scolastico abbiamo infatti presentato l’esito dei lavori volti al miglioramento sismico effettuati al liceo Torricelli-Ballardini, un punto di riferimento molto importante nel panorama dell’offerta didattica del territorio faentino. Completata questa prima fase, che ha permesso il rientro agli studenti in questa sede del liceo, il cantiere proseguirà con ulteriori interventi volti anche all’abbattimento delle barriere architettoniche».

Rubato nella notte l’incasso della Sagra del Ranocchio

Un bottino da 15mila euro. Indagano i carabinieri

Sagra Ranocchio
Alcuni volontari della sagra

Nella notte tra sabato e domenica è stato rubato l’incasso della serata della Sagra del Ranocchio, in corso a Conselice. Si tratta di un “bottino” di circa 15mila euro.

A riportarlo è il Carlino Ravenna in edicola oggi, 16 settembre.

Stando a una prima ricostruzione, una o più persone si sarebbero intrufolati nell’ufficio di via Cavallotti, portando via la borsa dell’incasso. Sul posto per le indagini i carabinieri di Conselice.

In moto contro un’auto, muore un 45enne di Sant’Alberto

L’incidente a Casal Borsetti, in via degli Scariolanti

Incidente mortale Casal Borsetti

Un 45enne è morto in un incidente nella serata di domenica 15 settembre, a Casal Borsetti. Fatale per l’uomo, in sella a una moto, si è rivelato uno scontro con una Fiat Panda. L’auto si stava immettendo da una strada laterale in via degli Scariolanti, che il motociclista stava percorrendo in direzione “Romea”. Inevitabile lo scontro, con il 45enne volato sull’asfalto a diversi metri di distanza.

Marco Ghinassi Sant Alberto
Marco Ghinassi in una foto di qualche anno fa dal suo profilo Facebook

Fin da subito le condizioni dell’uomo – Marco Ghinassi, residente a Sant’Alberto e dipendente dell’azienda Marini di Alfonsine – sono apparse gravissime. In un primo momento è stato soccorso dal 118 con l’obiettivo di trasportarlo, intubato, al Bufalini di Cesena, ma il motociclista è morto prima di poter arrivare in ospedale.

Sul posto per i rilievi gli agenti della polizia locale di Ravenna.

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