martedì
17 Marzo 2026

La Consar batte Lagonegro (3-1) e si qualifica alle semifinali di Coppa Italia

Come seppe fare due mesi fa in campionato, la Consar Ravenna ripete vittoria e punteggio (3-1) contro la Rinascita Lagonegro anche nei quarti di finale della Del Monte Coppa Italia di A2 e si qualifica per le semifinali: il 4 febbraio giocherà a Pineto, contro l’Abba, a sua volta impostasi su Siena.

Tesa e contratta nel primo set, dove subisce l’iniziativa e il gioco degli ospiti, ispirati da Cantagalli (8 punti), la formazione di Valentini annuncia il cambio di passo e di ritmo con il break di 7-0 all’inizio del secondo set, poi vinto non senza qualche patema, e dal terzo assume il comando della partita trovando molti punti nel suo tridente Zlatanov (18)-Dimitrov (19)-Bartolucci (14 punti, con tre ace e 4 muri e Mvp), che alla lunga si rivelano indigesti per la difesa ospite, e in Gottardo un efficace innesto a gara in corso.

E domenica (25 gennaio) si torna di nuovo alle vicende del campionato con la lunga trasferta a Taranto.

Il tabellino
Ravenna-Lagonegro 3-1 (17-25, 25-23, 25-17, 25-20)
CONSAR RAVENNA: Russo 5, Dimitrov 19, Canella 4, Bartolucci 14, Zlatanov 18, Valchinov 5, Goi (lib.), Gottardo 5. Ne: Iurlaro, Ciccolella, Giacomini, Bertoncello, Gabellini, Asoli (lib.). All.: Valentini.
RINASCITA LAGONEGRO: Sperotto 3, Cantagalli 19, Tognoni 5, Arasomwan 6, Raffaelli 12, Armenante 8, Fortunato (lib.), Pegoraro 4, Mastracci, Andonovic. Ne: Esposito, De Angelis (lib.), Sanchi. All.: Kantor.
ARBITRI: Ciaccio di Altofonte e Pazzaglini di Roma.
NOTE: durata set: 28’, 35’, 26’, 31’, tot. 120’. Ravenna (6 bv, 15 bs, 17 muri, 13 errori, 38% attacco, 59% ricezione), Lagonegro (4 bv, 8 bs, 12 muri, 14 errori, 34% attacco, 53% ricezione). Spettatori: 596. Mvp: Bartolucci.

«Porta Adriana è già un bene culturale, non ha bisogno di elementi aggiuntivi»

«Porta Adriana è già un bene culturale – con una sua essenza, una sua storia, una sua anima – che non ha bisogno di elementi aggiuntivi. Il nostro compito è quello di preservare i linguaggi storici e culturali di un elemento; permettere la lettura globale di un’opera che è già opera di per sé».

Sono le tanto attese parole di Federica Gonzato, soprintendente ad Archelogia, Belle Arti e Paesaggio (anche) della provincia, al centro del caso del giorno a Ravenna e dintorni, avendo respinto le richieste arrivate dal Comune di mantenere a Porta Adriana il tanto apprezzato “Pavimento” di Nicola Montalbini, opera d’arte realizzata appositamente per la Biennale di mosaico contemporaneo, conclusa nei giorni scorsi.

«Abbiamo dato il permesso di allestire il Pavimento a Porta Adriana, in quanto luogo di cultura in grado di ospitare una delle tante opere di un festival – continua Gonzato, da noi contattata al telefono -, così come tanti altri luoghi di cultura in città, e così come capita a Venezia per la Biennale, per esempio. Ma il nostro parere era legato solo a quella specifica richiesta, per un evento temporaneo, in quanto non andava a pregiudicare la storia del monumento. Una volta terminato l’evento, per noi viene meno il motivo stesso per cui era stato concesso il permesso. Anzi, proprio per occasioni come queste, è bene preservare questi spazi per eventuali eventi futuri, lasciarli liberi».

Gonzato sottolinea poi un aspetto forse passato in secondo piano. «Il nostro non è stato un giudizio di merito sull’opera di Montalbini, giudicarla non è il nostro compito, che è invece quello di preservare anche la memoria dell’antico, seguendo le normative del codice dei Beni culturali. Ed è quello che abbiamo fatto».

La soprintendente apre però a futuri sviluppi. «Ci fa piacere che l’opera sia stata tanto apprezzata e siamo già al lavoro con il Comune per trovarle un’altra collocazione, magari anche nelle vicinanze, ancora è presto per dirlo, ma da parte nostra c’è la massima apertura».

Completati i progetti per il rifacimento dei ponti ferroviari di Boncellino e Sant’Agata

Sono stati completati e inoltrati agli enti locali i progetti definitivi per la ricostruzione dei ponti ferroviari di Boncellino e Sant’Agata sul Santerno, gravemente colpiti dalle alluvioni del 2023.
A comunicare gli ultimi aggiornamenti del Ministero dei Trasporti è il gruppo provinciale di Fratelli d’Italia: per completare i lavori servirà un finanziamento totale di 80 milioni di euro (50 per Boncellino e 30 per Sant’Agata) che saranno reperiti nell’ambito della Convenzione Quadro sottoscritta tra il commissario straordinario e Rfi, con formalizzazione prevista entro dicembre 2026.

Il ponte di Boncellino sarà sostituito da una nuova travata metallica rialzata di 1,5 metri sopra l’argine, con adeguamento della livelletta ferroviaria (quota del binario), degli impianti di trazione elettrica e segnalamento, oltre al consolidamento delle opere d’arte (spalle e sostegni) e del rilevato ferroviario (terrapieno).

Il ponte di Sant’Agata sul Santerno prevede invece una nuova struttura con franco idraulico di 1,5 metri, accompagnata dall’adeguamento altimetrico del tracciato ferroviario per circa 3 km, comprendente anche la fermata di Sant’Agata e le opere collegate.

«Fratelli d’Italia continuerà a svolgere un monitoraggio passo dopo passo – comunicano dal partito -. affinché questi progetti non restino sulla carta ma si traducano in cantieri concreti e in infrastrutture sicure per i cittadini».

Un parco storico-naturalistico tra la saline per valorizzare paesaggio e reperti di “Cervia Vecchia”

Dall’unione tra paesaggio, tradizione e archeologia nascerà il nuovo parco storico-naturalistico delle saline di Cervia: l’amministrazione ha approvato il protocollo d’intesa per l’avvio dei lavori. Il progetto prevede un investimento di 100mila euro, messi a disposizione dal Comune, con l’obiettivo di creare un’area capace di coniugare la valenza ambientale e culturale delle saline, con particolare attenzione ai siti archeologici di Cervia Vecchia e Prato della Rosa.

Negli ultimi anni, infatti, le attività di ricerca archeologica condotte da Comune, sovrintendenza e università di Bologna, hanno permesso di scoprire reperti di rilevante interesse, capaci di attestare l’importanza del sito a livello nazionale e internazionale. Oltre a fornire un contributo per la conoscenza del patrimonio storico del territorio, i reperti rappresentano un’opportunità di di valorizzazione, tutela e fruizione pubblica dell’area anche in ambito culturale e turistico. Gli impegni del Comune previsti dal protocollo riguardano quindi il coordinamento delle attività del Comitato scientifico; la messa a disposizione delle risorse tecniche ed economiche per gli scavi; l’attivazione di azioni di valorizzazione e promozione del territorio, come incontri pubblici di approfondimento o allestimento di esposizioni temporanee dei reperti rinvenuti nell’area.

Va in questa direzione anche l’implementazione dei musei cittadini, con l’iscrizione del Musa nel sistema museale nazionale nel 2022 e le attività dell’Ecomuseo del Sale e del Mare, oltre alla futura apertura del Museo delle Acque.

La realizzazione del parco coinvolgerà direttamente anche la Regione Emilia-Romagna, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, il Comune di Cervia, l’Università di Bologna (Dipartimento di Storia Culture e Civiltà), l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità-Delta del Po, la srl Parco della Salina e l’Associazione “Gruppo Culturale Civiltà Salinara”.

«Questo protocollo d’intesa pone le basi del recupero e della valorizzazione dell’area di maggiore pregio storico, archeologico paesaggistico ed ambientale del nostro territorio – commenta la giunta cervese -. L’obiettivo è anche quello di potenziare l’offerta turistica della nostra località, incentivando le importanti risorse culturali e ambientali esistenti. Il Parco Archeologico è uno degli obiettivi fondamentali del programma di mandato e l’impegno per rendere fruibili ed accessibili le sue ricchezze è una priorità».

Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria: ecco le iniziative nel Comune di Ravenna

Martedì 27 gennaio ricorre l’81° anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta nel 1945. La data è stata istituita per celebrare il Giorno della Memoria e ricordare la Shoah, la deportazione e lo sterminio nei campi di concentramento di milioni di persone. Il Comune di Ravenna, insieme ad altre istituzioni e realtà del territorio, ha organizzato un programma di iniziative, che si svolgeranno già a partire da giovedì 22 e fino a giovedì 29 gennaio. 

«Il Giorno della Memoria – afferma il sindaco Alessandro Barattoni – è la commemorazione sentita e profonda delle vittime della Shoah nei terribili campi di concentramento nazisti, ma deve essere anche altro. Purtroppo ciò che è accaduto ha insegnato finora poco, forse nulla. Ma la posta in gioco – la convivenza civile e in pace tra i popoli, nel rispetto delle differenze e delle idee di ciascuno – è troppo alta perché si possa anche solo per un momento pensare di abdicare al dovere della memoria e a quello dell’impegno a fare di tutto perché ciò che è accaduto non accada mai più.
Non possono esserci gerarchie degli oppressi e del dolore, ma è fondamentale affermare e coltivare, attraverso il ricordo di ciò che è stato, il rispetto e il valore di ogni singola vita umana al di là di ogni ideologia, appartenenza sociale, politica o geografica».

Giovedì 22 gennaio, alle 10, nella sala Nullo Baldini, in via Guaccimanni 10, sul tema “La Shoah dopo la Shoah: oltre gli usi strumentali della più grande tragedia” avrà luogo la presentazione del libro “Questa terra è nostra da sempre” con l’autore Arturo Marzano (Università Roma Tre) Laterza, Fact Checking, 2024); introduzione a cura di Alessandro Luparini, direttore Fondazione Casa di Oriani e Giuseppe Masetti direttore Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea in Ravenna e provincia. L’evento è promosso dall’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Ravenna e dalla Fondazione Casa di Oriani. 

Martedì 27 gennaio, alle 9, nell’atrio della stazione ferroviaria di Ravenna si terrà l’Omaggio alla lapide in memoria degli ebrei transitati per la stazione di Ravenna con destinazione Auschwitz, alla presenza del sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni e del presidente del Consiglio comunale Daniele Perini. Seguirà lettura dedicata al tema della memoria a cura degli studenti e delle studentesse del liceo classico Dante Alighieri; alle 10.30, nella scuola primaria Mordani, in via Mordani 5, sul tema “Memoria, memorie”, alunne e alunni coordinati dalla comunità educante del plesso Mordani ricorderanno con letture, canti e riflessioni il progetto “Un compagno di scuola, Roberto Bachi, Auschwitz, matricola n. 167973”, e i suoi promotori Danilo Naglia, Sergio Squarzina, Silvano Rosetti e il direttore didattico Giorgio Gaudenzi; alle 11 a Piangipane, al Cimitero di guerra, in via Piangipane, 24, avrà luogo l’omaggio dell’Amministrazione comunale ai Caduti della Brigata ebraica; alle 17 nella sala Nullo Baldini, in via Guaccimanni 10, presentazione del documentario Album(s) d’Auschwitz di Blanche Finger e William Karel (Francia, 2011) – Storia della più autorevole fonte iconografica dello sterminio. Introduzione a cura di Giuseppe Masetti direttore Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea in Ravenna e provincia; evento promosso dall’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Ravenna. 

Mercoledì 28 gennaio, alle 9.30, nella sala del Consiglio comunale, in piazza Del Popolo 1, si svolgerà la Consulta delle ragazze e dei ragazzi dedicata al Giorno della Memoria: Odio, discriminazione, pregiudizio sempre lo stesso dolore – Riflessioni in occasione del “Giorno della Memoria”. Sono previsti i saluti del sindaco Alessandro Barattoni cui seguirà l’apertura dei lavori da parte del presidente della Consulta che prevedono riflessioni con lettura a cura di Nicoletta Bacco della biblioteca Classense ed Esercizi di Democrazia-ripasso: Legge 20 luglio 2000, n. 211 “Istituzione del ‘Giorno della Memoria’” in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti” – coordina i lavori l’assessore alla Partecipazione Giancarlo Schiano.

Giovedì 29 gennaio, alle 10.30, al teatro Rasi, in via Di Roma 39, Marco Baliani parlerà “Del coraggio silenzioso”, quattro storie, un invito a riflettere sul valore delle scelte individuali e sulla forza etica di un coraggio discreto e silenzioso, dedicato agli studenti della Romagna, gratuito per tutti gli istituti scolastici (prenotazione obbligatoria); eventuali posti disponibili saranno aperti alla cittadinanza fino a esaurimento; segreteria organizzativa: Romagna Iniziative tel. 351.2802008 info@romagnainiziative.it

L’Istituzione biblioteca Classense propone “Per non dimenticare”, un percorso bibliografico rivolto a ragazze e ragazzi scaricabile alla pagina https://www.classense.ra.it/wp-content/uploads/2025/01/GiornodellaMemoria-2025.pdf  o reperibile nelle biblioteche e “Triangoli d’odio”, simbologia e semiologia dello sterminio, percorso di letture alla pagina di Scoprirete: https://scoprirete.bibliotecheromagna.it/opac/list/triangoli-dodio/527373618710

Il calendario delle iniziative promosse dal servizio Decentramento rivolte alle scuole sul territorio comunale è consultabile al link: https://www.comune.ra.it/il-comune/decentramento/

Riqualifica dell’area tra via Drei e via Gentili: in arrivo un parco urbano attrezzato e nuovi parcheggi

Dopo anni di attesa, Faenza si avvia verso la riqualifica dell’area tra via Dre e via Gentili. L’intervento sarà realizzato grazie alla collaborazione tra pubblico e privato con il Gruppo Ritmo Srl.

La società ha infatti acquisito un lotto di circa 60mila metri quadrati, al centro di un progetto di trasformazione avviato nel 2010 e rimasto finora incompiuto. Oggi, la previsione per l’inaugurazione del primo fabbricato residenziale è prevista nella prossima primavera. Il piano di riqualificazione prevede la cessione al Comune di circa 10mila metri quadrati tra strade pubbliche e parcheggi, contribuendo così in modo significativo al miglioramento della viabilità e dei servizi dell’area. A questo si aggiunge la realizzazione di un nuovo grande parco urbano di circa 15mila metri quadrati, destinato a diventare un punto di riferimento per i residenti della zona.

Il parco si collegherà con l’esistente Giardino di via Fornarina, ampliandone la superficie e le funzioni. Il progetto ambientale prevede la piantumazione di oltre 3 esemplar di alberi, cespugli e siepi, oltre a nuove dotazioni di arredo urbano come illuminazione pubblica, panchine, tavoli da picnic, un’area giochi attrezzata per bambini e un’area di sgambamento cani.

Accanto a questi spazi pubblici sorgeranno circa 80 tra appartamenti, villette e ville in gestione al gruppo immobiliare: «Con questo intervento – fanno sapere dalla società – il Gruppo Ritmo si propone non solo come operatore immobiliare, ma come attore attivo nella rigenerazione urbana di Faenza, città dove è stata anche inaugurata una sede in corso Garibaldi, portando a compimento un progetto bloccato da anni e restituendo alla città un’area strategica trasformata in un nuovo spazio di relazione, verde e servizi».

Al via a primavera i lavori per la variante tra Argenta e Ponte Bastia: collegherà Ravenna al ferrarese

Dopo anni di attesa, sta per partire il cantiere della variante alla SS16 tra Argenta e Ponte Bastia, al confine della provincia di Ravenna. Si tratta di un investimento di oltre 250 milioni di euro.
La partenza dei lavori del primo stralcio (di circa 8 km) è fissata a primavera, con la chiusura dei cantieri prevista entro i prossimi 4 anni. Questa la risposta dell’assessora Irene Priolo all’interpellanza del consigliere Paolo Calvano che, insieme ai colleghi Marcella Zappaterra, Eleonora Proni e Niccolò Bosi aveva richiesto un sollecito ad Anas per un cronoprogramma definitivo.
«Dopo il superamento dell’ultimo ostacolo burocratico, avvenuto con la sentenza definitiva del Consiglio di Stato che ha rigettato i ricorsi, Anas ha avviato le procedure di gara per l’affidamento congiunto della progettazione esecutiva e della realizzazione dei lavori, stipulando poi il contratto con l’impresa aggiudicataria – spiega l’assessora -. Ora il progetto esecutivo è in aggiornamento, e l’elaborazione finale redatta dall’affidatario sarà presto sottoposta a Regione e Ministero dell’Ambiente per le ultime procedure di verifica» 
Il consigliere Calvano ha quindi ribadito come la variante sia un’opera fondamentale per lo sviluppo del territorio ferrarese, per dare gambe alla Zona Logistica Semplificata e rafforzare il collegamento con il Porto di Ravenna. Al contempo, la variante libererà il centro abitato di Argenta dal traffico pesante, garantendo una riduzione dell’inquinamento e il miglioramento della sicurezza stradale: «L’impegno della Regione, su un’infrastruttura attesa dalla fine degli anni Novanta, permette oggi di dare certezze a un territorio che attende risposte da decenni. Le istituzioni regionali continueranno a monitorare l’avanzamento delle procedure affinché il cronoprogramma venga rispettato, garantendo la conclusione dei lavori entro il 2030» conclude Calvano.

Doppia richiesta di pagamento per ticket già saldati: Cgil evidenzia l’errore di Ausl Romagna

Richieste di doppio pagamento per ticket sanitari già saldati: Cgil e Federconsumatori Ravenna evidenziano l’errore di Ausl Romagna che nelle ultime settimane ha portato diversi cittadini agli sportelli del sindacato, lamentando la nuova richiesta di rimborso per prestazioni sanitarie in realtà già pagate.

Contattati dagli operatori di Cgil e Federconsumatori, gli uffici dell’Ausl Romagna hanno quindi riconosciuto un errore di sistema che ha portato l’azienda a inviare alcune comunicazioni errate riguardanti il “Recupero Ticket”. Al termine di alcune verifiche interne, sono già partite le comunicazioni di rettifica verso gli utenti. «Chi non la dovesse però ricevere può comunque rivolgersi ai nostri sportelli per ricevere assistenza – comunicano dal sindacato -. con la comunicazione dell’azienda e la ricevuta di pagamento dei ticket».

Un investimento da 2,5 milioni per finanziare venti progetti di sicurezza tra i comuni dell’Emilia-Romagna

Sicurezza. Venti progetti per città più sicure e vivibili, oltre 2,5 milioni di euro dalla Regione nel 2025 per gli Accordi di programma con Comuni e Unioni. De Pascale: “Una delle criticità più sentite dalle cittadine e dai cittadini e una sfida per le istituzioni. Come Emilia-Romagna rafforziamo il nostro impegno più che raddoppiando le risorse per il 2026

Un patto istituzionale con il Governo, i Comuni e le amministrazioni territoriali: il presidente scrive alla premier Meloni, al ministro Piantedosi e a tutti i presidenti di Regione. Secondo i dati 2023 forniti dall’Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica di Milano sulla distribuzione delle forze dell’ordine sul territorio, in Emilia-Romagna sono 235 gli agenti di Polizia di Stato e Carabinieri ogni 100mila abitanti, tra i valori più bassi a livello nazionale

 

La Regione Emilia-Romagna stipula venti accordi per la sicurezza urbana e la prevenzione della criminalità con altrettanti Comuni e Unioni, grazie ad un investimento oltre 2,5 milioni di euro per promuovere interventi di rigenerazione urbana, potenziamento della videosorveglianza e attività di mediazione sociale e culturale. Si tratta di risorse più che raddoppiate rispetto al 2025, per intervenire su un aspetto considerato oggi prioritario dalla Regione, soprattutto a fronte dei dati forniti nel 2023 dall’Osservatorio dell’Università Cattolica di Milano sulla distribuzione delle forze dell’ordine in Italia. L’Emilia-Romagna infatti risulta tra gli ultimi posti, con 235 poliziotti e carabinieri ogni 100mila abitanti, tra i valori più bassi a livello nazionale. L’Emilia-Romagna è anche in fondo alla classifica delle regioni per il rapporto tra forze di polizia e criminalità, che è pari a 0,13, uno dei più critici in Italia.

Gli accordi interesseranno anche la provincia di Ravenna, con quattro progetti finanziati per un totale di 455.500 euro. All’interno del Comune sarà avviato il progetto “Sicurezza integrata dell’area antistante lo studentato e del sottopasso di collegamento con la stazione delle autolinee”, con un intervento di riqualificazione dell’area tra le piazze Luigi Carlo Farini e Aldo Moro, Viale Pallavicini e nel sottopasso di collegamento e agli Speyer. In particolare, si prevede il rifacimento dell’intero sottopasso e dei giardini, che saranno valorizzati anche con l’inserimento di arredi urbani e attrezzature sportive destinate ai residenti e ai ragazzi del vicino studentato. Verrà inoltre potenziata la rete comunale di videosorveglianza e dell’illuminazione pubblica. Infine verrà avviato un programma di riduzione del danno, inclusione e mediazione sociale, con il potenziamento del servizio di educativa di strada e dalla promozione di iniziative di animazione socioculturale. Il costo totale per le iniziative nella città di Ravenna è di 165mila euro, e la Regione assicura un contributo di 132 mila euro. 

A Cervia, prenderà il via “Sicuricervia, comparto San Giorgio”, un progetto pensato per migliorare sicurezza e vivibilità nei pressi della stazione ferroviaria e dell’ospedale San Giorgio, attraverso interventi di prevenzione integrata e cura dello spazio urbano. Si prevede il potenziamento dell’illuminazione pubblica, l’installazione di telecamere di videosorveglianza e il posizionamento di nuovi arredi urbani come panchine, pensilina del bus e ancoraggi performanti per biciclette. Si pensa poi ad azioni di animazione sociale e culturale, con la realizzazione di eventi e l’allestimento di esposizioni temporanee in collaborazione con le associazioni locali. Il costo totale del progetto è di 125mila euro, finanziato per 100mila dalla Regione.

Russi concentra invece le iniziative di prevenzione nella frazione di San Pancrazio, con “San Pancrazio sicura – Spazi vivi per una comunità attiva”: oltre al potenziamento del sistema di videosorveglianza, l’area della scuola primaria Lama e il parco Silvestroni godranno di nuova illuminazione e del ripristino e rafforzamento delle recinzioni, dell’adeguamento degli arredi e della riqualifica del campo sportivo, con attività di animazione educativa e sportiva. Infine, sarà implementato un servizio di sorveglianza sussidiaria. Il costo totale del progetto è di 120.400 euro, con un contributo di 95.500 dalla Regione.

Infine, per i comuni dell’Unione della Romagna Faentina partirà il progetto “Sicurezza Urbana in Unione, per una migliore socialità”: al centro ci saranno le nuove generazioni, con azioni mirate alla prevenzione delle condotte antisociali, al contrasto della dispersione scolastica e alla costruzione di percorsi educativi e formativi, anche grazie alla collaborazione con scuole, enti del terzo settore e aziende del territorio. È previsto inoltre il potenziamento del sistema di videosorveglianza in alcune zone sensibili del Parco Bucci e Parco della Rocca a Faenza. Sarà inoltre avviata, in accordo con la Prefettura di Ravenna, la sperimentazione della figura degli Street Tutor, con compiti di mediazione sociale e supporto alle attività di prevenzione dei rischi nei pressi di locali pubblici e durante eventi. Il costo totale del progetto è di 160mila euro, con un finanziamento regionale pari a 128mila euro. 

«La sicurezza è oggi una delle principali criticità segnalate dai cittadini e rappresenta una sfida che Comuni, Regioni e Governo devono affrontare insieme – afferma il presidente della Regione, Michele de Pascale -. Come Emilia-Romagna abbiamo deciso di rafforzare il nostro impegno, più che raddoppiando nel 2026 le risorse messe a disposizione per sostenere i progetti di Comuni e Unioni. I fatti di cronaca registrati anche in queste ultime settimane dimostrano quanto sia urgente affrontare questo tema con serietà, superando le divergenze politiche e costruendo un patto istituzionale per la sicurezza pubblica fondato su un forte coordinamento territoriale».

Rubano cosmetici in una profumeria del centro: arrestate due ragazze di 19 e vent’anni

Si aggiravano tra make-up e profumi come due ragazze qualunque, ma stavano strappando i dispositivi antitaccheggio per intascarsi i cosmetici: due giovani, di 19 e vent’anni, sono state sorprese a inizio settimana in possesso della refurtiva rubata all’interno della profumeria di via IV novembre, nel pieno centro di Ravenna. A causa della rimozione forzata dei dispositivi di sicurezza, i prodotti non sarebbero più idonei alla vendita, costando alle ragazze l’accusa di furto aggravato. Una volta fermate dagli agenti della polizia di stato, sono state accompagnate negli uffici della Questura per le formalità di rito.

In un primo momento, l’autorità giudiziaria ha disposto per loro gli arresti domiciliari, convalidato dal giudizio successivo e con obbligo di firma in questura per tre volte a settimana. Nella stessa giornata, il personale di polizia si è trovato alle prese anche con un tentativo di furto, che ha portato alla denuncia di un minorenne albanese sorpreso mentre cercava di rubare all’inernod el centro commerciale “Gallery” di Ravenna.

Controlli in cantiere: accordi fraudolenti e evasione di contributi in quattro aziende del ravennate

Accordi di distacco solo sulla carta, utilizzati in realtà per avere manodopera a basso costo ed evitare il pagamento dei contributi. Questo è quanto scoperto dagli operatori dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Ravenna (Itl), durante un controllo in un cantiere edile della città. I controlli hanno permesso di recuperare contributi non versati per oltre 80 mila euro.

Le indagini sono partite nel 2025, soffermandosi sulla posizione lavorativa di 20 operai. Dalle verifiche sarebbe emerso che due delle quattro imprese operanti nel cantiere avrebbero sottoscritto accordi di distacco “non genuini”: secondo gli ispettori, si sarebbe trattato solo di un pretesto formale per fornire lavoratori all’azienda esecutrice, azzerando di fatto i costi del lavoro. Anche le altre due società avrebbero utilizzato lo stesso metodo con l’intento di disporre di manodopera abbattendo gli oneri del lavoro, ma in questo caso, senza nemmeno stipulare un finto contratto di distacco.

Gli ispettori avrebbero inoltre appurato che le ore di lavoro indicate in busta paga non corrispondono a quelle effettivamente svolte: le ore lavorative sarebbero state registrate solo parzialmente (per risparmiare sugli obblighi d contributo) e in alcuni casi non sono state segnate quelle di straordinario. Uno degli operai sarebbe stato inoltre pagato in contanti, violando la norma che prevede dal 2018 il pagamento dello stipendio con modalità tracciabili.

Il caso del mosaico di Porta Adriana arriva sulla scrivania del ministro alla Cultura

La decisione delle Soprintendenza di far rimuovere il mosaico di Porta Adriana, come prevedibile, ha scontentato tutti. E anche la politica si ritrova compatta. In prima battuta, per esempio, era stata Forza Italia (con una nota del capogruppo Alberto Ancarani) a definire «inaccettabile» la scelta, «un grave errore che mette in discussione il rapporto tra istituzioni dello Stato e comunità ravennate». Lo stesso Ancarani aveva invitato i parlamentari del territorio a occuparsi del caso dell’opera d’arte di Nicola Montalbini, realizzata nell’ambito della Biennale di mosaico contemporaneo e destinata a essere smantellata nei prossimi giorni.

Ed ecco che la deputata ravennate del Partito Democratico, Ouidad Bakkali, comunica il giorno dopo di aver presentato un’interrogazione in Commissione parlamentare in cui chiede al Ministro quali siano le motivazioni alla base della decisione negativa assunta dalla Soprintendenza e se, per quanto di competenza, intenda intervenire per favorire almeno una ricollocazione dell’opera in uno spazio pubblico e centrale della città.

«Su questa vicenda – sono le parole di Bakkali – si è espresso in modo chiaro e unanime l’intero Consiglio comunale di Ravenna, senza divisioni politiche, e il sindaco e l’assessore hanno messo in campo ogni possibile interlocuzione istituzionale. A questo si è aggiunta una mobilitazione spontanea della cittadinanza, testimoniata anche dalla raccolta firme, e la piena disponibilità dell’artista a lavorare insieme al Comune per una collocazione alternativa, pubblica e accessibile, che consenta di continuare a fruire dell’opera. Ciò che rende questa vicenda particolarmente significativa è il fatto che una comunità si sia riconosciuta in un’opera d’arte, sentendola come parte del proprio spazio pubblico e della propria identità. Quando l’arte pubblica riesce a generare relazioni, rigenerare luoghi e costruire senso di appartenenza, è necessario che le istituzioni sappiano ascoltare e dialogare.
Ancora più rilevante è che sia la cittadinanza stessa a chiedere di poter partecipare ai processi che riguardano il patrimonio culturale: un segnale democratico prezioso, che merita attenzione e rispetto».

Bakkali invita inoltre il Ministro della Cultura a visitare personalmente l’opera, «affinché possa rendersi conto di ciò che questa esperienza rappresenta: un esempio concreto di come l’arte possa animare gli spazi pubblici e creare cittadinanza».

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