domenica
10 Maggio 2026

L’Arcimboldo d’oro a un pizzaiolo ravennate

Premiato a Napoli Lorenzo Devolli di Berc

Lorenzo Devolli Berc

C’era anche un pizzaiolo ravennate (l’unico in provincia) tra i premiati del festival internazionale “L’Arcimboldo d’Oro”. La cerimonia si è svolta lunedì 20 maggio nella cornice dell’elegante struttura Elisabetta Luxury Events a Lettere, nel Napoletano.

La rassegna vuole celebrare quelli che vengono definiti gli “Artisti del gusto”, uomini e donne – si legge nelle motivazioni del premio – «che con professionalità, quotidianamente preservano qualità, tradizione, artigianalità, strizzando l’occhio all’innovazione enogastronomica».

A ricevere la statuina dorata e la targa dai pennelli d’oro (2 su 3) è stato, nella categoria “pizzaiolo espressionista”, anche Lorenzo Devolli, pizzaiolo (e da quest’anno anche titolare) di Berc, locale in pieno centro a Ravenna (piazza Kennedy). Un marchio che Devolli vorrebbe portare anche in altre città.

A questo link la sua biografia pubblicata sul sito dell’Arcimboldo.

Troppi batteri, vietato fare il bagno a Punta Marina

Provvedimento temporaneo, in attesa di nuove analisi di Arpae

Balneazione Divieto 2
Foto di repertorio

[+++ AGGIORNAMENTO +++ Il divieto temporaneo di balneazione è stato revocato il 25 maggio 2024]

È stata emessa oggi, venerdì 24 maggio, dal Comune di Ravenna un’ordinanza di divieto temporaneo di balneazione a Punta Marina (dall’inizio delle barriere frangiflutti al confine con Lido Adriano-zona campeggi).

Il provvedimento si è reso necessario sulla base dei contenuti di una nota prodotta dall’Unità operativa igiene e sanità pubblica dell’Ausl Romagna, in quanto dagli esiti delle analisi microbiologiche del campione di acque marine prelevate in tale punto di monitoraggio è emersa una concentrazione superiore ai valori limite del parametro Escherichia coli.

Il superamento si prevede di breve durata. Il divieto sarà revocato, e ne verrà data tempestiva comunicazione, non appena sarà emesso un nuovo rapporto di prova da parte di Arpae che attesti il rientro del valore del parametro nei limiti previsti dalla legge.

Gli obiettivi del centrodestra secondo Fdi: tenere Brisighella e prendere Cervia

Gli esponenti locali del partito di Giorgia Meloni hanno fatto il punto della campagna elettorale a due settimane dal voto. Anche Lugo e Solarolo vengono considerati contendibili

IMG 7007«Portare la Romagna in Europa e l’Europa in Romagna», con questo slogan il comitato di Fratelli d’Italia apre l’incontro con la stampa a Ravenna oggi, 23 maggio, sulle imminenti elezioni europee (8 e 9 giugno), con la partecipazione del candidato di lista Stefano Cavedagna e del viceministro Galeazzo Bignami. Al tavolo con loro Roberto Petri (dirigente del partito in Romagna) e Alberto Ferrero, coordinatore provinciale.

Cavedagna, di origini faentine, è in corsa come primo rappresentante della destra romagnola a Bruxelles e Strasburgo. Laureato in relazioni internazionali e portavoce nazionale dei giovani di Fratelli d’Italia chiede all’Europa un riconoscimento delle esigenze e delle particolarità della Regione e uno stop su temi quali la Bolkestein e le normative green, come green deal o la direttiva “case verdi”, definite «follie ecologiste che tagliano le gambe alla tradizione agricola romagnola e pesano economicamente sulle spalle dei cittadini».

IMG 7014Attenzione rivolta anche alle amministrative in provincia: «Non ci facciamo illusioni, puntiamo su due grandi obiettivi: la riconferma della giunta comunale di destra a Brisighella e la vittoria del candidato di centro destra nell’importante comune di Cervia», commenta Ferrero, definendo l’ipotesi della vittoria nel cervese (storicamente schierato a sinistra) come «una doppia sconfitta per il sindaco De Pascale, considerato il legame con la cittadina». Ferrero si mostra possibilista anche su un cambio di tendenza nei comuni di Lugo e Solarolo. Il sindaco di quest’ultima città è stato paragonato a «uno Schettino in fuga dalla nave a seguito degli allagamenti».

Il viceministro Bignami ha avuto modo di parlare a lungo dell’alluvione, tra rimborsi e fragilità del territorio, recriminando a Bonaccini una «fuga in Europa» sulle spalle della Regione danneggiata. Su aiuti e rimborsi, la garanzia che da parte del governo Meloni i fondi per l’emergenza non mancheranno, e i blocchi dei risarcimenti sono principalmente frutto di incapacità gestionali a livello regionale e comunale. Sui beni mobili, Bignami propone un provvedimento ancora in via d’approvazione che prevede l’erogazione di rimborsi forfettari non inferiori a 5mila euro (e cifre superiori per le cucine) da sommarsi ai risarcimenti già ottenuti nei mesi passati.

 

Beni mobili alluvionati, il viceministro annuncia indennizzi da 5-10mila euro

Galeazzo Bignami a Ravenna per fare il punto sulla campagna elettorale di Fratelli d’Italia. Il sindaco di Ravenna definisce il provvedimento una presa in giro per le famiglie colpite dall’alluvione

L’indennizzo dello Stato agli alluvionati per i danni ai beni mobili sarà una cifra forfettaria di cinquemila euro, massimo 10mila solo in alcuni casi. L’informazione è stata data dal viceministro Galeazzo Bignami stamani, 23 maggio, a Ravenna in occasione di un incontro con la stampa per fare il punto sulla campagna elettorale di Europee e Amministrative.

L’esponente del governo avevano annunciato alcuni giorni fa l’imminente decreto del governo per i beni mobili, ricordando che in passato non sono mai stati rimborsati in occasione di calamità naturali. A fine maggio il provvedimento arriverà al consiglio dei ministri. I beni mobili saranno considerati a vano e per le cucine sarà fatto un discorso a parte.

Il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, definisce il tutto come «una delle peggiori prese in giro alle famiglie alluvionate». Il primo cittadino del capoluogo e presidente della Provincia ricorda di aver incontrato in assemblee pubbliche centinaia di famiglie colpite dall’alluvione: «I danni per molte sono di entità ben diversa. Non so su che pianeta viva Bignami. Una vera vergogna, da cui spero davvero che le altre forze di Governo si vogliano immediatamente dissociare, e su cui le opposizioni parlamentari diano battaglia. I romagnoli e le imprese colpiti sanno bene che sono arrivati pochi spiccioli e che il ristoro del 100 percento dei danni è un lontano miraggio».

Studenti in tenda a Ingegneria: chiedono che l’Università si schieri contro Israele

Il presidio nel cortile in via Tombesi dall’Ova è approvato dal senato accademico e non interferisce con lo svolgimento delle lezioni. I promotori contestano il ruolo di aziende come Eni, Leonardo, Snam e Med-Or

È in corso da ieri, 22 maggio, un’occupazione di alcuni spazi del corso di laurea in Ingegneria a Ravenna, al 55 di via Tombesi dall’Ova. L’acampada pro Palestina è coordinata dall’organizzazione studentesca autogestita Cambiare Rotta Emilia-Romagna e nasce sull’onda delle recenti mobilitazioni dei collettivi universitari bolognesi. L’occupazione è stata approvata dal senato accademico e non interferisce con il normale svolgimento delle lezioni.

Nella corte interna di via Tombesi sono state montate una decina di tende e piccole aree per il ristoro e il dibattito. Sul posto nella mattinata odierna, una quindicina di persone, studenti e non, ma il numero varia a seconda degli orari e degli eventi organizzati: «Il primo giorno, durante la preparazione dell’accampamento eravamo più di 50 – spiega Viola, studentessa di Cooperazione internazionale che in questo frangente si fa portavoce degli occupanti –. Ogni giorno vengono organizzati momenti di incontro, assemblea e socialità come cene e apertivi, in cui registriamo una maggiore affluenza. L’occupazione è aperta a tutti, anche al di fuori del mondo studentesco. Le stesse tende sono a disposizione di chiunque voglia passare la notte qui per aiutare a portare avanti il presidio».

A oggi non è prevista una data di fine dell’occupazione, ma è certa la partecipazione dell’organizzazione studentesca al corteo cittadino del 25 maggio a sostegno della Palestina. Si guarda anche alla mobilitazione nazionale delle acampade contro il governo (1 giugno) e all’assemblea nazionale del 2 e 3 giugno.

Tra le richieste degli studenti ci sono una presa di posizione da parte dell’università di Bologna e del suo rettore sul cessate il fuoco a Gaza e contro il genocidio, la cessazione di ogni accordo con le entità israeliane e degli accordi con le industrie della guerra, come Leonardo e Med-Or e l’interruzione degli accordi con Snam e Eni, ritenute entrambe industrie a supporto di Israele. La facoltà di ingegneria ravennate ospita da alcuni anni un corso internazionale in Offshore Engineering, supportato dalla stessa Eni, e anche per questo è stata scelta come luogo di occupazione.

Sulla pagina social @ravennastudents4palestine è possibile trovare ogni giorno il programma degli appuntamenti sociali o divulgativi, che coinvolgono attivisti, esperti e professori: «Speriamo nel massimo coinvolgimento dei docenti dell’università di Bologna, e del suo rettore. Fino a pochi mesi fa era vietata la creazione di spazi di dialogo sul tema. L’università sostiene di non potersi schierare politicamente, ma nel caso di conflitto tra Russia e Ucraina non è stato così».

Elezioni: 871 candidati in 57 liste per i 196 seggi in 14 consigli comunali

L’8 e il 9 giugno saranno chiamati al voto 123mila cittadini. Gli aspiranti sindaci sono 35. Ballottaggio possibile solo a Lugo e Bagnacavallo. Cotignola e Casola invece hanno un solo candidato

ElezioniLe prossime elezioni amministrative dell’8 e 9 giugno riguarderanno 14 comuni su 18 in provincia di Ravenna e per 196 seggi da consigliere comunale ci saranno 871 candidati suddivisi in 57 liste a sostegno di 35 candidati sindaci.

Sono i numeri che emergono dalle pubblicazioni disponibili sul sito della prefettura di Ravenna che riepilogano tutti i nomi.

Saranno chiamati alle urne quasi 123mila cittadini su un totale di 163mila abitanti nei 14 comuni. Solo tre municipi hanno più di 15mila abitanti dove è previsto un eventuale secondo turno di ballottaggio tra i due sindaci più votati nel caso in cui nessuno raggiunga la metà più uno dei voti al primo turno. Nella realtà dei fatti solo Lugo e Bagnacavallo possono avere il ballottaggio perché Cervia ha solo due candidati.

Curiosità già segnalata invece per quanto riguarda Casola Valsenio e Cotignola: in campo un solo candidato che ha bisogno di un affluenza al 40 percento perché il voto sia valido.

I componenti dei consigli comunali dei 14 comuni al voto in provincia di Ravenna:

Alfonsine 16
Bagnacavallo 16
Brisighella 12
Casola 10
Castel Bolognese 12
Cervia 16
Conselice 12
Cotignola 12
Fusignano 12
Lugo 24
Massa Lombarda 16
Russi 16
Sant’Agata 10
Solarolo 12

Il giro del mondo di “Beaches Brew”: dal 4 al 6 giugno i concerti all’Hana-Bi

In spiaggia a Marina di Ravenna 18 artisti provenienti da 11 Paesi diversi. Il programma

Yalla Miku Les Trans 2023 Carlos Cruz Hor
Yalla Miku

Da martedì 4 a giovedì 6 giugno torna a Marina di Ravenna il festival di musica rock (in senso lato) Beaches Brew, con ingresso sempre libero, al bagno Hana-Bi con l’organizzazione dell’associazione culturale Bronson.

LAMBRINI GIRLS
Lambrini Girls

18 artisti, 11 diversi paesi del mondo (Niger, Pakistan, Cuba, Kenya, Stati Uniti, Canada, Svizzera, Ghana, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito), 7 debutti nazionali per una line-up che riflette al meglio l’approccio di ricerca trasversale e inclusivo del progetto, attraverso le diverse direttrici sonore del contemporaneo: al glam No Wave degli Special Interest da New Orleans farà da controcanto il rock blues contaminato con i ritmi della musica africana dei nigerini Etran De L’Aïr; al punk tagliente delle inglesi Lambrini Girls, tra le protagoniste più interessanti della scena alternativa di Brighton, si affiancherà il suono onirico del fenomenale Ustad Noor Bakhsh, maestro pakistano del Benju (cetra a tasti tipica del Belucistan) che a settantotto anni è diventato un caso a livello globale grazie al  suo album di debutto Jingul, pubblicato lo scorso anno dalla britannica Hive Mind Records; gli alfieri della ghettotech di Detroit (genere emerso negli anni Novanta come una fusione tra la techno underground della Motor City e il rap mainstream) HiTech, il cui debutto Détwat è stato inserito tra i migliori dischi del 2023 da due magazine di riferimento come Pitchfork e The Fader, condivideranno il palco dell’Hana-Bi con il sorprendente quartetto inglese University, che unisce emo, punk e hardcore in un’alchimia quasi mistica; la trascinante New Wave Disco del collettivo Baby’s Berserk, diviso tra Toronto e Amsterdam (il suo debutto omonimo è uscito a settembre per la berlinese Toy Tonics), si confronterà con il pop esplosivo del kenyano Kabeaushé, capace di fondere psych-soul, gospel, trap e freak funk per dare vita a live-performance al limite dell’esperienza rituale; e ancora, l’elettronica beat-based tra afro e influenze tribali di IchBinBob (alias del producer Bob Nowhere, nato a Manchester da genitori italiani) incontrerà l’electro-dance incendiaria di R.Y.F., tra le scoperte più intriganti di casa Bronson Recordings, uscita a inizio aprile con il nuovo album Deep Dark Blue che vede la partecipazione di Moor Mother e Skin; infine, le influenze latino-americane della selector cubana Cami Layé Okùn, con il suo funk afro-caraibico, saranno il perfetto complemento al djset tra post-dubstep e garage di Cemento Atlantico (alter ego del producer Alessandro “ToffoloMuzik” Zoffoli, anche lui in uscita nel 2024 per Bronson Recordings) e al groove di Dj Fitz, ospite immancabile della serata di chiusura del festival.

Etran 2023 C Photo By Larry Hirshowitz
Etran De L’Air

Doppia presenza a Beaches Brew nel 2024 per Nyege Nyege, collettivo fondato undici anni fa a Kampala (Uganda) per sostenere la musica di artisti africani, che organizza eventi, residenze, festival e gestisce due etichette discografiche: a Beaches Brew presenterà Aunty Rayzor, producer nigeriana che fonde potenti beat hiphop con l’afrohouse, utilizzando sia l’inglese che il nativo linguaggio Yoruba, e la franco ghanese , artista poliedrica che porterà a Marina di Ravenna l’inedito universo sonoro del suo debut album Cociage (Hakuna Kulala, 2023), tra ambient spettrale, post punk e polifonie a cappella.

Tre saranno invece gli artisti di casa Bongo Joe, etichetta nata dall’omonimo negozio di dischi di Ginevra, all’Hana-Bi per presentare Yalla Miku, ensemble che unisce musicisti provenienti dall’Africa e protagonisti della fervida scena musicale elvetica in un mix elettrizzante di strumenti tradizionali (gnawa marocchino, guembri, krar), house, elettronica e groove krautrock; Meril Wubslin, progetto losannese fondato da Christian Garcia (Velma) con Valérie Nideroest (Toboggan) e David Costenaro (Vitas Gerulatis), che fonde blues, folk, post-rock e dub in un amalgama ipnotico, e il duo Cyril Cyril, formato dai fratelli Cyril Yeterian e Cyril Bondi, che attraverso chitarra, batteria e synth percorre abilmente la tradizione musicale orientale, africana e occidentale creando un’atmosfera psichedelica capace di spaziare dal folk al rock.

Ad arricchire il programma musicale di Beaches Brew, anche quest’anno un momento di approfondimento e di networking dedicato alle tematiche che animano il mondo della musica internazionale: Against the Stream: come le piattaforme di streaming musicale hanno cambiato l’industria musicale è il titolo del panel che mercoledì 5 giugno alle ore 15 vedrà protagonisti sulla spiaggia dell’Hana-Bi artisti, giornalisti e professional, un confronto aperto, moderato da Valerio Bassan (autore e digital strategist, firma di D di Repubblica), sui nuovi modelli di distribuzione sulle opportunità e le sfide presentate da queste nuove pratiche. Tra gli ospiti confermati a oggi Gaia Ponzoni, Marketing e communication specialist di Believe M.A.S.T. (Music Artist Services Team) e Michal Parizek, editor-in-chief del magazine ceco Full Moon.

Info sul sito beachesbrew.com e sui canali social del festival.

IL PROGRAMMA GIORNO PER GIORNO

martedì 4 giugno
19:30 Meril Wubslin CH presented by Bongo Joe – Roof Stage
20:30 Cyril Cyril CH presented by Bongo Joe – Roof Stage
21:20 Ustad Noor Bakhsh PK italian debut – Beach Stage
22:15 Yalla Miku CH presented by Bongo Joe Roof Stage

23:20 Etran De L’Aïr NE – Beach Stage
00:20 Dj Fitz UK dj set

mercoledì 5 giugno
19:30 R.Y.F. IT – Roof Stage
20:30 Baby’s Berserk NL/CA italian debut – Roof Stage
21:20 University UK italian debut – Beach Stage
22:15 Lambrini Girls UK italian debut – Roof Stage
23:20 Special Interest US italian debut – Beach Stage
00:20 Cemento Atlantico IT dj set

giovedì 6 giugno
19:30 IchBinBob IT – Roof Stage
20:30 Pö GH/FR presented by Nyege Nyege – Roof Stage
21:20 Kabeaushè KE italian debut – Beach Stage
22:15 HiTech US italian debut – Roof Stage
23:20 Aunty Rayzor NE presented by Nyege Nyege – Beach Stage
00:20 Dj Cami Layé Okùn CU dj set

Alluvione, cosa (non) è cambiato. Mancano le strategie di adattamento al mare

Oggi la politica locale ammette che non bisogna più costruire, ma il cemento già colato resterà ad amplificare i danni dei prossimi forti temporali e altro ne arriverà

Andrea Bernabini
Una foto dell’alluvione di Andrea Bernabini pubblicata nel libro-catalogo del Ravenna Festival, di cui parliamo a questo link

Un anno fa è avvenuta l’enorme alluvione che ha inondato la Romagna, compresa una gran parte della provincia ravennate. Con le forti piogge durate 48 ore consecutive, tra il 15 e il 17 maggio 2023 sono esondati 21 fiumi, provocando allagamenti diffusi in 37 comuni e circa 250 gravi frane. I morti sono stati 17, gli sfollati oltre 20.000, tra cui moltissimi hanno dovuto buttare tutto ciò che avevano nelle proprie case. I danni certificati all’Unione europea hanno toccato gli 8,5 miliardi.

Ma questi numeri hanno l’effetto di storicizzare un evento passato, mentre le ferite dell’alluvione sono ancora aperte e con esse il dibattito sulle conseguenze del riscaldamento globale che stiamo vivendo. Un dibattito che, allora come oggi, la politica tende a ridurre all’eccezionalità degli eventi meteorologici, anziché riflettere sulle cause antropiche che provocano o aggravano questi fenomeni.

Nei giorni successivi all’alluvione, il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha ripetutamente addossato le cause alla quantità eccezionale di pioggia. Che è stata senz’altro la responsabile naturale dell’evento (di certo più delle nutrie che fanno le tane lungo gli argini, su cui hanno puntato il dito alcuni sindaci), ma che è solo una parte della verità. Ciò che la politica locale non ha ammesso è che la copiosa acqua si è abbattuta su un suolo troppo impermeabilizzato.

Forti temporali, trombe d’aria e mareggiate vengono trattati dai media come eventi occasionali, spesso con termini fantasiosi come “bombe d’acqua”; ma la scienza è concorde nell’affermare che questi fenomeni sono sempre più intensi e frequenti a causa della crisi climatica provocata dall’inquinamento umano. Quando poi le forti piogge si abbattono in luoghi ricoperti di cemento, con edifici costruiti troppo vicino ai corsi d’acqua e terreni privi di alberi che possano trattenere gli smottamenti, le conseguenze disastrose si amplificano. Soprattutto se sono anche giorni di mare grosso e i fiumi non riescono a scaricare perché le onde spingono dalla parte opposta, come accaduto un anno fa.

In sostanza, l’alluvione è stata il frutto della combinazione tra riscaldamento globale, cementificazione, disboscamenti e malgoverno. Negarlo o semplificare le cause favorisce la tendenza a restare immobili e passivi, a non correggere le decisioni sbagliate e a continuare a farne di peggiori.

La frase più ripetuta da Bonaccini in quei giorni drammatici è stata «ricostruiremo tutto», mentre lo scorso marzo, durante un incontro con i sindaci delle zone alluvionate, il governatore ha detto che «non si potrà mai più costruire nei territori allagati». Gli appelli e gli studi scientifici lo chiedevano già da anni, ma per far aprire gli occhi alla politica sulla crisi climatica, l’unico modo efficace sembrano essere le catastrofi e i morti. Tuttavia, così non si agisce con lungimiranza e prevenzione, bensì secondo una logica emergenziale e tardiva. In ogni caso, rispetto a queste intenzioni – per ora solo a parole, peraltro in campagna elettorale – viene da restare scettici: d’altronde la nostra regione nel 2017 si è dotata di una legge definita “contro il consumo di suolo”, che è in realtà una norma ingannevole e auto-assolutoria per permettere di continuare la cementificazione indiscriminata. E anche volendosi fidare di questa improvvisa intenzione a cambiare rotta, purtroppo è ormai tardi e tanti danni irreversibili sono stati fatti. Secondo i dati Ispra, l’Emilia-Romagna è la terza regione italiana per consumo di suolo e la provincia di Ravenna è la terza in regione nel triennio 2020/22, con più di 275 ettari cementificati pari al 14,8% del consumo regionale. Nella classifica dei 20 comuni italiani col maggiore consumo di suolo, 7 sono emiliano-romagnoli, tra cui Ravenna in tredicesima posizione. Il cemento già colato resterà ad amplificare i danni dei prossimi forti temporali, e altro ne arriverà a causa dei permessi edilizi ormai rilasciati per i prossimi anni.

Nell’antichità, la Romagna era una grande palude in cui non si distingueva il confine fra la terra e l’acqua; un’area umida enorme e ricca di biodiversità, ma anche povera e malsana per viverci. L’aspetto che ha oggi la nostra terra è conseguenza delle bonifiche iniziate nel Medioevo e proseguite fino alla seconda metà del Novecento, che hanno generato fertilità e sviluppo economico. Oggi si tende a pensare che sia sempre stato così, invece si tratta di una piccola parentesi artificiale dentro le ere geologiche. Una parentesi che oltre al benessere, ha però comportato un’eccessiva antropizzazione: i fiumi deviati e cementificati provocano erosioni e inondazioni con cui stiamo facendo i conti, ora che l’acqua sta tornando a sommergere la pianura padana. Non si tratta della proiezione di ipotetiche mappe sull’Adriatico che nel 2100 bagnerà Bologna (e che anzi, hanno l’effetto controproducente di allontanare il problema in un futuro che non ci riguarda), bensì di un fenomeno già in corso ora.

Ad oggi il governo Meloni, pur promettendolo, non ha ancora indennizzato i mobili e gli elettrodomestici distrutti dagli allagamenti, che rappresentano una cifra ingente. Ma con l’aumentare della frequenza e dell’intensità degli eventi meteorologici estremi – che è inevitabile anche se dovessimo smettere di inquinare dall’oggi al domani, poiché i gas climalteranti hanno innescato processi irreversibili – anche i costi saranno sempre più alti e insostenibili. Perciò oltre che parlare di risarcimenti, e anziché pensare che tutto potrà continuare come prima, si potrebbe iniziare a pianificare le strategie di adattamento e arretramento al mare che avanza, di cui l’alluvione è stata una delle manifestazioni.

Alluvione, al Villaggio del Fanciullo un centro di sostegno psicologico ed educativo

È stato inaugurato nei giorni scorsi un centro polifunzionale socio-sanitario all’interno del Fondazione Nuovo Villaggio del Fanciullo di Ravenna. Si tratta di un progetto di sostegno psicologico ed educativo per bambini, adolescenti e famiglie del territorio romagnolo dopo l’alluvione di maggio 2023.

Finanziato dalla Fondazione Prosolidar (fondazione filantropica bancaria finanziata in parte dai lavoratori bancari e in parte dagli Istituti di credito), il progetto vede come partner anche l’Università Roma Tre e l’università di Bologna, oltre a diverse realtà locali.

Il centro è ad accesso gratuito e vuole diventare punto di riferimento in provincia per bambini (dai 3 ai 12 anni), adolescenti (dai 13 ai 18 anni) e famiglie che presentino una certa vulnerabilità emotiva causata dai danni subiti dall’alluvione.

Il centro è gestito sia da professionisti interni della Fondazione (tra cui psicoterapeuti, educatori, mediatori culturali) che da esterni come formatori, professori universitari e supervisori. Il centro lavora su più livelli di intervento: dai servizi specialistici in ambito di psicologia dell’emergenza, psicoterapia, pedagogia e formazione, fino alla organizzazione di servizi educativi extra-scolastici come centri estivi e doposcuola.

I servizi educativi proposti includeranno attività non solo didattiche ed educative ma anche ricreative poiché, la stessa Fondazione, è proprietaria di strutture sportive e culturali adiacenti al centro polifunzionale e di un orto di 3 ettari dove verranno svolte attività outdoor a contatto con la natura e il lavoro della terra. Nello specifico, partirà un Cre per bambini dai 6 ai 14 anni, dal 10 giugno al 6 settembre, a tariffa agevolata grazie proprio al contributo di Fondazione Prosolidar.

A Porto Fuori torna il memorial “Cortesi”, per ricordare Paolone

Paolone
Paolo Cortesi, detto “Paolone”

Torna domani, venerdì 24 maggio, il “Memorial Paolo Cortesi”, giunto alla quarta edizione. Si tratta di un torneo di calcio giovanile organizzato da figli e amici per ricordare lo storico dirigente dell’Azzurra Rinascita – per tutti “Paolone” – scomparso nel gennaio del 2019.

L’appuntamento è al campo sportivo Miserocchi di Porto Fuori, dalle 18.30, con un triangolare tra i padroni di casa del Porto Fuori, il Faventia e la Due Emme, categoria Under 16.

Durante la manifestazione sarà aperto uno stand gastronomico ed è previsto un intrattenimento musicale.

Info: 338 9781449.

Una serata dedicata alla darsena di Ravenna al festival “Inno al perdersi”

Con le foto (e la musica) di Adriano Zanni e la proiezione de “Il deserto rosso”

Adriano Zanni
Foto di Adriano Zanni

È iniziata la seconda edizione del festival diffuso “Inno al perdersi”, che invita a esplorare e riscoprire il territorio in abbandono attraverso sei azioni culturali, organizzate da Spazi Indecisi.

Proiezioni, dj-set, incontri, memorabilia, escursioni e un concerto di musica barocca in una villa settecentesca, dal 22 al 27 maggio.

Da segnalare l’appuntamento “ravennate” di giovedì 23 maggio a Forlì – all’ex deposito delle corriere, oggi Exatr – con “Requiem”, una serata dedicata alla Darsena di Ravenna, a pochi giorni dalla demolizione delle torri Hamon dell’ex raffineria Sarom.

La serata parte alle 18 con l’inaugurazione della mostra fotografica “Sites forsaken then forgotten” a cura di Adriano Zanni; un viaggio fra capannoni, architetture industriali, navi alla deriva che racconta le trasformazioni e la progressiva cancellazione della storia industriale e sociale della Darsena.

Segue alle 19 il live set sempre a cura di Adriano Zanni, in versione musicista elettronico.

Alle 21 è prevista la proiezione – in occasione del sessantesimo anniversario – del film Il deserto rosso di Michelangelo Antonioni, a cui seguirà una serie di interventi critici sul film e sul paesaggio post industriale della Darsena a cura di Matteo Lolletti (regista e documentarista), Claudio Angelini (direttore Città di Ebla),  Francesca Santarella (Italia Nostra) e Alberto Giorgio Cassani (docente di Elementi di architettura e urbanistica).

Per ulteriori informazioni sul programma e sugli altri eventi in programma: www.spaziindecisi.it/inno-al-perdersi-2024/

Abbandono indiscriminato di rifiuti: 500 multe in un anno e mezzo a Ravenna

In due si nascondevano dietro a cappuccio e occhiali da sole, ma le telecamere hanno ripreso la targa…

Abbandono Rifiuti

Proseguono i controlli della Polizia Locale di Ravenna per contrastare il fenomeno dell’abbandono indiscriminato di rifiuti. Per combattere più efficacemente il problema (in diversi casi, si tratta di rifiuti ingrombranti, come mobili o elettrodomestici), negli ultimi anni sono state posizionate “fototrappole” che consentono un maggior controllo del territorio e permettono di individuare i trasgressori.

Da gennaio a dicembre 2023 – rende noto il comando – sono stati 716 gli accertamenti effettuati tramite fototrappole, dai quali in 406 casi (circa il 57%) si è risaliti agli autori degli illeciti e alla contestazione del relativo verbale; nel 2024 sono 103 le violazioni sinora rilevate e 40 (il 39% circa) i verbali scaturiti a carico dei responsabili.

Una circostanza curiosa nella quale si sono trovati ad operare gli agenti della Sezione Ambiente e Benessere Animale, deputati a tali verifiche, è quella emersa nei mesi scorsi quando, osservando le registrazioni, si accertò che due uomini, a bordo di un furgoncino, si erano portati presso l’isola ecologica di Lido di Savio, in Piazza Forlimpopoli, e avevano scaricato parecchi sacchi di rifiuti nei cassonetti, indossando occhiali da sole e cappuccio nel tentativo di non essere riconosciuti e farla franca. Non avevano però considerato che la zona era sorvegliata da fototrappole, che avevano immortalato la targa del veicolo. I due (nella foto) sono quindi stati rintracciati, hanno dovuto ammettere le loro responsabilità e pagare una sanzione di circa 500 euro (per errato conferimento di rifiuti in cinque diversi cassonetti: 104 euro per ogni violazione).

Le verifiche, sia su segnalazione che di iniziativa, hanno interessato le zone centrali e periferiche della città ma anche le frazioni e le località balneari senza la prevalenza di una zona rispetto a un’altra.

Le sanzioni comminate variano in base alla natura del materiale abbandonato e sono raddoppiate se a commettere gli illeciti è un’impresa.

Il regolamento sul conferimento dei rifiuti prevede, nello specifico, sanzioni che vanno da 52 euro, in caso di non corretto conferimento dei rifiuti, fino a 300 euro per chi abbandona rifiuti ingombranti; 166 euro è la sanzione prevista per il trasgressore non residente nel comune che conferisce i rifiuti, mentre l’abbandono di rifiuti considerati pericolosi comporta una denuncia all’autorità giudiziaria, come previsto dal testo unico ambientale.

Nel corso del 2023 sono state 318 le segnalazioni inerenti l’abbandono di rifiuti raccolte dalla Sala Operativa e circa 80 quelle ricevute dall’inizio dell’anno.

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