mercoledì
18 Marzo 2026

Hera prende la gestione di reti e impianti di acquedotto di Brisighella e Faenza

Dal primo giorno del 2026 le reti e gli impianti dell’acquedotto dei comuni di Brisighella e di tutto il territorio di Faenza (e di Marradi in provincia di Forlì-Cesena) sono gestite direttamente dal gruppo Hera.

La multiutility ha concluso il percorso, avviato nel 2025 con la supervisione dell’ente di regolazione Atersir, di acquisizione del ramo di azienda della Società Acquedotto Valle del Lamone (Savl) che fino al 31 dicembre 2025 si è occupata delle attività di captazione, potabilizzazione e adduzione delle acque ad uso potabile, andando così a completare la gestione integrata del servizio idrico nei tre Comuni: dalla captazione delle acque potabili fino alla depurazione finale dopo l’uso.

La società pubblica, partecipata all’85% dal consorzio Conami e dal restante 15 percento in quote di 5 percento ciascuno da parte dei tre Comuni, prima cedeva la propria acqua a Hera per la distribuzione a cittadini e imprese. Grazie all’acquisizione, ora la gestione dell’intero ciclo idrico sarà in capo alla multiutility: tale operazione consentirà, in particolare, di proseguire nel percorso di efficienza nella gestione del servizio idrico garantendo la piena integrazione delle attività di produzione dell’acqua potabile con le reti distributive, per offrire un servizio di qualità e continuativo ai cittadini e alle imprese del territorio.

Nello specifico, è stata acquisita la gestione di un importante impianto di trattamento di acque superficiali di capacità produttiva pari a oltre 50 litri al secondo, di alcune sorgenti di analoga capacità produttiva e di una rete lunga oltre 90 km di adduzione di queste acque da Marradi fino alla città di Faenza. Le due condotte, che rimarranno di proprietà del Conami, alimentano il serbatoio utilizzato per la distribuzione dell’acqua nella città manfreda, integrando la fornitura proveniente da Romagna Acque Società delle Fonti.

Lato investimenti, Hera sta programmando 3,5 milioni di euro in 4 anni, funzionali alla manutenzione straordinaria di impianti e reti prima gestiti da Savl, per rendere l’infrastruttura idrica più sicura e resiliente.

Cinque­cento chilometri per difendere la vetta: il Ravenna riparte da Campobasso con il mercato sullo sfondo

Terminate le celebrazioni per l’anno nuovo, il Ravenna è già partito per una delle trasferte più lunghe del campionato (circa 500 km). Domenica 4 gennaio alle 14.30, la capolista affronterà il Campobasso nel “catino” del Molinari, per il match valevole per la prima giornata di ritorno del girone B di Serie C.

L’imperativo per la truppa di capitan Rrapaj, è iniziare il 2026 con il piede giusto per confermarsi in vetta alla classifica. Di fronte ai giallorossi ci sono i “lupi” del Molise, reduci dal nobile pareggio a reti bianche di Ascoli durante l’ultima partita del 2025. Come già visto in occasione del 3-2 del Benelli di un girone fa, il Campobasso di mister Zauri è una squadra che gioca un calcio propositivo, con interpreti di valore nella metà campo offensiva come bomber Bifulco (7 gol finora) e il fantasista scuola Milan Antonio Gala. A metà del guado i molisani hanno raccolto 23 punti, piazzandosi all’undicesimo posto in classifica. «È un’ottima squadra da prendere con la massima concertazione – sottolinea Marchionni che non potrà contare sugli infortunati Okaka e Zagrè e sullo squalificato Rossetti – . Abbiamo passato tutti un bel Natale anche se adesso arriva il difficile. Il girone di ritorno è un campionato a parte ma credo che i ragazzi vedendosi lassù avvertano una grossa possibilità. Dobbiamo mantenere ciò fatto di buono nel girone d’andata».

Le inseguitrici giocheranno entrambe sabato 3 gennaio in trasferta: l’Ascoli sarà impegnato a Piancastagnaio mentre l’Arezzo scenderà in campo al Morgagni di Forlì, sperando che i cugini possano fare un favore alla squadra di Marchionni, il quale ammette: «Il fatto di giocare dopo Arezzo e Ascoli forse può dare vantaggi se loro dovessero sbagliare, ma è ancora presto per fare questo tipo di pensieri. Dobbiamo pensare a noi stessi e alla partita contro il Campobasso. Una volta terminata si vedrà».

Non si nasconde l’allenatore del Ravenna, così come non si nascondono il Ds Mandorlini & Co, che stanno lavorando sul mercato per portare in terra romagnola almeno tre giocatori in tre zone diverse del campo (porta, fascia sinistra e attacco). I nomi che circolano con più insistenza sono militano attualmente in Serie B: il portiere Festa (Mantova), l’esterno Celia (Cesena) e gli attaccanti Galuppini (Mantova) e Lescano (Avellino). Il mercato sarà aperto fino al 31 gennaio: «Sono contento di tutti i giocatori che ho – dichiara il tecnico -. A partire dall’anno scorso abbiamo fatto un percorso sempre in crescita. Come già detto con la società, la squadra è molto competitiva e sta dando tanto alla città, giornalisti e tifosi. Gennaio mese particolare per via del mercato aperto? Lo vedremo il primo febbraio a seconda dei risultati. Tutti siamo professionisti e siamo consapevoli che nel calcio può succedere qualcosa. Ho visto i ragazzi molto sereni e pronti per ripartire».

Nel frattempo, è scattata la prevendita per il derby in programma sabato 10 gennaio alle 17.30 con Forlì. Maggiori informazioni sono consultabili al seguente link: https://www.ravennafc.it/2026/01/02/ravenna-fc-forli-informazioni-sui-biglietti-2/

Il Comune di Lugo entra nella società di gestione dei dieci cimiteri comunali

Il Comune di Lugo entra a far parte di Area Blu, la società partecipata cui è affidata la gestione di tutti i dieci cimiteri comunali. Il Comune di Lugo ha acquisito 3.900 azioni di Area Blu dal Comune di Imola (socio di maggioranza che detiene circa il 90% delle quote), per un valore complessivo di 24.570 euro e una quota pari allo 0,28% della società.

Dopo il parere favorevole della Corte dei conti ricevuto nelle scorse settimane, l’acquisizione di quote societarie approvata dal consiglio comunale nella seduta del 16 ottobre 2025 è stata formalizzata tra i Comuni di Imola e Lugo davanti al notaio il 30 dicembre, mentre il contratto tra Lugo e Area Blu è stato firmato mercoledì 31 dicembre ed è diventato operativo a partire da ieri, 1 gennaio 2026.

I cimiteri di Lugo si trovano tra il centro e le frazioni e sono, oltre al cimitero di Lugo città della superficie di ben 111mila quadri, il cimitero di San Bernardino, di San Lorenzo, di San Potito, di Campanile, di Voltana, di Villa San Martino, di Zagonara, di Bizzuno e il cimitero ebraico in via di Giù.

Come sottolineato dalla sindaca Elena Zannoni, la volontà dell’amministrazione comunale è quella di raggiungere una gestione più efficiente e meno onerosa dei dieci cimiteri comunali: «La gestione in house di Area Blu potrà portare minori costi per il Comune, risparmi che potranno essere dirottati su altri servizi, ma soprattutto confidiamo di poter monitorare e collaborare per una gestione migliore rispetto al passato, sia amministrativa che manutentiva. Siamo infatti consapevoli di quanto i nostri cimiteri siano importanti per la cittadinanza, essendo i luoghi in cui è custodita la memoria delle persone care. Dobbiamo quindi garantire insieme ad Area Blu il massimo decoro e pulizia possibile, confidando nella collaborazione di tutti».

Sempre riguardo ad Area Blu, si è conclusa definitivamente la vicenda giudiziaria, sulla quale vi erano richieste di chiarimento da parte delle opposizioni in Consiglio comunale e che ha visto la società parte lesa per la sottrazione illecita di 200mila euro da parte di un dipendente: la quota è stata interamente restituita alla società.

Incontri, conferenze, visite guidate e concerti attorno alla mostra dedicata a Esodo Pratelli

A Lugo sono in programma una serie di iniziative organizzate nell’ambito della mostra allestita alle Pescherie della Rocca dedicata a Esodo Pratelli, artista romagnolo la cui vicenda creativa attraversa alcune delle stagioni più significative dell’arte italiana del Novecento.

Dedicata all’artista e a Francesco Balilla Pratella è allestita inoltre una piccola mostra fotografica e documentaria nella sala Baracca della Rocca, intitolata L’Aviatore Dro, a cura di Annarita Tasselli: per entrambe le esposizioni sono in programma tre visite guidate, a cura di Massimiliano Fabbri e Annarita Tasselli: giovedì 8 gennaio alle 18, domenica 18 gennaio alle 11 e sabato 24 gennaio alle 17.30.

Sabato 10 gennaio alle 17 alla scuola di musica Malerbi si terrà l’incontro «Un pomeriggio nel cenacolo di Francesco Balilla Pratella», con la presentazione del volume Francesco Balilla Pratella, il volo dell’avanguardia la forza della tradizione di Andrea Maramotti, musicologo e ricercatore che per oltre trentacinque anni è stato bibliotecario e docente dell’istituto Verdi di Ravenna. L’autore dialogherà con il musicologo Giacomo Sangiorgi.

A seguire, l’appuntamento proseguirà con «Le amicizie lughesi di Francesco Balilla Pratella», introduzione alla figura di Francesco Pasi, violista e pittore che fu testimone, insieme a Esodo Pratelli, Mosè Ricci Lucchi e Giacomo Vespignani, di quel circolo di artisti e amici romagnoli riuniti attorno al maestro Francesco Balilla Pratella. L’intervento è a cura di Giacomo Sangiorgi.

La serata si concluderà con l’esecuzione dal vivo delle trascrizioni per viola e pianoforte di Francesco Pasi, interpretate da Federica Cardinali (viola) e Lisa Redorici (pianoforte).

Sempre alla Malerbi, martedì 13 gennaio alle 21 si terrà l’incontro «Il futurismo si fa musica: Francesco Balilla Pratella e le avanguardie», con l’intervento di Paolo Russo, musicologo e docente presso l’Università di Parma. Seguirà La musica delle nuove avanguardie futuriste, a cura di Alberto Spano, giornalista e critico musicale, già coinvolto nell’organizzazione della rappresentazione de L’aviatore Dro al Teatro Rossini.

La serata si concluderà con il concerto 5 gennaio 1996: uno storico aviatore Dro, con Enrico Gramigna al violino e Marco Laganà al pianoforte, con musiche di Francesco Balilla Pratella (Romanza op. 24), Ottorino Respighi (Serenata dai Sei pezzi per violino e pianoforte), Erik Satie (Choses vues à droit et à gauche – sans lunettes), Darius Milhaud (Le Printemps op. 18) ed Ernest Bloch (Mélodie B. 51).

Sabato 24 gennaio alle 16 al Salone estense della Rocca si terrà la conferenza «La pittura dello zio Esodo, ricordi e riscontri con l’antico», a cura di Marco Pratelli, maestro restauratore del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali lignei dei Musei Vaticani e nipote del pittore Esodo Pratelli.

Domenica 25 gennaio alle 16 nella sala Baracca della Rocca è in programma la conversazione «Ritorno a casa di due cugini divisi solo dal cognome», dedicata a Esodo Pratelli e Francesco Balilla Pratella. L’incontro è a cura di Nicola Babini, con la partecipazione di Francesca Serra per le letture e di Annarita Tasselli e Massimiliano Fabbri.

Alle 18 all’hotel Ala d’oro si terrà il concerto multimediale «Francesco Balilla Pratella. Il Futurismo “umanizzato”», a cura di Nicola Babini, in occasione del 70esimo anniversario della nascita. Il Pratella Ensemble sarà composto da Saverio Mazzoni (voce recitante), Luisa Cottifogli (soprano), Giulio Giurato (pianoforte) e Nicola Babini (violoncello).

Il concerto sarà accompagnato da proiezioni di opere di Esodo Pratelli, Umberto Boccioni, Luigi Russolo, Giacomo Balla, Carlo Carrà, Mario Sironi e Fortunato Depero, nonché da letture di scritti di Francesco Balilla Pratella, Esodo Pratelli, Luigi Russolo, Arnaldo Ginna e Filippo Tommaso Marinetti, su musiche di Francesco Balilla Pratella. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Caffè letterario di Lugo.

Curata da Elena Pontiggia e Massimiliano Fabbri con la collaborazione di Rita Romeo e Marco Pratelli, la mostra si intitola «Esodo Pratelli. Un ritorno a casa» e raccoglie una sessantina di opere tra dipinti, ceramiche e disegni di Esodo Pratelli (Lugo 1892 – Roma 1983); comprende tutti i suoi principali capolavori e abbraccia tutto il percorso dell’artista, dagli esordi simbolisti, con i suggestivi autoritratti giovanili del 1910 e del 1913, fino alla importante pur se breve stagione futurista, che comprende tra l’altro i celebri bozzetti, apprezzati da Marinetti, per le scene dell’opera L’Aviatore Dro del cugino musicista Francesco Balilla Pratella.

La mostra prosegue poi documentando l’adesione di Pratelli, negli anni Venti, al Novecento italiano, di cui è un emblema la famosa Estate del 1930. Giunge infine all’ultima, sorprendente stagione espressiva dell’artista, con opere come le nature morte degli anni ’50 (tra cui le intense Pannocchie, del 1956) e i paesaggi della metà degli anni ’60, sospese tra realismo e «non finito».

«Esodo Pratelli. Un ritorno a casa» e «L’aviatore Dro» sono visitabili fino al 25 gennaio il giovedì e il venerdì nel pomeriggio dalle 15.30 alle 18.30, mentre il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30; l’ingresso è gratuito. Per ulteriori informazioni contattare il museo Francesco Baracca all’indirizzo museobaracca@comune.lugo.ra.it o al numero 0545 299105.

Protezione del potabilizzatore da alluvioni: un milione di euro per argini e palancole

Sono iniziati recentemente i lavori per la realizzazione delle opere di messa in sicurezza idraulica dell’area di via Guglielma a Conselice in cui è situato l’impianto di potabilizzazione. L’intervento, realizzato da Hera grazie a un investimento di circa 1,1 milioni di euro, era stato inizialmente inserito tra quelli finanziati dall’ordinanza commissariale per l’alluvione e successivamente rientrato tra i progetti sostenuti dai fondi Pnrr. Per questo il completamento dei lavori è previsto entro giugno 2026, in linea con le scadenze fissate dal programma di finanziamento europeo.

Le opere, progettate e realizzate da Heratech, la società di ingegneria del gruppo Hera, prevedono la costruzione di una barriera perimetrale composta da argini in terra e palancole in metallo, con l’obiettivo di proteggere l’impianto da possibili allagamenti dovuti a eventi di piena dei canali limitrofi, tra cui gli Scoli Zaniolo, Maimone e Carrabura. Oltre alla messa in sicurezza idraulica, il progetto include interventi di ammodernamento impiantistico per aumentare la resilienza del sistema di fronte a eventi meteoclimatici e migliorare ulteriormente l’affidabilità del servizio alle utenze.

L’impianto di potabilizzazione di Conselice riveste un ruolo strategico nel sistema di approvvigionamento idrico della zona in quanto al suo interno si effettuano i trattamenti finali di potabilizzazione dell’acqua, garantendo al contempo lo stoccaggio e la distribuzione dell’acqua potabile verso il comune di Conselice e la località di Lavezzola. L’impianto è in grado di produrre 50 litri al secondo di acqua potabile che viene accumulata in una vasca di 2.000 metri cubi prima di essere immessa nella rete di distribuzione verso le utenze.

«Si tratta di un intervento fondamentale per la sicurezza di un’infrastruttura strategica per il nostro territorio – afferma il sindaco di Conselice, Andrea Sangiorgi -, reso ancora più necessario alla luce degli eventi alluvionali che hanno colpito Conselice nel 2023. Desidero ringraziare Hera e i progettisti di Heratech per l’impegno e la collaborazione dimostrati: investire nella messa in sicurezza e nella resilienza delle infrastrutture significa tutelare i cittadini e garantire continuità a un servizio essenziale come quello idrico».

A Faenza presidio contro il passaggio della fiaccola olimpica: «Non è benvenuta»

A Faenza è annunciato un presidio di protesta in concomitanza con il passaggio della fiaccola olimpica dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026 accompagnata dagli sponsor Eni e Coca-Cola. L’iniziativa è stata convocata per martedì 6 gennaio, dalle 12.30 alle 14.30, in piazza del Popolo, da Bds Faenza, Faenza per la Palestina, Faenza Eco-logica e Mercoledì per la Palestina, che in un comunicato invitano a boicottare il transito della fiaccola. Nel comunicato si chiama in causa anche il Comune di Faenza, sostenendo che l’accoglienza della fiaccola e degli sponsor dimostrerebbe «di non conoscere il vero valore dello sport e della solidarietà tra popoli».

Nel testo, i promotori collegano la mobilitazione alla guerra in corso a Gaza e alle richieste – definite rimaste «inermi» – di esclusione di Israele dalle Olimpiadi avanzate dal Comitato olimpico palestinese e dalla Federazione calcistica palestinese, richiamando la Carta olimpica. Le sigle affermano inoltre che negli ultimi due anni gli attacchi israeliani avrebbero causato «oltre 800» morti tra sportivi, atleti e dirigenti e la distruzione delle strutture sportive palestinesi; nel comunicato si parla anche di pulizia etnica, apartheid, occupazione, ecocidio e di violazione di ogni diritto internazionale.

Nel mirino dei promotori anche i main sponsor delle Olimpiadi, Eni e Coca Cola, indicati come corresponsabili dell’inquinamento e del collasso climatico e accusati di trarre profitto dall’occupazione israeliana in Palestina.

Le associazioni annunciano anche l’intenzione di boicottare Milano-Cortina 2026, citando i «gravissimi danni» che l’evento arrecherebbe al «fragile ecosistema montano», dal consumo di suolo alla deforestazione.

Capodanno in manette: 27enne arrestato in un locale per resistenza a pubblico ufficiale

Poco dopo la mezzanotte del Capodanno 2026, a Ravenna, i carabinieri hanno arrestato un 27enne straniero per resistenza a pubblico ufficiale e violazione delle norme sul soggiorno.

I militari della sezione radiomobile sono intervenuti in un esercizio pubblico del centro a seguito di una segnalazione per disturbo arrecato ai clienti. Un guineano di 27 anni senza fissa dimora, e già noto alle forze dell’ordine, ha assunto un atteggiamento aggressivo e offensivo anche verso i militari, rifiutando di fornire le proprie generalità e pronunciando frasi oltraggiose.

Nel corso delle operazioni di identificazione e accompagnamento, l’uomo ha opposto resistenza scalciando e spintonando i carabinieri che sono riusciti a contenerlo e condurlo negli uffici dell’Arma.

Il giovane è stato arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, aggravato dall’inottemperanza a lasciare lo Stato e la violazione del divieto di dimora nel Comune di Ravenna cui era sottoposto.

Oggi, 2 gennaio, il giudice ha convalidato l’arresto disponendo il divieto di dimora nella provincia di Ravenna e il nulla osta all’espulsione.

La polizia locale ha un nuovo comandante: Favaretto, da 27 anni nei vigili urbani

La polizia locale dell’Unione della Romagna faentina ha un nuovo comandante. Giovanni Favaretto si è insediato oggi, 2 gennaio. Per l’occasione, il sindaco di Faenza e presidente dell’Unione, Massimo Isola, accompagnato dall’assessore del Comune di Faenza con delega al Personale e alla Sicurezza, Massimo Bosi, si è recato presso alla sede del comando in via Baliatico per dare il benvenuto al nuovo dirigente e avviare i primi confronti operativi.

Favaretto, 51 anni, originario del comune veneziano di Mirano, approda alla guida del corpo dopo essere risultato vincitore del concorso indetto dall’Unione. Laureato in Economia e Commercio, ha intrapreso la carriera nel 1998 partendo dal ruolo di agente per ricoprire il primo comando a 29 anni. Favoretto ha deciso di trasferire la propria residenza nella città di Faenza.

 

L’incontro con Isola e Bosi si è trasformato immediatamente in una sessione di lavoro. Il colloquio si è concentrato in particolare sulla sicurezza urbana e sul presidio del territorio, passando per la gestione della viabilità e la complessa macchina organizzativa legata alla sicurezza degli eventi che caratterizzano la vita della Romagna Faentina. Al termine del colloquio, il neo comandante ha sottolineato come la sua priorità immediata sarà «l’immersione totale nella realtà locale per comprenderne al meglio le dinamiche».

 

Nei prossimi giorni, Favaretto proseguirà il suo percorso di insediamento facendo visita a tutti i comuni dell’Unione per incontrare personalmente gli amministratori locali e conoscere gli agenti che operano nei vari distaccamenti del corpo.

Piantati 18 nuovi alberi in città: 14 ligustri e 4 lecci

Negli ultimi giorni del 2025 a Ravenna sono stati completati gli interventi di piantumazione di 18 alberi in viale Baracca e via Monfalcone.

Nel dettaglio, in viale Baracca sono stati messi a dimora 14 ligustri, in sostituzione di prugni abbattuti a causa di condizioni fitosanitarie compromesse e di altre criticità. In via Monfalcone invece sono stati piantumati 4 lecci, una specie particolarmente adatta al contesto urbano e capace di garantire nel tempo benefici ambientali rilevanti.

Le nuove alberature sono state piantumate già in fase adulta, una scelta mirata a restituire in tempi brevi ombreggiamento e comfort climatico, soprattutto nei mesi estivi, in aree che negli ultimi anni avevano perso la loro funzione di mitigazione ambientale.

«Questi interventi – ha dichiarato l’assessore al Verde pubblico Giancarlo Schiano –  rappresentano un segnale concreto dell’impegno dell’Amministrazione per la cura e il rafforzamento del verde urbano. Ripiantumare non significa semplicemente sostituire alberi mancanti, ma ricostruire qualità urbana, migliorare il microclima e restituire vivibilità a strade e quartieri che avevano perso aree d’ombra. Si tratta di azioni inserite in una strategia più ampia di tutela del territorio, adattamento climatico e riforestazione del territorio».

Centrodestra: «Dimissioni del sindaco ancora non ufficiali per i giochi del Pd verso le elezioni»

Il centrodestra di Cervia attacca il sindaco Mattia Missiroli che ha annunciato le sue dimissioni il 23 dicembre, perché indagato per presunti maltrattamenti alla moglie da cui si sta separando dopo 16 anni di matrimonio, ma dopo dieci giorni non le ha ancora rassegnate formalmente. «Il Pd sta prendendo in giro i cervesi», si legge in una nota firmata dalla lista civica Cambia con Me e Fratelli d’Italia.

Secondo le due formazioni politiche che sostennero la candidatura di Massimo Mazzolani contro Missiroli, si tratta di «una scelta politica cinica da parte del Pd che ben spiega il poco rispetto per la città da parte del partito che la amministra».

Fino alle dimissioni del sindaco la giunta è ancora in carica e può operare: «Cosa che in effetti sta facendo. Ci lascia disgustati che la giunta stia deliberando gli schemi del bilancio di previsione 2026, cioè quel bilancio che non ha approvato entro la fine dell’anno e che adesso però ha necessità di mandare avanti, per fini tutti suoi. Il Pd intende condizionare l’operato del commissario, così da avviare la campagna elettorale e potendosi vendere con gli elettori cervesi un bilancio che altrimenti non avrebbe provveduto mai al mondo ad approvare con tempi così ristretti».

Fdi e Cambia con Me sono convinti che «Missiroli avrebbe voluto già dimettersi, ma il Pd, per i suoi giochi, non glielo permette». E poi la previsione: «Il Pd inizierà a scaricare la responsabilità su Missiroli, così come ha sempre fatto anche in passato, in modo da costruirsi una verginità nuova con cui presentarsi agli elettori cervesi. Questo per noi è inaccettabile».

La nota si conclude con una diffida alla giunta dal proseguire nelle deliberazioni, «poiché devono cessare immediatamente queste attività che non servono alla città, ma solo e soltanto agli interessi del Pd».

A Lugo si ricorda il patriota Compagnoni, padre della bandiera italiana 229 anni fa

Il Comune di Lugo e la sezione locale dell’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia (Unuci) rendono omaggio alla bandiera italiana e alla figura del lughese Giuseppe Compagnoni nel 229esimo anniversario della nascita del tricolore che è diventato il vessillo nazionale. L’appuntamento è per le 11 del 7 gennaio sulla rampa d’ingresso della Rocca estense di Lugo. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Compagnoni nacque a Lugo nel 1754 e morì a Milano nel 1833. Padre del Tricolore, insigne costituzionalista, storico, giornalista e letterato. Il patriota lughese è noto per aver fatto adottare, durante il Congresso Cispadano tenutosi a Reggio Emilia nel gennaio del 1797, lo stendardo cisalpino tricolore come bandiera del nascente Stato italiano.

Alla cerimonia saranno presenti la sindaca Elena Zannoni, il presidente Unuci Flavio Manzato, i rappresentanti delle forze dell’ordine e le associazioni combattentistiche, d’arma, partigiane e di volontariato con i propri labari e bandiere. «La presenza di queste realtà associative testimonia il legame tra passato e presente, tra i valori della resistenza e della democrazia che il Tricolore incarna e l’impegno civile che ancora oggi anima il tessuto sociale del territorio lughese», come sottolineato dalla prima cittadina.

L’opposizione contro l’aumento delle tariffe dei parcheggi a pagamento: «Si vuole fare cassa»

L’opposizione contesta l’adeguamento delle tariffe dei parcheggi a pagamento deciso nei giorni scorsi dalla giunta Barattoni del Comune di Ravenna (si partirà da marzo). Secondo il decano Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna, si tratta di una «volontà politica di incamerare facilmente entrate pesantemente maggiori dalle auto in sosta nelle strisce blu».

Ancisi snocciola poi i numeri, tratti dalla delibera approvata dal Consiglio comunale il 22 dicembre 2026, sulla “copertura dei servizi a domanda individuale per l’esercizio 2026”, confrontata con quella analoga approvata un anno prima. «Per i 12 mesi del 2025 la Giunta comunale previde di incassare dalle auto in sosta a pagamento 2 milioni e 790 mila euro. Col 2026, l’incasso è salito a 3 milioni e 200 mila: cioè 410 mila euro in più, che significano, rapportati ai soli 10 mesi di vigenza del nuovo piano, un aumento medio del 17,6%. Tutto calcolato, non c’è dubbio, perché la Giunta Barattoni si è affrettata, l’antivigilia di questo Natale, a pagare ad Azimut le spese per la gestione del nuovo piano sosta approvate dal Consiglio il giorno prima, pari ad 1 milione e 557 mila euro (rispetto ad 1 milione e 445 mila euro del 2025)».

«Il resto viene di conseguenza – continua Ancisi -. Le zone tariffarie 4 e 5, più “economiche” perché più esterne al centro città, sono state inglobate nelle più care 1, 2 e 3. Le 10 strade o piazze ancora a libera sosta – pochissime, in netta contraddizione coi princìpi dettati dal Codice della Strada – vengono ridotte a 5. Gli stalli a pagamento crescono comunque, ancora da dettagliare, da 50 a 100. La mancia della mezz’ora gratuita nelle zone 1 e 2 (rigidissimamente controllata, salvo pagarne lo sforamento per un’ora intera a due euro) servirà solo per qualche rapido mordi e fuggi, non essendo facile, nelle zone più attrattive, parcheggiare vicino alla destinazione d’arrivo. La linea bus 80 gratuita raramente serve a lasciare le auto nei parcheggi dell’ESP o del Pala De André per recarsi poi in centro, se mai, al contrario, per accedere ai grandi poli commerciali collocati nelle due zone».

Ancisi sottolinea poi come il tema non sia stato discusso in consiglio comunale, ma solo con le associazioni di categoria. Concetto espresso già a poche ore dall’annuncio del sindaco, dal capogruppo di Forza Italia a Palazzo Merlato, Alberto Ancarani. «Un simile provvedimento non è certo un banale atto gestionale che possa passare all’albo pretorio senza il necessario dibattito nel massimo consesso pubblico cittadino. I sensibili aumenti delle tariffe orarie nelle aree più pregiate e l’innalzamento dei costi giornalieri e degli abbonamenti – continua Ancarani – colpiscono in particolare chi lavora o vive in prossimità del centro rendendo più difficile e oneroso fare acquisti, andare in ufficio, accompagnare i figli a scuola o accedere a servizi pubblici essenziali. Si tratta di una scelta miope, che danneggia il tessuto commerciale già in sofferenza e rischia di spostare flussi e consumi verso i soliti centri commerciali, come peraltro già evidenziato con la scelta di rendere gratuita una linea di trasporto pubblico che porta proprio all’Esp».

Altro tema che sta facendo molto discutere è il divieto introdotto dalla stessa giunta Barattoni di entrare nelle Zone a Traffico Limitato (Ztl) per veicoli elettrici e ibridi, con gli ibridi che inizieranno anche a pagare la sosta nelle strisce blu (l’elettrico continuerà a non pagare).  Secondo Patrizia Zaffagnini, consigliera comunale di Fratelli d’Italia, le motivazioni della giunta comunale «non trovano fondamento nella normativa vigente. Le Ztl, infatti, sono previste dal Codice della Strada esclusivamente come strumento di tutela ambientale in aree particolarmente sensibili e non come misura generale di regolazione del traffico. Ancora più rilevante è il profilo giuridico della decisione: l’articolo 7, comma 9-bis, del Codice della Strada – continua Zaffagnini – consente espressamente l’accesso alle autovetture ibride, equiparandole a quelle totalmente elettriche. Il divieto disposto dal Comune si pone quindi in palese contrasto con una norma statale di rango superiore, che un’amministrazione comunale non ha il potere di modificare o disapplicare. Siamo di fronte a un provvedimento che ignora una disposizione chiara del Codice della Strada e che rischia di produrre contenziosi inutili, con costi e disagi a carico dei cittadini e dell’ente».

A prendere la parola contro Adolfo De Stefani Cosentino, amministratore delegato dello storico gruppo di concessionarie De Stefani e già presidente di Federauto. «Credo sia un primato europeo – ha dichiarato al Carlino – quello della prima città in cui le auto elettriche non possono entrare liberamente nelle Ztl». Secondo Cosentino (che è invece d’accordo sulle ibride) il provvedimento frenerà ulteriormente la vendita delle auto elettriche, per cui già l’Italia è fanalino di coda in Europa.

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