martedì
19 Maggio 2026

«I problemi principali del mare sono le ondate di calore e i nuovi contaminanti»

L’ecologo Massimo Ponti è il coordinatore della laurea magistrale in Biologia marina a Ravenna: «La pesca è l’attività umana che crea più sofferenza all’Adriatico». Nelle acque concentrazioni di farmaci: «Non sappiamo ancora gli effetti»

Pexels Vjapratama 2526398Due sono i problemi principali per il nostro mare: le ondate di calore sempre più frequenti che causano morie di esseri viventi e l’aumento dei cosiddetti contaminanti emergenti nelle acque come farmaci per uso umano o sostanze chimiche attaccate alle microplastiche. La sintesi è dell’ecologo marino Massimo Ponti, professore associato dell’università di Bologna e coordinatore della laurea magistrale in Biologia marina al campus di Ravenna. Nella sua attività di ricerca si occupa di interazioni tra specie e degli effetti delle attività antropiche e dei cambiamenti climatici nelle comunità marine costiere del Mar Mediterraneo e tropicali.

Professor Ponti, partiamo dalla carta di identità del mare Adriatico.
«L’Adriatico settentrionale è un mare molto particolare: è molto confinato, risente molto dell’apporto dei fiumi ed è poco profondo. Da Ravenna a Pola, in Croazia, in linea d’aria ci sono circa 130 km e la profondità arriva al massimo a 50 metri. Ai miei studenti dico sempre che se guardano una carta nautica è come avere una carta tridimensionale perché in proporzione lo spessore del foglio di carta è superiore alla profondità dell’Adriatico. Per queste ragioni alcuni ricercatori lo paragonano a un ambiente lagunare, ma io non sono d’accordo».

Bagno MareQuesta conformazione incide sulle sue condizioni? 
«La modesta massa di acqua fa sì che sia il più freddo e il più caldo di tutto il Mediterraneo. In inverno la temperatura superficiale sotto costa arriva anche a 6 gradi e in laguna ghiaccia, mentre il Tirreno ad esempio non scende mai sotto 10-11 gradi. E in estate l’Adriatico può arrivare anche a 30 gradi: il 30 luglio davanti a Ravenna erano 28,7, temperature maldiviane. E così l’acqua si stratifica: sotto a 12-15 metri di profondità l’acqua rimane attorno a 14-16 gradi e quando la differenza è così ampia è come se avessi due strati separati, come olio e acqua: non c’è interscambio. La conseguenza è che sul fondo continuano processi biologici che consumano ossigeno ma da sopra non ne arriva e si possono verificare crisi anossiche».

Rispetto al passato, in cosa è cambiato?
«Il cambio principale è stata la riduzione di fosfati e nitrati riversati in acqua: i primi sono stati vietati nei detersivi dal 2013 e i secondi perché l’agricoltura è più attenta nell’uso dei concimi e abbiamo molti più depuratori. Di fatto erano dei nutrienti che concimavano il mare causando qualche volta uno sviluppo abnorme di alghe. Quindi su questo aspetto possiamo dire che l’uomo è riuscito a fare tanto. Però dobbiamo ancora prendere le misure con il nuovo scenario».

Pesca Reti PeschereccioCosa significa?
«È come se avessimo avuto un mare “dopato”: era un motore che produceva tantissimo, sosteneva una produzione ittica notevole e aveva comportato un enorme sviluppo della flotta peschereccia con potenziamento delle tecniche e degli strumenti. Ora non è più così ma il settore pesca non si è ancora adeguato».

Il colore dell’acqua da cosa è determinato?
«La riduzione di trasparenza è causata da tutto ciò che è in sospensione e può essere di varia natura. Non è inquinamento chimico perché le sostanze chimiche si sciolgono. Il colore è dato dai sedimenti solidi sospesi di dimensioni non visibili a occhio nudo: in questo periodo ad esempio basta una mareggiata per rimettere in sospensione i fanghi che sono in quantità maggiori sui fondali dopo l’alluvione. Ma il colore può cambiare anche se l’acqua è ricca di fitoplancton: alghe unicellulari che raggiungono densità di milioni di cellule per litro e a seconda della specie vanno dal verde al rosso al marrone».

Che problemi causa la presenza massiccia di alghe? 
«Semplificando, la biomassa algale produce ossigeno e poi lo consuma e finisce sul fondo dove va in decomposizione e abbiamo le acque maleodoranti. In alcuni casi se la decomposizione avviene in ambiente senza ossigeno si arriva a produrre metano e solfuri che danno il classico odore di uovo marcio che capita in laguna. E se cominciano a morire le alghe poi muore tutto il resto degli organismi».

Il colore però non è un indicatore dell’inquinamento. Post alluvione abbiamo imparato che la balneabilità dipende dalle concentrazioni dei batteri escherichia coli e enterococchi intestinali. C’è altro da tenere sotto controllo?
«Possono esserci sostanze chimiche che vengono misurate dalle agenzie ambientali. Nella nostra zona però non sono un grosso problema perché gli impianti di produzione trattano i rifiuti».

Lei si sente di fare il bagno in sicurezza?
«Nei primi giorni post alluvione no, ma adesso sì».

IMG 0541I cambiamenti del clima stanno cambiando il mare?
«L’effetto principale è sulla temperatura. C’è l’aumento della temperatura media e ci sono le ondate di calore. Il primo causa l’innalzamento del livello perché una massa d’acqua più calda aumenta di volume. Gli scenari più pessimistici dei modelli storici ora sono diventati gli scenari più ottimistici. Lo scenario più catastrofico è lo scioglimento dei ghiacciai in Antartide: vorrebbe dire un aumento di sei metri del livello del mare. Lo scenario più prossimo però è lo scioglimento entro fine secolo dei ghiacciai principalmente continentali. Questo vorrebbe dire un aumento di circa mezzo metro».

E invece le ondate di calore che effetto hanno?
«Il pericolo maggiore è in autunno, quando gli organismi marini arrivano dalla sofferenza estiva in cui si alimentano meno e hanno speso le loro energie nei cicli riproduttivi. Se l’acqua è calda è un disastro e avvengono morie. Accade dagli anni ’90 ma la cadenza del fenomeno è passata da quinquennale a annuale. Il fenomeno è più evidente sui fondali rocciosi quindi per noi è meno esplicito ma l’abbiamo visto in passato con le morie di cozze».

Le attività umane incidono sulla qualità del mare. Turismo di massa sulla costa e crociere quanto pesano?
«Non molto. Le navi da da crociera hanno il trattamento dei rifiuti a bordo e non scaricano nulla nei porti. E per il turismo estivo l’importante è avere depuratori per il trattamento delle acque di scarico considerando che in certi mesi la pressione della popolazione decuplica».

Quali attività economiche sono più impattanti?
«La pesca a strascico è distruttiva. Si usa per vongole e canocchie, ad esempio, e rovina i fondali con le turbo soffianti. Stiamo pescando troppo e con tecniche distruttive».

Le plastiche sono il grande tema da affrontare per la salute del mare?
«È più corretto parlare di contaminanti emergenti, non in senso di galleggianti ma in senso di arrivati all’attenzione della comunità scientifica. E non si tratta solo delle note microplastiche. Queste causano danni per effetto meccanico: bloccano la respirazione e finiscono negli esseri viventi. Poi c’è tutto un altro fronte che ancora dobbiamo scoprire ed è quello delle sostanze chimiche veicolate da queste microplastiche: vernici, coloranti, filtri anti UV. Tutte sostanze attaccate ai polimeri di cui non conosciamo gli effetti. E poi aumentano le molecole di farmaci umani e fitofarmaci in agricoltura che non vengono trattenute dai depuratori. Servono per curare virus e batteri dell’uomo e limitare insetti dannosi nei campi, ma ancora si conosce pochissimo di quali siano i loro effetti sugli organismi marini, dai virus e batteri utili, fino ai pesci e cetacei, e quindi quali siano le conseguenze sugli ecosistemi marini».

Rinforzi di polizia per Ferragosto, il prefetto: «Garantiremo la sicurezza a tutti»

Pattuglie in strada e controlli negli stabilimenti balneari per evitare episodi di vandalismo e criminalità

PHOTO 2023 08 08 10 35 01 (002)«Sono sicuro che riusciremo a garantire ai cittadini, a turisti e villeggianti standard di sicurezza sempre più elevati per il prossimo periodo di Ferragosto». Sono le parole del prefetto di Ravenna, Castrese De Rosa, per presentare il potenziamento dei servizi di controllo e vigilanza delle forze dell’ordine in vista del weekend tra 12 e 15 agosto sul litorale ravennate.

Tutti i rinforzi estivi delle forze di polizia saranno concentrati nelle località balneari, a presidio delle arterie maggiormente trafficate opereranno pattuglie della polizia stradale e delle polizie locali. I tavoli tecnici in questura stabiliranno le modalità di intervento e la dislocazione delle forze in campo.

PHOTO 2023 04 24 12 43 42I servizi di prevenzione si dislocheranno soprattutto nelle fasce serali e notturne, nei pressi degli stabilimenti balneari, dove recentemente sono stati segnalati episodi di vandalismo e di danneggiamento di auto in sosta da parte di soggetti peraltro già identificati.

Sotto osservazione anche le ex colonie a Tagliata e Pinarella di Cervia, con servizi ad hoc per contrastare le occupazioni di immobili in disuso o abbandonati da parte di persone senza fissa dimora e lo spaccio di sostanze stupefacenti.

«Abbiamo potenziato i servizi di vigilanza e controllo per stroncare sul nascere episodi di malcostume, degrado e di delinquenza comune soprattutto nei Lidi Ravennati. Il nostro obiettivo è quello di garantire il sano divertimento, senza eccessi e prevenendo fenomeni di microcriminalità».

In moto contro la fiancata di un’auto, ventenne portato all’ospedale in elicottero

All’incrocio tra via Canala e via Canalazzo nella frazione di Sant’Antonio

Un ventenne residenze a Ravenna è all’ospedale di Cesena, dove è stato portato in elicottero dal 118, per i gravi traumi riportati in un incidente stradale avvenuto la sera del 7 agosto attorno alle 20 all’incrocio tra via Canala e via Canalazzo, nella frazione di Sant’Antonio alle porte della città.

La motocicletta di grossa cilindrata viaggiava su via Canalazzo da Ravenna e ha colpito la fiancata di una Bmw che transitava in via Canala provenendo dalla Romea. A bordo dell’auto erano in tre che non hanno riportato ferite ma sono stati portati all’ospedale di Ravenna per accertamenti. Il motociclista è finito sull’asfalto ma non ha mai perso conoscenza.

Riparati i danni della tromba d’aria, tornano i treni tra Alfonsine e Lavezzola

Sostituiti undici pali di sostegno della linea di alimentazione per un tratto di 550 metri

Sono stati riparati i danni causati dalla tromba d’aria del 22 luglio alla linea ferroviaria Ravenna-Ferrara nel tratto fra Lavezzola e Alfonsine. Da questa mattina, 7 agosto, la circolazione dei treni è ripresa sull’intera tratta. I lavori sono stati eseguiti da Rete Ferroviaria Italiana, società capofila del Polo Infrastrutture del Gruppo Fs: sono stati sostituiti 550 metri di linea di alimentazione elettrica e 11 pali di sostegno con demolizione e ricostruzione dei relativi basamenti in cemento armato.

La piscina non riapre: servono 430mila euro, il gestore chiede che paghi il Comune

L’estate 2023 per l’impianto di via Kennedy a Solarolo, con vasche e bar-pizzeria, è persa dopo l’alluvione. Va ancora rimosso il fango dai 1.800 mq di parco per seminare il prato e salvare la stagione estiva 2024

1 Piscina Dall'altoL’estate 2023 di Solarolo andrà in archivio senza l’apertura della piscina comunale in via Kennedy, prevista per il 27 maggio scorso, per i danni stimati in circa 430mila euro (Iva compresa) causati dall’alluvione di maggio per la rottura dell’argine del Senio. I lavori di ripristino non sono ancora iniziati, con uno strato di fango secco che ricopre una superficie di 1.800 mq con 30 cm di spessore in alcuni punti, e se non cominceranno entro un paio di mesi non si potrà aprire nemmeno la prossima estate. Solo col prato rigenerato in primavera si può salvare la stagione estiva 2024. Per avere il prato occorre fare la semina in autunno, ma prima va rimosso il fango.

Spiega tutto Antonio Marcelli, presidente del Centro Sub Nuoto Club 2000, un’associazione sportiva dilettantistica da sei anni alla gestione dell’impianto in concessione dal Comune che ne è il proprietario. «L’alluvione della metà dello scorso maggio è da considerarsi come un vero e proprio “evento di forza maggiore, che in ogni caso esclude che possa considerarsi una manutenzione” a carico del gestore, sia ordinaria che straordinaria».

2 Tavolini, Sedie, OmbrelloniAll’inizio di giugno c’è stato un incontro col sindaco Stefano Briccolani e con il vicesindaco e assessore allo Sport Nicola Dalmonte per fare il punto della situazione: «A loro abbiamo chiarito che il Centro Sub Nuoto Club 2000, quale affittuario, non è in grado di affrontare i costi e nemmeno di anticipare somme di qualsiasi entità per ripristinare l’impianto sportivo. Siamo stati ascoltati, ma è apparso chiaro che il Comune si trova nella nostra stessa situazione finanziaria, dovendo dirottare le scarse risorse su priorità come asili, scuole e residenze per anziani».

4 Sala Macchine Nuova VascaDal 2017 l’associazione sportiva faentina ha investito 210mila euro e ha dovuto fare i conti con le chiusure e la crisi dovuta alla pandemia e l’impennata dei costi dell’energia: «L’estate del 2023 avrebbe dovuto essere quella della ripresa – sottolinea Marcelli -, ma rischia di essere quella del tracollo. Abbiamo bussato a varie porte, compresa “Sport e Salute” la società del Coni che si occupa di impianti sportivi e che si è interessata alla nostra situazione. È chiaro, però, che anche l’ente locale, in quanto proprietario, la Regione e lo Stato, ora devono fare la loro parte. Sarebbe interessante comprendere quale valore ha per l’ente locale un impianto composto da piscina e pizzeria/ristorante che, particolarmente in estate, rappresenta un importante punto di riferimento per i solarolesi e non solo».

3 Sala Macchine Principale Ancora AllagataLa stima totale dei danni comprende 140mila euro per l’impianto sportivo costituito da tre vasche e da due sale macchine e 280mila euro per la parte del bar-ristorante “Cinquepuntozero”. Nella distruzione sono da includere, per esempio, i teli in Pvc di rivestimento delle tre vasche, le due sale macchine (pompe e filtri) con centraline elettriche e quadri elettronici di comando, gli spogliatoi, i pannelli solari per l’acqua calda, tutti gli impianti elettrici e le luci d’emergenza, il ripristino di tutta la rete fognaria; inoltre occorre rimuovere lo strato di fango, ormai essiccato, dai 1.800 metri quadrati del prato.

Nell’area di via Kennedy attualmente è aperto il chiosco grazie al rapido intervento del gestore che ha anticipato alcune somme per il ripristino delle attività in condizioni di dignitosa emergenza ma in sicurezza, mentre in giugno e luglio la società sportiva aveva dirottato nelle piscine di Castel Bolognese e di Faenza i corsi di nuoto per i bambini.

Euro Company dona 250mila euro a 8 scuole alluvionate in Romagna

L’azienda di frutta secca ed essiccata a Godo di Russi ha un fatturato da 110milioni di euro all’anno e 400 dipendenti: individuati gli istituti tra le province di Ravenna e Forlì

Euro CompanyL’Euro Company di Godo, azienda di frutta secca ed essiccata nota a livello internazionale, ha deciso di essere al fianco di otto scuole in Romagna colpite dall’alluvione di maggio 2023 con donazioni monetarie o materiali, sulla base delle richieste specifiche, per un valore complessivo di 250mila euro. Dopo aver mappato l’area circostante, sono state individuate 8 strutture che, a causa degli ingenti danni subiti dall’alluvione, necessitano di immediato sostegno, localizzate nei comuni di Faenza, Ravenna, Solarolo, Lugo, Sant’Agata sul Santerno e Forlì.

L’iniziativa è portata avanti attraverso la Fondazione Ossigeno nata nel 2019 con l’obiettivo di sostenere progetti e attività concrete a supporto della comunità a partire proprio dalla mission e dai valori di Euro Company.

Di recente l’azienda aveva annunciato un premio per i dipendenti e la realizzazione di un’area relax attrezzata nella sede di Godo.

Fondata nel 1979, Euro Company produce, seleziona e commercializza frutta secca ed essiccata a Godo di Russi. Oggi sono circa 400 i dipendenti, con un’età media inferiore ai 40 anni. Con un fatturato di circa 110 milioni di euro nel 2022 ha una presenza pressoché totale sul mercato italiano, offrendo alimenti a base di frutta secca ed essiccata. Diventata Società Benefit nel 2018 e certificata B Corporation nel 2019.

Il Comune di Ravenna stanzia 100mila euro per la manutenzione del verde nelle scuole

Approvato l’intervento straordinario per gli edifici scolastici comunali e l’area cortilizia della scuola Zaccagnini a San Michele

La giunta comunale di Ravenna ha approvato un progetto da 100mila euro di spesa per alcuni interventi di manutenzione straordinaria del verde (arbusti e alberature) degli edifici scolastici comunali e per la sistemazione dell’area cortilizia della scuola dell’infanzia Zaccagnini a San Michele.

È previsto che i lavori abbiano la durata di circa un anno e pertanto verranno eseguiti anche durante lo svolgimento delle attività scolastiche. Gli interventi dovranno essere coordinati in modo da garantire sempre e comunque lo svolgimento delle attività didattiche e l’ingresso/uscita dalla scuola, valutando di volta in volta i potenziali rischi di interferenza con le attività scolastiche e adottando le opportune misure.

Per quanto riguarda gli edifici scolastici, per una costante messa in sicurezza delle aree, vengono già svolte nel corso dell’anno le attività ordinarie di pulizia e rimozione del fogliame e rami da terra, taglio dei rami secchi e pericolanti che nel corso dell’anno si spezzano a causa di eventi meteorologici avversi e battitura delle pigne. Con l’approvazione della delibera, a questi si andranno ad aggiungere interventi puntuali di manutenzione straordinaria del verde su alberature e arbusti, coerenti con il Regolamento comunale del verde e la sistemazione dell’area cortilizia della scuola Zaccagnini, con la piantumazione di arbusti, alberi e l’installazione di attrezzature ludiche.

Faceva sgommate con il suv sul molo di Marina: positivo all’etilometro, multato

Nella notte tra il 5 e il 6 agosto sanzione per guida in stato di ebrezza anche per un ciclista che pedalava barcollando

Faceva sgommate con il suv sul molo Dalmazia a Marina di Ravenna, un punto in cui i veicoli non possono accedere. È la scena che hanno trovato guardia di finanza e polizia locale nella notte tra il 5 e il 6 agosto. Il conducente è risultato positivo all’etilometro e quindi multato.

Non è stata l’unica sanzione per guida in stato di ebrezza nel corso della stessa notte. Durante il controllo itinerante delle pattuglie dei vigili urbani è stata notata una bicicletta con andatura barcollante e il ciclista, sottoposto a pre-test ed etilometro, è risultato in stato di ebbrezza.

La terza multa della notta di controlli a Marina è andata a un turista che aveva pensato di campeggiare in spiaggia montando la tenda nell’area demaniale dei lidi centro.

In totale sono state 15 le persone identificate.

Sotto il segno di Baracca: il cavallino rampante tra arte e storia

A Lugo si celebra l’emblema dell’aviatore, divenuto poi il simbolo della Ferrari. L’esposizione è aperta fino al 24 settembre

Mostra Cavallino Lugo foto
foto Stefano Tedioli

All’inizio del Novecento il progresso corre veloce. Lo testimoniano le industrie in rapida crescita, l’illuminazione urbana, le macchine che percorrono le strade, le campagne che lasciano il posto alle città. Lo richiedono a gran voce gli artisti e gli intellettuali, impegnati in movimenti avanguardisti che intendono fare tabula rasa del passato e proiettano nel futuro le loro aspettative e aspirazioni. In Italia sono soprattutto i futuristi a farsi carico di questo messaggio di esaltazione del nuovo che inneggia alla velocità e alla forza del movimento in avanti. Si pensi alle opere di Umberto Boccioni, tra cui spicca il dipinto La città che sale, con le sue linee vorticose e i suoi colori accesi; in un’epoca di innovazioni tecnologiche, il cavallo è ancora il simbolo di un impulso energico, di una forza prorompente destinata a esplodere nel primo conflitto mondiale.

Francesco Baracca Aereo Spad CavallinoProprio in questo periodo, Francesco Baracca (1888-1918) si forma come militare e come aviatore, distinguendosi per meriti di guerra. La nascita del mito, indissolubilmente legato al cavallino rampante, il suo simbolo personale, sarà sancita definitivamente dalla morte improvvisa e per certi versi ancora oscura dell’eroe, soprannominato l’Asso dei cieli.
È su questa linea rossa che congiunge arte e storia, dimensione locale e nazionale, che si colloca la mostra “Come un’onda, come in volo. 100 cavalli per Francesco Baracca”, in corso dal 6 maggio e fino al 24 settembre al primo piano del Palazzo Fondazione Cassa di Risparmio e Banca del Monte di Lugo. Il luogo, in concessione al Comune per due anni, dialoga con la piazza antistante e con l’imponente monumento di Domenico Rambelli, gigantesca ala di aeroplano eretta nel 1936 in omaggio all’illustre cittadino – di cui il fascismo, in quegli anni, si era appropriato come baluardo nazionalista – e va ad aggiungersi al già presente Museo Baracca, situato nella casa natale dell’aviatore, nonché all’omonima Sala all’interno della Rocca Estense e alla cappella sepolcrale con le spoglie dell’eroe nel Cimitero comunale. L’idea, insomma, è quella di un museo diffuso nel segno di Francesco Baracca che interessa l’intero reticolo cittadino.

La mostra temporanea, curata da Massimiliano Fabbri, intende portare avanti un discorso artistico sulla figura del cavallo come simbolo di eleganza e potenza che dal passato arriva fino ai nostri giorni passando per il cavallino rampante, emblema dell’aviatore lughese ma anche delle Ferrari, attraverso il quale le macchine da corsa sono conosciute e ammirate in tutto il mondo. L’occasione è offerta da un doppio anniversario: il centenario della fondazione dell’Aeronautica Militare e quello della prima vittoria automobilistica di Enzo Ferrari al circuito del Savio a Ravenna, entrambi del 1923.

La prima parte dell’esposizione si sofferma sulla genesi del simbolo che Francesco Baracca scelse dopo un’infanzia e una giovinezza passata in sella ai cavalli. Un amore che, dopo due anni alla Scuola Militare di Modena, lo portò ad arruolarsi nel reggimento Piemonte reale di Cavalleria, il cui stemma includeva proprio un cavallo rampante color argento su fondo rosso. È lo stesso Baracca a spiegare la derivazione del suo emblema in una lettera alla madre, la contessa Paolina Biancoli; numerose sono infatti le testimonianze in forma di lettere che si sono conservate e che la mostra rende visibili al pubblico in una sala dedicata.

Simbolo Cavallino Croari Ferrari
Il Cavallino emblema della famiglia Baracca di Croari e quello simbolo della Ferrari

Uno spazio a sé merita invece la questione del trasferimento del cavallino da Baracca a Ferrari, passaggio che – secondo quanto riportano le memorie di Enzo Ferrari – sarebbe stato voluto dalla contessa stessa, convinta che l’emblema del figlio, ormai defunto, avrebbe portato fortuna all’imprenditore. Ferrari diede seguito alla proposta solo diversi anni dopo, nel 1932, quando alla 24 ore di Spa le sue Alfa Romeo si presentarono per la prima volta con il cavallino rampante sulla carrozzeria, anche se esso recava alcune caratteristiche grafiche differenti rispetto a quello di Baracca, tra cui la posizione della coda, verso l’alto anziché verso il basso. L’ipotesi avanzata dalla mostra, infatti, è che l’emblema delle auto sia stato mutuato dallo stemma di Enrico Baracca, padre di Francesco, così come esso era stato rappresentato dal pittore lughese Gino Croari sulla copertina di un opuscolo diffuso nel 1930 in occasione dell’inaugurazione del sacello di Baracca a Nervesa della Battaglia, luogo della morte dell’Asso. D’altronde, il cavallino di Croari è straordinariamente simile nello stile a quello della Ferrari, come si può evincere da un confronto diretto.

Altre sale esplorano da vicino l’immagine dell’equino e accompagnano il visitatore verso la seconda parte dell’esposizione, interamente dedicata alle arti visive di ieri e di oggi. Di queste, una in particolare evidenzia i numerosi punti di contatto tra Baracca e Boccioni, animati entrambi da uno spirito moderno e avanguardista e affascinati dalla potenza e dalla velocità incarnate dal cavallo, animale che segnò profondamente le loro vite.
L’ultima sezione raccoglie opere di cinquantatré artisti italiani di diversa età e provenienza geografica che in alcuni casi hanno contribuito con creazioni originali, rendendo la mostra uno spazio che connette la tradizione del passato con lo sperimentalismo contemporaneo.
Sono soprattutto dipinti e disegni differenti per colori, tecnica e ispirazione, ma vi compaiono anche una scultura – Senza titolo, senza gloria (2023) di Andrea Salvatori – e una fotografia del 2017 di Luca Nostri raffigurante il monumento di Rambelli. Tra le opere esposte si segnalano soprattutto Io sono marengo (2019) della ravennate Lucia Nanni, realizzata cucendo un filo di cotone nero su una tela di canapa, e il curiosissimo meccanismo in lamiera di ferro messo a punto da Francesco Bocchini e intitolato Presepe giallo natività meridiana (2022).

L’attitudine sperimentale e comunicativa della mostra, che rievoca il passato per consolidarne il ricordo nel presente e proiettarlo nel futuro, si concretizza infine nell’organizzazione di laboratori didattici e attività rivolti ai più giovani, a sostegno di una creatività e di una capacità di guardare oltre di cui Francesco Baracca si pone come esempio non solo per i lughesi ma per tutti coloro che riconoscono in lui un simbolo di eroismo e fierezza. Proprio come il suo amato cavallino.

«Se l’Europa vieta la pesca a strascico è un danno per le imprese locali»

Così la pensa Mirco Bagnari, responsabile del settore per Legacoop: «È meglio pescare le specie alloctone»

Pesca Reti Peschereccio

A parlare dello stato di salute del mare Adriatico di fronte alle coste romagnole dal punto di vista dei pescatori è Mirco Bagnari, responsabile del settore pesca di Legacoop Romagna.

Impossibile non iniziare dalle alluvioni di maggio: quali sono state le conseguenze?
«Al di là del fermo pesca per problemi sanitari, il primo problema è stato correlato a tutto quello che era finito in mare dalle colline, in particolare rami e tronchi che hanno provocato danni ad alcune imbarcazioni e alle attrezzature. Ora la situazione è migliorata».

E dal punto di vista alimentare, com’è andata?
«Anche se il reale impatto sulla filiera alimentare è stato contenuto, la gente è rimasta a lungo sfiduciata e diffidente. Diverse sono state le iniziative messe in campo per sensibilizzare e superare il dubbio dei consumatori sulla salubrità del pescato. Il lavoro è stato faticoso ed è ancora in corso».

Che ruolo possono avere i pescatori nella “manutenzione” del mare?
«Come gli agricoltori si prendono cura del territorio, in mare la presenza dell’uomo fa parte di un equilibrio generale. I pescatori non sono solo quelli che – alcuni pensano – razziano il pesce, ma anche quelli che ripuliscono il mare da diversi tipi di rifiuti e, in particolare dalla plastica, una problematica sempre attuale. C’è ancora molto da fare per avere un mare più pulito dall’inquinamento prodotto dagli umani. Ci tengo inoltre a ricordare che soprattutto nell’acquacoltura, stiamo cominciando a usare attrezzature sperimentali. ecosostenibili, che hanno un impatto minore sull’ambiente. Per proseguire in questa direzione, è importante produrre un certo reddito e garantire il ricambio generazionale delle imprese dei pescatori».

Lo scorso 29 luglio è iniziato il fermo pesca biologico e quindi il blocco delle attività della gran parte della flotta pescherecci italiana lungo l’Adriatico. Come sta andando il settore?
«Il fermo pesca è ormai una pratica consolidata in questo periodo dell’anno per garantire la sopravvivenza di alcune specie a rischio. Nonostante questo sarà comunque possibile trovare prodotto italiano, dal pesce azzurro come le alici e le sarde, al pesce spada, e inoltre spigole, orate, sogliole, canocchie, vongole e cozze provenienti dalle barche della piccola pesca, dalle draghe e dall’acquacoltura».

Granchio BluQuest’anno il fermo pesca capita in un momento difficile con la spada di Damocle delle nuove linee di indirizzo del Commissario Ue Virginijus Sinkevicius che pende sulla Flotta Italia…
«Sì, la misura più dirompente sarebbe il divieto di pesca a strascico che sul nostro territorio è molto forte. Se ne sta discutendo molto e siamo preoccupati: non ne capiamo il motivo visto che l’impatto di questo tipo di pesca sull’ambiente, a nostro parere,  è minimo. Così come si sta ipotizzando la restrizione delle aree di pesca con tagli fino al 30 percento di quelle attuali. Noi crediamo che la tutela ambientale e la prevenzione ecologica non possano essere disgiunte dall’attenzione alla sostenibilità economica delle imprese di pesca. Senza contare poi che queste restrizioni si ripercuoterebbero anche su ciò che portiamo in tavola: pesce a prezzi sempre più alti e chissà di quale provenienza, destinato solo a chi se lo può permettere…».

Il cambiamento climatico di questi ultimi anni sta stimolando la crescita di alcune specie a danno di altre?
«Sì. Sono in aumento le specie “aliene”, ossia provenienti da ecosistemi diversi da quello del nostro mare, come il granchio blu, che sono dannose in quanto si cibano di molluschi e novellame. Soprattutto nel Nord Adriatico, i produttori di vongole, cozze e ostriche denunciano danni di oltre il 50 percento della produzione. Anziché tentare di sterminarle, tanto vale catturarle, commercializzarle e mangiarle per ripulire il mare, dove queste creature aggressive non hanno nemici e antagosnisti naturali».

Due energetici concerti aperitivo tra suoni fun e ritmi funk a Spiagge Soul

Appuntamenti domenica 6 agosto al Kuta di Punta Marina con il quartetto Funky 4 of Us e al BagnOsteria Tarifa di Porto Corsini con i Supermarket

Vonn Washington Musicista FunkySi annuncia una domenica divertente quella proposta dal festival Spiagge Soul il 6 agosto – ora aperitivo (inizio alle 18) – sia al bagno Kuta di Punta Marina con il sincopato ritmo funk del quartetto Funky 4 of Us, al BagnOsteria Tarifa di Porto Corsini con festoso repertorio demenzial – goliardico e tropical – romagnole dei Supermarket.

Funky 4 of Us suona il Funk. Quello vero, quello delle urla di James Brown e dei tamburi di New Orleans, quello del beat della west coast e della parte più black della Motown, quello dei riff degli Ohio Players o del groove trascinante di Sly & the Family Stone. Un concerto tutto da ballare, suonato e sudato dal gruppo capitanato dal cantante-bassista di Chicago Mr. Vonn Washington. Un progetto che rende finalmente giustizia al sound black afro-americano, rielaborato da una band di musicisti con esperienze poliedriche, che vanno dal jazz all’afrobeat, dal reggae alla musica d’avanguardia, e insieme si animano per dar vita al potente groove con la F maiuscola, il Funk. Con Vonn Washington (voce, basso), Federico Squassabia (tastiere), Francesco Plazzi (chitarra), Marco Zanotti (batteria).

Supermarket Fun MusicSupermarket è una raccolta differenziata di musicisti romagnoli variamente impegnati su più fronti (pop, rock, jazz, punk, elettronica, world music e improvvisazione radicale), che si propongono di unire così tante esperienze diverse all’interno di un unico contenitore tropico-romagnolo, fortemente cabarettistico, orientato al kitsch e alla festa. I personaggi raccolti in questo ensemble (di misura variabile) sono stati fondatori o collaboratori di altri progetti, tra i quali: Saluti da Saturno, Jang Senato, Giacomo Toni, Colombre, Extraliscio, Pacifico, Ponzio Pilates e Slavi bravissime persone.

 

Goletta Verde “certifica” acque sufficientemente pulite nella riviera ravennate

Quattro i punti di prelievo effettuati alle foci dei fiumi fra Casalborsetti e Cervia dove i dati batteriologici rientrano nei parametri di legge. Presentato anche un dossier sui danni alla costa da eventi meteorologici estremi

Goletta Verde Legambiente

Nonostante il gigantesco scarico a mare delle acque dolci e sedimenti di ogni genere dell’alluvione di due mesi fa, il mare sottocosta della riviera dell’Emilia-Romagna risulta sufficiente pulito e balneabile. In estrema sintesi ecco il risultato del monitoraggio effettuato da Goletta Verde di Legambiente. Come di consueto, a metà estate, sono stati presentati (quest’anno a Cesenatico) i dati rilevati dai tecnici volontari dell’associazione ambientalista lungo la costa della regione: su 11 punti campionati solo uno è risultato essere oltre i limiti di legge. Si tratta del punto alla foce del torrente Marano nel comune di Riccione.

Ecco il dettaglio dei dati sul monitoraggio delle coste in Emilia-Romagna. I campionamenti in Emilia-Romagna sono stati effettuati dai volontari e le volontarie di Legambiente tra il 24 e il 26 luglio 2023.  In totale i punti esaminati sono stati 11, di cui 8 sono stati prelevati presso le foci di fiumi o canali e 3 in punti a mare. Le analisi microbiologiche, affidati a laboratori specializzati, hanno fatto registrare tutti i punti entro i limiti di legge ad eccezione del punto alla foce del torrente Marano nel comune di Riccione, in provincia di Rimini che ha ricevuto il giudizio di “fortemente inquinato”. Questa foce è tra le maggiori criticità rilevate da Goletta Verde sulle coste dell’Emilia-Romagna; risulta  infatti inquinato dal 2010 con le uniche eccezioni del 2019 e del 2022.

Dati Qualità Acque Riviera Emilia Romagna 2023In particolare sono quattro i punti esaminati e risultati entro i limiti di legge della costa in provincia di Ravenna: la spiaggia nord rispetto al canale in destra Reno in località Casal Borsetti; la spiaggia nord della foce del fiume Lamone, in località Marina Romea; la foce del canale Ferrari a Punta Marina; la foce dei Fiumi Uniti a Lido di Adriano/Lido di Dante; la spiaggia alla foce del fiume Savio nel comune di Cervia.
Nel corso dei sopralluoghi, nei punti visitati, i tecnici di Goletta Verde hanno rilevato la scarsa presenza dei cartelli relativi all’informazione sulla qualità delle acque.

Goletta Verde Campionamento Acque«Gli esiti del monitoraggio delle acque delle nostre coste sono pressoché identici ai rilevamenti dell’anno scorso quando era stato rilevato un miglioramento dei dati – ha commentato Davide Ferraresi, Presidente di Legambiente Emilia-Romagna –. Sono i sistemi di controllo delle fonti di inquinamento e depuratori le infrastrutture da potenziare per tutelare il mare dagli scarichi delle acque reflue, e quindi salvaguardare il turismo, uno dei settori su cui si regge l’economia dell’Emilia-Romagna. Quest’anno abbiamo fatto anche una sgradevole scoperta nel corso del lavoro di prelievo e campionamento delle acque: lungo tutti i punti esaminati, nonostante la presenza degli appositi raccoglitori, sono stati notati rifiuti abbandonati. Questo vuol dire che le amministrazioni devono impegnarsi maggiormente sulla comunicazione a bagnanti e turisti, e in generale, sul senso civico della cittadinanza».

I prelievi di Goletta Verde vengono eseguiti da tecnici, volontari e volontarie di Legambiente. L’ufficio scientifico dell’associazione si è occupato della loro formazione e del loro coordinamento, individuando i laboratori sul territorio. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli). Il numero dei campionamenti effettuati viene definito in proporzione ai Km di costa di ogni regione.

Mareggiata Punta Marina
Una recente mareggiata sulla spiaggia di Punta Marina

È inquietante d’altra parte, il bilancio emerso dal “Dossier Spiagge 2023” di Legambiente presentato sempre nell’ambito della 37esima edizione di Goletta Verde, nello specifico della riviera dell’Emilia-Romagna. Nove comuni costieri in regione su quattordici sono stati colpiti da eventi meteo-idrogeologici dal 2010 ad oggi. Ventisei gli eventi estremi negli ultimi 13 anni e nello specifico: nove danni da mareggiate, sette danni da trombe d’aria e raffiche di vento, sette allagamenti da piogge intense, due esondazioni fluviali e un danno da grandinate. È questo il bollettino del clima che cambia per i comuni costieri dell’Emilia-Romagna. Le città più colpite risultano essere: Ravenna (6), Rimini (5), Cesenatico (5) e Cervia (4).

Preoccupanti i dati sull’erosione costiera, con oltre il 68% di costa modificata tra il 2006 ed il 2019, di cui il 32,3% in erosione, secondo quanto riportato dall’Ispra. Stesso discorso per il consumo di suolo: il 10% del totale regionale interessa le aree dei comuni costieri, nonostante la ridotta estensione della fascia costiera rispetto alla restante parte del territorio.
Un’altra criticità è quella delle concessioni balneari che ammontano a ben 1.313 che rappresentano il 10,8% del totale italiano. Emblematica la situazione di Gatteo con il 100% di spiaggia in concessione, ma non da meno quelle di Rimini, Cervia, Cattolica, Misano Adriatico e Riccione, tutte tra l’80 e il 90% di litorale concesso secondo le stime elaborate da Legambiente.
Infine va sottolineato che l’Emilia-Romagna ricade tra la più vasta area inondabile della Pianura Padana e del Delta del Po, per un totale di quasi 5.500 km quadrati di superficie a rischio inondazione (secondo la proiezione all’anno 2100 di Enea).

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