Un aiuto per alleggerire la locazione nei comuni alluvionati. Può accedere al beneficio solo chi ha un contratto registrato da almeno un anno
Affitti più leggeri nei comuni colpiti dall’alluvione, grazie a un contributo fino al 100 percento del mancato incasso (fino a 1.500 euro) a favore dei proprietari degli alloggi che concordano con gli inquilini una riduzione del canone di almeno il 20 percento. È il provvedimento con cui la Regione rafforza il proprio impegno per sostenere le amministrazioni e le comunità coinvolte nell’emergenza.
Sulla base di un accordo volontario tra inquilini e proprietari, è prevista la possibilità di diminuire il canone con un duplice vantaggio: per i primi una minore spesa, per i secondi le garanzie offerte dalla stessa Regione che si impegna a rimborsare almeno in parte il mancato incasso. Con la delibera approvata a giugno
dalla giunta Bonaccini, il contributo regionale a favore dei proprietari viene portato dal 70 al 100 percento per le tipologie di contratto di affitto (libero o concordato) rinegoziati per una durata tra sei e dodici mesi, relative a nuclei familiari che risiedono o dimorano nei territori colpiti dagli eventi alluvionali e dalle recenti frane. La misura è rivolta a tutti i territori colpiti dall’alluvione, elencati nell’allegato 1 al decreto-legge 61 dell’1 giugno (sono compresi tutti i 18 comuni della provincia di Ravenna).
Il programma per la rinegoziazione degli affitti può contare su uno stanziamento da parte della Regione di un milione di euro per il 2023 e si rivolge a cittadini italiani, dell’Unione europea, oppure in possesso di un permesso di soggiorno della durata di almeno un anno, o di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo. Tra i requisiti anche un Isee (ordinario o corrente) in corso di validità non superiore a 35mila euro all’anno ed essere titolari di un contratto di affitto ad uso abitativo regolarmente registrato da almeno un anno. Diverse le tipologie di rinegoziazione previste in relazione alla tipologia dei contratti, con contributi che possono andare da un minimo del 70 percento a un massimo del 90. E che ora per i contratti di durata compresa tra 6 e 12 mesi nei Comuni alluvionati vengono portati al 100 percento. Non possono fare domanda gli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp).
Per presentare domanda, proprietari e inquilini devono rivolgersi al Comune in cui si trova l’alloggio o alle eventuali organizzazioni degli inquilini e dei proprietari aderenti. È stata anche predisposta una casella di posta elettronica regionale dedicata: rinegoziazionelocazioni@ regione.emilia-romagna.it.
Tracciato di 20 km, costo 11 milioni, da realizzare entro giugno 2026. Previste panchine collegate a internet
Un percorso ciclabile di circa 20 chilometri da Porto Corsini alla pineta di Classe passando per il centro di Ravenna. È il progetto della ciclovia turistica Adriatica approvato in una recente seduta della giunta comunale. Un intervento del valore di 11,4 milioni di euro, sostenuto per circa tre milioni da risorse statali, circa sette dal Pnrr, un milione dal Comune e circa 400mila euro dalla Regione. La realizzazione dell’opera è prevista entro il 30 giugno 2026.
Il tracciato si svilupperà da Porto Corsini, passando per l’area industriale, attraverserà il centro città per poi continuare verso sud passando da Ponte Nuovo, Classe, fino al parco Primo maggio nella pineta di Classe. Per quanto riguarda gli arredi nelle aree urbane, ai lati della ciclovia, verranno sistemate panchine
di tipo smart, dotate di connessione internet, con autoproduzione di energia elettrica tramite pannello fotovoltaico posto in seduta, che alimenta le prese per le ricariche dei telefonini. È previsto poi il servizio di ricarica delle bici elettriche nell’area sosta di via Baiona e in altre aree sosta lungo il tracciato. Le colonnine saranno dotate di attrezzi per la manutenzione e pompa di gonfiaggio pneumatici con attacco universale
La ciclabile garantirà un collegamento della città verso il mare, sia a nord verso Porto Corsini che a sud verso la pineta di Classe. Un tracciato che metterà in connessione elementi di elevato interesse storico-culturale e naturalistico come ad esempio la pialassa Baiona, il capanno Garibaldi, il mausoleo di Teodorico, la basilica di Sant’Apollinare in Classe e la pineta di Classe. La ciclovia Adriatica consentirà inoltre il collegamento dell’area industriale a nord di Ravenna con la stazione ferroviaria, fungendo così da importante strumento funzionale agli spostamenti casa-lavoro.
Sarà di fondamentale importanza anche come percorso sicuro tra il centro città e le frazioni di Porto Corsini e Classe per gli spostamenti quotidiani casa-scuola e casa-lavoro e per il tempo libero dei residenti.
Si tratta del vino simbolo di Bagnacavallo. La sindaca: «Messaggio forte di ripartenza»
È stata ritrovata nei giorni scorsi sulla spiaggia di Li Ronzi a Casalabate, vicino a Lecce, l’insegna di legno con scritto Bursôn che la forza dell’acqua fuoriuscita dalla rotta del Lamone nel maggio scorso aveva divelto dall’azienda vitivinicola Longanesi Daniele di Boncellino.
«Si può immaginare la nostra sorpresa quando nei giorni scorsi il presidente della Pro Loco di Casalabate, Ilio Spalluto, ci ha comunicato il rinvenimento della targa – spiega la presidente della Pro Loco di Bagnacavallo Marisa Fontana. – Come Pro Loco l’avevamo donata all’azienda vitivinicola di Daniele Longanesi nel 2004 per segnalare dove era stato scoperto il vitigno locale con cui si produce il vino detto Bursôn, dal patronimico dialettale della famiglia Longanesi. È un regalo davvero grande quello che il mare Adriatico e Casalabate hanno fatto a Bagnacavallo, che sta cercando di reagire ai disastri dell’alluvione e ha bisogno anche di questi appigli, di questi segnali del destino, per ritrovare la grinta per ripartire e andare oltre.»
«Lo scorso 17 maggio, giorno della seconda alluvione, la tavola in legno dipinto è stata trascinata via dalle acque del fiume Lamone che aveva rotto proprio a monte della cantina Longanesi – prosegue Marisa Fontana. – Poteva essere finita sotto i metri cubi di limo che hanno sommerso l’area, invece è ragionevole ipotizzare che l’acqua uscita dal Lamone l’abbia trascinata nel Fosso Vecchio, che scorre nelle vicinanze e si inserisce nel Canale destra Reno, arrivando in Adriatico nei pressi di Casal Borsetti. Le correnti di marea, che per tutto il mese di giugno hanno “portato” verso Sud, hanno fatto percorre all’insegna più di 800 chilometri per farla “spiaggiare” a Casalabate. Un caso? Forse, ma c’è un legame antico tra la Romagna e la Puglia, perché erano pugliesi molti dei legionari romani mandati a occupare quella che sarebbe divenuta la Regio VIII Aemilia, quindi questo viaggio ha il sapore di un ritorno alle origini».
«Si è trattato di una sorpresa incredibile – racconta Daniele Longanesi dell’omonima azienda – tanto che quando è arrivata la mail dalla Puglia ho avuto bisogno di qualche minuto per capire cosa fosse successo. Dopo la prima alluvione l’insegna era finita in un campo vicino ai miei ma era difficilissimo recuperarla e mi sono detto “lo farò non appena il fango lo permetterà”… Poi è arrivata la seconda alluvione e l’insegna è partita definitivamente per il suo lungo viaggio. Nell’ambito di un evento negativo questa è senz’altro una storia molto bella, addirittura divertente, che potrà restare come simbolo positivo nel post-alluvione.»
«Quando la Pro Loco ci ha informato del ritrovamento la sorpresa è stata grande anche per noi – commenta la sindaca Eleonora Proni –. Nei giorni drammatici dell’alluvione abbiamo visto trascinati via dall’impeto dell’acqua tanti oggetti, e con essi parte della memoria e delle storie di chi li possedeva. Il Bursôn è un simbolo potente della nostra comunità: che questa targa non sia andata perduta e ritrovi la strada verso Bagnacavallo è un messaggio forte di comunità e di ripartenza».
Questo ritrovamento sarà festeggiato e chi ha ritrovato l’insegna sarà ufficialmente ringraziato nella serata di sabato 2 settembre in occasione della “Piazza in tavola”, la manifestazione che tradizionalmente fa ritrovare i bagnacavallesi in piazza della Libertà per una cena sotto le stelle e che, in collaborazione con il Consorzio Il Bagnacavallo, vede la premiazione del miglior Bursôn in commercio.
L’annuncio, atteso in particolare dai comuni più piccoli, per poter continuare la loro programmazione
«Sulla base delle indicazioni ricevute dalla presidente Meloni e visto il quadro e le attività fatte con la Regione, ho dato l’indicazione che copriremo le spese sostenute e da sostenere per l’esecuzione dei lavori di somma urgenza. Questo permetterà ai comuni più piccoli, montani, di avere una boccata di ossigeno, di poter continuare con la loro programmazione».
Lo ha spiegato il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario alla Ricostruzione post alluvione, dopo un incontro a Forlì con il presidente della Provincia di Forlì-Cesena Enzo Lattuca.
«La strategia in atto è questa: coprire tutte le spese a breve, appena tecnicamente arriveranno i documenti da parte dei Comuni, avvallati dalla Regione, dopo di che la struttura commissariale sottoporrà al mio vaglio queste spese, che saranno interamente coperte». Il passaggio successivo: «Ci concentreremo su un’attività di transizione, che va dalla somma urgenza alla ricostruzione: individuare e mettere in opera interventi urgenti per la messa in sicurezza del territorio». (fonte Ansa.it)
Saranno concessi sulla base di una valutazione a cura degli operatori dei servizi sociali
Sant’Agata sul Santerno dopo l’alluvione causata dal fiume (foto dalla pagina Facebook Emilia-Romagna Meteo)
Nei comuni dell’Unione della Bassa Romagna è disponibile un nuovo contributo per le famiglie alluvionate, che si aggiunge a quelli già in corso, finanziato attraverso le donazioni che tanti enti e privati hanno devoluto tramite la raccolta fondi attivata dalla Bassa Romagna.
I contributi, erogati attraverso i servizi sociali, sono stanziati come integrazione al reddito famigliare e sono rivolti esclusivamente ai nuclei familiari residenti in uno dei Comuni dell’Unione della Bassa Romagna, la cui abitazione principale è stata interessata dai fenomeni alluvionali (sono escluse le pertinenze, i garage e le autorimesse).
L’intento – spiegano dai Comuni – è quello di raggiungere e sostenere quelle famiglie che, a seguito dell’alluvione, si trovano in temporanea difficoltà economica nel sostenere le spese di ripristino di una «normale» quotidianità.
Le risorse permetteranno di affrontare: le spese per il ripristino degli effetti personali danneggiati e/o andati perduti; il rientro nell’abitazione per la ripresa della quotidianità; le spese per la mobilità e la necessità di percorsi più lunghi per raggiungere il luogo di lavoro o comunque per lo svolgimento delle attività quotidiane.
I contributi saranno concessi sulla base di una valutazione a cura degli operatori dei servizi sociali che, attraverso colloquio o una visita domiciliare, rileveranno l’effettiva esistenza e l’entità del bisogno. Elementi prioritari di valutazione saranno il numero di adulti senza reddito presenti nel nucleo famigliare, il numero di figli minori o di anziani e persone disabili, nuclei monogenitoriali, reddito mensile attualmente percepito.
Ai criteri di valutazione sociale si aggiungeranno quelli relativi alla caratteristica degli immobili (per esempio un’abitazione interamente collocata a piano terra, oppure dichiarata formalmente temporaneamente o permanentemente inagibile). Gli operatori sociali definiranno percorsi di aiuto personalizzati in base a ogni situazione.
A titolo esemplificativo, gli aiuti potranno contribuire a sostenere – spiegano dall’Unione -: «l’ingresso in una nuova abitazione in locazione per inagibilità temporanea o permanente dell’abitazione principale, l’acquisto di materiale scolastico, di beni e arredi di prima necessità (reperendoli anche da eventuali donazioni), abbonamenti per la mobilità casa-lavoro-scuola, spese amministrative per l’acquisto di mezzi di trasporto usati per facilitare il raggiungimento della sede lavorativa, eccetera».
In tutto, il fondo disponibile ammonta a circa 500mila euro (i restanti 150mila euro raccolti saranno invece destinati ad artigiani e piccole imprese).
«Queste risorse straordinarie sono merito della generosità dei tanti che in questi mesi hanno risposto al nostro appello – ha dichiarato Luca Piovaccari, sindaco referente dell’Unione per le Politiche socio sanitarie -. Abbiamo mantenuto quanto detto fin dal lancio della nostra raccolta, ovvero che i contributi ricevuti sarebbero stati destinati alla popolazione. Il lavoro attento dei nostri servizi sociali permetterà di garantire una equa distribuzione delle risorse, partendo da chi ha più bisogno».
L’appuntamento con gli operatori sociali potrà essere preso allo Sportello socio-educativo del proprio Comune di residenza dalle 8.30 alle 12.30 a partire da giovedì 20 luglio chiamando i seguenti numeri:
Dal 17 luglio si è allargata l’area logistica del cantiere
Modifiche al parcheggio per gli utenti del Pronto Soccorso di Ravenna, a seguito dell’avanzamento del cantiere per i lavori di ampliamento e adeguamento del Ps.
Da lunedì 17 luglio è stata allargata l’attuale area logistica del cantiere, indicata in colore rosso nell’immagine, occupando la zona del parcheggio del Pronto Soccorso, indicata in colore viola.
Al fine di evitare disagi agli utenti e in accordo con il gestore del parcheggio (Azimut spa), i parcheggi riservati agli utenti del Pronto Soccorso che verranno occupati dall’area logistica di cantiere saranno recuperati e resi gratuiti nell’area adiacente e attualmente a pagamento.
Interessate le linee Bologna-Ravenna-Rimini, Ferrara-Ravenna, Faenza-Ravenna e Bologna-Padova. Modifiche necessarie a seguito di una nuova norma sulla sicurezza
Treno Rock
Modifiche di qualche minuto del tempo di percorrenza di alcuni treni, anche con lievi anticipi o posticipi dell’orario di partenza e arrivo, sulle linee Bologna-Ravenna-Rimini, Ferrara-Ravenna, Faenza-Ravenna e Bologna-Padova, a partire da giovedì 20 luglio.
Le modifiche si sono rese necessarie a seguito dell’applicazione da parte della Rete ferroviaria italiana di una nuova norma emessa dall’agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali.
La norma prevede che in caso di attraversamenti ferroviari protetti da passaggi a livello della tipologia a semi-barriere (con una sola barriera per lato a protezione del senso di marcia dei veicoli), i treni debbano transitare in quel punto a una velocità massima di 60 km/h, come misura di riduzione della gravità delle conseguenze di un eventuale urto contro un ostacolo.
Il limito stabilito comporta un aumento dei tempi di viaggio, che ha reso necessaria la modifica di alcuni orari.
Tale limitazione di velocità resterà in vigore fino alla graduale sostituzione della tecnologia semi-barriere con quella barriere intere o all’eliminazione dei passaggi a livello interessati.
In Emilia-Romagna i passaggi a livello che presentano una protezione a semi-barriere sono attualmente dodici e sono presenti sulle linee sopra indicate, nonché sulle linee Faentina e fra Lugo e Lavezzola, dove però il traffico è attualmente sospeso per i danni provocati dall’alluvione.
La Rete ferroviaria italiana nei mesi scorsi ha lanciato, insieme ad Anas e con il patrocinio del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, una campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza ferroviaria e stradale, sull’importanza del rispetto delle regole e dei comportamenti da adottare in stazione, nelle vicinanze dei binari e passaggi a livello.
Su tutto il territorio nazionale sono 250 gli incidenti che si verificano in media ogni anno ai passaggi a livello, con conseguenze gravi o mortali nel 10% dei casi, e oltre 2.600 i casi di presenze di persone sui binari o lungo la linea, con un bilancio di circa 200 decessi o feriti gravi. Episodi che oltre a mettere a rischio l’incolumità delle persone causano significativi rallentamenti alla circolazione ferroviaria.
Curiosa mostra nelle vetrine “private banking” di piazza del Popolo, curata dall’esperto ravennate di astronautica Stefano Cavina. Una collezione di rarità
Suoni e musiche dallo spazio profondo riprodotti su dischi in vinile – ma anche poster di film e altri oggetti, molti dei quali di impronta vintage – sono al centro di una curiosa rassegna ideata e curata, grazie ai pezzi della sua collezione, dal giornalista aerospaziale ravennate Stefano Cavina. La mostra è allestita nelle vetrine della “private banking” della Cassa di Risparmio, in piazza del Popolo a Ravenna, e resterà visibile fino al 25 giugno.
«Il vinile, rigorosamente nero, è stato il supporto musicale più conosciuto e diffuso al mondo, e insieme alle “cassette”, ha accompagnato generazioni di giovani, che dopo la Seconda guerra mondiale vissero gli anni della ricostruzione e del boom economico – scive nella sua introduzione alla mostra Stefano Cavina –. Allora, insieme alla Radio, la TV e il registratore, il giradischi era l’elettrodomestico più diffuso per ascoltare la musica in casa e con gli amici.
Oltre all’aspetto musicale, il vinile ebbe anche un importante ruolo nell’informazione. Nel decennio 1960-1970, la gara spaziale fra russi e americani raggiunse il suo culmine con lo sbarco sulla Luna di Neil Armstrong. In quegli anni non esistevano Wikipedia, YouTube o i podcast, né il mercato del filesharing, dei lettori MP3 e degli smartphone, e se si escludono i giornali, e qualche diretta radio televisiva, se si volevano sentire le voci degli astronauti, o ripercorrere le missioni spaziali, l’unica via, oltre naturalmente ai supporti registrati su nastri, era quella di acquistare i popolari vinili, sia 33 che 45 giri».
«Il vinile era così diffuso, che nel 1977 la NASA decise di mandarne uno nello spazio, a bordo delle due navicelle Voyager – contunua il curatore della rassegna –. Le due sonde erano destinate a esplorare Giove, Saturno, Urano e Nettuno, per poi uscire dal Sistema Solare, e perdersi nello spazio cosmico. Per questo motivo, si pensò di incidere un messaggio di fratellanza su un disco, senza dimenticare le istruzioni per costruire un giradischi, nel caso che una civiltà extraterrestre, avesse trovato le sonde. Naturalmente il vinile era già da tempo il Re incontrastato della musica. Molti compositori e cantanti trovarono profonde ispirazioni nell’esplorazione della nuova frontiera. Altri, più semplicemente, si affidarono a copertine direttamente prese dalle imprese spaziali. Alcune divennero straordinariamente famose, come “Major Tom” dal disco Space Oddity di David Bowie, che la BBC prese come colonna sonora per le sue quotidiane trasmissioni sulle missioni lunari Apollo degli anni ’60. Oppure “Walking on The Moon” dall’album Reggatta de Blanc dei Police, il cui clip cinematografico fu girato al Kennedy Space Center, in Florida, all’ombra del Saturno V, il gigantesco vettore che portò i primi uomini sulla Luna. Vi sono poi le composizioni per la NASA di Vangelis, fino ad arrivare allo straordinario “Artemis” (nome del nuovo progetto spaziale della NASA) della pluripremiata violinista, cantautrice e performer Lindsey Stirling. E questi sono solo alcuni».
«Fra scienza e fantascienza – conclude Stefano Cavina – il vinile finì per diventare il supporto di fantastiche colonne sonore, di film la cui trama, basandosi sulle scarse conoscenze del tempo, forniva un’anticipazione delle pericolose esplorazioni sulla Luna e su Marte, ma anche della visita di alieni più o meno pacifici. Un filone, quello fantascientifico, che poi l’ha fatta da padrone, con le splendide colonne sonore che accompagnavano capolavori quasi dimenticati, come Metropolis,Pianeta Proibito,Ultimatum alla Terra,Star Trek e così via fino ad arrivare al colossal cinematografico 2001 Odissea nello Spazio di Kubrik. Pellicole e colonne sonore, che continuano a riempire le sale cinematografiche di appassionati del futuro, come l’ultimo capolavoro di Denis Villeneuve: Dune, al cui successo hanno certamente contribuito le oniriche musiche di Hans Zimmer. Oggi, dopo anni i oblio ed essere stato quasi cancellato dal supporto digitale, mentre lo streaming è in pieno sviluppo il vinile, dato per morto ma mai definitivamente abbandonato, è risorto a nuova vita ma con un ruolo diverso, non più solo un supporto musicale, ma oggetto di ricerca e valorizzazione di brani musicali; un tempo soggetti a migliaia di copie con evidente deterioramento del supporto, grazie alla stampa di poche migliaia, se non solo centinaia, che oltre a valorizzare i brani registrati, insieme alle versioni colorate sono la gioia dei collezionisti, perché il vinile è di per sé trasparente, e solo colorato nella maggior parte dei casi di nero».
Accusata in particolare di essersela presa con un 80enne non vedente. Gli avrebbe infilato a forza il cucchiaio in gola mentre dormiva
Una donna di 49 anni gerente di fatto della comunità alloggio e centro diurno “Vecchia Quercia” di Massa Lombarda è stata arrestata dalla polizia nei giorni scorsi con l’accusa di avere maltrattato alcuni anziani della struttura, in particolare un 80enne non vedente e con problemi cognitivi.
Ora, come riportato dai due quotidiani locali, la donna finora incensurata, si trova ai domiciliari nella sua abitazione di Alfonsine, così come disposto da un’ordinanza di custodia cautelare del Gip Janos Barlotti.
Nell’interrogatorio di garanzia di venerdì, si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Il suo avvocato Giorgio Guerra ha chiesto l’applicazione di una misura meno restrittiva.
L’inchiesta era partita da una denuncia dei familiari dell’80enne messi in guardia da un paio di operatrici della struttura: una aveva pure realizzato registrazioni tramite WhatsApp.
Secondo le indagini di Commissariato di Lugo e squadra Mobile di Ravenna coordinate dal Pm Marilù Gattelli, la 49enne, oltre a schiaffi e urla, in una occasione, mentre dormiva, avrebbe infilato a forza il cucchiaio con la medicina nella gola dell’80enne fino a indurlo ai conati. In un’altra occasione gli avrebbe pure dato una manata sul volto facendolo sanguinare al naso (prognosi di otto giorni) e minacciandolo che lo avrebbe messo in mezzo alla strada, così la prima auto che passava lo avrebbe investito. Urla e strattoni avrebbero coinvolto anche altri anziani.
Il Gip, pur delineando il rischio di reiterazione di condotte analoghe, ha escluso fin qui il reato di tortura.
In quanto ai motivi del comportamento della donna, è stato inquadrato dal giudice principalmente lo stress: durante la alluvione era rimasta bloccata nella struttura da sola per tre giorni assieme agli anziani. (fonte Ansa.it)
Al Ravenna Festival lo spettacolo di parole e musica con Ginevra Di Marco e Gaia Nanni, tutto declinato al femminile
Ginevra Di Marco e Gaia Nanni in “Donne Guerriere” (foto Marco Parollo)
A volte il futuro ha le sembianze di uno scartafaccio da dimenticare in soffitta, quando le contingenze e le vicissitudini della vita rimandano i sogni troppo lontano per poterli realizzare.
Per fortuna però esistono le anime, coraggiose e indefesse nel credere in un mondo migliore, come quelle di Ginevra Di Marco e Gaia Nanni, che mettono in scena Donne guerriere al Palazzo dei Congressi di Milano Marittima per il Ravenna Festival. Sono accompagnate da Francesco Magnelli al pianoforte e magnellophoni e da Andrea Salvadori alle chitarre, tzouras ed elettronica: in quattro sul palco a dare voce alle storie di donne che hanno combattuto per i loro diritti non con la forza, la rabbia o con la rivoluzione, ma attraverso l’esempio.
Lo spettacolo inizia con una musica le cui parole sono difficili da decifrare: l’unica parola netta, precisa e afferrabile è “donna”. Un messaggio chiaro e onesto viene subito lanciato: la donna sarà la protagonista della performance. Un certo timore si insinua nello spettatore, consapevole che il tema è insidioso, delicatissimo e per lo più scomodo: può cadere facilmente nella polemica o nei cliché.
Segue la recita di Le donne della mia generazione di Luis Sepuldeva da parte di Ginevra di Marco, vestita di nero, e di Gaia Nanni, vestita di un pomposo abito arancione: entrambe al collo indossano una lunga ed elaborata collana inanellata, che appare pesante, forse simbolo di una storia millenaria femminile difficile da staccarsi di dosso.
Le due protagoniste dialogano sul fine della loro arte. «Perché tu canti?», chiede Gaia a Ginevra, cantante principale dello spettacolo. «Perché tu reciti?», risponde Ginevra a Gaia, attrice versatile che si distingue per il caleidoscopio di accenti vocali che adotta durante la performance, dall’intonazione siciliana, a quella ucraina, dalla fiorentina alla francese a seconda dei personaggi che interpreta.
Poi raccontano le vicissitudini di donne che hanno segnato la storia senza sapere di contribuire a cambiarla come Rosa Parks, Artemisia Gentileschi, Anna Magnani, Nilde Iotti o Virginia Woolf. Ma la gran parte parte dello spettacolo è dedicata alle vite di Rosa Balistreri e di Caterina Bueno, due cantautrici e interpreti della canzone popolare italiana.
Rosa Balistreri proveniva da un paese in provincia di Agrigento e da una famiglia poverissima. Il suo matrimonio – e come quello di molti nel Novecento e nei secoli precedenti – era stato un vincolo combinato, avvenuto in età adolescenziale. Rosa tentò di uccidere il marito, che tuttavia non morì, dopo aver saputo che egli aveva perso al gioco il corredo della figlia. Visse successivamente per un lungo periodo a Firenze, dove ebbe una relazione con il pittore fiorentino Manfredi Lombardi. Partecipò, inoltre, a Ci ragiono e canto, spettacolo di canzoni popolari condotto da Dario Fo.
Caterina Bueno, invece, proveniva da una famiglia agiata: il padre era un artista spagnolo, mentre la madre era svizzera; De Gregori le dedicherà la canzone Caterina. Entrambe sono accomunate dalla città di Firenze, dalla passione per il canto popolare e per l’ostinazione con cui rigettano un destino assegnato loro. Rosa, ad esempio, avrebbe dovuto lavorare nei campi per tutta la vita; imparò a leggere e a scrivere solo all’età di trentadue anni e a distinguersi nel canto, che fu per lei grido politico contro gli abusi e le prepotenze.
Con frizzante ironia e a tratti con amara allegria, le due attrici raccontano storie di violenza, di sogni proibiti, di licenziamenti a causa di gravidanze, di matrimoni combinati, di operaie, di contadine, di badanti, di donne che si sono adattate alle esigenze degli altri e anche donne che hanno ribaltato il meccanismo sociale, secondo cui l’uomo debba avere il predominio, grazie alla tenacia nelle loro idee e all’autenticità.
La performance è un alternarsi di dialoghi, monologhi, poesie e bilanci personali: ogni scena è spezzata dall’altra e intervallata per lo più da canzoni – anche inedite – che rendono omaggio alle due storiche cantanti e alla canzone popolare.
Mettere in scena chi altrimenti sarebbe rimasto nell’anonimato è un atto di grande coraggio. L’originalità del lavoro consiste nell’affrontare le problematiche dell’emancipazione della donna senza polemica o connotazioni morali; il giudizio è accantonato per lasciare spazio alle storie di personalità che sono rimaste in penombra. I temi come la violenza femminile o la parità non ancora raggiunta attraversano i dialoghi senza appesantirli: se il pubblico vorrà capire, capirà, comunque avrà trascorso una piacevole serata in compagnia di un’ottima musica.
Paiono arrabbiate le due attrici, un po’ lo sono veramente, ma c’è una leggerezza nel loro raccontare che deriva da una consapevolezza e da una decantazione delle emozioni inusitata. E soprattutto c’è una complicità tra le due protagoniste così lontana dalla realtà che riproducono in una scena: due signore, emblema del chiacchiericcio che l’invidia sedimenta – proprio tra donne –, si chiedono osservando una cantante: «Perché canta? Non dovrebbe raccogliere le castagne?».
Rosa Balistreri avrebbe risposto loro che «Si può fare politica e protestare in mille modi, io canto». Anche Ginevra e Gaia fanno politica sul palco, complici, solidali, sorridenti e «Insieme», come viene ripetuto nell’ultima canzone.
Il 19 luglio al via il festival con oltre 30 concerti nei bagni della riviera ravennate e due appuntamenti speciali a Marinara. Fino al 20 agosto
Los Kamer
Al via la nuova edizione (la 15esima) del festival Spiagge Soul sui lidi ravennati. La data di inizio ufficiale del festival della “musica dell’anima” è quella di mercoledì 19 luglio con i Los Kamer, da 14 anni sulla scena musicale e proveniente da Ixtapaluca, in Messico. Si tratta di una band fusion che propone brani originali influenzati da Emir Kusturica, Fanfare Ciocãrlia, Taraf de Haidouks, Amsterdam Klezmer Band e Manu Chao, tra gli altri, e noti a livello internazionale come Balkan Mex. Sono attesi al bagno Tarifa di Porto Corsini alle 22.
Chrystal Thomas
Todd Day Wait
Il festival, organizzato dall’Associazione Blues Eye con la compartecipazione del Comune di Ravenna e il sostegno di Regione Emilia-Romagna e Apt Servizi, dopo i concerti in anteprima di “Road to Spiagge Soul”, proseguirà poi con appuntamenti quotidiani, oltre trenta appuntamenti live, tra palchi e stabilimenti balneari di Marina di Ravenna, Porto Corsini, Punta Marina e Lido Adriano, fino al 20 agosto.
«Si tratta di un cartellone ampio e ricco, che propone una selezione tra i migliori artisti soul e blues italiani assieme ad alcuni concerti di assoluto livello internazionale, che portano in riviera sonorità e culture provenienti da tutto il mondo – sottolinea Francesco Plazzi, direttore artistico di Spiagge Soul – Questa 15esima edizione come d’abitudine unisce dunque ricerca culturale a occasioni di festa e condivisione, ma è anche un momento di transizione, nell’attesa che il festival trovi una sua casa e una veste più chiara e definita per il futuro. Ringrazio nel frattempo anche per quest’anno gli operatori privati, che continuano a investire e a credere nel progetto nonostante le difficoltà, e le istituzioni che ci affiancano nella costruzione di uno degli appuntamenti più attesi dell’estate romagnola».
Newen Afrobeat
Daiana Lou
Dopo l’esordio con i Los Kamer prosegue col gambiano Jabel Kanuteh con Marco Zanotti (giovedì 20) e Calla Mc+Nse (sabato 22). La prima domenica di Spiagge Soul vede invece gli aperitivi energici proposti da Rumba de Bodas e Caribbean Delights e poi il concerto serale con l’orchestra Newen Afrobeat, in arrivo dal Cile col suo spettacolo carico di ritmo e sfumature black. Giovedì 27 luglio spazio ad altre sonorità latine con Carlos Forero y Cumbia Poder e poi al concerto al porto di Marinara di Chrystal Thomas, una delle voci più splendenti della scena soul di New Orleans. Venerdì 28 al Finisterre Beach arriva invece Todd Day Wait & The Dukes, cantante e chitarrista country di Nashville, seguito dal quartetto di Ariane Salimata Diakite, corista di Irama e Laura Pausini che si esibisce in un concerto all’alba tutto da ballare, dai Cucoma Combo e dal duo Alte Feulip. Dopo il power folk dei Gattamolesta (mercoledì 2 agosto) l’inglese Giles Robson porta all’Ulisse Spiaggia 4 tutta la sua maestria tecnica ed espressiva con l’armonica, riconosciuta e osannata dalla critica blues mondiale (giovedì 3 agosto), prima di un omaggio sentito a Harry Belafonte, nell’anno della sua scomparsa (venerdì 4 agosto), e dei due aperitivi con Funky 4 of Us e Supermarket (domenica 6).
La seconda metà del programma di Spiagge Soul prevede tra gli altri i concerti di Vonn Washington (mercoledì 9), della cantante maliana Ariane Diakite (giovedì 10), il ritorno di Daiana Lou (venerdì 11), poi Baobab (sabato 12), Lebron Johnson con la Andy Pitt Band e i Soul Mundo (domenica 13). Come sempre è poi in programma la festa reggae coi Banana Boat (lunedì 14), mentre chiudono il festival Tonino Tremila (15 agosto), la formazione argentina dei Rosario Smowing (16 agosto) e infine The Indians (17 agosto) e Brown Style (domenica 20 agosto).
La testata del gruppo Monrif ha raccolto 400mila euro che verranno destinati a Faenza e Lugo
La creazione di un centro giovanile a Palazzo Laderchi a Faenza e gli interventi di ripristino di quattro scuole di Lugo rientrano tra i tre progetti (l’altro è la sistemazione della frana nella frazione Trove di Dovadola, nel Forlivese) che verranno finanziati con i 400mila euro della raccolta fondi aperta dal quotidiano Il Resto del Carlino e le altre testate del gruppo Monrif.
Inoltre, i fondi raccolti con il concerto organizzato dal Resto del Carlino a Bologna insieme a Lavoropiù e Unipol saranno versati sul conto corrente intestato all’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, nell’ambito della campagna ‘Un aiuto per l’Emilia-Romagna” voluta dalla Regione, arrivata a quasi 49 milioni di euro. Risorse che la Giunta regionale è orientata a utilizzare al 50% per il diretto sostegno delle popolazioni colpite, a partire da contributi per l’acquisto di veicoli in sostituzione di quelli distrutti (intervento non coperto dallo Stato), il resto per finanziare interventi urgenti di ripristino del patrimonio pubblico, in particolare scuole ed eventualmente impianti sportivi. Impieghi che saranno definiti in maniera coerente rispetto a quelli nazionali, d’intesa con il Commissario alla Ricostruzione.
«Grazie per quello che le testate del Gruppo Monrif e il Resto del Carlino hanno fatto insieme con i propri lettori – afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini-: ciò dimostra la vicinanza storica e territoriale del giornale con tutte le comunità. Il mio grazie è anche a nome dei sindaci: sono grato nel vedere finanziati progetti importanti. E poi grazie anche al contributo dato dal concerto ‘Oltre le nuvole’, che ha coinvolto giovani e giovanissimi, con grande sensibilità. Il conto corrente della Protezione civile regionale sta arrivando a 50 milioni, abbiamo superato i 48 milioni e mezzo, sarà un ulteriore, importante aiuto per le popolazioni».