Lega: «Togliere i cartelli in arabo in ospedale, gli stranieri imparino l’italiano»

Documento depositato dal Carroccio in consiglio comunale dopo il caso Imola dove la stessa richiesta è stata accolta dalla maggioranza M5s. Mdp e Italia in Comune si oppongono e criticano

La Lega ha depositato in consiglio comunale a Ravenna un documento che chiede al sindaco la rimozione dei cartelli informativi in lingua araba nei locali dell’ospedale e dell’Ausl Romagna. «In una logica di integrazione degli stranieri che usufruiscono del servizio sanitario – afferma Samantha Gardin, capogruppo del Carroccio a Palazzo Merlato e segretaria provinciale del partito di Matteo Salvini – è normale che queste persone siano obbligate a imparare l’italiano, se sono residenti sul nostro territorio nazione. Questo serve anche a semplificare e migliorare la comunicazione standardizzandola».

Gardin annuncia che il documento verrà depositato nei prossimi giorni in tutti i comuni dove la Lega e presente nei consigli  comunali e anche all’Unione dei Comuni della Bassa Romagna. L’iniziativa arriva sulla scia di quanto accaduto a Imola dove in consiglio comunale la maggioranza M5s ha votato un ordine del giorno presentato dal consigliere comunale della Lega Daniele Marchetti per la rimozione della segnaletica in arabo. Il Pd si è astenuto. L’Ausl imolese ha reso noto che l’eliminazione della lingua araba a vantaggio di italiano e inglese nei cartelli è in atto già da qualche tempo. Secono una nota dell’Aus la scelta di tradurre in arabo, francese e inglese, presa nel 2004, «con il tempo e le verifiche di monitoraggio periodico ha mostrato alcuni problemi nella comprensibilità complessiva dei messaggi. Queste valutazioni tecniche hanno portato, 9 anni fa circa, alla decisione di definire una segnaletica maggiormente sintetica, con traduzione in sola lingua inglese e che fornisse elementi orientativi basati su “codici colore” e grafici più facilmente comprensibili a tutti”. Dal 2010 circa, ogni qualvolta la segnaletica esige di essere sostituita la sola traduzione presente è quella in lingua inglese».

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Così come accaduto per il caso Imola, anche a Ravenna la mossa leghista è stata accompagnata da polemiche. «La Lega non perde mai un attimo al fine di fare semplice e becera propaganda – afferma Mdp –. 
Ci piacerebbe che chi governa il Paese, invece di alzare polveroni, si impegnasse a cercare più fondi, mettere in campo più investimenti in strutture, tecnologie e personale, Insomma più servizi di qualità per tutti i cittadini che usufruiscono del Servizio Sanitario Nazionale».

La neonata sezione ravennate di Italia in Comune, partito fondato dal sindaco di Parma Federico Pizzarotti fuoriscito dai grillini, dice di aver appreso dell’iniziativa con sgomento e imbarazzo: «Ci teniamo a far sapere alla consigliera Gardin e alla sua squadra che l’arabo è la quinta lingua più parlata al mondo e che le indicazioni della Regione Emilia-Romagna consentono ed incentivano all’utilizzo di una terza lingua (oltre all’inglese e all’italiano) nella cartellonistica ospedaliera. Inoltre Ravenna, che ha gareggiato fino all’ultimo con Matera in un avvincente testa a testa per aggiudicarsi il titolo di Capitale della Cultura 2019 e che vanta 8 siti Unesco, dovrebbe altresì abbracciare ampiamente delle sane politiche di integrazione e di apertura verso le varie culture ed etnie del mondo al fine di aumentare la propria appetibilità turistica, fonte di introiti e di prestigio. Chiediamo pertanto al sindaco non solo di rigettare con fermezza tale assurda proposta ma altresì di poter pensare all’avvio di un progetto atto all’inserimento di più idiomi nella cartellonistica ospedaliera e cittadina».

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