«Dante 700 un fallimento come Ravenna 2019. E il Poeta si rivolterà nella tomba…»

La lista civica La Pigna critica aspramente il programma finora presentato per le celebrazioni del 2021

Veronica Verlicchi

Veronica Verlicchi, capogruppo in consiglio comunale della Pigna

Dopo il commento a caldo di Alberto Ancarani di Forza Italia, anche la lista civica La Pigna si scaglia contro il programma per le celebrazioni del settimo centenario della morte di Dante, presentato a grandi linee nei giorni scorsi dall’Amministrazione.

La lista d’opposizione guidata dalla consigliera Veronica Verlicchi parla apertamente di «incompetenza dell’assessore Signorino e del sindaco De Pascale» criticando in generale la gestione della cultura a Ravenna in questi anni e poi denunciando nello specifico «il grave ritardo» con cui è stato presentato il programma Dante 2021 e in particolare «la scontata pochezza dello stesso».

«La mostra di Forlì sarà indiscutibilmente l’evento principale a livello nazionale e affonda ancor più il deserto di idee e l’incapacità di tessere relazioni nel mondo culturale “che conta” di De Pascale e della Signorino», continua la nota inviata alla stampa dalla Pigna, che parla di «un enorme smacco» per Ravenna.

La consigliera Verlicchi rivela poi di aver fatto una richiesta di accesso agli atti per capire quali opere fossero state richieste per le mostre del Mar, scoprendo che ancora non ci sarebbe niente di ufficiale rispetto alle opere di Giotto e Cimabue annunciate invece dal sindaco durante la presentazione. «Michele de Pascale, in evidente imbarazzo, deve aver accelerato la presentazione di un programma ben lontano, però, dall’essere definito – è quindi la conclusione della lista civica –. Una presentazione, quella del 30 luglio, pressapochista e di scarso interesse, nella quale non è stato detto nulla sull’investimento, sulla stima dei visitatori e sull’indotto economico per la città».

Al «colpevole ritardo nella definizione del programma degli eventi», secondo La Pigna, si somma quello «nella promozione e pubblicizzazione degli stessi. Sarà impossibile, ad esempio, rientrare nei cataloghi e nei materiali promozionali già predisposti dai tour operator e pronti per essere distribuiti alle fiere di settore». Un programma «che si basa quasi totalmente sulla programmazione del Ravenna Festival e di Ravenna Teatro e quindi senza alcun merito da parte dell’assessorato alla cultura, e che vede coinvolti molti dei soggetti protagonisti della fallimentare candidatura di Ravenna Capitale Europea della Cultura 2019. Non ci fossero in programma le iniziative promosse da Ravenna Festival e Ravenna teatro, oltre alle elemosine forzate e fuori tempo massimo degli Uffizi, cosa rimarrebbe dei grandiosi progetti dell’assessorato alla cultura? Le uniche vere iniziative in programma per Dante ’21 sono la mostra a cura di Massimo Medica, che forzatamente avrà pochi pezzi essendo allestita in una chiesa (di San Romualdo, ndr) poco conosciuta e poco attrezzata per esposizioni e la mostra sull’immagine pop di Dante, che con ogni probabilità farà rivoltare Dante nella tomba. E cosa dire della mostra fotografica di Paolo Roversi? – termina la nota della Pigna – Si tratta di un’ampia selezione di scatti che celebrano la figura della “musa”, una reinterpretazione contemporanea della figura di Beatrice della Divina Commedia, qui incarnata da donne iconiche come Kate Moss, Naomi Campbell e Rihanna. Un’offesa allo splendore di Beatrice che all’epoca non aveva certamente rapporti con il Briatore del tempo e allo stesso Dante che davvero si rivolterà nella tomba».

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