giovedì
02 Aprile 2026
Il caso

Maglietta docente, Cgil contro Morrone (Lega): «Clima di censura, la scuola ha problemi più urgenti»

Il parlamentare ha presentato una interrogazione per la scritta “Partigiani sempre” mostrata da una insegnante

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Il sindacato Cgil di Ravenna manifesta forte preoccupazione «per il clima che si tenta di alimentare nei confronti della scuola pubblica e dell’impianto democratico della nostra nazione» in riferimento all’interrogazione parlamentare promossa dal deputato forivese Jacopo Morrone (segretario della Lega in Romagna) sulla maglietta con la scritta “Partigiani sempre” indossata da una docente di una scuola superiore della provincia di Ravenna.

La Flc-Cgil Ravenna – la Federazione dei lavoratori della conoscenza, cioè tutti coloro che lavorano nei settori della scuola, dell’educazione degli adulti, dell’università – sostiene la docente e ritiene grave e inaccettabile «che si provi a mettere sotto accusa la libertà di insegnamento e la dignità professionale delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola, sulla base di segnalazioni anonime e interpretazioni ideologiche forzate o addirittura magliette indossate».

Il leghista ha criticato il messaggio di orientamento politico. La Cgil ribalta il punto di vista: «La scuola della Costituzione non è un luogo asettico o privo di valori: è invece fondata sui principi dell’antifascismo, della democrazia e della libertà, sanciti dalla Carta repubblicana. Richiamare, anche simbolicamente, la storia della Resistenza non costituisce propaganda ma è parte integrante del patrimonio culturale e civile del Paese».

Per il sindacato è inaccettabile equiparare l’espressione personale a un presunto “indottrinamento”: «Tale impostazione, guarda caso sostenuta anche attraverso le circolari del ministro Valditara, apre la strada a forme di controllo e censura incompatibili con una scuola libera e pluralista, proprio quei principi che si dichiara di voler difendere».

La segretaria provinciale della Flc a Ravenna, Francesca Lo Iacono, invita i politici ad affrontare i veri problemi della scuola: «Il precariato, la riforma degli istituti tecnici e professionali, il dimensionamento scolastico, le condizioni di lavoro e la qualità dell’offerta formativa. La scuola necessita di investimenti, fiducia e rispetto. Attendiamo dall’onorevole una maggiore attenzione e soluzione ai gravissimi problemi del paese anziché dedicarla ad inseguire il dress code del personale scolastico alimentando un clima di caccia alle streghe di cui non si sente affatto la necessità».

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