giovedì
09 Aprile 2026
il caso

L’Antico Porto di Classe chiuso a Pasqua: «Uno scandalo al sole»

Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna) chiede chiarimenti al sindaco sul destino del parco archeologico

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Il parco archeologico dell’Antico Porto di Classe è rimasto chiuso anche durante il periodo pasquale e diventa un caso politico. A sollevare la questione è Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna e decano dell’opposizione in consiglio comunale, che ha presentato un question time rivolto al sindaco denunciando quella che definisce senza mezzi termini una situazione di forte criticità.

«Uno scandalo al sole», lo definisce Ancisi, sottolineando come il sito non sia stato riaperto dopo la pausa invernale, in occasione della settimana di Pasqua, periodo che tradizionalmente rappresenta un’importante opportunità per il turismo cittadino. «Non si ha ancora notizia di quando sarà riaperto, se non genericamente nelle prossime settimane», afferma il consigliere, e solo tramite visite guidate limitate, con la biglietteria chiusa e la necessità di prenotare tramite la Fondazione Ravennantica. Un sistema che, a suo dire, riduce fortemente la possibilità di fruizione da parte di cittadini e turisti.

Nel suo intervento, il capogruppo richiama anche le spiegazioni fornite dalla Fondazione, che ha attribuito la mancata riapertura al maltempo. La direttrice Francesca Masi – in una recente intervista al Carlino Ravenna – ha infatti parlato di vento e pioggia che avrebbero impedito sia la rimozione delle coperture protettive sia lo sfalcio dell’erba, oltre alla necessità di intervenire su alcune strutture per motivi di sicurezza.

Una versione che però non convince Ancisi, che mette apertamente in dubbio che le condizioni meteo possano aver giustificato un ritardo così prolungato. Il consigliere allarga poi lo sguardo alla gestione complessiva della Fondazione Ravennantica, citando i dati di bilancio 2024: a fronte di un patrimonio gestito di oltre 22 milioni di euro, si registrano ricavi per circa 2,8 milioni e costi per 3 milioni, con un disavanzo di 122 mila euro. Un risultato che, evidenzia Ancisi, si accompagna comunque a contributi pubblici consistenti, superiori a 1,4 milioni di euro, di cui quasi un milione proveniente dal Comune.

Da qui la richiesta di chiarimenti puntuali all’amministrazione: Ancisi vuole sapere quando il Parco riaprirà effettivamente, quante visite siano state realizzate dall’inizio dell’anno e con quali risultati economici, ma soprattutto perché la struttura si sia fatta trovare impreparata all’avvio della stagione primaverile.

Infine, il capogruppo sollecita il sindaco a verificare anche la fondatezza delle previsioni della Protezione civile che sarebbero state considerate ostative alla riapertura, ricordando il sistema locale che coordina la gestione dei rischi sul territorio.

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