Armonia e bellezza nei passi di Zakharova and Friends

Il gran gala con l’étoile del Bolshoi e della Scala chiude il Ravenna Festival al teatro Alighieri

Zakharova

La ballerina Svetlana Zakharova

Per il piacere del pubblico ravennate che ha imparato ad ammirarne le linee eleganti e la bellezza altera, ritorna al Ravenna Festival la regina indiscussa delle punte: Svetlana Zakharova.

All’apice della sua carriera e della sua maturità, l’étoile di due palcoscenici – il Teatro Bolshoi di Mosca e il Teatro alla Scala di Milano – offre un “saggio“ della sua abilità tecniche ed espressive, dalla “Morte del cigno”, iperclassico cammeo dei primo del Novecento che Fokin disegnò per Pavlova, a “Revelation”, haiku danzante che Motoko Hirayama ha creato per lei, diventando la prima coreografa giapponese a firmare un lavoro per il Bolshoi.

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Un vero e proprio Gala, quello che andrà in scena sabato 22 luglio (con inizio alle 21.30) nella cornice del Palazzo Mauro De Andrè di Ravenna, intitolato per l’appunto “Svetlana Zakharova & Friends”, in cui a salire sul palco – insieme alla nota ballerina di origine ucraina – saranno anche diverse étoile del Balletto Russo, come Denis Rodkin e Mikhail Lobukhin, già noti agli appassionati di danza del festival ravennate, ma anche solisti del Mariinskij e guest star di altre famose compagnie, quali Anastasia Stashkevich, Anna Ol e Semyon Velichko.

Da sempre, la danza è nel suo dna e i successi sono arrivati presto. Stella  sin da piccola all’Accademia Vaganova di San Pietroburgo, è passata nel 1996 al Balletto del Teatro Mariinskij, interpretando da subito i principali titoli del repertorio classico e contemporaneo. Dal 2003, Zakharova lascia San Pietroburgo alla volta di Mosca, nel rassicurante quanto imponente Teatro Bolshoi, allargando a dismisura il proprio repertorio, toccando l’apice e girando il mondo diverse volte. Dal 1999 è regolarmente guest artist nelle più prestigiose compagnie di balletto a New York, Monaco di baviera, Milano, Roma, Napoli, Parigi, Tokyo, Amburgo, mentre dal 2007 è étoile del Teatro alla Scala di Milano. A chi le chiede quale ruolo preferisca interpretare, lei risponde di non avere preferenze.

«Amare tutti i ruoli del balletto – afferma –, significa amare la danza e la sua essenza, ovvero amare la ricaduta della propria personalità nel ruolo che si interpreta di volta in volta». E quando pensa al futuro, Zakharova continua a pensare in grande, non nascondendo che le piacerebbe dirigere un teatro. «Per quanto riguarda l’Italia – confida –, i miei preferiti sono senza dubbio il Teatro alla Scala di Milano e il San Carlo di Napoli. In Russi invece ho una predilezione per il Bolshoi. Per il momento però lo vedo come qualcosa di lontano, il mio posto è ancora sul palcoscenico davanti al pubblico che è sempre in grado di regalarmi grandi emozioni». E per la gioia degli appassionati dell’arte tersicorea, sarà proprio lei – con la sua leggerezza e fascino – in un grande evento di “perle coreografiche”, a chiudere in modo sontuoso ed emozionante l’edizione 2017 del Ravenna Festival.

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