martedì
03 Marzo 2026
Rubrica L'opinione

Gare per le spiagge, ma avremo ancora delle spiagge?

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Il 17 febbraio è stato il primo anniversario della morte di Frederik Bolkestein, detto Frits. L’economista e politico olandese si è spento a 92 anni. Nel ruolo di commissario dell’Unione europea propose una direttiva che fu approvata nel 2006 e prese il suo nome: è l’atto legislativo dell’Ue che stabilì l’assegnazione delle concessioni demaniali balneari con gare pubbliche.

Sono passati vent’anni, ma in Italia non è mai stata applicata, e se l’attesa si allungherà ancora, il problema potrebbe essere risolto alla radice: con la velocità dell’erosione costiera, combinata alla subsidenza, avremo ancora spiagge da assegnare?

La questione è stata sollevata anche da Alessandro Barattoni, sindaco di Ravenna, quando è intervenuto alla recente fiera dei balneari al Pala De Andrè: «Inutile discutere su come affidare le concessioni balneari per i prossimi vent’anni, se l’erosione rischia di farle scomparire molto prima. Nel nostro territorio il problema si somma alla subsidenza, che a Lido di Dante e Lido Adriano fa abbassare il suolo di quasi un centimetro all’anno. Le aziende del comparto vanno tutelate anche da questo problema, che rischia di compromettere la nostra offerta turistica».

Una questione che riguarda anche altri tratti della costa regionale. Il 9 febbraio al termine di una riunione con le autorità, la prefettura di Ferrara ha diffuso una nota: «L’erosione costiera in Emilia-Romagna nel tratto di una ventina di km compreso tra Lido di Spina (Ferrara) e la foce del fiume Reno (Ravenna) sta divorando il litorale a una velocità stimata di 10-12 metri all’anno. Il fenomeno espone a rischi immediati infrastrutture strategiche come la strada statale 309 Romea e centri abitati quali Casal Borsetti, Mandriole e Sant’Alberto».

Dagli anni ’80 a oggi, secondo quanto si legge in una nota pubblicata sul sito della prefettura ferrarese, sono andati perduti circa 300 ettari di territorio con una linea di riva che in alcuni punti è arretrata di 700 metri negli ultimi 70 anni.

Se questi sono due esempi dello scenario attuale, accettato anche in prima persona dal primo cittadino, allora appare piuttosto normale l’indignazione di molti per una nuova lottizzazione prevista a Lido di Dante.

Non ci risulta che più cemento aiuti a difendere la spiaggia. E che dire di Angela Angelina, la piattaforma di estrazione gasa meno di due km dalla costa dello stesso Lido di Dante? Ha la concessione fino al 2027. Da almeno dieci anni diversi politici locali hanno pronunciato almeno una volta la frase “ci sono possibilità di chiuderla in anticipo”. Ormai l’anticipo è finito. A questo punto aspetteremo che decida Eni.

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