Se Invader finisce su Libération

Matteo CavezzaliAnche se nessuno se n’è accorto la settimana scor­­sa Ravenna era in prima pagina su Libé­ra­tion, uno dei quotidiani più importanti di Fran­cia. Il motivo? Una lunga intervista a Invader per l’uscita di un libro che racconta le sue “incursioni artistiche” nelle strade di Ravenna. Invader, già, vi ricordate di lui? È l’artista che ha affisso nottetempo moltissime installazioni colorate raffiguranti piccoli alieni in mosaico in giro per la città (solo quello del Plane­tario era stato autorizzato e realizzato, in collaborazione con il Comune).

Molti autorevoli critici da bar ravennati accolsero l’artista internazionale definendo le sue opere “piastrelle da bagno”. La sua installazione forse più bella, raffigurante Giustiniano e Teodora in versione pop art, applicata davanti a San Vitale (in una piccola piazzetta usata per decenni come parcheggio di auto) è stata rimossa e fatta scomparire da qualche anonimo.

Qualche settimana fa anche a Parigi due lavori dell’artista sono stati staccati da un muro. Questo ha scatenato un deciso intervento da parte del sindaco Anne Hidalgo che ha chiesto che le opere fossero restituite alla città perché “patrimonio pubblico”. In seguito sono stati arrestati due uomini che, travestiti da poliziotti, avevano rubato i lavori di Invader per rivenderli a caro prezzo sul mercato nero dell’arte contemporanea.

Su questo tema l’Amministrazione di Ra­venna è sembrata coraggiosa ­– in una città in cui spesso si preferisce il “già noto” della tradizione al nuovo – e ha anche deciso di spostare a sue spese alcune opere per “salvaguardia dei beni storici” senza però rinunciare a esse. Senza contare una sorta di istituzionalizzazione della street art.

Ecco, in questa fase di cambiamenti in ambito culturale chissà che questa nuova attenzione della stampa internazionale su un artista come Invader non rappresenti l’occasione per una città “antica” come Ravenna di continuare su questa strada, non solo in ambito artistico, di puntare sull’innovazione  e sperimentare senza avere paura di scontentare qualcuno…