Bussano alla porta con il codice giusto, il pusher apre ma trova i carabinieri

Militari in borghese dopo la cena in pizzeria scoprono il trucco Cinque colpi in sequenza e si entra. Arrestati i due inquilini

La bussata alla porta aveva il codice giusto – tre colpi distanziati e poi altri due in rapida successione – ma il pusher che ha aperto, invece di un nuovo cliente, si è trovato difronte le divise dei carabinieri arrivati al trucco dopo essersi appostati nei pressi dell’appartamento mentre tornavano in caserma dopo una cena in pizzeria. I militari della stazione Borgo Urbecco di Faenza hanno arrestato i due inquilini per spaccio e segnalato alla prefettura le altre quattro persone trovate all’interno, quelli sì veri clienti che si erano fermati per consumare una dose di cocaina. Nell’appartamento in tutto rintracciate quattro microdosi da mezzo grammo ciascuna, un sasso di cinque grammi, 300 euro in contanti e tutto il necessario per il taglio e il confenzionamento.

L’insolita operazione è cominciata ieri sera 2 aprile quando tre carabinieri fuori servizio – il maresciallo capo Carmine Gaita, il maresciallo Luigi Gentile e il carabiniere scelto Giulio Nicolò –hanno riconosciuto un noto tossicodipendente faentino che frettolosamente ha fatto ingresso in un’abitazione nei paraggi del Ponte delle Grazie. I militari in borghese hanno notato uno strano viavai da quel condominio abitato soltanto al piano terra. Uno dei tre è entrato e si è nascosto sulla rampa di scale interne che conducono al secondo piano attualmente disabitato: da lì il militare ha potuto notare il codice della bussata comunicandolo alla centrale operativa che inviava una pattuglia in servizio.

Le persone arrestate sono un 66enne di Cotignola (G. C. le iniziali) e un 36enne pugliese (M. C.) residente a Gravina (Bari). Non avendo una occupazione stabile i carabinieri ritengono che la loro unica fonte di guadagno fosse lo spaccio. Nel salotto avevano tutto il kit per consumare, messo a disposizione dagli spacciatori per offrire un servizio in più agli acquirenti Al termine dell’udienza di convalida dell’arresto, il giudice ha accettato la proposta del pubblico ministero e ha disposto per entrambi gli arresti domiciliari fino al processo per direttissima del 7 maggio.

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