Le ronde leghiste diventano i passeggiatori della notte

Una dozzina di volontari guidati da Rolando (Lega Nord) battono le strade del lido: «Troppi furti, sono anche gli zingari ma non solo»

Gianfilippo Nicola Rolando, è responsabile organizzativo della Lega Nord e consigliere della pro loco a Marina Romea. Ha 36 anni e porta una lunga barba arruffata. Rolando è l’inventore dei “gruppi di passeggio” una specie di ronda padana in salsa romagnola che il leghista compie assieme a una dozzina di volontari dalla fine della stagione balneare per le strade di uno dei nove lidi ravennati.

Come sono nate le passeggiate?
«Dal gruppo “Sei di Marina Romea se” che ho creato su Facebook. Da lì è partito anche un esposto al prefetto sulla sicurezza che ha raccolto 2.300 firme».

Più dei residenti di Marina Romea che sono 1.500?
«Esatto, un grande successo».

Come vedono le forze dell’ordine le vostre passeggiate?
«Abbiamo un ottimo rapporto con i ragazzi della caserma di Marina Romea. Mi scrivono cosa succede e io mi attivo. Mi hanno dato loro il permesso di farle».

In che senso?
«Abbiamo parlato del fatto che ci sono stati molti furti a fine stagione, raid nei bagni al mare e nelle case. Succede ogni anno quando arrivano gli zingari dalle parti del Veneto».

Come fa a dire che sono gli zingari?
«Ho i miei informatori. Sono anche gli zingari, ma non solamente loro».

Ma quanti siete in queste ronde?
«Siamo 30 volontari che fanno i turni con noi e battono la zona. Non tutti attivi. Metà sono attivi».

Quindi secondo lei le forze dell’ordine non sono sufficienti per monitorare Marina Romea?
«Assolutamente no, sono sufficienti, ma occhi in più possono essere utili».

Come funziona un “gruppo di passeggio”?
«Andiamo in giro in coppie di due. Indossiamo la pettorina gialla per farci riconoscere dai cittadini e dalle forze dell’ordine. Abbiamo in mano telefonino e torcia. Giriamo per le strade buie a piedi, in bici o in macchina».

E se vedete qualche infrazione?
«Non interveniamo, ci allontaniamo e chiamiamo le forze dell’ordine. Non siamo dei Rambo o i giustizieri della notte».

Ha ripreso l’idea delle vecchie ronde padane, che il partito aveva abbandonato?
«Non mi ricordo cosa erano di preciso le ronde padane, è passato molto tempo. Noi siamo residenti che facciamo un giro. È anche un modo per tenere unito il paese. Abbiamo creato anche un gruppo Whatsapp su cui ci sentiamo».

C’è ogni sera una passeggiata?
«A seconda della disponibilità, però quasi tutte le sere».

Quanto dura?
«Giriamo 3 o 4 ore».

C’è una selezione dei passeggiatori?
«Assolutamente no. È solo una passeggiata. Non c’è selezione nemmeno tra i vigili urbani, si immagini se selezioniamo noi…».

Vi è capitato di intervenire?
«Sì, abbiamo segnalato porte aperte e finestre aperte in un bagno al mare e abbiamo segnalato anche persone losche…».

Cosa è successo dopo la chiamata?
«Non so, noi per sicurezza ci siamo allontanati».

Cosa intende per “persone losche”?
«Per esempio c’era un ragazzo fermo sotto una casa. Era in macchina e guardava il cellulare. Dopo un’ora che era lì abbiamo avvisato i ragazzi dell’Arma e sono andati a chiedergli i documenti».

E chi era? Avete sventato un pericolo?
«Non lo so. Non possono dare informazioni. Mi hanno solo detto che era tutto a posto».

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