«Trovo casa ai cani del sud Italia, non è legale ma così li salvo»

Ogni settimana ritira 3-4 animali arrivati dal Meridione con le staffette «Al nord c’è richiesta di taglie piccole ma qua non ci sono»

Ogni sabato va a Bologna, ritira in media 3-4 esemplari e poi li affida a persone in cerca di un cane soprattutto in Romagna (ma anche un po’ in tutto il nord Italia). Lei è una ravennate che ci chiede di restare anonima, «che altrimenti mi arrivano i vigili a casa due volte al giorno come è successo ad altre persone con cui collaboro. Sembra che siamo noi che maltrattiamo i cani…». La sua attività, d’altronde, non è legale, a partire dai pagamenti in nero fino ad arrivare ai documenti che sarebbero necessari per fare arrivare cani da altre regioni.

Per portare le bestie al nord collabora con le cosiddette staffette, un vero business nel Meridione: per incassare il più possibile c’è chi stipa furgoni o camion di cani (randagi o dai canili) e intraprende viaggi molto lunghi senza soste e senza badare alla salute degli animali. «Io ho a che fare con persone fidate e per i cuccioli accetto solo chi usa auto o treno, che in camion soffrono troppo», ci assicura la ravennate. Che prima di affidare il cane fa una serie di colloqui con i futuri padroni e poi anche visite successive per essere sicura che l’animale stia bene. «Salvo più cani io da sola che intere associazioni ravennati», continua la donna, che non ci sta a prendere lezioni da chi, anche tra gli animalisti, stigmatizza la sua attività. «Al sud ci sono canili da duemila animali, io ho preso la mia cagna in uno di quelli. Là sono più i cani che muoiono di quelli che vivono, si sbranano tra di loro, si accoppiano, nessun volontario che controlla, un delirio, con cani che qui troverebbero casa in due minuti. Secondo molti animalisti bisogna però lasciarli lì e qui continuare a farli comprare alla gente, alimentando un mercato vergognoso».

Ma come è possibile che ci sia una richiesta così alta di cani al nord? «A Ravenna e in Romagna, ma in generale in tutto il nord, ci sono molte richieste per cuccioli di taglia piccola che però qui non si trovano. Al sud ce ne sono a migliaia. E così volontari di tutto il sud li prendono e li fanno arrivare qui, dalla Sicilia anche in aereo. Ci sono staffette che hanno un’associazione alle spalle e non fanno pagare nulla, altre, in realtà quasi la totalità, che chiedono fino a 80-100 euro per cane. A Ravenna ci sono almeno una decina di volontarie come me, io non ci guadagno assolutamente nulla. Anzi, siamo sempre in perdita. Solitamente chiedo a chi li prenderà in affido 50 euro per i cuccioli e 80 per i cani già sterilizzati, da girare alle staffette volontarie. I cani arrivano spulciati, sverminati, chippati e vaccinati. Se sono adulti li testiamo anche per le malattie più frequenti».

«Spesso – continua la volontaria anonima – facciamo arrivare i cani anche senza che ci sia ancora l’interesse di qualcuno. Poi stanno a casa di una volontaria che li tiene in stallo fino ad adozione. Ma qui c’è molta richiesta e in una due settimane vanno via tutti. Ormai poi ho una rete di contatti per cui mi chiedono cani da tutta Italia. Ne ho fatta arrivare da poco una ad Udine, sempre con staffette, volontarie che però lo fanno solo per un rimborso spese, tipo 20 euro da Bologna a Udine. D’altronde per tutti noi è una questione morale: i cani non si comprano; soprattutto quando ce ne sono a migliaia che muoiono nei canili».

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