Chiuse sei edicole a Ravenna in pochi mesi. «Venderla? Come una truffa…»

Serrande abbassate in centro, piazza Vacchi, via Gulli e Borgo Montone: «Colpa anche dei giornali sdoganati all’Iper…»

Ha lasciato sulla serranda abbassata un messaggio di ringraziamento ai suoi clienti «che mi hanno sostenuto, offerto amicizia, regalato sorrisi, compagnie e risate». E dallo scorso 15 ottobre non ha più riaperto la sua edicola di via Corrado Ricci, sotto i portici all’angolo con via Gordini, in centro a Ravenna. Adele Cantagallo la gestiva ormai da quattro anni da sola, dopo averla rilevata con il marito circa 16 anni fa. Non ha neppure tentato di vendere, la licenza l’ha direttamente rottamata. «Venderla sarebbe stata come una truffa», sorride Adele, al telefono, racchiudendo tutto in una frase. In sedici anni il fatturato si è più che dimezzato, le vendite dei quotidiani – ci dice – calate del 60 percento. «Poi quello che è cambiato è anche il rapporto con la gente, è diventata sempre più arrogante, pù esigente. Era diventato pesante, nonostante io questo lavoro lo abbia amato moltissimo e nonostante alcuni miei clienti siano diventati amici, quasi parenti», continua Adele, che ora si sta guardando intorno, senza avere ancora le idee chiare sul futuro. Magari se le chiarirà dopo una vacanza, che manca da anni, a causa del lavoro sfiancante con l’edicola.

Pochi metri più in là, sotto i portici di via Gordini, è chiusa da mesi anche l’altra edicola, quella tra la pasticceria Ferrari e il caffè Alighieri. Il titolare – ci dicono dal Comune – si è impegnato a riaprire, ma non ci sono assolutamente certezze. Gli imprenditori dell’area e i frequentatori, intanto, chiedono la rimozione di entrambi i chioschi, che creerebbero degrado. Ma dal Comune sottolineano come si tratti di un’area privata, di proprietà della assicurazioni Ina, che dovranno provvedere ad assegnare nuove licenze o a rimuovere o far rimuovere ai vecchi titolari i chioschi.

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Intanto, da qualche giorno a Ravenna hanno chiuso i battenti anche altre due storiche edicole come quella di piazza Vacchi (zona camera mortuaria) e di Borgo Montone. Il titolare di quest’ultima, ora tornato al suo vecchio lavoro di camionista, sentito al telefono se la prende in particolare con la liberalizzazione che ha permesso al vicino ipermercato di vendere i giornali e le riviste, oltre che alle strategie a suo dire suicide degli stessi editori, tra prezzi in aumento e abbonamenti scontati per il web. Acquistata quasi dieci anni fa a 300mila euro, ora l’edicola di Borgo Montone pare non si riesca a vendere neppure a 30mila…

In questi ultimi anni era rimasta chiusa per diversi mesi prima di riaprire anche l’edicola di viale Alberti – è possibile tenere le serrande abbassate fino a sei mesi senza comunicare nulla e rischiare di perdere la licenza – mentre sono ormai chiuse da mesi le edicole di via Monfalcone – tra circonvallazione Canale Molinetto e via Cesarea – e di via Gulli, quella storica del quartiere Darsena. Sono così sei i chioschi chiusi sui 30 totali presenti a Ravenna a inizio 2015. E altre due edicole – dicono voci di corridoio – sarebbero destinate a chiudere entro pochi mesi.

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