Il teatro come “medicina straordinaria” per prendersi cura di sé insieme agli altri: il progetto di welfare culturale si prepara per il quinto anno in tour per i teatri dell’Emilia-Romagna, coinvolgendo oltre 260 pediatri, 43 centri per le famiglie e 31 teatri in 30 comuni della regione.
L’idea nasce da Ater Fondazione in collaborazione con gli assessorati alla Cultura, al Welfare e alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna e prevede che i pediatri e i centri regionali “prescrivano” ai più piccoli la visione di spettacoli per famiglie a prezzo calmierato, con l’idea di promuovere la creatività, la cultura e la fruizione degli spazi teatrali.
Per la quinta edizione, il progetto si presenta con una nuova formula: il voucher personale distribuito da pediatri e centri per le famiglie diventa pass di gruppo, un Family&Friends Pass che consente l’accesso a uno spettacolo fino a 6 persone, al prezzo di 3 euro a testa. Il pass garantisce l’ingresso a un’intera famiglia, se numerosa, ma è utilizzabile anche da nuclei non necessariamente familiari, così da coinvolgere amici, compagni di scuola, vicini.
Degli oltre 90 spettacoli in cartellone, due date sono in programma anche provincia di Ravenna: si parte domenica 18 gennaio a Conselice con Closciart, degli Eccentrici Dadarò; a Russi, invece, l’appuntamento è domenica 25 gennaio con Circo Miranda di Fontemaggiore Teatro. Il programma completo di tutti gli spettacoli della rassegna è consultabile online. Gli spettacoli sono aperti a tutti, anche senza la “ricetta” del pediatra.
«Il teatro è stare insieme, condividere emozioni – sottolineano gli assessori regionali Gessica Allegni (Cultura), Isabella Conti (Welfare) e Massimo Fabi (Politiche per la salute) -. Grazie a questo progetto che coinvolge sempre più famiglie, il teatro diventa un’opportunità, uno stimolo a prendersi cura di sé, a sollecitare la creatività e rafforzare il senso di comunità. In questo senso la cultura diventa un vero e proprio strumento di welfare, capace di generare benessere psicofisico, inclusione sociale e crescita personale. Quello del teatro è un linguaggio universale, che vogliamo continuare a incentivare e promuovere perché fa bene ai singoli così come alle comunità, ed è un investimento strategico per il futuro del nostro territorio».



