martedì
03 Marzo 2026
calcio

La denuncia in Seconda Categoria: «Cori razzisti e ragazzini aggrediti in tribuna»

Pesanti accuse del Faventia al Mezzano, che risponde minacciando di passare alle vie legali

Condividi

Accuse pesantissime nei confronti del Mezzano e dei suoi tifosi da parte del Faventia, società calcistica che milita nel girone M del campionato di calcio di Seconda Categoria, penultima serie nazionale. Il riferimento è allo scontro al vertice andato in scena lo scorso weekend a Mezzano (per la cronaca, vinto 2-0 dai padroni di casa, ora a -3 dai faentini primi in classifica), che avrebbe avuto come cornice episodi decisamente spiacevoli.

L’accusa del Faventia (messa nero su bianco su un articolo pubblicato sul proprio sito e rilanciato sui social) è rivolta ai tifosi del Mezzano, in particolare a un gruppo di una quarantina di persone che si fa chiamare “Curva Duri”. «Dalla fase di riscaldamento fino a fine partita i “Duri” non hanno trovato di meglio da fare che dedicarsi unicamente a insulti (anche di matrice razzista, con riferimenti alle scimmie) e minacce con picchi di volgarità davvero inarrivabili», denuncia il Faventia, arrivando a dare la colpa anche al «degrado sociale che, inaspettatamente, si vive a Mezzano, evidentemente incapace di offrire alcuna alternativa a questi ragazzi».

Secondo la ricostruzione dei faentini, i Duri avrebbero anche aggredito 7-8 ragazzini (figli di giocatori e compagni delle squadre giovanili) che erano in tribuna con tanto di tamburo e bandiera del Faventia. «Scene da far west – scrive la società -: una decina di questi impavidi bulli da branco ha affrontato i 15-16enni, chi sguainando cinture e fibbie, chi slacciando la felpa per essere più libero di colpire, chi cercando il contatto con alcuni adulti accorsi a difesa dei ragazzini. Ovviamente c’erano anche bimbi più piccoli a pochi passi, spaventati e in lacrime». Tutto questo, secondo il Faventia, «succede sotto gli occhi accondiscendenti della Società Mezzano che, nonostante i numerosi precedenti non ha coinvolto, come da noi richiesto per iscritto, né preventivamente né successivamente le forze dell’ordine, lasciando i propri alticci seguaci liberi di pascolare nel selvaggio contesto sopra descritto».

Non tarda ad arrivare la risposta del Mezzano, sempre sui social, dove viene annunciata anche l’intenzione di adire le vie legali. «Innanzitutto ci dissociamo completamente da eventuali condotte non consone ai valori dello sport da parte della cosiddetta “Curva duri”, come abbiamo sempre fatto, sottolineando che non esiste alcun rapporto tra questi e la società – si legge -. Tuttavia, nelle parole scritte nell’articolo vi è una chiara affermazione della nostra complicità, se non addirittura della nostra collusione. Questo non è tollerabile, così come altre falsità riportate, tra cui la presunta assenza delle forze dell’ordine, circostanza smentita da tutti i presenti. Avremmo compreso uno sfogo rivolto al gruppo degli ultrà, ma tirare in ballo e denigrare la società, che è sempre stata parte lesa rispetto a certi comportamenti della tifoseria, non ci pare corretto. Accusarci di essere accondiscendenti su presunti episodi, non rilevati al momento neppure dalle forze dell’ordine, ci sembra scorretto, soprattutto se ciò avviene in un secondo momento e attraverso un canale social, senza alcun contraddittorio».

«Se vi foste limitati a colpevolizzare la tifoseria di presunti atti non consoni al corretto vivere sportivo – termina il post del Mezzano -, non saremmo mai intervenuti, ma insultare un intero paese, sottolineandone il presunto degrado sociale e denigrando la società attribuendole comportamenti di connivenza con azioni che nulla hanno a che fare con il calcio, unito alla vostra latitanza nel confronto, non ci lascia altra scelta se non quella di tutelarci nelle sedi opportune».

Condividi
CASA PREMIUM

Spazio agli architetti

Metafisica concreta

Sull’intitolazione dell’ex Piazzale Cilla a Piazza Giorgio de Chirico

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi